Cuore di Cobra recensione del libro su Riccardo Riccò

Cuore di Cobra recensione del libro di Dario Ricci

Cuore di Cobra, confessioni di un ciclista pericoloso ultimo libro che racconta la particolare storia di Riccardo Riccò controverso campione degli anni 2000

Cuore di Cobra

Cuore di Cobra

Cuore di Cobra, non è semplicemente un libro ma il racconto di due viaggi. Il primo quello di Riccardo Riccò, per tutti gli appassionati di ciclismo detto “Il Cobra”, nel tortuoso percorso della sua vita ciclistica e privata.

Il secondo quello del lettore nel tenebroso “dietro le quinte” del mondo del ciclismo.

Ma, mentre nel primo viaggio, Riccò, supportato dall’esperta penna di Dario Ricci, regala ai fans un racconto della propria carriera ricco di aneddoti inediti, nel secondo caso non fa altro che rinforzare una serie di concetti, pratiche, comportamenti, giochi di potere che ogni appassionato di ciclismo professionistico conosce ma che preferisce (o forse gli è comodo) provare a nascondere a se stesso per continuare a dare un senso alla propria “fede”.

Questo è il senso di “Cuore di Cobra”, seconda esperienza editoriale di Riccò, edita da Piemme e in libreria da questo Maggio.

Rispetto al passato Riccardo si apre con il lettore per raccontare la sua ascesa (e discesa) ciclistica, allontanandosi dai toni cupi utilizzati nel precedente libro “Funerale in giallo” (in cui, va detto, toccava più da vicino il momento in cui è stato a un passo dal suicidio) lasciando, invece, spazio ad una visione più colorata e semplice della sua storia di uomo e atleta: due periodi diversi, due persone diverse.

E’ proprio con questa semplicità che, partendo dal racconto di come casualmente è nata la sua passione per la bici e passando per il dominio nelle gare tra i dilettanti, “il Cobra” ci racconta la sua esperienza da professionista tra gioie e delusioni, tra pochi “amici” (Piepoli, Scarponi, i suoi fidi gregari Celli e Anzà, Carlo Santuccione, Aldo Sassi) e tanti rivali (Bettini, Sella ma in generale tutto il gruppo), tra belle azioni in bicicletta e tanti errori sia in strada che nelle stanze dove era solito “curarsi”.

Cuore di Cobra più di un semplice libro

Duecentotrentotto pagine di alti e bassi professionali e nella vita privata (del resto cosa vi aspettavate da un amante delle montagne, da uno scattista nato, capace di fare la differenza appena la strada saliva? Una vita piatta più congeniale a un velocista?) in cui si sente forte la passione per il ciclismo che ha contraddistinto, e contraddistingue, l’esistenza di Riccò. Ciclismo per cui Riccardo, a volte anche sbagliando nessuno lo nega, ha cercato di dare il massimo.

Un libro da leggere quest’estate.

Sotto l’ombrellone.

Meglio se a Tenerife.

Gustandosi un ottimo gelato prodotto proprio da Riccò, che nella piccola isola dell’Atlantico ha trovato la serenità aprendo una gelateria.

In attesa del 19 aprile 2024.

Giorno che Riccardo ha già segnato in rosso sul suo personale calendario, giorno in cui nel suo cuore “il Cobra” spera (e merita) di tornare a correre.

Una statua per Michele Scarponi sulla sua montagna

Una statua per Michele Scarponi in cima al Colle dell’Agnello

Una statua dedicata a Michele Scarponi In ricordo della mitica azione del 2016 in cima al Colle dell’Agnello

Una statua dedicata a Michele Scarponi

Una statua dedicata a Michele Scarponi

Una statua dedicata a Michele Scarponi, un gesto di affetto per uno dei campioni del ciclismo recente la cui storia ha colpito gli amanti del ciclismo e non solo. Con i suoi modi garbati ma scanzonati, con il suo immancabile sorriso sulle labbra l’Aquila di Filottrano, tragicamente scomparso lo scorso anno in un terribile incidente stradate, ha un posto nel cuore di tutti gli italiani.

La memoria di Michele Scarponi è stata onorata nel corso degli ultimi mesi con diverse iniziative sia al recente Giro d’Italia che durante lo svolgimento della scorsa Tirreno-Adriatico.

Sabato 23 giugno vi sarà un altro splendido evento volto a tributare un doveroso omaggio alla memoria di Michele: sulla cima del Colle dell’Agnello verrà inaugurata una statua in memoria del ciclista marchigiano.

La statua, posta ai 2748 metri sopra il livello del mare immortala l’azione compiuta da Michele Scarponi durante il Giro d’Italia 2016. Quel giorno Michele Scarponi, in maglia Astana, transitò per primo sulla Cima Coppa di quell’edizione della Corsa Rosa.

L’azione di Scarponi consentì allo Squalo dello Stretto, Vincenzo Nibali, di ottenere la vittoria di tappa sul traguardo di Risoul, riaprendo fi fatto la lotta per la classifica generale (poi vinta proprio dal siciliano).

Da alcuni mesi l’amministrazione comunale di Pontechianale aveva in animo l’erezione della statua lungo il confine di Stato per celebrare le imprese di questo campione dal volto umano. L’incarico di produrre il monumento è stato affidato ad un artigiano del legno, Barba Brisiu, dal sindaco Oliviero Patrile.

Lo svelamento dell’opera è prevista, appunto, sabato 23 giugno 2018 alle 11,30 con la presenza delle massime autorità locali e dei familiari del ciclista scomparso.

Il ricordo di Michele Scarponi tragicamente scomparso in un tragico incidente durante un allenamento il 22 aprile del 2017 vivrà in eterno su una delle montagne in cui ha compiuto una delle sue indelebili azioni.

 

Incidente per Frankie il pappagallo di Michele Scarponi

Incidente per Frankie: operata in una clinica veterinaria

Incidente per Frankie, la papagallina  di Filottrano, compagna di allenamenti di Scarponi, trovata con un osso dell’ala destra spezzato, sarà operata

Incidente per Frankie

Incidente per Frankie

Incidente per Frankie la pappagallina amica di Michele Scarponi, una vera istituzione a Filottrano e non solo. Abbiamo imparato a conoscerla tutti la mitica Frankie il volatile che accompagnava Michele  in lunghi tratti dei suoi allenamenti, l’abbiamo spesso vista nel video che lo stesso corridore vittima di un terribile incidente lo scorso 22 aprile era solito postare.

Frankie è diventata anche il simbolo delle borracce commemorative che l’Astana ha prodotto. Frankie, senza un motivo noto, era ormai la fedele amica di Michele che accompagnava nelle uscite in biciclette o seguendolo in volo o appoggiandosi alla spalla del campione. Dopo la morte di Michele Scarponi la povera pappagallina aveva commosso l’Italia perché, quasi incredibilmente per un volatile, aveva dimostrato di provare dolore per l’improvvisa assenza dell’amico di tutti i giorni.

Dopo la tragica vicenda, la papagallina aveva addirittura sostano nel punto dell’impatto con il furgone per ore quasi a vegliare l’amico scomparso ed il giorno successivo era ritornata ancora sul luogo dell’incidente.

Lo scorso venerdì Frenkie è stata vittima di un incidente, la dinamica è ancora da accertare (qualcuno ha parlato di un veicolo che ha urtato l’animale) fatto sta che un passante l’ha trovata che camminava dolorante con un ala spezzata.  “Devo ringraziare Jasper, il ragazzo che l’ha trovata e me l’ha riportata – ha commentato Giacomo Lucchetta, proprietario dell’animale – l’ho portata da Giacomo Fabrizi, un veterinario specializzato nella cura dei pappagalli”.

Come dicevamo la dinamica dell’accaduto non è nota: “ci hanno raccontato del motore di un’auto che passava e poco dopo hanno trovato Frankie ferita, non sappiamo se sia stata colpita o addirittura investita da un veicolo in corsa” ha commentato il proprietario.

La pappagallina verrà operata nelle prossime ore, potrebbe anche riuscire a tornare a volare. In paese lo sperano tutti, non solo il proprietario, lo sperano i gemellini di Michele che ogni giorno vengono seguiti dall’animale quando vanno all’asilo, lo spera Anna che ogni tanto incontra il volatile amico del marito. Sulla possibilità che l’animale possa tornare a volare i veterinari sono fiduciosi e la speranza è condivisa con tutta Filottrano e tutto il mondo del ciclismo.

Mangiare, Bere e Pedalare di Beppe Conti: recensione

Mangiare, Bere e Pedalare la nostra recensione del libro

Mangiare, Bere e Pedalare un libro in cui si intrecciano storie di ciclismo, amicizia e buon cibo. Un Giro d’Italia enogastronomico scritto dal grandissimo Beppe Conti

Mangiare, Bere e Pedalare

Mangiare, Bere e Pedalare

Mangiare, Bere e Pedalare non è solamente un libro sul cibo o sul ciclismo, è un intreccio di momenti, di ricordi scritto da Beppe Conti ed edito da Graphot con prefazione di Angelo Striuli Spesso chi segue una corsa ciclistica sa bene che il pranzo è un momento da consumare velocemente, senza quasi godersi il cibo per poi ripartire in auto o in moto a seguire i corridori ma è altrettanto vero che il ciclismo e la buona tavola spesso vanno di pari passo in nottate epiche a raccontare aneddoti e storie di campioni passati e presenti accompagnati da buon cibo e buon vino.

Il libro, invece, parla di buona cucina. Buona cucina fatta all’interno di locali che intrecciano la loro esistenza con quella di grandi campioni del ciclismo. Locali in cui sono accaduti fatti degni di nota, locali dove si sono fermati a pranzare campioni degni di essere ricordati o dove lo spesso “oste” è un ex ciclista.

Mangiare, Bere e Pedalare parte nel suo racconto dalla città del Campionissimo, Castellania, esplorando le zone care a Fausto Coppi, l’Alessandrino e il Piemonte. Nel libro si unisce la buona tavola a ricordi di campioni da Hinault a Merckx da Bugno a Chiappucci, da Moser a Saronni dagli indimenticabili Marco Pantani e Michele Scarponi a Fabio Aru e Vincenzo Nibali.

Un libro da non perdere per gli amanti delle curiosità legate al ciclismo e per chi ama provare le emozioni della tavola in posti sparpagliati qua e la per lo stivale con il comune denominatore dell’amore per il ciclismo.

 

  • Editore: Graphot
  • Anno edizione: 2018
  • In commercio dal: 24/04/2018
  • Pagine: 176 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788899781262

 

Viviani finalmente trionfa al Giro, Dennis in rosa

Viviani conquista la prima volata del Giro 101

Viviani, favorito della vigilia, non tradisce le aspettative e conquista la volata di Tel-Aviv, cambia di proprietà la maglia rosa ora sulle spalle di Dennis della BMC

Viviani coi gemelli Scarponi

Viviani coi gemelli Scarponi

Viviani non ha tradito le aspettative, il campione veronese, medaglia d’0ro alle Olimpiadi di Rio 2016, era il favorito della seconda tappa del Giro d’Italia, con arrivo ad Tel-Aviv e puntualmente ha rispettato i pronostici.

C’è voglia di mettersi in mostra in questa prima frazione in linea del giro quindi pronti e via ed ecco partire il nostro Davide Ballerini della Androni Sidermec con Guillaume Boivin della Israel Academy e  Lars Bak della Lotto Fix All. Dietro lavorano forte quelli della BMC con un obiettivo: gli abbuoni del Traguardo Volante. Proprio al TV Rohan Dennis  ha conquistato 3 secondi di abbuono che gli consentono di scavalcare Tom Dumoulin (sicuramente poco interessato alla gloria effimere della rosa del giorno).

Enrico Barbin della Bardiani CSF conquista l’unico GPM di giornata e fa sua la maglia azzurra della montagna.

Il gruppo procede tra strappi ma sempre compatto fino agli ultimi chilometri all’interno di Tel-Aviv con un percorso un po contorto e a tratti stretto che genera una volata abbastanza confusa in cui Elia Viviani non riesce ad organizzare un treno ma prende la ruota di Sam Bennett. Ad un tratto è il velocista principe della Wilier Triestina,  Kuba Mareczko che tenta di sorprendere tutti partendo da dietro con un gran passo. Viviani è abile nel capire il momento e prendere la ruota del bresciano andando a festeggiare la sua prima vittoria al Giro.  Secondo posto per Marecszko, poi Bennett, Bonifazio e Modolo.

 

Bella l’immagine di Elia Viviani (che indossa la maglia ciclamico) che festeggia con i gemellini di Michele Scarponi e porta il piccolo Giacomo sul podio ed è entusiasta a fine corsa: “Tutti si aspettavano la mia vittoria, ma vincere al Giro non è mai scontato. Negli ultimi giorni sono forse apparso calmo ma assicuro che dentro di me ero molto provato e teso. La squadra è focalizzata su di me e non voglio deludere le aspettative ma questo aumenta la pressione. Sono felice di indossare una maglia storica come quella ciclamino”.

Molta gioia anche per Rohan Dennis che riscatta la cronometro che gli aveva lasciato un po di amaro in bocca: “ieri ero molto deluso e ammetto che oggi non avrei minimamente pensato di conquistare la rosa. Viviani è stato un gentiluomo, al traguardo volante non è andato a tutta e questo mi ha aiutato a conquistare dei secondi decisivi, sono felice che lui abbia poi vinto la tappa. Non so se e quanto riuscirò a tenere la maglia ma ora voglio godermela”.

 

 

Pello Bilbao: vinto per Michele Scarponi

Pello Bilbao vince al Tour of the Alps: è per Scarponi

Pello Bilbao vince la prima tappa al Tour of the Alps davanti al compagno di squadra Luis León Sánchez: dedica speciale a Michele Scarponi

Pello Bilbao: vinto per Michele

Pello Bilbao: vinto per Michele

Pello Bilbao vince la prima tappa al Tour of the Alps da Arco a Folgaria. Un vero e proprio dominio quello della compagne Kazaka dell’Astana che ha inserito qualcosa come cinque uomini nelle primi quindici posizioni della gara.

Subito dopo il via della frazione parte la fuga: a comporla sono Bou (Nippo Vini Fantini), Turrin (Wilier Selle Italia), Krizek (Team Felbermayr), Friedrich (Tirol), Saramontis (Bora Hansgrohe), Ballerini (Androni Sidermec), Eenkhoorn (Lotto NL Jumbo), Rybalkin (Gazprom) e Berhane (Dimension Data).  Il gruppo controlla concedendo un vantaggio massimo attorno ai 2 minuti,

La fine dell’avventura dei fuggitivi avviene quando si è  sulle rampe verso Serrada: mancano dodici chilometri all’arrivo (cinquemila metri allo scollinamento) e qui comincia la vera gara.

Giulio Ciccone (Bardiani-Csf) è il primo a rompere gli indugi seguito da un pimpante Thibaut Pinot, agevolato dal compagno di squadra Sebastien Reichenbach. Mentre l’abruzzese dà tutto, a chiudere su ogni altro attacco è il Team Sky a serrare il gruppo con Chris Froome che prova ad accelerare seguito da circa 10 corridori che si riportano su Ciccone e soci.

Ci prova Pello Bilbao (Astana) che sfrutta il lavoro del suo team e si invola ai meno 3 km dall’arrivo senza essere più ripreso. Lo spagnolo chiude con sei secondi di margine sul compagno di team Luis Leon Sanchez, bravo a prendersi il piazzamento d’onore davanti a Ivan Sosa. A dieci secondi dal vincitore ecco arrivare tutti i migliori, tra cui Froome, Aru e Pinot, oltre allo stesso Ciccone che riesce a non perdere terreno nel finale.

Bilbao è il primo leader della classifica generale e nell’intervista a caldo ricorda Michele Scarponi, che qui un anno fa colse l’ultima vittoria pochi giorni prima di perdere la vita. Per la Astana è il secondo successo consecutivo dopo quello rimediato all’Amstel Gold Race da parte di Michael Valgren.

Il pensiero di Bilbao subito dopo il traguardo è andato al suo ex sfortunato compagno Scarponi e al suo successo dell’anno scorso: “È  un onore per me aver vinto questa gara. Un giorno speciale un anno dopo la vittoria di Michele Scarponi e si tratta quindi di una grande vittoria. Eravamo diversi corridori della Astana davanti, ben tre nel primo gruppo ed uno subito dietro. Dovevamo quindi fare qualcosa e sono partito. I miei compagni hanno fatto un grande lavoro di controllo e li ringrazio per avermi aiutato. È veramente una grande giornata per noi“.

 

 

Ciclismo le tragedie che hanno segnato lo sport

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti

Ciclismo le tragedie che hanno coinvolto atleti professionisti sono molteplici da Cepeda a Casartelli, da Weylandt a Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie: Goolaerts

Ciclismo le tragedie sono purtroppo abbastanza frequenti, non tutti ritengono il nostro uno sport pericoloso ma in realtà lo è sempre stato. Negli ultimi anni le autorità hanno introdotto una serie di accorgimenti per ridurre la rischiosità in corsa ma questo non è sinonimo di annullamento dei rischi di infortuni o tragedie.

Già l’inserimento obbligatorio del casco che inizialmente raccolse perplessità da parte di una fetta del plotone, aveva incrementato non di poco la sicurezza ora si spera che altre introduzioni possano ulteriormente ridurre la percentuale di rischiosità ma sicuramente senza la possibilità di annullarla.

L’ultima tragedia ha colpito Michael Goolaerts della Veranda’s Willems-Crelan, spirato a soli 23 anni dopo un terribile attacco cardo-respiratorio mentre stava affrontando il settore numero 28 di pavé la Parigi-Roubaix.

Il giovane atleta è stato soccorso con defibrillatore,  trasportato all’Ospedale di Lille in gravissime condizioni ma si è spento nella tarda serata di domenica 8 aprile.

La sua scomparsa si aggiunge al lungo e triste elenco di lutti che hanno colpito il mondo del ciclismo. Da Serse Coppi  a Fabio Casartelli, da Andrei Kivilev a Wouter Weylandt sono troppi i corridori che hanno perso la vita in sella alla propria bicicletta.

  • 1935: Armando Cepeda, spagnolo, muore cadendo in un burrone durante una tappa del Tour de France.
  • 1951: Serse Coppi, fratello del campionissimo Fausto, cade nell’ultimo chilometro del Giro del Piemonte, per lui l’impatto sarà fatale lasciando un vuoto nell’anima del fratello.
  • 1967: un arresto cardiaco (dettato da un cocktail letale) stronca l’inglese Tony Simpson durante la salita al Mont Ventoux al Tour de France
  • 1984: Joachim Agostinho, icona del ciclismo portoghese, cade durante una tappa al Tour d’Algarve causata da un cane, muore una decima di giorni.
  • 1987: a Benidorm in occasione del Trophée Luis-Puig un’autovettura investe e uccide Vicente Mata.
  • 1987: durante il Tour di Haut Var, cade in discesa e muore Michel Goffin
  • 1995: Il campione olimpico di Barcellona 1992 Fabio Casartelli, compagno di squadra di Lance Armstrong alla Motorola, muore per una caduta durante la discesa del Portet-d’Aspet nella15^ tappa del Tour de France
  • 1999: al Giro di Catalogna lo spagnolo Manuel Sanroma muore dopo una brutta caduta
  • 2003: il Corridore della Cofidis Andrei Kivilev cade nel finale della seconda tappa della Parigi-Nizza riportando una terribile frattura dell’osso frontale con danni cerebrali. Muore la mattina seguente.
  • 2005: Subita al Naranco l’italiano Alessio Galletti viene colpito da un arresto cardiaco
  • 2006: lo spagnolo Isaac Galvez colpisce una balaustra durante la sei giorni di Gand dopo un contatto con il belga Dimitri De Fauw. Vano il trasporto in ospedale
  • 2010: Giro del Friuli, Thomas Casarotto finisce contro un’automobile, l’impatto è devastante, morirà qualche giorno dopo.
  • 2011: il belga Wouter Weylandt della Leopard-Trek muore durante la terza tappa al Giro d’Italia. Per lui è fatale l’impatto contro un muro durante la discesa del Passo del Bloccoù2016: Gent-Wevelgem, Antoine Demoitié, del team Wanty-Groupe Robert, viene colpito da una moto durante la classica, trasportato d’urgenza in ospedale morirà poche ore dopo.
  • 2016: Criterium International, durante la prima tappa il corridore belga Daan Myngheer viene colpito da un infarto, trasportato all’Ospedale di Ajaccio morirà dopo qualche giorno.
  • 2017: Michele Scarponi perde la vita durante un allenamento, investito da un furgone a un incrocio vicino a casa sua.

Astana 10 anni di storia del team kazako

Astana cronologia della storia del team Kazako 2007-2017

Astana la storia di 10 anni del team kazako tra luci ed ombre, doping, vittorie, Contador, Aru, Nibali, Lance Armstrong

Astana: Vinokourov

Astana: Vinokourov

Astana nasce nel 2007 dalle ceneri del team spagnolo ONCE poi nominato Liberty Seguros, e diretto per diversi anni da Manolo Saiz. Il DS spagnolo nel 2006 viene coinvolto nelle intricate vicende della Operación Puerto portando lo sponsor Liberty Seguros ad annullare il contratto di partnership.

Il team viene rilevato da un consorzio formato da 5 società Kazake operanti nel settore dell’energia dando il nome di Astana (la capitale del paese asiatico) al nuovo sodalizio sportivo

Parallelamente il consorzio da vita a un gruppo sportivo legato alla Zeus Sàrl società dell’organizzatore del Giro di Svizzera Marc Biver che il 19 dicembre 2006 riceve una licenza per partecipare all’UCI ProTour 2007.

Nasce la nuova Astana avente licenza svizzera e sede a Les Geneveys-sur-Coffrane, nel Canton Neuchâtel con la collaborazione di Walter Godefroot.

 

Astana: stagione 2007

IL 2007 parte con le firme di Kloden, Savoldelli e le conferme delle punte altri Aleksandr Vinokurov e Andrej Kašečkin. Durante l’anno il team si distingue per le abilità nelle prove contro il tempo in special modo durante la tredicesima tappa del  Tour de France 2017 Vinokurov, Klöden e Kašečkin terminarono al primo, terzo e quarto posto.

Ad aprile 2017, Jef d’Hont, massaggiatore del Team Telekom dal 1992 al 1996, pubblica Memorie di un massaggiatore, libro in cui rivela le pratiche di doping usate nella squadra tedesca di cui Walter Godefroot era manager all’epoca tanto da portare un alone di sospetto sul Team Astana (molti atleti del team provengono proprio dal team tedesco).

Il 27 giugno Kessler risulta positivo al testosterone e viene licenziato dal team, Eddy Mazzoleni, terzo al Giro d’Italia 2007, viene citato (insieme a Danilo Di Luca) nell’inchiesta Oil for Drugs e a fine luglio chiude il rapporto con il team.

Il caso più eclatante è la positività di Vinokurov ad una trasfusione omologa di sangue in seguito alla vittoria nella tredicesima tappa del Tour (poco prima il kazako aveva confessato all’Equipe i suoi rapporti con Michele Ferrari). La squadra lascia la corsa francese e la conferma della positività porta al licenziamento del leader del team il 30 luglio.

L’8 agosto anche Kashechkin viene trovato positivo ad una trasfusione omologa al Giro di Turchia con conseguente licenziamento. Accanto a tutti questi scandali legati al doping arrivano problemi legati a mancati stipendi che portano alla comunicazione che dal 2008 il nuovo DS sarà Johan Bruyneel, ex direttore sportivo della Discovery Channel.

Astana: stagione 2008

L’arrivo nel team di Johan Bruyneel e Alberto Contador non aiutano a migliorare l’immagine del team che non è gradita da molti organizzatori di corse. Inizialmente non autorizzata a correre il Giro d’Italia, viene dato il via libera alla presenza  a meno di una settimana dalla partenza e, nonostante il cambiamento di programma last second, il team conduce Alberto Contador alla vittoria della corsa rosa.

Alla Vuelta a España è ancora Contador ad imporsi (terzo grande giro per lo spagnolo) davanti al compagno di squadra  Levi Leipheimer

L’8 dicembre 2008, il sito internet del magazine Velonews diffonde la notizia del ritorno nel 2009 di Lance Armstrong con l’obiettivo di dare visibilità alla sua fondazione e di vincere il suo ottavo Tour de France.

Astana: stagione 2009

Astana: Contador e Armstrong

Astana: Contador e Armstrong

Al Giro d’Italia 2009, Lance Armstrong è tra i partenti e chiude al dodicesimo posto e Leipheimer sesto, ma i corridori coprirono il nome dell’Astana sulle maglie per via dei salari non pagati. Gli investitori kazaki premono per il ritorno di Aleksandr Vinokurov nel team mentre la coppia Bruyneel-Armstrong preferisce essere i grandi manovratori della macchina kazaka.

Al Tour, l’Astana vince subito la cronometro a squadre, ma da subito scoppia la guerra interna tra Armstrong e Contador (fin dalla terza tappa).

Alla quindicesima tappa (Pontarlier-Verbier) Contador attaccae alle sue spalle Kloden rimane con Armstrong accentuando la spaccatura nel team. Lo spagnolo conquista la maglia gialla ma il team è spaccato.

Nel luglio del 2009 Johan Bruyneel dichiara di lasciare il team a fine anno per spostarsi nel progetto RadioShack creato da Lance Armstrong

In ottobre, l’Agenzia francese per la lotta contro il doping (AFLD) denuncia con un rapporto un “trattamento privilegiato” di cui avrebbe beneficiato la squadra da parte degli ufficiali UCI durante la corsa.

Astana: stagione 2010

Il 2010 vede il ritorno del kazako Aleksandr Vinokurov, e con lui arrivarono in organico nuovi corridori: De la Fuente, Tiralongo, Gasparotto, Plaza, Stangelj, Pereiro.

Il principale successo targato Astana nella stagione 2010 è il Tour de France con Alberto Contador, che pur non vincendo alcuna tappa nelle tre settimane di corsa riesce a precedere Andy Schleck

La Liegi-Bastogne-Liegi si impone Vinokurov che conquista anche il Giro del Trentino e una frazione al Tour de France,

La vittoria del tour de France del 2010 è stata poi revocata a seguito della squalifica di Contador per doping.

Al termine della stagione 2010 Contador conferma la sua intenzione di lasciare la formazione kazaka per far ritorno alla corte di Bjarne Riis approdando alla Saxo Bank.

 

Astana: stagione 2011

Vengono messi sotto contratto Roman Kreuziger e Robert Kiserlovski, entrambi provenienti dalla Liquigas-Doimo. Vinokurov annuncia che la 2011 sarà la sua ultima stagione da professionista con l’obiettivo di conquistare il Tour de France mentre Kreuziger invece viene designato capitano per il Giro d’Italia.[

I risultati sono in calo rispetto a quelli ottenuti le stagioni precedenti, il team conquista alcune tappe tra Parigi-Nizza, Tour de Romandie e al Giro. Al Giro d’Italia l’Astana vince la classifica a squadre mentre Kreuziger conclude al sesto posto nella generale (poi quinto in seguito alla squalifica comminiata a Contador); Vinokurov ottiene il terzo posto il Tour de Romandie e al Giro del Delfinato.

Al Tour de France, invece, Vinokurov è costretto al ritiro nel corso della nona tappa a seguito di una caduta nella discesa del Col du Peyrol, in cui si frattura il femore. Il kazako nonostante la stagione non fortunata e gli annunci di inizio anno decide di restare a bordo del team anche per il 2012.

Astana: stagione 2012

L’ingaggio di maggior rilievo in vista del 2012 è quello di Janez Brajkovic che ritorna in Astana dopo  due anni alla RadioShack. La primavera è sicuramente positiva per la squadra grazie al terzo posto alla Tirreno-Adriatico di Kreuziger e alla vittoria di Enrico Gasparotto all’Amstel Gold Race mentre la Liegi-Bastogne-Liegi viene vinta da Maxim Iglinskiy con Gasparotto al terzo posto

Al Giro d’Italia è Kreuziger il capitano che conquista la tappa dell’Alpe di pampeago ma che in classifica chiude a oltre un quarto d’ora dal vincitore Ryder Hesjedal.

Vinokurov concentra la sua preparazione in vista del Tour e delle Olimpiadi, tornando a correre solo nel mese di giugno in occasione del  Delfinato a supporto di Brajkovic che chiude la corsa al settimo posto. Al Tour de France Vinokurov chiude con un deludente 31esimo posto in  classifica generale mentre Janez Brajkovic termina invece al 9º posto.

Una settimana dopo la fine del Tour Vinokurov vince la medaglia d’oro nella prova in linea dei Giochi Olimpici di Londra annunciando il definitivo addio alle corse passando nel management della squadra.

Astana: stagione 2013

Astana: Nibali

Astana: Nibali

Dalla Liquigas arriva Vincenzo Nibali forte del terzo posto al Tour 2012, con il messinese ecco arrivare una batterie di uomini di fiducia dello squalo: Valerio Agnoli, Alessandro Vanotti e Jakob Fuglsang.

il corridore siciliano vince prima la Tirreno-Adriático davanti a Chris Froome e Alberto Contador e poi il Giro del Trentino.

Al Giro d’Italia già dalla prime tappe l’italiano si trova in una situazione di vantaggio rispetto ai rivali. Nella tappa dell’Altopiano del Montasio Hesjedal perde una ventina di minuti e il giorno seguente Wiggins perse 3′ abbandonando la corsa il giorno successivo.  L’unico rivale per Vincenzo è Cadel Evans che viene morso dallo squalo nella cronoscalata alle Tre Cime di Lavaredo.

Il Tour de France è decisamente sfortunato per il team che chiude senza nessun risultato di spessore. Il riscatto per l’Astana arriva alla Vuelta a España vincendo da subito la cronosquadre e imponendosi ancora con Nibali che realizza una storica doppietta Giro-Vuelta.

Astana: stagione 2014

L’obiettivo del team è conquistare il Tour de France, vengono quindi messi sotto contratto Michele Scarponi, per quattro anni consecutivi tra i primi cinque classificati del Giro. Scarponi parte come capitano al Giro ma dopo aver accumulato un grosso distacco si ritira nel corso della 16esima tappa.

L’Astro emergente è invece il sardo Fabio Aru che confermò quanto di buono fatto vedere l’anno prima, rimanendo sempre insieme ai migliori e tenendo un ritmo regolare concluse al terzo posto della classifica generale, alle spalle di Quintana e Urán e conquistando la tappa di Montecampione.

L’obiettivo di vincere il Tour viene centrato da Vincenzo Nibali entrando nella storia dopo la vittoria di Marco Pantani nel 1998.

Nel mese di settembre l’UCI rende nota la positività all’EPO di Valentin Iglinskij nel corso dell’Eneco Tour: il corridore riconosce il fatto e viene sospeso dalla squadra

Astana: stagione 2015

Il 2015 si caratterizza per le vittorie di Fabio Aru nella Vuelta a España (nelle ultime due tappe il sardo strappa la maglia rossa a Tom Dumoulin) e di Vincenzo Nibali nel Giro di Lombardia. Il sardo è il grande protagonista (a sorpresa) della corsa iberica con 57 secondi di vantaggio sul padrone di casa Purito Rodriguez.

Astana: stagione 2016

Vincenzo Nibali, si impone al Giro d’Italia dopo un inizio pieno di difficoltà. Sul traguardo di Sant’Anna di Vinadio il siciliano riesce a colmare lo svantaggio nei confronti dell’emergente colombiano Esteban Chaves e lo scavalca in classifica assicuandosi la maglia rosa finale.

Miguel Angel Lopez, giovane talento spagnolo, fa suo il Giro di Svizzera (bisserà poi con la Milano-Torino) mentre al Tour de France la formazione kazaka si presenta con capitano Fabio Aru, che però conclude in tredicesima posizione per un crollo nella penultima tappa della corsa francese.

Astana: stagione 2017

Nella stagione 2017 l’Astana abbandona il marchio Specialized per passare alle biciclette canadesi Argon 18. Vincenzo Nibali abbandona l’Astana, per approdare nella neonata Bahrain-Merida. La stagione del team kazako è segnato dalla tragica scomparsa, a pochi giorni dal via del Giro d’Italia, di Michele Scarponi.
Fabio Aru costretto a saltare il Giro d’Italia otterrà un buon quinto posto nella classifica finale del Tour de France per poi abbandonare a fine stagione la squadra kazaka non senza polemiche.

Vince Kittel, Sagan rimonta da applausi

Vince Kittel nella tappa odierna della Tirreno-Adriatico

Vince Kittel la frazione odierna della Tirreno-Adriatico ma a rubare l’occhio è la rimonta impressionante di Peter Sagan

Vince Kittel

Vince Kittel

Vince Kittel, vince l’uomo veloce della Tirreno-Adriatico 2018. Lo sprinter della Katusha-Alpecin, bissa la vittoria di Follonica e  si impone anche a Fano, sede d’arrivo della sesta tappa, superando di un soffio un Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) autore di una impressionante rimonta per via di una caduta che l’ha visto coinvolto in prossimità dei momenti finali della tappa. La maglia azzurra di leader della generale resta sulle forti spalle di Michal Kwiatkowski (Team Sky).

Dopo la giornata di ieri dedicata ai muri ma soprattutto alla memoria di Michele Scarponi ecco che la corsa arriva in prossimità della costa Adriatica con una frazione quasi totalmente pianeggiante (seppur intervallata con qualche strappetto).

La tappa è stata caratterizzata da una fuga con l’onnipresente Jacopo Mosca (Wilier – Selle Italia) padrone della maglia arancio, assieme a  Krists Neilands della Israel Academy, al russo Artem Nich della Gazprom – RusVelo e al tedesco Marcus Burghardt della Bora – Hansgrohe

A venti chilometri dall’arrivo ogni velleità di fuga viene annullata dal gruppo. Tante cadute oggi: nella prima a pagarne le conseguenze è il nostro Jakub Mareczko (Wilier – Selle Italia), ripartito con un’evidente ferita sul fianco. Ai meno otto dall’arrivo altro scivolone in gruppo, questa volta ad avere la peggio è Fernando Gaviria. Resta attardato anche Peter Sagan, che riesce a rientrare solo dopo 4 km di disperato inseguimento. Le operazioni vengono, dunque, gestite dalla  Katusha – Alpecin che prende in mano la corsa e finalizzare il lavoro di squadra con Marcel Kittel, che rimonta Max Richeze sostituto di Gaviria e va a vincere la tappa. Impressionante, si diceva, lo sforzo del campione del Mondo Peter Sagan che arriva al secondo posto anticipando anche l’argentino.

Domani vi sarà la cronometro individuale di 10 km a San Benedetto del Tronto con Kwiatkowski sempre più vicino alla conquista del Tridente. A 3″ Damiano Caruso (Bmc), a 23 Mikel Landa (Movistar), a 29″ Geraint Thomas (Team Sky), anch’egli protagonista di un paio di guai meccanici quest’oggi.

Tirreno Adriatico omaggio a Michele Scarponi

Tirreno Adriatico omaggio all’aquila di Filottrano

Tirreno Adriatico omaggio al povero Michele Scarponi durante la tappa di oggi con arrivo a Filottrano paese natale del ciclista dell’Astana

Tirreno Adriatico omaggio a Michele Scarponi

Tirreno Adriatico omaggio a Michele Scarponi

Tirreno Adriatico omaggio a Michele Scarponi con arrivo a Filottrano città natale dello sfortunato ciclista del Team Astana. E’ stata una giornata estremamente emozionante quella di oggi che ha visto uno struggente omaggio della città natale allo sfortunatociclista italiano scomparso lo scorso aprile a causa di un terribile incidente stradale mentre si allenava proprio per le strade della sua città in sella alla sua bici.

Il mondo del ciclismo non potrà facilmente dimenticare un campione e una persona come Michele Scarponi che era ed è nel cuore di tutti gli amanti del ciclismo e non solo. Nella tappa di sabato Mikel Landa ha alzato al cielo le braccia per rendere omaggio all’amico e compagno di team. Uno dei momenti più struggenti è stata la visita che i gemellini Tommaso e Giacomo, in compagnia di mamma Anna, hanno fatto al team Astana, squadra di Scarponi, dopo l’arrivo della tappa di ieri della Tirreno-Adriatico.

Commossi anche i genitori di Michele: “L’affetto della gente ci aiuta perché è la dimostrazione che Michele s’è comportato molto bene. Noi raccogliamo i suoi frutti. Esserci è anche un modo per ringraziare tutte le persone che ci stanno vicino, che ci dimostrano il loro affetto” ha dichiarato la madre. Sulla stessa lunghezza d’onda le parole del padre: “È giusto esserci, anche se per noi sarà una giornata tremenda. Risveglia emozioni difficili da controllare. Ci sarà chi gli vorrà bene per sempre. Però abbiamo momenti di sconforto. Io e mia moglie ci facciamo forza a vicenda, a volte ci aggrappiamo alla fede. Ma il più grande aiuto forse arriva dai nipoti, che hanno qualcosa di lui”.

La carovana non è passata dal luogo dell’incidente, da quella terribile curva dove Scarponi ha perso la vita, ma ha toccato tanti luoghi della vita di Michele, presente anche  il pappagallo Frankje e del suo pappagallo che ha raccontato: “Anche adesso, quando vede dei ciclisti, ci vola sopra, ma non ha ancora trovato nessuno come Michele”.

Commossa la moglie Anna: “vorrei ringraziare l’Astana per come ci ha trattato. Ci ha sempre fatto sentire come parte di una grande famiglia. Hanno regalato due giorni bellissimi ai bimbi facendoli divertire come se il padre ci fosse ancora. Sono commossa da tutto l’affetto che Filottrano ci ha dato con striscioni nelle vetrine e tante cose belle. Michele è uno di Filottrano e un affetto così non lo troveremo da nessuna parte”.