Pedala coi Campioni nel nome di Scarponi

Pedala coi Campioni in memoria di Michele Scarponi

Pedala coi Campioni

Pedala coi Campioni

Pedala coi Campioni, oggi a Brinzio in provincia di Varese si disputerà l’evento benefico, che si ripete dal 2000 che quest’anno vuole omaggiare la memoria del grandissimo Michele Scarponi, l’Aquila di Filottrano, scomparso lo scorso mese di aprile in seguito a un incidente stradale che ha segnato il mondo del ciclismo. Saranno in oltre 1500 per questa manifestazione diventata un classico dell’Immacolata, 1500 persone che sfideranno il freddo per testimoniare lo stesso amore per le due ruote che aveva Michele.

A tutti i partecipanti verranno distribuiti pettorale e gli altri oggetti con la scritta ‘Scarponi nel Cuore’, con disegno dell’aquila e al via della pedalata ci saranno davvero tanti campioni: Giacomo Nizzolo, Eugenio Alafaci, Simon Clarke, Luca Chirico, Carmelo Foti, Ivan Santaromita e Danilo Napolitano a cui si affiancheranno gli ex pro Cristiano Frattini, Tupack Casnedi, Daniele Nardello, Dario Andriotto, Andrea Peron e Oscar Mason.

Ritrovo nel comune di Brinzio alle 9 e via alle 10 dopo la benedizione della Madonnina del Brinzio, 45 km da percorrere ad andatura cicloturistica con tanto amore per le due ruote. Al termine della pedalata ci sarà l’estrazione dei vincitori delle maglie messe in premio dai pro.

Pedala coi Campioni si rinnova ogni anno come appuntamento imperdibile per gli amanti delle due ruote del varesotto e non solo, tanti partecipanti arriveranno anche da fuori della Provincia di Varese.

 

 

Premio Coraggio e Avanti a Michele Scarponi

Premio Coraggio e Avanti premia l’aquila di Filottrano

Premio Coraggio e Avanti

Premio Coraggio e Avanti

Premio Coraggio e Avanti giunto alla 14esima edizione. Si terrà domenica 26 novembre al Convento dei Padri Carmelitani sede del Museo Filotex, e Centro spirituale della Federciclismo, l’edizione 2017  che sarà dedicata alla memoria dell’indimenticabile Michele Scarponi.

La quattordicesima edizione del premio sarà infatti un commosso omaggio in memoria dello sfortunato campione marchigiano e sono attesi Giacomo e Flavia, genitori di Michele.
Il Premio Coraggio e Avanti  2017 verrà assegnato a Simone Consonni, grande protagonista e autentica rivelazione della stagione su pista.
Il Premio “Franco Ballerini” sarà assegnato al responsabile tecnico dell’attività femminile Edoardo Salvoldi.
Il Premio Ammiraglio D’Oro verrà consegnato a Paolo Slongo, uno dei tecnici vicini a Vincenzo Nibali.

A Michele Gazzoli verrà conferito il premio Mario Sani quale promessa del ciclismo juniores. il premio Alfredo Martini “Azzurri d’Italia” andrà a Luca Paolini.

La cerimonia si terrà, appunto, domenica a mezzogiorno all’interno della chiesa al termine della Santa Messa, celebrata da Padre Raffaele Duranti, con la presenza di tanti personaggi del ciclismo e dello sport.

Salvaciclisti, Gianni Bugno rilancia l’iniziativa

Salvaciclisti: ecco la visione di Gianno Bugno

Salvaciclisti

Salvaciclisti: l’idea di Gianni Bugno

Salvaciclisti, una norma di civiltà che viene spinta anche da Gianni Bugno che, ne abbiamo parlato già qualche giorno fa, ha affermato che da tre anni non pratica più il ciclismo per ragioni di sicurezza.

“Mi sono stancato di litigare con gli automobilisti è troppo pericoloso – ha dichiarato Gianni Bugno ad Avvenire – se sono da solo, ho paura di trovare qualcuno che mi stringe, se sono al sicuro di un gruppo, c’è sempre una macchina che arriva dietro e suona”. In effetti uscendo in bicicletta a tutti è capitato, pur mantenendo un comportamento idoneo ed educato di trovarsi di fronte a automobilisti indisciplinati.

La mancanza di sicurezza stradale potrebbe comportare anche una riduzione di praticanti e lo stesso campione non nasconde la sua preoccupazione in materia  “se un genitore mi dice che non fa praticare ciclismo a suo figlio per non farlo pedalare sulla strada, come posso dargli torto?”.

Salvaciclisti: l’idea di Bugno

Il rispetto delle norme della strada è un obbligo e un impegno per tutti ma secondo Gianni Bugno “Automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni: ognuno dovrebbe riflettere sul proprio comportamento e rispettare tutti gli altri, invece si finisce per pensare solo a se stessi”.  L’ex campione del mondo ha aggiunto “La cosiddetta Salvaciclisti se adottata, avrebbe permesso all’Italia di adeguarsi ad altri Paesi come Francia e Spagna ma nell’estate scorsa è sparita dal provvedimento esaminato dal Parlamento”.

Persa in questa storia anche la tragica morte di Michele Scarponi, punta di un iceberg che ha coinvolto tanti ciclisti negli ultimi anni.

Salvaciclisti: equiparare la bici al motorino? Per Bugno è ok!

“Un corridore che pratica il ciclismo agonistico ha bisogno di allenarsi sulla strada. Il ciclista deve pedalare ad una certa velocità, anche in mezzo ad un gruppetto e deve poter svolgere lavori specifici che ha in programma. Farlo pedalare su una pista ciclabile sarebbe impossibile ed io, come presidente dei ciclisti professionisti, devo guardare la realtà con gli occhi dei corridori. Intendiamoci, non chiediamo soltanto, ma come abbiamo sempre fatto siamo disposti a metterci in gioco e a fare la nostra parte. Noi vogliamo che la bicicletta venga equiparata ad un motorino. Tra un motorino e un ciclista non c’è nessuna differenza, perché vanno realmente alla stessa velocità, il problema è equipararli. Se servono targa e assicurazione apposite, noi siamo pronti. E vi invito a riflettere: quante volte sulle nostre strade di periferia, nella Brianza o nella bassa Padana ci imbattiamo in mezzi agricoli che occupano tutta la carreggiata? E lo sapete quale velocità massima raggiungono? I 40 orari, la stessa di un gruppetto di ciclisti. Chi va in bici sa che è sempre meglio procedere in fila indiana, ma un gruppetto non è un intralcio insormontabile per gli automobilisti. Stai dietro ad uno spargi letame? Stai dietro anche a dei ciclisti”

Gianni Bugno: “da tre anni senza bicicletta”

Gianni Bugno lancia un urlo per sensibilizzare

Gianni Bugno

Gianni Bugno

Gianni Bugno: “Io non vado più in bici da tre anni perché mi sono stancato di litigare con gli automobilisti”. E’ questa la denuncia dell’ex indimenticabile campione del mondo a margine della presentazione de il Tour of the Alps, nella Sala Buzzati di Corriere/Gazzetta a Milano.

“In Italia non c’è cultura della bicicletta, mi dichiaro contrario anche alle ciclabili proprio perché manca civiltà nel nostro paese. Entri in una ciclabile e ci trovi di tutto, dai cani senza guinzaglio a mamme con passeggino”.

Il campione del mondo di Stoccarda e Benidorm ha parlato della triste vicenda di Michele Scarponi: “io le zone dove si allenava le conosco bene, ci ho lavorato per anni. Li è pericoloso anche solo correre a piedi, la gente in auto fa di tutto. Anche a me è capitato di usare il cellulare dobbiamo capire che è una colpa di tutti e dobbiamo cambiare perché così non va per nulla bene”. Speriamo che le parole di Gianni Bugno abbiano un seguito da parte delle istituzioni.

Scarponi: doppio tributo per l’aquila

Scarponi: tributo al Giro e alla Tirreno-Adriatico

Scarponi

Scarponi

Scarponi verrà quasi certamente ricordato con una tappa con partenza da Filottrano al prossimo Giro d’Italia ma, secondo alcune indiscrezioni, pare che il tributo possa essere su due fronti: Giro e Tirreno-Adriatico. Manca ancora l’ufficialità, perché gli itinerari definitivi delle due corse a tappe sono ancora stabiliti ma soggetti ad inevitabili ritocchi.  Soprattutto per il Giro, le sorprese sono sempre all’ordine del giorno finché non vi è l’ufficializzazione. Se non vi saranno ribaltoni dell’ultimo, momento oltre alla tappa del Giro da Filottrano a Imola  pare vi possa essere spazio per una tappa alla Tirreno-Adriatico lungo le strade di Scarponi.

Quello che è certo è che, sicuramente, la partenza della tappa del Giro sarà da Filottrano mentre per la Tirreno c’è la possibilità che venga organizzata una tappa a cronometro, anche se le quotazioni di questa ipotesi sono in discesa.

Marta Bastianelli intervista esclusiva per Ciclonews

Marta Bastianelli intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Marta Bastianelli

Marta Bastianelli

Marta Bastianelli è una delle colonne del ciclismo italiano. Nata a Velletri, Marta è stata campionessa del mondo in linea Elite a Stoccarda nel 2007 a soli 20 anni. Il matrimonio con Roberto De Patre e la nascita della piccola Clarissa, lo scorso anno, sono stati fonti di stimolo per mantenersi ad alto livello nel mondo del ciclismo. Di recente Marta, attulamente in forza alla Alè Cipollini, si è aggiudicata il Gran Premio Beghelli.

Ciao Marta e grazie per aver accettato questa intervista

Grazie a voi per avermi invitata, è un piacere!

Ci racconti come è nata la passione per il ciclismo?

Ho iniziato a praticare il ciclismo all’età di dieci anni. Il ciclismo era lo sport di famiglia, soprattutto mio zio era veramente appassionato di questa disciplina e i miei cugini correvano in una squadra. I loro allenamenti si svolgevano al pomeriggio e io, dopo aver fatto i compiti, mi recavo a vedere i loro allenamenti. Li è nata la mia passione per questo sport. Devo dire che i miei genitori consideravano un po’ troppo “da maschio” il ciclismo, mi dicevano che mi avrebbe richiesto troppo impegno e sacrificio ma io sono sempre stata molto testarda e non ho mollato.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Se devo essere sincera, all’inizio ho interpretato questo sport come uno splendido gioco, non badavo troppo al fatto che fosse così duro e così impegnativo. Come ti dicevo i miei genitori non erano completamente convinti della mia scelta perché sapevano quanto impegno avrei dovuto mettere e piano piano me ne sono resa conto anche io ma sinceramente il peso di non fare alcune attività perché impegnata con il ciclismo non l’ho mai minimamente sentito. Le emozioni che mi ha regalato fin da subito il ciclismo le altre cose non me le davano e cosi non rimpiango nulla di quello che non ho fatto per dedicarmi a questo sport.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Come ti dicevo prima, per me il ciclismo è stata una palestra incredibile, mi ha fatto provare emozioni uniche e ha formato in modo perfetto (o almeno spero) il mio carattere. Ho fatto dei sacrifici ma che non hanno mai pesato sul mio modo di essere e, appunto, questo è uno dei valori che ho appreso: sapere che ci vuole sacrificio e impegno nella vita ma che se ti applichi puoi raggiungere i tuoi obiettivi. Da ragazza so che c’è un po di diffidenza attorno a questo sport duro e faticoso e per molti adatto solo agli uomini ma ad una ragazza che mi chiedesse un consiglio direi di provare, perché il ciclismo le darà le opportunità per testare e allenare il proprio carattere.

Hai una carriera piena di soddisfazioni, c’è una corsa che ti ha particolarmente emozionata?

Beh se ripercorro mentalmente la mia carriera credo sia fin troppo facile parlarti del Mondiale di Stoccarda del 2007. Non capita a tutti di poter vincere in una gara iridata a soli 20 anni. Non potrò mai dimenticare  la fuga di 15 km, da sola con l’adrenalina a mille e un po’ di paura di non farcela e poi tagliare il traguardo felici, quasi incredula. Piangere su quel podio con al collo la medaglia d’oro mentre suona l’inno Italiano, credo sia troppo facile indicarlo come momento più alto della mia vita sportiva.

Cosa ama fare Marta Bastianelli nel tempo libero?

Beh come credo molte mie colleghe possano dire, il ciclismo non lascia molto tempo a disposizione per se stesse. Io però ho una carriera ben avviata e so come gestirmi tra ciclismo e vita privata. Ho poi la fortuna di avere una splendida famiglia e la mia piccola Clarissa a cui dedico tutto il mio tempo libero. L’emozione di essere diventata mamma è superiore ad ogni altra situazione della vita, ti dà una forza e una consapevolezze e un desiderio di donare amore a quella piccola creatura che ho portato in grembo che nemmeno avrei immaginato.

Ascolti musica quando ti alleni o quando sei in casa?

Si mi piace molto ascoltare musica, diciamo che sono una ragazza con gusti abbastanza comuni. Mi piace la musica italiana che sa trasmettermi emozioni, è più facile che mi entri nel cuore ma devo dire che ho un debole per i Coldplay che mi rilassano moltissimo e la musica latina che mi dà, invece, la carica.

C’è un ciclista o una ciclista che Marta Bastianelli ammira particolarmente?

In questo momento, credo di dire un nome banale, faccio il tifo per Peter Sagan, è un corridore fortissimo e un personaggio dentro e fuori le corse, sa non essere banale ed è una cosa che ammiro molto poi è veramente un fenomeno e lo ha dimostrato anche al recente Mondiale di Bergen. Tra i miei miti però voglio citarti due corridori italiani che ora non ci sono più ma che hanno dato tantissimo a questo sport sotto il profilo professionale ma, lasciamelo dire, soprattutto sotto quello umano: Marco Pantani e Michele Scarponi. Ho sempre una predilezione per chi, ok è forte sui pedali, ma sa anche trasmettere emozioni personali.

Tra le donne sicuramente ho amato come atleta Fabiana Luperini, lei è stata davvero una campionessa eccezionale che ha contribuito a dar lustro al ciclismo femminile italiani. Ora ho la fortuna di averla come direttore sportivo e posso dire che è veramente una persona speciale oltre che un tecnico davvero molto preparato.

 

Chiudiamo parlando di sport in generale, segui altre discipline oltre al ciclismo?

Si mi piace lo sport in generale con una predilezione per il nuoto e l’atletica, se devo citarti un mio “mito” extraciclismo non ho alcun dubbio a dire Usain Bolt ma quando ci sono le gare internazionali non riesco ad essere obiettiva il mio tifo va sempre e comunque per gli atleti azzurri.

 

 

Anna ringrazia Peter Sagan per la dedica a Michele

Anna ringrazia il tre volte Campione del Mondo

anna ringrazia

Anna Scarponi con Frenkie

Anna ringrazia Peter, la vedova Scarponi è rimasta, come tutti quelli che hanno amato Michele, colpita e profondamente commossa per il pensiero che l’atleta slovacco ha espresso subito dopo la storica vittoria del Mondiale di Bergen.

Fin da subito le parole dello slovacco Peter Sagan ci hanno colpito al cuore. Ci hanno colpito per la spontaneità e per il fatto che, in un momento di pura esaltazione dell’individuo, Peter ha riposto il proprio io e, cosa assolutamente non banale, ha preferito parlare dell’ex amico scomparso che autoincensarsi per l’incredibile e storico traguardo raggiunto. “Michele era una persona speciale, non era mai triste e dava sempre energia positiva. Domani (oggi ndr) sarebbe stato il suo compleanno, manca a tutto il gruppo. Questa vittoria è per Michele” questo il commosso ricordo del tricampione mondiale.

Cosi come il nostro cuore è sobbalzato sentendo queste parole, non osiamo immaginale come si sia sentita Anna Tommasi che ha visto la memoria del marito onorata in mondo visione da uno degli atleti più rappresentativi del ciclismo attuale. Anna ha voluto rendere omaggio a Peter con un messaggio a mezzo Tweeter:

«Grazie @petosagan e infiniti complimenti per la vittoria #gratitudine». 

 

 

Sagan la vittoria è per Michele Scarponi

Sagan dopo la vittoria lancia una dedica commovente

Sagan

Il volto di Peter Sagan mentre parla di Michele Scarponi

Sagan, lo sappiamo, è un campione istrionico, uno di quelli che o lo ami o lo odi, uno che esce dagli schemi, uno che non te la manda a dire. Sagan è uno che viene squalificato al Tour (per una follia dell’organizzazione), è uno che si taglia di netto la chioma e si presenta rasato a zero, è uno che gli sponsor non possono che adorare per la sua capacità mediatica anche senza parlare.

Sagan non è uno che ama parlare troppo, anzi è uno che ama parlare con i fatti, punto. Ma quando parla Peter non è mai banale e non lo è nemmeno oggi. Non lo è nel giorno in cui entra nell’olimpo del ciclismo con un record che nessuno ha mai fatto: tre mondiali vinti, tre mondiali vinti di fila, nemmeno il cannibale aveva osato tanto.
Ecco ora Sagan puoi amarlo od odiarlo ma quando uno fa un’impresa così ed arriva alla intervista di rito e…. e la prima dedica è: “questa vittoria è per Michele Scarponi, domani sarebbe stato il suo compleanno ma un incidente l’ha portato via”. Beh quando uno dice queste cose nel momento in cui avrebbe potuto pensare solo alla gloria personale, beh uno cosi, scusateci, ma noi lo adoriamo.

Mondiale di Bergen, Michele Scarponi c’è

Mondiale di Bergen, Michele Scarponi omaggiato dalla nazionale Italiana

Mondiale di Bergen

La foto di Michele sull’ammiraglia dell’Italia

Mondiale di Bergen, oggi è il grande giorno della prova Elite, le speranze dell’Italia sono affidate a Matteo Trentin e Diego Ulissi ma non solo. Oggi l’Italia ha un punto in più di tutte le altre compagini nazionali, anzi ha proprio un corridore in più. E’ Michele Scarponi, lo sfortunato corridore scomparso la scorsa primavera per colpa di un tragico incidente stradale. Ecco, oggi Michele corre con i nostri ragazzi e la nostra nazionale non ha voluto dimenticarsi di lui, anzi Scarponi è con la nazionale a Bergen. La foto dell’Aquila di Filottrano è stata infatti collocata tanto sul bus della squadra che sull’ammiraglia del ct Davide Cassani, che ha ricordato ‘Scarpa’ anche attraverso un commosso tweet:

“L’ultima volta che ti ho visto abbiamo parlato di Azzurro, del Mondiale. Oggi, ancor più di tutti gli altri giorni, sei qua con noi Scarpa”

Anche Daniele Bennati, regista di questa Nazionale, ha rivolto un sentito pensiero all’amico

“Oggi è il mio compleanno, è vero, ma domani sarebbe stato il tuo @MicheleScarponi   @Federciclismo

Oggi, ne siamo certi, Michele si sta gustando il mondiale e sta facendo il tifo perché sia uno dei nostri a tagliare il traguardo per primo e i nostri ragazzi lo sanno che hanno un angelo che pedala assieme a loro!

Froome due criterium prima della Vuelta a Espana

Froome due criterium prima di gareggiare in Spagna.

Froome due criterium

Chris Froome al recente Tour de France

Froome due criterium in Kazakistan e Paesi Bassi in programma per il Kenyano prima di prendere il via alla Vuelta Espana.

Froome, fresco vincitore del Tour de France, si sta attualmente allenando con diversi compagni di squadra a Châtel, vicino a Morzine in Francia, unendo il periodo di recupero post Tour con delle sessioni in altura per preparare la corsa iberica. Il corridore della Sky punta a diventare l’unico corridore a vincere il Tour e la Vuelta da quando la corsa iberica si è spostata da aprile ad agosto (era il 1995).

Il leader del Team Sky ha partecipato a una serie di criterium molto lucrativi dopo aver vinto per la sua quarta volta il  Tour de France a Parigi il 23 luglio. Secondo fonti ben informate il corridore avrebbe intascato quasi 40.000 euro ogni volta che si è appuntato un numero sulla schiena durante le tappe in Belgio e nei Paesi Bassi.

Chris Froome è uno dei 15 grandi corridori invitati allo speciale criterium organizzato nella capitale Kazakistan, Astana,  sabato 12 agosto in memoria di Michele Scarponi  e poi reciterà un ruolo da protagonista domenica 13 agosto nell’Olanda meridionale al criterium Profwielerronde Etten-Leur. Gli organizzatori della gara olandese hanno programmato un volo con  Jet privato ​​da Astana per assicurare che Froome arrivi in Olanda in tempo per la gara.