Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018

Favoriti dei Mondiali Innsbruck per la prova in linea

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018 per la prova in linea maschile maschile tra Valverde & C. anche tanti outsider

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018? Manca veramente pochissimo al Mondiale di Ciclismo 2018 che presenterà un percorso assolutamente impegnativo e adatto, cosa veramente rarissima, ai soli scalatori. Gambe d’acciaio e resistenza da tappone dolomitico saranno necessari per vestire l’iride dopo la prova Austriaca. Proviamo a fare una scheda per ognuno dei favoriti (sulla carta) del Mondiale di Innsbruck

Julian Alaphilippe è l’uomo del momento, il favorito di tifosi ed addetti al lavoro. A Bergen ha sfiorato il successo arrivando da una stagione incolore, il 2018 l’ha visto protagonista con qualcosa come dodici vittorie, (Freccia Vallone, Classica di San Sebastian, due successi al Tour de France).

A suo favore gioca anche un cammino di avvicinamento fatto apposta per arrivare ad Innsbruck al top oltre che a una squadra francese di altissimo profilo e votata alla sua causa.

Alejandro Valverde è chiamato all’ultimo tentativo della sua carriera per vestire l’iride. La Vuelta Espana 2018 l’ha visto protagonista ma l’iberico ha patito un calo di forma nel finire della corsa a tappe. L’Embatido in carriera è salito ben sei volte sul podio mondiale ma non è mai riuscito a conquistare il bottino pieno. Sulla carta il percorso è calzante sulle doti dello spagnolo con lo strappo finale che ricorda tremendamente il Mur de Huy. A 38 anni il capitano della Movistar ha davanti a se l’ultimo treno per vincere un Mondiale, saprà salirci sopra?

Michal Kwiatkowski, quanta acqua è passata sotto i ponti da Ponferrada 2014 (ricordate il tormentone “per chi tira la Polonia”?). Quel giorno il polacco fu, possiamo dirlo, una piacevolissima sorpresa su di un percorso assolutamente non paragonabile a quello austriaco. Alla Vuelta Kwiatkowski ha provato a restare con i big lungo le salite iberiche ma senza successo. Dipenderà molto dal ruolo di Rafal Majka che potrebbe togliere pressione al corridore della SKy consentendogli maggiore margine di manovra durante la corsa.

Vincenzo Nibali sarebbe stato uno dei favoriti principe della prova austriaca ma, evidentemente, una makumba lo porta a non potersi giocare a pieno le carte nei grandissimi eventi (ricordate la caduta delle Olimpiadi di Rio 2016?). La caduta al Tour è stata una botta pazzesca prima per il morale e poi per la condizione atletica del siciliano che alla Vuelta ha dato evidenti segnali di ripresa ma la condizione è ancora molto lontana dal 100%.

Allo squalo il cuorenon manca e sicuramente lo metterà oltre l’ostacolo per cercare di realizzare un sogno che culla da sempre e che all’italia manca da 10 anni (Ballan ai Mondiali di Varese 2008).

Favoriti dei Mondiali Innsbruck: gli outsider

 

Primoz Roglic nessuno lo avrebbe considerato ma lo sloveno (ex atleta di salto con gli sci) ha fatto registrare una vera e propria esplosione. al Tour de France è stato uno dei protagonisti sfiorando un podio clamoroso, non ha un grandissimo team alle spalle ma quando conteranno le gambe (ultima salita)siamo quasi certi che sarà con i primi e si giocherà le sue carte.

Adam Yates, andiamo controcorrente, se il fratello Simon ha vinto la Vuelta lasciando a tutti il dolce in boccaper la qualità della sua pedalata (ma magari ora ha la pancia piena) Adam è andato per trovare la forma e, con il supporto della nazionale britannica, potrebbe essere un vero outsider.

 

 

Enric Mas, reduce dal posto della Vuelta, il 23enne della Quick-Step Floors ha chiuso la corsa iberica in crescendo. Ha dimostrato di averle gambe per affrontare al meglio le salite “spaccagambe” e se fosse lui a essere il capitano della Spagna?

 

 

Tony Gallopin conquista la settima tappa della Vuelta

Tony Gallopin esulta sul traguardo di Pozo Alcón

Tony Gallopin vince la settima tappa della Vuelta sul traguardo di Pozo Alcón  la maglia rossa resta a Rudy Molard 

Tony Gallopin

Tony Gallopin

Tony Gallopin vince la settima tappa della Vuelta a Espana 2018 ed è una doppietta francese dopo la vittoria di  Nacer Bouhanni nella sesta frazione.

Tappa di difficile interpretazione che apparentemente potrebbe agevolare i velocisti ma che lungo i 187 non sono poche le insidie che il gruppo deve affrontare tra cui il Gran Premio della Montagna dell’Alto de Ceal (terza categoria) a soli quattordici chilometri al traguardo.

La fuga parte quasi subito ma senza guadagnare troppi margini di vantaggio. Tra i “fuggischi” ci sono, tra gli altri,  Michael Woods (Education First-Drapac) ed i nostri Nicola Conci (Trek-Segafredo) e Edward Ravasi (UAE Team Emirates). Nonostante la discreta armonia vengono lentamente ripresi e nessuno porta a termine la fuga.

Sul GPM finale la maggior parte dei velocisti non riesce a tenere il passo della testa del gruppo, lo stesso Elia Viviani (Quick Step Floors) si stacca così come Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida). Chi resiste al ritmo indiavolato è, invece, il Campione del Mondo Peter Sagan che diventa il favorito per la vittoria finale.

Ai meno due chilometri parte l’attacco di Tony Gallopin che riesce a resistere alla rimonta del gruppo che viene regolato da Peter Sagan. Da segnalare che nei chilometri finali che presentavano un manto stradale decisamente sconnesso Michal Kwiatkowski (Team Sky) è stato vittima di una caduta che lo ha costretto ad arrivare al traguardo con mezzo minuto di ritardo.

 

 

King nella quarta tappa della Vuelta

King, re per un giorno alla Vuelta

King re della quarta tappa della Vuelta Espana. Il, corridore della Dimension Data trionfa sulla salita della Sierra de la Alfaguara. Michal Kwiatkowski resta leader

King re della quarta tappa della Vuelta Espana

King re della quarta tappa della Vuelta Espana

King re della quarta tappa della Vuelta Espana con arrivo in cima alla Sierra de la Alfaguara, Michal Kwiatkowski, tiene coi denti  la maglia rossa ma Simon Yates (Mitchelton -Scott) guadagna secondi al corridore del Team Sky.

Dopo tre tappe assolutamente interessanti si comincia a salire realmente nella corsa spagnola, sono due i GPM da affrontare lungo gli oltre 160 km della tappa odierna, tutti e due di prima categoria.

Subito dopo il via prendo il largo la fuga di giornata che, tra gli altri, comprende Ben King (Team Dimension Data), Oscar Cabedo (Burgos-BH), Nikita Stalnov (Astana), Luis Angel Mate (Cofidis) e Pierre Rolland. I fuggitivi hanno il via libera del gruppo e arrivano ad accumulare un vantaggio di quasi dieci minuti.

Nel gruppo dei big il Team Sky detta il ritmo senza curarsi degli uomini in avanscoperta ma, quando inizia l’ultima saluta, ecco che improvvisamente la formazione britannica decide di premere il pedale dell’acceleratore. L’obiettivo è, chiaramente, quello di consentire a Kwiatkowski di conservare il simbolo del primato.

Sull’impulso della Sky il gap dai primi inizia a crollare e, a far le spese dell’incremento del ritmo è il nostro  Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida), che prosegue il suo percorso di preparazione per i Mondiali di Innsbruck.

Davanti mantengono una buona pedalata Stalnov e King, sui due prova a rientrare Rolland ma proprio nel momento del ricongiungimento ecco la stoccata di Ben King che va ad aggiudicarsi la vittoria mettendosi alle spalle, nell’ordine, il kazako e il francese.

Simon Yates è il più pimpante tra i big tanto che, quando mancano circa 2,5 km al traguardo, allunga con Emmanuel Buchmann (Bora – Hansgrohe) che si dimostra in grado di tenergli la ruota.

I due, chiudendo con quasi mezzo minuto di vantaggio sul resto del gruppetto principale andando a tallonare Kwiatkowski, che resta in rosso ma che ora vede il margine di vantaggio assottigliarsi. Da segnalare che Fabio Aru (UAE Team Emirates) mantiene il contatto con i “pesci grossi” del gruppo.

 

Alejandro Valverde spettacolare alla Vuelta

Alejandro Valverde spettacolare a Caminito del Rey:

Alejandro Valverde spettacolare sull’arrivo di Caminito del Rey nella seconda tappa della Vuelta Espana. Kwiatkowski nuovo leader, attardati Porte sprofondato a oltre sei minuti e Vincenzo Nibali

Alejandro Valverde spettacolare

Alejandro Valverde spettacolare

Alejandro Valverde spettacolare sull’arrivo di Caminito del Rey: l’iberico della Movistar conquista la seconda tappa della Vuelta  2018 anticipando in cima allo strappo finale, Michal Kwiatkowski che conquista la maglia rossa.

Dopo la cronometro di Malagata vinta da Rohan Dennis, ecco che la corsa iberica offre subito “pepe” con una tappa molto movimentata e  un arrivo per specialisti. Partenza da Marbella, meta rinomata della Costa del Sol e arrivo sul Gran Premio della Montagna di terza categoria all’Alto de la Mesa dopo 163.5 km.

La fuga di giornata parte subito e vede attivi: Alexis Gougeard (AG2r-La Mondiale), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Pierre Rolland (EF Education First-Drapac), Pablo Torres (Burgos-BH), Jonathan Lastras (Caja Rural-Seguros RGA), Luis Angel Mate (Cofidis) ed Hector Saez (Euskadi-Murias).

Dopo che una caduta a metà gara che coinvolge tra gli altri Ilnur Zakarin (Katusha – Alpecin) e Omar Fraile (Astana) prende in mano la situazione il Team Sky che detta un ritmo che mette in difficoltà Rohan Dennis e Vincenzo Nibali.

Sullo strappo finale Michal Kwiatkowski da fuoco alle polveri ma Alejandro Valverde non si lascia spaventare e con uno scatto bruciante si impone davanti a tutti. Buona la prova del nostro Fabio Aru che chiude con soli 8 secondi di scarto. Buona la prova di  Nairo Quintana (Movistar), Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) e Wilco Keldermann (Team Sunweb).

Naufraga letteralmente  Richie Porte (BMC), che si trova a 13 minuti confermando una forma deficitaria così come Vincenzo Nibali che ora è 4 minuti dai primi confermando l’obiettivo tappe e non generale.

 

Kwiatkowski Re della Tirreno Adriatico

Kwiatkowski re della Corsa dei Due Mari

Kwiatkowski ottiene il suo primo trionfo nella Corse dei Due Mari, nella cronometro finale ad imposi è stato Dennis

Kwiatkowski

Kwiatkowski

Kwiatkowski (Team Sky) ha respinto l’offensiva di Damiano Caruso (BMC Racing Team), aumentando il suo vantaggio nella Generale e diventando il primo corridore polacco a vincere la Tirreno-Adriatico. Caruso ha mantenuto il secondo posto mentre Geraint Thomas (Team Sky) ha scavalcato Mikel Landa (Movistar Team) salendo sul terzo gradino del podio.
Rohan Dennis (BMC Racing Team) ha vinto per la seconda volta consecutiva la cronometro di chiusura della Tirreno-Adriatico, migliorando la sua prestazione del 2017 di quattro secondi lungo lo stesso percorso di San Benedetto del Tronto (10 km). Al seondo posto ancora Jos van Emden (LottoNL-Jumbo), come l’anno scorso. Terzo Jonathan Castroviejo (Team Sky).

Va dato il giusto tributo anche alla prova del siciliano Damiano Caruso che in carriera a cronometro aveva avuto la meglio su Michal Kwiatkowski solamente in tre occasioni su sedici confronti: il corridore della BMC Racing Team  ha perso altri 21″(rispetto ai 3 di gap dal polacco alla partenza) ma è riuscito a salvare la seconda posizione diventando il primo corridore italiano a salire sul podio della Tirreno-Adriatico dopo ben quattro edizioni interamenti in mani straniere.

Il nostro Damiano Caruso si è detto soddisfatto della prova nella corsa dei due mari: “Il primo ed il terzo della classifica generale sono due corridori molto forti, quindi centrare la vittoria era molto difficile. Conservare il secondo posto è già qualcosa di importante – sottolinea l’italiano prima di spostare l’attenzione sulla sua prova a cronometro – Sono partito forte perché sapevo che dovevo dare tutto fin dall’inizio. Tre secondi potevano esser tutto o niente. Era giusto rischiare, l’ho fatto, ma forse ho pagato ciò un po’ nella seconda parte. L’importante però è non avere dei rimpianti, ho dato tutto”

Vince Kittel, Sagan rimonta da applausi

Vince Kittel nella tappa odierna della Tirreno-Adriatico

Vince Kittel la frazione odierna della Tirreno-Adriatico ma a rubare l’occhio è la rimonta impressionante di Peter Sagan

Vince Kittel

Vince Kittel

Vince Kittel, vince l’uomo veloce della Tirreno-Adriatico 2018. Lo sprinter della Katusha-Alpecin, bissa la vittoria di Follonica e  si impone anche a Fano, sede d’arrivo della sesta tappa, superando di un soffio un Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) autore di una impressionante rimonta per via di una caduta che l’ha visto coinvolto in prossimità dei momenti finali della tappa. La maglia azzurra di leader della generale resta sulle forti spalle di Michal Kwiatkowski (Team Sky).

Dopo la giornata di ieri dedicata ai muri ma soprattutto alla memoria di Michele Scarponi ecco che la corsa arriva in prossimità della costa Adriatica con una frazione quasi totalmente pianeggiante (seppur intervallata con qualche strappetto).

La tappa è stata caratterizzata da una fuga con l’onnipresente Jacopo Mosca (Wilier – Selle Italia) padrone della maglia arancio, assieme a  Krists Neilands della Israel Academy, al russo Artem Nich della Gazprom – RusVelo e al tedesco Marcus Burghardt della Bora – Hansgrohe

A venti chilometri dall’arrivo ogni velleità di fuga viene annullata dal gruppo. Tante cadute oggi: nella prima a pagarne le conseguenze è il nostro Jakub Mareczko (Wilier – Selle Italia), ripartito con un’evidente ferita sul fianco. Ai meno otto dall’arrivo altro scivolone in gruppo, questa volta ad avere la peggio è Fernando Gaviria. Resta attardato anche Peter Sagan, che riesce a rientrare solo dopo 4 km di disperato inseguimento. Le operazioni vengono, dunque, gestite dalla  Katusha – Alpecin che prende in mano la corsa e finalizzare il lavoro di squadra con Marcel Kittel, che rimonta Max Richeze sostituto di Gaviria e va a vincere la tappa. Impressionante, si diceva, lo sforzo del campione del Mondo Peter Sagan che arriva al secondo posto anticipando anche l’argentino.

Domani vi sarà la cronometro individuale di 10 km a San Benedetto del Tronto con Kwiatkowski sempre più vicino alla conquista del Tridente. A 3″ Damiano Caruso (Bmc), a 23 Mikel Landa (Movistar), a 29″ Geraint Thomas (Team Sky), anch’egli protagonista di un paio di guai meccanici quest’oggi.

Adam Yates vince nel giorno del ricordo di Scarponi

Adam Yates vince nel ricordo di Michele Scarponi

Adam Yates vince a Filottrano, paese natale dello sfortunato campione marchigiano, il britannico precede Sagan e Kwiatkowski, quest’ultimo nuovo leader della generale

Adam Yates vince la tappa alla Tirreno Adriatico

Adam Yates vince la tappa alla Tirreno Adriatico

Adam Yates vince nel giorno dell’arrivo della Tirreno-Adriatico a Filottrano. La tappa è dedicata al ricordo di Michele Scarponi che poco meno di un anno è morì in un tragico incidente stradale. Nel finale decisamente impegnativo della quinta frazione della corsa dei due mari con partenza  da Castelraimondo, il britannico della Mitchelton-Scott ha preceduto  di 7” il campione del mondo, lo slovacco Peter Sagan. Terza piazza per  il polacco Michal Kwiatkowski (Team Sky) che grazie al piazzamento balza in testa alla classifica generale della Tirreno spodestando il nostro Damiano Caruso.

“Mi sentivo bene, avevo provato anche nelle tappe precedenti raccogliendo un secondo posto – ha dichiarato Adam Yates – la squadra ha lavorato molto bene portandomi o in posizione ottimale sull’ultimo strappo dove  ho potuto attaccare e tenere duro per portare a casa la vittoria, l’unico rammarico è la caduta nella seconda tappa, senza quella oggi sarei nei primi posti della generale”.

Raggiante anche il nuovo leader della generale Kwiatkowski: “Volevo vincere la tappa ma pensavo anche alla generale. Sapevo che avrei potuto indossare la maglia grazie agli abbuoni. La tappa sembrava più adatta a Peter Sagan, ma sapevo di avere una buona forma per poter ottenere un buon risultato tra i primi. Sono felice del mio terzo posto. È bello indossare la Maglia Azzurra dopo la sfortuna di ierie in una giornata speciale come questa a casa di Scarponi”.

Michal Kwiatkowski è  favorito per la vittoria finale viste anche le sue qualità nelle prove contro il tempo, ma anche Damiano Caruso non se la cava male ed il ritardo di solo 3″ costringerà il corridore della Sky a restare in tensione. Mikel Landa è e terzo a 23″, ma alle sue spalle c’è Geraint Thomas a 29″ che sogna il sorpasso in extremis.

 

Per chi tira la Polonia? Ed ecco Kwiatkowski

Per chi tira la Polonia? E a festeggiare è Kwiatkowski

Per chi tira la Polonia? Il primo storico mondiale di ciclismo vinto dalla Polonia con Michal Kwiatkowski contro tanti pronostici avversi a Ponferrada

Per chi tira la Polonia?

Per chi tira la Polonia?

Per chi tira la Polonia? Per gli amanti del ciclismo che bazzicano sui social network, questa frase è quasi non tormentone. Un ironico riferimento al Mondiale di Ponferrada, in Spagna del 2014 quando all’ultimo giro il polacco ha sferrato un potente attacco e ha sbaragliato tutti i rivali.

Ma perché la frase “Per chi tira la Polonia” è diventata virale? Quel giorno in Spagna tutti gli occhi erano puntati su Simon Gerrans, Michael Matthews, John Degenkolb e Alejandro Valverde.

Il mondiale poi, si sa, è spesso una gara strana ed anomala. Tante volte i favoriti della giornata si sono liquefatti e a vincere è stato un outsider. Quel giorno gli occhi dei ciclisti erano fissi su due atleti: il padrone di casa Valverde e il britannico della Sky Simon Gerrans. Ambedue in forma ma a volte la forma in un mondiale non basta, serva la fortuna e tanta strategia (quanti mondiali si perdono perché tra compagni di nazionale e non di team si lavora in modo non corretto?).

Noi italiani lo sappiamo bene che a volte gli interessi del team di appartenenza prevalgono su quelli della nazionale. E proprio questa innata “malfidenza” che a volte spinge anche i giornalisti o i commentatori a giudicare erroneamente alcune strategie di corsa.

Una delle certezze, indipendentemente da come è strutturato il percorso del mondiale è che le prime ore, le prime fughe i primi tentativi sono ad appannaggio delle seconde linee, si sconosciuti che cercano notorietà in cambio della quale si sacrificano sull’altare della corsa. Spesso vediamo atleti di paesi ciclisticamente non evoluti prendere vantaggi superiori ai 10 minuti per poi crollare, assorbiti dalla corsa mentre in tv si dibatte del meteo o del contenuto delle sacche del rifornimento: mitologici i racconti di tartine e maltodestrine fatti dall’attuale CT della Nazionale Italiana Davide Cassani quando commentava il ciclismo sulla Rai.

Alle spalle dei fuggitivi è norma che le squadre dei big, arrivati ad un certo punto del mondiale prendano in mano la situazione, si mettano davanti per chiudere il divario. Durante il Mondiale di Ponferrada, quando tutti volevano in testa Polonia, Spagna, Gran Bretagna e Italia, in testa appaiono, a sorpresa le maglie bianche e rosse della Polonia. E chi li ha mai visti i polacchi a tirare in un mondiale?

Anche nello studio di Raisport il dilemma diventa uno solo: “Per chi tira la Polonia? Nello studio di Saxa Rubra ecco che Alessandra De Stefano e Beppe Conti cominciano ad arrovellarsi il cervello su ipotetiche strategie trasversali di gara: “con chi avranno accordi?” si domandano agitati i due. Effettivamente non è pratica strana che nazionali minori si mettano al servizio di campioni di altre nazioni per qualche accordo a tavolino. “Per Peter Sagan?” prova a proporre la Se Stafano.

A prendere la parola è il campione, l’ospite in studio, Stefano Garzelli che con fare sapiente afferma: “secondo me la Polonia tira per Kwiatkowski”.

“La Polonia ha Michal Kwiatkowski ma non credo che tutta la squadra tiri per lui” insiste la De Stefano mentre Stefano Garzelli provava a dire che si… forse tiravano proprio per Michal o comunque per qualche compagno che si sentiva in forma. “Attenzione che il polacco corre con Tom Bonen” butta li

Kwiatkowski non sarà Eddy Merckx ma di belle prove quest’anno ne ha fatte: terzo sia nella Freccia Vallone che nella Liegi-Bastogne-Liegi, performance che s enon ti mettono tra i favoriti almeno ti fanno entrare tra gli outsider.

Garzelli insiste sul lavoro della Polonia per favorire Kwiatkowski gli altri protagonisti dello studio Rai prendono le parole di Stefano come “ingenue”.

Al traguardo di Ponferrada, Michal Kwiatkowski  alza le braccia al cielo dando il via ad una carriera in assoluto crescendo e l’ “ingenuo” e  Stefano Garzelli può essere certo di aver ingenuamente capito tutto… Ecco per chi tira la Polonia!

Ciclismo sotto la neve: alla faccia del calcio

Ciclismo sotto la neve, Michal Kwiatkowski in allenamento

Ciclismo sotto la neve: mentre nel calcio si discute sul rinvio di Juventus-Atalanta ecco Michal Kwiatkowski in allenamento

Ciclismo sotto la neve

Ciclismo sotto la neve

Ciclismo sotto la neve ecco come il corridore polacco del Team Sky, Michal Kwiatkowski, sta preparando la classica monumento Milano-Sanremo. Nel mondo del calcio si discute sull’opportunità di sospendere la partita tra Juventus e Atalanta all’Allianz Stadium, mentre nel ciclismo ci si allena duramente anche col maltempo.

Nonostante sia abituato a correre al freddo, sembra che Kwiatkowski non fosse del tutto pronto per i venti gelidi  e la neve che ha dovuto fronteggiare mentre si stava allenando per preparare la classica per eccellenza. Il freddo pungente e la neve evidente non ha fermato il piano di avvicinamento di Kwiatkowski che ha proseguito nonostante il “generale inverno” non desse tregua.

Avendo vinto La classica di Primavera l’anno scorso, l’ex campione del mondo spera di ripetersi anche nel 2018 che è in programma il prossimo 17 marzo. Ci si augura che quel giorno il clima possa essere diverso. Se non è raro trovare condizioni rigide alla partenza di Milano è più raro trovare il freddo in riviera. Nel 2013 però l’edizione venne addirittura accorciata con i corridori costretti a salire di corsa su autobus e ammiraglie per evitare l’assideramento.

Ciclismo sotto la neve dunque non è una novità, abbiamo, nel corso degli anni, assistito a corse da tregenda, su tutte la mitica tappa del Gavia al Giro d’Italia del 5 giugno 1988 in cui i corridori arrivarono per miracolo al traguardo.

Kwiatkowski, prima di difendere il suo titolo alla Milano-Sanremo, cercherà di  trovare il bis anche alle Strade Bianche dove lo scorso anno arrivò in solitaria davanti a Greg Van Avermaet. Insomma in attesa della Sanremo e delle Strade Bianche, il buon Michal ha “scelto” di allenarsi sulle strade bianche per la neve!

 

 

Algarve: Kwiatkowski vince all’Alto de Foia

 

Algarve, Michal Kwiatkowski vince la tappa

Algarve, Michal Kwiatkowski finalizza il grande lavoro del Team Sky conquistando la vittoria all’Alto de Foia

Algarve, Michal Kwiatkowski

Algarve, Michal Kwiatkowski

Algarve, dominio del Team Sky che corona una giornata di duro lavoro con la vittoria in terra portoghese del polacco Michal Kwiatkowski. Il polacco è andato a completare lo splendido lavoro dei due compagni di squadra Vasil Kiriyenka e di Kenny Elissonde.

La frazione è stata contrassegnata dalla fuga a sette composta dagli spagnoli Marcos Jurado (Efapel) e Óscar Pelegri (Radio Popular Boavista), dal tedesco John Degenkolb (Trek-Segafredo), dallo statunitense Benjamin King (Team Dimension Data), dal belga Yves Lampaert (Quick-Step Floors), dal portoghese Ricardo Mestre (W52-FC Porto) e dall’austriaco Lukas Pöstlberger (Bora Hansgrohe) che hanno superato i sette minuti di vantaggio.

Nel passaggio a Portimão ai meno 25 km dall’arrivo il distacco, arrivato a poco più che due minuti, è crollato in un batter d’occhio. A resistere sono solo  Pöstlberger che prova ad allungare, con il solo King capace di rientrare su di lui. A quel punto la situazione viene presa in mano dal Team Sky che mette a lavorare Vasil Kiriyenka e, successivamente,  Kenny Elissonde.

Inevitabile l’arrivo allo sprint che viene lanciato dal Team Sky con Michal Kwiatkowski che pare  ai meno 180 metri e, con una pedalata da vero fenomeno, riesce a fare la differenza andando a cogliere il suo trionfo stagionale. Alle spalle del polacco ecco l’olandese Bauke Mollema (Trek-Segafredo) giunto secondo e terzo l’altro Sky, Geraint Thomas che indossa la maglia di leader della Volta ao Algarve davanti a Rosón, Kwiatkowski, Martin e Mollema.