Kwiatkowski Re della Tirreno Adriatico

Kwiatkowski re della Corsa dei Due Mari

Kwiatkowski ottiene il suo primo trionfo nella Corse dei Due Mari, nella cronometro finale ad imposi è stato Dennis

Kwiatkowski

Kwiatkowski

Kwiatkowski (Team Sky) ha respinto l’offensiva di Damiano Caruso (BMC Racing Team), aumentando il suo vantaggio nella Generale e diventando il primo corridore polacco a vincere la Tirreno-Adriatico. Caruso ha mantenuto il secondo posto mentre Geraint Thomas (Team Sky) ha scavalcato Mikel Landa (Movistar Team) salendo sul terzo gradino del podio.
Rohan Dennis (BMC Racing Team) ha vinto per la seconda volta consecutiva la cronometro di chiusura della Tirreno-Adriatico, migliorando la sua prestazione del 2017 di quattro secondi lungo lo stesso percorso di San Benedetto del Tronto (10 km). Al seondo posto ancora Jos van Emden (LottoNL-Jumbo), come l’anno scorso. Terzo Jonathan Castroviejo (Team Sky).

Va dato il giusto tributo anche alla prova del siciliano Damiano Caruso che in carriera a cronometro aveva avuto la meglio su Michal Kwiatkowski solamente in tre occasioni su sedici confronti: il corridore della BMC Racing Team  ha perso altri 21″(rispetto ai 3 di gap dal polacco alla partenza) ma è riuscito a salvare la seconda posizione diventando il primo corridore italiano a salire sul podio della Tirreno-Adriatico dopo ben quattro edizioni interamenti in mani straniere.

Il nostro Damiano Caruso si è detto soddisfatto della prova nella corsa dei due mari: “Il primo ed il terzo della classifica generale sono due corridori molto forti, quindi centrare la vittoria era molto difficile. Conservare il secondo posto è già qualcosa di importante – sottolinea l’italiano prima di spostare l’attenzione sulla sua prova a cronometro – Sono partito forte perché sapevo che dovevo dare tutto fin dall’inizio. Tre secondi potevano esser tutto o niente. Era giusto rischiare, l’ho fatto, ma forse ho pagato ciò un po’ nella seconda parte. L’importante però è non avere dei rimpianti, ho dato tutto”

Vince Kittel, Sagan rimonta da applausi

Vince Kittel nella tappa odierna della Tirreno-Adriatico

Vince Kittel la frazione odierna della Tirreno-Adriatico ma a rubare l’occhio è la rimonta impressionante di Peter Sagan

Vince Kittel

Vince Kittel

Vince Kittel, vince l’uomo veloce della Tirreno-Adriatico 2018. Lo sprinter della Katusha-Alpecin, bissa la vittoria di Follonica e  si impone anche a Fano, sede d’arrivo della sesta tappa, superando di un soffio un Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) autore di una impressionante rimonta per via di una caduta che l’ha visto coinvolto in prossimità dei momenti finali della tappa. La maglia azzurra di leader della generale resta sulle forti spalle di Michal Kwiatkowski (Team Sky).

Dopo la giornata di ieri dedicata ai muri ma soprattutto alla memoria di Michele Scarponi ecco che la corsa arriva in prossimità della costa Adriatica con una frazione quasi totalmente pianeggiante (seppur intervallata con qualche strappetto).

La tappa è stata caratterizzata da una fuga con l’onnipresente Jacopo Mosca (Wilier – Selle Italia) padrone della maglia arancio, assieme a  Krists Neilands della Israel Academy, al russo Artem Nich della Gazprom – RusVelo e al tedesco Marcus Burghardt della Bora – Hansgrohe

A venti chilometri dall’arrivo ogni velleità di fuga viene annullata dal gruppo. Tante cadute oggi: nella prima a pagarne le conseguenze è il nostro Jakub Mareczko (Wilier – Selle Italia), ripartito con un’evidente ferita sul fianco. Ai meno otto dall’arrivo altro scivolone in gruppo, questa volta ad avere la peggio è Fernando Gaviria. Resta attardato anche Peter Sagan, che riesce a rientrare solo dopo 4 km di disperato inseguimento. Le operazioni vengono, dunque, gestite dalla  Katusha – Alpecin che prende in mano la corsa e finalizzare il lavoro di squadra con Marcel Kittel, che rimonta Max Richeze sostituto di Gaviria e va a vincere la tappa. Impressionante, si diceva, lo sforzo del campione del Mondo Peter Sagan che arriva al secondo posto anticipando anche l’argentino.

Domani vi sarà la cronometro individuale di 10 km a San Benedetto del Tronto con Kwiatkowski sempre più vicino alla conquista del Tridente. A 3″ Damiano Caruso (Bmc), a 23 Mikel Landa (Movistar), a 29″ Geraint Thomas (Team Sky), anch’egli protagonista di un paio di guai meccanici quest’oggi.

Adam Yates vince nel giorno del ricordo di Scarponi

Adam Yates vince nel ricordo di Michele Scarponi

Adam Yates vince a Filottrano, paese natale dello sfortunato campione marchigiano, il britannico precede Sagan e Kwiatkowski, quest’ultimo nuovo leader della generale

Adam Yates vince la tappa alla Tirreno Adriatico

Adam Yates vince la tappa alla Tirreno Adriatico

Adam Yates vince nel giorno dell’arrivo della Tirreno-Adriatico a Filottrano. La tappa è dedicata al ricordo di Michele Scarponi che poco meno di un anno è morì in un tragico incidente stradale. Nel finale decisamente impegnativo della quinta frazione della corsa dei due mari con partenza  da Castelraimondo, il britannico della Mitchelton-Scott ha preceduto  di 7” il campione del mondo, lo slovacco Peter Sagan. Terza piazza per  il polacco Michal Kwiatkowski (Team Sky) che grazie al piazzamento balza in testa alla classifica generale della Tirreno spodestando il nostro Damiano Caruso.

“Mi sentivo bene, avevo provato anche nelle tappe precedenti raccogliendo un secondo posto – ha dichiarato Adam Yates – la squadra ha lavorato molto bene portandomi o in posizione ottimale sull’ultimo strappo dove  ho potuto attaccare e tenere duro per portare a casa la vittoria, l’unico rammarico è la caduta nella seconda tappa, senza quella oggi sarei nei primi posti della generale”.

Raggiante anche il nuovo leader della generale Kwiatkowski: “Volevo vincere la tappa ma pensavo anche alla generale. Sapevo che avrei potuto indossare la maglia grazie agli abbuoni. La tappa sembrava più adatta a Peter Sagan, ma sapevo di avere una buona forma per poter ottenere un buon risultato tra i primi. Sono felice del mio terzo posto. È bello indossare la Maglia Azzurra dopo la sfortuna di ierie in una giornata speciale come questa a casa di Scarponi”.

Michal Kwiatkowski è  favorito per la vittoria finale viste anche le sue qualità nelle prove contro il tempo, ma anche Damiano Caruso non se la cava male ed il ritardo di solo 3″ costringerà il corridore della Sky a restare in tensione. Mikel Landa è e terzo a 23″, ma alle sue spalle c’è Geraint Thomas a 29″ che sogna il sorpasso in extremis.

 

Per chi tira la Polonia? Ed ecco Kwiatkowski

Per chi tira la Polonia? E a festeggiare è Kwiatkowski

Per chi tira la Polonia? Il primo storico mondiale di ciclismo vinto dalla Polonia con Michal Kwiatkowski contro tanti pronostici avversi a Ponferrada

Per chi tira la Polonia?

Per chi tira la Polonia?

Per chi tira la Polonia? Per gli amanti del ciclismo che bazzicano sui social network, questa frase è quasi non tormentone. Un ironico riferimento al Mondiale di Ponferrada, in Spagna del 2014 quando all’ultimo giro il polacco ha sferrato un potente attacco e ha sbaragliato tutti i rivali.

Ma perché la frase “Per chi tira la Polonia” è diventata virale? Quel giorno in Spagna tutti gli occhi erano puntati su Simon Gerrans, Michael Matthews, John Degenkolb e Alejandro Valverde.

Il mondiale poi, si sa, è spesso una gara strana ed anomala. Tante volte i favoriti della giornata si sono liquefatti e a vincere è stato un outsider. Quel giorno gli occhi dei ciclisti erano fissi su due atleti: il padrone di casa Valverde e il britannico della Sky Simon Gerrans. Ambedue in forma ma a volte la forma in un mondiale non basta, serva la fortuna e tanta strategia (quanti mondiali si perdono perché tra compagni di nazionale e non di team si lavora in modo non corretto?).

Noi italiani lo sappiamo bene che a volte gli interessi del team di appartenenza prevalgono su quelli della nazionale. E proprio questa innata “malfidenza” che a volte spinge anche i giornalisti o i commentatori a giudicare erroneamente alcune strategie di corsa.

Una delle certezze, indipendentemente da come è strutturato il percorso del mondiale è che le prime ore, le prime fughe i primi tentativi sono ad appannaggio delle seconde linee, si sconosciuti che cercano notorietà in cambio della quale si sacrificano sull’altare della corsa. Spesso vediamo atleti di paesi ciclisticamente non evoluti prendere vantaggi superiori ai 10 minuti per poi crollare, assorbiti dalla corsa mentre in tv si dibatte del meteo o del contenuto delle sacche del rifornimento: mitologici i racconti di tartine e maltodestrine fatti dall’attuale CT della Nazionale Italiana Davide Cassani quando commentava il ciclismo sulla Rai.

Alle spalle dei fuggitivi è norma che le squadre dei big, arrivati ad un certo punto del mondiale prendano in mano la situazione, si mettano davanti per chiudere il divario. Durante il Mondiale di Ponferrada, quando tutti volevano in testa Polonia, Spagna, Gran Bretagna e Italia, in testa appaiono, a sorpresa le maglie bianche e rosse della Polonia. E chi li ha mai visti i polacchi a tirare in un mondiale?

Anche nello studio di Raisport il dilemma diventa uno solo: “Per chi tira la Polonia? Nello studio di Saxa Rubra ecco che Alessandra De Stefano e Beppe Conti cominciano ad arrovellarsi il cervello su ipotetiche strategie trasversali di gara: “con chi avranno accordi?” si domandano agitati i due. Effettivamente non è pratica strana che nazionali minori si mettano al servizio di campioni di altre nazioni per qualche accordo a tavolino. “Per Peter Sagan?” prova a proporre la Se Stafano.

A prendere la parola è il campione, l’ospite in studio, Stefano Garzelli che con fare sapiente afferma: “secondo me la Polonia tira per Kwiatkowski”.

“La Polonia ha Michal Kwiatkowski ma non credo che tutta la squadra tiri per lui” insiste la De Stefano mentre Stefano Garzelli provava a dire che si… forse tiravano proprio per Michal o comunque per qualche compagno che si sentiva in forma. “Attenzione che il polacco corre con Tom Bonen” butta li

Kwiatkowski non sarà Eddy Merckx ma di belle prove quest’anno ne ha fatte: terzo sia nella Freccia Vallone che nella Liegi-Bastogne-Liegi, performance che s enon ti mettono tra i favoriti almeno ti fanno entrare tra gli outsider.

Garzelli insiste sul lavoro della Polonia per favorire Kwiatkowski gli altri protagonisti dello studio Rai prendono le parole di Stefano come “ingenue”.

Al traguardo di Ponferrada, Michal Kwiatkowski  alza le braccia al cielo dando il via ad una carriera in assoluto crescendo e l’ “ingenuo” e  Stefano Garzelli può essere certo di aver ingenuamente capito tutto… Ecco per chi tira la Polonia!

Ciclismo sotto la neve: alla faccia del calcio

Ciclismo sotto la neve, Michal Kwiatkowski in allenamento

Ciclismo sotto la neve: mentre nel calcio si discute sul rinvio di Juventus-Atalanta ecco Michal Kwiatkowski in allenamento

Ciclismo sotto la neve

Ciclismo sotto la neve

Ciclismo sotto la neve ecco come il corridore polacco del Team Sky, Michal Kwiatkowski, sta preparando la classica monumento Milano-Sanremo. Nel mondo del calcio si discute sull’opportunità di sospendere la partita tra Juventus e Atalanta all’Allianz Stadium, mentre nel ciclismo ci si allena duramente anche col maltempo.

Nonostante sia abituato a correre al freddo, sembra che Kwiatkowski non fosse del tutto pronto per i venti gelidi  e la neve che ha dovuto fronteggiare mentre si stava allenando per preparare la classica per eccellenza. Il freddo pungente e la neve evidente non ha fermato il piano di avvicinamento di Kwiatkowski che ha proseguito nonostante il “generale inverno” non desse tregua.

Avendo vinto La classica di Primavera l’anno scorso, l’ex campione del mondo spera di ripetersi anche nel 2018 che è in programma il prossimo 17 marzo. Ci si augura che quel giorno il clima possa essere diverso. Se non è raro trovare condizioni rigide alla partenza di Milano è più raro trovare il freddo in riviera. Nel 2013 però l’edizione venne addirittura accorciata con i corridori costretti a salire di corsa su autobus e ammiraglie per evitare l’assideramento.

Ciclismo sotto la neve dunque non è una novità, abbiamo, nel corso degli anni, assistito a corse da tregenda, su tutte la mitica tappa del Gavia al Giro d’Italia del 5 giugno 1988 in cui i corridori arrivarono per miracolo al traguardo.

Kwiatkowski, prima di difendere il suo titolo alla Milano-Sanremo, cercherà di  trovare il bis anche alle Strade Bianche dove lo scorso anno arrivò in solitaria davanti a Greg Van Avermaet. Insomma in attesa della Sanremo e delle Strade Bianche, il buon Michal ha “scelto” di allenarsi sulle strade bianche per la neve!

 

 

Algarve: Kwiatkowski vince all’Alto de Foia

 

Algarve, Michal Kwiatkowski vince la tappa

Algarve, Michal Kwiatkowski finalizza il grande lavoro del Team Sky conquistando la vittoria all’Alto de Foia

Algarve, Michal Kwiatkowski

Algarve, Michal Kwiatkowski

Algarve, dominio del Team Sky che corona una giornata di duro lavoro con la vittoria in terra portoghese del polacco Michal Kwiatkowski. Il polacco è andato a completare lo splendido lavoro dei due compagni di squadra Vasil Kiriyenka e di Kenny Elissonde.

La frazione è stata contrassegnata dalla fuga a sette composta dagli spagnoli Marcos Jurado (Efapel) e Óscar Pelegri (Radio Popular Boavista), dal tedesco John Degenkolb (Trek-Segafredo), dallo statunitense Benjamin King (Team Dimension Data), dal belga Yves Lampaert (Quick-Step Floors), dal portoghese Ricardo Mestre (W52-FC Porto) e dall’austriaco Lukas Pöstlberger (Bora Hansgrohe) che hanno superato i sette minuti di vantaggio.

Nel passaggio a Portimão ai meno 25 km dall’arrivo il distacco, arrivato a poco più che due minuti, è crollato in un batter d’occhio. A resistere sono solo  Pöstlberger che prova ad allungare, con il solo King capace di rientrare su di lui. A quel punto la situazione viene presa in mano dal Team Sky che mette a lavorare Vasil Kiriyenka e, successivamente,  Kenny Elissonde.

Inevitabile l’arrivo allo sprint che viene lanciato dal Team Sky con Michal Kwiatkowski che pare  ai meno 180 metri e, con una pedalata da vero fenomeno, riesce a fare la differenza andando a cogliere il suo trionfo stagionale. Alle spalle del polacco ecco l’olandese Bauke Mollema (Trek-Segafredo) giunto secondo e terzo l’altro Sky, Geraint Thomas che indossa la maglia di leader della Volta ao Algarve davanti a Rosón, Kwiatkowski, Martin e Mollema.

 

Team Sky 2018: Presentazione team

Team Sky 2018: ecco la squadra

Team Sky 2018: i casi Froome e Moscon non spaventano i britannici. Kwiatkowski, Poels e Thomas sono le  certezze in una rosa ricca di talento e prospettive

Team Sky 2018

Team Sky 2018

Team Sky 2018 inizia la nuova stagione con qualche complicato punto interrogativo legato alle possibili squalifiche di due pezzi da novanta come il capitano Froome e il nostro Gianni Moscon. Entrambi i corridori sono in attesa di giudizio per situazioni molto diverse: Froome attendo un responso sulla sua arcinota non negatività mentre Gianni se la deve vedere con le accuse di aver provocato la caduta di un collega alla Tre Valli Varesine.

Detto questo la Sky mantiene il primato del budget di gran lunga più ampio di tutto il World Tour  e, di conseguenza, affiderà il suo potenziale su tantissimi atleti in grado di essere competitivi su ogni terreno. Le new entry del team sono state tutte in ottica futura con le firme di due giovani “fenomeni” come Sivakov e Bernal.

Negli ultimi otto anni la compagine britannica ha trionfato in cinque Tour de France e in una Vuelta a España. L’idea del team è quello di inserire nel palmares una vittoria al Giro d’Italia e per questo invierà in Italia il capitano Froome (che punta alla doppietta “pantaniana”).

Geraint Thomas “vittima” della maledizione da Giro, quest’anno si dedicherà alle classiche del nord e poi farà da spalla a Froome per la Grande Boucle.

Wout Poels con la splendida Vuelta 2017 ha ottenuto i galloni di capitano e verosimilmente li difenderà in terra iberica. Daranno una mano ai capitani, facendo apprendistato, i due gioiellini Egan Bernal e Pavel Sivakov. Jonathan Castroviejo  servirà per le cronometro ai grandi giri mentre David De la Cruz farà da capitano per le corse di una settimana.

Dopo aver perso le due ruote veloci Viviani e Van Poppel, per le volate si punterà a far crescere il classe 96 Kristoffer Halvorsen, campione del mondo under 23 a Doha.

Se non vi saranno squalifiche l’uomo per il nord sarà Gianni Moscon assieme al nuovo arrivato Dylan van BaarleIan Stannard è chiamato al riscatto dopo un 2017 decisamente deludente.

Michal Kwiatkowski, uno dei talenti più completi e reduce da una stagione sopra le righe (successo alle Strade Bianche, Milano-Sanremo e San Sebastián), sarà il faro per le classiche e per le gare a tappe di una settimana.

Sergio Luis Henao sarà la seconda punta per le grandi classiche primaverili mentre Diego Rosa deve tornare a offrire prestazioni di qualità dopo lo scorso deludente anno.

C’è infine curiosità per vedere i progressi di  Tao Geoghegan Hart, che tra gli under 23 ha sempre mostrato grandi qualità e che deve dimostrare continuità.

Team Sky 2018: la rosa

Leonardo Basso (Ita, 1993), Egan Bernal (Col, 1997), Jonathan Castroviejo (Spa, 1987), David De la Cruz (Spa, 1989), Philip Deignan (Irl, 1983), Jonathan Dibben (Gbr, 1994) Owain Doull (Gbr, 1993), Kenny Elissonde (Fra, 1991), Christopher Froome (Gbr, 1985), Tao Geoghegan Hart (Gbr, 1995), Michal Golas (Pol, 1984), Kristoffer Halvorsen (Nor, 1996), Sebastián Henao (Col, 1993), Sergio Luis Henao (Col, 1987), Beñat Intxausti (Spa, 1986), Vasil Kryienka (Blr, 1981), Christian Knees (Ger, 1981), Michal Kwiatkowski (Pol, 1990), Christopher Lawless (Gbr, 1995), David López (Spa, 1981), Gianni Moscon (Ita, 1994), Wout Poels (Ned, 1987), Salvatore Puccio (Ita, 1989), Diego Rosa (Ita, 1989), Luke Rowe (Gbr, 1990), Pavel Sivakov (Rus, 1997), Ian Stannard (Gbr, 1987), Geraint Thomas (Gbr, 1986), Dylan van Baarle (Ned, 1992), Lukasz Wisniowski (Pol, 1991)

Strade Bianche 2018: presentazione della corsa

Strade Bianche 2018: presentazione della corsa

Strade Bianche 2018 è la novità di un mondo della bici a volte troppo ingessato, con troppa paura di osare e cambiare, in programma il  3 marzo: analisi del percorso, starting list, diretta tv, diretta streaming, albo d’oro manifestazione

Strade Bianche 2018

Strade Bianche 2018

Strade Bianche 2018, giunta alla dodicesima edizione della corsa dal 2017 entrata nell’UCI World Tour. Lo scorso anno si è corso il 4 marzo su di un percorso di 175km con arrivo e partenza a Siena in Toscana (in Piazza del Campo, nota per il Palio di Siena). Ad imporsi nella passata edizione fu il corridore del Team Sky  Michał Kwiatkowski davanti ai belgi Greg Van Avermaet e Tim Wellens.

 

 

Strade Bianche 2018: Il Percorso

Partenza e arrivo a Siena per un totale di 184 chilometri, sono previsti circa 63 chilometri su strade sterrate divisi in undici tratti, tantissimi sali e scendi,

La partenza è prevista alle ore 10.35, l’arrivo tra le 15.14 e le 15.44 in base alla media che terranno i ciclisti in Piazza del Campo

Strade Bianche 2018:  Starting List

Peter Sagan (secondo posto nel 2013 e nel 2014), slovacco della Bora-Hansgrohe, è il grande favorito di questa edizione, che presenterà una startlist notevole: tra i big al via ci sono Vincenzo Nibali (Bahrain), il detentore Kwiatkowski (Team Sky), Romain Bardet (AG2R), Greg Van Avermaet (BMC), Tom Dumoulin (Sunweb) e Philippe Gilbert (Quick-Step).

Strade Bianche 2018:  Diretta TV e Diretta Streaming

Diretta tv su Rai Sport dalle 13.50 (canali 57 e 58) fino alle 16:30, con un ricco post-gara.e su Eurosport 2 dalla 14. Diretta streaming sul sito della Rai e su Eurosport Player.

Strade Bianche 2018: Albo d’Oro

Monte Paschi Eroica
2007 Russia Aleksandr Kolobnev Svezia Marcus Ljungqvist Ucraina Mychajlo Chalilov
2008 Svizzera Fabian Cancellara Italia Alessandro Ballan Germania Linus Gerdemann
Monte Paschi Strade Bianche
2009 Svezia Thomas Lövkvist Germania Fabian Wegmann Svizzera Martin Elmiger
2010 Kazakistan Maksim Iglinskij Svezia Thomas Lövkvist Australia Michael Rogers
2011 Belgio Philippe Gilbert Italia Alessandro Ballan Italia Damiano Cunego
2012 Svizzera Fabian Cancellara Kazakistan Maksim Iglinskij Italia Oscar Gatto
Strade Bianche
2013 Italia Moreno Moser Slovacchia Peter Sagan Italia Rinaldo Nocentini
2014 Polonia Michal Kwiatkowski Slovacchia Peter Sagan Spagna Alejandro Valverde
2015 Rep. Ceca Zdenek Štybar Belgio Greg Van Avermaet Spagna Alejandro Valverde
2016 Svizzera Fabian Cancellara Rep. Ceca Zdenek Štybar Italia Gianluca Brambilla
2017 Polonia Michal Kwiatkowski Belgio Greg Van Avermaet Belgio Tim Wellens

Guadagni Marginali: benvenuti in casa Team Sky

Guadagni Marginali è la parola d’ordine in casa Sky

Guadagni Marginali

Guadagni Marginali (Marginal Gains)

Guadagni Marginali? Ecco l’applicazione in casa Team Sky. La squadra britannica ha chiuso la stagione 2017 con un miglioramento netto rispetto ai già ottimi risultati ottenuti lo scorso anno. Chris Froome ha aggiunto alla sua ormai “consueta” vittoria al Tour de France la conquista della Vuelta Espana (dove ha ottenuto anche la classifica a punti e la classifica combinata). Michał Kwiatkowski ha conquistato la classica monumento Milano-Sanremo, il team è arrivato primo nella speciale classifica a squadre del Tour. Mikel Landa, già separato in casa, ha fatto i numeri al Giro d’Italia, conquistando una tappa e la maglia blu del leader della classifica della montagna. Il nostro Gianni Moscon ha dimostrato di essere uno dei giovani più promettenti del panorama ciclistico mondiale.

Guadagni Marginali il segreto del Team Sky?

Il credo del team britannico e del suo General Manager, Dave Brailsford, è la teoria dei Guadagni Marginali. In sostenza il team ha deciso, ormai da qualche anno di non puntare solo sulla parte fisica e tattica del team ma anche sugli aspetti apparentemente secondari ma che svolgono un ruolo altrettanto attivo sulla forma fisica dei corridori. Da sempre il ciclismo e gli staff delle squadre sono attenti ai dettagli dell’alimentazione, dell’aerodinamica dei mezzi, della qualità dei materiali ma in casa Sky si è “stressata” questa visione ottenendo miglioramenti da praticamente tutti gli atleti.

Guadagni Marginali cosa sono?

Guadagni Marginali consistono nel creare un volano positivo da piccoli miglioramenti che, andando assommandosi, possono incrementare percentualmente non di poco la resa degli atleti. Supponiamo che ogni corridore, ogni aspetto dell’allenamento, ogni dieta, ogni materiale sia ormai spinto al massimo, ok? Supponiamo che impegnandoti al massimo su di uno di questi elementi puoi crescere, facciamo un esempio, del 2% in termini di resa, ok? Ecco ora mettiamo in campo la teoria dei Guadagni Marginali (Marginal Gains) e scopriamo che: molteplici miglioramenti incrementali, singolarmente trascurabili, nel loro complesso diano vita a progressi significativi.

Guadagni Marginali nel Team Sky

In casa Sky la ricerca dei Guadagni Marginali è arrivata alla sua massima elevazione: dal cuscino più comodo per il riposo notturno, all’uso maniacale di prodotti per massaggi in grado di migliorare la resa dei trattamenti, ai completini iper-tecnologini “Vortex Generator” (che al Tour hanno generato non poche polemiche) all’attenzione estrema alle condizioni igieniche dei corridori, volte a prevenire qualunque tipo di infezione, che sono “obbligati” a lavarsi scrupolosamente le mani prima di mangiare (naturalmente non quando sono in corsa!). Proprio l’idea del preservare la salute dei propri campioni da qualche tempo il capitano designato del tram ha a disposizione un intero motorhome durante i grandi giri per limitare le contaminazioni con compagni con disturbi ed evitare il continuo cambio di letto che ne comprometterebbe il corretto riposo.
Anche la dieta è estremamente controllata nel team britannico e fonte di Guadagni Marginali: da qualche mese è stato introdotta una alimentazione specifica a base di prodotti provenienti da agricolture biologiche: carne di animali allevati in un ambiente completamente naturale e controllato,  ortaggi piantati e raccolti in base alle fasi lunari sono ormai uno standard per gli atleti.

Guadagni Marginali e Tour de France

Dave Brailsford, guru della teoria dei Guadagni Marginali , quando introdusse questa filosofia nella squadra aveva come obiettivo la vittoria di un Tour entro i primi 5 anni di vita del team, la teoria si Brailsford risultò fortemente errata: la prima vittoria alla Grande Boucle (grazie a Sir. Bradley Wiggins) arrivò in sole 3 stagioni a cui ha fatto seguito il dominio di Chris Froome.  La teoria chiaramente non è perfetta, le crisi accadono anche agli “uomini bionici” del Team Sky (Wiggins al Giro 2013, Froome al Tour un anno più tardi e Porte e Landa negli ultimi due Giri d’Italia).

Team Sky Awards: i migliori della stagione 2017

Team Sky Awards, assegnati i riconoscimenti per la stagione 2017

Team Sky Awards

Team Sky Awards

Il Team Sky è stato indubbiamente uno delle squadre protagoniste della stagione ormai agli sgocciolo e, nel corso dell’October Camp, la formazione britannica ha assegnato “Team Sky Awards” ovvero i riconoscimenti agli atleti che si sono particolarmente distinti.

Chris Froome protagonista della storica doppietta Tour-Vuelta è stato eletto “Rider Of The Year” e si è aggiudicato il premio speciale “Performance of the Year”.

Per la straordinaria, e per certi versi inaspettata, vittoria alla nella Milano-Sanremo è stato assegnato al polacco Michal Kwiatkowski il premio per la “Vittoria dell’anno”. L’ex campione del mondo ha ricevuto anche il premio proposto dai tifosi della squadra, il “Team Sky Fan Award”.

Spazio anche per un atleta tricolore, il mitico Gianni Moscon che ha (come poteva essere diversamente?) conquistato il titolo di “Giovane dell’anno”.