McLaren e Bahrain-Merida: accordo con Ellingworth

McLaren e Bahrain-Merida arriva Rod Ellingworth

McLaren e Bahrain-Merida prossimo l’accordo con Rod Ellingworth attuale direttore del Team Sky

McLaren e Bahrain-Merida

McLaren e Bahrain-Merida

McLaren e Bahrain-Merida pare abbiano contattato Rod Ellingworth, attuale direttore del Team Sky, proponendogli un ruolo dirigenziale nel team, a lanciare la notizia il noto sito Cyclingnews.

L’unione tra la nota casa automobilistica McLaren e il Team Bahrain-Merida all’inizio di quest’anno potrebbe sfociare con una vera e propria sponsorizzazione per la stagione 2020 (Bahrain-McLaren il prossimo nome?). Merida potrebbe comunque rimanere come partner tecnico e fornitore di biciclette anche per altre stagioni.

Il crescente peso finanziaria di McLaren all’interno del team sta portando non pochi cambiamenti di equilibri in seno al team. Massimo riserbo circa i contatti con Ellingworth ma pare che il corteggiamento prosegua ormai da diversi mesi.

Le voci tra trapelano da McLaren sono di massimo riserbo:

“la politica della McLaren non è mai di commentare le questioni personali”.

Va detto che un accordo tra Ellingworth e McLaren non è ancora stato firmato ma fonti ben informate segnalano che i colloqui si sono infittiti e l’interesse reciproco è assolutamente reale, insomma se tutto andrà come deve andare ci sarà la firma ufficiale del contratto.

Ma come verrebbe assorbito dai due team un simile passaggio?

Brent Copeland pare si sia rifiutato di commentare le voci mentre pare che Dave Brailsford del Team Sky sia stato informato che Ellingworth potrebbe lasiare lo squadrone britannico (in procinto di cambiare denominazione).

Ellingworth è entrato nel Team Sky sin dall’inizio nel 2010 e ha fatto parte dello staff del team durante le cinque vittorie ottenute al Tour de France e prima ancora aveva collaborato con la British Cycling come allenatore del team nazionale di ciclismo under 23.

 

 

 

Nibali tra passato, presente e futuro

Nibali ha parlato della stagione 2019 e non solo

Nibali ha parlato della stagione alle porte con un occhio a quella passata e al futuro del ciclismo che passa anche dalla sicurezza stradale

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali ha da poco raggiunto Cambrils, Costa Daurada, per il secondo ritiro pre-stagionale per preparare al meglio la propria forma fisica in vista del debutto del 24 febbraio all’UAE Tour. Nibali si è confidato con i colleghi della carta stampata sottolineando la sua voglia di riscatto:

“Dopo la Sanremo, il mio 2018 non è andato come volevo ed ho molta voglia di riscatto. La competizione è la mia vita voglio concentrarmi sul Giro d’Italia e poi vedrò come approcciare il Tour de France, non voglio caricarmi di stress” ha spiegato a La Gazzetta dello Sport.

L’aspetto legato alla stagione alle porte non è l’unico argomento a tener banco attorno allo Squalo dello Stretto, la sua situazione contrattuale e le “sirene” della Trek-Segafredo sono cosa nota:

“ci sono trattative e progetti importanti ma sono un atleta della  Bahrain-Merida. Vero, sono in scadenza e ci sono team che chiedono informazioni. C’è stato un incontro con la Segafedo che essendo un’azienda italiana ha interesse per un ciclista italiano. Le cose cambiano, anche qui alla Bahrain Merida, dopo l’ingresso di McLaren ci saranno novità.” ha spiegato Vincenzo.

Enzo ha poi parlato del suo passato

“Sono passati tanti anni, andati alla giusta velocità, non voglio fermare il tempo ma chiaro si potesse tronare indietro per evitare alcuni accadimenti sarebbe bello. Potessi tornare indietro, cambierei le cose che ti segnano, rivorrei indietro Michele Scarponi”.

Nibali ha spiegato al Corriere come l’incidente al Tour 2018 lo abbia cambiato

“ho dovuto trovare un altro equilibrio, posizione in sella e spinta sui pedali: quando ti rompi una vertebra non sari mai più quello di prima. Ho lavorato duro, però, e so di poter andare forte tanto quanto prima o anche di più. Nel ciclismo ci sono momenti negativi, se sai di essere tu ad aver sbagliato come a Rio è più semplice accettarlo, in questo caso è più difficile”.

Nibali si è espresso proprio su quel maledetto giorno all’Alpe du Huez: “ci sono tanti video amatoriali fatti da tutte le angolazioni, il tifoso è riconoscibile ma non è stato identificato, non ho rancore con lui ma una lettera, anche anonima, di scuse mi avrebbe fatto piacere riceverla”.

 

“il ciclismo mi dato molto, mi ha tolto dalla strada. In Sicilia ci sono poche ditte e poco lavoro, se non hai una famiglia forte alle spalle rischi di fare una brutta fine. Questo sport mi ha aiutato molto, mi ha allontanato da certe amicizie sbagliate e mi ha dato tanto successo, gloria, soddisfazione” ha concluso Nibali