Mads Pedersen Campione del Mondo 2019

Mads Pedersen Campione del Mondo in Yorkshire

Mads Pedersen Campione del Mondo 2019 beffato il nostro Matteo Trentin terzo Stefan Kung

Mads Pedersen (pagina Facebook)

Mads Pedersen (pagina Facebook)

Mads Pedersen Campione del Mondo 2019 bruciando nello sprint finale sul traguardo di Harrogate il nostro Matteo Trentin che si deve accontentare dell’argento. Chiude il podio lo svizzero Kung mentre la quarta piazza va a Gianni Moscon.

Quasi incredulo il 23enne danese mentre al nostro Matteo tanto amaro in bocca per un vittoria che sembrava scritta. L’Italia conquista la prima medaglia dell’era Cassani ma è un argento più agro che dolce.

Il tempo avverso (molti allagamenti) segna fin da subito la corsa, alle 6.15 la giuria dell’UCI decide di accorciare la prova iridata di 20 km (da 280 a 261 km).

Attaccano Jan Polanc, Eduard Grosu, Richard Carapaz e Jonas Koch a cui poco dopo si aggiungono  Roglic e Quintana seguiti da altri atleti che vanno a comporre un gruppetto di unici atleti.

La strada è bagnatissima e tutti devono fare attenzione, cade Philippe Gilbert che prende una bella botta e viene scortato da tutto il Belgio. L’Italia rimane coperta mentre il margine dei fuggitivi sino all’annullamento della fuga.

Dopo 110 km in testa c’è il francese Cavagna mentre dietro lavora duro la Danimarca, la pioggia continua a cadere (problemi anche per gli elicotteri, ci si accontenta delle immagini delle moto) e Gilbert, vittima di una caduta, resta in fondo al gruppo e poco dopo si ritira in lacrime.

Quando mancano circa 80 chilometri all’arrivo l’Italia si sposta nelle prime posizioni del gruppo, il clima terribile sta rendendo davvero dura la prova iridata e, infatti, il campione uscente Alejandro Valverde saluta e si ritira.

Quando mancano 54 chilometri all’arrivo allungano Kung e Craddock ed i due provano ad andare via insieme.  L’Olanda si prende carico dell’inseguimento avendo il favorito numero uno di giornata: Van der Poel mentre il clima infame assottiglia il gruppo (tanti ritiri).

Il danese Pedersen parte al contrattacco andando a riprendere i due di testa e, poco dopo, è Craddock a cedere. Parte Gianni Moscon al contrattacco, la corsa è esplosa e in nostri uomini sono davanti, si forma un quartetto con Gianni,  l’olandese Teunissen, il danese Pedersen e lo svizzero Kung, mancano circa 40 km.

Ai meno 33 dall’arrivo parte il favorito numero uno Van der Poel gli risponde il nostro Matteo Trentin e ci prova, senza esito, Martinez. In testa si forma un quintetto con : Moscon, Trentin, Van der Poel, Pedersen e Kung.

Quando inizia l’ultimo giro del circuito davanti due italiani, Trentin e Moscon, il danese Pederson, lo Svizzero Kung e l’olandese Van der Poel. L’olandese cede di schianto, viene ripreso dal gruppo degli inseguitori e davanti pare aprirsi la strada verso l’oro per Trentin a cornonamento di una grande tattica dell’Italia. Gianni Moscon si stacca e restano in tre a giocarsi la vittoria finale, ai meno duecento metri parte il nostro Trentin che viene però assorbito da Pedersen che va a conquistare un meritato quanto insperato titolo mondiale.

Le parole dei nostri:

Matteo Trentin: “E’ stata una corsa dura, al limite dell’umano. Speravo di vincere ma sono stato battuto, i valori sulla carta non contano nulla quando la corsa è così dura. Ero qui per vincere e non vincere ti fa girare le scatole ma Pedersen è stato più forte, ha vinto alla grande. E’ un peccato ma lo sport è così”.

Davide Cassani: “C’è delusione, erano anni che non piangevo ed oggi l’ho fatto. I ragazzi sono stati fantastici, fa male vedere che uno ti batta dopo una corsa cosi. Sono dispiaciuto ma orgoglioso di quello che abbiamo fatto. Non aver vinto vanifica tutto ma devo complimentarmi con i miei”.

Gianni Moscon: “è stato un mondiale duro, segnato dalla pioggia. Nel finale eravamo tutti molto stanchi e ci siamo trovati davanti un Pedersen immenso. Ci siamo andati molto, molto vicini e prima o poi riusciremo a rivincere il mondiale”.

 

 

 

Trentin vince a Gap a mani levate

Trentin vince a braccia alzate: a Gap secondo squillo italiano

 

Trentin vince a braccia alzate: a Gap secondo squillo italiano grazie ad un allungo sull’ultimo GPM di giornata

Matteo Trentin (fonte pagina twitter)

Matteo Trentin (fonte pagina twitter)

Trentin vince sul traguardo di  Gap in solitudine e a braccia levate. La 17esima tappa del Tour de France 2019 sorride ai colori azzurri grazie alla tenacia e alla grinta del corridore della Mitchelton Scott che corona con il trionfo la fuga di giornata.

Siamo alla vigilia del trittico di tappe alpine e il gruppo ha poca voglia di consumare energie inseguendo le fughe così la tappa odierna diventa la classica frazione transitoria in cui chi ha la garra per attaccare può cercare gloria.

Alla vigilia del trittico alpino che deciderà la classifica, ecco una giornata transitoria alla 106^ Grande Boucle. Ma dal Pont du Gard a Gap non è una semplice passeggiata per via di una salitella di terza categoria, il Col de la Sentinelle, a soli nove chilometri al traguardo. E’ quindi folto il gruppo degli attaccanti di giornata che si impegna nel movimentare la giornata con il benestare del gruppo.

In 33 allungano con un margine che si dilata chilometro dopo chilometro superando i 14 minuti. C’è accordo tra i fuggitivi in cui spiccano, tra gli altri, Greg Van Avermaet, Dylan Teuns, Simon Clarke, Edvald Boasson Hagen e il nostro Matteo Trentin.

L’accordo dura sino all’approssimarsi dell’ultimo GPM di giornata quando è il Campione Europeo Trentin a tentare l’allungo. La condizione di Matteo è da punto esclamativo e il trentino prende un bel margine facendo letteralmente il vuoto in poche centinaia di metri.

Tempismo e tenacia lo portano ad arrivare a Gap un solitaria senza dover attendere la volata che con ogni probabilità lo avrebbe ugualmente premiato. Matteo trova la vittoria e il “numero” che lo premiano anche con il dorsale del più combattivo. Il secondo posto va a Kasper Asgreena a 37″ mentre terzo arriva Greg Van Avermaet.

Nulla da segnalare in classifica generale con il gruppo che non si da battaglia e chiude a circa venti minuti dal vincitore.

 

Orgoglio azzurro sulla copertina del Vademecum ACCPI 2019

Orgoglio azzurro sul Vademecum ACCPI 2019

Orgoglio Azzurro con le vittorie di   Marta Bastianelli e Matteo Trentin è ciò che spicca sulla copertina del nuovo Vademecum ACCPI 2019

Orgoglio Azzurro sul Vademecum (fonte comunicato stampa)

Orgoglio Azzurro sul Vademecum (fonte comunicato stampa)

Il Vademecum ACCPI 2019 celebra l’orgoglio azzurro. L’unico testo ufficiale del mondo delle due ruote, quest’anno sfoggia in copertina gli arrivi vittoriosi di Marta Bastianelli e Matteo Trentin al Campionato Europeo di Glasgow.

«Abbiamo scelto due bellissime foto nelle quali i vincitori non sono gli unici a festeggiare, in entrambe c’è almeno un’altra maglia azzurra che spicca sullo sfondo a braccia alzate. Siamo la Squadra come diceva Alfredo Martini, quella con la S maiuscola. Non solo in corsa, mi permetto di aggiungere. Sono felice di vedere il nostro gruppo sempre più compatto.  Uniti siamo una forza» commenta il presidente ACCPI Cristian Salvato.

La 33esima edizione di questo gadget griffato Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani, imperdibile per i tifosi di ogni età, verrà presentato alla vigilia della Milano-Sanremo e dal giorno successivo sarà disponibile gratuitamente per tutti gli appassionati di ciclismo.
Come da tradizione, l’Assocorridori ha curato la realizzazione della pubblicazione dando ad atleti e addetti ai lavori una grande visibilità. Sono state infatti collezionate le foto di ciascun ciclista, sia uomini che donne, della massima categoria così da venire incontro alle richieste dei lettori che vogliono conoscere il volto di ogni singolo atleta. Immancabili le sezioni dedicate al calendario delle gare, alle istituzioni di settore e ai regolamenti in vigore.

Protagonista è anche la sicurezza di chi pedala con un ampio spazio dedicato alla petizione #SiamoSullaStessaStrada: rendiamola sicura attiva su change.org e alla campagna di Nokia Smartphones e Team Bahrain Merida 1.5 metri #adistanzadismartphone.
Il 33° Vademecum ACCPI, stampato in 5.000 copie, verrà distribuito nel corso delle principali manifestazioni ciclistiche dell’anno a partire dalla Classicissima di Primavera di sabato prossimo e sarà scaricabile gratuitamente in formato PDF dal sito www.accpi.it. Buona lettura.

FONTE COMUNICATO STAMPA

#SiamoSullaStessaStrada tra Camera e Parlamento Europeo

#SiamoSullaStessaStrada della ACCPI

#SiamoSullaStessaStrada è la campagna lanciata dall’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani insieme a Fondazione Michele Scarponi e Marina Romoli Onlus

#SiamoSullaStessaStrada  (fonte comunicato stampa)

#SiamoSullaStessaStrada (fonte comunicato stampa)

La settimana scorsa la petizione per la sicurezza stradale #SiamoSullaStessaStrada: rendiamola sicura lanciata dall’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani insieme a Fondazione Michele Scarponi e Marina Romoli Onlus è stata presa in esame dal ministro dei trasporti Danilo Toninelli.

Martedì 12 marzo la vicepresidente ACCPI Alessandra Cappellotto Marco Cavorso, responsabile per la sicurezza del sindacato dei corridori, sono intervenuti a Roma in Commissione Trasporti all’audizione che ha riunito rappresentanti di Confartigianato, FAI trasporto persone, Federtrasporto, Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri (UNRAE) e Dekra Italia srl, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti modifiche al codice della strada (il video dell’audizione integrale è disponibile sul sito webtv.camera.it).

Mentre l’Assocorridori continua a impegnarsi in ambito nazionale per la sicurezza stradale, la sua “battaglia” è arrivata fino al Parlamento Europeo. Ieri il Comitato Regionale Lombardo della Federazione Ciclistica Italiana, guidato da Cordiano Dagnoni, in visita a Strasburgo ha fatto firmare il cartello giallo recante il simbolo del “metro e mezzo” per il sorpasso sicuro ad alcuni parlamentari italiani appartenenti trasversalmente ai vari gruppi dell’emiciclo.

Patrizia ToiaAngelo CioccaStefano MaulluBrando Benifei e Alessandra Mussolini hanno aderito alla campagna per un ciclismo più sicuro, che potete continuare a sottoscrivere anche voi su change.org/SiamoSullaStessaStrada, rispondendo presente al videomessaggio del campione europeo Matteo Trentin, rivolto alle autorità nazionali e internazionali che possono concretamente cambiare lo status quo.

«Vi chiedo di darvi da fare perché le strade italiane diventino più sicure, per i miei figli, i vostri e quelli di chiunque. Dobbiamo vincere questa sfida non solo per chi usa la bici per lavoro come me e i miei colleghi, ma soprattutto per i giovani, gli anziani e chiunque ha il diritto di pedalare sicuro e felice» è l’appello del vicepresidente ACCPI in attività, che potete vedere per intero sul sito www.accpi.it.

Matteo Trentin Campione Europeo

Matteo Trentin Campione Europeo sul circuito di Glasgow

Matteo Trentin Campione Europeo, conquista l’oro continentale in una volata a cinque dopo una corsa durissima, male Peter Sagan

Matteo Trentin Campione Europeo

Matteo Trentin Campione Europeo

Matteo Trentin Campione Europeo grazie a un fantastico lavoro del team Italia che è riuscito a governare una corsa assolutamente dura nonostante un percorso all’apparenza poco impegnativo. Il momento decisivo della prova è stato a circa meno 50 km dall’arrivo quando è stata la nazionale belga a prendere in mano i giochi e facendo partire la fuga decisiva di un gruppetto composta da dieci elementi.

Oltre ai nostri  Matteo Trentin e Davide Cimolai presenti i belgi Wout Van Aert  e Meurisse, gli olandesi  Mathieu Van Der Poel e Lammertink, il tedesco Denz, il francese Perichon, lo svizzero Albasini e lo spagnolo Herrada Lopez. I fuggitivi fanno il vuoto mentre superfavorito della vigilia Peter Sagan ha abbandonato la corsa dopo circa 150 km.

Quando mancano 10 km all’arrivo ecco che la scivolata di  Lammertink ha spaccato il gruppetto, poi Denz e Albasini hanno avuto problemi meccanici mentre Meurisse e Perichon non sono riusciti a rientrare.

Restati in cinque, i fuggitivi sono andati a giocarsi la vittoria nella volata finale. Eccellente il lavoro di Cimolai che ha lanciato alla perfezione Matteo Trentin che si è imposto di prepotenza andando poi a ringraziare con un bellissimo abbraccio il compagno di nazionale (Davide Cimolai ha poi chiuso al quinto posto).

E’ bello rivedere Matteo Trentin festeggiare è ancor più bello è vedere Matteo Trentin Campione Europeo dopo non poche vicissitudini.

Matteo Trentin Campione Europeo: “è incredibile”

 

Felice, raggiante e anche un po stupito della vittoria il nostro Matteo:

“È incredibile, dopo tutto quello che ho passato… La squadra ha lavorato in modo perfetto. Dopo otto mesi pieni di sfortuna in cui nulla è andato dritto è arrivata questa grandiosa giornata. Voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati accanto”.

Trentin ha poi parlato della strategia di corsa:

“Con Cimolai ci siamo parlati. L’idea era quella di un suo attacco per portare allo scoperto i migliori del gruppetto, la caduta ha cambiato i piani aiutandoci, abbiamo corso da grandissima squadra”.

Felicissimo della prova dei suoi anche il CT Davide Cassani che non ha mancato di elogiare la prova corale messa sulla strada dai nostri ragazzi:

“I ragazzi sono stati fantastici, hanno fatto una gara magnifica e mi hanno emozionato”.

Un orso attacca il quartier generale della Quick Step

Un orso attacca il training camp della Quick Step

Un orso con i suoi tre cuccioli ha invaso il quartier generale del training camp della Quick Step in California per fortuna senza alcun rischio

Un orso visita il ritiro della Quick Step

Un orso visita il ritiro della Quick Step

Un orso è stato l’inaspettato ospite del Training Camp della Quick Step in svolgimento negli Stati Uniti (in California). Al termine del Tour of California Iljo Keisse, Maximiliano Richeze e Fernando Gaviria si sono allenati nel paese dopo l’ottima performance nella corsa americana in cui Gaviria è riuscito a vincere tre tappe e la maglia della classifica punti.

Tuttavia, il giovedì la tranquillità del camp è stata interrotta quando una famiglia di quattro orsi neri – una madre e tre cuccioli – ha deciso di irrompere nei loro alloggi a  Lago Tahoe mentre erano fuori ad allenarsi.

Keisse ha documentato il curioso (e potenzialmente pericoloso) accadimento attraverso una serie di post sul suo account Twitter. Originariamente l’orso e i suoi cuccioli erano seduti nel cortile sul retro del loro alloggio. I corridori li hanno visti prima di uscire per il quotidiano allenamento e tutto sembrava tranquillo oltre che divertente.

“Così ieri questa famiglia di orsi ha visitato il Wolfpack, mamma si è rinfrescata un po’ all’ombra e nel frattempo i suoi tre cuccioni hanno suonato nel nostro cortile … Così carino!” Ha scritto Keisse su Twitter.

“Ma poi hanno avuto fame e hanno deciso di lasciarsi coinvolgere. Ci siamo allenati fuori per fortuna … Hanno fatto un casino e non hanno lasciato un biglietto di ringraziamento.”

Gli animali, non contenti dei danni provocati durante il giorno sono tornati a far visita ai corridori durante la notte rendendola decisamente movimentata.

“Più tardi la notte scorsa sono tornati tutti … Non era più così carino, ti vogliamo bene ragazzi ma abbracciati, no grazie!”

Un episodio simile era capitato  all’ex ciclista della  Quick-Step, Matteo Trentin, che qualche anno fa ha avuto un incontro ravvicinato con un orso, un incontro troppo ravvicinato visto che il ciclista si è letteralmente schiantato contro l’animale.

“Indossa sempre un casco!”, Ha detto, “Può anche accadere che durante l’allenamento un orso attraversi il tuo cammino quando sei in una discesa veloce. Non c’è spazio per frenare, quindi mi sono schiantato contro di lui !! Non era un morbido orsacchiotto ”

 

Luis Leon Sanchez conquista la Vuelta a Murcia

Luis Leon Sanchez batte Valverde e conquista la Vuelta a Murcia

Luis Leon Sanchez batte Alejandro Valverde e conquista la Vuelta a Murcia mentre Philippe Gilbert ha completato il podio

Luis Leon Sanchez

Luis Leon Sanchez

Luis Leon Sanchez vince la Vuelta a Murcia 2018 in una lotta tra spagnoli con Alejandro Valverde ottenendo la rivincita della Volta a la Comunitat Valenciana. Nel finale, però, Valverde è sembrato poco motivato per andare a riprendere l’amico-rivale A completare il podio è arrivato Philippe Gilbert (Quick-Step Floors), partito nelle prime fasi di corsa con gli attaccanti della prima ora mentre il nostro Matteo Trentin (Mitchelton-Scott) conclude la prova in quarta posizione.

I due iberici sono scappati in coppia dopo il Collado Bermejo e insieme sono arrivati a contendersi il successo. Il corridore dell’Astana ha attaccato a meno di un chilometro dal traguardo riuscendo a staccare il collega quel tanto che è bastato per presentarsi sul traguardo di Murcia con un leggero margine di vantaggio e vincere per la prima volta in carriera la gara di casa.

Raggiante al traguardo Luis Leon Sanchez: “È stato un giorno di festa per il ciclismo murciano – commenta dopo l’arrivo – Non poteva esserci finale migliore che giocarcela noi due. In ogni caso oggi ha vinto il ciclismo, anche se avesse vinto lui . Nel finale eravamo in due, sapevo che dovevo tentare qualcosa e mi è andata bene. Sapevo che Alejandro stava bene e che in volata non avrei avuto possibilità, quindi non potevo fare diversamente”.

Mitchelton-Scott 2018: presentazione team

Mitchelton-Scott 2018: ecco la squadra

Mitchelton-Scott 2018 dopo un anno sottotono, puntano forte sulle novità Matteo Trentin e Mikel Nieve. Chaves torna al Giro d’Italia per puntare alla vittoria

Mitchelton-Scott 2018

Mitchelton-Scott 2018

Mitchelton-Scott 2018  squadra sorpresa del di due stagioni fa nella scorsa stagione è andata assolutamente sotto le aspettative anche per via della brutta annata vissuta da Esteban Chaves. Quest’anno sono arrivati corridori di alto livello come Trentin e Nieve, I gemelli Yates e Caleb Ewan completano un roster che appare completo su tutti i fronti.

Esteban Chaves è chiamato a confermare l’exploit di due stagioni fa e punterà all’accoppiata Giro-Vuelta. Il medesimo programma lo farà Simon Yates, maglia bianca all’ultimo Tour de France, che farà il suo esordio alla Corsa Rosa. Adam Yates, invece, sarà il capitano della squadra australiana al Tour de France (due anni fa sfiorò il podio) nonostante la scorsa Vuelta Espana in cui non è entrano nemmeno nei top 30.

Importante è l’inserimento in organico di Mikel Nieve (2 tappe al Giro, 1 tappa e 2 top 10 alla Vuelta) in grado di essere indistintamente leader o gregario di lusso. Roman Kreuziger, è chiamato a una annata migliore della precedente in cui ha trionfato alla Pro Ötztaler 5500. Occhio al giovane Lucas Hamilton, secondo al Giro d’Italia Under 23 e quarto al Tour de l’Avenir.

Caleb Ewan sarà la star per le volate e il team gli chiede un passo avanti per consacrarsi nel gotha delle ruote veloci. L’australiano avrà come alter-ego e come aiutante Matteo Trentin, reduce da una annata coi fiocchi (4 vittorie alla Vuelta parlano da sole). Completa il trio di velocisti Daryl Impey, che negli sprint a ranghi ristretti può dire la sua.

Matteo Trentin, avrà il ruolo di uomo per le classiche forte delle due  Parigi-Tours  conquistate e avrà i gradi di capitano in molte gare. Luke Durbridge, reduce da un’ottima annata sul pavè (top 5 a Dwars e Harelbeke) sarà una valida alternativa all’italiano. Alla soglia dei 40 anni anche Mathew Hayman potrebbe essere ancora protagonista in qualche classica.

Mitchelton-Scott 2018: La Rosa

Michael Albasini (Sui, 1980), Jack Bauer (Nzl, 1985), Sam Bewley (Nzl, 1987), Esteban Chaves (Col, 1990), Luke Durbridge (Aus, 1991), Alexander Edmondson (Aus, 1993), Caleb Ewan (Aus, 1994), Jack Haig (Aus, 1993), Lucas Hamilton (Aus, 1996), Mathew Hayman (Aus, 1978), Michael Hepburn (Aus, 1991), Damien Howson (Aus, 1992), Daryl Impey (Rsa, 1984), Christopher Juul Jensen (Den, 1989), Roger Kluge (Ger, 1986), Roman Kreuziger (Cze, 1986), Cameron Meyer (Aus, 1988), Luka Mezgec (Slo, 1988), Mikel Nieve (Esp, 1984), Robert Power (Aus, 1995), Matteo Trentin (Ita, 1989), Svein Tuft (Can, 1977), Carlos Verona (Esp, 1992), Adam Yates (Gbr, 1992), Simon Yates (Gbr, 1992)

Matteo Trentin caduta in allenamento

Matteo Trentin caduta in allenamento: costola fratturara

Matteo Trentin caduta in allenamento, per il corridore di Borgo Valsugana neo acquisto della Mitchelton-Scott una brutta frattura costale.

Matteo Trentin Caduta in allenamento

Matteo Trentin Caduta in allenamento

Matteo Trentin caduta in allenamento con annessa frattura alle costole per il corridore della Mitchelton-Scott. Secondo quanto riportato da Het Nieuwsblad, il corridore di Borgo Valsugana è caduto in allenamento la scorsa settimana

L’azzurro si è procurato una frattura costale che chiaramente va a rendere più complesso il periodo di preparazione alla stagione 2018 costringendolo ad un periodo di riposo forzato che però non dovrebbe compromettere ma solo rallentare l’avvicinamento classiche del Nord, vero obiettivo stagionale del 28 enne di Borgo Valsugana.

Quest’anno per Matteo Trentin può rappresentare una svolta in quanto il nuovo team gli ha assicurato i galloni di capitano. Sicuramente l’infortunio non aiuta ma siamo certi che Matteo ne uscirà brillantemente.

Va detto che per la Mitchelton-Scott non è sicuramente un periodo molto fortunato, in quanto qualche giorno fa anche Luke Durbridge, è stato vittima di una caduta che ha comportato la frattura della clavicola.

Trentin capitano della Orica-SCOTT

Trentin capitano Orica-SCOTT 2018

Trentin capitano Orica-SCOTT 2018 pronto per una nuova stagione di grande ciclismo dopo il bel finale dello scorso anno

Trentin Capitano

Trentin Capitano alla Orica-Scott

Trentin capitano Orica-SCOTT: il corridore di Borgo Valsugana è stato molto probabilmente la più bella sorpresa per il Bel Paese nella scorsa stagione con una fine estate e un autunno davvero da ricordare. Al Tour de France Matteo era finito fuori tempo massimo ma tra agosto, settembre ed ottobre ha conquistato qualcosa come sette vittorie tanto da andare ai Mondiali di Bergen coi gradi di capitano.

Ai mondiali Norvegesi il buon Trentin si è dovuto accontentare della “medaglia di legno” con tanti rimpianti perché un metallo era davvero alla sua portata.

Insomma un bel salto di qualità per un corridore che aveva iniziato la scorsa stagione come gregario e che ha terminato l’anno da capitano conquistando la fiducia della Orica-SCOTT per il 2018. Nella compagine australiana Trentin avrà sicuramente tutta la rosa a disposizione per puntare alle vittorie nelle classiche di un giorno. Sicuramente trionfare al primo grande appuntamento stagionale (la Milano-Sanremo) sarà veramente dura visto la concorrenza dei vari Sagan e Gaviria ma sicuramente le Classiche del Nord: tra Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix il trentino potrebbe togliersi qualche soddisfazione.

Sulle pietre del nord il trentino potrà fare certamente bene e, se dovesse arrivare a giocarsi la vittoria in un gruppo ristretto, può puntare al successo. La stagione 2018 di Matteo Trentin passerà da un salto di qualità non solo a livello fisico ma anche psicologico (la gestione di maggior pressione) ma può sicuramente rappresentare un balzo verso i ciclisti di fascia alta.