Tadej Pogacar promessa del ciclismo mondiale

Tadej Pogacar pronto per il salto di qualità?

Tadej Pogacar talento della UAE Emirates di Mauro Gianetti dopo un buon Tour Down Under è pronto a stupire e crescere

Tadej Pogacar (fonte pagina Facebook)

Tadej Pogacar (fonte pagina Facebook)

Tadej Pogacar ha solo vent’anni ma ha già mostrato al recente Tour Down Under quanto sia pronto a ragionare da big del ciclismo mondiale. Certo gli occhi dei giornalisti in questo momento non sono focalizzati sul giovane sloveno ma questo poco importa al corridore della UAE Emirates conscio che a breve la tendenza verrà invertita.

“Ha un potenziale molto grande, ha tutte le carte in regola per diventare un corridore da grandi corse ha tappe” ha dichiarato il team manager Mauro Gianetti a Velonews.

Pogacar lo scorso anno ha conquistato, praticamente da solo, il Tour de l’Avenir 2018 dell’anno scorso destando l’attenzione della UAE:

“Quello che ha fatto al Tour de l’Avenir dimostra come sia adatto ai grandi giri. Con noi ha firmato già un anno e mezzo fa, è uno dei grandi prospetti del ciclismo mondiale e siamo contenti di essere stati i primi a metterci gli occhi addosso” ha proseguito Gianetti.

Tadej Pogacar ha toccato già il cielo con un dito nell’aver pedalato accanto a un idolo come Peter Sagan e ha dimostrato tutta la sua umiltà e voglia di apprendere ma già allo scorso Tour della Slovenia aveva dimostrato tutto il suo valore chiudendo quarto alle spalle di mostri sacri come Primož Roglič, Rigoberto Urán e Matej Mohorič.

“Il mio sogno da ragazzino era diventate un professionista ora che l’ho raggiunto mi sono dato altri traguardi. Il mondo dei Pro è tutto diverso dagli under 23, qui quando si inizia ad andare veloci si va superveloci!” ha raccontato lo sloveno.

Gianetti ha confermato che non c’è un grande tour nei piani di Tadej Pogacar ma che dopo le corse australiane si trasferirà in Europa per essere al via alle Strade Bianche e al Giro dei Paesi Baschi prima di prendere il via all’Amgen Tour of California.

E’ opinione diffusa tra gli addetti ai lavori che Pogacar abbia il pedigree per diventare un giorno un big per le corse a tappe forte delle sue doti da scalatore a cui si affiancano abilità contro l’orologio.

“Spesso i giovani corridori di talento hanno fretta di bruciare le tappe ma lui ha la personalità per prendersi il suo tempo e non sentire le pressioni – ha detto Gianetti – può diventare un big e noi lo aiuteremo in questo cammino facendo i giusti passi”.

“Fabio Aru è un compagno a cui guardare, voglio imparare da lui ma sono un corridore diverso, voglio imparare e migliorarmi è una cosa che è costantemente nella mia mente” ha dichiarato. A volte questa tensione non è positiva perché mette nervoso” Pogačar

Questo desiderio di miglioramento costante è una parte così dominante del suo personaggio che compare anche nella sua biografia su Instagram, (scritta in inglese piuttosto che il suo sloveno nativo):

“Sono ciclista, potrei non essere il migliore, ma è quello che vogliono essere. Potrei non arrivarci mai, ma non smetterò mai di provare. “

 

Matej Mohoric vince a Gualdo Tadino

Matej Mohoric conquista la vittoria di tappa al Giro d’Italia

Matej Mohoric della  Bahrain-Merida si aggiudica la 10^ tappa del Giro d’Italia 2018 battendo allo sprint Nico Denz della Ag2R La Mondiale

Matej Mohoric

Matej Mohoric

Matej Mohoric conquista la vittoria nella decima tappa del Giro d’Italia con arrivo a Gualdo Tadino, Tappa particolare quella di oggi che lascia alcuni strascichi a livello di classifica.

 Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) va in crisi quasi subito ed usce definitivamente fuori dalla lotta per la la classifica generale che vende ancora al comando Simon Yates

Quella con arrivo a Gualdo è la frazione più lunga dell’edizione 101 della corsa rosa con ben 239 km ed è una tappa che resta indigesta per molti non tanto per la lunghezza o per le asperità quanto per la velocità con cui è stata affrontata dal gruppo.

Ponti e via ed ecco subito una fuga di quattordici elementi che vanno a prendere in tempi brevi circa due minuti di margine. Quando il gruppo affronta il Gran Premio della Montagna di Fonte della Creta ecco che a sorpresa arriva la crisi di Estaban Chaves della Mitchelton – Scott. Il secondo in generale soffre di male di gola e problemi di respirazione ed ecco che inizia il suo personalissimo calvario.

Quando il gruppo si accorge che un “pesce grosso” sta cadendo nella rete ecco che il ritmo si alza tremendamente. Vano il lavoro dei ritardatari per cercare di riunire i gruppi, lo svantaggio cresce inesorabilmente.

Al traguardo volante scoppia la bagarre per gli abbuoni con Thibaut Pinot che tenta di prendersi i tre secondi di abbuono ma viene beffato dalla maglia rosa Yates.

Parte Marco Frapporti della Androni ma viene in breve tempo ripreso e superato da Davide Villella (Astana), Matej Mohoric (Bahrain – Merida) e Nico Denz (Ag2R La Mondiale).

L’asfalto è bagnato e la tensione è alta e a farne le spese è  Tom Dumoulin che assaggia l’asfalto ma, senza riportare troppi danni, rientra in gruppo.

Ai meno dieci chilometri dal traguardo Matej Mohoric prova ad abbandonare la compagnia, Villella cede mentre Denz resiste fino a giocarsi la volata che premia il corridore della Bahrain più rapido a sfruttare le condizioni della volata.

Il gruppo dei big viene regolato da Sam Bennett della Bora. In generale Simon Yates consolida la sua posizione mentre Tom Dumoulin sale al secondo posto e Chaves sparisce dai 10.

Sconsolato il colombiano Chaves: “non so cosa sia successo ma ero completamente svuotato dalle energie”; gli fa eco Simon Yates: “è una giornata agrodolce per noi, io ho incrementato il vantaggio in generale ma sono molto dispiaciuto per Estaban, oggi non era in forma e ha pagato troppo caro”.

 

 

 

Bahrain Merida al Giro lista dei partenti

Bahrain Merida al Giro con Bonifazio, Pozzovivo e Visconti

Bahrain Merida al Giro d’Italia avrà come capitano Domenico Pozzovivo, sesto nel 2017 e che punta a migliorare tale piazzamento. 

Bahrain Merida al Giro d'Italia

Bahrain Merida al Giro d’Italia

Bahrain Merida al Giro d’Italia si presenta al via da Gerusalemme con un diverso leaderrispetto allo scorso anno (Vincenzo Nibali) ma con una formazione che punta a ben figurare in diversi terreni.

Il capitano del team  sarà Domenico Pozzovivo, sesto lo scorso anno e che punta a migliorare tale piazzamento. Il gregario più prezioso a sua disposizione in salita sarà il bielorusso Kanstantsin Siutsou, uscito vincitore dal recente Tour of Croatia. Una spalla importante la offrirà Antonio Nibali, gregario che sta crescendo di rendimento con il passare dei mesi.

La compagine di licenza mediorientale avrà in Niccolò Bonifazio l’uomo forte per le volate, con il sogno di ottenere la prima gioia in una corsa a tappe di tre settimane. L’esperienza di Giovanni Visconti, alla decima Corsa Rosa, e la freschezza dello sloveno Matej Mohoric saranno da sfruttare nelle tappe intermedie. Completano il roster l’affidabile Manuele Boaro e il giovane sloveno Domen Novak.