Michele Bartoli: Mareczko ha un grande potenziale!

Michele Bartoli: Mareczko può diventare un fenomeno delle volate

Michele Bartoli è convinto delle capacità del ciclista della Wilier Triestina Selle Italia Jakub Mareczko e lo paragona a Mark Cavendish

Michele Bartoli

Michele Bartoli

Michele Bartoli non è proprio l’ultimo arrivato quando si parla di ciclismo visto che è giustamente considerato come uno dei migliori interpreti delle corse in linea di un giorno tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni duemila.

Michele Bartoli si è pronunciato su uno dei giovani talenti del ciclismo italiano, Jakub Mareczko che, pur non avendo ben figurato allo scorso Giro d’Italia, nel corso del 2017 ha conquistato qualcosa come 13 corse. La nuova Wilier Triestina Selle Italia di Luca Scinto è stata presentata a Ladispoli con la novità dell’inserimento in organico di Marco Coledan, ex ciclista della Trek Segafredo, che avrà il compito di lanciare le volate a Jakub Mareczko.

Lo stesso Mareczko ha spiegato a La Gazzetta dello Sport i suoi obiettivi per la stagione 2018: “so che devo alzare l’asticella sulla qualità dei successi, anche diminuendone la quantità. Sto lavorando per questo, sarà un anno-chiave. Ci sto mettendo il tempo giusto, anche perché devo sì migliorare in salita, ma non voglio perdere il mio spunto veloce, la mia dote principale”.

Sulla questione si è, appunto, espresso anche il grande ex Michele Bartoli che ha sottolineato come vi siano delle affinità tra le doti di Jakub Mareczko e quelle Mark Cavendish: “può diventare uno dei velocisti più forti del mondo. Sia detto con cautela, somiglia a Cavendish. Sia sul picco di velocità massima, sia sulla capacità di tenere alta la media negli ultimi 7-8” della volata, Jakub è eccellente. Allenare uno sprinter è la cosa più difficile. Gli equilibri sono sottili, devi lavorare in salita e sulla resistenza senza perdere lo spunto veloce. Ma Jakub assimila bene ciò che fa in allenamento. Rispetto alla prima stagione, è migliorato in maniera sostanziale. È serio, volonteroso. Logicamente, è sulla resistenza in salita che deve lavorare di più, ma è ancora giovane. Restare uno-due anni ancora in quell’ambiente può fargli bene, poi potrebbe meritarsi il passaggio in una squadra top

Sagan squalificato, decide il TAS di Losanna

Sagan squalificato: il caso finisce al Tribunale dello Sport di Losanna

Sagan squalificato

Sagan squalificato: presto riderà?

Sagan squalificato dal Tour de France 2017! Sono passati mesi dalla infelice (secondo la nostra opinione) scelta degli organizzatori della corsa di allontanare il Campione del Mondo dalla Grande Boucle e il caso fa ancora parlare.

La Bora Hansgrohe, team dello slovacco, ha deciso di inoltrare un ricorso al TAS di Losanna. Il Tribunale dello Sport è la massima autorità mondiale per la giustizia sportiva e la squadra di “Peto” ha deciso di ricorrere, ritenendo di aver subito un’ingiustizia per l’estromissione dalla corsa del suo capitano, da cui è conseguito un danno economico rilevante.

Sagan squalificato: scatto matto al Tour de France?

L’eventuale sentenza favorevole nei confronti del Team rappresenterebbe un precedente di particolare rilievo per Sagan, fuoriclasse della Bora Hansgrohe e, se accettato, potrebbe costringere le giurie delle gare ad un atteggiamento molto più prudente.

La squalifica di #PeterSagan è stato uno degli argomenti più dibattuti nel “pianeta ciclismo”. Il Campione del Mondo fu allontanato dalla corsa per aver allargato il gomito destro durante lo sprint (un movimento che portò alla caduta di Mark Cavendish), pur senza un evidente contatto. Dalle immagini pare evidente come il cambio di traiettoria del britannico abbia costretto lo slovacco ad allargare le braccia per mantenere l’equilibrio e non finire contro le transenne (tesi sostenuta dallo stesso in sede di difesa).

La squadra tedesca aveva già inoltrato lo stesso giorno un ricorso d’urgenza al TAS senza ottenere, però, la riammissione in corsa.

Sagan squalificato: il danno economico

E’ sicuramente difficile stabilire quanto abbia pesato la squalifica di Sagan  sul bilancio della Bora Hansgrohe. Quello che è sicuro è che la squadra ha investito milioni di euro sul campione slovacco e l’estromissione dal Tour de France, dopo appena quattro giorni per un episodio molto dubbio, ha portato certamente ad un danno economico rilevante, considerando la visibilità planetaria della corsa francese.

Vedremo ora come il TAS di Losanna vorrà valutare, il prossimo 5 dicembre, la causa che oppone la Bora Hansgrohe all’UCI e che potrebbe chiamare a testimoniare lo stesso Peter Sagan.

 

Tour of Britain 2017 anteprima della corsa

Tour of Britain 2017 tutte le informazioni sulla corsa

Tour of Britain 2017

Tour of Britain 2017

Tour of Britain 2017 al via dal 3 al 10 settembre in un paese che negli ultimi anni ha saputo dominare la scena del ciclismo mondiale conquistando cinque delle ultime sei vittorie al Tour de France e sei ori a Rio 2016. La corsa britannica, nata originariamente come competizione dilettantistica dal 1987 è diventato una corsa per professionisti  e dal 2005è entrato a  far parte del calendario UCI.

Tour of Britain 2017: il persorso

Otto le tappe in programma, dalla Scozia fino al Galles, con solo 16 km di prova a cronometro (secca riduzione rispetto agli scorsi anni) e tappe più brevi per aumentare la competitività e lo spettacolo. Nella prima tappa saranno presenti gli strappi di  Scott’s View e Diggleton che probabilmente eviteranno l’arrivo in volata. Seconda frazione adatta ai velocisti. Terza tappa con un GPM di terza categoria a Winterton ai meno quattordici chilometri dall’arrivo che muoverà la classifica. Quarta tappa per velocisti e quinta con la prova a cronometro. Sesta frazione poco impegnativa con possibilità di fuga per i più audaci.

Sarà a settima tappa però a decidere la classifica finale con la cotes di Bourton on the Hill (terza categoria) e Cleeve Hill che farann0o la selezione. Ultima tappa, passerella finale a Cardiff.

Tour of Britain 2017: Starting List

Al via  9 team WorldTour (Bmc, Lotto Soudal, LottoNL-Jumbo, Team Sky, Orica-Scott, Cannondale-Drapac, Dimension Data, Quick Step Floors, Katusha-Alpecin), 3 Professional (Bardiani-Csf, CCC Sprandi e Wanty-Groupe  Gobert) e 6 Continental (AN Post Chainreaction, Bike Channel, JLT Condor, Madison Genesis, One Pro Cycling, Cylance Cycling), più una selezione nazionale della Gran Bretagna.

Tra i velocisti (due tappe almeno potenzialmente favorevoli) figurano  l’idolo di casa Mark Cavendish, il campione europeo Alexander Kristoff e il nostro Elia Viviani reduce dalla bella accoppiata GP Amburgo – Bretagne Classic

Per la classifica generale il favorito indiscusso è Geraint Thomas che dopo le sfortunatissime partecipazioni a Giro e Tour vuole riscattarsi nella corsa di casa

Tour of Britain 2017: diretta tv

Diretta tv su Eurosport 2: tutte i giorni dalle ore 14.15 (a parte l’ultima tappa che sarà trasmessa a partire dalle 14.45)

 

 

Mark Cavendish: sono il velocista numero uno

Mark Cavendish: velocista di primo piano lancia la provocazione

Mark Cavendish

Mark Cavendish

Mark Cavendish velocista esperto e protagonista della polemica di punta del Tour de France che ha coinvolto lui e il Campione del Mondo Peter Sagan. Cavendish il cui soprannome è Cannonball o Manx Missile figlio della scuola britannica del ciclismo su pista si approccia alla bicicletta prima con la BMX e poi come Pistard per poi approdare nel 2006 alla  T-Mobile  in qualità di Stagista.

Dimostrate le sue notevoli doti di velocista Mark Cavendish è diventato uno delle ruote veloci più accreditato del gruppo e ha vinto il Mondiale su strada nel 2011 a Copenhagen.

Mark Cavendish: record?

Mark è arrivato a quota 30 tappe conquistate alla Grande Boucle e si trova a sole 4 vittorie dal record del Cannibale Eddy Merckx. Il britannico ha 32 anni età in cui, in genere, la parabola dei velocisti prende una piega calante ma era già stato dato per finito lo scorso anno ed ha saputo prendersi grandi soddisfazioni proprio al Tour.

Mark Cavendish: dichiarazioni!

“Penso di essere il velocista migliore al momento e sono convinto di poterlo essere ancora per qualche anno” ha affermato Cannonball “non mi interessa se molti dicono che le mie vittorie in volata contano meno di un arrivo in salita, i numeri sono numeri e i miei numeri dicono che mi mancano solo 4 vittorie per eguagliare il record di Merckx e sono convinto che quel record sia assolutamente alla mia portata. Se valuto come è andato il Tour posso dire che avrei una vittoria in più se non fossi caduto in quella famosa tappa”.

Mark Cavendish: obiettivi

Come abbiamo detto Mark non è più di primo pelo ma ha dimostrato di poter competere con i migliori del gruppo sia su strada che su pista e il suo obiettivo dichiarato sono le Olimpiadi di Tokio 2020. “Avevo qualche dubbio se quello che ho firmato fosse il mio ultimo contratto da pro poi è stato reintrodotto il Madison nel programma olimpico e quindi mi sono detto, ok arrivo fino al 2020!

 

 

 

 

Mark Cavendish versus Peter Sagan

Mark Cavendish versus Peter Sagan: tu da che parte stai?

Cavendish versus Sagan

Cavendish versus Sagan

Mark Cavendish versus Peter Sagan Il grande dibattito divide gli appassionati di ciclismo: Sagan andava o no espulso? Ne abbiamo parlato ieri abbondantemente, sotto riportiamo tutti gli articoli relativi. Sono passate 24 ore, c’è stata una bellissima tappa con vittoria del nostro Fabio Aru ma le polemiche non si calmano.

Sono stare ore di “panico” anche per l’organizzazione del Tour de France che ha preso una decisione forse non popolare e sicuramente con conseguenze sulla corsa.

Ma iniziamo ricostruendo i fatti: Mark Cavendish e Peter Sagan si sono trovati spalla a spalla per lo sprint finale. Si sono avvicinati uno all’altro e c’è stata la caduta. La vera domanda da farsi è: chi ha dato il via al contatto? Nell’articolo di questa mattina abbiamo evidenziato come sia stato il britannico a toccare per primo il Campione del Mondo.  Se il primo a essere ai limiti del regolamento è giusto squalificare solo Sagan?

Certo il fatto che, per via delle conseguenze della caduta, Cavendish abbia dovuto dare forfait ha forse spinto la giuria verso questa decisione ma è corretto vincolare un giudizio simile a una circostanza senza considerare, forse, appieno i fatti?

 

Nella discussione, a tratti accesa sul web e sulla nostra pagina Facebook non sono mancate le frecciate sul passato di Cavendish non certo noto per le carezze in volata. Ricordiamo tutti come i Cavendish alle Olimpiadi di Rio 2016 abbia provocato una caduta nella corsa a punti, la prova finale dell’omnium, che ha visto finire a terra anche il nostro Elia Viviani.

In questo putiferio si posizionano le parole ben pesate di Sagan: “Cosa posso fare? Posso solo accettare la decisione della giuria, ma sicuramente non sono d’accordo con loro perché penso di non aver fatto qualcosa di sbagliato nello sprint”.

 

Mark Cavendish versus Peter Sagan: la cronistoria

Sagan Espulso: la notizia impazza sul web

Sagan espulso dal Tour de France!

Sagan declassato al Tour de France

Sagan Espulso: la notizia impazza sul web

Sagan espulso, ha fatto clamore la decisione della giuria

Sagan Espulso

Sagan Espulso

Sagan espulso dal Tour de France, una decisione che ha fatto subito molto, molto rumore. In un primo momento sembrava che la decisione della giuria si limitasse al declassamento del Campione del Mondo ma subito dopo il responso è deflagrato come una bomba sul web.

Su internet si sono create subito le due fazioni: chi favorevole a prescindere alla sentenza e chi, sempre a prescindere pronto a gridare allo scandalo per l’esclusione dell’istrionico campione slovacco.

Come dicevamo,  la giuria inizialmente aveva dato al campione del mondo una penalità di 30” e di 80 punti nella classifica della maglia verde, ma poco più di un’ora dopo la fine della tappa Peto è stato addirittura escluso dalla corsa.

Ma come sono andati i fatti? Manca poco all’arrivo e Arnaud Démare passa alla destra di Sagan, vicinissimo alle transenne. Alla sua ruota c’è Mark Cavendish, il britannico che ha intuito di aver preso la ruota giusta, prova ad infilarsi nello stesso buco del francese. A quel punto il Campione del Mondo si sposta alla sua destra probabilmente per chiudere lo spazio a Cavendish o forse per prendere la ruota del francese che si era chiaramente creato un vantaggio.

Cavendish e Sagan sono venuti a contatto con il busto: Mark ha provato a spostare l’avversario e crearsi un varco per passare appoggiandosi (le foto lo mostrano in modo evidente) ma ha ottenuto il risultato opposto e si è sbilanciato verso le barriere ed è caduto, venendo poi travolto dagli incolpevoli Degenkolb e Swift.

Sagan ha allarago il gomito che potrebbe far pensare ad un’autentica spinta da parte dello slovacco. Quel gesto probabilmente gli è costato l’espulsione dal Tour.

Indipendentemente da come la si pensa l’esclusione di Sagan, però, è una perdita per tutti. Sicuramente per lo slovacco che perde la possibilità di andare alla caccia della sesta maglia verde consecutiva e, non potrà più eguagliare il record del tedesco Erik Zabel.

Non ne gioverà neanche il Tour de France stesso, che perde il corridore più spettacolare e carismatico del gruppo ed è una perdita per gli appassionati che perdono un campione vero pronto a fare i soliti numeri nelle volate da qui a Parigi.

 

 

Cavendish caduto: a rischio il preseguimento del Tour

Cavendish caduto: rischia il ritiro.

Cavendish caduto

Cavendish caduto

Cavendish caduto a causa della gomitata di Peter Sagan (che gli è costato l’allontanamento dalla corsa) rischia di non ripartire domattina. Io corridore della Dimension Data è caduto andando a sbattere contro le barriere laterali.

Cavendish è tornato al bus della squadra con la mano fortemente fasciata e con l’espressione dolorante, il dolore alla mano non è l’unica cosa che preoccupa la squadra: anche la spalla è molto dolorante e si teme qualche frattura.

“Andrò a farlo controllare. Ho sicuramente bisogno di punti sul dito in quanto sanguina molto. La spalla è molto dolorante non so se sia interessato il legamenti, non ho ancora avuto un’opinione di un medico ma le sensazioni sono molto negative” ha dichiarato Mark all’uscita dall’autobus del team.

“Personalmente vado d’accordo con Peter Sagan, non ho mai avuto problemi con lui ma la faccenda del gomito non mi è piaciuta. Voglio capire perché ha fatto quel gesto.

Il team manager Doug Ryder ha condiviso la preoccupazione di Cavendish sulle possibilità di proseguire nel Tour de France: “La sua spalla non sembra per niente in buone condizioni. Lui è un duro e ha una grande soglia di sopportazione del dolore per questo sono preoccupato, non sono abituato a vederlo dolorante. Ora aspettiamo gli esami clinici e auguriamoci che non sia nulla di serio.

E dopo gli esami clinici Cavendish non è apparso rassicurato: “ho grosse difficoltà di movimento e il dolore è alto, devo verificare le condizioni domani perché correre senza avere la piena efficienza fisica è un rischio per me e per gli altri corridori.

 

Vince Demare nella quarta tappa del Tour

Vince Demare una tappa caratterizzata dalla caduta finale

Vince Demare

Vince Demare

Vince Demare ma il vero tema della giornata è la caduta di Mark Cavendish stretto alla transenna dal Campione del Mondo Peter Sagan. La corsa è stata di per se, diciamolo, abbastanza noiosa, piatta come il percorso che oggi offriva la Grand Boucle.

Una lunga fuga ha provato a movimentare la corsa, il protagonista è stato Guillaume Van Keirsbulck della Wanty-Groupe Gobert che è partito non appena è stato varcato il via ufficiale, ed ha avuto un vantaggio massimo vicino ai 13′ sul gruppo.

Mentre il gruppo prepara la volata si assiste ad una caduta senza troppe conseguenze che coinvolge, tra gli altri, la maglia gialla Thomas ma la vera caduta ci sarà proprio nella volata finale.

A finire a terra Mark Cavendish, che incoccia con le transenne dopo essere stato “toccato” con una gomitata da Peter Sagan (che sarà poi declassato). Il corridore del  Team Dimension Data fa un brutto volo e la sua bici travolge John Degenkolb, il cui mezzo a sua volta fa cadere Ben Swift.

Vince Demare più abile degli altri a sfruttare la rovinosa caduta di una parte delle ruote veloci arrivando davanti a Alexander Kristoff in quanto Sagan è stato declassato all’ultimo posto.

Intervista a Moreno Marchetti

Moreno Marchetti

Ospite di www.ciclonews.biz è Moreno Marchetti, nato a Cittadella nel 1998, promessa del ciclismo italiano e punta della ASD ZALF DÉSIRÉE FIOR. Quest’anno ha conquistato tre vittorie (Gp della Possenta, Trofeo Papà Cervi e Gp Sportivi Sestesi)

Ciao Moreno, grazie per la disponibilità, ci raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Ho iniziato per curiosità ad andare in bicicletta da piccolissimo, a sei anni ho provato con una squadra del mio paese e da li è nato il mio amore per questo sport.

Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Mi ritengo un velocista, ho sempre vinto corse in volata sia a gruppo compatto che a gruppo più ristretto. Tengo nelle salite corte e mi piacciono molto gli strappi dove si può fare il cambio di ritmo ma non sono uno scalatore.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Devo ringraziare il ciclismo perché è stata una grandissima scuola durante la mia adolescenza e mi ha trasmesso la voglia di non mollare alle prime difficoltà, di tenere duro e mi ha reso più forte

quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Sicuramente un valore che mi ha insegnato il ciclismo è l’amicizia, ho trovato grandi persone e grandi amici Fin da subito e tanti lì ho ancora adesso nonostante le squadre cambiate. Se dovessi suggerire questo sport a un ragazzino che vuole iniziare fare leva sul fatto che il ciclismo è uno sport duro, durissimo ma che allo stesso tempo sa darti grandissime soddisfazioni

Sei giovanissimo ma sicuramente avrai una corsa che ti ha lasciato un ricordo particolare

La corsa che mi è rimasta impressa nella testa e che ho anche avuto la fortuna di finire è stata la Parigi-Roubaix con la maglia della nazionale. Mi sono innamorato di quella corsa, secondo me è la classica più bella ed emozionante che esiste  ed il mio sogno è quello di poterla vincere da Professionista, chissà magari i sogni si avverano.

Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Si in effetti ho un modello a cui mi ispiro ed è Mark Cavendish  io mi sono innamorato delle volate grazie a lui soprattutto nel 2011 ha fanno un’annata eccezionale e ancora oggi se devo vedere un corridore a cui vorrei poter assomigliare dico lui.

Segui qualche altro sport? Hai un idolo extra ciclistico?

Oltre al ciclismo seguo molto il calcio e il Basket americano, comunque mi piace seguire lo sport in generale. Il mio idolo extra ciclistico è sicuramente Cristiano Ronaldo che da persona normale con dedizione e sacrifici è diventato il migliore del mondo

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace stare con gli amici uscire con loro e divertirmi, durante l’inverno mi piace molto giocare a calcio o a Basket con loro oppure andare a pescare quando capita

Torniamo al ciclismo, come ti trovi nella tua squadra? Hai qualche compagno con cui hai legato maggiormente?

Nella Zalf, squadra per cui corro attualmente, mi trovo benissimo, sono stato accolto fin dal primo momento benissimo e ho legato con tutti. Siamo un bel gruppo ed è bello vedere che tutti quanti andiamo d’accordo

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

I miei prossimi obbiettivi sono quelli di continuare a lavorare e a fare bene questa stagione. Poi l’obbiettivo principale è quello di riuscire a realizzare il mio sogno, cioè passare professionista