Cipollini “sì, ho rischiato di morire”!

Cipollini: “sono stato fortunato”

Cipollini ha raccontato i suoi problemi di salute legati alla miocardite virale, infiammazione che può essere letale 

Domina Vacanze: Mario Cipollini\

Domina Vacanze: Mario Cipollini

Cipollini, il Re Leone, ha attraversato tanti momenti belli e brutti nella sua vita. Carattere particolare, irriverente, a volte eccessivo ma sempre leale, nei giorni scorsi è stato ricoverato ad Ancona per un problema cardiaco. “E’ un periodo con il vento in faccia” ha raccontato Mario a “La Gazzetta dello Sport”.

Mario è stato sottoposto ad un’ablazione e cinque biopsie, non cose leggere, anzi. L’esito di tutti questi esami è stato tutt’altro che leggero: Mario soffre di una miocardite importante, che causa il 20% delle morti improvvise in giovane età.

Un ruolo chiave lo ha avuto il medico conosciuto alla Liquigas e diventato amico personale di Mario, Roberto Corsetti. Lo stesso dottore ha spiegato: “serviranno due, tre mesi o di più ma Mario tornerà quello di prima, anche se il problema è molto più serio di quello che si potesse pensare”.

“Ho una miocardite linfocitaria – ha spiegato il Campione del Mondo di Zolder 2002 –  una malattia serie che può portare a conseguenze estreme. La madre di un mio caro amico è morta per questa problematica. Secondo quanto hanno potuto verificare i medici, è dovuta a un virus, non c’è cura se non il riposo. Ora sono a dieta, niente carboidrati e tanto, tanto riposo e letture. E’ strano scoprirsi malato: da atleta credi di essere sempre sano, forte e perfetto ma invece non è così. Devo dire che mi ero accorto che qualcosa non andava perché in salita spingevo 500 watt ma mi sentivo come un limitatore”.

Mario, ne siamo certi, reagirà da Re Leone: “Sono stato fortunato perché ho accanto un grande amico e un grande professionista come Corsetti. E’ un tipo maniacale che trovato un problema non molla sino a che non trova la soluzione”.

Cipollini ha poi raccontato delle figlie:

“Rachele che frequenta giurisprudenza a Bologna e Lucrezia che studia fotografia a Milano. Il bene delle mie figliole è l’unica cosa che m’interessa”

Cipollini dopo le voci sul fidanzamento con Francesca Marcon ha attraversato un periodo di forte stress legato anche alle accuse dell’ex moglie, Sabrina Landucci, che ha denunciato episodi di maltrattamenti, violenze, stalking. Il Procuratore di Lucca ha deciso di riaprire il caso che era già stato archiviato ma su questa vicenda, Mario mantiene il massimo riservo alla faccia della sua proverbiale esuberanza.

Mario ha poi speso alcune riflessioni sulla vicenda del servizio de Le Iene su Marco Pantani: “Marco non si è ucciso. Non lo avrebbe mai fatto. Marco è stato ucciso. Avete visto come era conciato!”

 

Vuelta 2000 Mario Cipolini Vs Francisco Cerezo: incontro di boxe

Vuelta 2000 la scazzottata tra Cipollini e Cerezo

Vuelta 2000 un discussione tra Mario Cipollini e Francisco Cerezo si trasforma in una rissa tra qualifiche e punti di sutura

Vuelta 2000: Mario Cipollini VS Francisco Cerezo

Vuelta 2000: Mario Cipollini VS Francisco Cerezo

Vuelta 2000, arrivo di Albacete, Mario Cipollini viene nuovamente battuto da Oscar Freire. Mario non vince da mesi, precisamente dal mese di Maggio sull’arrivo di Matera. Non è abituato a perdere “supermario”, non lo è mai stato figuriamoci ora che è uno dei velocisti migliori del plotone.

Il Re Leone (uno dei suoi tanti soprannomi) non ci sta a vedere gli altri sprintare e alzare le braccia al cielo. Le braccia le vuole alzare lui ma, questa volta, Mario non alza le braccia ma le mani.
A farne le spese è Francisco Cerezo, ciclista spagnolo in corsa alla Vuelta 2000 con i colori del Team Vitalicio Seguros.

La tesi di Mario è che chi non ha doti da velocista danneggia i veri sprinter, sul traguardo di tappa Mario discute animatamente con molti colleghi tra cui, appunto, Cerezo con cui in corsa c’è stata già una discussione a causa di un contatto manubrio contro manubrio. Francisco non le manda a dire e grida un “hijo de puta” a Supermario tutto sembra fermarsi a qualche parola di troppo.

La mattina seguente, alla procedura di firma del foglio di partenza della quinta tappa del Giro di Spagna, i due si incontrano, Mario pretende le scuse dal ciclista spagnolo che si rifiuta seccamente e, ancora arrabbiato per i fatti di Albacete, Mario molla un gancio alla Muhammad Ali e l’avversario va al tappeto in una maschera di sangue.

Un colpo secco quello scagliato dal velocista italiano che “valgono” tre punti, non sul cartellino di Rino Tommasi “a bordo ring” ma sull’arcata sopraccigliare di Francisco Cerezo. Mario Cipollini capisce subito di aver esagerato e prova a scusarsi col collega ma ormai la frittata è servita: Re Leone viene allontanato Vuelta.

“Sono dispiaciuto di quello che ho fatto ma Cerezo mi ha offeso, mi ha dato del figlio di p… So che un professionista non dovrebbe mai fare quello che ho fatto io” spiega Mario che viene sospeso dalla squadra a tempo indeterminato.

“Quello che è successo è lontano dallo stile della nostra squadra, nuoce all’immagine del team e riteniamo doveroso sospendere il corridore a tempo indeterminato. Porgo, a nome della squadra, le mie scuse al corridore della Vitalicio, ai dirigenti, agli organizzatori della Vuelta e a tutto il pubblico spagnolo” spiega un amareggiato Claudio Corti.

Cipollini non è nuovo a reazioni eccentriche e a volte violente. All’arrivo della Milano-Sanremo del 1993 vinta da Maurizio Fondriest, a causa di una caduta di gruppo Mario Cipollini ha uno scatto d’ira e scaglia la propria bicicletta contro la vettura di Carmine Castellano, direttore di corsa, mandando in frantumi il lunotto posteriore.

Dario Pegoretti telaista innovativo e genio modernista

Dario Pegoretti telaista, genio e amante dell’acciaio

Dario Pegoretti telaista moderno ed innovativo amante dell’acciaio scomparso nell’agosto del 2018, conosciamo la sua storia

Dario Pegoretti

Dario Pegoretti

Dario Pegoretti è stato uno dei più grandi, e non a tutti noto, telaisti italiani, nato nel 1956, amante del ciclismo ha gareggiato sino alla categoria juniores per poi capire che la sua passione per la bicicletta si sarebbe espressa meglio nella creazione di telai che spingendo sui pedali.

Dopo aver conseguito la maturità, decide di seguire la sua passione e si trasferisce a Verona dove inizia a lavorare come aiutante telaista presso la bottega artigianale di Luigino Milani che in quegli anni lavora in qualità di terzista per i più noti marchi di biciclette italiane.

Pegoretti osserva i tubi saldobrasati con congiunzioni, resta affascinato da quei telai che al posto della classica congiunzione presentano un cordone diverso dal normale. All’epoca non c’era Google per scoprire le tecnologie, lo studio è faticoso ma premiante tanto da , convincere il Milani a comprare una macchina per questa saldatura (la saldatura a Tig).

Pegoretti matura grande esperienza e professionalità nella produzione di telai e, quando nel 1990  viene a mancare il Milani (che nel frattempo era diventato suo suocero), decide di mettersi in proprio continuando la collaborazione con due marchi di grande prestigio come Pinarello e Bianchi.

L’attività di terzista va un stretta a Dario Pegoretti che nel 1996 decide di iniziare a produrre telai su misura con il proprio nome spostando la produzione a Caldonazzo, in provincia di Trento, e successivamente a Marter di Roncegno: nascono i Telai Pegoretti.

Dario nato con l’acciaio vede entrare sul mercato nuovi materiali ma resta vincolato al “suo” materiale rendendolo più moderno del moderno, dando uno stile unico e di design.

“L’acciaio parla, è sincero, ha un odore inconfondibile ed è un materiale vivo. D’inverno ha un odore diverso che d’estate. È un materiale sincero e devi rispettarlo”

Era solito ripetere Pegoretti.

Dario Pegoretti: Lo stile

Messosi in proprio e lanciato il proprio marchio personale grazie a buoni contatti oltreoceano, Dario riesce a proporre i propri telai sul mercato americano che si dimostra molto sensibile alla creatività del telaista. La fantasia di Pegoretti è inarrestabile, diventa un artista, anzi l’Artista del telaio tanto da essere paragonato al mitico Basquiatt. Dario è semplicemente il numero uno dei telaisti mondiali, il suo amico Richard Sachs (noto telaista americano) ha dichiarato:

“He has forgotten more than any of us here will ever know”, ha dimenticato più cose lui di quante ne potremo imparare noi.

Nel 2004, proprioo assieme all’amico Richard Sachs, disegnò la serie di tubi PegoRichie, prodotta da Columbus a partire dall’anno successivo e che fecero letteralmente furore.

Gli Americani adorano a tal punto i suoi telai che nel 2008 viene premiato come miglior telaista al NAHBS (North American Handmade Bicycle Show).

Nel 2010 una sua bici venne esposta al Museo d’arte e design di New York entrando nella lista dei sei più grandi telaisti mondiali e conquistando World Paper (una delle più importanti riviste di architettura e design).

Dario Pegoretti: telai speciali

In pochi hanno avuto la fortuna di entrare in possesso di un suo telaio, erano necessari almeno due anni di “coda” per avere poi in mano uno dei mezzi più eccitanti al mondo con cui pedalare.

Il colore appariscente dei suoi telai colpisce la fantasia di molti, meno quella di Dario:

“dico la verità: me rompe un po’ i cojoni. Preferirei che prima di tutto fosse apprezzata la funzionalità di un telaio”.

Insomma l’aspetto estetico è considerato secondario da Dario, ma poi alla fine “se una cosa va fatta, è meglio che sia fatta bella” e quindi ecco modelli unici che qualcuno acquista solo per l’aspetto anche se in realtà ogni telaio è prodotto funzionalmente alle esigenze del cliente anche contro una logica di mercato che vuole l’estremizzazione della tecnologia senza badare al reale uso del mezzo meccanico.

Dario era particolarmente appassionato di musica, come si può riscontrare anche da alcuni nomi dei suoi modelli tra cui il mitico “Big Leg Emma” , ispirato da una canzone di Frank Zappa.

 

Dario Pegoretti: telai per vip e big del ciclismo

Come detto, in pochi al mondo possono dire di avere un telaio Pegoretti, tra questi fortunati ecco il compianto attore americano Robin Williams, vero fanatico di biciclette che si era accaparrato un paio di esemplari unici. Altro fortunato il cantante Ben Harper divenuto amico di Dario e che all’artista del telaio ha dedicato una canzone.

In pochi sanno che Pegoretti ha “servito” alcuni tra i più grandi ciclisti del mondo, tra cui Miguel Indurain, Stephen Roche, Claudio Chiappucci, e Mario Cipollini. Lo stesso Marco Pantani era solito farsi produrre “di nascosto” telai da Dario.

Ma Dario non amava essere un telaista d’elite, amava confrontarsi sui social con giovani appassionati di meccanica o di grafica, ragazzi che sono stati da lui a imparare l’arte dell’acciaio. Un Maestro insomma, generoso di consigli ma severo e pronto a bacchettare chi cercava scorciatoie per il successo.

Indimenticabili i suoi post su vari forum italiani ad argomento ciclistico con il nickname “Round” in dialetto in cui spiegava le sue idee e che erano un concentrato di conoscenza e umorismo.

Dario Pegoretti: l’acciaio contro il carbonio

“I costruttori scelgono il carbonio e alluminio perché sono  più veloci da lavorare oggi le biciclette si costruiscono principalmente nel Sud Est asiatico, dove non sono esperti nella lavorazione dell’acciaio ma il materiale in sé non conta, conta avere un’idea e poi usare al meglio il materiale”.

In questa frase è racchiusa la filosofia di Dario Pegoretti

Dario Pegoretti: l’addio

Nel 2007 gli viene diagnosticato un linfoma dal quale riesce a guarire e da cui gli venne l’idea della la grafica “Catch the Spider” – Ciapa el ragno come la traduceva lui.

La notizia della sua scomparsa è arrivata lo scorso mese di luglio, a porre fine alla vita di questo artista del telaio un attacco di cuore. Con lui non se ne va non solo un genio unico ma anche una persona vecchio stampo, schiva ma sincera e diretta, una mente vulcanica e ricca di idee.

Un maestro, un faro del settore sempre pronto a mettersi in discussione e a sorprendere tutti con scelte innovative e controcorrente.

Cipollini e Marcon: passione a Forte dei Marmi

Cipollini e Marcon impazzano sui rotocalchi

Cipollini e Marcon fanno ancora parlare di loro sui rotocalchi per alcuni scatti piccanti sulla spiaggia di Forte dei Marmi.

Cipollini e Marcon (fonte Novella 2000)

Cipollini e Marcon (fonte Novella 2000)

Cipollini e Marcon la passione non finisce anzi esplode con la primavera. I due sportivi, protagonisti delle cronache rosa dello scorso inverno, hanno nuovamente fatto parlare di loro per alcuni scatti apparsi sul settimanale Oggi.

La relazione tra l’ex Re Leone e la bella pallavolista della Foppapedretti Bergamo sembra andare a gonfie vele anzi sono stati proprio loro ad “inaugurare” la stagione degli scatti amorosi sul bagnasciuga.
La relazione tra Mario Cipollini e Francesca Marcon compie quasi un anno e,a giudicare dalle foto, la coppia sembra quasi quella tra Barby e Big Jim.
Lui super muscoloso (come sempre) e lei perfetta, bionda e sinuosa. La differenza di età tra i due non sta risultando minimamente un problema anzi probabilmente l’aver condiviso anni di sport ad altissimo livello ha creato un feeling e una comprensione rara.

Sul web impazzano le foto della coppia al mare con alcuni scatti hot: lui in slip e muscoli scolpite che cinge a se la schiacciatrice in bikini.

“Quando siamo assieme, si accende la scintilla giusta – aveva dichiarato l’ex ciclista a Novella 2000 – con Francesca prendo fuoco”. A giudicare dalle fotografie effettivamente tra la coppia la scintilla della passione non accenna a spegnersi e poco importa se i paparazzi sono pronti ad immortalare i baci roventi dei due sportivi.

Per Super Mario Cipollini sembrano lontani i momenti dei conflitti con la ex moglie Sabrina Landucci, da cui è separato da anni, ma divorziato solo dal 2016; per l’ex velocista della Domina Vacanze ormai c’è spazio solo per “Cisky” Marcon.

Viviani Cecchini la coppia su due ruote

Viviani Cecchini giovani, belli e vincenti

Viviani Cecchini giovani talenti del ciclismo tricolore e coppia di innamorati: se ci fosse una proposta di matrimonio? Sono tante le coppie nello sport

Viviani Cecchini (fonte FB Elena Cecchini)

Viviani Cecchini (fonte FB Elena Cecchini)

Viviani Cecchini, il vincitore delle ultime due frazioni del Giro d’Italia e detentore della maglia ciclamino a punti non si è dimenticato della compagna durante i festeggiamenti a Israele.

“Noi ciclisti abbiamo una concezione della giornata e dei ritmi di vita diversi da tutti gli altri. Per questo non possiamo stare con altri che non siano come noi” aveva dichiarato Elia Viviani dopo l’oro alle Olimpiadi di Rio 2016 parlando della amata.

Elena Cecchini ha parlato a La Gazzetta dello Sport della relazione tra i due ciclisti: “Elia è un uomo pure, sincero e riconoscente, lo amo per quello e so che queste doti le dimostra non solo con me ma con tutti. Ha una passione vera ed ardente.

Al termine della prima volata del Giro, Elia Viviani ha dedicato alla compagna la vittoria che ha particolarmente apprezzato il gesto: “Stando assieme da molto tempo può accadere che certe cose vengano date per scontate ma con lui non è così. Ha sentito la pressione del dover vincere e ho quindi cercato di stargli vicino, dopo la prima vittoria l’ho visto più sicuro”.

In molti hanno chiesto a Viviani quando si sposerà con la Cecchini, la stessa Alessandra De Stefano, durante la diretta dopo la seconda tappa non ha evitato la domanda. Elena è chiara: “spesso si pensa che l’uomo debba fare per forza la proposta, molti nostri coetanei sono già sposati ed hanno figli ma dobbiamo capire che con il nostro lavoro le dinamiche sono un po diverse. Non ci sono problemi, aspetterò la proposta, anche se arrivasse tra cinque anni saprei cosa rispondere: si!”.

Viviani Cecchini e non solo!

Effettivamente non è raro il caso di atleti dello stesso sport che si fidanzano o si sposano. Nota e chiacchierata è la storia di amore tra Antonio Cassano e Carolina Marcialis che ha permesso al campione barese di cambiare rotta e stile di vita. Bella la storia della tennista Ana Ivanovic con il calciatore della Germania Sebastian Schweinsteiger

In ambito tennistico nota è la relazione tra Flavia Pennetta e Fabio Fognini e molto “gossippata” è la storia tra Andre Agassi e Steffi Graf: i due si sono innamorati durante il Roland-Garros del 1999 e da allora non si sono più lasciati.

Meno fortunata fu la relazione tra la splendida Maria Sharapova e Sasha Vujacic ex cestista NBA dei Los Angeles Lakers (ora in Italia alla FIAT Auxilium Torino). Nel 2010 il giocatore sloveno chiese la mano della bella tennista ma la storia durò solamente due anni

Restando nel mondo delle due ruote ha fatto molto discutere la storia d’amore tra il Re Leone Mario Cipollini e Francesca Marcon, giocatrice di pallavolo di serie A. Anche in questo caso la comune passione per l’attività sportiva è stata la scintilla che ha acceso la fiamma.

Wilier: Luca Scinto energia per il team

Wilier, Luca Scinto: il 2018 anno importante

Wilier, il direttore sportivo della formazione italiana racconta i piani del team per il 2018 alla ricerca di vittorie tra Giro e Coppa Italia

Wilier: Luca Scinto

Wilier: Luca Scinto

Wilier Triestina Selle Italia focus sulla stagione 2018 tra l’obiettivo di una vittoria al prossimo Giro d’Italia e la speranza di vincere la Coppa Italia. La formazione Professional italiana guidata da Luca Scinto si prepara a dar battaglia forte della passione del DS che trasmette prontamente ai suoi atleti in corsa.

“Il nostro obiettivo è quello di incrementare l’esperienza dei nostri ragazzi, infatti abbiamo inserito nel nostro calendario alcune nuove corse, anche di categoria 2, per far macinare chilometri ai nostri atleti” ha dichiarato Luca Scinto a tuttobiciweb.it.

“Abbiamo corso una bella Milano-Sanremo e penso potremo dire la nostra per la Coppa Italia ma sognare una vittoria al Giro è qualcosa di esaltante. Puntiamo su Jakub Mareczko che è reduce da una campagna asiatica 2017 davvero di livello” ha proseguito il DS che ha aggiunto “vincere in Asia è più facile che farlo in Italia ma conquistare una tappa è sempre una cosa difficile. Al giorno d’oggi non vi sono corse materasso o atleti impreparati. Siamo molto contenti che Kuba sia con noi anche in questo 2018 ha ancora tanto margine di crescita il che non vuol dire che non abbia le carte per battagliare al Giro o alla Tirreno ma necessità ancora di un team che lavori per lui e alla Wilier può contare sull’appoggio dei compagni”.

In Italia pare che la scuola dei velocisti abbia perso un po’ di colpi dopo i “fenomeni” Mario Cipollini e Alessandro Petacchi, Luca Scinto ha le idee molto chiare in proposito: “tra i dilettanti la tendenza con i velocisti puri è quella di farli gareggiare nelle corse più facili per inseguire il numero di vittorie. I ragazzi passano pro, quindi, senza una adeguata preparazione agli ostacoli”. Il DS torna quindi su Jakub Mareczko: “Michele Bartoli la pensa come me: Kuba è tra i primi 3/4 corridori al mondo per punta di velocità ma gli manca la capacità di competere sui percorsi che vengono proposti nei grandi giri ma ha dalla sua tanta voglia di lavorare”

La Wilier Triestina Selle Italia è da sempre un laboratorio dove far emergere talenti in rampa di lancio, tra i nomi di particolare interesse vi è Edoardo Zardini che dopo un brutto incidente vuole tornare ad incidere. Un altro nome interessante secondo Scinto è “il colombiano Miguel Angel Flores, Nairo Quintana lo conosce e me ne ha parlato molto bene”. Molto interessanti sono anche Liam Bertazzo che fa parte del Progetto Olimpiadi di Tokyo 2020 per la pista italiana e Coledan che potrà essere una valida spalla per Mareczko.

Marco Pantani il nostro ricordo del Pirata

Marco Pantani il ragazzo venuto dal mare che scalava le montagne

Marco Pantani da Cesenatico: dal mare alla montagna dal trionfo all’infamia ci ha lasciati il 14 febbraio 2004

Marco Pantani

Marco Pantani

Marco Pantani da Cesenatico, lo scalatore più forte di sempre, il timido ragazzo che veniva dal mare che conquistò la montagna. “Il mio sogno di felicità? Nonno Sotero che mi sveglia e mi accompagna a pescare”, questa era la via della serenità di Marco il Pirata. La folla esultante, il bacio della miss, la maglia rosa o gialla, i giornalisti che ti idolatrano… bello ma la felicità è altro e Marco lo sapeva. La felicità sta nelle cose semplici, Marco Pantani lo sapeva.

Marco se n’è andato il 14 febbraio del 2004, per una generazione intera è stato non solamente un campione ma un simbolo. Il simbolo del riscatto dalla sfortuna, il simbolo della reazione alla difficoltà. Quante volte è andato in terra e quante volte si è rialzato fino alla gloria, fino a salire sull’Olimpo del ciclismo tanto da diventarne il simbolo.

Marco Pantani sta al ciclismo di fine anni novanta come Alberto Tomba stava allo sci di fine anni 80. Alberto inchiodava alla tv le persone per una discesa, Marco per una salita. Il destino per i due è stato diverso ma entrambi hanno fatto da ricettacolo per passioni sopite per sport di nicchia, lontani dai clamori e dai soldi del calcio.

“prendo la bici rossa, che mi aveva regalato nonno Sotero, e mi metto a scalare una salita che sembra non finire mai. Arrivo in vetta dopo avere pedalato sul dolore e dall’altra parte non c’è niente. Mi butto perché ho voglia di volare….” così dopo salite a perdifiato ecco discese spasmodiche, nella posizione che solo Marco sapeva tenere, col cuore in gola lui sulla strada noi davanti alla tv. Perché sei così forte in salita gli chiese Gianni Minà al Tour del 1998? “Per abbreviare la mia agonia” rispose il Pirata.

Già, l’agonia… l’agonia nella salita che prelude alla gloria e poi… E poi l’agonia, quella vera quella che brucia di più che le gambe dopo una lunga salita, quella che ti mangia l’anima e ti toglie il respiro.

L’agonia di Marco Pantani è iniziata a Madonna di Campiglio il 5 giugno 1999: “”Sono caduto tante volte e mi sono sempre rialzato, ma questa volta non mi rialzerò più…”. Il Pirata muore quel giorno, avrà qualche colpo di coda sportivo, ma la sua anima muore li, fra le montagne. L’agonia porterà il suo corpo a morire al mare.

Il 4 giugno 1999 Marco Pantani arriva solitario e non alza nemmeno le braccia al cielo, il Giro è già suo, lo sanno tutti: lo sanno i tifosi, lo sanno i giornalisti, lo sanno anche i malavitosi…. Sembra una storia già scritta, un grande e prevedibile finale ma non sarà così.

Quella sera Marco si controlla l’ematocrito, pratica routinaria in quegli anni,  risulta intorno ai 47/48. Quell’alba nera sarà a 52, praticamente impossibile.

Escluso dalla corsa e sospeso per 15 giorni, Marco non accetta quel verdetto e parla di complotto.

La Mercatone Uno decide non ripartire, Savoldelli si rifiuta di indossare la rosa, il pubblico sulle strade è inviperito, il Giro viene vinto da Ivan Gotti. La vita di Marco devia fuori strada. Marco torna nella sua Cesenatico e si chiude a riccio travolto dai cattivi pensieri.

Lo immaginiamo in casa dilaniato dai pensieri, solo, triste, con i giornali e le TV che grazie alle sue imprese hanno venduto copie e ottenuto indici di ascolto alle stelle che sputano nel piatto ove hanno lautamente pasteggiato.

Riesce ancora ad essere Pantani nella seconda parte del Giro 2000 quando è fondamentale per la conquista della maglia rosa di  Stefano Garzelli. Il tormento non passa, l’anima si ingarbuglia anche l’amore lo tradisce.

E poi… sul ciclismo mondiale incombe la favola del “superman” che batte il cancro e vince le montagne e Marco Pantani viene emarginato dal sistema quale unico colpevole mentre le nubi si addensano e chi dovrebbe vigilare o pasteggia con il malandrino o guarda da un’altra parte.

Il texano lo soprannomina “L’elefantino”, lo irride lasciandogli la vittoria al Mont Ventoux e sottolineando di averlo lasciato vincere “per una pura questione umana”. Si, proprio umano questo americano!

L’ idiosincrasia di Marco per il corridore texano non è segreta: “Io non credo che un Armstrong sia mai andato sulla luna, figuriamoci se credo a Robocop”.

Si, Robocop, come lo soprannominò Marco, sarà l’imbroglio più grande della storia dello sport ma il circo del pedale è felice di avere un leader planetario (dal fatturato galattico) e schiaccia l’elefantino comprendo i misfatti del texano.

Una parte della stampa tricolore si accanisce e lo spinge in basso, in Francia non sarebbe accaduto, Richard Virenque colpevole e reo-confesso non viene lapidato come il Pirata. Mario Cipollini dirà che se Marco avesse avuto un team come l’attuale di Chris Froome la storia si sarebbe scritta diversamente, chissà.

Marco può aver sbagliato ma paga troppo caro e soprattutto paga per tutti: si trova porte chiuse e presunti amici pronti ad accoltellarlo, precipita negli abissi e per risalire si affida al sostegno, effimero e devastante della polvere bianca.

Marco Pantani ci lascia da soli il 14 febbraio 2004 dopo che il mondo del ciclismo l’ha lasciato solo ad affrontare i demoni che rendono buia la sua l’esistenza e quella del padre e di mamma Tonina. Solo, nel buio più disperato, tra il senso di colpa e la paura, nel buio dello sconforto e della certezza del tradimento. Tradito dalla bicicletta a cui tanto aveva dato, tradito da amici che amici non erano.

Ci lascia tra mille dubbi ancora irrisolti, da l’addio a questo pianeta al Residence Le Rose, sul suo mare, il mare d’inverno. Ci lascia il suo corpo ma resta la sua immensa gloria, i suoi epici scatti in piedi sui pedali, le sue discese ardite, il suo sorriso melanconico e la magia che colorò le strade del ciclismo come in pochi altri riusciranno in futuro.

Qualcuno, ricordando il male che ha fatto a Marco Pantani, sentirà il freddo e il buio che quella sera di San Valentino noi abbiamo sentito salire lungo la schiena e restare in fondo all’anima apprendendo in TV quella tremenda notizia.

Vola Marco Vola. Ovunque tu sia, pedala come sai fare tu, solo tu!

Francesca Marcon chi è la fidanzata di Mario Cipollini

Francesca Marco la nuova fiamma di Mario Cipollini

Francesca Marcon, 35 anni, pallavolista della Foppapedretti Bergamo è la nuova fidanzata di Mario Cipollini

Francesca Marcon nuova fiamma del Re Leone

Francesca Marcon nuova fiamma del Re Leone

Francesca Marcon nasce a Conegliano nel 1983 e inizia fin da piccola a praticare la pallavolo esordendo nel 1997 in B2 con la Spes Volley, squadra della sua città natale. Resta con la maglia della Spes per ben tredici stagione arrivando a disputare con il sodalizio sportivo di Conegliano la serie A2 per tre stagioni per riuscire a conquistare nel 2009 la promozione in A1. Nella stagione 2010.2011 passa alla Yamamay Busto Arsizio dove conquista uno storico triplete: Coppa Cev, Coppa Italia e Scudetto. L’anno successivo sempre in maglia Futura Volley Busto Arsizio conquista la Supercoppa Italiana. Nel 2015 passa a Piacenza dove trascorre due stagioni per approdare alla Foppapedretti Bergamo.

Francesca Marcon e l’inc0ntro con Cipollini

Ne abbiamo parlato qualche settimana fa del fidanzamento tra la sexy pallavolista e il Re Leone, i due si sarebbero incontrati la scorsa estate in una palestra a Forte dei Marmi. Tra i due non è subito feeling, tutt’altro. Mario Cipollini deve lottare per conquistare la Marcon più di quello che ha fatto per conquistare la maglia di Campione del Mondo. “La prima mossa è stata la sua – ha dichiarato Francesca Marcon – ma gli ho fatto subito capire che non mi interessava. Poi, come spesso succede nella vita, le cose cambiano”.

Mario Cipollini non ha desistito ha stretto i denti come in una lunga volata: “Ho capito subito che era una di quelle persone con cui si accende la scintilla giusta. E io sono uno che non si arrende facilmente, nella vita come nello sport, altrimenti non sarei riuscito a vincere un Mondiale a 36 anni”.

La vita di coppia dei due non è stata a lungo segreta, d’altra parte se due personaggi cosi “visibili” hanno una storia presto uscirà sui social e così è stato. . “Questa invasione nella privacy – racconta Francesca Marcon – sinceramente non mi dà fastidio. La vivo tranquillamente, io non sono una starlette, ma non sto facendo niente di male e non devo certo nascondermi da qualcosa; è capitato e va bene così. Noi sportivi siamo abituati a questo tipo di situazioni, soprattutto una persona conosciutissima come Mario”.

Francesca Marcon e Mario Cipollini: le malelingue

Tutto bello? Tutto facile? No, perché se sei un personaggio pubblico i media e i social possono cannibalizzarti così hanno iniziato a girare post di insulto su Facebbok: “Sappiamo di essere più esposti a questo tipo di attacchi, però c’è un limite a tutto – dice Francesca Marcon – Su Facebook ho letto anche commenti cattivi, soprattutto su Mario, che mi hanno dato fastidio. Lui invece spesso lascia correre”. Mario Cipollini, infatti, non è amante dei social: “Non sono una persona che vive sui social e non do importanza alle persone contando il numero di follower. Il mio mondo è quello reale, che ti crei quando lavori, costruisci qualcosa di solido e dimostri di essere il più forte arrivando per primo al traguardo”.

 

 

 

Domina Vacanze il team di Mario Cipollini

Domina Vacanze la squadra di ciclismo attiva tra il 2003 e il 2005

Domina Vacanze la squadra di Mario Cipollini attiva dal 2003 al 2005 diretta da Gianluigi Stanga con licenza di UCI ProTeam

Domina Vacanze: Mario Cipollini\

Domina Vacanze: Mario Cipollini

Domina Vacanze la squadra di Mario Cipollini, precedentemente nota con la denominazione di De Nardi, fu attiva tra i professionisti dal 2003 al 2005 prendendo parte alle gare del circuito UCI ProTour

La squadra era diretta da Gianluigi Stanca e non era legata alla squadra squadra sponsorizzata dalla stessa Domina Vacanze nel 2003 e nel 2004 (la Domina Vacanze-Elitron) diretta invece da Giuseppe Petito e Antonio Salutini, che nel 2005 prese la denominazione di Naturino-Sapore di Mare.

Domina Vacanze: Stagione 2003

La squadra nacque nel 2003 in seguito alla fusione tra i gruppi sportivi di seconda divisione De Nardi-Pasta Montegrappa e Team Colpack-Astro e, sotto la guida dell’ex direttore sportivo della Polti, Gianluigi Stanga, iniziò una campagna di rafforzamento con atleti del calibro di Serhij Hončar, Charles Wegelius e incentrando il progetto attorno alla figura di Mario Cipollini (che quell’anno vinse due tappe al Giro d’Italia superando  il record storico di 41 vittorie detenuto da Alfredo Binda).

Lo stesso anno il team, escluso al Tour de France nonostante la presenza del Campione del Mondo, fu invece invitato alla Vuelta Espana a patto che Cipollini assicurasse la sua presenza. Super Mario si presentò al via senza le adeguate motivazioni e dopo la cronosquadre abbandonò tra le polemiche della stampa spagnola la corsa iberica. A tenere alta la bandiera della Domina Vacanze fu Filippo Simeoni che conquistò una vittoria di tappa.

Domina Vacanze: stagione 2004

Nel 2004 il team fece il suo debutto al Tour de France puntando sulle volate di un Mario Cipollini ormai il declino sportivo chiamato a confrontarsi con l’emergente Petacchi (Fassa Bortolo) e un emergente Michele Scarponi. Mario faticò molto e si ritirò alla prima tappa di montagna. La spedizione francese fu caratterizzata dal brutto episodio che vide protagonista Filippo Simeoni e Lance Armstrong dopo che l’italiano aveva parlato dei suoi rapporti Michele Ferrari medico personale di Armstrong.
Al termine della stagione, per altro molto deludente, Cipollini lascerà la squadra per accasarsi alla Liquigas.

Domina Vacanze: stagione 2005

Nel 2005 Domina Vacanze, società italiana attiva nel settore del turismo, decise di sponsorizzare la squadra, permettendole di iscriversi all’UCI ProTour. L’uscita di scena del gruppo di Ernesto Preatoni e dei relativi finanziamenti costrinse il team di Stanga a chiudere i battenti facendo confluire la struttura nel neonato Team Milram avente licenza tedesca che prese parte al ProTour 2006.

Cipollini-Marcon: la pallavolista fa innamorare SuperMario

Cipollini-Marcon: la coppia del momento?

Cipollini-Marcon, secondo quanto riportato da “Novella 2000”, l’ex ciclista si sarebbe innamorato della schiacciatrice in forza alla Foppapedretti Bergamo

Cipollini-Marcon: amici o altro?

Cipollini-Marcon: amici o altro?

Cipollini-Marcon il gossip imperversa dopo che lo scorso 28 gennaio occasione della match di Serie A1 tra Foppapedretti Bergamo e Igor Gorgonzola al PalaNorda è stato avvistato l’ex campione di ciclismo. La presenza di Super Mario, assolutamente insolita per la pallavolo che non è passata inosservata agli occhi degli osservatori più attenti scatenando una ridda di commenti anche sui social.

Il “Re Leone” alla faccia dei  50 anni è assolutamente in piena forma e, secondo i ben informati, si sarebbe fidanzato con la sexy pallavolista della Foppapedretti Bergamo Francesca “Cisky” Marcon di 15 anni più giovane del toscano.

Cipollini-Marcon: il gossip!

L’incontro “galeotto” sarebbe avvenuto in una palestra di Forte dei Marmi e lì sarebbe scoppiata la scintilla che, sempre secondo il settimanale, li renderebbe inseparabili.

Cipollini, pur essendo un tipo assolutamente spontaneo e solare è poco social: le uniche immagini sul suo profilo lo vedono correre in bici (anche nudo!). Francesca Marcon, invece, è solita postare scatti di outfit e ricorda ai follower di essere oltre che un’atleta anche una donna.

Cipollini-Marcon pare essere la coppia del momento e sembra che i due siano assolutamente inseparabili e che la frequentazione stia proseguendo da qualche tempo e a giudicare dalle foto postate dalla Marcon su Instagram è facile capire come Cipollini abbia fatto ad innamorarsi davanti a tanta bellezza.

Francesca Marcon, chi è la nuova fiamma di Mario Cipollini?

Francesca Marcon “Ciscky” – così la chiamano amici e compagne di squadra – è nata a Conegliano nel 1983 e proprio nella squadra della sua città si è affacciata alla ribalta del grande volley, per passare poi a nella 2010-2011 alla Yamamay Busto Arsizi, in Serie A1, club con cui rimane per cinque annate vincendo nella stagione 2011-12 uno storico Triplete: la Coppa CEV, la Coppa Italia e lo scudetto. Nell’annata 2015-16 passa al River Volley di Piacenza, dove resta per due annate, mentre nella stagione 2017-18 si accasa al Volley Bergamo, sempre in Serie A1.

Come ha dichiarato la stessa Francesca Marcon, la sua passione per la pallavolo è nata guardando il noto cartone anime giapponese “Mila e Shiro”.

Francesca Marcon: Le sue vittorie

Campionato italiano: 1
2011-2012
Coppa Italia: 1
2011-2012
Supercoppa italiana: 1
2012
Coppa CEV: 1
2011-2012

con la Nazionale
Giochi del Mediterraneo 2009: Medaglia d’oro