Kittel e Katusha guerra fredda?  

Kittel e Katusha Alpecin da colpo a flop?

Kittel e Katusha Alpecin sono ai ferri corti, dopo essere stato il colpo del mercato del team il velocista tedesco ha deluso il DS Konyshev

Kittel e Katusha storia di un amore non sbocciato

Kittel e Katusha storia di un amore non sbocciato

Kittel e Katusha storia di un amore non sbocciato? Quello che sembrava essere un incredibile colpo di mercato oltre che mediatico ora pare un flop assoluto. Le qualità del velocista tedesco e le sue doti mediatiche (lo sponsor Alpecin è connazionale di Marcel) avevano fatto brillare gli occhi dei manager della squadra ma ora la gestione del tedesco pare un problema.

Arrivati a metà stagione Marcel Kittel ha ottenuto la miseria i due vittorie di tappa della Tirreno Adriatico e tante, troppe delusioni nelle altre corse. In una prima settimana di Grande Boucle adatte alle ruote veloci il tedesco non è riuscito a graffiare e la situazione è esplosa con molte critiche legate non tanto ai pochi risultati ma soprattutto per l’atteggiamento del velocista.

Kittel e Katusha: Konyshev si arrabbia

Konyshev: “Kittel è un egoista!”

Giunto in maglia Katusha con l’etichetta del colpo di mercato, il velocista tedesco non ha legato con il team, l’intesa con i compagni del “treno” non è mai sbocciata tanto che non vi è mai stato uno sprint esaltante come avveniva lo scorso anno con la divisa della Quick Step.

Oltre ai problemi di feeling coi compagni ecco arrivare quelli con il Direttore Sportivo Dmitri Konyshev che ha rilasciato una dura intervista all’Equipe

“Gli paghiamo un sacco di soldi ma lui è solo egoista – ha tuonato il russo – durante la riunione tecnica prima della cronometro a squadre di Cholet giocava con lo smartphone assolutamente disinteressato di quello che stavo dicendo alla squadra”.

Kittel e Katusha: ‘Gestiamo il problema internamente’

Marcel Kittel non ha potuto negare gli attriti con il team ma si è risentito del fatto che il team abbia reso noto la situazione: “avrebbe potuto parlare direttamente con me ogni giorno, senza rendere pubblica la cosa. Questo atteggiamento rende le cose più difficili, sono sorpreso dei modi utilizzati” ha detto ai microfoni di Cyclingweekly.

“Non voglio mettere un punto interrogativo sul mio futuro nel team Katusha Alpecin anzi penso che questo sia solo in incidente di percorso da gestire internamente. Siamo al Tour e la corsa viene prima di tutto, non possiamo lasciare che le cose ci sfuggano di mano” ha concluso Kittel.

Cavendish contro Kittel e Greipel

Cavendish contro tutti, “io corro diversamente da quei due”

Cavendish contro Kittel e Greipel, attacca il modo di correre dei due rivali poco propensi al gioco di squadra

Cavendish contro Kittel e Greipel

Cavendish contro Kittel e Greipel

Cavendish contro Kittel e Greipel, che l’ex Campione del Mondo sia assolutamente contrario alle dichiarazioni di facciata e noto a tutti, che non abbia in simpatia i due colleghi di volate, altrettanto.

Poco diplomatico ma anche molto genuino, il britannico non le ha mandate a dire ai due colleghi e rivali a un mesetto dal via del Tour de France che, come sempre, li vedrà battagliare per il ruolo di re degli sprint.

Lo scorso anno Mark Cavendish fu protagonista di una querelle con il Campione del Mondo Peter Sagan. La stagione 2018 per i britannico non è partita bene e quindi la Grande Boucle potrebbe esere il banco di prova per trovare riscatto a queste due delusioni.

Dopo la bruttissima caduta alla Milano Sanremo il velocista britannico ha gareggiato senza ottenere allora al al Tour de Yorkshire e al Giro di California e ora prenderà il via al Tour de Slovenie (settimana prossima). Proprio in Slovenia si dovrà confrontare con Marcel Kittel.

Cavendish contro Marcel Kittel

Ad incendiare l’avvicinamento alla sfida ecco una intervista che Mark ha rilasciato a Cycling.be. Il velocista del Team Dimension Data è andato giù pesante contro gli storici rivali negli sprint.

Cavendish ha toccato il rapporto diverso che ha lui rispetto ai rivali con i colleghi di team: “Io non considero i miei compagni come il mio staff, ma mi vedo come l’ultimo anello di un’unica catena che deve portare al successo. Quando vinco o quando perdo non sono mai io a vincere o perdere ma il team”.

“Pochi colleghi velocisti hanno questo modo di vedere lo spirito di squadra. Marcel Kittel è uno che fa davvero lavorare i compagni di squadra per lui. Questo non è il mio caso, vedo il ciclismo in modo diverso. Alla Dimension Data siamo otto uomini che collaborano per l’ottenimento del miglior risultato di squadra”.

Cavendish contro Andrè Greipel

Il britannico non le ha mandate a dire all’ex compagno di team alla HTC, Andrè Greipel.

“Sono un corridore molto diverso da Greipel, lui è forza, io sono più piccolo e meno potente e devo usare tecnica e strategia. Insomma lui è forza senza testa io sono tutto testa” ha dichiarato Mark.

Ora vedremo come i due rivali del velocista britannico risponderanno (se risponderanno) a questo attacco frontale.

Marco Haller investito in allenamento

Marco Haller investito in allenamento, lungo stop per l’austriaco

Marco Haller investito da un’auto che ha ignorato uno stop, bici distrutta ginocchio e femore fratturati e un lungo periodo di stop per il tedesco

Marco Haller

Marco Haller

Marco Haller investito da un’auto che non ha rispettato lo stop, è questa l’ennesima notizia di investimento di un ciclista a cui, purtroppo, cominciamo tristemente a farne l’abitudine.

Il 27enne corridore della Katusha Alpecin avrebbe dovuto essere uno degli uomini fondamentali del treno che farà da scorta a Marcel Kittel al prossimo Tour de France, ma dovrà restare in infermeria per parecchi mesi
Era il mio secondo giorno di allenamento dopo lo stop dovuto alla seconda infezione virale nella stagione 2018 – ha spiegato Marco Haller, ricoverato al Landeskrankenhaus di Villach -. Stavo pedalando con Bernie Eisel ed ero impegnato in una leggera discesa, quando improvvisamente una macchina, ignorando il segnale di stop, ci è arrivata da destra e ha occpuato la carreggiata. Bernie è riuscito a evitarla, io non sono riuscito e ho preso in pieno la portiera dell’auto. Distrutta la bici, a pezzi il mio ginocchio”
Marco Haller ha subito una doppia frattura al ginocchio oltre ad una frattura al femore sinistro e non ha nascosto la sua delusione per l’accaduto: “Auto e ciclisti condividono la strada, ma questa convivenza sembra essere sempre più difficile, mi spiace non solo per dover saltare il prossimo Tour ma anche per l’atteggiamento negativo di molti automobilisti”.

 

Vince Kittel, Sagan rimonta da applausi

Vince Kittel nella tappa odierna della Tirreno-Adriatico

Vince Kittel la frazione odierna della Tirreno-Adriatico ma a rubare l’occhio è la rimonta impressionante di Peter Sagan

Vince Kittel

Vince Kittel

Vince Kittel, vince l’uomo veloce della Tirreno-Adriatico 2018. Lo sprinter della Katusha-Alpecin, bissa la vittoria di Follonica e  si impone anche a Fano, sede d’arrivo della sesta tappa, superando di un soffio un Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) autore di una impressionante rimonta per via di una caduta che l’ha visto coinvolto in prossimità dei momenti finali della tappa. La maglia azzurra di leader della generale resta sulle forti spalle di Michal Kwiatkowski (Team Sky).

Dopo la giornata di ieri dedicata ai muri ma soprattutto alla memoria di Michele Scarponi ecco che la corsa arriva in prossimità della costa Adriatica con una frazione quasi totalmente pianeggiante (seppur intervallata con qualche strappetto).

La tappa è stata caratterizzata da una fuga con l’onnipresente Jacopo Mosca (Wilier – Selle Italia) padrone della maglia arancio, assieme a  Krists Neilands della Israel Academy, al russo Artem Nich della Gazprom – RusVelo e al tedesco Marcus Burghardt della Bora – Hansgrohe

A venti chilometri dall’arrivo ogni velleità di fuga viene annullata dal gruppo. Tante cadute oggi: nella prima a pagarne le conseguenze è il nostro Jakub Mareczko (Wilier – Selle Italia), ripartito con un’evidente ferita sul fianco. Ai meno otto dall’arrivo altro scivolone in gruppo, questa volta ad avere la peggio è Fernando Gaviria. Resta attardato anche Peter Sagan, che riesce a rientrare solo dopo 4 km di disperato inseguimento. Le operazioni vengono, dunque, gestite dalla  Katusha – Alpecin che prende in mano la corsa e finalizzare il lavoro di squadra con Marcel Kittel, che rimonta Max Richeze sostituto di Gaviria e va a vincere la tappa. Impressionante, si diceva, lo sforzo del campione del Mondo Peter Sagan che arriva al secondo posto anticipando anche l’argentino.

Domani vi sarà la cronometro individuale di 10 km a San Benedetto del Tronto con Kwiatkowski sempre più vicino alla conquista del Tridente. A 3″ Damiano Caruso (Bmc), a 23 Mikel Landa (Movistar), a 29″ Geraint Thomas (Team Sky), anch’egli protagonista di un paio di guai meccanici quest’oggi.

Team Katusha-Alpecin 2018: presentazione team

Team Katusha-Alpecin 2018: ecco la squadra

Team Katusha-Alpecin 2018: José Azevedo perde il leader storico Kristoff e punta forte su Marcel Kittel e sul russo Ilnur Zakarin

Team Katusha-Alpecin 2018

Team Katusha-Alpecin 2018

Team Katusha-Alpecin 2018 è una vera e propria multinazionale del pedale con ben sedici le nazionalità rappresentate. Il team di José Azevedo ha perso Kristoff e si affida a Marcel Kittel per le volate.

Buona parte delle fortune del team girano attorno al rendimento di Ilnur Zakarin che dopo tante buone apparizioni al Giro d’Italia e dopo aver ottenuto il podio alla Vuelta a España punta tutto sul Tour de France. Il russo non avrà molte spalle su cui appoggiarsi se non l’americano Ian Boswell (che sarà capitano nelle gare di una settimana) e il croato Robert Kiserlovski.  Tra i giovani, occhi puntati su Steff Cras (quinto all’Avenir e alla Coppa della Pace), e il nostro Matteo Fabbro.

Perso Kristoff, come detto, sarà Marcel Kittel la prima punta per gli sprint forte delle cinque vittorie allo scorso Tour de France. Il tedesco si riavvicina allo sponsor Alpeci di cui è stato indimenticabile uomo immagine.

Rick Zabel sarà al servizio di Kittel con licenza di libertà quando non ci sarà il faro per le volate del team.

Tony Martin punterà alle classiche del pavé anche se non pare attrezzato per competer con i big della specialità. Il calo di Panzerwagen nella cronometro lo sta spingendo a cercare alternative con risultati rivedibili.

Nathan Haas, ventottenne australiano, punterà alle classiche con la speranza di trovare la continuità che fino ad ora è stata la grande assente della sua carriera. José Gonçalves  potrebbe recitare il ruolo di battitore libero ed outsider. C’è curiosità attorno al nome del sudafrocano Willie Smit reduce da ottime prestazioni nelle gare del suo continente.

Team Katusha-Alpecin 2018: la rosa

Maxim Belkov (Rus, 1985), Jenthe Biermans (Bel, 1995), Ian Boswell (Usa, 1991), Steff Cras (Bel, 1996), Alex Dowsett (Gbr, 1988), Matteo Fabbro (Ita, 1995), José Gonçalves (Por, 1989), Nathan Haas (Aus, 1989), Marco Haller (Aut, 1991), Reto Hollenstein (Sui, 1985), Robert Kiserlovski (Cro, 1986), Marcel Kittel (Ger, 1988), Pavel Kochetkov (Rus, 1986), Viacheslav Kuznetsov (Rus, 1989), Maurits Lammertink (Ned, 1990), Tiago Machado (Por, 1985), Tony Martin (Ger, 1985), Marco Mathis (Ger, 1994), Baptiste Planckaert (Bel, 1988), Nils Politt (Ger, 1994), Jhonatan Restrepo (Col, 1994), Willie Smit (Rsa, 1992), Simon Spilak (Slo, 1986), Mads Würtz Schmidt (Den, 1994), Rick Zabel (Ger, 1993), Ilnur Zakarin (Rus, 1989)

Marcel Kittel Over the Top, batte Froome

Marcel Kittel batte il kenyano bianco… a braccio di ferro!

Marcel Kittel

Marcel Kittel “Over the Top”

Marcel Kittel velocista batte Chris Froome lo scalatore, vi sembra impossibile? E’ importante dire che non l’ha battuto su di una impervia salita e nemmeno in una gara a cronometro e assolutamente non in una volata. Ma la cronaca registra che al Criterium di Shanghai Kittel batte Froome! Il finale di stagione si presta a un clima più sereno tra i corridori (di ieri le immagini di una lezione di Tai Chi) e allora ecco che online è diventato virale il video di Marcel Kittel che batte il corridore della Sky in una improbabile sfida di forza.

In una sfida degna del mitico film di Silvester Stallone “Over the Top“,  Kittel ha fatto il gioco del gatto col topo facendo sfinire il kenyano (che aveva ormai il viso paonazzo come mai si è visto in bicicletta) per poi in tutta tranquillità decidere di abbatterlo. Visto il clima assolutamente goliardico è arrito il commento di Chris Froome: ” E’ evidente che non volevo mettere Marcel in imbarazzo” al quale è seguita la replica, a mezzo social network del tedesco, “Ecco la differenza tra un velocista e uno scalatore”.

Marcel Kittel si sta separando non senza polemiche dalla Quick-Step Floors per andare alla Katusha-Alpecin aprendo un valzer di velocisti che ha portato Elia Viviani a lasciare il Team Sky per approdare, appunto, alla Quick-Step aprendo lo spazio per il vice-campione del mondo Alexander Kristoff di lasciare la Katusha per andare alla corte di Beppe Saronni, all’UAE Team Emirates.

 

 

Froome, Contador, la Cina e il Tai Chi

Froome e Contador a lezione di arti marziali in Cina

Froome

Froome a lezione di Tai Chi

Froome e Contador, li abbiamo visti spesso battagliare in sella ad una bicicletta. Li abbiamo visti all’ultima Vuelta Espana combattere come antichi e saggi guerrieri del pedale.  Il Criterium di Shangai è stata l’occasione per far “sfidare” i due campioni dell’Arte Marziale del Tai Chi.

Il Criterium di Shanghai organizzato dalla ASO è stato presentato questo sabato presso l’emittente radiofonica La Perla d’Oriente, in uno degli edifici emblema della città cinese dove hanno sfilato tutti i Big che prenderanno al via della corsa. A partecipare alla singolare lezione non solo i due sopracitati campioni ma un vero parterre de roy: Froome vestito di giallo con i colori della maglia di vincitore del Tour, Warren Barguil di rosso come vincitore della maglia della montagna, Marcel KIttel di verde come la maglia a punti del Tour e, per finire, Alberto Contador vestito di bianco. Soddisfatto Kittel: “è una bellissima manifestazione per conoscere quest’arte marziale ed entrare a stretto contatto con il pubblico Cinese”.

Sull’esperienza si è espresso anche Contador: “Darmi al Tai Chi? Beh dopo aver smesso di correre come professionista sto valutando tante idee ma non penso che questa arte marziale faccia per me, troppo silenzio troppa meditazione io sono uno istintivo”. L’evento è stato l’occasione per tanti fans di fare un selfie con il campione spagnolo che sicuramente mancherà molto al mondo del ciclismo, come ha recentemente affermato anche il nostro Vincenzo Nibali.

Tai Chi, cos’è?

Il Tai Chi (noto anche con il nome di  Tai Chi Chuan) è un’arte marziale cinese che basa le sue fondamenta sul concetto Taoista di Ying-Yang (l’alleanza tra gli opposti). Il Tai Chi naque come strumento di autodifesa e il suo nome significa “La Suprema Arte del Combattimento” da cui se ne deduce lo spirito prettamente di mezzo per combattere. Attualmente quest’arte, che si è raffinata nel corso dei secoli, è vista come una forma di esercitazione per la salute ed il benessere psicofisico della persona.

Va però detto che in Cina, e in altre parti del globo, esistono ancora alcune scuole “tradizionali” che continuano ad insegnarlo ed esercitarlo come uno strumento di difesa.

 

 

 

 

GP de Fourmies 2017 presentazione

GP de Fourmies 2017 anteprima della corsa

GP de Fourmies 2017

GP de Fourmies 2017 il Logo

GP de Fourmies 2017 in programma domenica 3 settembre è una classica transalpina, classificata 1.HC nell’Uci Europe Tour, giunta all’edizione numero 85. Il tedesco Marcel Kittel è il campione uscente. Elio Gerussi negli anni ’50 fino a Max Sciandri, Andrea Tafi, Michele Bartoli, Luca Mazzanti, Gianluca Bortolami, Giovanni Visconti e Fabio Felline sono  stati gli italiani capaci di vincere la corsa negli ultimi tre decenni.

GP de Fourmies 2017: il percorso

Fourmies è un comune situato nella regione Nord-Passo di Calais, il tracciato  è ormai abbastanza classico e gli organizzatori tendono a lasciare immutati i 205 km della corsa. Il primo tratto è completamente pianeggiante prima di iniziare il circuito Fourmies-Feron-Fourmies da ripetere cinque volte. Il percorso è adatto ai velocisti ma può prestarsi a qualche colpo da finisseur, come quello che due anni fa è valso il successo al nostro Fabio Felline.

GP de Fourmies 2017: la Starting List

22 formazioni compongono la startlist del GP Fourmies 2017: 7 WorldTeams (Ag2R La Mondiale, Astana, Bora-Hansgrohe, Quick Step Floors, FDJ, UAE Team Emirates, Trek-Segafredo); 12 Professional (Cofidis, Delko Marseille, Direct Energie, Fortuneo-Oscaro, CCC Sprandi, Roompot, Gazprom-RusVelo, SportVlaanderen-Baloise, Wanty-Groupe Gobert, WB Veranclassic, Nippo-Vini Fantini, Wilier-Selle Italia) e 3 Continental (Armee de terre, HP BTP-Auber 93, Roubaix Lille Metropole).

Questi i nomi di spicco in gara a Fourmies: Marcel Kittel (Quick Step Floors), Sam Bennett (Bora-Hansgrohe), Nacer Bouhanni (Cofidis), Davide Cimolai (FDJ), Thomas Boudat (Direct Energie), Jakub Mareczko (Wilier-Selle italia), Riccardo Minali (Astana), Andrea Guardini (UAE Team Emirates).
Attenzione ai finisseurs: Fabio Felline (Trek-Segafredo), Marco Canola (Nippo-Vini Fantini), Filipp OPozzato (Wilier-Selle italia) ed Alexis Vuillermoz (Ag2R La Mondiale).

GP de Fourmies 2017: in TV

La diretta è garantita solo su Eurosport Player a partire dalle ore 16 mentre canale tv Eurosport manderà in onda una sintesi il giorno seguente.

Marcel Kittel cade e si ritira dal Tour

Marcel Kittel cade nei primi km della tappa ed è costretto al ritiro

Marcel Kittel cade

Marcel Kittel

Marcel Kittel cade, vittima di una brutta scivolata, nei primi chilometri della tappa odierna; vero mattatore delle volate in questo Tour de France 2017 (con cinque frazioni vinte), il forte velocista di Arnstadt è stato costretto al ritiro.

La lotta per la maglia verde che sembrava di fatto chiusa, con un dominatore assoluto nel tedescone della Quick Step Floors è ora riaperta a favore di Michael  Matthews. Marcel è stato vittima di una scivolata che ha messo a terra diversi corridori. Kittel si è rialzato ma è subito apparso molto dolorante, con diverse escoriazioni e ferite in varie parti del corpo.

Costretto a cambiare la bicicletta e le calzature, il tedesco ha stretto i denti sul Croix de Fer accompagnato dai fidi Sabatini e Vermote ma il dolore non ha fatto accenno a diminuire.

Dopo aver scollinato con circa 16 minuti di distacco dalla testa della corsa, il teutonico ha optato, chiaramente a causa delle botte patite, per il ritiro lasciando la maglia verde sulle spalle di Matthews.

Marcel Kittel trionfa: il quattro vien da se e pure il cinque

Marcel Kittel trionfa e arriva a quota cinque vittorie in questo Tour de France

Marcel Kittel Trionfa

Marcel Kittel Trionfa

Marcel Kittel trionfa anche oggi e non si ferma più, undici tappe percorse dalla carovana in questo Tour de France e cinque vittorie per il tedescone, non sono ancora le 8 tappe vinte da tre mostri sacri come Eddy Merckx (1970, 1974), Charles Pélissier (1930) e Freddy Maertens (1976) ma nel ciclismo moderno fanno sicuramente scalpore. Ieri abbiamo parlato di poker oggi c’è il pokerissimo.

La Eymet-Pau, è stata caratterizzata da una lunga fuga partita già al primo chilometro con protagonisti Frederik Backaert (Wanty-Groupe Gobert), Maciej Bodnar (Bora Hansgrohe) e Marco Marcato (UAE Team Emirates). il Margine dei fuggiviti ha toccato il massimo di 4’50” al km 40, per poi scemare gradualmente.

Ai meno 28 km dall’arrivo  Bodnar ha salutato la compagnia degli altri due (ripresi dal gruppo poco dopo) e iniziando una lunghissima cronometro individuale con la speranza, vana, di fare il colpaccio e non ha mollato un centimetro,  il forte polacco, premiato come combattivo del giorno, è stato riassorbito infatti solamente ai meno 300 metri.

Immutata la classifica generale: Chris Froome (Team Sky) guida con 18″ su Fabio Aru (Astana Pro Team) e 51″ su Romain Bardet (AG2R La Mondiale), finito a terra senza conseguenze (caduto anche Cataldo dell’Astana, costretto al ritiro per problemi al polso)