Selle Italia: design e innovazione dal 1897

Selle Italia da sempre sinonimo di qualità

Selle Italia dal 1897 sinonimo di qualità di recente ha conquistato il German Design Award 2019 con la SP-01 Tekno Superflow S

Selle Italia (fonte comunicato stampa)

Selle Italia (fonte comunicato stampa)

Dal 1897 Selle Italia è sinonimo di qualità, ricerca e innovazione Made in Italy. Porsi continuamente nuove sfide è un istinto naturale strettamente legato al brand che, dall’altra parte, non prescinde dalla valorizzazione della tradizione e del proprio longevo know-how. Due fattori, questi, che hanno sempre saputo procedere fianco a fianco nell’evoluzione dei prodotti dell’azienda veneta, che asseconda con eleganza i desideri di chi ama pedalare e che rimane sempre al passo con i tempi. In virtù di questa direzione, Selle Italia è stata e continua ad essere riconosciuta con numerosi premi di rilevanza nazionale e internazionale per design e innovazione.

L’ultimo successo registrato è la vittoria del German Design Award 2019 da parte della sella SP-01 Tekno Superflow S, designata come miglior prodotto nella categoria Bicycles e E-Bikes. La Kronos Tekno Flow, invece, si è guadagnata nel 2018 la menzione d’onore al Compasso d’oro. Sempre nel 2018, Selle Italia si è classificata al primo posto nella categoria ai Readers’ Awards delle importanti riviste tedesche Bike e Tour, mentre l’anno precedente, è stata premiata come “best brand” selle per le riviste tedesche Enduro Mountainbike Magazine e E-Mountainbike Magazine.

Ogni sella è il frutto di incessanti ricerche e studi scientifici, senza mai dimenticare la qualità del Made in Italy, caratteristica intrinsecamente presente nel marchio Selle Italia. La tradizione italiana viene oggi nuovamente valorizzata e ampliata con le moderne conoscenze scientifiche: millimetro dopo millimetro, materiale dopo materiale, il brand lavora con i migliori specialisti per realizzare prodotti sempre più vicini alla perfezione, per adattarsi a qualsiasi conformazione fisica maschile e femminile, e rispondere ad ogni tipo di esigenza.

Sono perfetto esempio di questa filosofia le tecnologie del sistema idmatch, risultato della ricerca scientifica dei laboratori Ergoview in collaborazione con Selle Italia, che aiuta ogni ciclista a individuare la taglia della propria sella ideale e a trovare la migliore posizione in bicicletta. Il sistema è stato studiato per garantire il massimo del comfort, del benessere e della prestazione durante l’attività sportiva. Attraverso strumenti e software all’avanguardia, sono state sviluppate soluzioni in grado di allineare perfettamente la morfologia del corpo con le caratteristiche delle attrezzature impiegate. Attraverso un sofisticato algoritmo ed alcune semplici misure antropomorfiche, infatti, uno strumento ad alta tecnologia come lo Smart Caliper è in grado di ottenere la soluzione ideale in termini di comfort e prestazione, indicando in soli 30 secondi ad ogni ciclista la sua taglia di sella perfetta.

Conoscenza biomeccanica e grande interesse per questo tipo di approccio si concretizzano, inoltre, nella scelta di Selle Italia di lavorare anche con il sofisticato sistema BikeLab elaborato da Ergoview, che implementa ulteriormente il discorso sul setting scientifico ed efficiente non solo di una componente della bici, come la sella, ma anche di tutte le altre.
BikeLab è il primo sistema di bike fitting al mondo completamente automatizzato, che lavora senza necessità di marker, utilizzando un sistema di analisi biomeccanica con scansione automatica 3D total body e auto-adattamento della posizione. Attraverso una valutazione posturale e biomeccanica, che fa uso di un’analisi dinamica e di una scannerizzazione 3D, è possibile rilevare misure precise per ogni ciclista: il software riconosce autonomamente i punti di giunzione delle articolazioni, determinando angoli di movimento e velocità angolari. Degli oltre 40 BikeLab dislocati nel mondo, uno si trova proprio ad Asolo, nella sede dell’azienda veneta.

Tra le ultime novità introdotte da Selle Italia a livello di innovazione e design dei propri prodotti, c’è sicuramente il Suspension Link Movement, la tecnologia applicata alle selle SP-01 e SP-01 Boost, che “divide” la parte posteriore della sella in due parti indipendenti, permettendo a entrambi i lati di muoversi assecondando i movimenti del bacino. Una soluzione che risponde alla richiesta di standard di performance sempre più elevati da parte degli utenti, ma anche ad un gusto e una tendenza di pedalata moderna. Non in ultimo, si ispira liberamente ai dogmi del design automobilistico. Il risultato è un prodotto che fonde alla perfezione innovazione, funzionalità ed estetica, tanto che la SP-01 ha vinto nel 2018 il prestigioso Design & Innovation Award.

Nella lavorazione dei materiali, infine, il meglio della ricerca e sviluppo Selle Italia si concretizza nella tecnologia Air-cross, applicata alla sella da off-road più estrema, la X-LR Aircross, pensata anche per l’enduro e il downhill. L’estrema durevolezza e resistenza del prodotto è ottenuta non solo con l’utilizzo di materiali premium, ma anche grazie ad un approccio rivoluzionario, che abbandona la tradizionale composizione della sella in scafo, padding e cover a favore di un unico modulo di schiuma poliuretanica direttamente modellato in stampo. Il risultato è una sella “tutta d’un pezzo”, praticamente indistruttibile, perché priva di colle o elementi leganti che facilmente soffrono l’usura e le sollecitazioni.

Sin dall’inizio, la storia di Selle Italia non si configura come una gara contro gli altri, ma una sfida personale e una tensione verso un miglioramento incessante, costantemente proiettato verso nuove sfide da vincere e vette da scalare, con l’unico traguardo di ottenere il massimo per le prestazioni e la soddisfazione di chi pedala.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Peter Sagan al Giro 2019? Difficile non impossibile

Peter Sagan al Giro 2019 qualche indiscrezione

Peter Sagan al Giro 2019? Lo slovacco durante un incontro presso Sportful ingolosisce i tifosi italiani sulla sua presenza che sarà più fattibile nel 2020

Peter Sagan al Giro 2019

Peter Sagan al Giro 2019?

Peter Sagan al Giro 2019? Diciamoci la verità la presenza dello slovacco è un sogno di tanti amanti del ciclismo Made in Italy. La sua classe, il suo stile rock e la sua capacità di non essere mai banale sarebbero un tocca sana per la corsa rosa 2019.

Se l’edizione 2018 è stata impreziosita dalla presenza al via di Chris Froome, quella del 2019 sarebbe coronata in modo adeguato se Peter Sagan si presentasse a Bologna per la prima tappa.

Sarà infatti il capoluogo dell’Emilia a ospitare, sabato 11 maggio 2019, la partenza della 102 esima edizione del Giro d’Italia. Il via prevede una cronometro individuale che lo slovacco ha definito “una cronoscalata”.

Peter Sagan dopo aver indossato la maglia idirata per tre lunghi anni, domenica ha voluto incoronare personalmente il neo Campione del Mondo, Alejandro Valverde salendo sul palco della premiazione.

Il velocista della Bora Hansgrohe, di ritorno dall’Austria, si è fermato a Feltre, ospite Alessio e Dario Cremonese amministratori del marchio Sportful (sponsor tecnico del team).

Al Teatro De La Sena di Feltre Peter Sagan ha fatto la parte del mattatore nella serata assieme al fidato compagno Daneil Oss.

Sagan ha analizzato, a bocce ferme, il mondiale di Innsbruck:

” È stata una giornata veramente dura per me, ma sono sicuro che tutto il mondo del ciclismo possa essere orgoglioso dell’attuale nuovo campione del mondo. Nel 2003 Alejandro conquistò l’argento al mondiale di Hamilton e io correvo in Mountain Bike, non seguivo il ciclismo su strada”.

 

Sagan non è arrivato impreparato ad Innsbruck, tutt’altro: ha sacrificato le volate della Vuelta, è dimagrito e ha cercato di resistere ma il terreno era davvero avverso alle sue doti e così ha dovuto cedere lo scettro.

Peter abdica al Mondiale degli scalatori ma lo fa col sorriso sulle labbra e ritagliandosi, comunque, un pezzo dello show salendo sul palco a premiare Valverde.

” L’idea è nata all’ultimo: nella boxe i contendenti si passano la cintura per il titolo ho quindi pensato che sarebbe stato bello tributare Valverde salendo sul palco. Ho quindi chiesto all’UCI se fosse possibile variare il protocollo ottenendo un sì.  Ero orgoglioso di passare la mia maglia ad Alejandro e lui ne era felice. Gli ho detto di godersi quella maglia e di portarsela in giro per il mondo.”

Sagan ha quindi approfondito l’aspetto legato a una sua presenza al prossimo Giro:

 “Per il Giro ci penseremo a novembre ma l’anno prossimo si parte con una cronoscalata e quindi è meglio se rimando di un anno. L’idea di prendere parte alla corsa rosa comunque è nei miei piani e voglio farlo prima di appendere la bicicletta al chiodo”.

Il 4 ottobre, a Londra, verrà ufficialmente presentata la l’autobiografia My World e Peter ha voluto darne la sua scanzonata visione:

“Diciamo che l’ho scritto io ma che poi me l’hanno sistemato perché ce n’era davvero bisogno! Ora la stagione volge al termine ma non andrò in vacanza sto vivendo un sogno e non voglio uscirci”.

 

 

Graziella bicicletta simbolo del Made in Italy

Graziella bicicletta: la storia di un simbolo del made in Italy

Graziella bicicletta storica progettata da Rinaldo Donzelli e costruita da Teodoro Carnielli da sempre simbolo di Made in Italy nel mondo

Graziella bicicletta simbolo

Graziella bicicletta simbolo

Graziella bicicletta simbolo del Made in Italy progettata nel 1961 da Rinaldo Donzelli e costruita da Teodoro Carnielli di Vittorio Veneto divenne immediatamente un culto nel bel paese. Ancora oggi La Graziella conserva un fascino indissolubile tipicamente anni 60, anni di boom economico del nostro paese, anni spensierati di crescita. Bicicletta “classica” per fare la spesa ma anche per brevi spostamenti in città ha unito utilità e stile.

Il successo di questa una elegante bici pieghevole la fece diventare punto di riferimento e oggetto di imitazione da parte anche dei grandi produttori (Atala, Legnano, Bianchi, ecc) ma il fascino della Graziella non subita le “imitazioni”.
Il modello conquistò subito il mercato sia perché primo modello pieghevole in Italia, sia perché simbolo dell’Italia che rialzava la testa (come la Vespa) a vent’anni dalla seconda guerra mondiale.

Fino all’uscita del modello pensato da Donzelli le biciclette non erano considerati (se non per le biciclette da corsa) modelli di design. La Graziella arrivò a cambiare un mercato che era fatto di bici “povere” e incolori, passate da padre in figlio e viste come mezzo di trasporto e non di svago.

Graziella bicicletta di stile!

Tratto innovativo oltre, come detto, all’essere la prima pieghevole che si vedeva in Italia, era Il portapacchi che fungeva anche da telaio e che rivedeva il concetto di trasporto. Erano spariti i foderi e i forcellini erano saldati direttamente al portapacchi. Il suo fascino sinuoso la fece definire “la Rolls Royce di Brigitte Bardot” e le consentì di garantirsi il ruolo si status symbol.

Non solo la comodità di poter avere una bicicletta trasportabile in auto, treno o autobus ma anche la qualità del prodotto con il suo telaio robusto ma pieghevole mediante una cerniera centrale, il comodo portapacchi, le ruote decisamente piccole per gli standard e la sella imbottita, ammortizzata e sfilabile la resero un modello di anticonformismo.

Graziella bicicletta con la vernice!

La Carnielli, azienda produttrice del modello Graziella capì subito la qualità del prodotto e il suo potenziale infinito di mercato e, trovata geniale, cominciò a distribuire la bicicletta con un kit contenente un Tubetto di vernice e pennellino incorporato nel tappo al fine di garantire la sistemazione di eventuali abrasioni e mantenere una colorazione impeccabile.

La Graziella fu prodotta fino alla fine degli anni ottanta. I modelli originali sono oggetto oggi oggetto di culto, di collezionismo e modernariato

Il mito della Graziella è approdato anche nella grande mela ed è sinonimo di “dude” (elegantoni), un pezzo di design esposto in alcuni negozi di New Yorke e Brooklyn

I dati delle vendite del mercato delle biciclette: crescono le E-Bike!

Un esempio di E-bike

Sono stati diffusi da ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) i dati del mercato Bici del 2016 sia tradizionali che a pedalata assistita. Il report annuale dell’associazione evidenzia una lieve flessione del settore Bici Tradizionale ma risultano in forte crescita quelli della E-Bike.
Finalmente anche in Italia, il dato di mercato che riguarda le e-bike mostra un trend decisamente “europeo”: 124.400 e-bike pari ad +120% rispetto al 2015.

Lieve flessione, dicevamo, della bici normale (-2,6%) ma meglio che in altri paesi d’Europa (-8/9%) dove ormai si assiste ad un vero e proprio “cambio di bicicletta”.

Se da un lato aumenta la domanda di Ebike, dall’altro sono in crescita anche i numeri della produzione italiana delle stesse: si passa dai 16.600 del 2015 ai 23.600 del 2016, è quindi in espansione della filiera intera di veicoli Made in Italy sia come assemblaggio ma soprattutto come costruzione di motori e componentistica elettrica ed elettronica.

I motivi di questo successo Italiano ed Europeo delle biciclette elettriche risiedono nell’estetica di questi veicoli ormai sempre più simili a delle biciclette tradizionale grazie a dimensioni sempre più ridotte di motore e batteria e alla loro integrazione con i telai delle biciclette. La velocità di questi veicoli (25Km/h) rappresenta un buon compromesso per spostarsi nel traffico urbano, soprattutto nelle zone più congestionate dal traffico dove si riduce parecchio il differenziale di velocità con le auto e le moto rendendo più sicura la circolazione promiscua.

“I dati di mercato 2016 confermano il grande cambiamento in atto degli anni precedenti: le E-Bike stanno cambiando il modo di andare in bici – dichiara Corrado Capelli, presidente di Ancma Confindustria -. Infatti sono sempre di più gli appassionati delle 2 ruote che scelgono le biciclette a pedalata assistita per muoversi nel traffico urbano e per fare sport soprattutto in montagna. L’agilità e la riduzione della fatica negli spostamenti sono solo due fra gli indicatori positivi di questa crescita sia nella produzione che nell’export. Avremo lo stesso trend anche per il 2017”.

Fonte: Report ANCMA