Claudio Chiappucci, il rapper e Le Iene

Claudio Chiappucci e lo scherzo delle Iene

Claudio Chiappucci si trova un rapper e la devastazione in casa, tutta “colpa” delle Iene e dei loro scherzi

Claudio Chiappucci a Le Iene

Claudio Chiappucci a Le Iene

Claudio Chiappucci è stato vittima di uno dei consueti scherzi della trasmissione televisiva di Italia 1, Le Iene di Davide Parenti. Il “complice” della burla è stato il figlio del campione di Uboldo, Samuele che ha aperto le porte della casa del Diablo. La villa con piscina del ciclista podio al Giro d’Italia e al Tour de France è stata trasformata nel set del videoclip dell’improbabile rapper Sporco.

Chiappucci ci tiene particolarmente alla sua casa: “E’ come una bambina per lui”, spiega Samuele, ed ecco che viene organizzata un’uscita a pranzo tra Claudio e Sergio un amico (anche lui complice della trasmissione). Nel frattempo il finto rapper e la troupe entrano nella villa mettendola a soqquadro.

Mentre Chiappucci è a tavola sorseggiando serenamente un calice di vino riceva una nota vocale: “fai le feste e non mi inviti?”.  Il Diablo inizialmente non comprende il messaggio ma, dopo uno scambio di messaggi, accede con lo smartphone lle telecamere di sorveglianza della casa. Inizialmente, vedendo dei ragazzi in piscina pensa che sia una festa organizzata dal figlio.

L’ex ciclista prova a telefonare al figliolo senza risultato così decide di correre a casa per capire cosa sta accadendo. Durante il viaggio riesce a contattare il figlio: “ma sei scemo, hai fatto entrare in casa la gente e non hai visto cosa hanno fatto in casa?”. Il figlio si scusa dicendo che era fuori e Claudio perde definitivamente le staffe.

Entrato il casa, El Diablo trova (è il caso di dirlo) un inferno, c’è il rapper e un gran casino e sporcizia ovunque. “Chi c—o siete?” urla contro la crew del rapper che di tutta risposta spiega: “stiamo girando il video dello Sporco”.

Claudio va in camera e trova mozziconi, bottiglie e spazzatura ovunque. sale al piano superiore e sulmuro c’è un murales. “Ti spacco il c.!” urla al rapper che ribatte con un poco simpatico: “ma sai chi sono io? sto facendo arte, faccio i millions su instagram!”.

All’arrivo del figlio Claudio è indiavolato: “tu non sei più mio figlio” mentre il ragazz prova a scusarsi.
Arrivato all’estremo la verità esce, è uno scherzo delle Iene e Chiappucci scoppia a piangere.

 

 

Le Iene: Com’è morto Marco Pantani?

Le Iene non mollano la battaglia per la verità

Le Iene non mollano la battaglia per la verità sullo morte di Marco Pantani e diffondono un nuovo servizio televisivo

Le iene speciale Pantani

Le iene speciale Pantani

Le Iene hanno dedicato un lungo speciale sulla vicenda della morte di Marco Pantani, non è il primo e, anzi, la trasmissione di Italia 1 ha preso a cuore la battaglia di mamma Tonina per scoprire la verità sulla tragica scomparsa del figlio.

Il messaggio chiaro della trasmissione è: Pantani non sarebbe morto per overdose ma sarebbe stato ucciso tanto da lanciare un accorato appello. “Qualcuno è in grado di segnalarci nuovi elementi o di chiarire alcuni dei troppi dubbi che ancora persistono?”.

La trasmissione ha diffuso le immagini (forti) del video integrale della polizia scientifica registrate all’interno della camera di Pantani al Residence Le Rose il 14 febbraio del 2004. Il corpo del Pirata è disteso, volto a terra, senza maglietta, in una pozza di sangue. La piccola stanza dove alloggiava Marco è messa sotto sopra, secondo gli inquirenti a causa di un “delirio” dovuto alla sostanza. Proprio una “pallina” di sostanza è li presente sulla scena ma molte delle persone che sono poi intervenute sulla scena negano di averla vista nell’immediatezza dei soccorsi.

Alessandro De Giuseppe, una delle Iene, ha cercato di carpire da Sandro De Luigi (il proprietario del residence Le Rose) perché non abbia contattato le autorità a seguito delle richieste del Pirata: “Non so cosa dirle” la risposta.
Le Iene hanno ripercorso i successi del Pirata, i momenti felici del 1998 ma anche il 1999 e quel 5 giugno quando “Marco è stato ucciso” secondo gli ex compagni di squadra. Tante le voci che circondano il test “fatale”: “Domani Pantani non parte” qualcuno disse la sera prima.

L’autocontrollo fatto da Marco la sera prima segnala l’ematocrito nella norma cosa dissero i risultati il giorno seguente è cosa nota. L’assedio mediatico, le voci, le tante indagini aperte sono stati i chiodi sulla vicenda.

Il servizio ha cercato di modificare la visione di un Pantani triste e depresso negli ultimi giorni di vita, certo non un Marco solare ma nemmeno pronto a togliersi la vita:

“Pantani che si divertiva con le donne, e che non pensava neanche lontanamente a suicidarsi” hanno dichiarato pusher e prostitute.

“Sono 20 anni che lotto e quello che voglio da te è una mano” dice Mamma Tonina (nel finale del servizio) al pusher. “mi sto autoaccusando ma le sto dicendo che occorre seguire i soldi” risponde parlando di circa 22 mila euro prelavati dal Pirata pochi giorni prima che erano destinati proprio a lui ma che mai sarebbero arrivati.

 

Tonina Pantani: “Ho sempre detto che Marco è stato ucciso”

Tonina Pantani: “Marco è stato ucciso”

Tonina Pantani dalle pagine del Tuttosport: “l’ho detto sin  dal primo giorno che Marco è stato ucciso”

Pantani al Giro

Pantani al Giro

Tonina Pantani ha rilasciato una intervista al quotidiano Tuttosport in cui ha parlato della tragica morte del figlio. Nell’intervista al quotidiano torinese ma madre del Pirata è tornata sui tragici fatti di quindici anni fa chiedendo giustizia per il figlio.

Una vicenda con tanti lati oscuri:

“Vorrei che la commissione parlamentare antimafia si spingesse oltre a dove si è fermata la giustizia ordinaria. Dicono che non ci sono prove ma io non ci sto, basta leggere gli atti di indagine e le documentazioni che abbiamo portato in questi anni per rendersi conto di quanti siano ancora adesso gli aspetti da chiarire“.

Sulla vicenda, nella serata di ieri è andato in una un servizio de “Le Iene” la mamma del pirata non si è voluta esprimere:

“Me l’hanno anche fatto incontrare ma,onestamente, io non so cosa dire di questa persona. Non ha mai parlato negli ultimi quindici anni e ora dice quello che io sostengo da sempre”.

Tonina Pantani si è interrogata su cosa ne sarebbe oggi di Marco vedendolo come un cinquantenne padre di famiglia “perché è sempre stato innamorato dei bambini e avrebbe costruito una famiglia”.

Lo spacciatore intervistato dalle Iene si è espresso sulla vicenda:

“Marco non è morto per la cocaina ma è stato ucciso, magari senza volerlo ma è stato ucciso. Non capisco perchè non si sia voluto andare a fondo della vicenda, sono convinto che Marco fosse lucido quando è stato ucciso”.

 

 

Doping Tecnologico: una piaga reale o presunta?

Doping Tecnologico, dopo le accuse di Gaimon, le Iene intervengono

Doping Tecnologico

Doping Tecnologico: arrivano Le Iene

Doping Tecnologico verità o bufala? Diciamo la verità ce lo siamo chiesti tutti se quella del Doping Tecnologico è (o è stata) una reale problematica del ciclismo o tutta una invenzione. Diciamo che probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Come tutte le voci che iniziano a circolare, una base di verità sicuramente c’è ma magari qualcosa viene romanzato.

Doping Tecnologico: il libro di Gaimon

A riaccendere le luci sul Doping Tecnologico è stato il libro di Phil Gaimon, nel quale l’ex professionista della Garmin (in vero poco noto ai più)  ha attaccato, in modo nemmeno troppo velato, Fabian Cancellara reo, secondo l’ex compagno di gruppo, di aver adottato un mezzo “truccato” per vincere alcune gare. L’accusa, va detto, si basa su molti “si dice” e su quasi nessun fatto concreto ma saranno le indagini dell’UCI a provare a far chiarezza sulle parole dell’americano.

La UCI ha, infatti, aperto un’indagine e ha incaricato Jean Christophe Peraud (ex corridore dell’Ag2R La Mondiale) alla lotta alla frode tecnologica.

Doping Tecnologico: arrivano le Iene

Qualche giorno fa la trasmissione Le Iene ha mandato in onda un servizio di Alessandro De Giuseppe volto ad indagare, appunto, sul Doping Tecnologico. Il servizio ha voluto illustrare come sia facile introdurre e camuffare un motorino all’interno del telaio di una bicicletta amatoriale. I giornalisti del programma di Italia Uno hanno intervistato un non ben identificato meccanico, qualificato come “il primo a portare in Italia la tecnologia“.

Il marchingegno consente al ciclista di recuperare circa “10 km/h in più in pianura e 5 in salita”, ha un peso di 800 grammi, “si fa fatica a sentire a un metro” secondo quanto indicato dall’intervistato.

Doping Tecnologico: parla Rune Kristensen

Sempre sul Doping Tecnologico si è espresso l’ex meccanico di Cancellara, Rune Kristensen, che ha dichiarato a Ekstrabladet (sito Danese): “Non credo sia possibile ingannare gli altri usando un motorino elettrico senza essere scoperti. Le bici di Cancellara sono state controllate, così come quelle di tutti gli altri corridori. È impossibile che potesse esserci qualcosa di nascosto”.

Vincenzo Nibali non diffamò Danilo Di Luca

Vincenzo Nibali e la pronuncia della Cassazione

Vincenzo Nibali

Nibali vs DI Luca

Vincenzo Nibali nel 2014 ebbe una diatriba verbale con l’ex compagno di squadra Danilo Di Luca che rilasciò una intervista per il programma televisivo “Le Iene” in cui dichiarava che arrivare tra i primi dieci in un grande giro a tappe era impossibile senza l’utilizzo di sostanze vietate. A queste parole seguirono, appunto, quelle dello squalo dello stretto che, durante una intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport” disse: “per me Danilo è alla frutta, non sa più cosa inventarsi per guadagnare quattro spiccioli. Mi dispiace dire questo, è stato un grande compagno di squadra, ma in questi ultimi tempi mi viene solo da pensare male che è diventato un po’ “cerebroleso”.

Il Killer di Spoltore si sentì diffamato dalle parole dell’ex compagno di team e presentò una denuncia per diffamazione. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Lodi aveva prontamente archiviato il caso ma Di Luca presentò ricorso con la conseguente riapertura del procedimento.
Questa settimana è arrivata la pronuncia della Corte di Cassazione che ha stabilito che Vincenzo Nibali non diffamò Danilo Di Luca.