Doping Tecnologico: una piaga reale o presunta?

Doping Tecnologico, dopo le accuse di Gaimon, le Iene intervengono

Doping Tecnologico

Doping Tecnologico: arrivano Le Iene

Doping Tecnologico verità o bufala? Diciamo la verità ce lo siamo chiesti tutti se quella del Doping Tecnologico è (o è stata) una reale problematica del ciclismo o tutta una invenzione. Diciamo che probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Come tutte le voci che iniziano a circolare, una base di verità sicuramente c’è ma magari qualcosa viene romanzato.

Doping Tecnologico: il libro di Gaimon

A riaccendere le luci sul Doping Tecnologico è stato il libro di Phil Gaimon, nel quale l’ex professionista della Garmin (in vero poco noto ai più)  ha attaccato, in modo nemmeno troppo velato, Fabian Cancellara reo, secondo l’ex compagno di gruppo, di aver adottato un mezzo “truccato” per vincere alcune gare. L’accusa, va detto, si basa su molti “si dice” e su quasi nessun fatto concreto ma saranno le indagini dell’UCI a provare a far chiarezza sulle parole dell’americano.

La UCI ha, infatti, aperto un’indagine e ha incaricato Jean Christophe Peraud (ex corridore dell’Ag2R La Mondiale) alla lotta alla frode tecnologica.

Doping Tecnologico: arrivano le Iene

Qualche giorno fa la trasmissione Le Iene ha mandato in onda un servizio di Alessandro De Giuseppe volto ad indagare, appunto, sul Doping Tecnologico. Il servizio ha voluto illustrare come sia facile introdurre e camuffare un motorino all’interno del telaio di una bicicletta amatoriale. I giornalisti del programma di Italia Uno hanno intervistato un non ben identificato meccanico, qualificato come “il primo a portare in Italia la tecnologia“.

Il marchingegno consente al ciclista di recuperare circa “10 km/h in più in pianura e 5 in salita”, ha un peso di 800 grammi, “si fa fatica a sentire a un metro” secondo quanto indicato dall’intervistato.

Doping Tecnologico: parla Rune Kristensen

Sempre sul Doping Tecnologico si è espresso l’ex meccanico di Cancellara, Rune Kristensen, che ha dichiarato a Ekstrabladet (sito Danese): “Non credo sia possibile ingannare gli altri usando un motorino elettrico senza essere scoperti. Le bici di Cancellara sono state controllate, così come quelle di tutti gli altri corridori. È impossibile che potesse esserci qualcosa di nascosto”.

Vincenzo Nibali non diffamò Danilo Di Luca

Vincenzo Nibali e la pronuncia della Cassazione

Vincenzo Nibali

Nibali vs DI Luca

Vincenzo Nibali nel 2014 ebbe una diatriba verbale con l’ex compagno di squadra Danilo Di Luca che rilasciò una intervista per il programma televisivo “Le Iene” in cui dichiarava che arrivare tra i primi dieci in un grande giro a tappe era impossibile senza l’utilizzo di sostanze vietate. A queste parole seguirono, appunto, quelle dello squalo dello stretto che, durante una intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport” disse: “per me Danilo è alla frutta, non sa più cosa inventarsi per guadagnare quattro spiccioli. Mi dispiace dire questo, è stato un grande compagno di squadra, ma in questi ultimi tempi mi viene solo da pensare male che è diventato un po’ “cerebroleso”.

Il Killer di Spoltore si sentì diffamato dalle parole dell’ex compagno di team e presentò una denuncia per diffamazione. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Lodi aveva prontamente archiviato il caso ma Di Luca presentò ricorso con la conseguente riapertura del procedimento.
Questa settimana è arrivata la pronuncia della Corte di Cassazione che ha stabilito che Vincenzo Nibali non diffamò Danilo Di Luca.