Lance Armstrong protagonista nella serie di ESPN

Lance Armstrong nella serie tv del network americano

Lance Armstrong verrà inserito da ESPN in un episodio della serie 30 per 30: voglio essere totalmente onesto

Lance Armstrong presto su ESPN (Fonte pagina Facebook)

Lance Armstrong presto su ESPN (Fonte pagina Facebook)

Lance Armstrong sarà incluso nella nuova serie di film prodotti dalla rete sportiva statunitense ESPN. Il texano sarà protagonista di un episodio e ha raccontato all’emittente KXAN di Austin come si sono sviluppate le riprese televisive.

Armstrong alla ha confessato di aver utilizzato sostanze dopanti nel 2013 dopo essere stato indagato e accusato di più violazioni del regolamento antidoping da parte dell’Agenzia antidoping statunitense.

Lance, lo sappiamo tutti, ha perso le sue sette vittorie del Tour de France e altri risultati e ha dovuto negoziare un accordo di cinque milioni di dollari con il Governo degli Stati Uniti.

Bandito a vita dall’USADA, da allora ha ha cercato di compensare i suoi peccati originali cerando di riavvicinarsi a molte persone che aveva ferito (non a tutte).

“L’unica cosa che posso fare è essere me stesso, essere totalmente onesto e trasparente, e crudo a volte”, ha detto Armstrong a KXAN. “Mi fido di quella serie per come racconta in modo sincero le storie dei protagonisti, naturalmente non sarò in sala di montaggio, quindi non so con certezza cosa ne uscirà”.

30 per 30 è una serie di cortometraggi legate a personaggi dello sport mondiale che vogliono raccontare storie che vanno oltre le vicende sportive per indagare quelle umane. Tra le storie più curiose quella di un cavallo in Giappone che non ha mai vinto una gara ma è diventato un simbolo di speranza per il paese. Un altro film di John Dower ha ripercorso le vicende di Greg LeMond e la sua famosa battaglia con Bernard Hinault al Tour de France.

ESPN ha lanciato uno spot a gennaio per annunciare il film su Lance Armstrong insieme ad altri su Dennis Rodman, Florence Griffith Joyner e Michael Vick.

Il film ripercorre le vicende della vita di Lance tra la gloria e la vergogna, lungo le strade del Texas che lo hanno visto portato in trionfo e poi dimenticato.

Lance ha detto che “le ferite si sono cicatrizzate” ma ha anche ammesso che in molti potrebbero non essere nelle sue stesse condizioni.

Armstrong è bandito da qualsiasi competizione sportiva ufficiale ma ha preso parte alla Maratona di Austin per raccogliere fondi. La sfida era ottenere un dollaro per ogni corridore superato, è riuscito a riacciuffare quasi tutti, solo 59 runner hanno superato la sfida.

Trofeo Laigueglia 2019 guida completa

Trofeo Laigueglia 2019 presentazione

Trofeo Laigueglia 2019  guida completa alla corsa del 17 febbraio, percorso, starting list, diretta Tv e diretta Streaming

Trofeo Laigueglia 2019

Trofeo Laigueglia 2019

Trofeo Laigueglia 2019, edizione numero 56 per la prestigiosa corsa ligure in programma per domenica 17 febbraio. Organizzata dal GS Emilia di Adriano Amici la gara fa parte dell’ UCI Europe Tour (evento 1.HC) ed è la prima prova della Ciclismo Cup 2019. Per il secondo anno consecutivo questa prova sarà gemellata con il Giro dell’Appennino, andando a creare il Challenge Liguria.

La prima edizione del Laigueglia è data 1964 e in quell’occasione si impose Guido Neri, primo nome di un albo d’oro che prevede nomi di altissimo livello come Eddy Mercks, Johan Museeuw, Michele Bartoli, l’ultimo campione del mondo italiano Alessandro Ballan, Beppe Saronni ed addirittura Lance Armstrong.

Lo scorso anno ad imporsi fu Moreno Moser mentre nel 2017 a trionfare fu Fabio Felline.

Trofeo Laigueglia 2019: Diretta TV e Diretta Streaming

Per l’edizione 2019 è prevista la diretta TV offerta dalla Lega del Ciclismo Professionistico assieme a PMG Sport, attendiamo i dettagli. Molto probabile anche una diretta streaming dell’evento

Trofeo Laigueglia 2019: il percorso

Laigueglia è teatro di partenza ed arrivo della corsa che si svilupperà lungo 203 km con un tracciato tradizionale. Prima parte di corsa tra Alassio, Albenga e Ceriale, fino alla salita di Onzo a cui farà seguito la Cima Paravenna (primo GPM di giornata). Il plotone tornerà poi sulla costa con il primo passaggio sul traguardo di Laigueglia.

Il gruppo sarà poi chiamato ad affrontare il Capo Mele (presente anche alla Milano-Sanremo) per poi attaccare il “simbolo” del Trofeo Laigueglia: il Testico che sarà da preambolo al circuito finale di 12km con il Colle Micheri circa da affrontare tre volte,l’ultima a meno di 10 km dall’arrivo di Via Roma.

 

Trofeo Laigueglia 2019: Starting List

Al via le seguenti squadre:

2 Team WorldTour: le francesi Groupama-FDJ e Ag2R La Mondiale
8 Team Professional: Androni-Sidermec, Bardiani-Csf, Nippo-Vini Fantini, Neri-Selle Italia, Arkea Samsic, Gazprom-RusVelo, Israel Academy e RiwalReadynez
9 Team Continental: Sangemini-Trevigiani, D’Amico UM Tools, Team Colpack, Cycling Team Friuli, Iseo Serrature, Beltrami-TSA, Biesse Carrera, Amore&Vita-Prodir, Giotti Victoria
Nazionale italiana.

 

 

 

 

 

Magnifici perdenti di Joe Mungo Reed, recensione del libro

Magnifici perdenti di Joe Mungo Reed

Magnifici perdenti di Joe Mungo Reed edito da Bollati Boringhieri, racconto della sofferenza del gregario Solomon tra amore per la moglie e per la bicicletta

Magnifici perdenti di Joe Mungo Reed

Magnifici perdenti di Joe Mungo Reed

Magnifici perdenti di Joe Mungo Reed, edito da Bollati Boringhieri racconta la storia di un ciclista professionista impegnato al Tour de France. Salomon è il nome del protagonista del libro che si trova, alla soglia dei trent’anni, ad affrontare la corsa francese come gregario a favore del capitano Fabrice.

Rafael, il direttore sportivo del team, è solerte nel ricordare a Solomon che lui non corre per vincere ma solo per aiutare il capitano della squadra.

Lungo le pagine di Magnifici perdenti (titolo originale We begin our ascent), Solomon sfoggia un carattere piuttosto remissivo, che lo porta ad accettare compromessi sia con la moglie Liz che con il team.

Salomon sa che il suo compito è quello di lavorare per gli altri, ha accettato il fatto senza problemi. Liz lavora con un assegno di ricerca come genetista ma ogni pomeriggio, dalla TV, osserva le prove del marito, confuso nel gruppo senza le luci dei riflettori che spettano ai “campioni”.

Tutto corre secondo i binari della normalità sino a quando l’allenatore della squadra propone l’assunzione di sostanze dopanti non rintracciabili durante i controlli. Solomon coinvolgerà la moglie in questa vicenda che porterà Solomon ad affrontare una discesa senza freni.

Mungo Reed, vincitore del “Joyce Carol Oates Award”, ha tratto spunto per il suo libro dalle vicende che hanno coinvolto Lance Armstrong e il compagno Tyler Hamilton ma il romanzo non parla di doping o almeno non solo di doping. Magnifici perdenti percorre invece la strada dei sentimenti dell’esistenza dell’individuo che deve condividere con il gruppo logiche a volte non condivise tra gloria (poca) e rinunce (tante) come il non poter vedere moglie e figlio per lunghi periodi.

Joe Mungo Reed descrive perfettamente la sofferenza del suo protagonista attraverso dialoghi intensi che scivolano rapidamente mescolando tensione, conflitto interiore e dramma.

Un libro assolutamente interessante non solo per gli amanti del ciclismo in cui gli appassionati delle due ruote ritroveranno elementi tristemente noti alle cronache.

 

Ventolin per pedalare tra gli amatori

Ventolin: non solo Froome ma anche alcuni amatori lo usano

Ventolin e altri farmaci, un’inchiesta pubblicata da Il Giorno spiega come l’uso di prodotti vietati sia in calo tra i pro e in aumento tra amatori e giovanissimi

Ventolin e pastiglie

Ventolin e pastiglie

Ventolin e ciclismo, Ventolin e doping. Poco più di undici mesi fa scoppiava lo scandalo (poi rientrato con un nulla di fatto) della positività al farmaco di Chris Froome. Oggi, a distanza di quasi un anno, il farmaco incriminato torna agli onori della cronaca per vicende legate agli amatori.

Il doping è uno dei mali principali che il ciclismo ha cercato di estirpare nel corso degli ultimi venti anni con risultati alterni ma dimostrando, certamente, una minore propensione agli scandali. Solo la vicenda legata alla presunta positività di Froome alla Vuelta 2017 ha fatto tremare le vene ai polsi dei massimi dirigenti dell’UCI che hanno temuto un nuovo caso Lance Armstrong.

Secondo gli studi promossi da “Il movimento per un ciclismo pulito“, il movimento professionistico sta registrando un forte calo nell’assunzione di sostanze proibite trend assolutamente e tristemente opposto tra gli amatori.

In un recente articolo apparso sul quotidiano lombardo “Il Giorno”, in cui si cita una interessante inchiesta condotta da Giulio Mola lo scenario relativo agli amatori appare alquanto preoccupante.

Pare che su alcuni forum e in gruppi sui social media sia fin troppo facile entrare in contatto con “spacciatori” di sostanze proibite. Alcuni blitz della Guardia di Finanza hanno portato alla luce questa triste, ma reale, situazione.

In alcuni siti si trovano “ricette” di cocktail di farmaci e sostanze per poter “spingere di più” in corsa la domenica o sentire meno la fatica in allenamento.

L’inchiesta racconta di account fittizi con cui sportivi “della domenica” interagiscono alla ricerca di venditori senza badare minimamente ai rischi che farmaci proibiti possono comportare per la salute.

Giorgio Mola riporta alcuni stralci di discussione postati in alcuni forum:

 “I miei amici, soprattutto i più giovani, li vedevo sfrecciare mentre io arrancavo. Così ho cominciato a prendere il Ventolin, mi apriva i bronchi e mi dava più ossigeno. E pedalavo più in scioltezza”.

Il Ventolin non è un gioco né un prodotto con cui scherzare, ha una funzione legata agli attacchi d’asma. Il suo uso, come quello di ogni farmaco, senza controllo ne cognizione di causa può risultare potenzialmente dannoso per la salute (come del resto ogni farmaco assunto in modo scorretto).

Nel Deep Web il Ventolin e anche farmaci ben più pericolosi possono essere acquistati senza difficoltà anche da giovanissimi atleti e ciclisti consentendo la creazione di “cocktail” assolutamente pericolosi che possono generare anche malattie cardiache, impotenza e trombosi.

 

 

 

 

 

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Landis: “il ciclismo non è più pulito di prima”

Landis inaugura un suo Team Continental

Landis inaugura il Floyd’s of Leadville Pro Cycling Team e a Cycling Weekly parla di doping e di ciclismo attuale

Landis torna nel ciclismo

Landis torna nel ciclismo

Landis storico gregario prima e accusatore poi di Lance Armstrong sta per tornare nel mondo del ciclismo. E’ di questi giorni la notizia della squalifica a vita di Johan Bruyneel, ex direttore della squadra US Postal e scopritore del talento americano. Floyd condivide con Lance il fatto di essere stato cancellato dall’albo d’oro del Tour de France. La vicenda di Landis è legata a doppia mandata con quella del Texano ma, va detto, rispetto al corridore di Austin le luci della ribalta (e di conseguenza gli ingaggi) sono calati assolutamente prima.

L’ex corridore non ha mai dimenticato l’amore per le due ruote e ha di recente acquisito una piccola squadra americana che navigava in cattive acque diventandone non solo direttore sportivo ma anche sponsor con la sua azienda che produce derivati della Cannabis.

Dalle pagine di Cycling Weekly, Landis ha voluto raccontare il suo progetto e dare la sua visione del ciclismo attuale sottolineando come l’immagine di pulizia che circola attorno allo sport del pedale sia probabilmente di sola facciata.

Landis è entrato tardi nel mondo del ciclismo professionale ottenendo in breve tempo le simpatie del “Boss” Lance Armstrong.I rapporti tra i de si sono poi deteriorati tanto che Floyd passò alla Phonak con la cui maglia vinse, in modo rocambolesco, il Tour de France 2006 salvo poi risultare positivo ad un controllo antidoping che gli costò il titolo (positività al testosterone).

Terminata la squalifica il corridore americano cercò di rientrare nel mondo dei “pro” chiedendo aiuto proprio all’ex capitano che nel frattempo era tornato alle corse in maglia Astana, ricevendo un secco no, Landis decise di vendicarsi aprendo il vaso di Pandora del doping targato Armstrong-US Postal.

L’ex campione texano ha dovuto indennizzare Floyd con 750.000 dollari, e forse proprio con quei soldi oggi Landis ha rilevato un piccolo team Continental canadese che prenderà il nome di Floyd’s of Leadville Pro Cycling Team.

Landis ha ripreso a parlare del fenomeno doping che secondo lui è ancora nettamente presente nel ciclismo:

“Il ciclismo è più pulito di una volta? Assolutamente no e nulla cambierà finché esisterà la WADA. Al suo posto ci vorrebbe una organizzazione che sia indipendente dal Comitato Olimpico. Questo è il cuore del problema”.

Johan Bruyneel squalificato a vita!

Johan Bruyneel non potrà più lavorare nel ciclismo?

Johan Bruyneel ex DS della US Postal di Lance Armstrong ha ricevuto una squalifica a vita dall’attività ciclistica

Johan Bruyneel e Armstrong

Johan Bruyneel e Armstrong

Johan Bruyneel, ex direttore della squadra US Postal, ha dichiarato che gli è stato imposto un divieto di svolgimento di attività legate al ciclismo da parte del Tribunale Arbitrale per lo Sport per via del suo coinvolgimento nelle vicende legato all’uso di sostanze vietate da parte di Lance Armstrong.

Mercoledì scorso Bruyneel ha pubblicato una lettera aperta, dichiarando di aver ricevuto un’e-mail dal CAS in cui si dichiarava che il precedente divieto di 10 anni era stato esteso a vita.

“Voglio sottolineare che riconosco e riconosco pienamente che molti errori sono stati fatti in passato. Ci sono molte cose che vorrei avere potuto fare diversamente, e ci sono alcune azioni che ora mi dispiace profondamente aver compiuto. Il periodo in cui ho vissuto, sia come ciclista che come direttore di squadra, era molto diverso dall’attuale”

Bruyneel, 54 anni, è stato il manager durante tutte e sette le vittorie al Tour di Armstrong dal 1999 al 2005, e ha seguito il texano dal 2009 e 2010 nella sua “seconda carriera”. Nel 2012 l’USADA ha accusato Bruyneel durante le indagini su Armstrong e Michele Ferrari, per una serie di violazioni relative al possesso e il traffico di sostanze dopanti.

Nel 2014 Johan Bruyneel è stato condannato per queste accuse dall’American Arbitration Association (AAA) con una squalifica di 10 anni, ora estesa a vita.

All’inizio del 2018 Bruyneel è stato condannato a pagare $ 1,2 milioni al governo degli Stati Uniti per il suo ruolo nel programma di doping dell’US Postal di Armstrong.

 

” mantengo fermamente la mia posizione che l’USADA non ha – e non ha mai avuto alcuna autorità legale su di me e meno ancora alcun potere di emanarmi una simile squalifica. A 54 anni, un divieto di 10 anni o un divieto di vita è praticamente la stessa cosa. Non voglio entrare nei dettagli ma eravamo tutti figli di quel periodo storico. Certo non sempre abbiamo fatto scelte corrette ma in quel momento la cultura era quella. Ora voglio voltare pagina, chiudere questo capitolo della mia vita, godermi la mia buona salute e i miei due bellissimi figli”.

Bradley Wiggins: Armstrong mi ha cambiato la vita

Bradley Wiggins ha parlato a TalkSport Radio

Bradley Wiggins ai microfoni di TalkSport  ha parlato di Lance Armstrong e di come il texano ha cambiato la sua vita

Bradley Wiggins

Bradley Wiggins

Bradley Wiggins riesce sempre a stupire il pubblico con il suo modo di fare assolutamente non banale. Il britannico è stato recentemente ospite del programma “TalkSport” in cui ha parlato, naturalmente, di ciclismo.

La discussione ad un tratto si è spostata su uno dei personaggi più controversi del ciclismo di tutti i tempi: Lance Armstrong.  Proprio su questo tema il vincitore del Tour de France 2012 ha dimostrato ancora una volta di saper andare contro corrente. Se molti ciclisti attuali e passati hanno preso le distanze dal texano dopo la famosissima confessione delle pratiche dopanti, Bradley Wiggins ha mostrato un atteggiamento assolutamente opposto.

 

Bradley Wiggins: Lance è un personaggio iconico

Ai microfoni di “TalkSport”, Sig. Wiggins ha sottolineato come il controverso atleta americano abbia, di fatto, spinto il britannico a praticare il ciclismo.

Il detentore del record dell’ora ha espresso forte e chiaro il fatto che le vittorie annullate ad Armstrong perla questione doping non hanno minato le emozioni provate in quegli anni da un giovane Wiggo.

Tra Bradley e Lance i rapporti sono buoni tanto che i due si sentono spesso e il britannico ha apertamente raccontato come l’americano sia stato un suo idolo:

“Quando ho iniziato ad andare in bicicletta facevo finta di essere Lance Armstrong e nonostante gli accadimenti successivi non mi sento di modificare la mia visione su di lui ne rinnegare come mi ha fatto sentire quando avevo 13 anni”

Wiggins ha negato che lui e Armstrong fossero “grandi amici”, ma ha riconosciuto un “rispetto reciproco in termini di ciò che abbiamo vissuto, correndo l’uno contro l’altro”.

Wiggins ha scritto un libro, intitolato “Icone”, e uno dei capitoli è dedicato proprio a Armstrong

“Non posso affermare che Lance sia un’icona del ciclismo ma è certo che sia in qualche modo iconico, nel bene e nel male”

Quando nel 2009 Armstrong tornò a gareggiare i due si trovarono a competere al Giro d’Italia e al Tour de France quando i due battagliarono per salire sul podio di Parigi (ebbe la meglio Armstrong ma il risultato del texano fu cancellato a favore proprio di Wiggins).

“Lance ha pagato per quello che ha fatto, certo il ciclismo ha sofferto per quella vicenda ma al mondo accadono tante cose belle ma anche tante cose molto brutte. Vedo persone in televisione che vogliono solo compiacere e placare le persone che fanno loro le domande ma io ora ho cambiato posizione, posso dire esattamente quello che penso senza dovermi giustificare. Ho un’opinione e non a tutti piacerà, ma le colpe di ciò che è accaduto al ciclismo sono di molti”.

Novak Djokovic deluso dal doping nel ciclismo

Novak Djokovic: “ho perso fiducia nel ciclismo”

Novak Djokovic fenomeno del tennis mondiale spiega le sue perplessità sul mondo del ciclismo per i troppi casi di doping

Novak Djokovic

Novak Djokovic

Novak Djokovic tennista serbo vera leggenda vivente del suo sport dopo aver passato qualcosa come oltre 220 settimana in testa al ranking mondiale e vinto 14 tornei del Grande Slam, ha da sempre la passione per il ciclismo ma gli accadimenti legati al doping hanno, pare, spento la sua passione.

In una recente intervista a World Tennis Usa il serbo ha espresso le sue perplessità sul fatto che tutto funzioni correttamente sul sistema anti-doping del ciclismo.

“Guardavo spesso il ciclismo ma ora ho perso molta fiducia in questo sport. Troppi campioni hanno avuto problemi con sostanze dopanti da Marco Pantani a Lance Armstrong. 

Sono sicuro che ci sono molti ciclisti al mondo che si stanno allenando molto duramente e stanno cercando di non usare alcun tipo di potenziamento per la loro competizione ma ci sono state troppe polemiche su questo sport.

Penso che non sia fisicamente accettabile che abbiano tante gare in un breve periodo di tempo. Penso che praticamente ogni giorno, giorno e mezzo, devono percorrere 200 miglia. Salire, in discesa al Giro d’Italia, al Tour de France, è uno sforzo inumano”.

Un’accusa neanche tanto velata al sistema ciclismo che sicuramente non mancherà di suscitare polemiche.

Novak Djokovic aveva già portato un forte attacco al ciclismo quando scoppiò lo scandalo dell’US Postal

“Credo che sia una disgrazia per lo sport avere un atleta come lui (Lance Armstrong ndr), Ha tradito lo sport, ha ingannato molte persone in tutto il mondo con la sua carriera e la sua storia di vita, giusto che abbia confessato perché sarebbe stato ridicolo negare le accuse visto le tante prove raccolte.

Armstrong twitta: “Thomas la coppa te la do io”!

 Armstrong twitta ironizzando sul furto della coppa

Armstrong twitta a Thomas: “se cerchi una coppa tela do io” intervento a gamba tesa dell’ex ciclista texano non nuovo ad affermazioni forti

Armstrong Twitta a Thomas

Armstrong Twitta a Thomas

Armstrong twitta un post non proprio politically correct verso Geraint Thomas vincitore del Tour de France 2018 in relazione allo spiacevole episodio di cui il britannico è stato l’incolpevole vittima.

Qualche giorno fa, a margine di un evento organizzato da Pinarello, il campione britannico è stato “alleggerito” del trofeo commemorativo della vittoria alla Grande Boucle 2018.

“Nessuno potrà portarmi via le emozioni e i ricordi di quest’estate” ha dichiarato Thomas palesemente allibito per lo spiacevole accadimento ed  è palese che perdere il simbolo di una vittroria così prestigiosa abbia un valore intrinseco superiore a quello materiale.

La notizia del furto ha chiaramente suscitato reazioni di sdegno da parte degli addetti ai lavori e degli appassionati di ciclismo. 

A intervenire sulla questione è stato colui il quale nell’albo d’oro non figura ma che in casa detiene sette trofei commemorativi della vittoria finale: Lance Armstrong.

“Che peccato, amico. Ne ho 7 di questi a casa, se vuoi te ne presto uno”. 

e’ il post pubblicato su Twitter dal ciclista texano. Resta da capire se il tono del messaggio fosse serio o vagamente ironico. Quello che è certo è che, dopo aver teso la mano all’ex “nemico” Jan Ullrich, ora il corridore di Austin pare aver preso a cuore la situazione del 32enne membro del Team Sky.

Lance Armstrong è stato squalificato a vita nel 2012 per doping.

 

David Zabriskie e quella promessa non mantenuta

David Zabriskie aveva giurato di non usare sostanze

David Zabriskie la storia dell’ex prodigio della US Postal di Lance Armstrong che ha violato la promessa fatta di non toccare sostanze

David Zabriskie

David Zabriskie

David Zabriskie e la sua storia sono una delle realtà forse più toccanti dello scandalo che ha travolto Lance Armstrong e la sua US Postal Service.

David Zabriskie è stato il primo ciclista americano a vincere una tappa in tutti e tre i grandi giri (Giro, Tour e Vuelta) dimostrando tutte le sue qualità e la sua voglia di vincere.

David sale in bicicletta giovanissimo, la sua famiglia vive un’esistenza segnata dalla tossicodipendenza del padre che morirà giovanissimo vittima proprio dei suoi demoni e della sua dipendenza.

Per il giovane Zabriskie la bicicletta è la valvola di sfogo dalle brutture del vivere quotidiano, è una fabbrica di endorfine che si alimenta di fatica e sudore. Allenamenti estenuanti, fra gli 80 e i 100 chilometri, sono il suo antidoto alle sostanze che il padre assume e che circolano in casa.

Zabriskie scopre il ciclismo guardando un film degli anni ’70 intitolato “All American Boys” e si compra la prima bicicletta con i risparmi accantonati. L’obiettivo del gracile David è quello di metter su un po’ di muscoli con la sua Mountain Bike e, come detto, dimenticare i problemi di casa.

A quindici anni Zabriskie conosce Steve Johnson (il futuro presidente dell’USA Cycling) in un incontro organizzato da un club ciclistico locale e tra i due scatta una bella amicizia.

Come detto, il padre di Zabriskie aveva una storia di abuso di sostanze e, considerando come la tossicodipendenza aveva segnato la sua esistenza, Dave giura a se stesso di non assumere per nessuna ragione delle droghe e, anzi, vede nel ciclismo un hobby sano e salutare che lo può tenere lontano dalle cattive frequentazioni.

Nel 1998, a 19 anni mentre è ancora un dilettante, viene invitato ad una corsa con Lance Armstrong e Kevin Livingston, proprio in quell’occasione lo staff del texano fa conoscenza con David che nel 2000 entra nel team Postal e per restarvi sino alla fine della stagione 2004.

David Zabriskie si presenta motivatissimo all’appuntamento con i professionisti, mette a segno delle entusiasmanti prove a cronometro e, forte di una perfetta condizione fisica, si tiene lontano dal doping. David è un tipo sveglio, non dorme e ha gli occhi aperti, negli alberghi in cui soggiorna col team vede siringhe e i medici praticare delle iniezioni ai compagni di squadra e di stanza ma se ne tiene alla larga temendo si trattasse di sostanze dopanti.

Nel 2002 David, dopo aver attraversato un periodo di crisi, accetta di sottoporsi alle “iniezioni di recupero” come le chiamano i suoi colleghi alla US Postal. David odia aghi e punture, sente salire il ricordi d’infanzia e del padre tossico ma il meccanismo è di quelli “dentro o fuori” e il ragazzo impara ad accettare e a maneggiare siringhe, aghi e quelle confezioni che tra gli ingredienti riportano “vitamine”.

Nel 2003 Zabriskie dimostra tutte le sue doti, è un vero astro nascente del ciclismo e una vecchia volpe come Johan Bruyneel capisce che bisogna andare avanti. Assieme a García del Moral (medico del team) invita David e il compagno Michael Barry in un caffè di Girona consegnando agli consegna ai due giovani delle confezioni di liquidi iniettabili: iniezioni «di recupero» ed EPO

David è scioccato, non si aspettava di ricevere un tale segnale dal team, cerca di informarsi sugli effetti collaterali dell’assunzione di prodotti dopanti. Il primo timore del ragazzo è legato agli aspetti sanitari: Gli avrebbe impedito di avere figli? E’ sicura? Avrebbe provocato dei cambiamenti fisici? Non è tanto una questione di “frode sportiva”, tutti lo fanno (?) quanto di incolumità fisica.

“Lo fanno tutti” cerca di confortarlo Bruyneel, aggiungendo che se l’EPO fosse pericolosa nessuno dei ciclisti professionisti avrebbe figli.

Zabriskie capitola alla pressione del manager che, sempre assieme a del Moral, consegna una scatola di cerotti al testosterone da dividere fra i due ciclisti per aumentare l’effetto di recupero.

David sa che quando accetti compromessi poi tornare indietro è dura, lo sa perché ha visto il padre scomparire imprigionato dalle sostanze, David chiama la madre e piange al telefono. Vive un momento segnato da infortuni e dubbi, timori e delusioni tanto da pensare al ritiro del ciclismo.

Sul finire del 2004 firma un contratto biennale con la CSC, diventando un gregario di primo piano di Ivan Basso, uno dei principali avversari di Lance nel Tour 2005.

David era salito in bici per scappare dalla tossicodipendenza del padre ma si era ritrovato dipendente al meccanismo delle iniezioni del sistema US Postal.