Igor Astarloa: campione del mondo a Hamilton 2003

Igor Astarloa e il Mondiale di Hamilton

Igor Astarloa vincitore del campionato del Mondo di Hamilton 2003, storia e vittorie del campione spagnolo

Igor Astarloa (fonte pagina Facebook)

Igor Astarloa (fonte pagina Facebook)

Igor Astarloa Askasibar nasce il 29 marzo 1976 a Ermua nei Paesi Baschi, terra di ciclismo e fin da subito si appassiona alla bicicletta seguendo le gesta di Marino Lejarreta

Nelle categorie giovanili veste le maglie della Banesto (amatoriale), Caffè Basque e prende parte ai Mondiali di Valkenburg (vinti da un giovanissimo Ivan Basso).

Dopo aver ottenuto diverse vittorie non trova un contratto in Spagna e, grazie ad Anton Ormaetxe, si accasa alla  Garda Calcestruzzi Serentina di Bruno Leali dimostrando le sue doti di “corridore da corse di un giorno e sollevando l’interesse di diversi team professionistici.

Nel finale del 1999 corre come apprendista nella squadra italiana Riso Scotti-Vinavil per poi passare l’anno successivo tra i professionisti nella Mercatone Uno-Albacom guidata da Giuseppe Martinelli che ruota attorno a Marco Pantani, al ritorno alle corse dopo la vicenda di Madonna di Campiglio, e Stefano Garzelli.

Nel suo primo anno corre principalmente in Spagna ben figurando alla Settimana Catalana e alla Bicicletta Basta e chiudendo nono al Campionato Spagnolo su strada.

Nel 2001 chiude sesto alla Clásica de Almería e quinto nel Gran Premio di Miguel Indurain mentre il 15 aprile ottiene il suo primo successo tra i pro alla Klasika Primavera.

Successivamente dimostra le sue buone doti alla Tirreno-Adriatico dove chiude 23esimo e al Giro dei Paesi Baschi andando sul podio in tre tappe. Le buone attitudini dimostrate nella stagione gli valgono anche il ruolo di capitano alle classiche delle Ardenne.

Igor Astarloa chiude 11esimo alla Liegi-Bastogne-Liegi e 15esimo all’ Amstel Gold Race. In estate chiude settimo alla Classica di Amburgo vinta da Erik Zabel davanti a Romāns Vainšteins. La bella prova nella classica tedesca gli vale un posto alla Vuelta Espana 2001 dove abbandona nel corso della decima tappa.

Nel 2002 Giuseppe Martinelli passa alla Saeco portandosi con sé Astarloa che si trova a gareggiare assieme al talento emergente Danilo Di Luca.

Nelle classiche delle Ardenne, ottiene alcune buone prestazioni chiudendo tredicesimo alla Freccia Vallone e quattordicesimo alla Amstel Gold Race. Igor prende poi parte al Giro d’Italia 2002 come scudiere di Gilberto Simoni.
Quel Giro per la Saeco è funestato dalla notizia della positività di Gibo alla cocaina a seguito di un controllo della Wada. In tribunale Simoni venne scagionato ma ormai il “danno era fatto”. Igor conclude la corsa rosa al 53esimo posto.

Il riscatto arriva a luglio al Brixia Tour quando lo spagnolo chiude primo davanti al compagno Mirko Celestino. Alla Classica d’Amburgo Astarloa chiude secondo dietro ad un mostro sacro come Johan Museeuw precedendo Davide Rebellin. La forma è ottima e per Igor arriva un altro secondo posto, questa volta alla Classica di San Sebastian quando viene preceduto da Laurent Jalabert.

Prende parte alla Vuelta Espana e alla Parigi-Tours (settimo) venendo convocato per il Mondiale 2002 a Zolder vinti da Cipollini dove la Spagna sarà une delle deluse.

Grazie al 23esimo posto ottenuto al Giro di Lombardia conclude al quarto posto la Coppa del Mondo dietro a Michele Bartoli, Paolo Bettini e Johan Museeuw consacrandosi definitivamente come uomo per le corse di un giorno.

Il 2003 di Astarloa inizia con la vittoria di tappa a Porto di Sagunto alla Volta alla Comunitat Valenciana, secondo successo tra i pro.

Il vero colpo arriva alla Flèche Wallonne quando Igor Astarloa prende il volo quando mancano 130 km all’arrivo assieme ad altri 15 atleti. Ai meno 10 Igor allunga assieme ad Aitor Osa e ad imporsi è Astarloa diventando il primo spagnolo a conquistare la Freccia Vallone.

La forma buona gli consente di ben figurare alla Liegi e di ottenere un bel terzo posto al Grand Prix di Francoforte oltre al quarto posto alla Classica di Amburgo.

La settimana seguente, alla Classica di San Sebastián vinta da Paolo Bettini dimostra un ottimo stato di forma conquistando un posto per i prossimi mondiali di Hamilton come spalla di Oscar Freire.

 

Igor Astarloa Campione del Mondo ad Hamilton

Il Mondiale di Hamilton 2003 vede molti favoriti al via da Paolo Bettini ed Erik Zabel passando per Van Petegem e, naturalmente, il capitano della Spagna Oscar Freire Gomez.

Non un mondiale eccessivamente eccitante quello canadese che vede la svolta nell’ultimo passaggio sulla temuta salita di Claremont. E’ li che Van Petegem affonda il suo attacco staccando il gruppo ad eccezione di Hamburger, Boogerd, Camenzind, Bettini e Astarloa. L’azione è ben orchestrata e il vantaggio sale rapidamente a 20 secondi per poi crollare. Tutto lascia pensare ad un ricongiungimento ma sulla James St.Hill, quando mancano 4 km all’arrivo, è il corridore della Saeco a cogliere tutti di sorpresa e allungare. La reazione non è immediata, ci prova Paolo Bettini per due volte ma le energie sono ormai ridotte. Astarloa sbuffa come un treno e prende un margine discreto grazie ad una andatura regolare.

Dietro rientra Paolini che, da buon gregario, aiuta Bettini a riportarsi sotto per non vanificare tutto il lavoro svolto durante la giornata ma ormai è tardi.

Astarloa soffre, è in apnea, ma i suoi occhi vedono lo scorrere dei metri e, quando imbocca l’ultima curva, anche il traguardo. Igor si fa il segno della croce e taglia il traguardo a braccia levate. Il più italiano degli spagnoli sancisce la debacle italiana e l’urlo vola in cielo: Igor Astarloa campione del mondo 2003.

Il post mondiale

Per la stagione 2004, Astarloa raggiunge l’altro campione del mondo (a cronometro) David Millar alla francese Cofidis. Nonostante i tanti impegni con i media la stagione parte bene con il secondo posto dietro a Bettini al Giro del Mediterraneo e, a marzo, con il quarto posto finale alla Tirreno-Adriatico e il sesto posto alla Milano-Sanremo.

Il 10 aprile 2004, Cofidis ritira la propria squadra ciclistica da qualsiasi competizione a seguito dell’articolo apparso su L’Equipe che riporta alcuni estratti delle disposizioni di Philippe Gaumont che coinvolgono ciclisti e staff del team. L’inchiesta sulle pratiche e sul traffico di prodotti dopanti all’interno del team Cofidis è iniziata nella primavera del 2003, quando Astarloa non era membro del team per concludersi nel novembre 2006.

L’auto-sospensione dura sino al 5 maggio ma nel frattempo Igor Astarloa viene rilasciato e si accasa alla Lampre con cui prende parte al Giro d’Italia che vede trionfare il “piccolo principe” Damiano Cunego. Igor va a podio prima al Gran Premio di Larciano, alla Classica di Amburgo e viene convocato le i Giochi Olimpici Atene 2004 dove è un dei favoriti ma deve ritirarsi per una caduta.

Quando nel 2005 Lampre e Saeco si uniscono, Astarloa preferisce firmare con la squadra sudafricana Barloworld-Valsir dove viene accolto come una vera e propria star ma la sua carriera, complice qualche incidente, è ormai in fase discendente e oltretutto il team non sempre è invitato alle Classiche, suo terreno di caccia.

Nonostante le difficoltà viene convocato per i mondiali lavorando per la conquista dell’argento di Alejandro Valverde. Secondo le voci di mercato il suo nome viene accostato alla Lampre e alla Liquigas ma l’iberico resta alla Barloworld .

Il 2006 vede la Barloworld riceve più inviti alle corse e Igor vince la Milano-Torino e ben figura alla Tirreno-Adriatico e alla Sanremo. La seconda parte della stagione viene rovinata da problemi di salute.

Fine della carriera  Milram e Amica Chip-Knauf

Nel settembre 2006, firma un contratto biennale col il Team Milram dove corrono Erik Zabel e Alessandro Petacchi. La stagione per lo spagnolo è in salita e, quando gli viene diagnosticata la toxoplasmosi che ne ha minato le performance primaverili, viene “accantonato” a favore dei corridori tedeschi.

Dopo sei mesi di stop la stagione 2008 è problematica tanto da essere licenziato dalla Milram nel mese di maggio per, si sussurra, problemi di doping mai confermati.

Il 2009 lo vede al via tra le fila del team Amica Chips-Knauf dove ritrova Giuseppe Martinelli ma i problemi finanziari della squadra lo costringono a sospendere l’attività più volte sino alla chiusura definitiva del team nel mese di maggio.
A complicare ulteriormente lo scenario il 17 giugno 2009 l’ UCI annuncia che Astarloa, che nel frattempo è senza contratto, fa parte dei cinque atleti soggetti a procedimenti disciplinari “per apparente violazione delle norme antidoping sulla base delle informazioni fornite. dal profilo ematico incluso nel loro passaporto biologico “.

Igor Astarloa annuncia il suo ritiro al termine della stagione 2009 dimostrando sfiducia nel ciclismo: “Dopo il titolo mondiale il ciclismo è cambiato, tutto si è complicato. Questa atmosfera non aiuta gli sponsor a entrare nel nostro sport i ciclisti sono perseguitati”.

Nel dicembre 2010, è stato condannato dall’UCI a una sospensione di due anni dal 26 novembre 2010 e a una multa di 35.000 euro.

Igor Astarloa oggi

Astarloa abita in Spagna ma ha collaborato con RCS guidando la moo dell’organizzazione assime a Marco Velo e nel suo paese natale ha aperto una pasticceria

Igor Astarloa: squadre

2000-2001      Mercatone Uno Mercatone Uno
2002-2003      Saeco Saeco
2004    Cofidis Cofidis
2004    Lampre Lampre
2005-2006      Barloworld Barloworld
2007-2008      Milram Milram
2009    Amica Chips Amica Chips

Igor Astarloa: palmares

2001 (Mercatone Uno, una vittoria)
Gran Premio Primavera

2002 (Saeco, due vittorie)
2ª tappa Brixia Tour (Lumezzane > San Vigilio di Concesio)
Classifica generale Brixia Tour

2003 (Saeco, tre vittorie)
Freccia Vallone
3ª tappa Volta a la Comunitat Valenciana (Onda > Sagunto)
Campionati del mondo, Prova in linea

2004 (Cofidis, una vittoria)
1ª tappa Brixia Tour (San Vigilio di Concesio > Toscolano Maderno)
2005 (Barloworld, una vittoria)
2ª tappa Vuelta Burgos (Lerma > Miranda de Ebro)

2006 (Barloworld, una vittoria)
Milano-Torino

Altri successi

2004 Classifica a punti Brixia Tour
2005 Classifica a punti Vuelta a Burgos

Federico Zurlo investito in allenamento

Federico Zurlo investito in allenamento: salterà il Laigueglia

Federico Zurlo investito in allenamento nel vicentino. Il corridore della Cycling Team MSTina-Focus è già vittima di parecchi incidenti di corsa 

Federico Zurlo investito in allenamento

Federico Zurlo investito in allenamento

Federico Zurlo investito in allenamento ed è costretto a rimandare ul suo esordio con la nuova maglia del Cycling Team MSTina-Focus inizialmente previsto per il prossimo 11 febbraio in occasione del Trofeo Laigueglia.

Il giovane corridore originario di Cittadella ma residente a Rosà (classe 1994) già protagonista con le maglie della a Zalf, la Uhc (Usa), la Lampre Merida e la Uae (Abu Dhabi) è stato travolto da un’utilitaria che non gli avrebbe dato la precedenza.

Federico Zurlo, è stato trasportato all’Ospedale San Bassiano dove gli è stato riscontrato trauma cranico con un piccolo ematoma, una forte botta al volto e la perdita di un dente. Federico è ricoverato nel reparto di Neurochirurgia e fortunatamente non ha riportato gravi lesioni tanto da rilasciare una intervista al Giornale di Vicenza in cui si è dichiarato tranquillo sull’accaduto. “La squadra non ha ancora comunicato nulla ma – spiega dal letto di ospedale – se anche mi dimettessero fra alcuni giorni, non potendomi allenare non farei il Laigueglia. L’assenza di fratture mi rende comunque fiducioso di poter rientrare per le corse nelle settimane successive” ha detto al giornale Vicentino.

Federico Zurlo investito: altri incidenti

L’incidente è accaduto mentre Zurlo stava iniziando il suo consueto allenamento giornaliero, per il veneto non è la prima esperienza del genere.

Nel giungo del 2013, da under 23, al circuito in notturna di Brugnera (Pordenone) era finito addosso a una transenna prima della volata e aveva riportato lesioni a due vertebre, una microfrattura allo zigomo, una frattura al torace e altre contusioni minori. Nel 2014 al 38° Trofeo Balestra, sempre per dilettanti, era caduto e si era rotto una clavicola. Nel 2016 durante la Milano-Sanremo era finito addosso a un’auto parcheggiata lungo la strada, rimediando una contusione a una spalla e, sempre lo stesso anno, alla Parigi-Roubaix era rimasto coinvolto in una caduta nel settore di pavé di Capelle ed è stato costretto al ritiro.

Purtroppo questa volta non si tratta di un incidente di corsa ma dell’ennesimo triste episodio di investimento di un ciclista durante l’allenamento (è di oggi anche la notizia dell’incidente accaduto a Sergey Lagutin)