Viviani: “Sogno la vittoria nella prima tappa del Tour”

Viviani: “voglio prendermi il riscatto al Tour”

Viviani, dopo aver abbandonato il Giro d’Italia senza nessuna vittoria e con tanta amarezza punta alla maglia Gialla in casa di Merckx

 

Viviani (fonte pagina Twitter)

Viviani (fonte pagina Twitter)

Viviani non ha sicuramente corso un Giro d’Italia all’altezza delle aspettative della vigilia anzi, il forte velocista della Deceuninck-Quick Step, non solo non ha centrato nemmeno una vittoria ma si è addirittura ritirato. A pesare fortemente sull’economia della corsa rosa del veronese c’è, evidentemente, l’impatto psicologico del declassamento subito al termine della tappa di Orbetello (vinta da Elia ma poi assegnata a Gaviria per comportamento non regolamentare).

Elia è uscito a testa bassa dal Giro 2019 ma con una tremenda voglia di riscatto da incanalare verso il Tour de France 2019 che prenderà il via da Bruxelles il prossimo 6 luglio. E proprio IN Belgio, paese natale di Eddy Merckx, Viviani vuole trovare la sua rinascita in questo 2019.

L’obiettivo è chiaro e dichiarato: conquistare la prima maglia gialla della Grande Boucle trionfando nella frazione inaugurale del 6 luglio: “sogno l doppietta vittoria e maglia” ha detto il velocista veneto ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”.

Il cammino verso la Grande Boucle di Elia prevede prima il Giro di Svizzera e sabato 29 il campionato italiano in cui il percorso lascia praticamente chance nulle di riconferma del titolo conquistato dodici mesi fa.

Viviani ha voluto poi chiarire i motivi del ritiro dal recente Giro d’Italia:

“In condizioni di forma normale avrei avuto terreno fertile nelle voltate del Giro ma così non è stato e ho preferito lasciare per non compromettere anche il resto della stagione. La condizione non era buona e per vincere ci sarebbe voluto che tutto filasse liscio ma così non è stato”.

 

Aru torna al via del GP Città di Lugano

Aru torna in sella dopo l’intervento

Aru torna a correre al GP Città di Lugano domenica prossima, 9 giugno, Il capitano della UAE Emirates sarà al via di una gara dopo 2 mesi dall’intervento

Aru torna(fonte pagina Twitter)

Aru torna (fonte pagina Twitter)

 

Aru torna a correre, il capitano della UAE Emirates sarà in gara domenica prossima, 9 giugno, al GP Città di Lugano.

Il Cavaliere dei Quattro Mori si è sottoposto a un intervento di angioplastica dell’arteria iliaca della gamba sinistra che da troppo tempo stava compromettendo le sue performance sportive. Sono passati quasi due mesi di rieducazione, mesi in cui Aru ha dovuto rinunciare al Giro consolandosi, però, con la splendida notizia dell’imminente paternità. Fabio e Valentina Bugnone attendono una femminuccia e ne hanno dato l’annuncio tramite Facebook, un motivo in più per un ritorno alla grande.

Il ritorno in corsa è un po’ a sorpresa visto l’intervento subito ma lascia assolutamente ben sperare sull’iter riabilitativo del ciclista di Villacidro che è riuscito a risalire in bicicletta addirittura prima del previsto. Il ritorno in gara sarà in “casa” in quanto Fabio vive con Valentina proprio in Canton Ticino.

Aru si è confessato ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”:

“ammetto che i tempi di recupero sono stati veloci, più del previsto ma ogni intervento e ogni paziente hanno un decorso diverso. Dopo i primi giorni trascorsi a letto ho fatto qualche camminata senza forzare la gamba. Ho fatto un po’ di passeggiate e il 15 aprile sono risalito in sella, allenandomi sui rulli con un manubrio alto per non stressare il bacino – ha spiegato il sardo – Come un bimbo che si avvicina alla bicicletta mi sono mosso passo dopo passo ma già risalire sul sellino ha avuto un fortissimo impatto psicologico. Ora ho una voglia matta di testarmi in gara, mi sento abbastanza bene e voglio vedere cosa accade”.

Insomma, il morale è altro ma naturalmente non è stato un percorso facile: “pensare di dover essere operato è stato duro, una batto e poi i primi 15 giorni sono stati duri. Un conto è prendersi una vacanza e un altro è essere costretti a fermarsi a inizio stagione come è capitato a me. Ho dovuto salire in bici per cambiare umore. Arrivo da tante delusioni, dal Tour di due anni fa non ho più avuto buone sensazione ed è stato frustrante”.

Ora Fabio Aru ha avuto il via libera dei medici per tornare in corsa e, ne siamo certi, ha dentro di se una voglia e una rabbia che potrebbero essere fondamentali per tornare ai vertici del ciclismo mondiale. L’aria delle corse contribuirà a ritrovare la gamba. Ma quali sono i prossimi appuntamenti del sardo? Sara al via del Tour?

“Non lo so, mi piacerebbe ma credo che le possibilità siano davvero molto poche. Ora il mio unico pensiero è quello di tornare a stare bene mentre per definire i programmi bisognerà confrontarmi con lo staff” ha concluso Aru

Nibali alla Trek, ora c’è l’annuncio

Nibali alla Trek, accordo sino al 2021

Nibali alla Trek, il patron Zanetti della Trek-Segafredo annuncia un accordo valido sino al 2021: “ho preso Vincenzo!”

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali alla Trek non è più solo un rumors. Sino a oggi erano tante le voci, insistente e rumorose che davano lo squalo dello Stretto in procinto di sposare il progetto tecnico sportivo del sodalizio di patron Zanetti, ora le voci sono diventate fatti.

Massimo Zanetti ha voluto rendere noto l’annunciato dell’accordo con il corridore siciliano attraverso un’intervista con La Gazzetta dello Sport. Terminato il Giro con un buon secondo posto alle spalle della rivelazione Richard Carapaz, ecco il momento dell’inevitabile addio al Team Bahrain-Merida. I rapporti tra la squadra e il campione siciliano era ormai da tempo logoro. Qualche spaccatura nel team (forse diviso in clan?) e il desiderio di nuove sfide hanno portato Vincenzo a siglare un accordo biennale con la Trek-Segafredo.

Nessuna sorpresa dunque nella destinazione futura di un Nibali che, una volta goduto il meritato riposo si tufferà nell’avventura del Tour de France con l’entusiasmo di chi si appresta a una nuova avventura professionale.

 “Ho preso Vincenzo Nibali, l’ho fortemente voluto e sono felice di poter dire che ce l’ho fatta! Nibali è un campione che non se la tira, è uno modesto che sa che non ha nulla da dover dimostrare. Ci sono tante mezze calzette che si credono di essere chissà chi, lui è il migliore in Italia ed uno dei top al mondo ma sa essere umile e spontaneo” ha spiegato Zanetti.

Ma che ambiente troverà il siciliano ad accoglierlo? Su questo Zanetti è perentorio:

“costruiremo il team attorno alla sua figura. Oggi le squadre sono internazionali e ultra strutturate ma quello che a volte serve ai ciclisti è un rapporto familiare con lo staff , spesso serve un patron-padre. Ecco da noi Vincenzo troverà tutto questo”.

L’ufficialità del passaggio di team deve arrivare dopo il primo agosto per via delle regole imposte dall’UCI ma ormai si tratta solo di un pro-forma in quanto le parole del patron Zanetti non lasciano dubbio alcuno.

Copeland: Nibali in grande forma

Copeland e lo stato di forma dello squalo

Copeland, direttore della Bahrain-Merida si sbilancia sull’ottima condizione di forma di Vincenzo Nibali in vista del Giro d’Italia 2019

Copeland

Copeland

Copeland, direttore della Bahrain-Merida ha parlato con i giornalisti di cyclingnews.com esprimendosi circa le condizioni del capitano designato per l’imminente Giro d’Italia.

“Vincenzo non è mai stato in condizioni così buone prima dell’inizio di una gara di tre settimane è grandioso”, ha spiegato Copeland dopo l’arrivo della Liegi.

Nibali lascerà la Bahrain-Merida nel 2020 per accasarsi alla Trek-Segafredo ma, in modo molto professionale, corridore e staff hanno la bussola ben fissa sugli obiettivi per la stagione in corso, ovvero Giro d’Italia 2019 prima e Tour de France poi.

Copeland ha poi spiegato come si sia svolta, per la Bahrain-Merida, la Liegi-Bastogne-Liegi:

“Con una conclusione del genere, né Nibali né Dylan Teuns potevano giocarsi un posto sul podio non essendo veri velocisti. La corsa comunque ha dato buone indicazioni per il Giro, le  condizioni di Nibali stanno migliorando sempre di più avvicinandosi al Giro e questa è la cosa che più conta. La Liegi poteva andare meglio? Forse ma ora guardiamo avanti” ha spiegato il Direttore Sportivo.

La Liegi per Vincenzo Nibali è stato un ulteriore test positivo dopo quanto fatto vedere al Tour of the Alps  in cui ha concluso al terzo posto. Nibali, prima di correre all’aeroporto, ha espresso ai microfoni dei giornalisti de La Gazzetta dello Sport la soddisfazione per sua corsa:

“Ero con Fuglsang e Alaphilippe grazie all’ottimo lavoro del team, poi ma quando Fuglsang ha attaccato, non c’era nulla che potessi fare in più. Nella seconda parte della salita ho recuperato ma il distacco era troppo e poi Fuglsang meritava di vincere”.

Bettiol e la core stability

Bettiol nel 2017 finì in sedia a rotelle!

Bettiol dopo il Circuito di Saitama 2017 finì in sedia a rotelle a causa di un problema alla colonna vertebrale. Si è ripreso con la core stability

Bettiol (fonte pagina twitter)

Bettiol (fonte pagina twitter)

Bettiol ha conquistato un po’ a sorpresa il Giro delle Fiandre guadagnandosi, giustamente, le luci della ribalta. L’azione che ha infiammato i telespettatori a casa e i tanti tifosi italiani presenti sull’arrivo del Fiandre è stata una riscossa del ciclismo italiano oltre che una riscossa per lo stesso Alberto dopo un 2018 difficile.

Naturalmente la vittoria ha portato popolarità a Bettiol e, con la popolarità sono uscite storie e aneddoti personali sul ciclista toscano. La prima a circolare è “merito” di  Jonathan Vaughters che ha reso noto il soprannome “mamma di pasta” affibbiato ad Alberto per la sua passione per la pasta fatta in casa.

La seconda vicenda poco nota l’ha raccontata Bettiol a La Gazzetta dello Sport e riguarda un problema fisico fortunatamente risolto.

Era il 2017 ed il fresco trionfatore del Giro delle Fiandre era in Giappone per un circuito:

“ero a Saitama per il circuito locale quando mi ritrovai in seria a rotelle, non riuscivo più a camminare, tornai a casa con un volo ad hoc organizzato con Alitalia. Tutto era legato a un problema alla colonna vertebrale, in zona sacrale. E’ una cosa che pochissime persone conoscono ma ho i muscoli che stabilizzano il bacino poco sviluppati, ho una sacroileite – ha spiegato Alberto Bettiol. Fortunatamente il team mi ha messo a disposizione degli specialisti e abbiamo trovato la chiave per guarire grazie ad esercizi specifici che di base sono di “core stability. Mi alleno con Leonardo Piepoli. Grazie a un anello sono monitorato 365 giorni l’anno”

Alberto ha iniziato a collaborare con Piepoli prima dell’inconveniente di Saitama, nel 2016:

“Gli allenamenti variano a seconda del momento della stagione senza un programma a lunga scadenza. Dico scherzosamente che Leonardo è uno stalker, non sai mai cosa ti proporrà. Leonardo è sempre molto presente, a qualcuno potrebbe pesare ma per me è quel che ci vuole anche se la mia ragazza è quasi gelosa”

Attualmente Alberto è costantemente monitorato con un apposito “anello” collegato ad una app che raccoglie i parametri vitali e li trasferisce ad uno smartphone collegato allo staff del team così da essere sono osservazione tutti i giorni dell’anno.

Giro d’Italia 2019, svelate le nuove maglie

Giro d’Italia 2019 ecco le nuove maglie!

Giro d’Italia 2019: ecco le maglie realizzate da Castelli con tessuti SITIP. La Maglia Bianca firmata Candido Cannavò a 10 anni dalla scomparsa

Giro: le maglie (fonte comunicato stampa)

Giro: le maglie (fonte comunicato stampa)

Svelate oggi le maglie del Giro d’Italia 102, organizzato da RCS Sport / La Gazzetta dello Sport ed in programma dall’11 maggio al 2 giugno. Le Maglie, prodotte da Manifatture Valcismon – col famoso marchio dello scorpione, Castelli, che ne ha curato anche il design e i particolari – sono realizzate tutte con gli speciali tessuti SITIP.

Le maglie da gara 2019 sono state disegnate per essere leggere ed aerodinamiche, con cuciture che seguono la forma del corpo dell’atleta e garantiscono una vestibilità perfetta. Saranno quattro i diversi tessuti SITIP utilizzati, posizionati nelle differenti parti del corpo per massimizzare aerodinamica e traspirabilità nei punti corretti. Le maniche sono tagliate con il laser per ottimizzare comfort e aerodinamicità. Le Maglie, inoltre, montano una zip con tiretto dorato che sfuma al rosa, omaggio al vero Trofeo Infinito che quest’anno padroneggia anche sul petto.

Le Maglie del Giro d’Italia sono:

  • MAGLIA ROSA – sponsorizzata da ENEL – leader della Classifica Generale
  • MAGLIA CICLAMINO – sponsorizzata da SEGAFREDO – leader della Classifica a Punti
  • MAGLIA AZZURRA – sponsorizzata da BANCA MEDIOLANUM – leader del Gran Premio della Montagna
  • MAGLIA BIANCA – sponsorizzata da EUROSPIN – leader della Classifica dei Giovani

La Maglia Bianca firmata Candido Cannavò
“Il Giro è il filo rosa che unisce tutta l’Italia”. Con l’iscrizione di questa sua frase e della sua firma all’interno del colletto della Maglia Bianca di Miglior Giovane a lui dedicata dall’edizione 2009, il Giro d’Italia ha deciso di rendere omaggio all’indimenticato ed indimenticabile Direttore de La Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò, in occasione dei 10 anni dalla scomparsa.

Le altre maglie celebrative
In occasione del Giro 102, Castelli ha realizzato due versioni delle Maglie ufficiali, ovvero la versione Giro102 Race, esatta replica di quella indossata dai pro, e la versione Giro102 Squadra, una maglia dal fit ottimale, un’asciugatura rapida e un comfort regale disponibile sia nella versione delle Maglie Ufficiali che nelle seguenti versioni celebrative di alcune tappe ed occasioni speciali: Bologna Jersey, Sangiovese Jersey, Novi Ligure Jersey, Gavia-Mortirolo Jersey, Feltre-Croce d’Aune Jersey e Verona Jersey.

La novità Intimissimi Uomo
Tra le novità vi è una collaborazione tra il Giro d’Italia e Intimissimi Uomo, esclusivo brand italiano di intimo maschile. Per la prima volta nella storia del Giro, le Maglie Rosa da gara e da premiazione avranno uno sponsor interno. Celato con la maglia zippata, perfettamente visibile solo una volta slacciata, il logo Intimissimi Uomo sarà a contatto con la pelle dello sportivo, a ricalcare il claim “Vivi l’emozione sulla tua pelle”.

Roberto Petito: ho visto travolgere i miei ciclisti

Roberto Petito racconta l’incidente di domenica

Roberto Petito ex professionista racconta l’incidente che ha coinvolto la formazione allievi travolta da un’auto

Roberto Petito racconta l'incidente

Roberto Petito racconta l’incidente

Roberto Petito ex ciclista professionista attualmente gestisce una formazione giovanile, la ASD Civitavecchiese. Domenica il team Allievi seguito da Petito si stava allenando nelle campagne di Tarquinia assieme ad alcuni cicloamatori che si erano uniti al gruppo di giovani atleti quando un veicolo è sopraggiunto travolgendo i ciclisti.

Secondo le testimonianze un’auto che viaggiava contromano ha travolto i ragazzi del Gruppo Ciclistico dei Fratelli Petito rischiando di procurare una vera a propria strage.

Paura tra automobilisti e passanti che hanno assistito sbigottiti alla scena, in molti si sono fermati a prestare aiuti alle vittime dopo aver dato l’allarme.

Naturalmente sul posto sono intervenuti, oltre ai sanitari del 118 anche i carabinieri della stazione locale per i rilievi del caso. Le autorità hanno proceduto al  sequestro del veicolo e al conducente è stata ritirata la patente.

In sei sono rimasti lievemente feriti mentre per un atleta è stato necessario l’intervento dell’eliambulanza per trasportare il ferito in un primo momento a Belcolle, per poi essere trasferito al policlinico Gemelli.

“Ho assistito ad una scena che da genitore, tecnico e essere umano non avrei mai voluto vedere – ha raccontato Roberto Petito a La Gazzetta dello Sport – ero in auto con Fabio Bordonacchi. Stavano seguendo la nostra formazione allievi impegnata nel classico allenamento domenicale a cui si erano aggiunti alcuni amatori. Ad un certo punto una Golf è arrivata in senso contrario a folle velocità.  Abbiamo subito compreso che l’impatto sarebbe stato inevitabile, l’urto è stato violentissimo ho visto volare le bici e ho temuto in una strage. Appena sceso dall’auto ho pensato subito ai ragazzi che erano a terra tra pezzi di biciclette. Quello messo peggio era Massimiliano Piras socio e consigliere del team, aveva il viso coperto di sangue. Nell’impatto ha riportato la frattura della tibia e del perone oltre che di una vertebra e qualche costola. E’ una fortuna che possa raccontare dell’incidente, temevo il peggio”.

Secondo varie fonti, pare che la persona che ha investito il gruppo abbia precedenti per l’alta velocità e che già in precedenza si era reso protagonista di manovre azzardate.

L’episodio richiama l’attenzione sulla sicurezza dei ciclisti troppo spesso dimenticata:

“La bicicletta esiste da oltre due secoli e non morirà domani, la bici è un mezzo di trasporto ideale per snellire il traffico ma c’è bisogno di quella sicurezza che oggi non c’è. Stavamo viaggiando in fila indiana su una strada rurale e zero traffico ed è arrivato uno e ha fatto strike. Bisognerebbe andare a vedere cosa fanno gli altri paese, Svizzera, Austria e Francia confinano con l’Italia e hanno protocolli da copiare” ha detto Roberto Petito.

Aru: in pochi sanno quanto ho sofferto

Aru parla del suo prossimo intervento

Aru, spesso oggetto di critiche ingiuste ed eccessive, racconta la situazione degli ultimi mesi, la rinuncia al Giro 2019 e il futuro intervento

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Aru, ne abbiamo scritto ieri, sarà costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico dopo che una serie di esami medici hanno evidenziato un’ostruzione dell’arteria iliaca della gamba sinistra. Un problema non da poco quello che ha colpito il sardo, in sostanza il flusso sanguigno non giunge in modo corretto alla gamba sinistra, immaginiamone le conseguenze quando un atleta, sottoposto a sforzi terribili come quello dei ciclisti, non ha le gambe correttamente irrorate di sangue.

Proprio questo problema potrebbe essere la causa delle ultime prestazioni deludenti del sardo lungo la scorsa stagione e che ha dato campanelli d’allarme alla recente Parigi-Nizza.

“Mi spiace davvero dovermi fermale ma spero di trovare sollievo in quanto so che dopo l’intervento chirurgico potrò tornare ad essere quello di prima. Ci sono stati giorni devastanti, in cui mi sentivo tremendamente impotente non comprendendo il perché della fatica che facevo pedalando” ha spiegato Aru ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

E’ palese che la stagione 2019 del corridore sardo potrebbe essere già del tutto compromessa: sicuramente dovrà rinunciare al suo principale obiettivo ovvero il Giro e anche il Tour de France è pressoché compromesso, insomma Aru dovrà riprogrammare tutta la seconda parte dell’anno. L’obiettivo di Fabio è ora però quello di riprendere le sue condizioni fisiche e soprattutto mentali fortemente provate dalle ultime vicissitudini.

“Quando mi hanno dato la diagnosi mi è venuto da piangere, in pochi sanno quanto ho sofferto. Valentina, la mia fidanzata, che vive con me sa cosa ho passato. Mi sono dedicato con intensità e serietà ad allenamenti e corse ma non riuscire a raggiungere il mio abituale livello di performance è stato frustrante. Non ero più me stesso, ed è impossibile restare sereno quando vivi un momento simile. Arrivare decimo era come una vittoria ma non corro per arrivare decimo” ha spiegato il sardo.

E’ servita una angio-tac ossia una Tac con liquido di contrasto svolta presso l’Ospedale di Prato per giungere a una diagnosi definitiva. Trovato la causa del malessere ora ci sarà, appunto, l’intervento chirurgico che richiederà ulteriore pazienza:

“mi dovrò sottoporre all’intervento e poi dovrò rispettare un periodo di stop per recuperare nel modo migliore. Chiaro che un po’ di timore c’è sempre ma sono confortato dall’aver finalmente individuato la causa del problema” ha spiegato l’atleta del Team UAE Emirates.

Claudia Cretti torna in sella

Claudia Cretti torna a pedalare grazie a Zanardi

Claudia Cretti torna a correre nella categoria C5 paralimpica grazie all’esempio di Alex Zanardi e sogna di essere al via alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Claudia Cretti torna a correre(fonte pagina Facebook)

Claudia Cretti torna a correre(fonte pagina Facebook)

Claudia Cretti torna a sorridere, è passato tanto tempo da quel giorno di luglio del 2017, era precisamente il 6 di luglio quando durante una frazione del Giro d’Italia Rosa la giovane bergamasca perse il controllo della bicicletta impattando rovinosamente sull’asfalto a circa 90 all’ora.

Le sue condizioni sono apparse subito critiche, venne trasferita all’Ospedale di Benevento con poche possibilità di sopravvivere invece la tenacia di Claudia ha avuto la meglio e, dopo un lungo percorso di riabilitazione, la Cretti ha annunciato il ritorno alle corse.

 “Ora posso dirlo, attaccherò di nuovo il dorsale sulla schiena, torno in corsa mi preparo per le gare di paraciclismo – ha annunciato la Cretti a La Gazzetta dello Sport – non mi sono nemmeno resa conto di come sono andate le cose. Durante le sedute di riabilitazione ala palestra Perform di Bergamo ho assaporato l’aria di sport incontrando i ragazzi dell’Atalanta e il mio idolo “Papu” Gomez”.

Ma come è nata l’idea di tornare in sella?

“Devo dire grazie a molte persone: a partire da Cesare di Cintio di Dcf Sport Legal, Edoardo Scioscia di Top Player ed di Libraccio. Poi devo ringraziare Roberto Baldoni, presidente di Born to win che mi ha accolta in squadra”.

Ad ottobre Claudia Cretti ha ottenuto l’abilitazione per la categoria C5 (per gli handicap meno gravi) ed è quindi a tutti gli effetti entrata nel mondo del paraciclismo e da aprile potrà prendere parte alle manifestazioni sul territorio italiano in attesa della valutazione della commissione internazionale.

“Ora devo tornare ad allenarmi seriamente per farmi trovare pronta, mi piacerebbe per entrare nel giro della Nazionale, prendere parte alla Coppa del Mondo e alle Paralimpiadi di Tokyo 2020”

Una delle figure che ha maggiormente spinto Claudia Cretti a scegliere di rimettersi in gioco nel ciclismo è stato Alex Zanardi:

“L’ho conosciuto al Giro d’Onore della Federazione nel 2015 e mi ha trasmesso una grande energia, nell’ultimo anno ho pensato spesso al suo insegnamento e vorrei incontrarlo di nuovo. In estate sono stata ospite ai Campionati Italiani paralimpici di Darfo Boario, ho trovato un ambiente piacevole e ho parlato spesso con il c.t. Mario Valentini”

Il cammino lungo la strada della ripresa è stato ostico, ci sono ancora tante “salite” da affrontare, non è tutto rose e viole. Questo Claudia lo sa bene, lo sa perché la vicenda ha segnato la sua vita in modo indelebile ma non ha fiaccato la sua voglia di combattere anche se le difficoltà sono molte:

“ad agosto, dopo un allenamento, ho avuto una crisi epilettica, arrivata in pronto soccorso ero spaventata e ho chiesto se avrei potuto risalire in bicicletta. Ora, grazie ai farmaci corretti, ho risolto questo problema e ne sono felice perché per me pedalare è vita, felicità, non potrei fare a meno di uscire in bicicletta” ha raccontato Claudia Cretti.

 

Strade Bianche 2019 Women Elite – 21 le formazioni al via

Strade Bianche 2019 Women Elite ecco i Team

Strade Bianche 2019  prima prova dell’UCI Women’s WorldTour con al via 21 team di 6 atlete ciascuna, pronte a raccogliere il testimone di Anna van der Breggen.

Strade Bianche 2018 (fonte comunicato stampa)

Strade Bianche 2018 (fonte comunicato stampa)

Strade Bianche 2019 Women Elite, organizzata da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, è in programma a Siena sabato 9 marzo ed anticiperà di qualche ora la gara maschile.
Prima prova dell’UCI Women’s WorldTour della stagione, si preannuncia come una delle gare più spettacolari dell’anno sia per il suo tracciato, unico nel panorama mondiale, sia per la partecipazione di altissimo livello tecnico, sottolineata dal fatto che la vincitrice dello scorso anno, Anna van der Breggen, si è poi laureata Campionessa del Mondo UCI su Strada ad Innsbruck.

Alla corsa parteciperanno 14 delle 15 squadre aventi diritto all’invito come da regolamento UCI, ed altre 7 squadre invitate come wild card dall’organizzazione. Ciascuna squadra al via sarà formata da 6 atlete.

 

14 SQUADRE AVENTI DIRITTO

  • ALE CIPOLLINI (ITA)
  • BIGLA (DEN)
  • BOELS DOLMANS CYCLING TEAM (NED)
  • CANYON / /SRAM RACING (GER)
  • CCC – LIV (NED)
  • FDJ NOUVELLE – AQUITAINE FUTUROSCOPE (FRA)
  • MITCHELTON SCOTT (AUS)
  • MOVISTAR TEAM WOMEN (ESP)
  • TEAM SUNWEB (NED)
  • TEAM TIBCO – SILICON VALLEY BANK (USA)
  • TEAM VIRTU CYCLING (DEN)
  • TREK – SEGAFREDO (USA)
  • VALCAR CYLANCE CYCLING (ITA)
  • WNT ROTOR PRO CYCLING TEAM (GER)

7 WILD CARD

  • AROMITALIA – BASSO BIKES – VAIANO (ITA)
  • BEPINK (ITA)
  • BTC CITY LJUBLJANA (SLO)
  • EUROTARGET – BIANCHI – VITTORIA (ITA)
  • LOTTO SOUDAL LADIES (BEL)
  • SERVETTO – PIUMATE – BELTRAMI TSA (ITA)
  • TOP GIRLS FASSA BORTOLO (ITA)
FONTE COMUNICATO STAMPA