La tappa più strana del mondo fa felice Bernal

La tappa più strana del mondo!

La tappa più strana del mondo: una frana ferma il Tour de France, nessun vincitore di tappa ma Egan Bernal conquista la maglia gialla

La tappa più strana del mondo: ruspe in azione

La tappa più strana del mondo: ruspe in azione

La tappa più strana del mondo, non troviamo altro modo per definire l’incredibile frazione odierna del Tour de France 2019 che prometteva spettacolo e spettacolo ha dato con annessi colpi di scena degni di un film.

A “trionfare” (anche se non c’è un vincitore di tappa) è Egan Bernal (Team Ineos) che con tenaci e un meraviglioso attacco va a prendersi la maglia gialla mettendo una mano sulla vittoria finale.

C’è spazio per una fuga in cui il protagonista e iniziatore è Vincenzo Nibali (Bahrain Merida)  che parte assieme a tre uomini di tutto rispetto: Pello, Martin e Herrada. I quattro restano un po’ a bagno maria prima che arrivi un folto gruppo a unirsi in cui spiccano Caruso, Valverde, Uran, S. Yates, Aru, Ciccone e Barguil.

 

 

In attesa delle prime rampe dell’Iseran ecco il primo colpo di scena. Di punto in bianco Thibaut Pinot, uno degli accreditati per la vittoria finale, comincia a rallentare fino a fermarsi. Una lacerazione muscolare non gli permette più di pedalare, il francese scoppia in un pianto commovente ed è costretto a salutare il plotone e salire sull’ammiraglia.

Quando la strada inizia a salire considerevolmente è teven Kruijswijk che da fuoco alle polveri ma il mattatore è Egan Bernal che saluta tutti lasciando Julian Alaphilippe a pedalare con il suo passo.

Il giovane talento colombiano è una furia, riprende tutti eva a scollinare per primo conquistando anche otto preziosissimi secondi con il solo Simon Yates che prova a tenere il suo passo. Allo scollinamento il gap tra Egan e il  gruppetto di Thomas, Landa, Buchmann e Kruijswiik è di 55 secondi mentre Alaphilippe paga e ben due minuti.

Il terreno è ideale per mettere a ferro e fuoco la tappa, Bernal ha fatto capire che sull’ultima salita può far saltare definitivamente il banco ma ecco l’altro incredibile colpo di scena: inizia a piove. Dal cielo sciente di tutto, una pioggia torrenziale mista grandine che provoca una frana!

Gli organizzatori, in accordo con la giuria, non possono far altro che sospendere la corsa prendendo per buoni i tempi fatti registrare in cima all’Iseran. Chi festeggia è quindi Egan Bernal, che è di fatto la nuova maglia gialla (nessun vincitore di tappa, invece). Julian Alaphilippe paga 2 minuti e sette secondi e in generale è ora a 45 secondi da Bernal con Thomas termo a 1’10”.

 

 

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Alaphilippe vola a Pau: la crono è sua!

Alaphilippe vola a Pau e vince la cronometro

Alaphilippe vola lungo le strade di Pau andando a vincere la prova a cronometro individuale e incrementando il vantaggio in classifica generale

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Alaphilippe vola a cronometro e Wout Van Aert vola, purtroppo, a terra, costretto ad abbandonare la corsa francese in una prova che lo vedeva tra i favoriti per la vittoria. A vincere è stato quindi la maglia gialla in carica che ha sfoderato una prova incredbile. Il francese, galvanizzato dalla maglia gialla, ha dominato i 27,2 km lungo le vie di Pau riuscendo non solo a difendere la maglia di leader ma incrementando il proprio margine.

Alle spalle del transalpino ecco uno dei favoriti di giornata, Geraint Thomas, che ha pagato un dazio di 14 secondi precedendo un sorprendende Thomas De Gendt (Lotto Soudal) che ha chiuso a 36″ dal vincitore di giornata così come il colombiano Rigoberto Urán (EF Education First). Appaiati in classifica anche  Richie Porte (Trek-Segafredo) e Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma) che hanno perso 45 secondi.

 

La classifica generale dopo la prova a cronometro di oggi: Alaphilippe ha ora 1’26” su Thomas, 2’12” su Kruijswijk, 2’44” su Mas, 2’52” su Bernal, 3’04” su Buchmann, 3’22” su Pinot, 3’54” su Urán, 3’55” su Quintana e Yates, 4’15” su Dan Martin, 4’29” su Valverde e Fuglsang. Porte è a 4’44”, Bardet a 5’46”, Mikel Landa a 6′.

 

Alaphilippe show a Epernay

Alaphilippe show: tappa e maglia

Alaphilippe show a Epernay, il francese attacca e stacca tutti conquistando la terza frazione del Tour de France 2019 e la maglia gialla

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Alaphilippe show partendo dalla Cote de Mutigny dove il francese fa letteralmente il diavolo a quattro staccando tutti di ruota e conquistando un margine sufficiente per arrivare al traguardo in solitaria e festeggiare anche la conquista della maglia gialla.

La Grande Boucle entra in Francia e lo fa festeggiando la vittoria del vero fenomeno del ciclismo transalpino che quest’anno ha trionfato anche alla Milano-Sanremo. Un’azione tosta quella del corridore della Deceuninck–Quick Step che ha colto l’occasione posta nel finale del 214 km in programma quest’oggi.

La tappa è stata caratterizzata dalla fuga da lontano di un manipolo di atleti composto da Anthony Delaplace (Arkéa – Samsic), Tim Wellens (Lotto-Soudal), Paul Ourselin (Total Direct Energie), Stephan Rossetto (Cofidis) e Yoann Offredo (Wanty – Groupe Gobert).
Quando il gruppetto di testa affronta i primi saliscendi previsti da questa terza frazione, è Wellens ha lasciare la compagnia e allungare mantenendo un margine attorno ai due minuti. Dopo aver scollinato per primo sulla Cote de Mutigny, Tim viene ripreso quando all’arrivo mancano circa 15 km con il gruppo a tutta e che inizia scremarsi in modo sostanzioso perdendo anche la maglia gialla Mike Teunissen.

Proprio in cima al Cote de Mutigny, Julian Alaphilippe allunga per insistere nella fase di discesa guadagnando ulteriore terreno sul gruppo dei big che continua a ridursi. Nessuno riesce ad imporre un ritmo in grado di consentire il ricongiungimento con il francese che alla vigilia era uno dei favoriti considerando la morfologia della frazione odierna.

A Epernay, Alaphilippe fa en-plain conquistando non solo la frazione ma ottenendo anche la maglia gialla di leader della classifica generale che fa felice un intero paese. Alle spalle del transalpino è Michael Matthews (Sunweb) a conquistare la seconda piazza davanti a Jasper Stuyven (Trek  -Segafredo), Greg Van Avermaet (CCC) e Peter Sagan (Bora Hansgrohe). Il nostro Matteo Trentin chiude al sesto posto davanti a Sonny Colbrelli.

Grazie ad un buco formatosi nel gruppetto dei big, Egan Bernal e Thibaut Pinot riescono a lucrare cinque secondi.

 

Ordine d’arrivo 3^ tappa:

1 JULIAN ALAPHILIPPE 21 DECEUNINCK – QUICK – STEP 04H 40′ 29” – B : 15” –
2 MICHAEL MATTHEWS 141 TEAM SUNWEB 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26” B : 6” –
3 JASPER STUYVEN 138 TREK – SEGAFREDO 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26” B : 4” –
4 GREG VAN AVERMAET 111 CCC TEAM 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
5 PETER SAGAN 11 BORA – HANSGROHE 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26
6 MATTEO TRENTIN 107 MITCHELTON – SCOTT 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
7 SONNY COLBRELLI 43 BAHRAIN – MERIDA 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26” –
8 XANDRO MEURISSE 195 WANTY – GOBERT CYCLING TEAM 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
9 WOUT VAN AERT 88 TEAM JUMBO – VISMA 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
10 THIBAUT PINOT 51 GROUPAMA – FDJ 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26

Delfinato 2019, vittoria di tappa di Alaphilippe

Delfinato 2019, fuga vincente di Alaphilippe

Delfinato 2019, dopo una lunga fuga a trionfare è Julian Alaphilippe della Deceuninck Quick Step che anticipa Grigor Muhlberger. Adam Yates resta leader 

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Delfinato 2019 a tagliare per primo il traguardo di Saint Michel de Maurienne nella sesta tappa della breve corsa a tappe francese è stato Julian Alaphilippe alfiere della Deceuninck Quick Step. Adam Yates (Mitcheltoon Scott) resta è ancora in testa alla classifica generale del Critérium du Dauphiné 2019.

Sono 229 i chilometri che il plotone è chiamato ad affrontare dalla partenza da Saint Vulbas per giungere all’arrivo dopo aver affrontato otto gran premi della montagna.

La frazione è segnata dalla fuga di tre elementi: il nostro Alessandro De Marchi (CCC Team), Grigor Muhlberger (Bora Hansgrohe) e, appunto, Julian Alaphilippe. Tutti e tre gli uomini in avanscoperta sono lontani dai big della classifica e, di conseguenza, il gruppo lascia libertà d’azione tanto che il gruppetto dei battistrada arriva ad accumulare un margine vicino al quarto d’ora.

I tanti GPM non pesano nelle gambe dei tre di testa che arrivano ai piedi dell’ultima ascesa con un margine vicino alla decina di minuti e la certezza di andare a giocarsi la vittoria di tappa. Quando la salita inizia a “tirare” è De Marchi a mollare lasciando allungare gli altri due compagni di avventura.

Sono Muhlberger e Alaphilippe a giocarsi la volata finale e, nonostante il francese paia essere facilmente favorito, la battaglia è tanta e la vittoria solo questione di centimetri. Come detto ad esultare è il vincitore della Milano-Sanremo 2019 ma Muhlberger sfiora il colpo ed esce a testa altissima tanto che solo il fotofinish decreta il vincitore.

Alle spalle dei due, con venti secondi di distacco, giunge il nostro De Marchi mentre sei minuti più tardi arriva il gruppone regolato Wout Poels, capitano del Team Ineos dopo il ritiro di Chris Froome.

La generale resta immutata con Adam Yates che mantiene un margine di 4 secondi su Dylan Teuns e sei secondi  su Tejay Van Garderen mentre Wout Van Aert vincitore delle ultime  due frazioni perde terreno ed esce di classifica.

 

 

Julian Alaphilippe conquista la Milano-Sanremo

Julian Alaphilippe conquista la sua prima monumento

Julian Alaphilippe conquista la Milano-Sanremo dopo aver tentato l’accacco sul Poggio, Nibali miglior italiano chiude ottavo

Julian Alaphilippe conquista la Milano-Sanremo

Julian Alaphilippe conquista la Milano-Sanremo

Julian Alaphilippe conquista una meritatissima vittoria alla Milano-Sanremo 2019 dopo aver tentato l’azione di forza sul Poggio per poi trovare le energie per battere tutti nella volta del gruppo di testa.

Centodieci anni dopo la prima edizione, la classica della riviera mantiene intatto il suo fascino e a dimostrarlo è una starting list da urlo. Mai scontata anche se poco selettiva la Sanremo prende il via al Castello Sforzesco di Milano per giunge, dopo 291 km, nella città dei fiori.

Dopo pochi chilometra dal via ecco parte la fuga composta da dieci atleti: Jonas Henttala, Andrea Peron, Charles Planet e Umberto Poli della Novo Nordisk, Fausto Masnada della Androni, Mirco Maestri e Alessandro Tonelli della Bardiani CSF, Guy Sagiv della Israel Academy, Luca Raggio e Sebastian Schonberger della Neri Sottoli.

Superato il Passo del Turchino Fausto Masnada è l’ultimo superstite della fuga iniziale dd approccia Costa Rainera, nota come Cipressa. I big non attaccano e ci prova  Niccolò Bonifazio (Direct Energie) lungo la discesa, che conosce nei minimi dettagli. Il ligure prova un’azione che dura circa 10 km ma il suo destino è naturalmente segnato.

Sul Poggio Elia Viviani deve dire addio ai sogni di gloria con il team concentrato in testa per preparare l’azione del francese Julian Alaphilippe. Davanti si forma un gruppetto con sette uomini tra cui figura il Campione Europeo Matteo Trentin ma non c’è collaborazione e l’azione non decolla.

Ci prova ancora Matteo Trentin per evitare la volata finale ma alla flame rouge è chiaro che l’arrivo sarà questione per le ruote veloci. E a quel punto chi non sbaglia nulla è il fenomeno del momento, Alaphilippe che  dopo aver vinto le Strade Bianche e due tappe alla Tirreno-Adriatico, diventa il nuovo re della Classicissima.

 

 

Alaphilippe altra vittoria alla Tirreno – Adriatico

 

Alaphilippe vince sul traguardo di Jesi

Alaphilippe spiazza tutti andando a a tagliare per primo il traguardo di Jesi nella sesta tappa della Tirreno-Adriatico grazie al lavoro della Deceuninck – Quick Step

Alaphilippe vince in volata

Alaphilippe vince in volata

Alaphilippe vince sul traguardo di Jesi nella esta tappa della Tirreno-Adriatico 2019. I bookmakers si attendevano un uomo della Deceuninck–Quick Step ed in particolare il nostro Elia Viviani. Il ciclista transalpino ha invece conquistato la penultima tappa di questa edizione della Corsa dei due Mari sfruttando alla perfezione il lavoro del team.

Subito dopo la partenza si avvantaggiano Ben King della Dimension Data, José Joaquin Rojas della Movistar, Dayer Quintana della Neri Sottoli, Igor Boev della Gazprom Rusvelo, Mirco Maestri della Bardiani Csf, Davide Ballerini della Astana e Gijs Van Hoecke della CCC. Alle spalle dei fuggitivi la Deceuninck – Quick Step controlla per portare Viviani allo sprint.

Quando il gruppo si fa minaccioso gli ultimi a resistere sono Rojas e Ballerini ma ai meno tre chilometri dall’arrivo il gruppo si ricompatta. Peter Sagan si mette al vento troppo presto ed è la Deceuninck a prenedere l’iniziativa, a sorpresa, con Alaphilipp che va a mettere tutti nel sacco, un campanello di allarme per tutti gli avversari in vista della Milano-Sanremo.

Invariata la classifica generale: in attesa della cronometro di domani Adam Yates mantiene un vantaggio di 25″ su Primoz Roglic (Team Junbo – Visma) e 35″ su Jakub Fuglsang (Astana).

 

Alaphilippe a segno alla Tirreno-Adriatico

Alaphilippe a segno a Pomarance

Alaphilippe a segno a Pomarance conferma di essere in uno straordinario periodo di forma dopo la vittoria alle  Strade Bianche. Yates nuovo leader

Alaphilippe a segno a Pomarance

Alaphilippe a segno a Pomarance

Alaphilippe a segno a Pomarance certifica ulteriormente il suo periodo di forma che l’ha portato a conquistare prima le Strade Bianche e poi, appunto, la seconda frazione della Tirreno-Adriatico 2019 sull’arrivo di Pomarance. La maglia azzurra di leader della classifica generale passa sulle spalle di Adam Yates (Mitchelton-Scott).

Archiviata la crono a squadre di ieri che ha visto vittoriosa la Mitchelton-Scott, la Corsa dei due Mari riparte da Camaiore in direzione Pomarance con distacchi già delineati in attesa dei primi saliscendi di giornata.

La tappa viene inizialmente mossa da cinque atleti tra cui il nostro Mirco Maestri della Bardiani-CSF accompagnato da Natnael Behrane (Cofidis), Stepan Kuriyanov (Gazprom-Rusvel), Sebastian Schonberger (Neri-Selle Italia-KTM), Markel Irizar (Trek-Segafredo). I fuggitivi vengono riassorbiti quando mancano circa 10 chilometri dal traguardo.

Ci prova Daniel Oss (Bora – Hansgrohe) che riesce a prendere un po’ di vantaggio ma viene ripreso dopo circa 1 km di avanscoperta, a quel punto è lo sloveno Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) che prova a sorprendere tutti ma non riscendo a fare selezione è ripreso dal gruppetto che si prepara alla volata finale.

Greg Van Avermaet (CCC) prova ad anticipare tutti ma viene ripreso e sorpassato da un fenomenale  Julian Alaphilippe che conquista un altro prestigioso alloro in questo inizio di 2019. Alle spalle dei due ecco il nostro Alberto Bettiol (EF Drapac).

Adam Yates è il nuovo leader della enerale con 7″ di vantaggio su Roglic, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida),  paga solo pochi secondi dal vincitore e si mostra in assoluto progresso.

 

Strade Bianche 2019, vittoria di Alaphilippe!

Strade Bianche 2019, implacabile Alaphilippe!

Strade Bianche 2019 vedono trionfare il francese Julian Alaphilippe che resiste agli attacchi di Jakub Fuglsang e si gode il trionfo in Piazza del Campo a Siena

Strade Bianche 2019, Julian Alaphilippe

Strade Bianche 2019, Julian Alaphilippe

Strade Bianche 2019, Julian Alaphilippe  conquista di prepotenza la vittoria sul traguardo di Piazza del Campo di Siena. Il corridore della Deceuninck – Quick Step anticipa  Jakub Fuglsang (Astana) andando a conquistare il suo primo obiettivo della stagione.

La corsa toscana poco più di dieci anni è riuscita a diventare una classica a tutti gli effetti in forza dei tanti tratti di sterrato (divisi in undici settore). La corsa prende il via dalla Fortezza di Siena e poco dopo l’avvio ecco formarsi un fuga a quattro composta da Leo Vincent (Groupama-FDJ),  Nico Denz,  Alexandre Geniez (Ag2r La Mondiale) e dal nostro Diego Rosa (Team Sky).

Quando iniziano gli sterrati l’unico a restare davanti è Rosa alle cui spalle si forma un gruppettone di quattordici atleti: presente il vincitore della passata edizione Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Wout Van Aert (Jumbo-Visma), Alberto Bettiol e Simon Clarke (EF Drapac), Roman Seigle (Groupama-FDJ), Zdenek Stybar, Julian Alaphilippe e Yves Lampaert (Deceuninck-Quick Step), Tim Wellens (Lotto Soudal), Jakub Fuglsang e Alexey Lutsenko (Astana), Maximilian Schachmannn (Bora-Hansgrohe), Greg Van Avermaet (CCC), Robert Power (Sunweb) e Toms Skujins (Trek-Segafredo).

Quando mancano circa venti chilometri parte un’accelerazione di Fuglsang che va a formare un terzetto con Van Aert e Alaphilippe. Nei tratti in salita Jakub fa la differenza ma Alaphilippe è bravo a resistere agli attacchi per poi prendere il volo nel finale. Van Aert disputa una gara gagliarda ma dimostra di dover ancora maturare un po quando le pendenze salgono.

Nell’ultimo chilometro Fulgsang parte per prima ma inevitabilmente non può resistere allo spunto del transalpino che lo supera e va a tagliare il traguardo a mani levate. Alle spalle di Alaphilippe chiudono Fuglsang e Van Aert che completano il podio, quarto arriva Stybar, seguito dal campione della scorsa edizione Benoot mentre sesto giunge Greg Van Avermaet.

 

 

Strade Bianche 2019: Ordine d’arrivo:

1 ALAPHILIPPE Julian Deceuninck – Quick Step 300 200 4:47:14
2 FUGLSANG Jakob Astana Pro Team 250 150 0:02
3 VAN AERT Wout Team Jumbo-Visma 215 125 0:27
4 ŠTYBAR Zdeněk Deceuninck – Quick Step 175 110 1:00
5 BENOOT Tiesj Lotto Soudal 120 95 ,,
6 VAN AVERMAET Greg CCC Team 115 85 1:01
7 LUTSENKO Alexey Astana Pro Team 95 78 1:04
8 CLARKE Simon EF Education First 75 71 1:08
9 SKUJIŅŠ Toms Trek – Segafredo 60 64 1:12
10 WELLENS Tim Lotto Soudal 50 57 1:21

Petr Vakoc: ”incredibile tornare alle corse”

Petr Vakoc “L’ho fatto, sono di nuovo un ciclista”

Petr Vakoc è tornato a gareggiare in gruppo alla Vuelta a San Juan dopo il drammatico incidente che l’ha visto coinvolto nel gennaio 2018

Petr Vakoc (FONTE PAGINA FACEBOOK)

Petr Vakoc (FONTE PAGINA FACEBOOK)

Petr Vakoc vincitore di una Freccia del Brabante, un Campionato Ceco e una medaglia di bronzo conquistata ai Giochi Europei di Baku nel 2015 ha vinto la corsa più importante della sua vita. Una corsa che avrebbe potuto vederlo perdere ma che, invece, ha visto tutto il carattere di questo ragazzo avere la meglio sulla sfortuna.

Petr lo scorso anno si stava allenando con alcuni compagni quando è stato investito da un camion assieme a
Laurens De Plus.
L’incidente avrebbe potuto  compromettergli non solo la carriera, ma anche la vita. La Deceuninck-Quick-Step di Patrick Lefévère non gli ha mai fatto mancare il proprio rinnovandogli il contratto per dargli la possibilità di ritornare ad essere un corridore professionista.

“Sono fortunato ad essere vivo e poter ancora muovere le gambe e felicissimo di tornare a correre ancora prima di quanto preventivato. Non ho ricordi dell’accaduto, non ho incubi, ma ora so quanto si rischia ogni giorno e mi arrabbio con gli autisti imprudenti” ha dichiarato Petr.

Il ciclista ceco ha fatto il suo rientro alle corse in Argentina ed è stato come una rinascita:

“ho avuto anche la pelle d’oca quando ho tagliato il traguardo. Ora posso dire di avercela fatta: sono di nuovo un ciclista, capace di correre ancora forte. Voglio dire grazie a chi mi ha supportato in questi lunghissimi 12 mesi, il cammino è stato lungo e difficile ma ora la mia avventura può riprendere” ha dichiarato Vakoc.

Ma come è stato tornare in gruppo?

“Mi sono allenato con il team al primo training camp in Spagna, poi ho trascorso le feste a casa con la famiglia per poi affrontare il secondo camp: a parte un giorno di riposo dedicato a sponsor e media ci siamo allenati duramente e ho fatto dei buoni progressi così abbiamo deciso con la squadra di tornare a correre già in Argentina a Vuelta a San Juan”

Sono passati quasi 16 mesi dall’ultima corsa a cui il ceco ha preso parte e 12 da quel maledetto incidente ma Petr non ha mail mollato di testa:

“Per avere le migliori condizioni ho deciso di fare un’altra settimana di allenamento in Spagna con il mio amico Julian Alaphilippe sfruttando il clima adatto e lavorando in serenità con un compagno super.I primi due giorni in Argentina sono stati uno shock per le temperature elevate ma poi il mio corpo ha iniziato ad adattarsi. L’accoglienza argentina è stata incredibile con spettacolo alla presentazione anche più maestoso di quello del Tour de France”.

Vakoc ha messo a disposizione del team le sue doti di uomo squadra lavorando per l’amico Alaphilippe e per il fenomeno del momento:

Remco Evenepoel ha mostrato la sua classe. A 19 anni ha fatto la sua prima gara da professionista da quando si è appena trasferito dalla categoria junior. Mi sono divertito a guardarlo mentre affinava le sue abilità di guida e finiva la settimana tra i primi 10 diventando anche il miglior degli U23”

Parlando del suo incidente, il corridore della Deceuninck-Quick-Step, ha voluto sottolineare come

“purtroppo c’è una continua ostilità tra gli automobilisti e i ciclisti, i primi spesso non comprendono che rischio fanno correre quando sorpassano a pochi centimetri, speso che la situazione possa migliorare con semplici mosse come rendere obbligatoria la distanza minima di sorpasso in tutto il mondo. Ma non tutte le colpe sono degli guidatori, i ciclisti devono imparare a rispettare il codice della strada e a rendersi maggiormente visibili con abbigliamento colorato e luci sulla bicicletta”.

 

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018

Favoriti dei Mondiali Innsbruck per la prova in linea

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018 per la prova in linea maschile maschile tra Valverde & C. anche tanti outsider

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018? Manca veramente pochissimo al Mondiale di Ciclismo 2018 che presenterà un percorso assolutamente impegnativo e adatto, cosa veramente rarissima, ai soli scalatori. Gambe d’acciaio e resistenza da tappone dolomitico saranno necessari per vestire l’iride dopo la prova Austriaca. Proviamo a fare una scheda per ognuno dei favoriti (sulla carta) del Mondiale di Innsbruck

Julian Alaphilippe è l’uomo del momento, il favorito di tifosi ed addetti al lavoro. A Bergen ha sfiorato il successo arrivando da una stagione incolore, il 2018 l’ha visto protagonista con qualcosa come dodici vittorie, (Freccia Vallone, Classica di San Sebastian, due successi al Tour de France).

A suo favore gioca anche un cammino di avvicinamento fatto apposta per arrivare ad Innsbruck al top oltre che a una squadra francese di altissimo profilo e votata alla sua causa.

Alejandro Valverde è chiamato all’ultimo tentativo della sua carriera per vestire l’iride. La Vuelta Espana 2018 l’ha visto protagonista ma l’iberico ha patito un calo di forma nel finire della corsa a tappe. L’Embatido in carriera è salito ben sei volte sul podio mondiale ma non è mai riuscito a conquistare il bottino pieno. Sulla carta il percorso è calzante sulle doti dello spagnolo con lo strappo finale che ricorda tremendamente il Mur de Huy. A 38 anni il capitano della Movistar ha davanti a se l’ultimo treno per vincere un Mondiale, saprà salirci sopra?

Michal Kwiatkowski, quanta acqua è passata sotto i ponti da Ponferrada 2014 (ricordate il tormentone “per chi tira la Polonia”?). Quel giorno il polacco fu, possiamo dirlo, una piacevolissima sorpresa su di un percorso assolutamente non paragonabile a quello austriaco. Alla Vuelta Kwiatkowski ha provato a restare con i big lungo le salite iberiche ma senza successo. Dipenderà molto dal ruolo di Rafal Majka che potrebbe togliere pressione al corridore della SKy consentendogli maggiore margine di manovra durante la corsa.

Vincenzo Nibali sarebbe stato uno dei favoriti principe della prova austriaca ma, evidentemente, una makumba lo porta a non potersi giocare a pieno le carte nei grandissimi eventi (ricordate la caduta delle Olimpiadi di Rio 2016?). La caduta al Tour è stata una botta pazzesca prima per il morale e poi per la condizione atletica del siciliano che alla Vuelta ha dato evidenti segnali di ripresa ma la condizione è ancora molto lontana dal 100%.

Allo squalo il cuorenon manca e sicuramente lo metterà oltre l’ostacolo per cercare di realizzare un sogno che culla da sempre e che all’italia manca da 10 anni (Ballan ai Mondiali di Varese 2008).

Favoriti dei Mondiali Innsbruck: gli outsider

 

Primoz Roglic nessuno lo avrebbe considerato ma lo sloveno (ex atleta di salto con gli sci) ha fatto registrare una vera e propria esplosione. al Tour de France è stato uno dei protagonisti sfiorando un podio clamoroso, non ha un grandissimo team alle spalle ma quando conteranno le gambe (ultima salita)siamo quasi certi che sarà con i primi e si giocherà le sue carte.

Adam Yates, andiamo controcorrente, se il fratello Simon ha vinto la Vuelta lasciando a tutti il dolce in boccaper la qualità della sua pedalata (ma magari ora ha la pancia piena) Adam è andato per trovare la forma e, con il supporto della nazionale britannica, potrebbe essere un vero outsider.

 

 

Enric Mas, reduce dal posto della Vuelta, il 23enne della Quick-Step Floors ha chiuso la corsa iberica in crescendo. Ha dimostrato di averle gambe per affrontare al meglio le salite “spaccagambe” e se fosse lui a essere il capitano della Spagna?