Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018

Favoriti dei Mondiali Innsbruck per la prova in linea

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018 per la prova in linea maschile maschile tra Valverde & C. anche tanti outsider

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018? Manca veramente pochissimo al Mondiale di Ciclismo 2018 che presenterà un percorso assolutamente impegnativo e adatto, cosa veramente rarissima, ai soli scalatori. Gambe d’acciaio e resistenza da tappone dolomitico saranno necessari per vestire l’iride dopo la prova Austriaca. Proviamo a fare una scheda per ognuno dei favoriti (sulla carta) del Mondiale di Innsbruck

Julian Alaphilippe è l’uomo del momento, il favorito di tifosi ed addetti al lavoro. A Bergen ha sfiorato il successo arrivando da una stagione incolore, il 2018 l’ha visto protagonista con qualcosa come dodici vittorie, (Freccia Vallone, Classica di San Sebastian, due successi al Tour de France).

A suo favore gioca anche un cammino di avvicinamento fatto apposta per arrivare ad Innsbruck al top oltre che a una squadra francese di altissimo profilo e votata alla sua causa.

Alejandro Valverde è chiamato all’ultimo tentativo della sua carriera per vestire l’iride. La Vuelta Espana 2018 l’ha visto protagonista ma l’iberico ha patito un calo di forma nel finire della corsa a tappe. L’Embatido in carriera è salito ben sei volte sul podio mondiale ma non è mai riuscito a conquistare il bottino pieno. Sulla carta il percorso è calzante sulle doti dello spagnolo con lo strappo finale che ricorda tremendamente il Mur de Huy. A 38 anni il capitano della Movistar ha davanti a se l’ultimo treno per vincere un Mondiale, saprà salirci sopra?

Michal Kwiatkowski, quanta acqua è passata sotto i ponti da Ponferrada 2014 (ricordate il tormentone “per chi tira la Polonia”?). Quel giorno il polacco fu, possiamo dirlo, una piacevolissima sorpresa su di un percorso assolutamente non paragonabile a quello austriaco. Alla Vuelta Kwiatkowski ha provato a restare con i big lungo le salite iberiche ma senza successo. Dipenderà molto dal ruolo di Rafal Majka che potrebbe togliere pressione al corridore della SKy consentendogli maggiore margine di manovra durante la corsa.

Vincenzo Nibali sarebbe stato uno dei favoriti principe della prova austriaca ma, evidentemente, una makumba lo porta a non potersi giocare a pieno le carte nei grandissimi eventi (ricordate la caduta delle Olimpiadi di Rio 2016?). La caduta al Tour è stata una botta pazzesca prima per il morale e poi per la condizione atletica del siciliano che alla Vuelta ha dato evidenti segnali di ripresa ma la condizione è ancora molto lontana dal 100%.

Allo squalo il cuorenon manca e sicuramente lo metterà oltre l’ostacolo per cercare di realizzare un sogno che culla da sempre e che all’italia manca da 10 anni (Ballan ai Mondiali di Varese 2008).

Favoriti dei Mondiali Innsbruck: gli outsider

 

Primoz Roglic nessuno lo avrebbe considerato ma lo sloveno (ex atleta di salto con gli sci) ha fatto registrare una vera e propria esplosione. al Tour de France è stato uno dei protagonisti sfiorando un podio clamoroso, non ha un grandissimo team alle spalle ma quando conteranno le gambe (ultima salita)siamo quasi certi che sarà con i primi e si giocherà le sue carte.

Adam Yates, andiamo controcorrente, se il fratello Simon ha vinto la Vuelta lasciando a tutti il dolce in boccaper la qualità della sua pedalata (ma magari ora ha la pancia piena) Adam è andato per trovare la forma e, con il supporto della nazionale britannica, potrebbe essere un vero outsider.

 

 

Enric Mas, reduce dal posto della Vuelta, il 23enne della Quick-Step Floors ha chiuso la corsa iberica in crescendo. Ha dimostrato di averle gambe per affrontare al meglio le salite “spaccagambe” e se fosse lui a essere il capitano della Spagna?

 

 

Alaphilippe vince a Bagneres de Luchon

Alaphilippe vince la sedicesima tappa del Tour 2018

Alaphilippe vince sul traguardo di Bagneres de Luchon dopo aver vinto sulle Alpi ora ecco l’affermazione anche sui Pirenei

Alaphilippe vince la 16esima tappa

Alaphilippe vince la 16esima tappa

Alaphilippe vince  la 16^ tappa del Tour de France 2018 al termine di una lunga fuga in una tappa in cui, lo si può tranquillamente dire, è accaduto un po’ di tutto. Uno splendido bis quello ottenuto dal Francese che dopo la vittoria sulle alpi bissa sui pirenei con sulle spalle la maglia a Pois.

Dopo le polemiche delle parole di Dave Brailford:“I francesi hanno la cultura dello sputo, è inaudito quello che dobbiamo subire ogni giorno, al Giro il pubblico è stato fantastico”. Dopo la caduta di Vincenzo Nibali. Dopo la squalifica di Gianni Moscon. Ecco arrivare oggi lo sciopero degli agricoltori che bloccano la corsa con delle balle di fieno. La gentarmeria reagisce (troppo) violentemente con lacrimogeni e la tappa viene temporaneamente neutralizzata.

Dopo che la tappa “riparte” ecco che il ritmo si alza e nessuno riesce ad uscire fino al “via libera” del Team Sky. Allungano in 46  tra cui Simon Clarke (EF-Drapac), il nostro Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida), Gorka Izagirre, Ion Izagirre,  Greg Van Avermaet, Tejay Van Garderen (BMC) e molti altri.

Quando il gruppo affronta la discesa del tristemente noto Portet d’Aspet ecco uno spaventoso volo di uno dei fuggitivi: Philippe Gilbert (Quick Step Floors), che cade nel burrone accanto alla carreggiata per fortuna senza particolari problemi se non qualche escoriazione.

Sul  Col de Menté prova ad allungare la coppia Caruso – Gesink riagganciata da altri quindici inseguitori, comprendenti anche Pozzovivo.

Yates scollina per primo sul  Col du Portillon  ma lungo la discesa arriva la scivolata del britannico ed il conseguente aggancio di Alaphilippe, che tira dritto in fino al traguardo. Senza caduta probabilmente avrebbe vinto Yates ma deve accontentarsi della terza piazza dietro a Gorza Izaguirre mentre Pozzovivo chiude quinto.

Alle spalle dei fuggitivi i big della classifica non si danno battaglia e l’unica notizia ufficiale è che se Peter Sagan arriverà a Parigi conquisterà a maglia verde (sesta per lui!) in quanto la matematica lo vede già come inarrivabile per gli altri.

 

Le Grand Bornard trionfa Alaphilippe

Le Grand Bornard incorona Alaphilippe

Le Grand Bornard vittoria di Alaphilippe che fa sua la decima tappa del Tour de France 2018 con un attacco micidiale, Van Avermaet  resta leader

Le Grand Bornard, Le grand Alaphilippe!

Le Grand Bornard, Le grand Alaphilippe!

Le Grand Bornard, Le grand Alaphilippe! Nella prima frazione di montagna dell’edizione numero 105 del Tour de France  è il corridore di casa, in forza alla Quick Step Floors, ad ottenere una splendida affermazione frutto di una fuga da lontano. Lotta con tutte le sue forze e mantiene la vetta alla classifica generale Greg Van Avermaet (Bmc).

Dopo una prima settimana di corsa tutto sommato soporifera ecco finalmente arrivare le salite: sono ben cinque i GPM (uno di quarta categoria, tre di prima ed un HC) lungo i 158 km in programma. La frazione di  Roubaix non ha mutato di molto gli equilibri (se non per le cadute) e la tensione è alta.

Dopo circa  tre quarti d’ora di gara allungano una ventina di corridori tra cui la maglia gialla Greg Van Avermaet, la maglia verde Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), Lilian Calmejane e Rein Taaramae (Direct Energie), Robert Gesink (LottoNL-Jumbo), Julian Alaphilippe e Philippe Gilbert (Quick Step Floors).

Superato il Col de Croix Fry, ecco lo sterrato di  Plateau des Glieres che costa a Chris Froome una foratura (rientro in gruppo senza alcun problema per il britannico). Sistemata la posizone del capitano, Team Sky aumenta l’andatura fino ad imboccare la Colombiere.

Davanti resta per tanti chilometri in testa il solo Alaphilippe, seguito a poca distanza da Taramae e Izaguirre e, più indietro, dalla maglia gialla Van Avermaet

Tra i big perdono contatto Warren Barguil (Fortuneo-Samsic), Rigoberto Uran (EF Drapac) e Bob Jungels (Quick Step). In difficoltà, ma in grado di rientrare in discesa, anche Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Rafal Majka (Bora-Hansgrohe) ed Alejandro Valverde (Movistar).

Alaphilippe regala alla Francia la prima vittoria in questa Grande Boucle esultando sul traguardo di Le Grand Bornard. Seconda e terza posizione, a un minuto e mezzo, Izaguirre e Taramae, poco più indietro  Van Avermaet che si mantiene in vetta alla classifica generale.

Il gruppetto dei migliori giunge con anche Vincenzo Nibali chiude con un distacco di3’20”, regolato da Daniel Martin (UAE Team Emirates).

Alaphilippe concede il bis ai Paesi Baschi

Alaphilippe concede il bis: battuto Roglic

Alaphilippe concede il bis al Giro dei Paesi Baschi, battuto nuovamente Primoz Roglic in una volata a raghi ristretti

Alaphilippe non si ferma più

Alaphilippe non si ferma più

Alaphilippe concede il bis al Giro dei Paesi Baschi sul traguardo di  Bemeo batte  in uno sprint ristretto il rivale di ieri Primoz Roglic (LottoNL – Jumbo) rafforzando la leadership in classifica generale.

Si parte da Zarautz, località in cui nella prima giornata si  è imposto Julian Alaphilippe,  e si affrontano diversi saliscendi, tra cui il seconda categoria di San Pelaio (3.4 km al 8.3%) posto a soli sette chilometri alla conclusione.

Prima parte di corsa caratterizzata dalla una fuga di Alexis Vuillermnoz (AG2R La Mondiale), Alessandro De Marchi e Damiano Caruso (BMC), Dani Navarro (Cofidis), Tao Geoghegan Hart e David Lopez (Sky), Tsgabu Grmay e Ruben Guerreiro (Trek – Segafredo), Michael Woods (EF – Drapac), Carlos Verona (Mitchelton – Scott) e Mark Padun (Bahrain – Merida) che vengono, come da copione, ripresi quando la corsa entra nel vivo.

Sull’ascesa finale si va piano per la prima parte e  poi ecco partire la maglia gialla Julian Alaphilippe, che fa subito il vuoto gli unici a provare una risposta sono Primoz Roglic e in seguito Mikel Landa e Gorka Izaguirre che agganciano il francese.

Il quartetto va a giocarsi la volata: Roglic parte primo ma il francese lo infila, siglando la seconda vittoria consecutiva, la ventitreesima per la Quick Step Floors nel 2018. Rafforzata anche la leadership in classifica. Terzo posto per Izaguirre davanti a Landa, poi i primi inseguitori giunti a 15″.

Merckx chiama Nibali: complimenti

Merckx chiama Nibali, il cannibale si complimenta col siciliano

Merckx chiama Nibali dopo l’entusiasmante azione con cui il messinese ha conquistato la Milano-Sanremo

Merckx chiama Nibali,

Merckx chiama Nibali,

Merckx chiama Nibali, l’azione da fenomeno con cui il messinese è andato prendersi la Milano-Sanremo 2018 ha scatenato l’entusiasmo di un mito del ciclismo: il cannibale ha alzato la cornetta per complimentarsi con lo Squalo dello Stretto.

Non è stata un’azione qualunque quella di Vincenzo che sul Poggio ha piazzato uno scatto impressionante che gli ha permesso di prendere un discreto margine che ha difeso con il cuore (e le palle come ha detto Peter Sagan) fino a planare sull’arrivo di Via Roma per una monumentale doppietta con Il Lombardia conquistato lo scorso autunno.

Come dicevamo dopo il podio e la festa ecco arrivare la chiamata che non ti aspetti: il telefono squilla e dall’altra parte della cornetta ecco lui, Eddy Merckx che di Milano-Sanremo ne ha vinte ben 7.

Merckx chiama Nibali: la reazione di Vincenzo

“E’ stata una vera sorpresa per me quella telefonata e anche motivo di orgoglio – le parole del siciliano dalle colonne de Il Messaggero – Si è complimentato con me per quel mio attacco sul Poggio. Merckx ha un occhio diverso dagli altri di guardare la gara e questo vuol dire che ha apprezzato il modo speciale con cui ho vinto”.

“Sono uscito dalla Tirreno-Adriatico con una condizione in crescita, nelle ultime frazioni della corsa dei due mari ho capito che alla Sanremo avrei potuto tentare qualcosa – ha continuato lo Squalo – non potevo arrivare con Kwiatkowski, Peter Sagan o Alaphilippe perché avrei certamente perso”. Insomma non solo condizione di forma eccellente ma anche strategia e cuore: “Ero molto concentrato e sapevo che dovevo andare da solo e quella era la cosa giusta da fare. E’ stata una scelta fatta con la testa e con il cuore, maturata quando ho capito che sul Poggio nessuno attaccava. Poi quegli ultimi interminabili 2 chilometri con il vento in faccia dove avevo paura di essere ripreso. Non guardavo dietro e pensavo ad andare a tutta”, ha spiegato il siciliano.

Cosa prevede il futuro di Nibali per questo 2018?  “La mia specialità sono le corse a tappe e il mio obiettivo sarà fare classifica al Tour de France. Mi concentrerò poi sulla Vuelta Espana ma prima voglio cimentarmi Giro dei Paesi Baschi, Fiandre e la settimana delle Ardenne, con Amstel, Freccia Vallone e Liegi”

In tutto questo c’è un appuntamento imperdibile e raro ossia il Mondiale di Innsbruck dedicato agli scalatori: “Farò delle ricognizioni nei prossimi giorni”. Avversari avvisati!

Quick Step Floors 2018: presentazione team

Quick Step Floors 2018: ecco la squadra

Quick Step Floors 2018 persi Boonen, Kittel, Trentin e Martin gli uomini di punta del team saranno certamente Fernando Gaviria, Bob Jungels ed  Elia Viviani

Quick Step Floors 2018

Quick Step Floors 2018

Quick Step Floors 2018 all’insegna rinnovamento (e svecchiamento) dell’organico. L’addio di elementi storici come Boonen, Kittel e Martin ma anche il nostro Trentin  lascerà ancora più spazio ed energie da spendere a favore di Fernando Gaviria e Elia Viviani (fresco di ingaggio).

Bob Jungels  dopo due top ten al Giro d’Italia l’asticella testando le sue qualità al Tour de France lasciando spazio a Laurens De Plus come capitano per la corsa rosa (con l’obiettivo della conquista della maglia dei giovani). Altri due giovani atleti di belle speranze sono lo spagnolo Enric Mas e il  tedesco Maximilian Schachmann: entrambi al secondo anno in squadra che devono confermare quanto fatto vedere tra gli under 23

Per le volate i nomi caldi sono naturalmente quello del colombiano Fernando Gaviria che quest’anno si concentrerà sul Tour de France dopo aver fatto i numeri al Giro e quello del neo arrivo Elia Viviani che tornerà al Giro d’Italia per vincere qualche tappa (e punterà a qualche classica). Tra le promesse del futuro segnaliamo i nomi di Fabio Jakobsen, vero e proprio fenomeno nelle categorie giovanili e Álvaro Hodeg corridore colombiano adatto anche ad arrivi con lievi salite.

Dopo il ritiro di Boonen e l’addio di Trentin la Quick Step Floors vuole mantenere il suo feeling con il pavé puntando sul nuovo arrivo Florian Sénéchal che porterà il suo contributo assieme ai colleghi storici Niki Terpstra e Zdenek Stybar.

Si scrive pavé, si legge Quick Step Floors. Nonostante, i fiamminghi continueranno a puntare in maniera decisa su queste corse: in questo senso è da considerare l’acquisto del francese Florian Sénéchal, uomo da pietre di grande talento, il quale si va ad aggiungere alle solidissima base formata dai veterani , due che, pur non vincendo spesso, sono sempre in lizza per i grossi traguardi. Philippe Gilbert dopo la vittoria al Fiandre avrà come obiettivi la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix (uniche due monumento che mancano al suo palmares) per completare un Grande Slam davvero storico.

Attenzione a Julian Alaphilippe che punterà a Milano-Sanremo, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi magari sfruttando il lavoro di Petr Vakoc che potrà essere un interessante punto di appoggio strategico per il team.

 

Quick Step Floors 2018: La rosa

                                                                           
Julian Alaphilippe (Fra, 1992), Eros Capecchi (Ita, 1986), Rémi Cavagna (Fra, 1995), Laurens De Plus (Bel, 1995), Tim Declercq (Bel, 1989), Dries Devenyns (Bel, 1983), Fernando Gaviria (Col, 1994), Philippe Gilbert (Bel, 1982), Álvaro Hodeg (Col, 1996), Fabio Jakobsen (Ned, 1996), Bob Jungels (Lux, 1992), Iljo Keisse (Bel, 1982), James Knox (Gbr, 1995), Yves Lampaert (Bel, 1991), Davide Martinelli (Ita, 1993), Enric Mas (Spa, 1995), Michael Mørkøv (Den, 1985), Jhonatán Narvaez (Ecu, 1997), Maximiliano Richeze (Arg, 1983), Fabio Sabatini (Ita, 1985), Maximilian Schachmann (Ger, 1994), Florian Sénéchal (Fra, 1993), Pieter Serry (Bel, 1988), Zdenek Stybar (Cze, 1985), Niki Terpstra (Ned, 1984), Petr Vakoc (Cze, 1992), Elia Viviani (Ita, 1989)

Il Lombardia, la parola ai protagonisti

Il Lombardia, ecco cosa hanno detto i protagonisti

Il Lombardia

Vincenzo Nibali scatta durante Il Lombardia

Il Lombardia si è concluso con la stupenda performance di Vincenzo Nibali che ha tagliato il traguardo a braccia alzate sullo splendido lungo lago di Como, ecco le parole dei protagonisti di giornata.

Il vincitore Vincenzo Nibali ha dichiarato in conferenza stampa: “La mia condizione era migliore oggi rispetto a due anni fa. Conoscevo meglio le discese ed avevo maggior convinzione. Vincere una Monumento ha un valore maggiore rispetto ad una tappa di un grande giro. La parte più difficile per me è stata quella di mantenere una buona condizione dopo la Vuelta. Il Lombardia mi ha tenuto concentrato. La vittoria del 2015 era stata più difficile perché c’era la paura di perdere e non avevo ancora vinto una corsa Monumento. Oggi mi marcavano tutti, Quintana e Uran in particolare, quindi ho dovuto mischiare le carte. Quando ha attaccato Pinot l’ho lasciato andare e sono partito a 1 km dalla vetta. Da li non ho più pensato a nulla e sono andato a tutta. Quando sono passato professionista il mio direttore sportivo di allora Zanatta mi ha detto che avevo doti di discesista e che avrei potuto usarle sia come arma offensiva che difensiva. Oggi è ancora così. Ho 32 anni, non ancora 33, e mi sento giovane e forte”.
Il secondo classificato, Julian Alaphilippe, ha detto: “È incredibile. Non mi aspettavo di finire sul podio oggi. Ho avuto delle sensazioni strane dopo il campionato del mondo. Sono rimasto concentrato sull’obiettivo odierno e la mia squadra ha veramente fatto un bel lavoro. Ho dato il massimo ma non potevo seguire Nibali quando ha attaccato. Non sono dispiaciuto. È già una cosa speciale finire sul podio di una Monumento. Il mio pensiero va anche per il mio compagno di squadra Laurens De Plus che è caduto durante la corsa mentre era davanti. Ho sentito che sta bene. Voglio ritornare alle corse italiane con la speranza di fare ancora meglio di terzo alla Milano-Sanremo e secondo a Il Lombardia”.

Il terzo classificato, Gianni Moscon, ha dichiarato: “Ottenere un podio oggi è speciale, davvero fantastico. Anche se quest’anno non ho vinto nessuna corsa il risultato di Como vale certamente una vittoria, è il miglior modo di chiudere la mia stagione. Nibali era il più forte sull’ultima salita. Ho provato anche io ad attaccare sul Civiglio ma eravamo tutti stanchi dopo 200 km o più di gara dura. Dopo il Muro di Sormano senti le gambe pesanti. Anche se avessi seguito Nibali sarei stato staccato sulla salita successiva come è successo a Pinot. Sono contento del terzo posto, con un risultato del genere posso prendermi più responsabilità in squadra. La mia condizione è cresciuta dopo la Vuelta ed anche le mie ambizioni per la prossima stagione sono salite. Voglio arrivare al meglio alle Classiche di Primavera”.

Julian Alaphilippe vince alla Vuelta

Julian Alaphilippe vince la tappa, Froome e Contador attaccano

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe vince la tappa odierna alla Vuelta Espana  da Hellín a Xorret de Catí precedendo Jan Polanc (UAE Emirates) e Rafal Majka (Bora-Hansgrohe). I tre erano gli ultimi superstiti di una fuga di 21 elementi che aveva caratterizzato la tappa sin dal km 35 di corsa, e si erano avvantaggiati sul durissimo muro che precedeva di 3 km l’arrivo.

Sull’erta finale è chiaramente esplosa la battaglia nel gruppo con Chris Froome che ha nuovamente fatto la differenza senza riuscire, però, a staccarsi di ruota un redivivo Alberto Contador). La maglia rossa e il madrileno sono arrivati al traguardo a 1’27” da Julian Alaphilippe, guadagnando 17″ su un drappello comprendente il nostro Vincenzo Nibali, tra gli ultimi a mollare in salita, Fabio Aru , Ilnur Zakarin , Wout Poels  ed Esteban Chaves.

In classifica generale Chris Froome comanda con 28″ su Chaves, 41″ su Nicolas Roche (BMC), 53″ su Nibali, 58″ su Tejay Van Garderen (BMC), 1’06” su Aru. Domani la nona tappa sarà la Orihuela-Cumbre del Sol, 174 km con ennesimo arrivo su un durissimo muro.

Quick-Step Floors: Lefevere ha trovato lo sponsor?

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Patrick Lefevere aveva dato come termine ultimo per la ricerca di un nuovo sponsor il 30 giugno, giorno precedente all’inizio del Tour de France 2017, e sembra essere riuscito nel suo intento, Parrebbe che alcuni corridori abbiano ricevuto rassicurazioni riguardo il loro futuro, a partire tra cui Fernando Gaviria e Max Richeze, ma anche, ancor più importante probabilmente, Julian Alaphilippe. 

Il francese starebbe per firmare il rinnovo del contratto in scadenza con il team che lo ha lanciato nell’olimpio dei pro, inizialmente le condizioni economiche non floride del team avevano fatto pensare che Alaphilippe prendesse altre direzioni ma questa nuova situazione economica consentirebbe di proseguire il rapporto.

 

Grandi nomi al Tour of California: Majka eTalansky per la generale, Sagan, Kittel e Kristoff per le tappe

 

Il logo del Tour of California

Fa l’esordio nel World Tour il Giro della California e per l’occasione presenta una lista partenti da leccarsi i baffi. Saranno in tanti i pretendenti a un ruolo di protagonista nella corsa americana aperta a più scenari, ecco una analisi della starting list.

Sarà giocoforza assente Julian Alaphilippe, di cui vi abbiamo raccontano le vicissitudini fisiche, ma per le volate sarà presente il campione del mondo Peter Sagan (vincitore dell’edizione 2015) che già da solo garantisce spettacolo e imprevedibilità. A battagliare per gli sprint ci saranno anche Alexander Kristoff, fresco vincitore del GP Francoforte e Marcel Kittel sempre tosto quando si tratta di arrivi al cardiopalma.

Attenzione a John Degenkolb che ha ben impressionato a Francoforte, Andrew Talansky quarto all’arrivo dello scorso anno e Samuel Sanchez, classe e talento da vendere lo scorso anno posizionatosi sesto in classifica generale. Sicuro protagonista sarà il corridore della Bora Rafal Majka (bronzo ai Giochi Olimpici di Rio 2016) e molta curiosità suscita Sam Oomen corridore olandese del Team Sunweb con un solo anno di professionismo alle spalle ma di cui si dice un gran bene.

Promette di far bene Peter Kennaugh, anche se non si hanno informazioni chiare circa il suo stato di forma s attuale, mentre nelle volate di gruppo si metteranno sicuramente in evidenza e i nostri Elia Viviani, che poche settimane fa ha ottenuto la prima vittoria stagionale al Giro di Romandia, e Riccardo Minali.

Il percorso dell’AMGEN Tour of California

L’Amgen Tour of California 2017, scatterà domenica 14 maggio da Sacramento, per concludersi sabato 20 a Pasadena.

La tappa inaugurale di Sacramento di 167 chilometri sarà interamente pianeggiante, con un circuito cittadino finale, la seconda tappa seppur breve (solo 143 km) vede posti, nella sua parte centrale, ben 5 GPM, tra i quali spicca il Monte Hamilton a quota 1.274 metri.

Per la terza giornata di corsa è in programma la Pismo Beach – Morro Bay, una frazione adatta alle ruote veloci e c’è da aspettarsi magari un colpo di Peter Sagan, più adatta alle fughe da lontano la quarta frazione che porterà la carovana da Santa Barbara a Santa Clarita, per un totale di 159 chilometri.

Sarà alla quinta tappa che usciranno gli uomini di classifica con il primo arrivo in salita: a meno di 10 km dal traguardo ci sarà l’ascesa finale con pendenza media oltre l’8%, che si conclude ai quasi 2.000 metri di Mt. Baldy, dove è posta la linea d’arrivo. A seguire la cronometro sul  lungolago di Big Bear Lake, 24 chilometri con la particolarità che saranno in altura, infatti non si andrà mai sotto i 2.000 metri, e questo fattore potrebbe incidere sulla prestazione di diversi corridori.

L’ultima tappa con arrivo a Pasadena presenta 3 GPM e sarà tutto furché scontata.