Julian Alaphilippe conquista la Milano-Sanremo

Julian Alaphilippe conquista la sua prima monumento

Julian Alaphilippe conquista la Milano-Sanremo dopo aver tentato l’accacco sul Poggio, Nibali miglior italiano chiude ottavo

Julian Alaphilippe conquista la Milano-Sanremo

Julian Alaphilippe conquista la Milano-Sanremo

Julian Alaphilippe conquista una meritatissima vittoria alla Milano-Sanremo 2019 dopo aver tentato l’azione di forza sul Poggio per poi trovare le energie per battere tutti nella volta del gruppo di testa.

Centodieci anni dopo la prima edizione, la classica della riviera mantiene intatto il suo fascino e a dimostrarlo è una starting list da urlo. Mai scontata anche se poco selettiva la Sanremo prende il via al Castello Sforzesco di Milano per giunge, dopo 291 km, nella città dei fiori.

Dopo pochi chilometra dal via ecco parte la fuga composta da dieci atleti: Jonas Henttala, Andrea Peron, Charles Planet e Umberto Poli della Novo Nordisk, Fausto Masnada della Androni, Mirco Maestri e Alessandro Tonelli della Bardiani CSF, Guy Sagiv della Israel Academy, Luca Raggio e Sebastian Schonberger della Neri Sottoli.

Superato il Passo del Turchino Fausto Masnada è l’ultimo superstite della fuga iniziale dd approccia Costa Rainera, nota come Cipressa. I big non attaccano e ci prova  Niccolò Bonifazio (Direct Energie) lungo la discesa, che conosce nei minimi dettagli. Il ligure prova un’azione che dura circa 10 km ma il suo destino è naturalmente segnato.

Sul Poggio Elia Viviani deve dire addio ai sogni di gloria con il team concentrato in testa per preparare l’azione del francese Julian Alaphilippe. Davanti si forma un gruppetto con sette uomini tra cui figura il Campione Europeo Matteo Trentin ma non c’è collaborazione e l’azione non decolla.

Ci prova ancora Matteo Trentin per evitare la volata finale ma alla flame rouge è chiaro che l’arrivo sarà questione per le ruote veloci. E a quel punto chi non sbaglia nulla è il fenomeno del momento, Alaphilippe che  dopo aver vinto le Strade Bianche e due tappe alla Tirreno-Adriatico, diventa il nuovo re della Classicissima.

 

 

Alaphilippe altra vittoria alla Tirreno – Adriatico

 

Alaphilippe vince sul traguardo di Jesi

Alaphilippe spiazza tutti andando a a tagliare per primo il traguardo di Jesi nella sesta tappa della Tirreno-Adriatico grazie al lavoro della Deceuninck – Quick Step

Alaphilippe vince in volata

Alaphilippe vince in volata

Alaphilippe vince sul traguardo di Jesi nella esta tappa della Tirreno-Adriatico 2019. I bookmakers si attendevano un uomo della Deceuninck–Quick Step ed in particolare il nostro Elia Viviani. Il ciclista transalpino ha invece conquistato la penultima tappa di questa edizione della Corsa dei due Mari sfruttando alla perfezione il lavoro del team.

Subito dopo la partenza si avvantaggiano Ben King della Dimension Data, José Joaquin Rojas della Movistar, Dayer Quintana della Neri Sottoli, Igor Boev della Gazprom Rusvelo, Mirco Maestri della Bardiani Csf, Davide Ballerini della Astana e Gijs Van Hoecke della CCC. Alle spalle dei fuggitivi la Deceuninck – Quick Step controlla per portare Viviani allo sprint.

Quando il gruppo si fa minaccioso gli ultimi a resistere sono Rojas e Ballerini ma ai meno tre chilometri dall’arrivo il gruppo si ricompatta. Peter Sagan si mette al vento troppo presto ed è la Deceuninck a prenedere l’iniziativa, a sorpresa, con Alaphilipp che va a mettere tutti nel sacco, un campanello di allarme per tutti gli avversari in vista della Milano-Sanremo.

Invariata la classifica generale: in attesa della cronometro di domani Adam Yates mantiene un vantaggio di 25″ su Primoz Roglic (Team Junbo – Visma) e 35″ su Jakub Fuglsang (Astana).

 

Alaphilippe a segno alla Tirreno-Adriatico

Alaphilippe a segno a Pomarance

Alaphilippe a segno a Pomarance conferma di essere in uno straordinario periodo di forma dopo la vittoria alle  Strade Bianche. Yates nuovo leader

Alaphilippe a segno a Pomarance

Alaphilippe a segno a Pomarance

Alaphilippe a segno a Pomarance certifica ulteriormente il suo periodo di forma che l’ha portato a conquistare prima le Strade Bianche e poi, appunto, la seconda frazione della Tirreno-Adriatico 2019 sull’arrivo di Pomarance. La maglia azzurra di leader della classifica generale passa sulle spalle di Adam Yates (Mitchelton-Scott).

Archiviata la crono a squadre di ieri che ha visto vittoriosa la Mitchelton-Scott, la Corsa dei due Mari riparte da Camaiore in direzione Pomarance con distacchi già delineati in attesa dei primi saliscendi di giornata.

La tappa viene inizialmente mossa da cinque atleti tra cui il nostro Mirco Maestri della Bardiani-CSF accompagnato da Natnael Behrane (Cofidis), Stepan Kuriyanov (Gazprom-Rusvel), Sebastian Schonberger (Neri-Selle Italia-KTM), Markel Irizar (Trek-Segafredo). I fuggitivi vengono riassorbiti quando mancano circa 10 chilometri dal traguardo.

Ci prova Daniel Oss (Bora – Hansgrohe) che riesce a prendere un po’ di vantaggio ma viene ripreso dopo circa 1 km di avanscoperta, a quel punto è lo sloveno Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) che prova a sorprendere tutti ma non riscendo a fare selezione è ripreso dal gruppetto che si prepara alla volata finale.

Greg Van Avermaet (CCC) prova ad anticipare tutti ma viene ripreso e sorpassato da un fenomenale  Julian Alaphilippe che conquista un altro prestigioso alloro in questo inizio di 2019. Alle spalle dei due ecco il nostro Alberto Bettiol (EF Drapac).

Adam Yates è il nuovo leader della enerale con 7″ di vantaggio su Roglic, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida),  paga solo pochi secondi dal vincitore e si mostra in assoluto progresso.

 

Strade Bianche 2019, vittoria di Alaphilippe!

Strade Bianche 2019, implacabile Alaphilippe!

Strade Bianche 2019 vedono trionfare il francese Julian Alaphilippe che resiste agli attacchi di Jakub Fuglsang e si gode il trionfo in Piazza del Campo a Siena

Strade Bianche 2019, Julian Alaphilippe

Strade Bianche 2019, Julian Alaphilippe

Strade Bianche 2019, Julian Alaphilippe  conquista di prepotenza la vittoria sul traguardo di Piazza del Campo di Siena. Il corridore della Deceuninck – Quick Step anticipa  Jakub Fuglsang (Astana) andando a conquistare il suo primo obiettivo della stagione.

La corsa toscana poco più di dieci anni è riuscita a diventare una classica a tutti gli effetti in forza dei tanti tratti di sterrato (divisi in undici settore). La corsa prende il via dalla Fortezza di Siena e poco dopo l’avvio ecco formarsi un fuga a quattro composta da Leo Vincent (Groupama-FDJ),  Nico Denz,  Alexandre Geniez (Ag2r La Mondiale) e dal nostro Diego Rosa (Team Sky).

Quando iniziano gli sterrati l’unico a restare davanti è Rosa alle cui spalle si forma un gruppettone di quattordici atleti: presente il vincitore della passata edizione Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Wout Van Aert (Jumbo-Visma), Alberto Bettiol e Simon Clarke (EF Drapac), Roman Seigle (Groupama-FDJ), Zdenek Stybar, Julian Alaphilippe e Yves Lampaert (Deceuninck-Quick Step), Tim Wellens (Lotto Soudal), Jakub Fuglsang e Alexey Lutsenko (Astana), Maximilian Schachmannn (Bora-Hansgrohe), Greg Van Avermaet (CCC), Robert Power (Sunweb) e Toms Skujins (Trek-Segafredo).

Quando mancano circa venti chilometri parte un’accelerazione di Fuglsang che va a formare un terzetto con Van Aert e Alaphilippe. Nei tratti in salita Jakub fa la differenza ma Alaphilippe è bravo a resistere agli attacchi per poi prendere il volo nel finale. Van Aert disputa una gara gagliarda ma dimostra di dover ancora maturare un po quando le pendenze salgono.

Nell’ultimo chilometro Fulgsang parte per prima ma inevitabilmente non può resistere allo spunto del transalpino che lo supera e va a tagliare il traguardo a mani levate. Alle spalle di Alaphilippe chiudono Fuglsang e Van Aert che completano il podio, quarto arriva Stybar, seguito dal campione della scorsa edizione Benoot mentre sesto giunge Greg Van Avermaet.

 

 

Strade Bianche 2019: Ordine d’arrivo:

1 ALAPHILIPPE Julian Deceuninck – Quick Step 300 200 4:47:14
2 FUGLSANG Jakob Astana Pro Team 250 150 0:02
3 VAN AERT Wout Team Jumbo-Visma 215 125 0:27
4 ŠTYBAR Zdeněk Deceuninck – Quick Step 175 110 1:00
5 BENOOT Tiesj Lotto Soudal 120 95 ,,
6 VAN AVERMAET Greg CCC Team 115 85 1:01
7 LUTSENKO Alexey Astana Pro Team 95 78 1:04
8 CLARKE Simon EF Education First 75 71 1:08
9 SKUJIŅŠ Toms Trek – Segafredo 60 64 1:12
10 WELLENS Tim Lotto Soudal 50 57 1:21

Petr Vakoc: ”incredibile tornare alle corse”

Petr Vakoc “L’ho fatto, sono di nuovo un ciclista”

Petr Vakoc è tornato a gareggiare in gruppo alla Vuelta a San Juan dopo il drammatico incidente che l’ha visto coinvolto nel gennaio 2018

Petr Vakoc (FONTE PAGINA FACEBOOK)

Petr Vakoc (FONTE PAGINA FACEBOOK)

Petr Vakoc vincitore di una Freccia del Brabante, un Campionato Ceco e una medaglia di bronzo conquistata ai Giochi Europei di Baku nel 2015 ha vinto la corsa più importante della sua vita. Una corsa che avrebbe potuto vederlo perdere ma che, invece, ha visto tutto il carattere di questo ragazzo avere la meglio sulla sfortuna.

Petr lo scorso anno si stava allenando con alcuni compagni quando è stato investito da un camion assieme a
Laurens De Plus.
L’incidente avrebbe potuto  compromettergli non solo la carriera, ma anche la vita. La Deceuninck-Quick-Step di Patrick Lefévère non gli ha mai fatto mancare il proprio rinnovandogli il contratto per dargli la possibilità di ritornare ad essere un corridore professionista.

“Sono fortunato ad essere vivo e poter ancora muovere le gambe e felicissimo di tornare a correre ancora prima di quanto preventivato. Non ho ricordi dell’accaduto, non ho incubi, ma ora so quanto si rischia ogni giorno e mi arrabbio con gli autisti imprudenti” ha dichiarato Petr.

Il ciclista ceco ha fatto il suo rientro alle corse in Argentina ed è stato come una rinascita:

“ho avuto anche la pelle d’oca quando ho tagliato il traguardo. Ora posso dire di avercela fatta: sono di nuovo un ciclista, capace di correre ancora forte. Voglio dire grazie a chi mi ha supportato in questi lunghissimi 12 mesi, il cammino è stato lungo e difficile ma ora la mia avventura può riprendere” ha dichiarato Vakoc.

Ma come è stato tornare in gruppo?

“Mi sono allenato con il team al primo training camp in Spagna, poi ho trascorso le feste a casa con la famiglia per poi affrontare il secondo camp: a parte un giorno di riposo dedicato a sponsor e media ci siamo allenati duramente e ho fatto dei buoni progressi così abbiamo deciso con la squadra di tornare a correre già in Argentina a Vuelta a San Juan”

Sono passati quasi 16 mesi dall’ultima corsa a cui il ceco ha preso parte e 12 da quel maledetto incidente ma Petr non ha mail mollato di testa:

“Per avere le migliori condizioni ho deciso di fare un’altra settimana di allenamento in Spagna con il mio amico Julian Alaphilippe sfruttando il clima adatto e lavorando in serenità con un compagno super.I primi due giorni in Argentina sono stati uno shock per le temperature elevate ma poi il mio corpo ha iniziato ad adattarsi. L’accoglienza argentina è stata incredibile con spettacolo alla presentazione anche più maestoso di quello del Tour de France”.

Vakoc ha messo a disposizione del team le sue doti di uomo squadra lavorando per l’amico Alaphilippe e per il fenomeno del momento:

Remco Evenepoel ha mostrato la sua classe. A 19 anni ha fatto la sua prima gara da professionista da quando si è appena trasferito dalla categoria junior. Mi sono divertito a guardarlo mentre affinava le sue abilità di guida e finiva la settimana tra i primi 10 diventando anche il miglior degli U23”

Parlando del suo incidente, il corridore della Deceuninck-Quick-Step, ha voluto sottolineare come

“purtroppo c’è una continua ostilità tra gli automobilisti e i ciclisti, i primi spesso non comprendono che rischio fanno correre quando sorpassano a pochi centimetri, speso che la situazione possa migliorare con semplici mosse come rendere obbligatoria la distanza minima di sorpasso in tutto il mondo. Ma non tutte le colpe sono degli guidatori, i ciclisti devono imparare a rispettare il codice della strada e a rendersi maggiormente visibili con abbigliamento colorato e luci sulla bicicletta”.

 

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018

Favoriti dei Mondiali Innsbruck per la prova in linea

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018 per la prova in linea maschile maschile tra Valverde & C. anche tanti outsider

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018? Manca veramente pochissimo al Mondiale di Ciclismo 2018 che presenterà un percorso assolutamente impegnativo e adatto, cosa veramente rarissima, ai soli scalatori. Gambe d’acciaio e resistenza da tappone dolomitico saranno necessari per vestire l’iride dopo la prova Austriaca. Proviamo a fare una scheda per ognuno dei favoriti (sulla carta) del Mondiale di Innsbruck

Julian Alaphilippe è l’uomo del momento, il favorito di tifosi ed addetti al lavoro. A Bergen ha sfiorato il successo arrivando da una stagione incolore, il 2018 l’ha visto protagonista con qualcosa come dodici vittorie, (Freccia Vallone, Classica di San Sebastian, due successi al Tour de France).

A suo favore gioca anche un cammino di avvicinamento fatto apposta per arrivare ad Innsbruck al top oltre che a una squadra francese di altissimo profilo e votata alla sua causa.

Alejandro Valverde è chiamato all’ultimo tentativo della sua carriera per vestire l’iride. La Vuelta Espana 2018 l’ha visto protagonista ma l’iberico ha patito un calo di forma nel finire della corsa a tappe. L’Embatido in carriera è salito ben sei volte sul podio mondiale ma non è mai riuscito a conquistare il bottino pieno. Sulla carta il percorso è calzante sulle doti dello spagnolo con lo strappo finale che ricorda tremendamente il Mur de Huy. A 38 anni il capitano della Movistar ha davanti a se l’ultimo treno per vincere un Mondiale, saprà salirci sopra?

Michal Kwiatkowski, quanta acqua è passata sotto i ponti da Ponferrada 2014 (ricordate il tormentone “per chi tira la Polonia”?). Quel giorno il polacco fu, possiamo dirlo, una piacevolissima sorpresa su di un percorso assolutamente non paragonabile a quello austriaco. Alla Vuelta Kwiatkowski ha provato a restare con i big lungo le salite iberiche ma senza successo. Dipenderà molto dal ruolo di Rafal Majka che potrebbe togliere pressione al corridore della SKy consentendogli maggiore margine di manovra durante la corsa.

Vincenzo Nibali sarebbe stato uno dei favoriti principe della prova austriaca ma, evidentemente, una makumba lo porta a non potersi giocare a pieno le carte nei grandissimi eventi (ricordate la caduta delle Olimpiadi di Rio 2016?). La caduta al Tour è stata una botta pazzesca prima per il morale e poi per la condizione atletica del siciliano che alla Vuelta ha dato evidenti segnali di ripresa ma la condizione è ancora molto lontana dal 100%.

Allo squalo il cuorenon manca e sicuramente lo metterà oltre l’ostacolo per cercare di realizzare un sogno che culla da sempre e che all’italia manca da 10 anni (Ballan ai Mondiali di Varese 2008).

Favoriti dei Mondiali Innsbruck: gli outsider

 

Primoz Roglic nessuno lo avrebbe considerato ma lo sloveno (ex atleta di salto con gli sci) ha fatto registrare una vera e propria esplosione. al Tour de France è stato uno dei protagonisti sfiorando un podio clamoroso, non ha un grandissimo team alle spalle ma quando conteranno le gambe (ultima salita)siamo quasi certi che sarà con i primi e si giocherà le sue carte.

Adam Yates, andiamo controcorrente, se il fratello Simon ha vinto la Vuelta lasciando a tutti il dolce in boccaper la qualità della sua pedalata (ma magari ora ha la pancia piena) Adam è andato per trovare la forma e, con il supporto della nazionale britannica, potrebbe essere un vero outsider.

 

 

Enric Mas, reduce dal posto della Vuelta, il 23enne della Quick-Step Floors ha chiuso la corsa iberica in crescendo. Ha dimostrato di averle gambe per affrontare al meglio le salite “spaccagambe” e se fosse lui a essere il capitano della Spagna?

 

 

Alaphilippe vince a Bagneres de Luchon

Alaphilippe vince la sedicesima tappa del Tour 2018

Alaphilippe vince sul traguardo di Bagneres de Luchon dopo aver vinto sulle Alpi ora ecco l’affermazione anche sui Pirenei

Alaphilippe vince la 16esima tappa

Alaphilippe vince la 16esima tappa

Alaphilippe vince  la 16^ tappa del Tour de France 2018 al termine di una lunga fuga in una tappa in cui, lo si può tranquillamente dire, è accaduto un po’ di tutto. Uno splendido bis quello ottenuto dal Francese che dopo la vittoria sulle alpi bissa sui pirenei con sulle spalle la maglia a Pois.

Dopo le polemiche delle parole di Dave Brailford:“I francesi hanno la cultura dello sputo, è inaudito quello che dobbiamo subire ogni giorno, al Giro il pubblico è stato fantastico”. Dopo la caduta di Vincenzo Nibali. Dopo la squalifica di Gianni Moscon. Ecco arrivare oggi lo sciopero degli agricoltori che bloccano la corsa con delle balle di fieno. La gentarmeria reagisce (troppo) violentemente con lacrimogeni e la tappa viene temporaneamente neutralizzata.

Dopo che la tappa “riparte” ecco che il ritmo si alza e nessuno riesce ad uscire fino al “via libera” del Team Sky. Allungano in 46  tra cui Simon Clarke (EF-Drapac), il nostro Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida), Gorka Izagirre, Ion Izagirre,  Greg Van Avermaet, Tejay Van Garderen (BMC) e molti altri.

Quando il gruppo affronta la discesa del tristemente noto Portet d’Aspet ecco uno spaventoso volo di uno dei fuggitivi: Philippe Gilbert (Quick Step Floors), che cade nel burrone accanto alla carreggiata per fortuna senza particolari problemi se non qualche escoriazione.

Sul  Col de Menté prova ad allungare la coppia Caruso – Gesink riagganciata da altri quindici inseguitori, comprendenti anche Pozzovivo.

Yates scollina per primo sul  Col du Portillon  ma lungo la discesa arriva la scivolata del britannico ed il conseguente aggancio di Alaphilippe, che tira dritto in fino al traguardo. Senza caduta probabilmente avrebbe vinto Yates ma deve accontentarsi della terza piazza dietro a Gorza Izaguirre mentre Pozzovivo chiude quinto.

Alle spalle dei fuggitivi i big della classifica non si danno battaglia e l’unica notizia ufficiale è che se Peter Sagan arriverà a Parigi conquisterà a maglia verde (sesta per lui!) in quanto la matematica lo vede già come inarrivabile per gli altri.

 

Le Grand Bornard trionfa Alaphilippe

Le Grand Bornard incorona Alaphilippe

Le Grand Bornard vittoria di Alaphilippe che fa sua la decima tappa del Tour de France 2018 con un attacco micidiale, Van Avermaet  resta leader

Le Grand Bornard, Le grand Alaphilippe!

Le Grand Bornard, Le grand Alaphilippe!

Le Grand Bornard, Le grand Alaphilippe! Nella prima frazione di montagna dell’edizione numero 105 del Tour de France  è il corridore di casa, in forza alla Quick Step Floors, ad ottenere una splendida affermazione frutto di una fuga da lontano. Lotta con tutte le sue forze e mantiene la vetta alla classifica generale Greg Van Avermaet (Bmc).

Dopo una prima settimana di corsa tutto sommato soporifera ecco finalmente arrivare le salite: sono ben cinque i GPM (uno di quarta categoria, tre di prima ed un HC) lungo i 158 km in programma. La frazione di  Roubaix non ha mutato di molto gli equilibri (se non per le cadute) e la tensione è alta.

Dopo circa  tre quarti d’ora di gara allungano una ventina di corridori tra cui la maglia gialla Greg Van Avermaet, la maglia verde Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), Lilian Calmejane e Rein Taaramae (Direct Energie), Robert Gesink (LottoNL-Jumbo), Julian Alaphilippe e Philippe Gilbert (Quick Step Floors).

Superato il Col de Croix Fry, ecco lo sterrato di  Plateau des Glieres che costa a Chris Froome una foratura (rientro in gruppo senza alcun problema per il britannico). Sistemata la posizone del capitano, Team Sky aumenta l’andatura fino ad imboccare la Colombiere.

Davanti resta per tanti chilometri in testa il solo Alaphilippe, seguito a poca distanza da Taramae e Izaguirre e, più indietro, dalla maglia gialla Van Avermaet

Tra i big perdono contatto Warren Barguil (Fortuneo-Samsic), Rigoberto Uran (EF Drapac) e Bob Jungels (Quick Step). In difficoltà, ma in grado di rientrare in discesa, anche Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Rafal Majka (Bora-Hansgrohe) ed Alejandro Valverde (Movistar).

Alaphilippe regala alla Francia la prima vittoria in questa Grande Boucle esultando sul traguardo di Le Grand Bornard. Seconda e terza posizione, a un minuto e mezzo, Izaguirre e Taramae, poco più indietro  Van Avermaet che si mantiene in vetta alla classifica generale.

Il gruppetto dei migliori giunge con anche Vincenzo Nibali chiude con un distacco di3’20”, regolato da Daniel Martin (UAE Team Emirates).

Alaphilippe concede il bis ai Paesi Baschi

Alaphilippe concede il bis: battuto Roglic

Alaphilippe concede il bis al Giro dei Paesi Baschi, battuto nuovamente Primoz Roglic in una volata a raghi ristretti

Alaphilippe non si ferma più

Alaphilippe non si ferma più

Alaphilippe concede il bis al Giro dei Paesi Baschi sul traguardo di  Bemeo batte  in uno sprint ristretto il rivale di ieri Primoz Roglic (LottoNL – Jumbo) rafforzando la leadership in classifica generale.

Si parte da Zarautz, località in cui nella prima giornata si  è imposto Julian Alaphilippe,  e si affrontano diversi saliscendi, tra cui il seconda categoria di San Pelaio (3.4 km al 8.3%) posto a soli sette chilometri alla conclusione.

Prima parte di corsa caratterizzata dalla una fuga di Alexis Vuillermnoz (AG2R La Mondiale), Alessandro De Marchi e Damiano Caruso (BMC), Dani Navarro (Cofidis), Tao Geoghegan Hart e David Lopez (Sky), Tsgabu Grmay e Ruben Guerreiro (Trek – Segafredo), Michael Woods (EF – Drapac), Carlos Verona (Mitchelton – Scott) e Mark Padun (Bahrain – Merida) che vengono, come da copione, ripresi quando la corsa entra nel vivo.

Sull’ascesa finale si va piano per la prima parte e  poi ecco partire la maglia gialla Julian Alaphilippe, che fa subito il vuoto gli unici a provare una risposta sono Primoz Roglic e in seguito Mikel Landa e Gorka Izaguirre che agganciano il francese.

Il quartetto va a giocarsi la volata: Roglic parte primo ma il francese lo infila, siglando la seconda vittoria consecutiva, la ventitreesima per la Quick Step Floors nel 2018. Rafforzata anche la leadership in classifica. Terzo posto per Izaguirre davanti a Landa, poi i primi inseguitori giunti a 15″.

Merckx chiama Nibali: complimenti

Merckx chiama Nibali, il cannibale si complimenta col siciliano

Merckx chiama Nibali dopo l’entusiasmante azione con cui il messinese ha conquistato la Milano-Sanremo

Merckx chiama Nibali,

Merckx chiama Nibali,

Merckx chiama Nibali, l’azione da fenomeno con cui il messinese è andato prendersi la Milano-Sanremo 2018 ha scatenato l’entusiasmo di un mito del ciclismo: il cannibale ha alzato la cornetta per complimentarsi con lo Squalo dello Stretto.

Non è stata un’azione qualunque quella di Vincenzo che sul Poggio ha piazzato uno scatto impressionante che gli ha permesso di prendere un discreto margine che ha difeso con il cuore (e le palle come ha detto Peter Sagan) fino a planare sull’arrivo di Via Roma per una monumentale doppietta con Il Lombardia conquistato lo scorso autunno.

Come dicevamo dopo il podio e la festa ecco arrivare la chiamata che non ti aspetti: il telefono squilla e dall’altra parte della cornetta ecco lui, Eddy Merckx che di Milano-Sanremo ne ha vinte ben 7.

Merckx chiama Nibali: la reazione di Vincenzo

“E’ stata una vera sorpresa per me quella telefonata e anche motivo di orgoglio – le parole del siciliano dalle colonne de Il Messaggero – Si è complimentato con me per quel mio attacco sul Poggio. Merckx ha un occhio diverso dagli altri di guardare la gara e questo vuol dire che ha apprezzato il modo speciale con cui ho vinto”.

“Sono uscito dalla Tirreno-Adriatico con una condizione in crescita, nelle ultime frazioni della corsa dei due mari ho capito che alla Sanremo avrei potuto tentare qualcosa – ha continuato lo Squalo – non potevo arrivare con Kwiatkowski, Peter Sagan o Alaphilippe perché avrei certamente perso”. Insomma non solo condizione di forma eccellente ma anche strategia e cuore: “Ero molto concentrato e sapevo che dovevo andare da solo e quella era la cosa giusta da fare. E’ stata una scelta fatta con la testa e con il cuore, maturata quando ho capito che sul Poggio nessuno attaccava. Poi quegli ultimi interminabili 2 chilometri con il vento in faccia dove avevo paura di essere ripreso. Non guardavo dietro e pensavo ad andare a tutta”, ha spiegato il siciliano.

Cosa prevede il futuro di Nibali per questo 2018?  “La mia specialità sono le corse a tappe e il mio obiettivo sarà fare classifica al Tour de France. Mi concentrerò poi sulla Vuelta Espana ma prima voglio cimentarmi Giro dei Paesi Baschi, Fiandre e la settimana delle Ardenne, con Amstel, Freccia Vallone e Liegi”

In tutto questo c’è un appuntamento imperdibile e raro ossia il Mondiale di Innsbruck dedicato agli scalatori: “Farò delle ricognizioni nei prossimi giorni”. Avversari avvisati!