Chris Froome vince la Vuelta Espana… 2011

Chris Froome vince la Vuelta a España 2011

Chris Froome vince ufficialmente la Vuelta a España 2011, Juan José Cobo non ha fatto appello contro la sentenza dell’UCI per violazione del regolamento antidoping

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome vince la Vuelta a España 2011, non abbiamo sbagliato data di pubblicazione, è la notizia che circolava ormai da qualche settimana a diventare ufficiale. Juan José Cobo vincitore nel  settembre 2011, ha non fa appello contro la sentenza dell’UCI per “violazione del regolamento antidoping” e quindi perde il suo titolo a favore del ciclista del Team Ineos.

Froome sta lavorando per recuperare i postimi dell’incidente del Critérium du Dauphiné con la speranza di risalire in sella già il prossimo mese di agosto. Con l’assegnazione d’ufficio della vittoria alla Vuelta, Froome diventa il primo ciclista britannico a vincere una grande corsa a tappe. Il precedente primato spettava a Bradley Wiggins vincitore del Tour de France 2012.

“ho ricordi speciali legati a quella Vuelta, è stata per me la corsa della svolta e quella maglia rossa ha un valore specciale – ha spiegato Froome – mi fa piacere che l’UCI si impegni per il ciclismo pulito”.

Vincere a distanza di otto anni dal termine dell’evento è certamente strano soprattutto perché la vittoria arriva a seguito della brutta vicenda che ha coinvolto Cobo colpevole di aver violato le normative anti-doping  per il passaporto biologico che ha evidenziato alcune anomalie dal 2009 al 2011.

Cobo aveva tempo un mese per fare appello contro la sentenza ma ha preferito non procedere con tale comportamento.

 

 

 

Juan Jose Cobo citato per violazione del passaporto biologico

Juan Jose Cobo citato dall’UCI perde la Vuelta 2011?

Juan Jose Cobo citato per violazione del passaporto biologico perde la vittoria della Vuelta 2011 che potrebbe essere assegnata a Chris Froome

Juan Jose Cobo

Juan Jose Cobo

Juan Jose Cobo è stato citato dall’UCI per una violazione del passaporto biologico condizione che potrebbe privarlo della vittoria della Vuelta Espana 2011, in questo caso Chris Froome otterrebbe, a posteriori, il suo secondo titolo nella corsa iberica.

Chris Froome, uomo che di primati se ne intende, potrebbe diventare il primo ciclista a conquistare un grande tour da un letto d’ospedale, una lieve soddisfazione in questo periodo drammatico della vita professionale del kenyano bianco.

Il massimo organismo di governo del ciclismo mondiale ha confermato di aver citato il vincitore della Vuelta a España del 2011, Juan José Cobo, per violazione del regolamento antidoping a causa di anomalie riscontrate dal 2009 al 2011 nel suo passaporto biologico.

A questo punto Cobo potrebbe venir squalificato perdendo tutti i risultati sportivi ottenuti in quel periodo di tempo compresa, appunto, la Vuelta del 2011. Naturalmente l’ormai 38enne iberico avrebbe moto di contestare la decisione davanti alla Corte Arbitrale dello Sport il che allungherebbe i tempi di ufficializzazione del verdetto.

Sul caso si è pronunciato Javier Guillén, direttore della Vuelta, che ha spiegato ai giornalisti del quotidiano spagnolo AS che:

“Naturalmente spetta all’UCI stabilire se Froome è il vincitore di quell’edizione, a rigor di logica il secondo dovrebbe ricevere il titolo vacante. Quello che ci interessa è che il vincitore della Vuelta sia una persona credibile, chi imbroglia va squalificato”.

L’Unione Ciclistica Internazionale per ora non ha fornito maggiori dettaglia ma ha segnalato che la decisione completa verrà pubblicata, successivamente, sul sito ufficiale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Marca, il ciclista spagnolo era già stato informato delle anomalie riscontrate nel suo passaporto biologico mentre era ancora in attività. Secondo le indiscrezioni pare che i dati anomali possano evidenziare l’uso di Epo.

Alla vuelta 2011 Cobo chiuse primo davanti a Froome per soli 13 secondi. Fu quello il primo squillo del Kenyano che, però, riuscirà a trionfare in Spagna solo nel 2017 coi colori del mitico Team Sky. Per Cobo quello fu il picco più alto in carriera (prima aveva ottenuto la vittoria del Giro dei Paesi Baschi nel 2007)

Cobo, ai tempi tesserato per la GEOX Tmc, aveva ottenuto la vittoria sull’Angliru sorprendendo tutti per le sue performance. Dopo due stagioni assolutamente prive di squilli con la divisa della ha terminato la sua carriera nel 2014 con Torku Sekersport, formazione Continental turca.

 

Adam Hansen venti grandi giri e non sentirli

Adam Hansen l’highlander del ciclismo moderno

Adam Hansen si conferma come il vero highlander del ciclismo moderno contro tendenza rispetto a chi pianifica poche gare all’anno

Adam Hansen

Adam Hansen

Adam Hansen è entrato nella storia, certo probabilmente Chris Froome incasserà più soldi tra sponsor e maggior popolarità acquisita ma il 37enne corridore australiano può fregiarsi di numeri da leggenda. L’iron man nativo di Southport, classe 1981 con la passione per la birra arriva a quota venti grandi giri disputati (e terminati) consecutivamente. Tutto parte il 20 agosto del 2011 e si conclude al 27 maggio del 2018. Tutto parte con la vittoria di Juan José Cobo e termina con Chris Froome. Si avete letto bene, termina, perché l’australiano non prenderà il via del prossimo Tour de France interrompendo la straordinaria striscia di presenze.

Adam Hansen ha tagliato il traguardo di Roma portando a termini 420 tappe consecutive in barba alle condizioni fisiche a volte non ottimali o alla stanchezza fisica e mentale. Adam ha, possiamo dirlo, attraversato “ere” del ciclismo dalla vittoria al Giro di Ryder Hesjedal a quella di Vincenzo Nibali al Tour de France passando per Fabio Aru che trionfa alla Vuelta Espana e per la cavalcata di Froome nei quattro Tour de France e ora nella conquista dello storico “triplete”.

Se i programmi dell’australiano non verranno stravolti in corsa (come avvenne per la Vuelta 017) la striscia, come detto, si chiuderà con l’assenza alla prossima Grand Boucle.

Hansen vive in Repubblica Ceca e non sempre ha l’opportunità, per via delle condizioni meteo avverse, di allenarsi in sella di conseguenza affianca alle uscite su strada allenamenti di sci e lunghe camminate. Anticonformista da sempre l’highlander australiano non ama studiare troppo la “teoria” del ciclismo, posizioni in sella, aerodinamica, ecc ma preferisce affidarsi all’istinto.

A proposito della sua attitudine, qualche anno fa aveva dichiarato: “Inoltre mi sto convincendo che meno mi alleno sulla bici, più ho voglia di gareggiare e faticare in gara. E lo capisco parlando con gli altri corridori: io amo allenarmi, vengo pagato per migliorare il mio fisico e per faticare, ma la maggior parte di loro non sembra divertirsi nel farlo ed è per questo che diversi si ritirano prima di quanto dovrebbero.”

Il fornitore di biciclette Ridley ha voluto onorare questo record fornendo, appositamente per lo scorso Giro d’Italia, due biciclette griffate per l’occasione. Le Helium SLX e Noah SL Disc Aero+ impiegate dall’australiano lungo la Corsa Rosa presentavano, infatti, + l’esclusivo design “Round 20” che si ispira al fumetto di Iron Man riportando il famoso “Reattore Arc” di Tony Stark