Giro virtual, l’Astana ipoteca la maglia rosa

Giro virtual, Fuglsang e Lutsenko dominano a Sestriere

Giro Virtual, Jakob Fuglsang e Alexey Lutsenko portano l’Astana Pro Team a un passo dalla Maglia Rosa finale che verrà assegnata sabato

 

È stata l’Astana Pro Team a vincere la sesta frazione del Giro d’Italia Virtual: 31,5 km e 1.180 metri di dislivello con l’arrivo in salita di Sestriere, parte finale della tappa 20 della Corsa Rosa (Alba – Sestriere, da Briancon).
Jakob Fuglsang (1:06’04”, miglior tempo individuale) e Alexey Lutsenko hanno fatto segnare il miglior tempo complessivo, 2:13’24”, regalando il successo a l’Astana Pro Team, precedendo la Bardiani CFS Faizanè di 5’47” e la Nazionale Italiana di 10’46”.

Il team kazako conserva la Maglia Rosa e incrementa il vantaggio nella generale: 48’26” sul Team Jumbo – Visma, secondo e 1:00’43” sulla Androni Giocattoli – Sidermec, terza.

Nella Pink Race successo di tappa per l’Astana Women’s Team (tempo complessivo di 2:45’48”) con Katia Ragusa che ha fatto segnare il miglior tempo tra le donne (1:16’54”) e Liliana Moreno. Nazionale Italiana seconda a 9’35”, Trek-Segafredo terza di giornata a 10’35”.

La Trek-Segafredo conserva la testa nella generale con 22’11” sulla Nazionale italiana e 1:00’56” sull’Astana Women’s Team.

Sabato 9 maggio, appuntamento con la cronometro individuale finale sul tracciato della tappa 21 della Corsa Rosa, Cernusco sul Naviglio-Milano, Cronometro Tissot (Tappa Completa 15,7 Km – Dislivello 30), che deciderà i vincitori del Giro d’Italia Virtual e della Pink Race.

Katia Ragusa ha fatto segnare il miglior tempo tra le donne (1:16'54")

Katia Ragusa ha fatto segnare il miglior tempo tra le donne (1:16’54”)

 

ISCRIZIONI, INFO E REGOLAMENTO SULLA NUOVA PIATTAFORMA  WWW.GARMINVIRTUALRIDE.COM/IT
Al Giro d’Italia Virtual possono partecipare tutti gli appassionati, italiani e stranieri, che siano in possesso di un account Garmin Connect. Basterà iscriversi gratuitamente al sito web www.garminvirtualride.com/it, caricare i file GPX delle sette tappe del Giro d’Italia Virtual e installarli sul proprio ciclocomputer  Garmin Edge. Cosa serve ancora? Solo un rullo interattivo Tacx o di altro costruttore, su cui collocare la propria bicicletta, da connettere all’Edge. A questo punto il “ciclista” potrà partecipare a tutte le tappe nelle date come da calendario. L’iscrizione sarà valida per tutte le tappe del progetto. L’area di iscrizione verrà divisa in 4 gruppi: Amatori, Legends, Pro e Woman che avranno quattro classifiche distinte. La piattaforma è in quattro lingue mentre il regolamento in italiano e inglese.

GLI SPONSOR DEL GIRO D’ITALIA VIRTUAL BY ENEL
In attesa di poter vivere la Corsa Rosa lungo le strade d’Italia, parte il Giro d’Italia Virtual by Enel, l’esperienza digitale della Corsa Rosa in collaborazione con Garmin Edge e Tacx e con gli official sponsor Castelli, Bianchi, NAMEDSPORT, Segafredo e Toyota.

RACCOLTA FONDI PER LA CROCE ROSSA ITALIANA ATTRAVERSO RETE DEL DONO
Il Giro d’Italia Virtual vivrà anche di un’iniziativa di raccolta fondi sul portale www.retedeldono.it/giro. Per tutto il periodo del Giro d’Italia Virtual, fino al 10 maggio, si potrà donare a favore della Croce Rossa Italiana che è attiva in prima linea fin dall’inizio dell’allerta Covid-19 con molteplici ruoli, tra cui soccorso in emergenza, supporto sanitario, psicologico, logistico, informativo, di controllo, screening e sta svolgendo molte altre attività cruciali nella battaglia contro questa epidemia. La campagna di crowdfunding si appoggia sulla piattaforma Rete del Dono, partner storico di RCS Sport, già coordinatore dei più importanti charity Program legati al mondo dello sport tra cui Milano Marathon e Gran Fondo Strade Bianche. Nelle ultime settimane Rete del Dono ha attivato oltre 70 campagne di raccolta fondi finalizzate all’emergenza Covid-19.
Inoltre Castelli si impegna a donare 5 euro alla Croce Rossa Italiana per ogni #Giro102 Race Jersey che verrà acquistata attraverso il sito http://castelli-cycling.com/.

#GIROVIRTUAL

FONTE COMUNICATO STAMPA

Fuglsang nega i rapporti con Ferrari

Fuglsang  nega di aver incontrato Michele Ferrari

Fuglsang nega i rapporti con Ferrari e l’Astana inoltra un comunicato in cui sottolinea come nessun atleta è autorizzato a lavorare con medici esterni

Jakub Fuglsang (fonte pagina facebook)

Jakub Fuglsang (fonte pagina facebook)

Jakob Fuglsang ciclista del Team Astana chiamato in causa da alcune indiscrezioni circa un suo incontro con Michele Ferrari, ha rilasciato una breve dichiarazione con cui rimanda al mittente tutte le insinuazioni.
Il ciclista danese, reduce da una delle sue migliori stagioni in carriera con la vittoria del Giro del Delfinato e alla Liegi-Bastogne-Liegi, secondo un rapporto della Cycling Anti-Doping Foundation avrebbe avuto rapporti professionali con Ferrari. La notizia è stata lanciata da alcuni media: il sito danese Politiken, il canale televisivo danese DR e il quotidiano norvegese VG

Fuglsang su Instagram ha voluto dare la sua chiave di lettura degli avvenimenti:

“Contestano di aver incontrato il dottor Ferrari. Non sono a conoscenza di alcun rapporto e posso confermare che nessuna procedura è stata nemmeno avviata dalle autorità antidoping competenti contro di me. Di conseguenza, non ho nessun caso di risposta. Sono estremamente preoccupato che tali voci possano essere diffuse sulla stampa “.

Al danese ha fatto eco Alexey Lutsenko che, sempre attraverso Instagram, ha voluto negare anche il suo coinvolgimento con le medesime parole del compagno.

Il sito Cyslingnews.com riporta un estratto del rapporto CADF in cui di legge che:

“Michele Ferrari era presente alla Volta a Catalunya con l’Astana Pro Team nel marzo 2019, ha una base a Lugano, in Svizzera, e ha recentemente incontrato Fuglsang e il [compagno di squadra Alexey] Lutsenko a Nizza e/o Monaco. “

Sulla vicenda non poteva mancare un commento del Team Astana che ha voluto ribadire il proprio impegno nella lotta al doping e che non ha mai autorizzato nessun atleta a lavorare con medici esterni alla squadra.

“Il team non collabora con alcun medico sospetto, come il Dott. Michele Ferrari. I ciclisti non sono autorizzati a consultare alcun medico esterno al team al fine di svolgere alcuna attività o di ricevere prescrizioni dietetiche o terapeutiche correlate alle loro prestazioni ” si legge nel comunicato stampa della formazione kazaka.

Astana ha sottolineato che nessuna procedura antidoping è stata aperta dal CADF o dall’UCI e che la licenza per la stagione 2020 è il segno della serietà e del rispetto degli impegni presi in chiave di procedure antidoping.

Se le indiscrezioni fossero confermate cosa rischiano gli atleti eventualmente coinvolti? Secondo il Codice WADA, in particolare il base all’articolo 2.10 è vietato avere rapporti (formazione e consigli inclusi) con persone che stanno scontando un periodo di squalifica e di conseguenza il rischio è una sospensione fino a due anni.

Favoriti Tour de France 2019? Eccoli!

Favoriti Tour de France 2019 la nostra Guida

Favoriti Tour de France 2019? Ecco chi sono i nomi caldi per la corsa più importante dell’anno da Thomas a Bernal passando per Nibali e tanti altri

Thomas al Tour (fonte pagina Facebook)

Favoriti Tour de France 2019? Le assenze di Froome e Dumoulin e qualche problema di salute di Thomas e Yates hanno rimescolato le carte. Che sia Bernal il vero favorito? Per l’Italia le speranze (di podio?) sono sulle spalle di Vincenzo Nibali che, come Landa, avrà nelle gambe le fatiche del Giro d’Italia

Geraint Thomas (Team Ineos)

Non possiamo che partire dal vincitore uscente anche solo per questioni di cavalleria. Lo scorso anno in pochi avrebbero scommesso sull’affermazione del gallese, gli occhi di tutti erano sul compagno di team Chris Froome e, invece, è stato Geraint ad imporsi. Quest’anno la caduta del kenyano bianco ha spalancato le porte al ruolo di capitano per Thomas che, però, è incappato, a sua, volta in uno scivolone al Tour de Suisse che mette qualche nuvola sopra la testa del campione uscente. Nessun problema grave ma certamente un intoppo antipatico in vista dell’impegno più arduo della stagione che lo ha privato della possibilità di confrontarsi al meglio con alcuni rivali.

Uno dei problemi che Thomas potrebbe affrontare è quello della concorrenza interna del giovane colombiano Egan Bernal.

Jakob Fuglsang (Astana)

Non tutti sono consapevoli della costanza e della forza del danese e molti avanzano dubbi sulla tenuta lungo le tre settimane di corsa. Il recente successo al Critérium du Dauphiné è il segno della continuità che Jakob può mantenere anche nelle grandi corse a tappe.

A 34 anni il danese ha infilato un 2019 da urlo con la conquista della Liegi-Bastogne-Liegi e della Ruta del Sol e i podi alla Tirreno-Adriatico, Strade Bianche, Fleche Wallonne e Amstel Gold Race.

Se tre indizi fanno una prova Fuglsang può essere un pretendente credibile alla vittoria finale o ad un posto sul podio di Parigi.

Egan Bernal (Team Ineos)

La grande promessa del ciclismo mondiale per le corse a tappe potrebbe essere già una certezza. Complice i dubbi attorno alla condizione di Thomas e l’assenza di Froome potrebbe indossare i galloni del capitano. La vittoria al Tour de Suisse legittima la pretesa del ruolo di prim’attore per questo 22enne che si sta dimostrando il fenomeno che tutti prevedevano. Chiaro che il Giro di Svizzera non il Tour ma la capacità in salita di Egan sul Flumserberg e San Gottardo sono segno di forma fisica eccezionale e l’aver perso solo 19 secondi a cronometro dal campione del Mondo Rohan Dennis dimostrato una propensione mentale al sacrificio e una maturità che lo inseriscono di diritto tra i top riders del Tour.

Adam Yates (Mitchelton-Scott)

Anche Adam è reduce da un Dauphine a tratti esaltante compromesso solo da alcuni problemi di stomaco. A cronometro ha retto bene e in salita è una certezza vedremo se riuscirà a riscattare la delusione del fratello al Giro.

Nairo Quintana (Movistar)

La grande incognita del ciclismo mondiale, in questa prima parte del 2019 i risultati non sono mancati ma è mancato un vero e proprio squillo. In salita al Delfinato ci ha provato (Pipay) ma non ha lasciato il segno. Ha corso poco da aprile a maggio per preparare al meglio il Tour, riuscirà a togliersi l’etichetta di “succhiaruota” imponendo qualche sua azione?

 

Mikel Landa (Movistar)

Reduce dal quarto posto al Giro d’Italia si è allenato bene e sarà l’alter ego di Quintana in Francia, come d’abitudine deve giostrarsi in una posizione subalterna ma, come spesso ci ha fatto vedere, può poi scalare con facilità le gerarchie interne al team. Da verificare quanto la doppietta Giro-Tour può pesare sulle sue gambe.

Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida)

Anche per Vincenzo potrebbero pesare sulle gambe le fatiche del secondo posto al Giro 2019. Al GP di Lugano ha chiuso sorprendentemente quindi restando in corsa sino all’ultimo. Se Landa potrebbe puntare alla classifica, lo Squalo dello Stretto ha messo le ani avanti dichiarando come obiettivo la conquista di qualche tappa. L’assenza di due “acerrimi nemici” come Froome o Dumoulin potrebbero consentirgli di giocarsi un posto sul podio.

Thibaut Pinot (Groupama-FDJ)

Dopo aver concluso il Delfinato al quinto posto assoluto, Thibaut è pronto a far impazzire gli appassionati francesi lungo le strade di casa. Se la cronometro resta il suo tallone d’achille appena la strada si inerpica ecco uscire tutta la sua classe. Una discreta voglia di riscatto per alcuni risultati mancati potrebbero essere la scintilla per far esplodere il suo Tour de France.

Romain Bardet (AG2R La Mondiale)

Dopo i due podi al Tour (2016 e 2017) ha deluso nella scorsa annata ma resta per molti il miglior ciclista francese del momento. Non ha corso molto da aprile ad oggi ma ha discretamente figurato al Delfinato ma non ha colto quella vittoria che avrebbe donato abbrivio al suo approcciarsi al Tour.

Rigoberto Uran (EF Education First)

La frattura della clavicola alla Parigi-Nizza è stata negativa per la sua annata sino ad ora, ha deciso di non correre i classici Delfinato e Tour de Suisse per andare alla Route d’Occitania dove ha ben figurato nelle salite. Naturalmente il palcoscenico della corsa d’Occitania non è probante delle sue condizioni fisiche ma potrebbe aver dato una scossa al suo morale.

Dan Martin (UAE Team Emirates)

Dopo un bel secondo posto al Giro dei Paesi Baschi ha avuto qualche problema di saluta che lo ha portato a non completare la Fleche Wallonne e la Liegi-Bastogne-Liegi. Tornato competitivo al Delfinato (concluso ottavo) hanno stabilito l’effettivo recupero dell’irlandese. Il suo carattere duro lo porterà a battagliare per un posto in top 10.

Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma)

L’olandese ha corso bene da inizio anno e anche al Delfinato ha ben figurato salvo poi ritirarsi nell’ultimo giorno di corsa a causa di problemi di stomaco. Come per Yates si tratta di problemi superficiali che non possono inficiare sulla performance al Tour. Al Delfinato ha chiuso quarto la cronometro e ha dimostrato di reggere in salita, peccato per il lieve problema fisico.

Richie Porte (Trek-Segafredo)

Qualche problema di salute in primavera l’hanno spinto a concentrarsi sul Tour of California – dove è arrivato quinto – e sul Delfinato dove non ha però brillato ne a cronometro ne in salita. La condizione non è delle migliori ma manca ancora un po’ al Grande Depart, resta sempre il dubbio della tenuta sulle tre settimane.

Enric Mas (Deceuninck-QuickStep)

Il “prossimo Contador” – appellativo datogli da Alberto – è uno degli uomini più chiacchierati del momento dopo la sorprendente Vuelta dello scorso anno.

Al Dauphine Mas ha pagato dazio a Bernal terminanto la corsa al 15esimo posto, è giovane /24anni) e ha entusiasmo dalla sua parte ma non sembra avere le gambe per le salite della corsa francese.

 

Tour de Romandie Jakob Fuglsang vince la tappa

Tour de Romandie Jakob Fuglsang conquista la quarta tappa

Tour de Romandie Jakob Fuglsang vince la quarta tappa con uno scatto ai meno sedici chilometri dall’arrivo e risale al quarto posto della classifica

Tour de Romandie Jakob Fuglsang

Tour de Romandie Jakob Fuglsang

Tour de Romandie Jakob Fuglsang conquista la quarta tappa con un’azione ai meno 16 chilometri dall’arrivo risalendo al quarto posto della classifica generale.

Pronti-via e ci prova Thomas De Gendt (Lotto Soudal), seguito da altri cinque corridori ma il gruppo pare intenzionato a non lasciare spazio tant’è che alla prima salita di giornata il plotone è compatto. Il corridore della Lotto continua a movimentare la corsa e il ritmo resta altissimo che sgrana il gruppo.

Con il gruppo ridotto a circa venti unità ci si avvicina alla vetta quando a provarci è Hugh Carthy (EF-Drapac) seguito poco dopo da uno scatenato De Gendt che scollina con qualche secondo di svantaggio sul britannico mentre Steven Kruisjwijk (LottoNL-Jumbo) non reagisce.

Lungo la  discesa il belga rientra sulla testa della corsa, raggiunto poco dopo da Hermman Pernsteiner (Bahrain-Merida) e Nieve, con Andrey Amador (Movistar) che si aggiunge a sua volta al termine della discesa, il gap sale fino a un massimo di 2’15”, margine con il quale i cinque attaccanti arrivano ai piedi del Col de Vercorin, seconda salita di giornata che non provoca variazioni.

Sulla terza salita di giornata partono Ion Izagirre (Bahrain-Merida),  Emanuel Buchmann (Bora-hansgrohe) e Daniel Martinez (EF-Drapac) che si riportano sulla testa del gruppo.  Il vantaggio sul gruppo nel frattempo diventa di un minuto, ma quando la strada inizia a salire per l’ultima volta anche per il gruppo la Sky cambia marcia.

Parte Egan Bernal con una accelerazione impressionante, ma Primoz Roglic (LottoNL-Jumbo) resta alla sua ruota. Quando cala il ritmo Rui Costa (UAE Team Emirates), Richie Porte (BMC), Jakob Fuglsang (Astana), Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo), Kristian Durasek (UAE Team Emirates) e Izagirre rientrano.

Bernal e Roglic scollinano in testa al GPM, su di loro rientrano anche Rui Costa, Porte e Fuglsang. Il danese resta qualche minuto a ruota per rifiatare prima di piazzare una stoccata decisiva. Alle sue spalle infatti si guardano e lo lasciano andare, senza reagire consentendogli di chiudere con 48 secondi di vantaggio su Roglic, Bernal e Rui Costa.

Vuelta a Andalucia vittoria di Poels

Vuelta a Andalucia vittoria di Poels a La Gardia de Jaen

Vuelta a Andalucia vittoria di Poels a La Gardia de Jaen battendo Luis Leon Sanchez e Tim Wellens. Il ciclista del Team Sky diventa il nuovo leader della classifica

Vuelta a Andalucia

Vuelta a Andalucia

Vuelta a Andalucia vittoria di Wout Poels che ha trionfato nella seconda frazione della corsa iberica. Il forte ciclista del Team Sky ha staccato tutti negli ultimi metri della tappa andando a festeggiare una meritata vittoria. Alle sue spalle è giunto  Luis Leon Sanchez dell’Astana (ancora una volta in una top 10) davanti a Tim Wellens della Lotto Soudal e Mikel Landa della Movistar.

A inizio mese il corridore della Sky non aveva molto convinto durante Volta a la Comunitat Valenciana chiudendo solo 19° in classifica, oggi invece il 30enne olandese ha corso benissimo ed è andato a prendersi di forza la vittoria di tappa ed il primato provvisorio.

La tappa è stata caratterizzata dalla fuga di nove corridori che sono riusciti a prendere addirittura più di sette minuti di vantaggio poco prima del transito a metà percorso. La parte centrale della corsa, caratterizzata da quattro GPM, non ha fatto selezione in gruppo ma ha fiaccato i fuggitivi che sono rimasti in tre:  Alexis Gougeard, Pascal Eenkhoorn e Diego Rubio.

Il lavoro della Astana ha completato il ricongiungimento con i fuggitivi, l’ultimo a resistere è stato Rubio ripreso a 1800 metri dall’arrivo. Il primo ad attaccare è stato Jakob Fuglsang, poi dopo qualche centinaia di metri è partito Mikel Landa  portandosi dietro Tim Wellens, Wout Poels e Luis León Sánchez più altri che sono rientrati in un secondo momento. A questo punto, Chris Froome non faceva parte del drappello dei migliori.

A un chilometro e mezzo dall’arrivo Tim Wellens ha preso un po’ di vantaggio grazie a un bello scatto ma Wout Poels ha fatto valere la sua classe con una accelerazione devastante che lo ha portato a conquistare la vittoria alla Vuelta a Andalucia

 

Astana Pro Team 2018: presentazione team

Astana Pro Team 2018: ecco la squadra

Astana Pro Team 2018: dopo l’addio ad Aru i capitani saranno Fuglsang e López. Cort Nielsen sarà lo sprinter e attenzione a Valgren

Astana Pro Team 2018

Astana Pro Team 2018

Astana Pro Team 2018: la formazione kazaka di Vinokourov esce con le ossa rotte dalla vicenda dell’addio Fabio Aru ma resta comunque una compagine di primo livello per le gare a tappe grazie alla prestazioni di Fuglsang e López che saranno chiamati a non far ripiangere il sardo. Saranno sei i volti nuovi che rendono la squadra abbastanza completa.

Il danese Fuglsang si presenterà al Al prossimo Tour de France con i gradi di capitano unico forte della top 5 conquistata. I dubbi principali su Jakob sono legati alla affidabilità. L’Astana si farà forte del giovane talento Miguel Ángel López che, dopo le due tappe conquistate alla scorsa Vuelta Espana sarà il capitano al Giro d’Italia.

Le spalle dei due capitani saranno guardate dagli storici Dario CataldoTanel KangertPello Bilbao, Omar Fraile e dal neoacquisto Jan Hir

Astana Pro Team non è mai stata votata alle volate ma l’ingaggio del venticinquenne Magnus potrebbe portare a un cambiamento di rotta. Altro velocista interessante è il nostro Riccardo Minali che andrà a caccia della prima vittoria dopo aver ottenuto diversi piazzamenti nella sua prima stagione da professionista

L’addio di Breschel può offrire più spazio per Oscar Gatto nelle classiche delle pietre dal momento che già lo scorso anno aveva ben figurato alla Omloop Het Nieuwsblad. Valida alternativa sarà il belga Laurens De Vreese che ha fatto 15° alla Roubaix l’anno scorso.

Il ventiseienne danese Michael Valgren Andersen sarà da tenero d’occhio in primavera sui muri fiamminghi e sulle colline del Limburgo e delle Ardenne. Molto ci attendiamo da Davide Villella che è chiamato a risplendere dopo i fasti delle categorie giovanili.

Luis León Sánchez le cui vere classiche sono le tappe dei GT, mentre si continuano ad attendere (come sempre meno speranza) segnali di ripresa da Moreno Moser.

Astana Pro Team 2018: La Rosa

Pello Bilbao (Spa, 1990), Zhandos Bizhigitov (Kaz, 1991), Dario Cataldo (Ita, 1985), Sergey Chernetckii (Rus, 1990), Magnus Cort Nielsen (Dan, 1993), Laurens De Vreese (Bel, 1988), Daniil Fominykh (Kaz, 1991), Omar Fraile (Spa, 1990), Jakob Fuglsang (Dan, 1985), Oscar Gatto (Ita, 1985), Yevgeniy Gidich (Kaz, 1996), Andriy Grivko (Ukr, 1983), Dmitriy Gruzdev (Kaz, 1986), Jesper Hansen (Dan, 1990), Jan Hirt (Cze, 1991), Hugo Houle (Can, 1990), Tanel Kangert (Est, 1987), Truls Engen Korsæth (Nor, 1993), Bakhtiyar Kozhatayev (Kaz, 1992), Miguel Ángel López (Col, 1994), Alexey Lutsenko (Kaz, 1992), Riccardo Minali (Ita, 1995), Moreno Moser (Ita, 1990), Luis León Sánchez (Spa, 1983), Nikita Stalnov (Kaz, 1991), Ruslan Tleubayev (Kaz, 1987), Michael Valgren Andersen (Dan, 1992), Davide Villella (Ita, 1991), Artyom Zakharov (Kaz, 1991), Andrey Zeits (Kaz, 1986)

Alexandr Vinokurov scherza nel ritiro dell’Astana

Alexandr Vinokurov regala un sorriso durante gli allenamenti

Alexandr Vinokurov, direttore dell’Astana si traveste per scherzare con i suoi corridori durante gli allenamenti tante risate per Jakob Fuglsang

Alexandr Vinokurov

Alexandr Vinokurov

Alexandr Vinokurov medaglia d’oro olimpica ha deciso di indossare un travestimento per vedere come i giovani corridori dell’Astana avrebbero reagito nel vedere un anziano signore intento a scalare una salita, i risultati sono stati assolutamente esilaranti.

Truccato con baffi finti, parrucca grigia e una piccola imbottitura intorno al ventre, il team manager ha dimostrato di avere ancora di avere una buona gamba alla faccia dei 44 anni compiuti.

Alexandr Vinokurov si è avvicinato al gruppo dei suoi corridori e li ha “testati” con alcuni attacchi iniziali che hanno fatto cedere inaspettatamente qualche atleta. La sorpresa dei corridori è stata tanta nel vedere questo curioso vecchietto tenere il passo in salita. Raggiunta la cima da scalare lo scherzo è stato svelato ai corridori che sono rimasti sorpresi nello scoprire che sotto i panni dell’arzillo vecchietto altro non c’era che il loro Team Manager.

Tante risate per stemperare gli sforzi a cui sono sottoposti i corridori del Team Astana in questo periodo di inizio stagione. Al termine dell’allenamento sono naturalmente usciti i commenti alla goliardata di Alexandr Vinokurov, pare che qualcuno si sia veramente preoccupato per la salute di questo vecchietto che era talmente a tutta da riuscire a staccare dei professionisti.

Il leader della squadra, Jakob Fuglsang, si è lasciato trasportare dall’ilarità del momento: “È stato divertente. Stavo pensando ‘Chi è quel signore? Da dove viene? Cosa sta facendo qui? ‘Ora abbiamo scoperto chi era!”

In casa Astana, metabolizzato il “trauma” dell’addio a Fabio Aru sembra tornato l’ottimismo che può essere alla base di una stagione positiva.

 

 

Vinokourov: “Aru ci ha tradito”

 Vinokourov attacca Fabio Aru per il cambio di casacca

Vinokourov

Vinokourov contro Aru

Vinokourov contro Aru, era da mesi ormai che i rapporti tra Astana e il cavaliere dei quattro mori erano al minimo storico, la caduta pre-Giro non ha aiutato la cosa e, durante la partecipazione allo scorso Tour de France, la spaccatura tra il corridore e l’atleta è esplosa con situazioni al limite del paradosso. E’ di ieri, dunque l’ufficializzazione del passaggio del corridore sardo alla UAE Team Emirates. Telenovela conclusa? Neanche per sogno.

Vinokourov, tram manager della squadra kazaka, non ha gradito il fatto che Fabio Aru abbia accettato la proposta triennale del team diretto da Beppe Saronni che, per la cronaca, ha proposto al ragazzo un progetto in parte costruito sulla sua figura, responsabilizzandolo da una parte ma dimostrando grande fiducia dall’altra.

Non si è fatta dunque attendere la presa di posizione dell’ex campione olimpico di Londra 2012 che ha tenuto a sottolineare come la scelta del sardo metta l’Astana in una situazione difficile per via della tempistica in quanto, a questo punto della stagione, non vi sono molti elementi dello stesso spessore a disposizione per una adeguata sostituzione.

Vinokourov dovrà quindi puntare tutte le fiches del team su Jakub Fuglsang come capitano unico per i Grandi Giri. Dure le parole di “Vino”: Gli abbiamo chiesto con regolarità se ci fossero novità, ma lui non ci ha mai risposto“ aggiungendo che  Aru aveva ancora l’opzione per restare un altro anno. C’è da attendersi che la risposta di Fabio Aru non tarderà ad arrivare, se non a mezzo stampa, certamente sulle strade dei prossimi Giri.

Jakob Fuglsang cade e si rompe la clavicola

Jakob Fuglsang cade e si rompe la clavicola al Criterium di Herning

Jakob Fuglsang cade

Jakob Fuglsang a terra

Jakob Fuglsang cade malamente dopo essere entrato in contatto con un altro partecipante del Criterium in scolgimento a Herning. Lo sfortunato corridore dell’Astana, dopo il forzato ritiro al Tour de France, è ancora vittima di una brutta caduta.

Il corridore visibilmente dolorante è stato immediatamente trasferito presso il locale ospedale dove è stato sottoposto ad accertamenti che hanno evidenziato la frattura della clavicola sinistra. Il trentaduenne verrà trasportato in Belgio, all’ospedale di Herentals, dove verrà operato domani in mattinata per ridurre la frattura.

Ancora incerti i tempi di recupero del forte corridore danese, in base a come andrà l’intervento chirurgico i sanitari decideranno come procedere con la rieducazione per ridurre i tempi di inattività.

 

Jakob Fuglsang rinnova con l’Astana

Jakob Fuglsang rinnova con il team Kazako alla vigilia del Tour.

Jakob Fuglsang rinnova il contratto per le prossime due stagioni.

Jakob Fuglsang

Jakob Fuglsang

Jakob Fuglsang, il trentaduenne danese, giunto nella squadra dell’Astana nel 2013, vi rimarrà fino al termine del 2019. In questo periodo il team kazako è molto attivo con i rinnovi dei contratti (di pochi giorni fa quello di Cataldo).

Il progetto di rinnovo era in pancia del team da un po’ e, probabilmente, la vittoria  del Critérium du Dauphiné ha accelerato la decisione.

Jakob Fuglsang non ha nascosto la propria soddisfazione per l’esito della trattativa: “Sono felice di questo rinnovo: sono nel team da cinque stagioni ricche di soddisfazioni. Ho avuto la possibilità di crescere e spero di proseguire nei miglioramenti. L’Astana è una famiglia, per cui alla fine non è stato difficile scegliere di firmare il prolungamento”.

Felice anche il DS Alexandr Vinokourov : “Jakob è una colonna del team, un atleta serio e con doti di leader che molto ha dato e molto darà al team. L’inizio dell’anno per noi è stato davvero difficile e la sua vittoria al Delfinato ha contribuito a ridare morale ai ragazzi. Sono molto soddisfatto che la nostra proposta si sia sposata col progetto tecnico dell’atleta danese”.