Dylan Van Baarle il salbutamolo lo uso anche io!

Dylan Van Baarle da quando sono alla Sky ho fatto dei puff

Dylan Van Baarle corridore olandese del Team Sky ha rilasciato una intervista parlando dell’uso di salbutamolo che farà molto discutere

Dylan Van Baarle

Dylan Van Baarle

Dylan Van Baarle è un giovane corridore del Team Sky selezionato per il Tour de France ma poi uscito dalle liste del team britannico per far spazio al il britannico Luke Rowe.

L’olandese ha, forse ingenuamente, rilasciato una intervista alla radio di stato olandese in cui ha candidamente confessato di fare uso di salbutamolo da quando è al team Sky.

Van Baarle ha parlato di un farmaco impiegato per agevolare i corridore nel migliorare la respirazione anche senza la presenza di particolari patologie respiratorie. Le reazioni sono state immediate e il corridore è corso ai ripari dichiarando di essere asmatico.

Dylan Van Baarle è alla prima stagione nella squadra britannica e avrebbe dovuto essere uno degli scudieri di Chris Froome alla Grande Boucle per le tappe di pianura. L’olandese, infatti, è il classico “passistone” da grandi classiche del nord ma, come detto, il suo nome è sparito dalla starting list definitiva presentata dalla Sky.

Dylan Van Baarle usa il salbutamolo

L’olandese ha però trovato popolarità proprio per merito (o colpa?) dell’intervista sopra citata in cui si è, appunto, parlato di un argomento spigoloso come l’impiego di salbutamolo all’interno della squadra britannica.

Dylan ha candidamente affermato di aver iniziato ad usare il farmaco “incriminato” da quando è approdato alla corte della Sky, descrivendo una situazione al limite del regolamento antidoping oltre che poco eticamente accettabile

Il corridore ha affermato di non essere asmatico, “ma da quando sono alla Sky ho fatto dei puff di salbutamolo. Non è per doparsi, ma aiuta a respirare”.

Come se non bastasse il corridore della Sky ha aggiunto “Non ti fa andate più forte ma siamo ciclisti e i nostri polmoni sono distrutti dagli sforzi e qualche puff aiuta a respirare meglio”.  Quello che fa strano è che una dichiarazione così rischiosa è arrivata a pochissimi giorni dalla sentenza di assoluzione di Froome per la positività al salbutamolo riscontrata nella scorsa Vuelta Espana.

Inevitabile che le parole dell’olandese siano come benzina sul fuoco delle polemiche che non si erano ancora minimamente assopite e lo spesso corridore, accortosi di aver esagerato ha cercato di correggere il tiro sottolineando i suoi problemi legati all’asma.

A stretto giro è arrivata la dura presa di posizione del team manager della Groupama FDJ, Marc Madiot, che ha detto in maniera lapidaria a L’Equipe “Ci hanno preso tutti per stupidi”. Caustico anche Ivano Fanini, da sempre in prima linea per la lotta al Doping (e dichiaratamente schierato contro Froome) che chiede un’inchiesta collegata alle forti affermazioni del corridore olandese.

“Van Baarle – afferma Fanini – dichiara che il salbutamolo lo propone il team perché fa bene e lui non è asmatico. Io avevo già affermato che del periodo quando Froome correva in Italia senza essere ancora famoso nessuno ricorda il fatto che fosse asmatico. Ribadisco che l’UCI deve rapidamente riaprire l’inchiesta sul kenyano. Ok il business deve andare avanti ma non possiamo far finta di nulla perché poi a pagarne le conseguenze sarebbe il ciclismo, il ciclismo vero basato sul sacrifico ed il sudore. Se tutto restasse silente a vincere sarebbero gli ipocriti, gli omertosi e i potenti”.

Fanini tira in ballo anche David Lappartient che ha dichiarato a tuttobicicweb “i ricchi hanno più possibilità di cavarsela. “Dove sono finiti i 10 milioni spedi dal team Sky per la difesa di Froome?” si chiede il dirigente toscano. “Queste non sono cose giuste, non trovo corretto che il britannico abbia vinto la Vuelta 2017 davanti ad un atleta esemplare come Vincenzo Nibali, si sia ripetuto al Giro ed ora possa fare tripletta al Tour” ha concluso Fanini.

Fanini: prima o poi c’è la resa dei conti!

Fanini tra casoFroome e provette retroattive

Fanini, patron della squadra ciclistica Amore e Vita-Prodir, lancia un monito alla vigilia della partenza del Tour de France

Fanini, patron della squadra ciclistica Amore e Vita-Prodir

Fanini, patron della Vita-Prodir

Fanini, patron della squadra ciclistica Amore e Vita-Prodir, da sempre in prima linea nella lotta contro il doping parla alla vigilia della partenza del Tour de France. Mai stato tenero nei confronti di Chris Froome, Ivano Fanini ha qualche settimana fa rilanciato l’idea di Bernard Hinault di scioperare contro il britannico coinvolto nella vicenda Ventolin-Salbutamolo.

Il dirigente aveva affermato che anche l’ex fuoriclasse belga Roger De Vlaeminck era fortemente contrariato per la situazione del corridore originario del Kenya: “Ho sentito l’amico Roger in quanto vorrei vedere suo figlio in maglia Amore e Vita, quando abbiamo parlato della diatriba Hinault-Froome anche lui si è detto favorevole ad una presa di posizione dura”.

Ora, dopo l’assoluzione del britannico la posizione del dirigente toscano non si è ammorbidita: “Avessi i 7 milioni investiti dalla Sky per il caso vincerei il Giro di Francia con un talento pulito”.

Fanini ha poi lanciato un monito a tutto il mondo del ciclismo:  “Le provette delle analisi antidoping vengono conservate e possono essere retroattive. L’uso di prodotti vietati può essere scoperto a distanza di anni”.

Il patron Amore e Vita è poi tornato sulla vicenda Froome: “Non ci sarà nessuno sciopero, nel gruppo c’è tanta omertà perché il rischio è ‘oggi a te domani a me’ e i ciclisti hanno paura a prendere posizioni forti. Froome vuol fare doppietta Giro-Tour? Possibile, al Giro sembrava spacciato poi ha acceso il motore e ha stracciato tutti con un’impresa impossibile, farà lo stesso in Francia ma attenzione perché prima o poi c’è la resa dei conti”.

 

Ivano Fanini contro Chris Froome

Ivano Fanini contro Chris Froome non ha apprezzato la vittoria del britannico

Ivano Fanini contro Froome, lo storico patron dell’Amore&Vita, ha usato parole dure contro il britannico e le celebrazioni della sua vittoria al Giro d’Italia

Ivano Fanini contro Froome

Ivano Fanini contro Froome

Ivano Fanini contro Froome, il patron dell’Amore&Vita, da sempre in prima linea per cercare di portare pulizia nel mondo del ciclismo, si accoda alle dichiarazioni di Bernard Hinault circa la recente vittoria del capitano del Team Sky al Giro 2018.

Fanini aveva preso, qualche mese fa, una dura posizione contro la vicenda Altopack e la relativa inchiesta partita dalla scomparsa del corridore lituano Linas Rumsas. Oggi arriva una dura presa di posizione circa la vittoria di Froome al recente Giro.  In particolare Ivano ha visto di cattivo occhio la presenza sul palco di quello che può essere visto come il precedente di corridore che ha conquistato Giro subendo

“Froome e Alberto Contador sullo stesso podio non sono una bella immagine da consegnare ai posteri di questo Giro” ha dichiarato il dirigente a Repubblica “niente di personale ma Froome per regolamento non avrebbe dovuto essere al via e lo spagnolo ha sulle spalle il peso della vicenda del 2011”.

Parole importanti quelle di Ivano Fanini che è poi entrato più nello specifico sulla posizione dell’atleta del Team Sky: “ritengo che sia ingiusta la sua presenza ma, lo sappiamo, Froome muove parecchi soldi e non si poteva escluderlo dopo che aveva dato la sua adesione alla corsa”.

La posizione rigida di Fanini è stata la stessa di Bernard Hinault e anche il Presidente UCI si è defilato dal celebrare il britannico:”Lappartient, che stimo, era presente a Roma ma ha evitato di partecipare alla premiazione di Froome – ha continuato il dirigente – se dovessero togliere la vittoria del corridore della Sky sarebbe una mazzata per il ciclismo. Mi spiacerebbe perché tutto questo si sarebbe potuto evitare, basterebbe che tutti andassero nella direzione di un ciclismo pulito”.

Ivano Fanini: la vicenda doping ferisce la mia città

Ivano Fanini patron della squadra Amore&Vita parla di Doping

Ivano Fanini patron della squadra Amore&Vita interviene sullo scandalo doping che ha travolto la città di Lucca per lo scandalo Altopack

Ivano Fanini

Ivano Fanini

Ivano Fanini patron della squadra Amore&Vita con quartier generale in provincia di Lucca, da sempre in prima linea nella lotta contro doping, ha commentato l’inchiesta partita dalla scomparsa del corridore lituano Linas Rumsas e che ha condotto sei persone agli arresti domiciliari e altre 17 all’iscrizione sul registro degli indagati.

 

“Sono dispiaciuto per la vicenda doping che ha coinvolto la mia città, Lucca, da sempre punto nevralgico del nostro ciclismo. Le persone coinvolte abitano molto vicino a me e le conosco, in tanti quindi hanno chiesto la mia opinione – ha dichiarato Ivano Fanini – ma preferisco non esprimermi, posso solo dire che è strano che ad essere così fortemente coinvolta è una squadra cha ha vinto veramente poco”.

 

Ivano Fanini è da una vita nel mondo delle due ruote e ha da sempre preso posizioni forti e non sempre condivise. Quando fondò l’Amore&Vita ci fu una grossa polemica per aver messo sulle divise degli atleti la scritta “No all’aborto”,Il team voleva spingere i valori cristiani ma la cosa venne bloccata dai regolamenti della Lega ciclismo.

Anche sul doping la posizione di Fanini fu sempre molto dura tanto da farlo diventare un paladino dell’antidoping: “quello che penso e ho sempre pensato sul doping è da oltre 30 anni che lo dico, e mi è costato parecchio – ha commentato Ivano Fanini – negli anni abbiamo perso il conto dei morti per uso di farmaci proibiti.

Ora i controlli sono aumentati e grazie anche alle forze dell’ordine si sono fatti passi da giganti. Il futuro è dei corridori puliti, ma come sempre c’è chi bara e prima o poi viene beccato. Negli ultimi anni abbiamo visto coinvolti anche quasi tutti i corridori più significativi. Ma noi in Italia abbiamo il campione più pulito, Vincenzo Nibali, un esempio per il mondo. Voglio sottolineare che nel 2017 il ciclismo ha portato al Coni il record di 34 medaglie da mondiali ed Europei. Medaglie pulite perché chi le ha vinte è stato sottoposto a molti controlli”.