Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador commentatore per l’emittente del televisiva

Alberto Contador commentatore su Eurosport in lingua spagnola oltre all’impegno con il team Polartec-Kometa assieme a Ivan Basso

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador trova una nuova squadra! No nessun inatteso ritorno in sella e nemmeno la notizia già nota del suo impegno con la Polartec-Kometa assieme a Ivan Basso. Alberto sarà impegnato con il ruolo di commentatore per Eurosport. Contador quindi continuerà ad essere coinvolto a tempo pieno nel mondo delle due ruote. I tifosi spagnoli lo potranno dunque vedere, certo con una veste totalmente diversa, alle corse ciclistiche.

L’ex campione della Trek-Segafredo andrà a rinforzare la squadra di Eurosport che già può contare su talenti delle due ruote e del microfono come Antonio Alix, Eduardo Chozas, Luis Jiménez, Juan Antonio Flecha o Laura Meseguer.

“L’invito di Eurosport a collaborare come commentatore mi ha entusiasmato molto perché amo il ciclismo, è la mia passione e mi diverto non solo a gareggiare, ma anche a guardarlo. Questa è un’opportunità che mi motiva a continuare ad essere presente e seguire le notizie delle gare” sono state le prime parole del neo commentatore Contador.

 

Davide Formolo programma il 2018

Davide Formolo programma il 2018, sarà l’anno della svolta?

Davide Formolo programma il 2018: i complimenti di Basso e Cassani non bastano, serve una svolta!

Davide Formolo programma

Davide Formolo programma il 2018

Davide Formolo programma la svolta della sua carriera che da sempre è ricca di possibilità. “Sono convinto che Formolo nel prossimo triennio vincerà il Giro d’Italia ha dichiarato tempo fa Ivan Basso e anche da parte del CT Davide Cassani sono sempre arrivati elogi sulle caratteristiche del giovane corridore veneto.

“Roccia” (cosi è soprannominato Formolo) ha 25 anni ed è giunto ad una svolta nella sua carriera. Fino ad oggi i risultati ottenuti non sono completamente in linea con le aspettative (un solo successo al Giro 2015 e tanti piazzamenti mentre nelle classifiche generali il meglio è stato il quarto posto al Giro di Polonia 2016).

Nello scorso Tour of the Alps era in corsa per il podio, ma si è ritirato alla quarta tappa, per prepararsi alla Liegi-Bastogne-Liegi  (chiusa poi in 23esima posizione) ma in generale tutto il suo 2017 non lo ha visto protagonista. Al Giro d’Italia problemi di condizione lo lasciano lontano dal podio terminando al decimo posto in generale.

Davide Formolo è dunque chiamato per il 2018 ad un salto di qualità per non doversi accontentare di un ruolo da gregario. Il cambio di team, dopo cinque anni con la Cannondale, potrebbe aiutarlo in questo percorso.

La maglia della Bora–Hansgrohe potrebbe dare nuova energia e motivazione al  corridore veneto, in considerazione del fatto che  il team tedesco ha deciso di puntare su di lui come uomo di  classifica garantendo libertà ed appoggio da parte dei compagni.

La fiducia del nuovo team c’è, il talento non è mai mancato ora tocca a Davide Formolo dimostrare di essere in grado di sfruttare il nuovo ruolo da capitano per ottenere fin dall’inizio dei risultati convincenti mentre se così non fosse il rischio di sprofondare nell’anonimato potrebbe essere concreto.

Jacopo Mosca, intervista esclusiva per ciclonews

Jacopo Mosca intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Jacopo Mosca

Jacopo Mosca

Jacopo Mosca 24enne piemontese della Wilier Triestina Selle Italia reduce da una buona stagione con la vittoria del Tour Hainin è stato ospite di ciclonews per una simpatica notizia.

Ciao Jacopo, grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come mai  hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Fin da piccolo ho avuto la passione per le due ruote anche se in famiglia nessuno prima di me aveva corso in bicicletta. Ho cominciato a undici anni in modo serio con le prime gare da G5. Devo poi ringraziare mio padre che mi è sempre stato vicino e spesso mi ha accompagnato durante gli allenamenti o alle corse.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Beh devo ammettere che se vuoi emergere anche nelle categorie giovanili il livello di impegno è molto altro ed è normale che si debba fare qualche rinuncia che magari pesa ma sinceramente questo sport mi ha insegnato l’amore per la fatica e la dedizione per il lavoro duro. Alla fine il piacere che ottieni nel vedere i tuoi miglioramenti ti ripaga delle rinunce fatte.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Può sembrare una frase fatta ma quello che il ciclismo ti insegna ti tornerà utile per tutta la vita. Ecco se un ragazzino mi chiedesse perché iniziare con questo sport gli direi proprio questo. Il ciclismo ti insegna a non mollare, a fronteggiare senza paura le difficoltà a rialzarti quando cadi a terra e penso che nella vita possa accadere di trovarsi a terra. Ecco se impari a rialzarti quando sei fisicamente sull’asfalto avrai la forza di rialzarti quando sarai a terra nei momenti difficili della vita.

La corsa che ricordi con più piacere?

Credo che il sogno di ogni ragazzino che pratica il ciclismo in Italia sia quello di avere l’opportunità di correre il Giro d’Italia, io quest’anno non sono riuscito a prendervi parte e spero di avere l’occasione di cimentarmi nella corsa rosa magari già nella prossima stagione sportiva

Cosa ama fare Jacopo Mosca nel tempo libero?

Beh diciamo che tutto dipende da quando ho tempo libero. Il ciclismo ti prende molto tempo tra allenamenti e gare e non sempre il mio tempo libero corrisponde a quello dei miei amici o della mia ragazza. Però appena ho l’occasione amo stare con amici o uscire con Federica (la mia ragazza) anche se pure lei è molto impegnato con lo studio.

Che musica ti piace? 

Non sono un grande esperto di musica, diciamo che ascolto quello che mi trasmette emozioni. Devo dire che ho una predilezione per la musica di qualche anno fa che ritengo essere qualitativamente migliore della attuale, però non ho un gruppo o un genere preferito.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Devo dire che quando ho iniziato a correre avevo come mito Ivan Basso non tanto per il suo modo di essere ma proprio per le sue vittorie. Crescendo ho imparato a guardare oltre la prova sportiva e devo dire che Ivan, per impegno e dedizione al ciclismo abbia tantissimo da insegnare e credo che nella sua nuova avventura possa aiutare tanto i giovani a crearsi la giusta mentalità per essere competitivi.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Generalmente seguo molto lo sport anche se non posso definirmi un esperto di altri sport. Non ho un mito in generale ma ultimamente ho letto il libro di Andre Agassi e devo dire che è molto bello leggere la vita di uno dei più grandi Tennisti, partito dal basso ed arrivato al Top.
Amo poi l’atletica un po’ per “colpa” della mia fidanzata, Federica, che la pratica fin da quando era bambina cosi, nella pausa invernale mi capita di uscire a correre con lei.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sono da poco tornato da una splendida vacanza a Capoverde in cui ho rigenerato le batterie in vista della nuova stagione. Ora si riprende a fare sul serio in vista del 2018 in cui spero di potermi togliere qualche grande soddisfazione per me e per il team.

 

Ivan Basso: “attenzione a Landa”

Ivan Basso: “Contador era una fenomeno! Landa farà bene”

Ivan Basso

Ivan Basso

Ivan Basso ha lasciato da qualche anno ormai il ruolo di ciclista professionista per dedicarsi a compiti dirigenziali. Ora che l’ex compagno di team ai tempi della Tinkoff ha appena la bicicletta al chiodo, il varesino e lo spagnolo saranno insieme alla guida di una nuova squadra Continental, la Polartec Kometa. Il team sarà la “cantera”, per dirla alla iberica, della Trek Segafredo ma la mano tricolore si nota nella scelta di due giovani talenti azzurri come Michele Gazzoli e Matteo Moschetti e nella collaborazione con il Centro Mapei.

Ivan Basso “Un altro Contador non c’è, però…”

“Ogni campione è unico ed è difficile pensare di trovare un nuovo Alberto Contador” ha dichiarato il varesino a CyclismActu – ma credo che Landa sia il corridore che in questo momento ha più talento di tutti”.
Il passaggio di Mikel Landa dal Team Sky di Chris Froome alla Movistar di Nairo Quintana è stato uno dei trasferimenti più chicchierati del ciclo-mercato e a poche settimane da quando lo spagnolo ha messo la maglia del team iberico non mancano già le frecciate tra i due.

E’ naturalmente un ragionamento in stile fantaciclismo ma Basso si è espresso sul valore di Mikel: “Se avessi un budget per prendere un corridore in questo momento prenderei proprio Landa”. Sappiamo l’ex campione di Cassano Magnago (VA) come la pensa, vediamo cosa dirà la strada.

Matteo Moschetti intervista per Ciclonews

Matteo Moschetti si racconta a www.ciclonews.biz

Matteo Moschetti

Matteo Moschetti

Matteo Moschetti, Campione Italiano degli Under 23 e fresco vincitore della Coppa d’Inverno, il prossimo anno andrà a correre nella Polartec-Kometaformazione di sviluppo Continental della Trek-Segafredo, voluta da Alberto Contador, e diretta da Ivan Basso. In questa intervista ci racconta della sua passione per il ciclismo.

Ciao Matteo e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come è nata la passione per il ciclismo?

Ciao ragazzi e grazie a voi per questo spazio. Il mio primo approccio con lo sport è stato col calcio. Come tanti bambini la mia passione era per il pallone e dunque i miei genitori mi hanno iscritto ad una scuola calcio. Nel frattempo, però, un caso amico di famiglia che era presidente del Velo Sport Abbiategrasso cercava di convincermi, senza troppi risultati, a provare con il ciclismo. Francamente a me piaceva il pallone e “la corte” cadde prima ancora di iniziare. Poi un giorno andai a vedere una corsa di mio cugino e come per magia scattò la voglia di provare a correre. Chiesi ai miei genitori di portarmi a provare per una squadra di ciclismo ma all’inizio erano contrari. Poi, grazie alla mia insistenza, acconsentirono e cominciai a correre in bici senza mollare il pallone almeno fino alla terza media quando decisi che il ciclismo sarebbe stato il mio sport.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Sicuramente il ciclismo è uno sport duro e impegnativo sotto questo aspetto. Richiede uno stile di vita ben preciso e tante volte difficile da comprendere per un adolescente. Però devo dire che tutto ciò non mi è mai pesato anzi, mi ha permesso di vivere esperienze ed emozioni incredibili con delle squadre in cui prima che compagni si era, e tuttora si è, amici. L’unica cosa che, forse, un po’ rimpiango è quella di non aver partecipato alle gite scolastiche negli ultimi anni di superiori, forse all’epoca qualche giorno “tranquillo” potevo concedermelo

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo e la bici a livello umano ti danno davvero tanto. Questo sport mi ha permesso di conoscere tanta gente, tante culture e modi di pensare diversi dal mio. Credo che questa sia una cosa fondamentale per un ragazzo: imparare a conoscere il “mondo” che ci circonda oltre l’ambito degli amici o della famiglia, aprire gli occhi al mondo. Ho imparato che se lavori tanto, in silenzio e quotidianamente prima o poi quel lavoro darà i suoi frutti, anche se a volte può non sembrare così. Insomma consiglieri il ciclismo a tutti i ragazzi e le ragazze perché è una grande scuola di vita

C’è una corsa che Matteo Moschetti ricorda con più piacere?

Sono tante le corse che ricordo con piacere, da spettatore e appassionato ricordo con molto piacere il mondiale di Stoccarda in cui vinse Paolo Bettini, andai in Germania a vederlo con la mia famiglia, fu un esperienza incredibile. Per quanto riguarda la mia carriera, di sicuro la vittoria nel Campionato Italiano di questo giungo, una giornata indimenticabile

Cosa fa Matteo Moschetti nel tempo libero?

Nel poco tempo libero che ho a disposizione mi piace uscire con i miei amici, stare in compagnia e passare delle serate tranquille. Sono un ragazzo tranquillo, mi piace guardare film,  leggere qualche libro e poi mi piace viaggiare anche se la stagione è talmente lunga che mi rimangono solo poche settimane all’anno per farlo.

Che rapporto hai con la musica?

Mi piacciono quasi tutti i tipi di musica, ne ascolto tantissima, sopratutto mentre mi alleno, aiuta a concentrarti, a rilassarti e a volte perché a riflettere. Se dovessi farti qualche nome direi sicuramente, Jovanotti i Coldplay, Samuel e i the Script

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Direi Gino Bartali, che oltre ad essere stato un grande campione è stato anche una grande persona. Mi ha colpito la sua storia, penso sia un esempio da seguire. E poi anche Gianni Bugno, un corridore con una classe infinita

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Si, certo mi piacciono molti sport e quando riesco lì seguo anche in TV. Ogni tanto vado a giocare a calcio e in montagna a sciare anche se ultimamente ho dovuto un po’ abbandonarle perché sono attività rischiose. Un mito a cui mi ispiro al di fuori del ciclismo è Pietro Mennea, ha fatto del sacrificio e della forza di volontà due punti di forza

Quali sono  prossimi obiettivi professionali di Matteo Moschetti?

I miei prossimi obbiettivi, sono quello di ben figurare la prossima stagione con la mia nuova squadra la Polartec Kometa, migliorare a livello fisico ma sopratutto psicologico, cercando di costruire una mentalità vincente e da leader che mi possa permettere di fare un ulteriore passo in avanti!

Polartec–Kometa collabora con Mapei Sport

Polartec–Kometa ha siglato un accordo con il Mapei Sport Research Center

Polartec-Kometa

Ivan Basso al centro Mapei Sport

Polartec–Kometa la formazione Continental di Alberto Contador  e Ivan Basso sarà seguita il prossimo anno dal Mapei Sport Research Center come già avviene per la Trek – Segafredo. I corridori della squadra satellite della Trek saranno dunque seguiti nella preparazione e negli allenamenti dalla azienda italiana.

“Ho personalmente avuto l’opportunità di essere seguito dal Mapei Sport per otto stagioni agonistiche – ha commentato Ivan Basso – e ho avuto modo di apprezzarne la serietà e qualità professionale. E’ un onore poter far seguire i nostri ragazzi da una struttura di eccellenza come quella della Mapei. Va ringraziato Guercilena che ha lavorato per stringere questa sinergia e siamo certi che le metodologie con cui verranno seguiti i nostri atleti sono una garanzia per permettere ai ragazzi di progredire nel miglior modo possibile ed essere preparati per la prima squadra”.

 

Partenza del Giro d’Italia le dichiarazioni da Israele

Partenza del Giro d’Italia: ecco cosa ne pensano i protagonisti

partenza del giro

Il Logo del Giro

Partenza del Giro d’Italia da Israele  è stata presentata  la Grande Partenza della Corsa Rosa edizione 101 – in programma dal 4 al 27 maggio e organizzata da RCS Sport/ La Gazzetta dello Sport – che muoverà da Israele, per la prima volta fuori dai confini dell’Europa e per la tredicesima fuori dai confini italiani (e per la prima volta con otto corridori per team). Ecco le dichiarazioni dall’evento di presentazione

Paolo Bellino, Direttore Generale di RCS Sport, ha dichiarato: “Per tutto il gruppo RCS e per il Giro d’Italia in particolare è un’opportunità unica portare un evento come il nostro in Israele, prima volta per un grande Giro fuori dall’Europa. L’internazionalizzazione mediatica e la ricerca di nuove frontiere per le nostre manifestazioni, e in particolare per la Corsa Rosa, sono obiettivi che ci stimolano e che ci devono far guardare anche oltre i confini italiani senza mai dimenticare la nostra storia e la nostra nazione. Il Giro deve diventare ogni giorno di più una vetrina che racconta e promuove il Paese Italia nel Mondo. Anche per questo abbiamo scelto Israele – come Grande Partenza per il 2018 – tra le tante richieste che ci sono arrivate dall’Italia e dall’estero. Quelli che andremo a toccare durante la manifestazione sono luoghi unici che sono certo verranno molto apprezzati dagli spettatori dei 194 Paesi che trasmetteranno il Giro in diretta nei 5 continenti”.​

Il Direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni, ha sottolineato: “È per noi un orgoglio poter annunciare oggi a tutti questa storica Grande Partenza. Ogni anno il Giro vuole narrare luoghi e storie di grande interesse. Senza dubbio città come Gerusalemme con la cronometro, Tel Aviv con l’arrivo sul suo lungomare, le partenze di Haifa e Be’er Sheva fino a toccare, l’ultimo giorno, le rive del Mar Rosso ad Eilat rientrano a pieno titolo in questa filosofia. I territori attraverso i quali passeranno le tappe in Israele mostreranno al mondo tradizione, cultura e scenari meravigliosi. Il Giro è soprattutto un grande veicolo di promozione turistica per i paesi e le città attraversate. Vedremo tre frazioni spettacolari che sorprenderanno sia dal punto di vista sportivo che da quello paesaggistico. Sono convinto che l’accoglienza per tutta la carovana rosa – come abbiamo potuto già apprezzare in questi giorni e anche nelle precedenti esperienze all’estero – sarà davvero speciale”.​

Il Ministro dello Sport italiano, Luca Lotti, presente in sala, ha dichiarato: “La partenza da Gerusalemme sottolinea l’esistenza di un ponte ideale, fatto di storia, cultura e tradizioni, tra le nostre terre. Ma c’è un ulteriore aspetto che, da toscano, mi rende particolarmente orgoglioso: il fatto che questa edizione del Giro d’Italia nasca nel ricordo del grande Gino Bartali. È bello che la sua figura venga ricordata proprio qui, a Gerusalemme, perché il grande “Ginettaccio” – così lo chiamavano i suoi tifosi e gli sportivi che lo hanno amato e seguito – non è stato soltanto un grande campione dello sport. È stato anche uno straordinario campione della vita, un uomo di virtù eroiche che vanno trasmesse soprattutto alle giovani generazioni. Per non dimenticare”.

Alberto Contador, vincitore dei Giri d’Italia 2008 e 2015, ha commentato: “È incredibile che il Giro d’Italia parta fuori dall’Europa. È un’ottima notizia per il mondo del ciclismo. Avevo già visitato Israele nel 2012 ed ero stato a Gerusalemme. Sarà un Giro eccezionale, una grande opportunità per la popolazione. Li invito tutti sulle strade per provare le grandi emozioni che solo il Giro sa dare. Per me è una corsa incredibile con tifosi speciali e, nei tre anni in cui ho partecipato, correvo ogni giorno col sorriso”.

Ivan Basso, vincitore dei Giri d’Italia 2006 e 2010, ha detto: “Il Giro d’Italia è sempre una grandissima emozione, soprattutto per un italiano come me che sognava di correre in bicicletta. Questa corsa è il massimo, non finisce mai di stupire. Ogni anno il Giro presenta qualche novità, rendendola unica. Questa volta lo è ancora di più con la partenza dalla città più spirituale del mondo. Lo renderà ancora più speciale”.​​

GIRO 100: IL MORTIROLO SARÀ LA SALITA SCARPONI

Il Giro d’Italia non può dimenticare un grande campione, un grande amico e un grande uomo che avrebbe corso quest’anno la sua dodicesima Corsa Rosa. Ha pensato così di omaggiarlo dedicandogli in questa edizione una delle salite simbolo della corsa: il Mortirolo.

Questa salita, nota in tutto il mondo e rispettata da ogni ciclista, nel 2010 è stata per Michele Scarponi il trampolino di lancio della sua ultima vittoria al Giro d’Italia, all’Aprica, davanti a Ivan Basso e Vincenzo Nibali.

In occasione della Tappa 16 Rovetta-Bormio, di Martedì 23 Maggio, il corridore che transiterà per primo al Gran Premio della Montagna del Mortirolo otterrà un punteggio doppio rispetto a quello previsto nel regolamento e sarà premiato, sul podio finale di Milano, durante il cerimoniale di chiusura del Giro.

Intervista ad Edward Ravasi

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Intervistiamo oggi Edward Ravasi (corridore classe 94, della provincia di Varese in forza alla UAE Team Emirates.

Ciao Edward, sei uno dei talenti emergenti del ciclismo italiano, come ti sei approcciato a questo sport e in quele momento hai capito di poter diventare un pro?

Ciao, devo dire che fin da piccolo mi sono approcciato a questo sport poi  nelle categorie giovanili l’ho vissuto come attività fisica  e svago. Ho iniziato a capire  che  poteva concretizzarsi l’idea di diventare un professionista  nel mio secondo anno al  Team Colpack dopo il Valle d’Aosta e con la vittoria di tappa al Valli Cuneesi.
Il ciclismo è uno sport individuale a squadre ma il legame tra compagni di squadra è qualcosa di indissolubile, hai qualche amico speciale nel mondo del ciclismo?

Ho avuto sempre buonissimi rapporti con tutti i compagni con cui ho corso anno dopo anno, devo dire che un’amicizia un po’ più stretta l’ho instaurata con quelli con cui pedalo sulle strade di casa con cui l’amicizia resiste anche se magari abbiamo impegni agonistici diversi.

 


Risultati immagini per edward ravasiSei di Besnate in provincia di Varese, hai qualche percorso nel varesotto che adori come terreno di allenamento?

Mi piace un po’ tutta la provincia siamo davvero fortunati tra percorsi e paesaggi,in particolare d’estate mi piace restare verso nord provincia in Valcuvia e in Valganna, li c’è davvero poco traffico e i percorsi possono essere davvero duri e allenanti.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

A inizio anno non me ne sono prefissati ed ho fatto bene! Purtroppo la mia programmazione è un po saltata a causa di un infortunio. Ripresi gli allenamenti sono ripartito dal Giro di Croazia e ora mi confronterò con il Giro d’Italia.

Ho la possibilità di correre un grande Giro, un sogno per ogni corridore professionista, è una bella occasione per fare esperienza per i prossimi anno ma, prometto, appena si presenterà l’occasione,  sicuramente proverò ad approfittarne!
Il ciclismo è uno sport di sacrificio e per emergere sicuramente hai dovuto rinunciare a molto ma questo sport ti ha dato altrettanto, perché lo suggeriresti a un ragazzino?

Si, è vero, spesso bisogna rinunciare a diverse cose. Ad esempio il riposare dopo un allenamento quando potresti uscire con gli amici la sera o lo stare sempre molto  attento a tavola possono pesare ma la gioia che provi quando raggiungi un obbiettivo non la scambierei con nulla al mondo, ti lascia  una sensazione che ripaga moltissimo e,  in quei momenti, apprezzi ancora di più le semplici cose della vita.
Hai qualche hobby particolare per il tuo tempo libero?

Non ho un hobby in particolare, come dicevo prima la bici ti lascia poco tempo e cosi devi godere delle cose importanti della vita come state con la mia ragazza e vedermi con gli amici
Segui qualche altra disciplina sportiva?

Sinceramente io adoro quasi tutto lo sport, ma se proprio vuoi che scelga, ti dico lo sci e l’altetica

Risultati immagini per edward ravasiIl tuo campione preferito del ciclismo e perché?

Non ne ho uno in particolare ma forse Alberto Contador è quello, grazie  alla sua imprevedibilità, mi ha affascinato di più. E poi devo dire che Ivan Basso è un esempio di professionalità per noi ragazzi giovani.

Il tuo sportivo preferito (oltre il ciclismo) e perché ?

Beh visto che adoro l’atletica non posso non dire Usain Bolt. Perché? Beh, facile,  è il più forte di tutti