Lance Armstrong: “voglio aiutare Ullrich”

Lance Armstrong: “Farò tutto per aiutare Ullrich”

Lance Armstrong parla dell’ex rivale Jan Ullrich, vuole aiutarlo e su Pantani: “Non merita di essere infangato”

Lance Armstrong e Ullrich

Lance Armstrong e Ullrich

Lance Armstrong conosce bene cosa vuol dire l’oblio. Indipendentemente dal pensiero che si può avere sul texano è palese che abbia conosciuto non pochi fantasmi nella sua vita. Ora, ad una settimana circa dalla notizia shock che ha colpito l’ex capitano della Telekom Jan Ullrich, l’ex corridore della US Postal Service ha voluto dire la sua.

Ullrich, lo ricordiamo, è stato arrestato a Francoforte con accuse di lesioni gravi e pericolose. L’ex atleta teutonico reduce da una denuncia in Spagna si è poi ricoverato in un Ospedale psichiatrico per via della dipendenza da sostanze.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso Ullrich questa situazione è conseguenza della separazione dalla moglie. Sulla vicenda ha detto la sua Lance Armstrong, storico antagonista del tedesco:

 

Farò di tutto per aiutare Jan, è stato uno degli avversari più degni che ho trovato sulla mia strada non merita di essere infangato come sta avvenendo”.

Le vicende del campione tedesco ricordano, per certi versi, quelle che hanno colpito Marco Pantani e lo stesso Armstrong ha speso una parola per questo fatto ed in particolare per come in Germania il pubblico indichi Erik Zabel come esempio opposto a Ullrich:

“Anche Pantani è stato infangato, in Italia si loda Ivan Basso  e si è infangato il Pirata”

sono state le parole del texano, intervistato dacyclingtips.

 

La scorsa settimana il quotidiano tedesco Bild ha citato l’avvocato di Ullrich Wolfgang Hoppe dicendo che Armstrong era pronto a volare in Europa per aiutare l’ex rivale.

“Lance Armstrong è molto interessato al destino di Jan,  e dice che la comunità ciclistica deve restare unita”, ha detto Hoppe. “Ma la cosa più importante è che Jan voglia essere aiutato. Allora Armstrong è pronto per salire su un aereo con un medico e venire in Europa “

Francesco Guidolin lo Zoncolan l’ho scoperto io

Francesco Guidolin lo Zoncolan e l’Udinese del 1998

Francesco Guidolin lo Zoncolan lo conosce bene, lo ha affrontato per la prima volta nell’agosto del 1998 quando allenava l’Udinese durante il Trofeo Birra Moretti

Francesco Guidolin

Francesco Guidolin

Francesco Guidolin lo Zoncolan lo conosce bene, l’ex tecnico dello Swansea in Inghilterra ama da sempre il ciclismo, è il suo modo per scaricare la tensione e lo stress che un allenatore di una squadra di calcio è solito accumulare nel corso della stagione.

Nell’agosto del 1998, Francesco Guidolin siede sulla panchina dell’Udinese. La squadra friulana ospita un grande classico del calcio d’Agosto, il torneo amichevole Trofeo Birra Moretti, e nella prima partita va in vantaggio contro l’Inter. Guidolin non si alza ad esultare e tutti si chiedono se vi siano dei dissapori o dei problemi. In realtà la mattina il buon Francesco si è avventurato con la sua bicicletta, fedele compagna di tante sgambate, fino alla cime dello Zoncolan.

Lo Zoncolan non è, nel 1998, così noto se non agli appassionati di locali, mai una corsa ufficiale lo ha scalato ma quel giorno le gambe di Francesco Guidolin fanno conoscenza del “mostro” carnico. Lo Zoncolan non è una salita comune è la manifestazione dell’imponenza della natura. L’idea della piccolezza dell’uomo di fronte alla roccia, alle rampe infami della salita.

Quel giorno Guidolin lo scopre: “in senso lato, almeno per il grande ciclismo. Perché non avevo mai visto una salita così terribile e ho cominciato a spargere la voce nel mondo della bicicletta”

Il Mostro Zoncolan farà il suo debutto alla corsa rosa cinque anni più tardi dal versante di Sutrio, il meno duro. “Lo Zoncolan è la salita più dura al mondo – continua Guidolin – non sono un professionista ma di salite ne ho fatte tantissime”.

Ma come ha fatto Guidolin a incrociare il Mostro Carnico? “Nel 98 l’Udinese era in ritiro ad Arta Terme e grazie ad un ragazzo del posto di nome Daniele ho scoperto questi luoghi meravigliosi. Il ragazzo mi parlava sempre dello Zoncolan, così all’ultimo giorno di ritiro, che coincideva con il Trofeo Moretti, ci siamo spinti ad affrontarlo. La strada era sterrata, un viottolo di montagna fangoso, i primi chilometri erano duri ma nulla di strano poi ecco i sei chilometri successivi e li ho capito che ero di fronte alla salita più dura al mondo”.

“Solo con la forza della disperazione ho finito quella salita – prosegue l’allenatore – ammetto che ho ache messo il piede a terra cosa che non faccio mai. Lo Zoncolan è il Wembley del ciclismo quel giorno ne ho capito il potenziale”.

Da quel momento Francesco Guidolin comincia a parlare del Monte Zoncolan così Enzo Cainero si impegna per organizzare l’arrivo di tappa in cima al Mostro e da quel momento si scrive un nuovo pezzo di storia del ciclismo mondiale.

I vincitori sullo Zoncolan

Anno Tappa Km Vincitore Tempo
2003 12ª 185 Gilberto Simoni
2007 17ª 142 Gilberto Simoni 39’03”
2010 15ª 222 Ivan Basso 40’45”
2011 14ª 172 Igor Antón 40’50”
2014 20ª 167 Michael Rogers 44’30”
2018 14ª 186 Chris Froome 39’58”

Nove Colli 2018 tra vip, chiodi e beneficenza

Nove Colli 2018 tra sabotaggio e tanti vip

Nove Colli 2018 ha fatto registrare ben 12000 atleti al via tra cui tanti vip e lo spiacevole “sabotaggio” con chiodi sul percorso

Nove Colli 2018

Nove Colli 2018

Nove Colli 2018 giunta alla 48esima edizione ha fatto registrare ben 12.000 atleti al via tra cui anche tanti vip ed ex ciclisti. Al via (ma solo come ospite) anche Mario Cipollini sempre al centro delle cronache rosa nazionale. Presente anche il due volte vincitore del Giro di Lombardia Joaquim “Purito” Rodriguez e il trionfatore di due Giri d’Italia Ivan Basso. Tra i VIP al via anche il Signore degli Anelli Yuri Chechi e gli ori olimpici Antonio Rossi (canottaggio) e Cristian Zorzi (sci di fondo).

La corsa è partita dal porto di Cesenatico per arrivare sul lungomare Carducci, con un passaggio anche tra gli scenari suggestivi dell’Alta Valmarecchia.

La prova nella 200 chilometri è andata a Federico Pozzetto, triestino classe 1990 con un passato tra i pro. Tra le donne la vittoria è andata alla bellissima e fortissima Simona Parente regina delle Granfondo.

Nel percorso breve il vincitore è stato lo spagnolo Oliver Aviles, ex campione del mondo Mtb a Livigno 2006 mentre tra le donne si è imposta Barbara Lancioni.

Nove Colli 2018: chiodi sul percorso

La bella giornata è stata in parte rovinata dal solito deficiente che ha pensato di diventare protagonista disseminando chiodi di piccole dimensioni lungo il percorso.

Sono state decine le gomme che tra i circa 26 mila pneumatici in corsa sono state vittime della stupidità umana. Il genio ha agito subito dopo il piccolo borgo di Piandispino nella salita che porta a Pieve di Rivoschio.

Tanti partecipanti hanno dovuto fermarsi per sostituire le ruote bucate, alcuni hanno preferito ritirarsi dalla corsa.

Tra le vittime del vile comportamento anche l’ex vincitore del Giro d’Italia, Ivan Basso, impegnato con la squadra speciale per la raccolta fondi per la Pediatria di Rimini.“. Il corridore varesino ha raccolto e donato circa 20mila euro all’ Istituto Oncologico Romagnolo Onlus (Ior) a favore di progetti del reparto di oncologia pediatrica.

Il responsabile del gravissimo comportamento, qualora venissi individuate, rischia diversi capi d’accusa compreso quello di attentato ai trasporti che prevede pene tutt’altro che leggere.

 

 

 

 

 

Francesca Baroni intervista esclusiva per ciclonews

Francesca Baroni intervista con la giovane atleta toscana

Francesca Baroni intervista con l’atleta della Selle Italia – Guerciotti –Elite talento del ciclocross italiano under 23 e della categoria Elite

Francesca Baroni

Francesca Baroni

Francesca Baroni, intervista con l’atleta toscana di Bozzano, una frazione della ridente Massarosa, talento del ciclismo italiano. Talento del ciclocross tricolore, in forza al team SelleItalia-Guerciotti-Elite e al Vallerbike ASD, sta ottenendo ottimi risultati nella categoria Under23 (Francy è una classe 1999).

Ciao Francesca, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come è nata la tua passione per il ciclismo?

La mia passione per il ciclismo nasce grazie a Ivan Basso (e lui lo sa!). All’età di 6 anni guardando la TV mi accorsi di un ciclista che stava vincendo il Giro d’Italia e mi “innamorai” di lui, era Ivan Basso!!! Per mia fortuna l’ho conosciuto subito anche personalmente, il primo incontro è stato molto emozionante e da allora continuiamo ogni tanto a sentirci e a vederci, è sempre molto disponibile con me.
Da quel giorno ho scelto la bici come compagna di vita, anno dopo anno ho sempre continuato senza mai mollare ed eccomi al primo anno di Elite per la strada ed al primo di U23 per il fuoristrada.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Penso la abbia influenzato molto, sicuramente mi ha dato delle regole e i sacrifici sono stati e sono tuttora tanti. Si deve sempre stare attenti a quello che si mangia, la sera a letto presto, nel weekend ci sono le gare.  Ma visto che ormai sono 12 anni che pedalo non riesco ad immaginarmi come potrebbe essere stata la mia adolescenza senza bici!

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

La cosa più importante che ho imparato è quella di “non mollare mai fino alla fine!” e questo mi servirà sicuramente anche nella vita! Poi, come già detto prima, quello di avere delle regole come l’attenzione, la precisione, la puntualità e per ultimo ma non meno importante, il costante contatto con altre persone che spesso da avversarie si trasformano a fine gara in vere e proprie compagnie ed amicizie…

C’è una corsa che Francesca Baroni ricorda con particolare piacere?

Sicuramente il Campionato Italiano di Ciclocross del 2016 a Monte Prat in Friuli quando ho vinto la mia prima maglia tricolore da Juniores al primo anno, una emozione indescrivibile che non potrò mai dimenticare…

 C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Come già detto in precedenza Ivan Basso! Attualmente sono una fan sfegatata di Peter Sagan che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere anche personalmente, è proprio un “matto” e persone come lui non fanno altro che bene al ciclismo!

A livello femminile ammiro molto Pauline Ferrand-Prévot capace di vincere 3 mondiali nello stesso anno in discipline diverse, anche per me è molto importante e fondamentale la multidisciplinarietà,

Cosa fa Francesca Baroni nel tempo libero?

A dire il vero di tempo libero ne ho veramente poco! Tra la bici e lo studio sono sempre molto impegnata ma quel poco di tempo che mi rimane lo passo sui social al cellulare, guardo un po’ di TV e leggo qualche libro e, molto importante, cerco sempre di riposare e recuperare un po’ di energie

Come ti trovi nel team?

Attualmente corro con la Vallerbike ASD di Empoli, con loro pratico sia strada che mountain-bike, lo ripeto, io credo molto nella multidisciplinarietà anche se purtroppo in Italia non è facile da praticare. Per il ciclocross sono legata alla SelleItalia-Guerciotti-Elite, top team italiano, non potevo chiedere di più, è sempre stato il mio sogno correre per loro… Con entrambi i teams mi trovo molto bene e cerco di ripagare la fiducia che hanno nei miei confronti con il massimo impegno e, spero, con qualche bel risultato!

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Francesca Baroni?

Io ce la metterò sempre tutta, questo è sicuro!!! Vedremo strada facendo, quest’anno è molto duro e difficile visto che sono al primo anno U23 (già Elite per la strada!).
L’inizio stagione con il Ciclocross non è andato male e per adesso anche in MTB credo che me la stia cavando. Su strada le gare un po’ più importanti cominciano adesso. Vedremo, ma la gara più importante e dura di quest’anno penso di averla a fine Giugno quando dovrò affrontare gli esami di maturità, ma anche li arriverò al “Traguardo”

Matteo Moschetti fenomeno del ciclismo tricolore

Matteo Moschetti fenomeno del presente e del futuro?

Matteo Moschetti fenomeno della formazione Continental Polartec-Kometa, creata da Alberto Contador ed Ivan Basso.

Matteo Moschetti fenomeno nascente

Matteo Moschetti fenomeno nascente

Matteo Moschetti fenomeno del ciclismo italiano in assoluta rampa di lancio, il corridore attualmente in forza al team continental Polartec-Kometa, creata da Alberto Contador ed Ivan Basso sta stupendo tutti con un inizio di stagione davvero di assoluta qualità.

Matteo Moschetti fenomeno lo è sempre stato ma possiamo tranquillamente affermare che le sue eccellenti prestazioni nelle prime uscite da corridore internazionali sono andare ben oltre le più rosee aspettative.

Il ventunenne lombardo, vincitore nel 2017 del titolo nazionale under 23, si è assolutamente ambientato tra gli élite con la maglia della Polartec-Kometa tanto che la Trek (per cui il team di Contador è la “cantera”) ha annunciato di aver siglato un accordo con il giovane talento per le stagioni 2019 e 2020.

Il corridore di Robecco sul Naviglio,classe 1996, vincitore nel 2017 del titolo nazionale under 23 con la maglia Viris, sinora ha già siglato qualcosa come sei le vittorie in stagione, cifra che lo porta al secondo posto al mondo al pari di Elia Viviani e alle spalle del solo Alejandro Valverde.

Se da una parte il pedale tricolore resta appesa al suo fuoriclasse, Vincenzo Nibali capace di azioni assolutamente incredibili come quella della scorsa Milano-Sanremo, dall’altro sta vedendo sbocciare alcuni talenti di primissimo livello.

Il ventunenne della Polartec-Kometa ha colto la sesta gioia del 2018 superando nella La Haye-Caen di 151 km il britannico Connor Swift della Madison Genesis e il tedesco Alexander Krieger della Leopard Pro Cycling.

“Moschetti? Ha una classe super. Incredibile” parola di Alberto Contador. Un commento sul giovanissimo passista veloce arriva anche da di Ivan Basso: “Matteo è un corridore tutto da scoprire. Ha privilegiato lo studio, e questo è un bene, e non s’è mai allenato con grande metodo. Lo vedevi e notavi che non era mai tirato, ma ciò gli assicura anche dei grandi margini di miglioramento. Sapevo che era forte, però confesso: sono sorpreso, non me l’aspettavo così tanto”.

Moschetti, con il quale abbiamo avuto modo di fare una interessante chiacchierata lo scorso mese di novembre è un ragazzo attento e dedico al lavoro, condizioni indispensabile come base per diventare un campione e, se il buon giorno si vede dal mattino, Matteo è sulla giusta strada per il successo.

Polartec nuova Mapei, parola di Ivan Basso

 

Polartec nuova Mapei? Ecco la visione di Ivan Basso

Polartec nuova Mapei? Ecco cosa ne pensano Ivan Basso e Alberto Contador: la serietà è alla base del progetto in collaborazione con Mapei Sport

Polartec nuova Mapei?

Polartec nuova Mapei?

Polartec nuova Mapei? Matteo Moschetti (nostro ospite qualche mese fa) battendo in volata Jakub Mareczko della Wilier Triestina Selle Italia conferma la bontà dell’organico del team di Ivan Basso e Alberto Contador. La vittoria è avvenuta nella prima frazione del Tour of Antalya in cui il giovane ciclista della Polartec Kometa ha dato sfoggio alle sue qualità conquistando un trionfo più che meritato.

Matteo Moschetti ha analizzato la vittoria parlando con i colleghi de La Gazzetta dello Sport: “è stato un successo inaspettato. Dopo la Valenciana non sono stato bene, la mia presenza in Turchia era in dubbio: ora mi ritrovo con la maglia di leader e non mi sembra vero. Ivan mi ha contattato dopo la vittoria nel campionato italiano: il progetto mi ha attirato subito”.

Polartec nuova Mapei? Il roster è di primo piano

Ivan Basso, ex campione del pedale italiano, ora DS della Polartec Kometa, ha organizzato un roster veramente di primissimo piano:  da urlo. tanti giovani prospetti italiani e spagnoli che ambiscono a entrare nell’universo dei professionisti in poco tempo.

La formazione Continental è la “cantera” del Trek Segafredo: infatti la squadra spagnola è legata team americano. In questo inizio di stagione, la Polartec Kometa ha già vinto due tappe: una con Giuliano Kamberaj in Spagna e una in Turchia con Matteo Moschetti imponendosi come un punto di riferimento per i corridori più giovani.

Polartec nuova Mapei? Parla Ivan Basso

E’ giusto considerare la Polartec nuova Mapei? Ivan Basso non ha dubbi: “il nostro modello è quello, puntiamo a valorizzare giovani talenti o talenti inespressi. Vogliamo seguire tutte le tappe dei nostri atleti: abbiamo ideato un progetto che parte dai bambini, dalle scuole di ciclismo con cui stringiamo gemellaggi”.

Insomma non una operazione di immagine o a corto respiro ma qualcosa di più strutturato volto a valorizzare i prospetti di tutto il mondo. Il progetto è stato corroborato dalla bella prova di Giuliano Kamberaj in Spagna e i risultati proseguono.

Ma qual è il segreto del successo? Assolutamente la professionalità del progetto: “Entro sera ogni atleta deve caricare i dati dell’allenamento su una piattaforma. Questi vengono valutati da Andrea Morelli e Matteo Azzolini di Mapei Sport, gli allenatori. Anche io e Alberto controlliamo tutto: vogliamo formare uomini, atleti a tutto tondo. Il nostro obiettivo è essere ricordati tra 10 anni per avere fatto qualcosa di importante partendo dalle basi” ha dichiarato Ivan il Terribile e se lo dice lui c’è da fidarsi.

 

 

 

 

 

 

Salvaciclisti Gallarate paradiso delle due ruote?

Salvaciclisti: Gallarate appome appositi cartelli

Salvaciclisti la città diGallarate appone decine di Cartelli segnaletici in prossimità delle arterie principali della cittadina varesotta

Salvaciclisti: Ivan Basso a Gallarate

Salvaciclisti: Ivan Basso a Gallarate

Salvaciclisti eppur si muove! E’ una giornata felice per i ciclisti di Gallarate, comune della Provincia di Varese, in cui sono stati apposti una decina di cartelli, in corrispondenza delle maggiori arterie cittadine, per sensibilizzare gli autisti al rispetto degli utenti della strada a due ruote.

Gallarate è un paese che si sta dimostrando attento alla sicurezza dei suoi ciclisti e l’assessore Francesca Caruso spiega cosi l’iniziativa: “Ci teniamo a sensibilizzare chi percorre le nostre strade in auto o moto a sorpassare chi pedala senza correre rischi. Il metro e mezzo indicato dai cartelli blu affissi stamane è un suggerimento dettato dal buon senso e dalla pratica, non un obbligo visto che non è previsto dal codice della strada che parla di una generica distanza di sicurezza”.

La mossa segue il “Decalogo di Ivan Basso” con le dieci regole da rispettare quando si è in sella alla bicicletta e che hanno fatto furore tra gli studenti della città, lo stesso ex ciclista di è detto fiducioso dell’iniziativa: “Quando cerchi di portare un cambiamento, ci vuole pazienza e tempo: la fretta non porta alcun risultato. Ci deve essere una attenzione maggiore dell’automobilista, ma vogliamo partire dalle origine: sensibilizzare all’uso dell bicicletta nel modo corretto”.

L’inaugurazione ufficiale avverrà il 20 febbraio con la conferenza stampa a cui parteciperanno il prefetto Sgalla, in arrivo a Gallarate da Roma, i vertici provinciali di tutte le forze dell’ordine, il direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni e il presidente della FCI Renato Di Rocco.

 

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador commentatore per l’emittente del televisiva

Alberto Contador commentatore su Eurosport in lingua spagnola oltre all’impegno con il team Polartec-Kometa assieme a Ivan Basso

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador commentatore per Eurosport

Alberto Contador trova una nuova squadra! No nessun inatteso ritorno in sella e nemmeno la notizia già nota del suo impegno con la Polartec-Kometa assieme a Ivan Basso. Alberto sarà impegnato con il ruolo di commentatore per Eurosport. Contador quindi continuerà ad essere coinvolto a tempo pieno nel mondo delle due ruote. I tifosi spagnoli lo potranno dunque vedere, certo con una veste totalmente diversa, alle corse ciclistiche.

L’ex campione della Trek-Segafredo andrà a rinforzare la squadra di Eurosport che già può contare su talenti delle due ruote e del microfono come Antonio Alix, Eduardo Chozas, Luis Jiménez, Juan Antonio Flecha o Laura Meseguer.

“L’invito di Eurosport a collaborare come commentatore mi ha entusiasmato molto perché amo il ciclismo, è la mia passione e mi diverto non solo a gareggiare, ma anche a guardarlo. Questa è un’opportunità che mi motiva a continuare ad essere presente e seguire le notizie delle gare” sono state le prime parole del neo commentatore Contador.

 

Davide Formolo programma il 2018

Davide Formolo programma il 2018, sarà l’anno della svolta?

Davide Formolo programma il 2018: i complimenti di Basso e Cassani non bastano, serve una svolta!

Davide Formolo programma

Davide Formolo programma il 2018

Davide Formolo programma la svolta della sua carriera che da sempre è ricca di possibilità. “Sono convinto che Formolo nel prossimo triennio vincerà il Giro d’Italia ha dichiarato tempo fa Ivan Basso e anche da parte del CT Davide Cassani sono sempre arrivati elogi sulle caratteristiche del giovane corridore veneto.

“Roccia” (cosi è soprannominato Formolo) ha 25 anni ed è giunto ad una svolta nella sua carriera. Fino ad oggi i risultati ottenuti non sono completamente in linea con le aspettative (un solo successo al Giro 2015 e tanti piazzamenti mentre nelle classifiche generali il meglio è stato il quarto posto al Giro di Polonia 2016).

Nello scorso Tour of the Alps era in corsa per il podio, ma si è ritirato alla quarta tappa, per prepararsi alla Liegi-Bastogne-Liegi  (chiusa poi in 23esima posizione) ma in generale tutto il suo 2017 non lo ha visto protagonista. Al Giro d’Italia problemi di condizione lo lasciano lontano dal podio terminando al decimo posto in generale.

Davide Formolo è dunque chiamato per il 2018 ad un salto di qualità per non doversi accontentare di un ruolo da gregario. Il cambio di team, dopo cinque anni con la Cannondale, potrebbe aiutarlo in questo percorso.

La maglia della Bora–Hansgrohe potrebbe dare nuova energia e motivazione al  corridore veneto, in considerazione del fatto che  il team tedesco ha deciso di puntare su di lui come uomo di  classifica garantendo libertà ed appoggio da parte dei compagni.

La fiducia del nuovo team c’è, il talento non è mai mancato ora tocca a Davide Formolo dimostrare di essere in grado di sfruttare il nuovo ruolo da capitano per ottenere fin dall’inizio dei risultati convincenti mentre se così non fosse il rischio di sprofondare nell’anonimato potrebbe essere concreto.

Jacopo Mosca, intervista esclusiva per ciclonews

Jacopo Mosca intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Jacopo Mosca

Jacopo Mosca

Jacopo Mosca 24enne piemontese della Wilier Triestina Selle Italia reduce da una buona stagione con la vittoria del Tour Hainin è stato ospite di ciclonews per una simpatica notizia.

Ciao Jacopo, grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come mai  hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Fin da piccolo ho avuto la passione per le due ruote anche se in famiglia nessuno prima di me aveva corso in bicicletta. Ho cominciato a undici anni in modo serio con le prime gare da G5. Devo poi ringraziare mio padre che mi è sempre stato vicino e spesso mi ha accompagnato durante gli allenamenti o alle corse.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Beh devo ammettere che se vuoi emergere anche nelle categorie giovanili il livello di impegno è molto altro ed è normale che si debba fare qualche rinuncia che magari pesa ma sinceramente questo sport mi ha insegnato l’amore per la fatica e la dedizione per il lavoro duro. Alla fine il piacere che ottieni nel vedere i tuoi miglioramenti ti ripaga delle rinunce fatte.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Può sembrare una frase fatta ma quello che il ciclismo ti insegna ti tornerà utile per tutta la vita. Ecco se un ragazzino mi chiedesse perché iniziare con questo sport gli direi proprio questo. Il ciclismo ti insegna a non mollare, a fronteggiare senza paura le difficoltà a rialzarti quando cadi a terra e penso che nella vita possa accadere di trovarsi a terra. Ecco se impari a rialzarti quando sei fisicamente sull’asfalto avrai la forza di rialzarti quando sarai a terra nei momenti difficili della vita.

La corsa che ricordi con più piacere?

Credo che il sogno di ogni ragazzino che pratica il ciclismo in Italia sia quello di avere l’opportunità di correre il Giro d’Italia, io quest’anno non sono riuscito a prendervi parte e spero di avere l’occasione di cimentarmi nella corsa rosa magari già nella prossima stagione sportiva

Cosa ama fare Jacopo Mosca nel tempo libero?

Beh diciamo che tutto dipende da quando ho tempo libero. Il ciclismo ti prende molto tempo tra allenamenti e gare e non sempre il mio tempo libero corrisponde a quello dei miei amici o della mia ragazza. Però appena ho l’occasione amo stare con amici o uscire con Federica (la mia ragazza) anche se pure lei è molto impegnato con lo studio.

Che musica ti piace? 

Non sono un grande esperto di musica, diciamo che ascolto quello che mi trasmette emozioni. Devo dire che ho una predilezione per la musica di qualche anno fa che ritengo essere qualitativamente migliore della attuale, però non ho un gruppo o un genere preferito.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Devo dire che quando ho iniziato a correre avevo come mito Ivan Basso non tanto per il suo modo di essere ma proprio per le sue vittorie. Crescendo ho imparato a guardare oltre la prova sportiva e devo dire che Ivan, per impegno e dedizione al ciclismo abbia tantissimo da insegnare e credo che nella sua nuova avventura possa aiutare tanto i giovani a crearsi la giusta mentalità per essere competitivi.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Generalmente seguo molto lo sport anche se non posso definirmi un esperto di altri sport. Non ho un mito in generale ma ultimamente ho letto il libro di Andre Agassi e devo dire che è molto bello leggere la vita di uno dei più grandi Tennisti, partito dal basso ed arrivato al Top.
Amo poi l’atletica un po’ per “colpa” della mia fidanzata, Federica, che la pratica fin da quando era bambina cosi, nella pausa invernale mi capita di uscire a correre con lei.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sono da poco tornato da una splendida vacanza a Capoverde in cui ho rigenerato le batterie in vista della nuova stagione. Ora si riprende a fare sul serio in vista del 2018 in cui spero di potermi togliere qualche grande soddisfazione per me e per il team.