Anna Ceoloni intervista esclusiva per ciclonews

Anna Ceoloni intervista con la redazione di ciclonews.biz

Anna Ceoloni intervista all’atleta piemontese della S.C. Michela Fanini che ci racconta della sua passione per il ciclismo 

Anna Ceoloni

Anna Ceoloni

Anna Ceoloni intervista con la giovane atleta del Team Michela Fanini in cui ci racconta come la scelta di praticare il ciclismo sia stata molto recente e “quasi” casuale. Anna si dimostra una ragazza seria e attenta ai dettagli e ai rapporti interpersonali. Mai banale, in questa chiacchierata ci ha stupito la sua maturità e profondità.

 

Ciao Anna, grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi, grazie a voi per questo spazio. La mia passione per il ciclismo è abbastanza recente, non ho iniziato come tante mie colleghe da piccola a correre. Fino a quattro anni fa, il mio sport era la corsa a piedi, adoro l’atletica ed è sempre stata la mia passione. Poi ho deciso di cimentarmi con il ciclismo, ho visto delle interessanti analogie tra le due attività. Mio padre mi ha spinto a fare questa prova e, riscontrando anche nel pedale l’estrema propensione per la fatica, ho apprezzato questo sport e ora sono qui a godermi l’esperienza nel mio team.

Atletica e ciclismo, sport di fatica mai pensato di provare altre discipline?

Come dicevo adoro la fatica, non mi vedo impegnata in attività che non si basino sul “sacrificio”. Molto sinceramente vi confido una cosa: quando ho iniziato a fare sport mi sono accorta che non avevo particolari abilità tecniche da poter sviluppare se non la grinta e la resistenza. Se dovessi provare con, per esempio, la pallavolo sono certa che risulterei abbastanza impacciata, anche li darei tutta me stessa ma penso con risultati non apprezzabili.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Sinceramente non posso dire che la pratica del ciclismo (ma il discorso vale anche per l’atletica leggera) mi abbia stravolto l’adolescenza. Spesso si sente parlare di sacrifici per fare sport ad alto livello, io parlerei più che altro di impegno e, per la mia indole, gli impegni sono una cosa da ritenere positiva.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Dal ciclismo si può imparare molto, come in tutti gli sport per la verità. Credo però che  una delle particolarità del nostro sport sia quella di insegnare a confrontarsi sia con se stessi che con gli altri. Il ciclismo è uno sport individuale a squadre, non conta solo l’io ma non conta nemmeno solo la squadra, è “un compromesso” tra le due cose e penso che sia poi una condizione che si identifichi anche nella vita e nel lavoro. Ecco in questo credo che il ciclismo possa essere molto utile per la crescita sia per un ragazzo che per una ragazza.

C’è una ciclista a cui Anna Ceoloni si ispira o si è ispirata?

Sinceramente non posso dire un nome che mi abbia spinta a fare questo sport, ho iniziato su suggerimento di mio padre e forse a lui devo la mia attuale posizione nel gruppo. Però devo ammettere che da quando ho “scoperto” il ciclismo tutte le atlete sono state fonti di ispirazione, ammiro le ragazze che corrono con me, le mie compagne di team ma in generale tutte le ragazze che praticano il ciclismo. Il sacrificio è tanto e non tutte le persone sanno apprezzare la fatica che questo sport richiede. Quindi direi che ogni ciclista è per me fonte di ispirazione.

C’è una corsa che ricordi con più piacere?

La mia carriera è ancora “giovane” ma ricorderò per sempre l’emozione del prendere il via al Giro Rosa 2016, ero una novellina del ciclismo, ero emozionatissima, non sapevo cosa avrei potuto fare ma devo dire di essere stata accolta in gruppo davvero bene. E’ stato emozionante correre accanto a campionesse di livello mondiale, un mix tra orgoglio e spavento nel dovermi confrontare a livelli cosi alti.

 

Cosa fa Anna Ceoloni  nel tempo libero?

Sono una ragazza tranquilla, amo godermi il tempo libero con attività semplici ma che mi rilassano. Un bel libro, della bella musica, momenti di riflessione. Ecco cosa amo fare quando non ho impegni.

Il 2018 è appena iniziato, quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

Posso dire di essere in una squadra, la Michela Fanini, in cui ho trovato persone molto disponibili e compagne simpatiche con cui mi trovo bene e con cui sento di potermi migliorare quotidianamente. Sento la fiducia dei tecnici e vedo il supporto delle mie colleghe. Quindi parto parlando di obiettivi condivisi con il team: dobbiamo migliorare e ottenere i migliori risultati possibili in ogni corsa. Personalmente spero di poter essere utile alla causa, continuando ad apprendere quotidianamente i “trucchi del mestiere”. In questo sport gli imprevisti non mancano e devi sempre essere pronta ad adeguarti alle situazioni che si creano, voglio migliorare anche in questo aspetto di gestione dell’attività.

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Letizia Borghesi intervista esclusiva con ciclonews

Letizia Borghesi intervista con la redazione di ciclonews

Letizia Borghesi intervista esclusiva alla giovanissima atleta della BePink trentina di Cles anche lei classe 1998 in cui ci racconta l’amore per il ciclismo

Letizia Borghesi

Letizia Borghesi

Letizia Borghesi giovanissimo prospetto del ciclismo rosa italiano, originaria del Trentino (Cles), pur essendo molto giovane ha già dimostrato di avere qualità e carattere fuori dalla norma. Letizia, al secondo anno tra le Elite, può dare il meglio di sé su tracciati particolarmente esigenti e duri.

Ciao Letizia, anzitutto grazie per aver accettato il nostro invito, ci racconti come è nata la tua passione per il ciclismo?

Ciao Ragazzi e grazie a voi per questa bella opportunità. Sono sempre stata una ragazza sportiva, prima di iniziare con il ciclismo all’età di 12, praticavo atletica. Correre mi piaceva molto, ma ho deciso di seguire le orme di mio padre, che da dilettante nel 1989 ha vinto cinque grandi gare con arrivo in salita tra cui la Trento-Bondone. Mi sono appassionata al ciclismo proprio guardando i video delle sue vittorie. Lui non mi ha mai spinto a praticare questo sport, sono stata io a rimanere affascinata.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo richiede sicuramente grandi sacrifici, le ore da trascorrere in sella (spesso da soli) sono molte e per togliersi delle belle soddisfazioni penso che sia inevitabile rinunciare alla vita da adolescente. Bisogna riposare bene senza uscire la sera, stare attenti a non ammalarsi per non compromettere tutti i sacrifici fatti. Se devo essere onesta, però, questo è stato tutto eccetto che un sacrificio: ho amato il ciclismo fin da subito e ogni allenamento, ogni gara, ogni esercizio è stato affrontate e verrà affrontato con piacere.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo insegna a lavorare duramente, a superare i momenti difficili, a soffrire e stringere i denti, ma soprattutto a spingersi sempre oltre i propri limiti. Consiglio questo sport perché è in grado di dare delle importanti lezioni di vita e a trasmettere dei valori unici, inoltre a contribuire nel mantenere gli adolescenti in un ambiente sano e formativo.

C’è una corsa che Letizia Borghesi ricorda con particolare piacere?

Sicuramente la gara che ricordo con più piacere è la vittoria alla Bizzarone-Ghisallo del 2015. Qui ho conquistato la mia prima vittoria su strada. Questa è una gara che non scorderò mai, prima di tutto per come sono riuscita a vincere (con più di 50 km di fuga) ma soprattutto per l’emozione di aver alzato le braccia al cielo in cima a questa storica salita, davanti alla Madonna del Ghisallo protettrice dei ciclisti.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

La ciclista a cui mi sono sempre ispirata è Marianne Vos per la sua capacità di primeggiare in più discipline (anche nel ciclocross, che pratico anche io in inverno) vincendo veramente di tutto. Penso che sia impressionante la sua freddezza e decisione che dimostra negli eventi importanti.

Coa fa Letizia Borghesi nel tempo libero?

Sono amante degli animali e perciò nel tempo libero mi piace trascorrerlo facendo delle passeggiate con il mio cane, se possibile anche insieme ad una mia carissima amica d’infanzia.

Come ti trovi nel nuovo team?

Quest’anno correrò per il team Bepink e penso che sia la squadra ideale per poter crescere a livello internazionale e per dimostrare il mio valore.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Nel 2018 voglio riuscire a fare un bel salto di qualità e fare qualche bella prestazione nelle gare che più mi si addicono, togliendomi delle belle soddisfazioni.

Martina Stefani intervista esclusiva per ciclonews

Martina Stefani intervista con la redazione di ciclonews

Martina Stefani intervista con la giovane atleta classe 1998 nata a Isola della Scala ci racconta la sua passione per il ciclismo e per la vita

Martina Stefani intervista

Martina Stefani intervista

Martina Stefani intervista alla ciclista della Alé Cipollini che lo scorso anno è stata capace di conquistare titolo mondiale ed europei nell’Inseguimento a Squadre nella categoria juniores.

Ciao Martina, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi, grazie mille per lo spazio che mi date. Ho iniziato a fare le prime pedalate in sella ad una bicicletta da corsa a 8 anni, nella categoria G3. Sono stata spinta dai miei amichetti di classe che praticavano quasi tutti ciclismo e devo dire che me ne sono innamorata dal primo istante.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo è indubbiamente uno sport di sacrificio, bisogna allenarsi con costanza e bisogna sempre impegnarsi fino in fondo per riuscire a raggiungere i propri obbiettivi.
Andare a letto presto la sera, stare attenti a tavola, allenarsi 3/4 ore invece di andare al centro commerciale con gli amici è una cosa che in pochi giovani riescono a fare, ma quando hai una vera passione per il tuo sport e hai dei sogni che vuoi realizzare non ti pesa farlo.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo fa capire cosa vuol dire sacrificarsi, fare fatica e dare tutto fino alla fine senza mai mollare. Il ciclismo è emozione, basta questa parola per convincere chiunque a iniziare a pedalare.

C’è una corsa che ricordi con particolare piacere?

Ogni gara e ogni vittoria ha un suo posto nel cassetto dei miei ricordi, ma le due gare che più mi porterò sempre nel cuore sono i campionati europei e i campionati del mondo in pista che nel 2016 ho vinto. Salire sul tetto d’europa e successivamente del mondo sono emozioni indescrivibili.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Un ciclista che mi ha sempre affascinato è sempre stato Fabian Cancellara perché come lui mi piacciono molto le gare del nord. Pioggia e pavé mi hanno sempre affascinata e spero di potervi partecipare nei prossimi anni.
Se invece penso al ciclismo femminile non ho un’atleta che ammiro particolarmente. Soprattutto in questi ultimi due anni, ho cercato di osservare e imparare dalle atlete più grandi di me.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Nel tempo libero oltre a riposarmi dagli allenamenti che quasi tutti i giorni mi impegnano, mi piace molto andare al cinema con gli amici e (purtroppo per il mio portafoglio) mi piace fare tanto shopping.

Come ti trovi nel team?

Mi trovo molto bene nella squadra. Sono molto contenta di fare parte anche per quest’anno di questo team perché penso che sia una squadra in cui ho la possibilità crescere molto a livello ciclistico. L’anno scorso mi hanno dato la possibilità di concentrarmi maggiormente sulla scuola visto che dovevo affrontare la maturità. Per questa nuova stagione sono pronta ad impegnarmi al massimo e a dimostrare quanto valgo, sperando di fare una buona stagione in supporto delle mie compagne.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Per questa nuova stagione sono pronta ad impegnarmi al massimo e a dimostrare quanto valgo, sperando di fare una buona stagione in supporto delle mie compagne.

Lisa Morzenti intervista esclusiva per ciclonews

Lisa Morzenti intervista in esclusiva per la nostra redazione

Lisa Morzenti intervista  di ciclonews ad uno degli astri nascendo del ciclismo rosa italiano che ci racconta la sua passione per le due ruote e per Marco Pantani.

Lisa Morzenti intervista

Lisa Morzenti intervista

Lisa Morzenti intervista alla bergamasca classe 1998 attualmente in forza alla BePink, già atleta dell’Astana Women’s Team: campionessa europea e vicecampionessa del mondo a cronometro tra le juniores nel 2016.
Lo scorzo anno ha preso parte ai Mondiali di Bergen conquistando il 24esimo posto nella prova a cronometro individuale.

Ciao Lisa, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come è nata la tua passione per il ciclismo.

Ciao ragazzi e grazie a voi per lo spazio che mi dedicata. Ho iniziato con il ciclismo quasi per caso anche se in famiglia il ciclismo era una passione. Mio padre, infatti, prendeva parte a corse ciclistiche amatoriali ed è stato lui ha trasmettermi questa passione che mi sta regalando tante soddisfazioni.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

In molti nel mondo dello sport si lamentano un po’ dei sacrifici che l’attività agonistica comporta. Personalmente non credo che il ciclismo che abbia influenzato la mia adolescenza. Ho iniziato con il ciclismo a nove anni nella Fulgor Seriate, la squadra della mia città e per me la routine scuola-allenamento-corsa è sempre stata la normalità. Ho affrontato il ciclismo con passione e amore e se il prendere parte ad una gara mi comportava la rinuncia all’uscita del sabato sera non me ne sono mai lamentata anzi. Insomma il mio piacere è la bicicletta, la vera rinuncia sarebbe non andarci

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo mi ha insegnato cos’è la fatica, l’impegno e la voglia di raggiungere gli obiettivi che mi pongo quotidianamente. Ammetto che non ero una grande amante dello studio ma ho vincolato i miei successi scolastici all’andare in bicicletta e di conseguenza posso dire che le due ruote mi hanno fatto completare gli studi.
Questo sport mi ha insegnato ad organizzare al meglio il mio tempo, ottimizzare ogni minuto e mi ha fatto capire quanto sia bello tornare a casa dopo essere stata via per un periodo a correre. Credo che possano essere dei validi spunti per spingere una ragazza a provare questo sport.

C’è una corsa che Lisa Morzenti  ricorda con particolare piacere?

Sinceramente non ho una corsa che ricordo più delle altre ma se devo essere sincera ho un aneddoto meraviglioso che non dimenticherò mai. E’ legato ad una compagna di squadra: Sara Calissi. Eravamo nella categoria allieve durante la Coppa Rosa, io ho forato e lei pur di farmi terminare la corsa mi ha lasciato la sua ruota rinunciando di fatto a completare una corsa a cui teneva molto. Credo che questo gesto sia il paradigma di questo sport, non potrò mai dimenticare la bellezza e la profondità di quel momento.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Mi ha ispirato molto Marco Pantani, un vero mito del ciclismo, una persona che è stata molto brava in sella quanto sfortunata fuori dalle corse. In famiglia mi hanno sempre parlato molto di Marco e devo dire che anche se non ho le sue caratteristiche per me è e sarà sempre un punto di riferimento, il Pirata sarà per sempre unico.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Il tempo libero lo passo con il mio ragazzo, con la mia famiglia e con gli amici. Ho una sorella più piccola e un fratello maggiore con cui adoro passare il mio tempo. Ammetto di non avere degli hobby particolari ma amo godere gli attimi liberi facendo cose magari semplici ma umanamente molto appaganti

Come ti trovi nel nuovo team?

Devo dire che mi trovo molto bene, sono veramente soddisfatta della scelta fatta, credo che in questa squadra potrò continuare nel mio percorso di crescita umana e professionale.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Ora sono in Australia per le prime gare di stagione e per fare esperienza. Quest’anno mi piacerebbe ottenere un buon risultato al campionato italiano a cronometro e partecipare ai Campionati Europei e ai Mondiali in Austria a cronometro. Poi ho ancora molto da imparare e voglio essere da aiuto alla squadra.

Greta Marturano intervista per ciclonews

Greta Marturano intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Greta Marturano intervista esclusiva alla diciannovenne di Cantù neo acquisto del Team Michela Fanini che ci racconta della sua passione per il ciclismo

Greta Marturano

Greta Marturano

Greta Marturano intervista esclusiva con la diciannovenne canturina che da poco è entrata a far parte del Team Michela Fanini e che si appresta ad affrontare la stagione 2018 del ciclismo rosa. Lo scorso anno, Greta ha conquistato il titolo italiano Juniores nella cronometro a squadre con la maglia dell’Eurotarget Still Bike.

Ciao Greta e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti della tua passione per il ciclismo?

Ho scelto il ciclismo perché fin da piccola vedevo sempre mio padre correre le gare di ciclocross e lo vedevo portare mio cugino alle gare su strada. Insomma già dai due/tre anni la bicicletta era una delle protagoniste della mia vita e penso proprio per questo motivo ho iniziato ad amare questo sport, la passione della mia famiglia mi ha travolta e mi ha portato in questa splendida avventura.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo è uno sport che richiede veramente tanti sacrifici. Spesso ho dovuto rinunciare a diverse cose perché ero impegnata in allenamenti o gare ma, come dicevo prima, le due ruote sono una passione che ho nel cuore e questi sacrifici in realtà non sono mai stati tali. Il ciclismo per me è sempre arrivato prima di tutto il resto e quindi non posso che affermare che le due ruote hanno sì influenzato la mia adolescenza ma solamente in modo positivo.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo dal mio punto di vista può essere considerato come una scuola di vita perché ti insegna dei valori molto importanti come l’umiltà, la lealtà, il coraggio e soprattutto insegna a non mollare mai, ma a tenere sempre duro. Credo che questa cosa possa rendere il nostro sport come una ottima palestra di vita per ogni ragazza.

C’è una corsa che Greta Marturano ricorda con particolare piacere?

La corsa che ricordo con particolare piacere è il Meeting Nazionale di Cattolica da G2. Riuscii ad andare in fuga ma c’era talmente tanto rumore da parte del pubblico che non sentii la campanella che segnalava l’ultimo giro e non mi accorsi che la gara era finita e continuavo a girare senza fermarmi perché avevo paura che le ragazze dietro mi riprendessero e i miei direttori sportivi si dovettero mettere in mezzo alla strada a fermarmi. Una scena quasi comica ma che testimonia come in sella dimentico tutto e sono focalizzata solo sulla corsa.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Il tempo libero mi piace trascorrerlo con gli amici, tra allenamenti e corse non ho molte occasioni per stare con loro e adoro sfruttarle al massimo. Mi piace molto guidare, ascoltare musica o riposarmi davanti alla tv.

Come ti trovi nel nuovo team?

Nel nuovo team mi trovo veramente molto bene e vorrei ringraziare ancora una volta Brunello Fanini e tutta la squadra per avermi permesso di iniziare questa nuova avventura in questo nuovo mondo

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Greta Marturano?

Il 2018 sarà il mio primo anno nel mondo professionistico, ci sono ancora tante cose da imparare ed è per questo motivo che vorrei fare esperienza e fare bene togliendomi magari qualche soddisfazione personale, poi per il resto si vedrà!

Angelica Brogi intervista per ciclonews

Angelica Brogi intervista esclusiva per la redazione di www.ciclonews.biz

Angelica Brogi: intervista esclusiva in cui la giovane atleta ci racconta della sua passione per il ciclismo e i suoi obiettivi per la stagione 2018

Angelica Brogi

Angelica Brogi in “borghese”

Angelica Brogi intervista esclusiva con l’atleta fresca di firma con la Aromitalia-Vaniano, uno dei migliori talenti del ciclismo nazionale, che la scorsa stagione ha conquistato il “Gran Premio BF Arredamenti – Giornata Rosa” di Corridonia (MC) e la “Monza-Madonna del Ghisallo”. Angelica, nata a Firenze il 20 ottobre del 1998, ha iniziato a gareggiare nello storico G.S. Mage – Alfredo Binda e quest’anno sarà una delle speranze del ciclismo rosa.

Ciao Angelica, grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come è nata la tua passione per il ciclismo?

Grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Direi che la bicicletta mi è piaciuta fin da quando ero piccolissima, ricordo che con la mia piccola MTB giravo attorno alla casa passando interi pomeriggi. Poi, vedendo mio fratello più grande impegnato nelle corse, ho deciso di provare a praticare il ciclismo come sport. Avevo sette anni quando ho iniziato e da quel momento non sono più scesa dalla bicicletta.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Beh mentirei se dicessi che il ciclismo non ha influenzato la mia adolescenza o in generale la mia vita ma direi che è stato una influenza assolutamente positiva. Non mi è mai pesato rinunciare a qualche uscita con gli amici o a qualche festa in quanto avevo ben in mente che la “rinuncia” era finalizzata ad una cosa che amavo e che amo. Insomma ogni scelta che ho fatto la rifarei perché adoro il ciclismo.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Angelica Broggi in maglia Aromitalia-Vaiano

Angelica Brogi in maglia Aromitalia-Vaiano

Se devo dire un valore che questo sport mi ha trasmesso, senza dubbio direi che è la tenacia. Il ciclismo mi ha insegnato a non mollare mai, tenere duro e lottare per ottenere un risultato. A una ragazza che vuole avvicinarsi a questo sport direi di provarlo, di capire quanto sacrificio comporta ma anche di saper comprendere che questo sacrificio che oggi costa fatica domani ti potrà regalare tanti sorrisi e momenti piacevoli.

C’è una corsa che Angelica Brogi ricorda con particolare piacere?

Senza alcuna ombra di dubbio porterò per sempre nel mio cuore la Monza-Madonna del Ghisallo che ho conquistato quest’anno è stata una emozione unica, irripetibile. Spero di poter gioire di tante vittorie nella mia carriera ma quella corsa non penso che potrò mai dimenticarla.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Per ciò che concerne il ciclismo femminile stimo tantissimo la sudafricana Ashleigh Moolman, ha un modo di correre che mi esalta un sacco, è davvero un mio idolo. In campo maschile posso dire di essere letteralmente innamorata di Alberto Contador, è un fenomeno unico e lo ha dimostrato anche nell’ultima Vuelta in cui ha letteralmente dato spettacolo. Adoro talmente tanto lo spagnolo che mi sono guadagnata il soprannome di “Albertina”.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Ascolti qualche genere musicale in particolare?

Sono una ragazza normale mi piace stare con le amiche e gli amici, qualche lettura e mi piace ascoltare musica. Se devo dire un genere che preferisco, direi il rap ma ascolto un po’ di tutto in base ai momenti.

Sei da poco approdata alla Aromitalia-Vaniano, quali sono le tue prime impressioni?

Sono da poco in squadra ma abbiamo già fatto una trasferta in Cina e devo dire che ho trovato davvero un gruppo coeso e piacevole e poi sai com’è tra toscani ci si capisce subito!

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Per il 2018 il mio obiettivo è sicuramente quello di fare il meglio possibile e realizzare quei sogni che tieni nel cassetto ma che non vi svelo altrimenti non si realizzano. Battute a parte devo fare molta esperienza e poi voglio dare tutta me stessa per la squadra, sarebbe bellissimo vivere una stagione da protagoniste e prometto che metterò tutto quello che posso per aiutare le compagne.

 

Nicole Nesti intervista per ciclonews

Nicole Nesti intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Nicole Nesti intervista esclusiva con la atleta della Aromitalia-Vaiano in cui racconta di come è nata la sua passione per il ciclismo e gli obiettivi per il 2018

Nicole Nesti

Nicole Nesti

Nicole Nesti intervista esclusiva con la redazione di www.ciclonews.biz in cui l’atleta classe 1997 si racconta a 360 gradi, dall’inizio con il ciclismo agli obiettivi per la nuova stagione nel ciclismo femminile che conta alle por senza dimenticare qualche aneddoto personale.

Ciao Nicole, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come hai iniziato col ciclismo?

Ciao ragazzi e grazie a voi per lo spazio che mi state dando, ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dello sport facendo due discipline. Ho iniziato con lo sci di fondo che ancora oggi adoro e mi ha rubato un pezzo di cuore ma la mia passione è e sarà sempre il ciclismo. Tutto è iniziato quando mio nonno mi ha portata a vedere l’allenamento di mio cugino, avevo nove anni, mi hanno messo sopra una bicicletta e ho subito assaporato una sensazione di armonia con il mezzo che mi ha fatto perdere la testa per il ciclismo.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Come ogni cosa importante della mia vita, anche il ciclismo mi ha preso molto tempo ma non posso sinceramente dire che questa scelta mi abbia costretta a rinunciare ad amici o famiglia. E’ stato semplicemente necessario riorganizzare la mia vita per riuscire a far coincidere i tempi necessari per allenamenti e corse con il piacere dello stare in compagnia delle persone che amo. Quindi devo dire che l’impegno agonistico non ha modificato di molto la mia adolescenza.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Devo dire che questo sport mi ha veramente insegnato cosa significa passare dei momenti no e, di conseguenza ho capito come affrontarli: bisogna lavorare molto sulla testa prima ancora che sull’allenamento delle gambe. Questo insegnamento credo possa valere soprattutto nella vita di tutti i giorni, saper affrontare la difficoltà senza lasciarsi abbattere è il mio modo di vivere. Andare in bici credo sia un modo fantastico per stare in forma, faticare ma anche per pensare. Soprattutto nei lunghi allenamenti si passano momenti di grande introspezione in cui riflettere su tante cose.
Credo che queste due caratteristiche possano rendere il ciclismo adatto ad una ragazza che vuole avvicinarsi ad uno sport: crescita mentale e momenti di riflessione (oltre che salute fisica).

C’è una corsa che Nicole Nesti ricorda con particolare piacere?

La corsa che ricordo ancora è senza alcuna ombra di dubbio una che ho disputato nella mia amata Toscana. Ricordo quel giorno la presenza di amici e della mia famiglia lungo le strade, indipendentemente dal risultato raggiunto correre sulle strade di case tra l’affetto delle persone è una sensazione che ti appaga e ti riempie di gioia.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Se parliamo di professionisti devo dire, senza alcun dubbio, che Alberto Contador è stato un punto di riferimento e di ispirazione e ha dimostrato la sua professionalità anche all’ultima Vuelta Espana.
Il mio mito, però, è sicuramente il mio babbo uno spirito incredibile che mi ha davvero insegnato tantissimo.

Cosa piace fare a Nicole Nesti nel tempo libero?

Ho una grandissima passione per il cinema e adoro andarci con famigliari e amici. Sono una ragazza normale, adoro uscire con le mie amiche e mi piace molto rilassarmi leggendo un bel libro.

Come ti trovi alla Aromitalia-Vaiano?

Questo team è il primo dopo i giovanissimi in cui sono da circa quattro anni. Devo dire che mi sono trovata da subito benissimo e da quando è arrivato Paolo Baldi credo di poter dire che tutto va ancora meglio, sono felice di far parte di un gruppo davvero straordinario.

Quali sono gli obiettivi professionali di Nicole Nesti per il 2018?

In questa stagione spero di togliermi tante soddisfazioni. Divido la mia vita tra studio e ciclismo perché ritengo l’istruzione un punto fondamentale della mia crescita ma ho nel cuore tanti sogni da esaudire con questa disciplina. Spero di ripagare la fiducia del team raccogliendo qualche bel risultato nel 2018.

 

Anna Stricker intervista esclusiva per Ciclonews

Anna Stricker intervista esclusiva con la nostra redazione

Anna Stricker  intervista esclusiva per www.ciclonews.biz ci racconta della sua passione per le due ruote e l’entusiasmo per la nuova avventura con la Bizkaia Durango-Euskadi Murias

Anna Stricker

Anna Stricker

Anna Stricker intervista esclusiva con la forte atleta 23enne altoatesina in cui ci racconta del suo amore per le due ruote e di come abbia finalmente trovato un contratto per la stagione a venire dopo aver temuto di dover abbandonare il ciclismo.

Ciao Anna, anzitutto grazie per la tua disponibilità per questa intervista, ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao Ragazzi, grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Ho scelto proprio il ciclismo perché sono stata folgorata della bellezza dalla bicicletta che aveva il mio vicino di casa che correva proprio per una squadra ciclistica giovanile. E’ stato veramente amore a prima vista e ho quindi ho deciso di abbandonare lo sci e l’atletica per concentrarmi sin da piccola al 100% al ciclismo.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo ha influenzato tutta la mia adolescenza, quando altri bambini andavano in piscina io preferivo allenarmi insieme ad altri ragazzini sulla bicicletta. La stessa cosa quando sono diventata più grande, i miei coetanei iniziavano uscire la sera io invece andavo a letto presto perché il giorno dopo avevo delle gare. Sinceramente non reputo queste scelte come delle privazioni ma appunto come delle cose fortemente volute e che mi hanno insegnato la disciplina e mi hanno fatto comprendere che per essere forti bisogna sempre impegnarsi al cento per cento in tutto.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo, come dicevo, mi ha trasmesso la capacità di non mollare mai, questa è in assoluto la cosa che più mi è servita e mi serve nella vita di tutti i giorni. Ho compreso l’importanza del rispetto delle compagne e delle avversarie, il piacere di lavorare assieme per raggiungere un obiettivo comune. Credo che una ragazza che voglia iniziare debba avere questo obiettivo: crescere come persona e come gruppo e in questo il ciclismo è una grande scuola.

C’è una corsa che Anna Stricker ricorda con particolare piacere?

Senza dubbio il mondiale di Valkenburg nel 2012. Ancora oggi mi vengono di brividi quando ci penso quante persone c’erano sul Cauberg a fare  il tifo, urlando il mio nome. Ammetto però che dentro di me è rimasto un pizzico di rammarico per non essere riuscita a conquistare la maglia iridata.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Il ciclista che mi ha entusiasmato di più è stato Tom Boonen. Guardando le sue imprese sul pavé mi sono innamorata delle classiche del Nord che oggi sono le mie gare preferite.

La chiusura della Lensworld – Kuota ha rischiato di bloccare la tua carriera, quanta soddisfazione c’è in questa nuova opportunità lavorativa?

La chiusura della squadra belga Lensworld mi ha fatto vivere momenti di insicurezza, però nello stesso tempo la mia passione per il  ciclismo si è riaccesa come al primo allenamento nel lontano 2004. Ora sono piena di energia e voglia di ripartire per dimostrare che il mio meglio deve ancora venire!

Il nuovo contratto può essere la svolta per tornare a riprenderti la scena del ciclismo mondiale come meriti?

Sicuramente la voglia di ritornare ai livelli più alti del ciclismo mondiale è tanta e il mio nuovo team crede tanto in me e nelle mie potenzialità. Alla Bizkaia Durango-Euskadi Murias mi hanno accolta con calore e mi stanno dando la fiducia necessaria per avere la massima serenità che serve per raggiungere gli obiettivi più importanti.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

I prossimi obiettivi di stagione sono quelli di fare bene alla Settimana Valenciana, proseguendo con le classiche del Nord. Voglio  preparare al meglio il Giro Rosa e infine mi piacerebbe ritornare in azzurro per i mondiali di Innsbruck dato che è la città natale di mia madre.

Jacopo Mosca, intervista esclusiva per ciclonews

Jacopo Mosca intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Jacopo Mosca

Jacopo Mosca

Jacopo Mosca 24enne piemontese della Wilier Triestina Selle Italia reduce da una buona stagione con la vittoria del Tour Hainin è stato ospite di ciclonews per una simpatica notizia.

Ciao Jacopo, grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come mai  hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Fin da piccolo ho avuto la passione per le due ruote anche se in famiglia nessuno prima di me aveva corso in bicicletta. Ho cominciato a undici anni in modo serio con le prime gare da G5. Devo poi ringraziare mio padre che mi è sempre stato vicino e spesso mi ha accompagnato durante gli allenamenti o alle corse.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Beh devo ammettere che se vuoi emergere anche nelle categorie giovanili il livello di impegno è molto altro ed è normale che si debba fare qualche rinuncia che magari pesa ma sinceramente questo sport mi ha insegnato l’amore per la fatica e la dedizione per il lavoro duro. Alla fine il piacere che ottieni nel vedere i tuoi miglioramenti ti ripaga delle rinunce fatte.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Può sembrare una frase fatta ma quello che il ciclismo ti insegna ti tornerà utile per tutta la vita. Ecco se un ragazzino mi chiedesse perché iniziare con questo sport gli direi proprio questo. Il ciclismo ti insegna a non mollare, a fronteggiare senza paura le difficoltà a rialzarti quando cadi a terra e penso che nella vita possa accadere di trovarsi a terra. Ecco se impari a rialzarti quando sei fisicamente sull’asfalto avrai la forza di rialzarti quando sarai a terra nei momenti difficili della vita.

La corsa che ricordi con più piacere?

Credo che il sogno di ogni ragazzino che pratica il ciclismo in Italia sia quello di avere l’opportunità di correre il Giro d’Italia, io quest’anno non sono riuscito a prendervi parte e spero di avere l’occasione di cimentarmi nella corsa rosa magari già nella prossima stagione sportiva

Cosa ama fare Jacopo Mosca nel tempo libero?

Beh diciamo che tutto dipende da quando ho tempo libero. Il ciclismo ti prende molto tempo tra allenamenti e gare e non sempre il mio tempo libero corrisponde a quello dei miei amici o della mia ragazza. Però appena ho l’occasione amo stare con amici o uscire con Federica (la mia ragazza) anche se pure lei è molto impegnato con lo studio.

Che musica ti piace? 

Non sono un grande esperto di musica, diciamo che ascolto quello che mi trasmette emozioni. Devo dire che ho una predilezione per la musica di qualche anno fa che ritengo essere qualitativamente migliore della attuale, però non ho un gruppo o un genere preferito.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Devo dire che quando ho iniziato a correre avevo come mito Ivan Basso non tanto per il suo modo di essere ma proprio per le sue vittorie. Crescendo ho imparato a guardare oltre la prova sportiva e devo dire che Ivan, per impegno e dedizione al ciclismo abbia tantissimo da insegnare e credo che nella sua nuova avventura possa aiutare tanto i giovani a crearsi la giusta mentalità per essere competitivi.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Generalmente seguo molto lo sport anche se non posso definirmi un esperto di altri sport. Non ho un mito in generale ma ultimamente ho letto il libro di Andre Agassi e devo dire che è molto bello leggere la vita di uno dei più grandi Tennisti, partito dal basso ed arrivato al Top.
Amo poi l’atletica un po’ per “colpa” della mia fidanzata, Federica, che la pratica fin da quando era bambina cosi, nella pausa invernale mi capita di uscire a correre con lei.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sono da poco tornato da una splendida vacanza a Capoverde in cui ho rigenerato le batterie in vista della nuova stagione. Ora si riprende a fare sul serio in vista del 2018 in cui spero di potermi togliere qualche grande soddisfazione per me e per il team.

 

Alessia Vigilia intervista esclusiva per ciclonews

Alessia Vigilia intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Alessia Vigilia

Alessia Vigilia

Alessia Vigilia è uno dei talenti più in luce del ciclismo Italiano e Mondiale, medaglia d’argento nella cronometro junior ai recenti Mondiali di Bergen è stata nostra ospite per una piacevolissima intervista.

Ciao Alessia, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Partiamo con una domanda particolare: come mai il soprannome “ranocchia”?

Ciao ragazzi e grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Come mai il soprannome “ranocchia”? Beh è una storia che risale ai tempi delle scuole medie. Non ricordo più i dettagli ma so che l’avevo messo su Fecebook e da qual momento è diventato il mio soprannome.

Come è nata la tua passione per il ciclismo?

La passione per il ciclismo è nata un po’ per caso, una mia carissima amica lo praticava. Io non lo conoscevo molto come sport ma un giorno questa mia amica mi ha invitata a seguirla ad un allenamento. Ho fatto una prova e da quel momento ho deciso di iniziare a correre, da quel momento è diventata la mia grandissima passione.

Il ciclismo è uno sport di sacrificio, quanto ha influito sulla tua vita?

Il ciclismo è passione e se ad esso uniamo un pizzico di fortuna e tanto sacrificio ecco spiegata la sua essenza. Dedicarsi con costanza alla propria passione richiede molto impegno, e l’inconveniente è quello di non avere il tempo per dedicarsi agli amici e a fare gruppo in modo stabile: non è facile creare legami se nel momento in cui gli amici escono per divertirsi tu devi rinunciare. D’altra parte il ciclismo mi ha permesso di incontrare molte persone nuove e di instaurare legami molto stretti  con le compagne di squadra e di allenamento. Facendo un bilancio, non posso che dire che sono più i piaceri che il sacrificio.

Che valori ti ha trasmesso il ciclismo?

Come dicevamo prima, il ciclismo mi ha insegnato il significato di sacrificio, di lottare per qualcosa in cui si crede. Praticando questo sport ho imparato a saper aspettare la “fortuna” o il momento buono, la ruota prima poi gira, nella vita come nello sport. Certo, è fondamentale impegnarsi e questo vale per ogni aspetto della vita. La pazienza e l’impegno sono due concetti fondamentali per uno sportivo ma in generale, credo, per ogni persona. Ci sono momenti in cui devi saper stare calma e ingoiare qualche boccone amaro e quelli in cui buttare tutta la tua energia per attaccare, anche la vita è così!
Lo sport ed il ciclismo in particolare insegnano che non sempre le cose vanno bene ma che puoi vincere e quindi è importante provarci impegnandosi al massimo. E poi il risultato è aleatorio a volte. Sarò strana ma ho sempre preferito correre “bene” che correre solo per vincere.

Tra i valori classici di questo sport c’è l’amicizia, raccontaci del tuo rapporto con Elena Pirrone

Sull’amicizia con Elena Pirrone ci sarebbe da scrivere tantissimo, un libro intero, il libro della nostra vita in pratica!  Siamo amiche da quando abbiamo otto anni e, come appunto dicevo prima, il fatto di passare tanto tempo insieme tra allenamenti, gare e scuola (eravamo nella stessa classe) ti fa legare in modo inscindibile con una persona. Ci troviamo molto bene e anche caratterialmente siamo molto simili. Ci siamo supportate e sopportate a vicenda tantissime volte! E questo é stato spesso fondamentale per entrambe.

Il ciclismo femminile Italiano, nonostante il poco spazio, mediatico sta ottenendo grandi risultati, secondo te quale sono le ragioni?

Hai ragione! A dispetto della poca visibilità sui media il nostro settore sta vivendo un momento davvero importante. Credo che tutto dipenda dalla serietà di noi atlete e dello staff che abbiamo a disposizione. Il ciclismo è stato un po’ “sdoganato” come sport adatto anche alle donne e noi ragazze ci stiamo veramente impegnando in modo pazzesco per emergere a livello mondiale.

C’è una gara che Alessia Vigilia ricorda con maggiore piacere?

Sicuramente la prima gara che ho vinto, è stata una corsa davvero molto strana: ero allieva, primo anno, abbiamo affrontato un percorso abbastanza impegnativo, mi ricordo che c’è stata una fuga in cui eravamo presenti sia io che Elena Pirrone ed altre due ragazze. Avevamo fatto quasi 25 km in fuga e poi ci hanno ripreso quando mancavano poco più 10 km all’arrivo, tutto sembrava finito. Poi un attimo dopo l’ispirazione: ho provato a partire e ho staccato tutte arrivando al traguardo da sola. E’ stato bellissimo, una gioia unica vedere il mio allenatore commosso all’inverosimile, era felice per me, lui che in me aveva sempre creduto.

Cosa piace  fare ad Alessia Vigilia nel tempo libero?

Sono una ragazza abbastanza tranquilla, nel poco tempo libero che mi rimane oltre a coltivare le amicizie, mi piace leggere e, quando riesco, adoro andare in montagna: è un modo per staccare dai pensieri quotidiani.

Ti piace la musica, hai un gruppo o un genere che apprezzi particolarmente?

Si amo moltissimo la musica, mi accompagna quasi sempre ma non ho un genere o un gruppo per cui sono fanatica. Ascolto un po’ quello che capita in base alla emozione del momento.

Un sogno che vorresti realizzare dal punto di vista professionale?

Il mio grande sogno è quello di riuscire a laurearmi in medicina, per me gli studi sono una cosa fondamentale. Voglio proseguire sulla mia strada impegnandomi nel ciclismo ma dando l’importanza che merita al mio sviluppo extra-ciclismo.

Un sogno che vuoi realizzare per la tua vita?

Ho una passione infinita per i viaggi e mi piacerebbe riuscire a fare il giro del mondo, chissà sarebbe bello riuscire a farlo continuando ad andare in bicicletta!