Intervista a Dalia Muccioli

Il sorriso di Dalia Muccioli

Ospitiamo Dalia Muccioli, di Cesenatico (una città che non ha bisogno di commenti per cosa rappresenta per il ciclismo in quanto terra natale di tale Marco Pantani). Dalia, classe 1993, è in forza al Team Valcar – PBM nel  2013 si è laureata campionessa Italiana Elita in linea.

 

Ciao Dalia grazie per aver accettato la nostra intervista, raccontaci un po come è nata la tua passione per il ciclismo?

 

Grazie a voi per la gentilezza, guarda, ti devo dire che ho scelto il ciclismo due due motivi. Anzitutto fin da piccola andare in bicicletta era puro divertimento, un modo per passare il tempo assieme ai miei amici e poi le due ruote erano la vera passione di famiglia, non potevo che innamorarmene anche io.

 

Vai in bicicletta fin da piccola e hai fatto molte esperienze, quali valori ti ha trasmesso questo sport?

Sicuramente il ciclismo, ma credo lo sport in generale, mi ha trasmesso davvero tanti, tanti valori, ma direi che soprattutto mi ha aiutato a comprendere che senza sacrificio non si ottiene nulla, nello sport ma anche nella vita di tutti giorni. Il ciclismo mi ha insegnato che in tutte le cose bisogna sempre metterci passione, sacrificio, costanza e poi i risultati arrivano e gli obiettivi si raggiungono. Nel ciclismo e nella vita non bisogna mai mollare ma lottare sempre fino all’ultimo.

Verissimo quello che dici ma ciclismo vuol dire sacrificio, in sella e giù dalla sella, perché una ragazza dovrebbe seguire le tue orme e puntare al ciclismo come sport?

Ti devo dire che, effettivamente, per noi ragazze non è facile come sport, il ciclismo ti porta lontano da casa per molti periodi dell’anno, i sacrifici sono davvero tanti sotto ogni punto di vista . Ma è anche vero che il sacrificio se fatto con passione diventa divertimento e quindi tutto può essere e sembrare più facile quindi credo possa essere un bel modo di formare il carattere di una ragazza

Dalia vince al Giro di Campania

Al Giro di Campania hai appena conquistato una meravigliosa tappa, ci racconti che “tipo” di ciclista sei?

Vuoi sapere  “che tipo sono”? Guarda, se devo essere sincera, se mi sento in forma, mi diverte molto affrontare le salite. Cerco sempre di farla diventare mia alleata, ma è altrettanto vero che durante una stagione ci sono momenti in cui non sei al top, a quel punto la combatto come una vera nemica. Ecco che tipo sono.

Hai qualche campione o campionessa del ciclismo a cui ti ispiri?

Devo dire che ho sempre tifato  per Alberto Contador. Lo spagnolo è davvero un grandissimo scalatore, mi affascina guardarlo in TV quando si alza sui pedali e scatta in salita è davvero un spettacolo di classe e potenza.

Tanta passione per il ciclismo nella tua vita ma ami seguire qualche altro sport?

Sinceramente non posso dire di seguire altri sport con la stessa passione del ciclismo, quello sarebbe impossibile ma ammetto che mi piacciono gli  altri sport. In particolare mi piace molto guardare l’atletica in TV quando fanno i campionati europei o mondiali si mettono in mostra degli atleti straordinari.

Oltre allo sport cosa ami fare nel tuo, immagino poco, tempo libero?

In effetti il tempo libero è sempre poco ma non mi lamento, anzi! Pero negli atti liberi mi piace rilassarmi sul divano e guardare film staccare un po la spina ma se devo essere veramente sincera mi rilasso molto anche con lo shopping , anzi forse ancor di più!

Hai passione per la musica? La ascolti spesso?

Si adoro la musica, un po tutti i generi ma in particolare adoro ascoltare quella che mi carica, magari prima di una corsa mi sembra poi di rendere di più-

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Beh facile, a fine giugno inizia il Giro d’Italia Rosa e mi piacerebbe far bene in qualche tappa o per lo meno farmi vedere, mettermi in mostra.

E dopo gli obiettivi professionali, quelli personali. Come ti vedi tra vent’anni?

La prima cosa che mi viene in mente sentendo questa domanda è: mi vedo come una mamma con due o tre figli, io adoro i bambini!

 

Intervista a Michela Pavin

Michela Pavin

Ospite di www.ciclonews.biz è Michela Pavin, giovane atleta classe 1994 di Schio in forza alla Top Girl Fassa Bortolo

Ciao Michela grazie per la tua disponibilità, spesso ci si domanda cosa avvicini una ragazza al ciclismo, come è nata la tua passione per le due ruote?

Ciao e grazie a voi per la disponibilità, sinceramente devo dire che ho scelto di iniziare a praticare  il ciclismo grazie a mio papà che mi ha trasmesso questa passione. Lui correva in mountain bike  e vedendolo correre mi sono avvicinata alla bici e fortunatamente  non mi sono più allontanata da questo meraviglioso sport.

Si scrive ciclismo e si legge fatica, quanto ha influenzato questo sport sulla tua adolescenza?

Hai ragione, il ciclismo è uno sport davvero molto, molto duro che richiede tanti sacrifici sia da professionisti che anche già da giovani. Sicuramente la mia adolescenza si è divisa tra la bici e la scuola avendo poco tempo per uscire con gli amici a divertirsi. Però devo confessarti che, proprio  grazie anche a queste piccole rinunce e alla dedizione quotidiana verso un unico obbiettivo, il ciclismo mi ha reso la persona che sono oggi.

 

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Lo sport in generale ti aiuta a crescere, ad essere autonoma, a formare il carattere per affrontare le difficoltà e per rialzarsi sempre, in questo il ciclismo direi che è il massimo.

L’emozione più bella legata al mondo del ciclismo?

L’emozione più bella che ho legata al ciclismo non è un ricordo di qualche corsa ma è stata l’ultima uscita in bici con mio papà che poi due anni fa mi ha lasciato a causa di una brutta malattia.

La tua gara più bella che hai corso?

La gara più bella ed emozionante che ho corso fino ad oggi è stato senza alcun dubbio la prova dell’Omnium al Campionato Europeo si pista con la conquista del terzo posto

 Cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Nel poco tempo libero che ho mi piace stare con la mia famiglia e il mio fidanzato.

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Non ho un ciclista o una ciclista che ammiro particolarmente, cerco di imparare e apprendere il meglio da tutto anche in altri sport non amo avere miti, certo osservo come si comportano i campioni ma senza farne dei miti.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Settimana prossima sarò a Livigno per preparare il Giro d’Italia rosa, grande appuntamento per me, dove punterò a fare bene nelle tappe di pianura. Poi il mio grande obbiettivo sarà extra ciclistico in quanto a settembre mi sposo!

 

Intervista ad Ilaria “Yaya” Sanguineti

Ilaria Sanguineti Bronzo Europeo Under 23

Nostra gradita ospite per una divertente intervista è Ilaria Sanguineti, classe 1994, giovanissima e fortissima atleta dalle doti di passista veloce.

Ciao Ilaria, il ciclismo a torto a volte  non è considerato un sport femminile, come mai lo hai scelto proprio come tuo sport?

La  passione per il ciclismo mi è stata trasmessa da mio fratello Davide, che ha iniziato a correre per non si sa quale motivo.  Avendolo visto partire con la sua tutina tutta colorata e la sua bicicletta, mi sono incuriosita poi lui per me è da sempre fonte di grande ispirazione e cosi mi sono trovata in questa splendida “avventura”

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza?
Posso essere sincera? Non ha assolutamente influenzato la ma adolescenza, perché se per i miei amici il divertimento era uscire il sabato sera per andare a ballare il mio divertimento era alzarmi la domenica mattina alle 5: quando loro rientravano dalla serata io mi preparavo per la corsa della domenica. E’ una cosa che ho sempre adorato e questo era il mio divertimento non cambierei nulla di quello che ho fatto.

Ok niente sacrificio ma tanta dedizione per una cosa che ami, con quali valori ti ha ripagato il ciclismo per tutto il tuo amore?

Devo dire che il ciclismo mi ha insegnato moltissime cose e me le insegna ancora oggi. Come prima cosa dire che mi ha trasmesso il senso del rispetto per gli altri e poi una delle cose più vere in assoluto: quello che il ciclismo ti toglie poi te lo ridà, secondo me proprio come nella vita.

Forse è una domanda scontata ma quale è stata l’emozione piu bella lagata al ciclismo?

Non c’è dubbio alcuno, è stata la medaglia d’argento al Campionato Europeo della corsa in linea Under 23 a Tartu in Estonia.

Tanto ciclismo nella tua vita ma cosa ti piace fare nel tempo libero?
Beh come ti dicevo non è che il tempo libero abbondi ma quando non corro o non mi alleno adoro uscir con i miei amici e passare ore a giocare alla play con mio fratello Davide… e soprattutto Batterlo!

Hai un genere musicale che ti piace ascoltare?

Devo ammettere che Ascolto tutti i tipi di musica, ma se devo dirti un genere in particolare, direi il latino americano

Peter Sagan

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o che ti ha ispirato?
Beh, come uomo sicuramente Peter Sagan, come donna Noemi Cantele, con cui ho avuto la fortuna di passare il mio primo anno da “grande” in squadra insieme, una ragazza unica.

Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti come punto di riferimento?
Facile: Francesco Totti è il mio più grande idolo!

E per chiudere,  quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sono appena rientrata dalla trasferta in Cina. Ora un po’ di riposo a casa poi si organizzerà con la squadra i prossimi appuntamenti

Intervista ad Asja Paladin

Il sorriso di Asja Paladin

Nostra ospite di oggi è Asja Paladin, giovane atleta nata a Treviso nel Settembre 1994 dalle grandi doti di scalatrice in forza alla ASD GS Top Girls soprannominata Brosa (poi scopriremo il significato).

Ciao Asja, come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ho scelto ciclismo perché all’età di 6 anni mamma e papà mi avevano già messo sopra una bici, visto che anche loro hanno sempre avuto questa passione. Da quel momento, con l’andare degli anni, ho capito che era il mio sport. Ho provato anche nuoto pattinaggio pallavolo, ma niente alla fine sceglievo sempre il ciclismo e così sono arrivata fino a qui.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

L’impegno sportivo ha influenzato tantissimo la mia adolescenza. Da un lato, soprattutto quando si è più piccoli, è stato un po’ difficile rinunciare tante volte ad uscire con gli amici, alle festicciole, al mare, però vista la grande passione questi “sacrifici” li ho sempre fatti volentieri e con il passare degli anni ho capito anche che grazie a questo sport ho scoperto anche chi sono i veri amici, quelli che ti aspettano anche se stai via un mese da casa.

Asja Paladin in gara

Beh hai proprio il ciclismo nel cuore, quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare? 

Il ciclismo mi ha insegnato grandi valori, da applicare nello sport come nella vita. Mi ha insegnato e essere forte sempre e nonostante tutto, a rialzarmi a ogni difficoltà e a mai mollare perché con costanza impegno e voglia di fare le cose arrivano. Quindi valori da applicare sia alla scuola che anche al lavoro anche. in questa vita non ci regala niente nessuno e prima o poi ognuno ha ciò che si merita basta non mollare mai e credere in ciò che si fa e nei propri sogni. Ecco perché suggerirei a una ragazza di provare la bicicletta come sport.
Dicevamo che il ciclismo occupa una gran fetta della tua vita ma cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Nel poco tempo libero che ho a disposizione cerco di stare il più possibile con la mia famiglia, che amo tantissimo, i miei amici (pochi ma buoni ) e il mio fidanzato. Amo andare a fare shopping, è un antidoto contro le giornate tristi per me.  Devo confessarti che una cosa che adoro è leggere e, non ci crederai, ma non amo assolutamente guardare la TV!
Poca TV ma a musica come siamo messi? Cosa ti piace ascoltare?

Come musica ascolto un po’ di tutto davvero ma in particolare però preferisco la musica italiana e il mio cantante preferito è Vasco Rossi.

Sei giovanissima, hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Come ciclista ammiro tantissimo Elisa Longo Borghini (qui un’intervista) sia come atleta che come persona. È una ragazza modesta costante e sempre determinata in tutto ciò che fa, è anche sempre gentile e disponibile con tutti. Nei maschi un idolo un po’ scontato è Peter Sagan, fenomeno del momento. Però mi rivedo tanto in un grande uomo che ci ha da poco lasciati: Michele Scarponi, un leader che ha saputo trasformarsi in un grande gregario sempre con il sorriso e disponile a aiutare il proprio capitano.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Guarda, sinceramente, come primo pensiero mi viene in mente Beatrice Vio, una ragazzina trevigiana di soli 20 anni, campionessa paraolimpica di scherma. Mi ha colpito tanto la sua storia e ammiro tanto questi ragazzi perché ti insegnano a non mollare mai, che tutto è possibile e aiutano a apprezzare anche le piccole cose della vita.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

I miei prossimi obiettivi? beh adesso parto domenica per un giro a tappe in Spagna, nei Paesi Baschi, poi andrò tre settimane in altura a Livigno per preparare gli italiani su strada e la gara più bella ed emozionante della stagione, il Giro d’Italia, dove mi piacerebbe tanto piazzarmi a una tappa.

Una curiosità, ma come mai sei soprannominata Brosa?

Oh grazie della domanra, sai perche? Perché ho sempre freddo  e in dialetto trevigiano la brosa è il freddo.

Allora “Brosa”, chiudiamo con una domanda strana, come ti vedi Asja tra vent’anni?

Tra 20 anni? Mm… vorrei essere una mamma con una famiglia ben solida un lavoro e dei bambini. Mi piacerebbe tanto diventare come la mia mamma, infatti è un grande esempio per me. Se a 40 anni sarò come lei allora posso già essere sicura e felice della mia vita!!

Valverde in lacrime: “La vittoria è per Michele”

Commozione per Alejandro Valverde che a stento trattiene  le lacrime al termine della Liegi – Bastogne – Liegi 2017.  “Prima di tutto voglio dire che questa vittoria è dedicata a Michele. Era un mio grande amico ed è stata una vera disgrazia. Voglio ribadire che il premio per la vittoria va alla sua famiglia. Quando ho saputo di questa disgrazia sono stato malissimo. Mancherà a tutti noi del gruppo e a tutti gli  appassionati di ciclismo. Michele aveva sempre un sorriso per tutti e cercherò di stare vicino alla famiglia di Michele a cui faccio le mie condoglianze”.

Intervista a Anna Trevisi del Alé Cipollini Team

L'immagine può contenere: 1 persona, spazio all'apertoIntervista esclusiva di Ciclonews ad Anna Trevisi del Alé Cipollini Team del 1992.

D: Ciao Anna, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?
R: Ho scelto il ciclismo perché regala tante emozioni, per me le due ruote sono adrenalina pura!

D: Quanto l’impegno sportivo ha influenzato la tua adolescenza ?
R. Devo dire che l’impegno nel ciclismo ha condizionato molto
la mi adolescenza …. non è stato facile conciliare lo studio con lo sport e le tante ore di allenamento. Ho naturalmente dovuto fare delle scelte ma devo confidare che il ciclismo mi hanno fatta “maturare” come persona. Non mi sono mai pentita di dover sacrificare un po del mio tempo libero per trascorrerlo sulle due ruote.

D: Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza?
R: Come ho detto, a fronte di alcune pesanti rinunce, il ciclismo mi ha trasmesso il piacere del senso del sacrifico e mi ha fatto diventare una persona molto determinata, credo sia uno sport che suggerirei ad occhi chiusi ad una ragazza.

D: Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?
R: I miei prossimi obbiettivi sono la “Freccia Vallone ” e la “Liegi poi il 25 aprile correrò il Trofeo Liberazione a Roma per poi concentrarmi su due eventi all’estero: il Tour of Yorkshire 2017 e poi ilTour of Chongming Island.

D: Se dovessi immaginarti tra 20 anni come ti vedi?
R: Tra 20’anni mi vedo madre di famiglia e magari con un lavoro nel settore ciclistico

In bocca al lupo, possa la vita esaudire ogni tuo sogno!

Intervista a Gianni Moscon

Intervista di Ciclonews a Gianni Moscon del Team Sky

D: Ricordi il momento, o la corsa in cui hai capito che il ciclismo poteva diventare qualcosa di più dello sport con cui divertiti?
R: in realtà non posso indicare una gara specifica. È stato un progresso graduale che ha iniziato a partire dai primi risultati ottenuti tra i dilettanti.

D: Hai disputato molte corse nelle categorie giovanili e ti stai imponendo tra i pro, cosa senti, cosa provi nel momento della massima fatica? come scacci quella sensazione?
R: E’ difficile da spiegare. Nel momento della massima sofferenza provi semplicemente tanta, tanta fatica, le gambe ti bruciano e cerchi di respirare il più possibile perché ti serve aria. Poi ci sono fatiche diverse, a seconda della condizione, se è una gara di un giorno o una gara a tappe, se è una salita lunga o una volata. Non la puoi scacciare la fatica, impari a conviverci.

D: I tuoi risultati parlano chiaro, sei un talento emergente di questo sport, senti la pressione attorno al tuo nome e come riesci a controllare questa sensazione?
R: Cerco di non farmi influenzare da quello che si dice intorno a me. Tutto quello che faccio lo faccio al massimo, indipendentemente da quello che la gente si aspetta da me. Fa molto piacere che i tifosi e appassionati spendano buone parole sul mio futuro e questo è uno stimolo a dare il meglio

D: Il ciclismo viene descritto come uno sport individuale a squadre ma credo che tra compagni di squadra si instauri un rapporto incredibile. Hai un momento o una persona a cui sei più legato nel mondo del ciclismo?
R: Ho una grande amicizia con un mio ex compagno di squadra che portiamo avanti dai tempi in cui correvo alla Zalf Euromobil Désirée Fioril mio primo anno, Leonardo Basso [Official Fan Page]. Ora lui corre ancora tra i dilettanti ma il mio sogno è un girono di poter correre di nuovo uno a fianco all’altro tra i professionisti, perché sono convinto sia un grande atleta così come è una grande persona. Con lui mi sono trovato bene da subito perché abbiamo la stessa mentalità e ci lega un rapporto sincero.
D: Quali sono i tuoi obiettivi professionali per quest’anno?
R: in questa stagione mi piacerebbe riuscire a vincere un’altra corsa dopo l’ Arctic Race of Norwaydel 2016
D: Qual è la corsa che vorresti vincere assolutamente in carriera?
R: ci sono tante belle corse. Non ce n’è una in particolare che vorrei vincere, m sicuramente mi piacerebbe lasciare il segno in una corsa importante come una monumento o un grande giro.

Intervista a Letizia Paternoster

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, motocicletta e sMSOspite dell’intervista di Ciclonews è Letizia Paternoster giovane stella del panorama del ciclismo italiano

D: Come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?
R: Ho iniziato all’età di 5 anni e mezzo, quella per il ciclismo è una passione che mi hanno trasmesso mio papà Paulo e mia mamma Maria anche se loro non lo hanno mai praticato. Vivo a Revò, un paese vicino a Cles la città di Maurizio Fondriest, il campione del mondo del 1988, lui e mio padre sono amici da sempre e mio padre lo seguiva ad ogni gara con il Fans Club. All’età di cinque anni mio fratello ha iniziato a praticare ciclismo, io invece ero ancora troppo piccola, e i miei genitori insistevano nel farmi praticare danza perchè reputavano il ciclismo uno sport per maschietti ma ciò non mi ha fermata nell’iniziare a coltivare questa mia passione.
Ho iniziato quindi a correre nella Us Cristoforetti Fondriest Anaune

D: Quanto l’impegno sportivo ha influenzato la tua adolescenza ?
R: . Fin da piccola ho sempre preso il ciclismo come un gioco, quindi non davo troppo peso ai “sacrifici che esso richiedeva” anche perché non ne facevo molti. Adesso che comunque ho iniziato a prendere il tutto molto più seriamente, vivo una vità da sportiva a 360 gradi. Non esco al sabato sera fino a tardi e, quando posso, visto anche gli impegni scolastici ne approfitto per riposare un pochino. Questo per me non è un sacrificio, ma è la via giusta per realizzare il mio sogno, non mi pesa rinunciare a qualche uscita per la cosa che più amo. Le mie amiche lo sanno e sanno anche che, se il tempo che posso dedicare a loro è meno di quello che vorrei, i momenti trascorsi assieme sono intensi e profondi.

D: Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza
R: Il ciclismo mi ha insegnato tantissime cose. Una di queste è non mollare mai e credere nei sogni perchè se ce la metti tutta niente è impossibile. Mi ha insegnato i valori di una squadra, e mi ha fatto capire che le difficoltà, nello sport come nella vita ci sono, e anche nei momenti più bui bisogna fare di tutto per ritrovare il “sole” cosi potrai apprezzarlo ancor di più-
La bicicletta mi ha insegnato a divertirmi, a sognare e ad una ragazzina che vuole iniziare questo sport suggerisco di vivere questa esperienza con il massimo entusiasmo possibile, di divertirsi e inseguire il proprio sogno, con impegno e fatica i sogni si realizzano

D: Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali ?
R: I miei prossimi obiettivi sono i mondiali e gli europei su strada e su pista che si svolgeranno da fine luglio fino a settembre

D: Se dovessi immaginarti tra vent’anni come ti vedi?
R:Tra vent’ anni, i miei sogni mi portano ad immaginarmi al fine di una carriera ricca di soddisfazioni nel mondo ciclistico. Ho tanti sogni nel cassetto e spero ti poterli realizzare tutti!

Intervista a Martina Alzini

Ospite di oggi di Ciclonews è Martina Alzini del Alé Cipollini Team.

D: Come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?
R: Ho iniziato questo sport fin da piccolissima cioè da G1; mi ricordo che già a 3 anni giravo nel cortile di mio nonno senza le rotelle. Devo dire che la mia intera famiglia mi ha trasmesso, mia mamma correva ai tempi di Maria Canins e papà con Beppe Saronni ma senza arrivare nelle categorie èlite..

D: Quanto l’impegno sportivo ha influenzato la tua adolescenza ?
R: L’impegno sportivo ha influenzato molto la mia adolescenza perché comunque questo sport, così come molti altri, richiede a volte grandi sacrifici, non solo dal punto di vista alimentare, ma anche da quello della vita di tutti i giorni. Non potere uscire la sera perché il giorno dopo hai la gara oppure stare tutta settimana a scuola la mattina ed il pomeriggio in bici ti costringe a studiare di notte o la mattina presto; la domenica, poi, è interamente dedicata alla gara.. ma sinceramente tutto ciò non mi è mai pesato perché quando hai una passione cosi forte e quando hai degli obiettivi ben precisi cogli la tua soddisfazione anche nel sacrificio

D: Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza?
R: Anzitutto lo spirito di squadra, il ciclismo viene considerato uno sport individuale ma lo spirito e il lavoro di squadra sono fortissimi: chi vince è solo uno ma spesso nel 99% dei casi il merito è del lavoro dei tuoi compagni.
Aggiungerei anche l’umiltà e la voglia di ottenere sempre qualcosa di piú, di migliorarsi e quindi essere sempre tenaci e non mollare mai, pochi sport come il ciclismo ti trasmettono la forza di andare avanti e non abbattersi anche dopo un incidente (come per esempio una caduta o una convocazione mancata).
Consiglierei questo sport ad una ragazza perché negli ultimi anni il ciclismo femminile sta conquistando un numero sempre più alto di estimatori aumentando la sua visibilità.
Mi sono sentita dire più di una volta ‘ah ma anche le ragazze corrono in bici?’ ora la domanda è meno frequente in quanto il nostro movimento si è sviluppato parecchio con notevoli miglioramenti, il calendario delle donne elite si e’ ampliato molto e ora la maggior parte delle gare classiche che disputano gli uomini sono corse anche da noi ragazze.
Di sicuro anche grazie ai social la nostra visibilità è cresciuta e come ultima motivazione (ma NON meno importante!!) il fatto che il movimento femminile in Italia non perde mai la voglia di migliorarsi e di raggiungere i più prestigiosi risultati lavorando con un forte spirito di gruppo (un esempio ne è il quartetto femminile in pista che negli ultimi mondiali ha abbattuto il record italiano dei 4’20” cosa fino ad un anno fa quasi impensabile)

D:. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?
R: I miei prossimi impegni con la squadra sono il GP Liberazione (25/04) a Roma e il tour of Chongming in cina ai primi di maggio. Io prediligo le gare prettamente pianeggianti e quindi, oltre che aiutare la mia squadra, spero di dare il meglio anche per mettermi in luce.
Un mio grande obiettivo è quello di ottenere una convocazione per gli europei sia in strada ma soprattutto per quelli su pista che si correranno a luglio in Portogallo e per i quali mi sto allenando duramente.

D: Se dovessi immaginarti tra 20 anni come ti vedi?
R: Bella domanda questa! Ora come ora è difficile dirlo perché penso che a 20 anni, come giusto che sia, una ragazza sia ancora piena di sogni e forse nemmeno io so al 100% ora dove mi troverò tra cosi tanti anni.
Di sicuro vorrei realizzare per bene la mia carriera ciclistica e correre finchè sarò competitiva, poi non tralasciare gli studi penso sia importante perché la bici cosi come molti sport, non ti danno una retribuzione che ti permetta di vivere solo di quello per sempre… ecco mi piacerebbe rimanere in questo ambiente e se non mi sarà possibile vorrei comunque rimanere in un ambito sportivo

Intervista ad Alice Gasparini

Intervista esclusiva di Ciclonews ad Alice Gasparini giovane atleta della provincia di Como in forza al Team Servetto Giusta AluRecycling

D: Alice, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?
A: Ho iniziato ad andare in bici da G1 quindi a 7 anni grazie a mio fratello. Lui aveva iniziato prima di me (essendo più grande di un anno) e io andavo sempre a vedere i suoi allenamenti.
Un giorno un signore ha preso una bicicletta e mi ha fatto provare… da lì non ho più smesso. Mio fratello? Lui ora è passato alla pallavolo.

D: Quanto l’impegno sportivo ha influenzato la tua adolescenza?
R: Devo ammettere che il ciclismo mi ha influenzatoamolto perché lo pratico da così tanto tempo che oramai fa parte della mia vita. Posso dire che la bicicletta mi accompagna da sempre e se sono la persona di ora è anche grazie a questo splendido ma anche difficile sport.

D: Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza?
R: Il ciclismo mi ha insegnato prima di tutto ad organizzarmi, durante l’adolescenza quando hai anche la scuola le cose sono molto complicate e bisogna imparare a gestire tutto. Per questo motivo diventi molto brava a organizzarti e a occupare al meglio ogni istante della vita.
La bicicletta mi ha permesso di conoscere un sacco di persone fantastiche che ancora porto dentro il mio cuore. Le compagne di squadra che mi hanno accompagnata fino ad ora non sono mai state solo compagne occasionali, ma con loro si è instaurato un rapporto bellissimo che ci ha permesso di rimanere amiche anche al di fuori del ciclismo. Questo sport mi ha insegnato ad avere più sicurezza in me stessa, a impegnarmi sempre al massimo in qualsiasi cosa ed ad affrontare tutte le difficoltà che si incontrano per questo lo suggerirei a una ragazza che non sa quale sport praticare

D: Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?
R: Devo dire che questi ultimi anni non sono stati molto facili per me, ho accusato molto il passaggio nel mondo del professionismo che è molto più complesso di quello che sembra, ma nello stesso tempo è uno spettacolo puro.
Ho tanta voglia di emergere, di fare vedere davvero chi sono perché fino ad ora non ci sono ancora riuscita pienamente. Per ora spero di poter correre il più possibile per accumulare l’esperienza che mi servirà per gli anni a venire. Nel frattempo spero di riuscire ad ottenere anche qualche buon risultato sia nelle prove in linea che nelle cronometro.

D: Se dovessi immaginarti tra 20 anni come ti vedi?
R: Tra vent’anni spero di stare per concludere una carriera fantastica nel ciclismo, di aver raccolto molti risultati che mi rendano orgogliosa di me stessa. Per il momento vedo il mio futuro nel ciclismo, è una delle poche cose in cui non ho dubbi. Sto anche frequentando l’università, ma il ciclismo è la cosa più importante!