Sofia Beggin intervista esclusiva con ciclonews

Sofia Beggin intervista esclusiva con  la redazione di ciclonews

Sofia Beggin intervista esclusiva con la redazione di ciclonews in cui ci racconta della sua vita e della passione per il ciclismo

Sofia Beggin

Sofia Beggin

Sofia Beggin intervista con l’atleta nata ad Abano Terme nel 1997 attualmente in forza al Astana Woman Team già Campionessa Italiana Donne categoria Juniore nel 2015. Sofia Beggin si era  messa in ottima evidenza nel 2014 con con due medaglie ai Giochi Olimpici Giovanili di Nanchino.

Ciao Sofia, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi e grazie a voi per questo spazio, il ciclismo l’ho iniziato quasi per sbaglio. Io praticavo danza e personalmente la bici non mi affascinava cosi tanto però grazie a mio fratello, che ha iniziato a correre, mi hanno regalato una bicicletta, fu un dono della locale squadra provinciale. Da quel momento è iniziata la mia avventura nel mondo delle due ruote e penso che scelta migliore non potevo fare.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Personalmente l’influenza sulla mia adolescenza non l’ho mai sentita cosi tanto, anche perché non mi è mai pesato il fatto di dover tenere uno stile di vita diverso dai miei coetanei. Il ciclismo è una cosa che amavo ed amo e penso che eventuali rinunce fatte per una cosa che ami in realtà non sono tali.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il valore principale che mi ha trasmesso il ciclismo è che la corsa è un po’ come la vita: bisogna impegnarsi al massimo per cercare di realizzare i propri sogni. Nella vita come nello sport nessuno ti regala nulla, quello che ottieni, salvo rarissimi casi, devi sudarlo giorno dopo giorno.

Lo consiglierei a qualsiasi ragazza o ragazzo che vuole avvicinarsi allo sport perché sono sicura che il ciclismo ti insegna a vivere. Da questo sport impari come rialzarti dopo le cadute e queste cose nella vita quotidiana sono all’ordine nel giorno. E’ bello potersi rialzare e, dopo la sofferenza, assaporare il gusto della gioia.

 

C’è una corsa che Sofia Beggin ricorda con particolare piacere?

La corsa che adoro di più e che mi piace particolarmente ricordare, sono le Strade Bianche dell’anno scorso, mi piace come gara, la simbiosi tra sterrato e strada, la scenografia… Uno spettacolo vero, imperdibile!

Cosa fa Sofia Beggin nel tempo libero?

Nel tempo libero adoro stare con le persone che amo, divertirmi insieme a loro, mi piace tantissimo lo shopping e comprare vestiti anche perché prima di essere una ciclista sono una ragazza. Adoro ascoltare la musica commerciale, mi rilassa.

Come ti trovi nel team?

Con il team mi trovo davvero bene, ho i miei spazi, le mie opportunità. Il gruppo è davvero molto unite, si è creata la giusta armonia tra le ragazze del gruppo e  c’è molta tranquillità per potermi esprimere al meglio.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Sofia Beggin?

Gli obbiettivi per questo 2018 sono sempre quello di migliorarmi e cercare di fare del mio meglio sempre, magari fare qualche bel piazzamento nelle Grandi Classiche che sono le gare che mi stanno più Ho poi un grande songo nel cassetto che spero di realizzare : prendere parte al mondiale, ci lavorerò con costanza e spero di ottenerlo.

 

Gloria Manzoni intervista esclusiva per ciclonews

Gloria Manzoni intevista esclusiva per www.ciclonews.biz

Gloria Manzoni intervista esclusiva con ciclonews per la giovane atleta vercellese di Santhià classe 1998 uno dei prospetti del ciclismo rosa

Gloria Manzoni

Gloria Manzoni

Gloria Manzoni intervista esclusiva in cui la giovane atleta della Eurotarget Bianchi Vitasana in cui ci racconta come è nata la sua passione per il ciclismo.

Ciao Gloria, grazie per aver accettato questa intervista, ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao e grazie a voi per questa opportunità che mi state dando. Devo ammettere che in realtà non c’è una motivazione particolare alla base della mia scelta. Tutto è legato a quando un giorno mio padre mi lanciò la sfida in bicicletta, dicendomi: “scommettiamo che non riesci a battermi?” e così io ho accettato la sfida e ho iniziato ad allenarmi. mano a mano che mi allenavo, la passione per il ciclismo cresceva in me e così è tutt’ora.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo, con i suoi ritmi, ha influenzato moltissimo la mia adolescenza. Pratico ciclismo in FCI da quando ero allieva primo anno quindi da ormai 6 anni.  Certamente chi fa ciclismo non ci si può permettere la vita di un adolescente normale: bisogna andare a dormire presto la sera in modo tale da non svegliarsi esausti già di prima mattina, così da poter affrontare un allenamento al massimo delle proprie capacità fisiche e psichiche. Bisogna controllarsi nell’alimentazione e consumare cibi sani e in funzione della tipologia di allenamento da farsi durante la giornata. Ma tutto questo non pesa se lo fai per una cosa che ami ed io amo il ciclismo.

Gloria Manzoni oltre a correre sta studiando, come unisci i due impegni?

Bisogna sapersi organizzare ma certamente nel periodo degli studi è ancora più difficile farlo: tutta la mattinata si passa tra i banchi di scuola poi, dopo un pranzo veloce si torna a casa e ci si allena. Terminata l’uscita bisogna rituffarsi nello studio e non è semplicissimo preparare le verifiche e completare i compiti ma per ora ci riesco.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita?

Sicuramente il ciclismo è uno sport impegnativo e duro, richiede innanzi tutto perseveranza cosa che è alla base anche della vita di tutti i giorni. E’ importante avere molta disciplina, correttezza e sapersi relazionare e condividere le proprie esperienze di vita con soggetti che sono al di fuori della propria famiglia. Il bello è che con il tempo tutte queste persone entrano in qualche modo a far parte della tua famiglia visto che ci condividi molto tempo. Questo sport ti consente di comprendere l’importanza di impegnarsi sempre al massimo e ti aiuta moltissimo nel miglioramento personale.

Perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Lo consiglierei sicuramente ad una ragazza proprio perché il ciclismo forma il carattere delle persone ed è un’ottimo mezzo per far bene al proprio corpo e alla propria persona.

C’è una corsa che Gloria Manzoni ricorda con particolare piacere?

La gara che non scorderò mai nella mia vita è il mio primo Mondiale, ad Aigle in svizzera. ero junior 2 anno ed ho avuto la fortuna di ottenere due ottimi risultati, due medaglie d’argento. Uno di questi risultati però ha il sapore un po’ più dolce perché ottenuto dopo un lungo anno di sacrifici con Martina Fidanza, la mia attuale compagna di squadra nonché mia migliore amica.

C’è un ciclista o una ciclista che  ha ispirato Gloria Manzoni?

A dire il vero ce ne sono tanti ma sicuramente Anna Meares e il grande Antonio Maspes sono i due che mi hanno stimolato di più

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Ascolti qualche genere musicale in particolare?

Nel tempo libero amo aiutare i miei nonni con i lavori di casa, dato che ho la fortuna di vivere in una grande cascina e avere moltissimi animali e spazi verdi per coltivare frutta e verdura. Di certo però la musica e la lettura occupano la maggior parte del mio, purtroppo scarso, tempo libero. Mi piace moltissimo suonare il pianoforte così come leggere libri di ogni tipo, da Giorgio Faletti a Dan Brown, da Paolo Giordano a Nicolay Lilin

Come ti trovi nel team?

Mi trovo molto bene nella mia squadra: questa è la mia seconda stagione tra le file dell’Eurotarget, che quest’anno si chiamerà Eurotarget Bianchi Vitasana. Diciamo che è come una seconda famiglia, con loro condivido successi e momenti più difficili della vita sia legati al mondo del ciclismo che non. le compagne sono sempre disponibili e molto alla mano e ogni trasferta è sempre sinonimo di divertimento e di felicità con loro.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Gloria Manzoni per il 2018?

Il mio obiettivo principale, da quando ho iniziato a correre, è quello di continuare a migliorarmi. Stò seguendo una preparazione basata sul settore veloce della pista quindi nelle gare su strada cercherò di essere in supporto alle mie compagne di squadra per quanto mi sarà possibile. Per ciò che concerne il settore su pista, spero di poter vestire la maglia azzurra in gare internazionali per le quali sto lavorando davvero molto.

Sicuramente come obbiettivo principale per questa prima parte di stagione ci sarà il Campionato Europeo U23 su pista che si terrà in estate. In questi giorni si tiene l’ultimo ritiro con la nazionale in funzione del Campionato Mondiale che si terrà i primi giorni di Marzo in Olanda e parteciparvi sarebbe un sogno!

Manuela De Iuliis intervista esclusiva per ciclonews

Manuela De Iuliis intervista con la redazione di ciclonews

Manuela De Iuliis intervista esclusiva con la giovane atleta neo acquisto della Conceria Zabri Fanini

Manuela De Iuliis intervista

Manuela De Iuliis intervista

Manuela De Iuliis intervista esclusiva con la 26enne molisana  al secondo anno fra le Elite che è giunta nel team del presidente Manuel Fanini per confermare quanto di buono fatto vedere nelle categorie giovanili.

In precedenza Manuela De Iuliis era stata protagonista delle Gran Fondo conquistando  il titolo italiano Fci Medio Fondo, la Gran Fondo di Forano (Lazio), la “Garibaldina” a Mentana, la “Faren Sabina Time” e la Gran Fondo “New York Italia”.

Ciao Manuela, anzitutto grazie per aver accettato l’intervista. Ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport? 

Ciao ragazzi è un piacere fare questa intervista. Mi ha sempre affascinata la bicicletta, fin da quando ero piccolina. La mia storia ed il mio avvicinamento al mondo del ciclismo è un po “particolare”. Ho scoperto il mondo delle corse solo a 20 anni, e senza passare per le categorie giovanili, ho iniziato con le Granfondo. Prima di salire sulla bici da corsa seguivo mio padre in MTB, ma già da piccolina passavo le mie estati in bicicletta! Nel mio paese, Rocchetta a Volturno, in Molise, c’è una piccola squadra di ciclismo e così grazie a loro ho iniziato a pedalare sulla bici da corsa e non me ne sono più separata!

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Ho iniziato con l’agonismo a 20 anni, quindi il ciclismo non ha influenzato la mia adolescenza, ma lo sport in generale si. Aver inziato tardi è una cosa che ha molti contro, poiché i bambini grazie alle categorie giovanili sono seguiti ed apprendono tutto già da giovanissimi, mentre io mi sono ritrovata ad apprendere tutto in poco tempo ed ho faticato davvero molto per ricavarmi un posto nel mondo delle corse.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Tutti gli sport insegnano tanto, ne ho praticati diversi, ma il ciclismo ha qualcosa di “particolare”, ti insegna a soffrire, a non mollare e anche quando vorresti scendere dalla bici, poi ci torni perchè sai che senza quella fatica non puoi stare. La bicicletta ti fa conoscere i tuoi limiti, ti aiuta a superarli e questa cosa un ciclista riesce ad applicarla anche nella vita quotidiana. Alle ragazze che vogliono iniziare dico di provare, di osare, perché nella vita se non si osa si resta sempre con il dubbio di come sarebbe potuta andare. Ho provato spesso ad avvicinare le ragazze alla bicicletta, ma sempre con scarsi risultati, poiché vedono la bici come uno sport prettamente maschile e troppo faticoso.

C’è una corsa che Elena De Iuliis ricorda con particolare piacere?

La corsa che ricordo con particolare piacere è sicuramente la 6^ tappa del Giro Rosa, con partenza da Isernia, la tappa di casa! Prima partecipazione al Giro Rosa e partenza da casa, non potevo desiderare di meglio! Non solo emozione, ma anche soddisfazione, per essere arrivata a quella tappa, dove c’erano tutte le persone a me care, e per aver portato a termine il Giro a tappe femminile più importante di tutti, nonostante molte persone pensavano non ce la facessi!

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Da piccola andavo spesso a vedere il passaggio del Giro d’Italia. Per me l’emozione che mi dava il primo corridore era la stessa che mi dava l’ultimo. Pensavo che tutti percorrevano la stessa strada, provavano la stessa fatica e quindi tutti erano i migliori! Poi ovviamente c’è sempre qualche corridore che ammiriamo in modo particolare o uno al quale ci ispiriamo. Tra i miei preferiti c’è sicuramente Marco Pantani, che con i suoi scatti in salita ha fatto sognare generazioni di tifosi. Tra le donne invece, un idolo indiscusso è Alfonsina Strada, detta la Suffraggetta delle cicliste, la prima ed unica donna nella storia ad aver partecipato al Giro d’Italia nel 1891, correndo con altri 90 corridori uomini, percorrendo 3613 km in 12 tappe.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Ascolti qualche genere musicale in particolare?

Oltre a praticare ciclismo, ho ripreso lo studio presso l’università di scienze motorie quest’anno, dopo qualche anno di stop. Nel tempo libero mi piace ascoltare la musica, soprattutto il rock anni ’60, leggere e cucinare dolci. Ho la passione per la montagna, la natura e la fotografia, queste tre cose sono per me come un toccasana per lo spirito e la mente!

Come ti trovi nel team?

Il mio team è la Conceria Zabri Fanini Guerciotti, di Manuel Fanini con sede in Toscana, a Lucca. Il clima all’interno del team è sereno, lo staff ci supporta in tutto e per tutto e con le ragazze mi trovo davvero bene. La mia preparazione atletica, invece, è seguita da Cellini Alessio, al quale dico GRAZIE!

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Manuela De Iuliis?

Dopo aver militato per 4 anni nella categoria EWS, come amatore, questo è per me il terzo anno come Elitè. Sicuramente in due anni ho imparato tanto e spero che in questo 2018 riuscirò ad esprimermi al meglio. Come in tutte le cose, l’esperienza è quasi tutto, ma non mi sono mai arresa, anzi questa è una vera sfida con me stessa e con tutti quelli che qualche anno fa mi dissero di lasciar perdere il mondo del ciclismo. Sicuramente la mia testardaggine mi ha aiutata molto! Ovviamente resto con i piedi per terra, so che un giorno tutto questo finirà e quindi già penso alla mia vita futura fuori dalle corse, restando sempre nel mondo del ciclismo o dello sport in generale! L’obiettivo di questa nuova stagione sarà soprattutto quello di guadagnarmi il posto al giro rosa 2018, mi piacerebbe rivivere tutte quelle emozioni, fatte di fatica, sudore, dolore e soddisfazione!

Elena Franchi intervista esclusiva per ciclonews

Elena Franchi intervista esclusiva con la nostra redazione

Elena Franchi intervista esclusiva alla giovane atleta in forza alla Conceria Zabri Fanini in cui ci racconta della sua passione per il Ciclismo

Elena Franchi intervista

Elena Franchi intervista

Elena Franchi intervista della nostra redazione con la giovane atleta della Conceria Zabri Fanini. Piacentina di Fiorenzuola D’Arda, al suo quarto anno fra le Elite, è uno dei volti nuovi del team. Le migliori annate Elena le ha vissute fra le Juniores dove ha avuto la grande soddisfazione di entrare a far parte del giro azzurro convocata per i Mondiali del 2013 che si svolsero a Firenze.

 

Ciao Elena, grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi e grazie a voi per lo spazio che mi concedete. La scelta di questo sport è avvenuta un po’ per caso poiché in casa mia nessuno ha mai praticato ciclismo né in modo agonistico né in modo amatoriale ad accezione di uno zio.

La “colpa” di tutto è legata a un mio carissimo amico delle scuole elementari  che mi chiese di andare a provare ciclismo e siccome era stato molto insistente decisi di tentare. Dal primo momento in cui sono salita in sella mi sono innamorata di questo sport e la mia passione è nata così e da lì è nato il mio sogno che son riuscita in parte a realizzare. Sarò sempre grata a quel ragazzo che è tutt’ora un mio grande amico.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Sì, il ciclismo è uno sport di grande fatica ma per me non sono mai stati sacrifici poiché ho fatto ciò che mi piace e non c’è nulla di più bello. Certo un po’ ha influenzato la mia adolescenza, non potevo uscire con la stessa frequenza dei miei amici ma questo mi ha fatto capire anche chi sono i veri amici: quelli che mi sono rimasti accanto, pur sapendo che non sempre sarei potuta essere con loro.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo mi ha trasmesso tantissimi valori: la lealtà, l’umiltà, l’impegnarsi in ciò che si vuol fare e soprattutto l’aiutarsi a vicenda tra compagni di squadra ma anche tra avversari alle corse.  Una delle mie più grandi amiche corre in una squadra avversaria e spesso ci capita di aiutarci a vicenda anche in corsa, soprattutto nei momenti di difficoltà.

C’è una corsa che Elena Franchi ricorda con particolare piacere?

Sì, c’è una corsa che ricordo in particolare che è stata la mia prima vittoria.. Era agosto, ero Allieva secondo anno e si correva in Veneto faceva un gran caldo, e a circa metà corsa era andata via una fuga di 4/5 ragazze e tutto sembrava finito per noi che eravamo in gruppo, però io ho tentato di riprendere la fuga e dopo uno scatto dal gruppo sono riuscita tutta sola a riagganciarmi alla fuga e dopo pochi km disputare la volata che ho vinto per pochissimi centimetri con un colpo di reni! Ogni volta che riguardo la foto del traguardo rivivo sempre la stessa emozione!

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Ascolti qualche genere musicale in particolare?

Ora come ora di tempo libero ne ho ben poco poiché nei mesi invernali sto lavorando oltre che allenarmi per i primi appuntamenti stagionali poiché purtroppo si sa che con il ciclismo femminile non si riesce ad avere uno stipendio tale che ti possa permettere di vivere, comunque davvero solo poche ci riescono.

Nel poco tempo libero che mi rimane, mi piace stare con i miei più cari amici oppure rilassarmi a casa e ascoltare musica, ascolto qualsiasi tipo di musica in base al mio stato d’animo ma comunque quasi sempre musica commerciale

Come ti trovi nel tuo nuovo team?

Quest’anno ho cambiato squadra e mi trovo davvero bene, lo staff è molto disponibile a venire incontro a qualsiasi esigenza e li devo ringraziare tanto per ciò, mi sembra una squadra umile, che è consapevole di quel che possiamo fare, daremo il meglio di noi per fare il massimo e fare buoni risultati!

Quali sono gli obiettivi di Elena Franchi per questo 2018?

I miei obbiettivi per il 2018 sono cominciare alla grande la stagione e spero, alla prima corsa che sarà Montignoso, di centrare un bel risultato.
Ci sono poi tante altre corse in cui con la squadra abbiamo deciso di puntare tra cui anche il campionato italiano perché ogni anno che passa faccio sempre risultati migliori e spero di migliorare ancora di più, spererei di entrare nelle 5 … se il percorso sarà adatto alle mie caratteristiche!

 

Anna Ceoloni intervista esclusiva per ciclonews

Anna Ceoloni intervista con la redazione di ciclonews.biz

Anna Ceoloni intervista all’atleta piemontese della S.C. Michela Fanini che ci racconta della sua passione per il ciclismo 

Anna Ceoloni

Anna Ceoloni

Anna Ceoloni intervista con la giovane atleta del Team Michela Fanini in cui ci racconta come la scelta di praticare il ciclismo sia stata molto recente e “quasi” casuale. Anna si dimostra una ragazza seria e attenta ai dettagli e ai rapporti interpersonali. Mai banale, in questa chiacchierata ci ha stupito la sua maturità e profondità.

 

Ciao Anna, grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi, grazie a voi per questo spazio. La mia passione per il ciclismo è abbastanza recente, non ho iniziato come tante mie colleghe da piccola a correre. Fino a quattro anni fa, il mio sport era la corsa a piedi, adoro l’atletica ed è sempre stata la mia passione. Poi ho deciso di cimentarmi con il ciclismo, ho visto delle interessanti analogie tra le due attività. Mio padre mi ha spinto a fare questa prova e, riscontrando anche nel pedale l’estrema propensione per la fatica, ho apprezzato questo sport e ora sono qui a godermi l’esperienza nel mio team.

Atletica e ciclismo, sport di fatica mai pensato di provare altre discipline?

Come dicevo adoro la fatica, non mi vedo impegnata in attività che non si basino sul “sacrificio”. Molto sinceramente vi confido una cosa: quando ho iniziato a fare sport mi sono accorta che non avevo particolari abilità tecniche da poter sviluppare se non la grinta e la resistenza. Se dovessi provare con, per esempio, la pallavolo sono certa che risulterei abbastanza impacciata, anche li darei tutta me stessa ma penso con risultati non apprezzabili.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Sinceramente non posso dire che la pratica del ciclismo (ma il discorso vale anche per l’atletica leggera) mi abbia stravolto l’adolescenza. Spesso si sente parlare di sacrifici per fare sport ad alto livello, io parlerei più che altro di impegno e, per la mia indole, gli impegni sono una cosa da ritenere positiva.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Dal ciclismo si può imparare molto, come in tutti gli sport per la verità. Credo però che  una delle particolarità del nostro sport sia quella di insegnare a confrontarsi sia con se stessi che con gli altri. Il ciclismo è uno sport individuale a squadre, non conta solo l’io ma non conta nemmeno solo la squadra, è “un compromesso” tra le due cose e penso che sia poi una condizione che si identifichi anche nella vita e nel lavoro. Ecco in questo credo che il ciclismo possa essere molto utile per la crescita sia per un ragazzo che per una ragazza.

C’è una ciclista a cui Anna Ceoloni si ispira o si è ispirata?

Sinceramente non posso dire un nome che mi abbia spinta a fare questo sport, ho iniziato su suggerimento di mio padre e forse a lui devo la mia attuale posizione nel gruppo. Però devo ammettere che da quando ho “scoperto” il ciclismo tutte le atlete sono state fonti di ispirazione, ammiro le ragazze che corrono con me, le mie compagne di team ma in generale tutte le ragazze che praticano il ciclismo. Il sacrificio è tanto e non tutte le persone sanno apprezzare la fatica che questo sport richiede. Quindi direi che ogni ciclista è per me fonte di ispirazione.

C’è una corsa che ricordi con più piacere?

La mia carriera è ancora “giovane” ma ricorderò per sempre l’emozione del prendere il via al Giro Rosa 2016, ero una novellina del ciclismo, ero emozionatissima, non sapevo cosa avrei potuto fare ma devo dire di essere stata accolta in gruppo davvero bene. E’ stato emozionante correre accanto a campionesse di livello mondiale, un mix tra orgoglio e spavento nel dovermi confrontare a livelli cosi alti.

 

Cosa fa Anna Ceoloni  nel tempo libero?

Sono una ragazza tranquilla, amo godermi il tempo libero con attività semplici ma che mi rilassano. Un bel libro, della bella musica, momenti di riflessione. Ecco cosa amo fare quando non ho impegni.

Il 2018 è appena iniziato, quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

Posso dire di essere in una squadra, la Michela Fanini, in cui ho trovato persone molto disponibili e compagne simpatiche con cui mi trovo bene e con cui sento di potermi migliorare quotidianamente. Sento la fiducia dei tecnici e vedo il supporto delle mie colleghe. Quindi parto parlando di obiettivi condivisi con il team: dobbiamo migliorare e ottenere i migliori risultati possibili in ogni corsa. Personalmente spero di poter essere utile alla causa, continuando ad apprendere quotidianamente i “trucchi del mestiere”. In questo sport gli imprevisti non mancano e devi sempre essere pronta ad adeguarti alle situazioni che si creano, voglio migliorare anche in questo aspetto di gestione dell’attività.

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Letizia Borghesi intervista esclusiva con ciclonews

Letizia Borghesi intervista con la redazione di ciclonews

Letizia Borghesi intervista esclusiva alla giovanissima atleta della BePink trentina di Cles anche lei classe 1998 in cui ci racconta l’amore per il ciclismo

Letizia Borghesi

Letizia Borghesi

Letizia Borghesi giovanissimo prospetto del ciclismo rosa italiano, originaria del Trentino (Cles), pur essendo molto giovane ha già dimostrato di avere qualità e carattere fuori dalla norma. Letizia, al secondo anno tra le Elite, può dare il meglio di sé su tracciati particolarmente esigenti e duri.

Ciao Letizia, anzitutto grazie per aver accettato il nostro invito, ci racconti come è nata la tua passione per il ciclismo?

Ciao Ragazzi e grazie a voi per questa bella opportunità. Sono sempre stata una ragazza sportiva, prima di iniziare con il ciclismo all’età di 12, praticavo atletica. Correre mi piaceva molto, ma ho deciso di seguire le orme di mio padre, che da dilettante nel 1989 ha vinto cinque grandi gare con arrivo in salita tra cui la Trento-Bondone. Mi sono appassionata al ciclismo proprio guardando i video delle sue vittorie. Lui non mi ha mai spinto a praticare questo sport, sono stata io a rimanere affascinata.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo richiede sicuramente grandi sacrifici, le ore da trascorrere in sella (spesso da soli) sono molte e per togliersi delle belle soddisfazioni penso che sia inevitabile rinunciare alla vita da adolescente. Bisogna riposare bene senza uscire la sera, stare attenti a non ammalarsi per non compromettere tutti i sacrifici fatti. Se devo essere onesta, però, questo è stato tutto eccetto che un sacrificio: ho amato il ciclismo fin da subito e ogni allenamento, ogni gara, ogni esercizio è stato affrontate e verrà affrontato con piacere.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo insegna a lavorare duramente, a superare i momenti difficili, a soffrire e stringere i denti, ma soprattutto a spingersi sempre oltre i propri limiti. Consiglio questo sport perché è in grado di dare delle importanti lezioni di vita e a trasmettere dei valori unici, inoltre a contribuire nel mantenere gli adolescenti in un ambiente sano e formativo.

C’è una corsa che Letizia Borghesi ricorda con particolare piacere?

Sicuramente la gara che ricordo con più piacere è la vittoria alla Bizzarone-Ghisallo del 2015. Qui ho conquistato la mia prima vittoria su strada. Questa è una gara che non scorderò mai, prima di tutto per come sono riuscita a vincere (con più di 50 km di fuga) ma soprattutto per l’emozione di aver alzato le braccia al cielo in cima a questa storica salita, davanti alla Madonna del Ghisallo protettrice dei ciclisti.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

La ciclista a cui mi sono sempre ispirata è Marianne Vos per la sua capacità di primeggiare in più discipline (anche nel ciclocross, che pratico anche io in inverno) vincendo veramente di tutto. Penso che sia impressionante la sua freddezza e decisione che dimostra negli eventi importanti.

Coa fa Letizia Borghesi nel tempo libero?

Sono amante degli animali e perciò nel tempo libero mi piace trascorrerlo facendo delle passeggiate con il mio cane, se possibile anche insieme ad una mia carissima amica d’infanzia.

Come ti trovi nel nuovo team?

Quest’anno correrò per il team Bepink e penso che sia la squadra ideale per poter crescere a livello internazionale e per dimostrare il mio valore.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Nel 2018 voglio riuscire a fare un bel salto di qualità e fare qualche bella prestazione nelle gare che più mi si addicono, togliendomi delle belle soddisfazioni.

Martina Stefani intervista esclusiva per ciclonews

Martina Stefani intervista con la redazione di ciclonews

Martina Stefani intervista con la giovane atleta classe 1998 nata a Isola della Scala ci racconta la sua passione per il ciclismo e per la vita

Martina Stefani intervista

Martina Stefani intervista

Martina Stefani intervista alla ciclista della Alé Cipollini che lo scorso anno è stata capace di conquistare titolo mondiale ed europei nell’Inseguimento a Squadre nella categoria juniores.

Ciao Martina, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi, grazie mille per lo spazio che mi date. Ho iniziato a fare le prime pedalate in sella ad una bicicletta da corsa a 8 anni, nella categoria G3. Sono stata spinta dai miei amichetti di classe che praticavano quasi tutti ciclismo e devo dire che me ne sono innamorata dal primo istante.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo è indubbiamente uno sport di sacrificio, bisogna allenarsi con costanza e bisogna sempre impegnarsi fino in fondo per riuscire a raggiungere i propri obbiettivi.
Andare a letto presto la sera, stare attenti a tavola, allenarsi 3/4 ore invece di andare al centro commerciale con gli amici è una cosa che in pochi giovani riescono a fare, ma quando hai una vera passione per il tuo sport e hai dei sogni che vuoi realizzare non ti pesa farlo.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo fa capire cosa vuol dire sacrificarsi, fare fatica e dare tutto fino alla fine senza mai mollare. Il ciclismo è emozione, basta questa parola per convincere chiunque a iniziare a pedalare.

C’è una corsa che ricordi con particolare piacere?

Ogni gara e ogni vittoria ha un suo posto nel cassetto dei miei ricordi, ma le due gare che più mi porterò sempre nel cuore sono i campionati europei e i campionati del mondo in pista che nel 2016 ho vinto. Salire sul tetto d’europa e successivamente del mondo sono emozioni indescrivibili.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Un ciclista che mi ha sempre affascinato è sempre stato Fabian Cancellara perché come lui mi piacciono molto le gare del nord. Pioggia e pavé mi hanno sempre affascinata e spero di potervi partecipare nei prossimi anni.
Se invece penso al ciclismo femminile non ho un’atleta che ammiro particolarmente. Soprattutto in questi ultimi due anni, ho cercato di osservare e imparare dalle atlete più grandi di me.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Nel tempo libero oltre a riposarmi dagli allenamenti che quasi tutti i giorni mi impegnano, mi piace molto andare al cinema con gli amici e (purtroppo per il mio portafoglio) mi piace fare tanto shopping.

Come ti trovi nel team?

Mi trovo molto bene nella squadra. Sono molto contenta di fare parte anche per quest’anno di questo team perché penso che sia una squadra in cui ho la possibilità crescere molto a livello ciclistico. L’anno scorso mi hanno dato la possibilità di concentrarmi maggiormente sulla scuola visto che dovevo affrontare la maturità. Per questa nuova stagione sono pronta ad impegnarmi al massimo e a dimostrare quanto valgo, sperando di fare una buona stagione in supporto delle mie compagne.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Per questa nuova stagione sono pronta ad impegnarmi al massimo e a dimostrare quanto valgo, sperando di fare una buona stagione in supporto delle mie compagne.

Lisa Morzenti intervista esclusiva per ciclonews

Lisa Morzenti intervista in esclusiva per la nostra redazione

Lisa Morzenti intervista  di ciclonews ad uno degli astri nascendo del ciclismo rosa italiano che ci racconta la sua passione per le due ruote e per Marco Pantani.

Lisa Morzenti intervista

Lisa Morzenti intervista

Lisa Morzenti intervista alla bergamasca classe 1998 attualmente in forza alla BePink, già atleta dell’Astana Women’s Team: campionessa europea e vicecampionessa del mondo a cronometro tra le juniores nel 2016.
Lo scorzo anno ha preso parte ai Mondiali di Bergen conquistando il 24esimo posto nella prova a cronometro individuale.

Ciao Lisa, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come è nata la tua passione per il ciclismo.

Ciao ragazzi e grazie a voi per lo spazio che mi dedicata. Ho iniziato con il ciclismo quasi per caso anche se in famiglia il ciclismo era una passione. Mio padre, infatti, prendeva parte a corse ciclistiche amatoriali ed è stato lui ha trasmettermi questa passione che mi sta regalando tante soddisfazioni.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

In molti nel mondo dello sport si lamentano un po’ dei sacrifici che l’attività agonistica comporta. Personalmente non credo che il ciclismo che abbia influenzato la mia adolescenza. Ho iniziato con il ciclismo a nove anni nella Fulgor Seriate, la squadra della mia città e per me la routine scuola-allenamento-corsa è sempre stata la normalità. Ho affrontato il ciclismo con passione e amore e se il prendere parte ad una gara mi comportava la rinuncia all’uscita del sabato sera non me ne sono mai lamentata anzi. Insomma il mio piacere è la bicicletta, la vera rinuncia sarebbe non andarci

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo mi ha insegnato cos’è la fatica, l’impegno e la voglia di raggiungere gli obiettivi che mi pongo quotidianamente. Ammetto che non ero una grande amante dello studio ma ho vincolato i miei successi scolastici all’andare in bicicletta e di conseguenza posso dire che le due ruote mi hanno fatto completare gli studi.
Questo sport mi ha insegnato ad organizzare al meglio il mio tempo, ottimizzare ogni minuto e mi ha fatto capire quanto sia bello tornare a casa dopo essere stata via per un periodo a correre. Credo che possano essere dei validi spunti per spingere una ragazza a provare questo sport.

C’è una corsa che Lisa Morzenti  ricorda con particolare piacere?

Sinceramente non ho una corsa che ricordo più delle altre ma se devo essere sincera ho un aneddoto meraviglioso che non dimenticherò mai. E’ legato ad una compagna di squadra: Sara Calissi. Eravamo nella categoria allieve durante la Coppa Rosa, io ho forato e lei pur di farmi terminare la corsa mi ha lasciato la sua ruota rinunciando di fatto a completare una corsa a cui teneva molto. Credo che questo gesto sia il paradigma di questo sport, non potrò mai dimenticare la bellezza e la profondità di quel momento.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Mi ha ispirato molto Marco Pantani, un vero mito del ciclismo, una persona che è stata molto brava in sella quanto sfortunata fuori dalle corse. In famiglia mi hanno sempre parlato molto di Marco e devo dire che anche se non ho le sue caratteristiche per me è e sarà sempre un punto di riferimento, il Pirata sarà per sempre unico.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Il tempo libero lo passo con il mio ragazzo, con la mia famiglia e con gli amici. Ho una sorella più piccola e un fratello maggiore con cui adoro passare il mio tempo. Ammetto di non avere degli hobby particolari ma amo godere gli attimi liberi facendo cose magari semplici ma umanamente molto appaganti

Come ti trovi nel nuovo team?

Devo dire che mi trovo molto bene, sono veramente soddisfatta della scelta fatta, credo che in questa squadra potrò continuare nel mio percorso di crescita umana e professionale.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Ora sono in Australia per le prime gare di stagione e per fare esperienza. Quest’anno mi piacerebbe ottenere un buon risultato al campionato italiano a cronometro e partecipare ai Campionati Europei e ai Mondiali in Austria a cronometro. Poi ho ancora molto da imparare e voglio essere da aiuto alla squadra.

Greta Marturano intervista per ciclonews

Greta Marturano intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Greta Marturano intervista esclusiva alla diciannovenne di Cantù neo acquisto del Team Michela Fanini che ci racconta della sua passione per il ciclismo

Greta Marturano

Greta Marturano

Greta Marturano intervista esclusiva con la diciannovenne canturina che da poco è entrata a far parte del Team Michela Fanini e che si appresta ad affrontare la stagione 2018 del ciclismo rosa. Lo scorso anno, Greta ha conquistato il titolo italiano Juniores nella cronometro a squadre con la maglia dell’Eurotarget Still Bike.

Ciao Greta e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti della tua passione per il ciclismo?

Ho scelto il ciclismo perché fin da piccola vedevo sempre mio padre correre le gare di ciclocross e lo vedevo portare mio cugino alle gare su strada. Insomma già dai due/tre anni la bicicletta era una delle protagoniste della mia vita e penso proprio per questo motivo ho iniziato ad amare questo sport, la passione della mia famiglia mi ha travolta e mi ha portato in questa splendida avventura.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo è uno sport che richiede veramente tanti sacrifici. Spesso ho dovuto rinunciare a diverse cose perché ero impegnata in allenamenti o gare ma, come dicevo prima, le due ruote sono una passione che ho nel cuore e questi sacrifici in realtà non sono mai stati tali. Il ciclismo per me è sempre arrivato prima di tutto il resto e quindi non posso che affermare che le due ruote hanno sì influenzato la mia adolescenza ma solamente in modo positivo.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo dal mio punto di vista può essere considerato come una scuola di vita perché ti insegna dei valori molto importanti come l’umiltà, la lealtà, il coraggio e soprattutto insegna a non mollare mai, ma a tenere sempre duro. Credo che questa cosa possa rendere il nostro sport come una ottima palestra di vita per ogni ragazza.

C’è una corsa che Greta Marturano ricorda con particolare piacere?

La corsa che ricordo con particolare piacere è il Meeting Nazionale di Cattolica da G2. Riuscii ad andare in fuga ma c’era talmente tanto rumore da parte del pubblico che non sentii la campanella che segnalava l’ultimo giro e non mi accorsi che la gara era finita e continuavo a girare senza fermarmi perché avevo paura che le ragazze dietro mi riprendessero e i miei direttori sportivi si dovettero mettere in mezzo alla strada a fermarmi. Una scena quasi comica ma che testimonia come in sella dimentico tutto e sono focalizzata solo sulla corsa.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Il tempo libero mi piace trascorrerlo con gli amici, tra allenamenti e corse non ho molte occasioni per stare con loro e adoro sfruttarle al massimo. Mi piace molto guidare, ascoltare musica o riposarmi davanti alla tv.

Come ti trovi nel nuovo team?

Nel nuovo team mi trovo veramente molto bene e vorrei ringraziare ancora una volta Brunello Fanini e tutta la squadra per avermi permesso di iniziare questa nuova avventura in questo nuovo mondo

Quali sono i prossimi obiettivi professionali di Greta Marturano?

Il 2018 sarà il mio primo anno nel mondo professionistico, ci sono ancora tante cose da imparare ed è per questo motivo che vorrei fare esperienza e fare bene togliendomi magari qualche soddisfazione personale, poi per il resto si vedrà!

Angelica Brogi intervista per ciclonews

Angelica Brogi intervista esclusiva per la redazione di www.ciclonews.biz

Angelica Brogi: intervista esclusiva in cui la giovane atleta ci racconta della sua passione per il ciclismo e i suoi obiettivi per la stagione 2018

Angelica Brogi

Angelica Brogi in “borghese”

Angelica Brogi intervista esclusiva con l’atleta fresca di firma con la Aromitalia-Vaniano, uno dei migliori talenti del ciclismo nazionale, che la scorsa stagione ha conquistato il “Gran Premio BF Arredamenti – Giornata Rosa” di Corridonia (MC) e la “Monza-Madonna del Ghisallo”. Angelica, nata a Firenze il 20 ottobre del 1998, ha iniziato a gareggiare nello storico G.S. Mage – Alfredo Binda e quest’anno sarà una delle speranze del ciclismo rosa.

Ciao Angelica, grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come è nata la tua passione per il ciclismo?

Grazie a voi per lo spazio che mi dedicate. Direi che la bicicletta mi è piaciuta fin da quando ero piccolissima, ricordo che con la mia piccola MTB giravo attorno alla casa passando interi pomeriggi. Poi, vedendo mio fratello più grande impegnato nelle corse, ho deciso di provare a praticare il ciclismo come sport. Avevo sette anni quando ho iniziato e da quel momento non sono più scesa dalla bicicletta.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Beh mentirei se dicessi che il ciclismo non ha influenzato la mia adolescenza o in generale la mia vita ma direi che è stato una influenza assolutamente positiva. Non mi è mai pesato rinunciare a qualche uscita con gli amici o a qualche festa in quanto avevo ben in mente che la “rinuncia” era finalizzata ad una cosa che amavo e che amo. Insomma ogni scelta che ho fatto la rifarei perché adoro il ciclismo.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Angelica Broggi in maglia Aromitalia-Vaiano

Angelica Brogi in maglia Aromitalia-Vaiano

Se devo dire un valore che questo sport mi ha trasmesso, senza dubbio direi che è la tenacia. Il ciclismo mi ha insegnato a non mollare mai, tenere duro e lottare per ottenere un risultato. A una ragazza che vuole avvicinarsi a questo sport direi di provarlo, di capire quanto sacrificio comporta ma anche di saper comprendere che questo sacrificio che oggi costa fatica domani ti potrà regalare tanti sorrisi e momenti piacevoli.

C’è una corsa che Angelica Brogi ricorda con particolare piacere?

Senza alcuna ombra di dubbio porterò per sempre nel mio cuore la Monza-Madonna del Ghisallo che ho conquistato quest’anno è stata una emozione unica, irripetibile. Spero di poter gioire di tante vittorie nella mia carriera ma quella corsa non penso che potrò mai dimenticarla.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Per ciò che concerne il ciclismo femminile stimo tantissimo la sudafricana Ashleigh Moolman, ha un modo di correre che mi esalta un sacco, è davvero un mio idolo. In campo maschile posso dire di essere letteralmente innamorata di Alberto Contador, è un fenomeno unico e lo ha dimostrato anche nell’ultima Vuelta in cui ha letteralmente dato spettacolo. Adoro talmente tanto lo spagnolo che mi sono guadagnata il soprannome di “Albertina”.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Ascolti qualche genere musicale in particolare?

Sono una ragazza normale mi piace stare con le amiche e gli amici, qualche lettura e mi piace ascoltare musica. Se devo dire un genere che preferisco, direi il rap ma ascolto un po’ di tutto in base ai momenti.

Sei da poco approdata alla Aromitalia-Vaniano, quali sono le tue prime impressioni?

Sono da poco in squadra ma abbiamo già fatto una trasferta in Cina e devo dire che ho trovato davvero un gruppo coeso e piacevole e poi sai com’è tra toscani ci si capisce subito!

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Per il 2018 il mio obiettivo è sicuramente quello di fare il meglio possibile e realizzare quei sogni che tieni nel cassetto ma che non vi svelo altrimenti non si realizzano. Battute a parte devo fare molta esperienza e poi voglio dare tutta me stessa per la squadra, sarebbe bellissimo vivere una stagione da protagoniste e prometto che metterò tutto quello che posso per aiutare le compagne.