Intervista a Filippo Zaccanti

Filippo Zaccanti

Filippo Zaccanti

Ospite di oggi di www.ciclonews.biz è Filippo Zaccanti, giovanissimo atleta del Team Colpack, classe 1995, nativo di Albano S. Alessandro (Bg)

Ciao Filippo, grazie della tua disponibilità, raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Grazie a voi, beh la passione per il ciclismo è una cosa dire che ho da sempre, me l’ha trasmessa mio padre che è un cicloamatore e trascorre le sue domeniche in sella ormai da oltre trent’anni. All’inzio seguivo mio padre con curiosità ma senza seguirne le orme, anzi fino all’età di tredici anni non ho praticato nessuno sport con costanza poi un giorno con un amico abbiamo deciso di provare con la bicicletta; ci siamo iscritti nella categoria esordienti 2 alla Polisportiva Albano.

Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Mi definirei uno scalatore un po’ atipico perché non disdegno anche le cronometro o le tappe di pianura in cui provare qualche azione insomma mi piace essere eclettico ma una cosa che sicuramente non amo sono le volate,no, quelle davvero non fanno per me.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo è uno sport che richiede tanto impegno ma che sa ripagare davvero con soddisfazioni enorme lo sforzo che richiede ragione per cui se un ragazzo mi chiedesse un valido motivo per iniziare a correre in bici gli suggerirei di farlo perché il nostro è uno sport che ti fa crescere come atleta ma soprattutto come persona, ti aiuta a superare gli ostacoli quotidiani.

Filippo Zaccanti in azione

Filippo Zaccanti in azione

Hai un suggerimento che qualche compagno o DS ti ha dato che porti con te sempre?

Devo dire che sono stato sempre fortunato nei rapporto con i compagni e i DS ma se devo citare un fatto nello specifico direi questo: c’è stata una frase che mi ha detto una volta il DS Lanfranchi, quando ero Juniores 2 anno, che mi è rimasta appresso e ogni tanto me la rifaccio venir in mente, “ Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”.. Una frase semplice e sciocca, ma che più di una volta mi ha fatto andare avanti, sia nel ciclismo che nella vita di tutti i giorni. Bisogna sempre essere sul pezzo, pronti a cogliere il momento senza tergiversare.

Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Come ti dicevo prima io mi considero anzitutto uno scalatore e forse il nome che ti dirò è fin troppo banale ma il corridore del passato a cui mi ispiro è sicuramente Marco Pantani, come correva lui pochi altri lo hanno fatto. Se ti devo, invece , dire un corridore del presente direi Alberto Contador, uno tenace  e con tanta classe.

Segui qualche altro sport oltre al ciiclismo?

Sinceramente non ho uno sport che seguo oltre al ciclismo, la bicicletta impegna molto il mio tempo e anche se non sono in sella mi piace guardare le corse in TV.Si gli altri sport, lo ammetto, non mi appassionano cosi tanto.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Il ciclismo occupa molto tempo della mia vita ma adoro ritagliarmi del tempo per coltivare Il mio Hobby più grande: la musica. Quando sono nervoso o ho bisogno di rilassarmi trovo una splendida valvola di sfogo nell’ascoltare musica ma anche nel suonarla. Mi diletto a suonare la chitarra e ho una passione, magari un po “rara”, per l’armonica, mi emoziona suonarla.

Torniamo al ciclismo, come ti trovi nella tua squadra? Hai qualche compagno con cui hai legato maggiormente?

Guarda devo proprio dirti che nella  mia squadra mi trovo benissimo. Questo, infatti, è il 4′ anno che passo qui. I compagni sono tutti molto simpatici e siamo davvero un bel gruppo affiatato sia in corsa che negli allenamenti che fuori dalla vita da ciclista. Anche negli scorsi anni il gruppo è sempre stato super, ho trovato compagni disponibili che mi hanno sempre aiutato senza farmi mai pesare la cosa. Ragazzi come Masnada,Ciccone,Troia e Orsini giusto per fare qualche nome sono delle persone stupende e anche ora che sono passate pro sono sempre pronte per un consiglio.

quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Ora sarò impegnato al Giro d’Italia Under 23 e poi andrò a fare il Val d’Aosta, voglio ben figurare in entrambe le corse e poi chissà vorrei coronare il sogno di diventare un “pro”.

 

 

Intervista a Moreno Marchetti

Moreno Marchetti

Ospite di www.ciclonews.biz è Moreno Marchetti, nato a Cittadella nel 1998, promessa del ciclismo italiano e punta della ASD ZALF DÉSIRÉE FIOR. Quest’anno ha conquistato tre vittorie (Gp della Possenta, Trofeo Papà Cervi e Gp Sportivi Sestesi)

Ciao Moreno, grazie per la disponibilità, ci raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Ho iniziato per curiosità ad andare in bicicletta da piccolissimo, a sei anni ho provato con una squadra del mio paese e da li è nato il mio amore per questo sport.

Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Mi ritengo un velocista, ho sempre vinto corse in volata sia a gruppo compatto che a gruppo più ristretto. Tengo nelle salite corte e mi piacciono molto gli strappi dove si può fare il cambio di ritmo ma non sono uno scalatore.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Devo ringraziare il ciclismo perché è stata una grandissima scuola durante la mia adolescenza e mi ha trasmesso la voglia di non mollare alle prime difficoltà, di tenere duro e mi ha reso più forte

quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Sicuramente un valore che mi ha insegnato il ciclismo è l’amicizia, ho trovato grandi persone e grandi amici Fin da subito e tanti lì ho ancora adesso nonostante le squadre cambiate. Se dovessi suggerire questo sport a un ragazzino che vuole iniziare fare leva sul fatto che il ciclismo è uno sport duro, durissimo ma che allo stesso tempo sa darti grandissime soddisfazioni

Sei giovanissimo ma sicuramente avrai una corsa che ti ha lasciato un ricordo particolare

La corsa che mi è rimasta impressa nella testa e che ho anche avuto la fortuna di finire è stata la Parigi-Roubaix con la maglia della nazionale. Mi sono innamorato di quella corsa, secondo me è la classica più bella ed emozionante che esiste  ed il mio sogno è quello di poterla vincere da Professionista, chissà magari i sogni si avverano.

Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Si in effetti ho un modello a cui mi ispiro ed è Mark Cavendish  io mi sono innamorato delle volate grazie a lui soprattutto nel 2011 ha fanno un’annata eccezionale e ancora oggi se devo vedere un corridore a cui vorrei poter assomigliare dico lui.

Segui qualche altro sport? Hai un idolo extra ciclistico?

Oltre al ciclismo seguo molto il calcio e il Basket americano, comunque mi piace seguire lo sport in generale. Il mio idolo extra ciclistico è sicuramente Cristiano Ronaldo che da persona normale con dedizione e sacrifici è diventato il migliore del mondo

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace stare con gli amici uscire con loro e divertirmi, durante l’inverno mi piace molto giocare a calcio o a Basket con loro oppure andare a pescare quando capita

Torniamo al ciclismo, come ti trovi nella tua squadra? Hai qualche compagno con cui hai legato maggiormente?

Nella Zalf, squadra per cui corro attualmente, mi trovo benissimo, sono stato accolto fin dal primo momento benissimo e ho legato con tutti. Siamo un bel gruppo ed è bello vedere che tutti quanti andiamo d’accordo

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

I miei prossimi obbiettivi sono quelli di continuare a lavorare e a fare bene questa stagione. Poi l’obbiettivo principale è quello di riuscire a realizzare il mio sogno, cioè passare professionista

Intervista a Nadir Colledani

Nadir Colledani

Ospite di oggi è Nadir  Colledani talento del ciclismo italiano, classe 1995, nato a San Daniele del Friuli fresco  trionfatore alla Coppa del Mondo Under 23 ad Albstadt

Ciao Nadir, grazie per la tua disponibilità, come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Il ciclismo è venuto da solo. Ho iniziato a fare calcio ma ho sempre avuto passione per la bicicletta, qualunque fosse,  era , non conoscevo la mtb e il cx, tu pensa che mi dilettavo a sistemare le grazielle e giravo con quello! Poi un amico di famiglia mi ha portato a fare una gara di MTB, una corsa che si svolge nella mia regione, avevo 13, immagina tutti vestiti da MTB e io con la maglia da calcio! Ho preso parte alla corsa e l’ho pure vinta da li si può dire è iniziata la mia carriera, per caso ma quel caso mi ha davvero cambiato la vita!
Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Molto, moltissimo. Ti racconto un aneddoto: ero junior e a causa di uno stop dovuto a mononucleosi mi sono ritrovato con uno stop forzato, ecco li ho iniziato a prendere una strada sbagliata, andavo a feste e tiravo tardi la sera. In quel momento ho capito che stavo prendendo una strada che non mi piaceva e ho subito ripreso la mia mentalità, devo essere grato a quel momento perché da li poi ho capito che fare bici mi piaceva e mi rendeva veramente fiero di me.

Sento che ogni giorno che passa la mia voglia di pedalare sta aumentando, che ho sempre voglia di pedalare e tornando alla domanda: si ha segnato molto la mia vita la scelta di fare ciclismo, zero feste, vita sana, zero alcool, sempre lontano da casa, a volte potrebbe pesare ma lo faccio per una cosa che adoro e non mi da assolutamente problema farlo!

Nadir Colledani in gara

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Ripeto, il ciclismo  è uno stile di vita non è un gioco! a me non pesa e non penso ci non considero determinate “rinuncie” uno sforzo o una fatica, tu pensa a quanti ragazzi della mia età lavorano e studiano oppure sono disoccupati magari vivendo in famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine del mese, loro si che sono degli eroi e sanno cosa vuol dire il sacrificio. Noi ciclisti ci  alleniamo, stiamo in forma , giriamo il mondo e testiamo sempre cose nuove , cosa possiamo pretendere di più? E poi conosciamo un sacco di persone che in qualche modo negativo o positivo ti fanno crescere come persona e come ciclista, questo sport mi sta arricchendo l’anima te lo giuro!

Lo suggerirei alle persone che vogliono veramente capire fino dove sono disposte ad arrivare sia fisicamente sia mentalmente! La bici in generale non è fatta per persone normali lo dico sempre scherzando con gli amici ma è tutto assolutamente vero!

 L’emozione più bella legata al ciclismo?

Non ne ho una in particolare..ne ho molte legate alle vittorie piu belle, e alla mia famiglia , sto aspettando arrivi e sto lavorando molto perché arrivi quella vera!

  Hai una gara a cui sei più legato?

Anche in questo caso non ne ho una in particolare..sicuramente il primo campionato italiano è stato speciale per me essendo molto giovane ed essendo alle prime armi!

Devo poi dire che l’ottimo Campionato Europeo dello scorso anno sicuramente ha cambiato la mia mentalità…anche qui sto lavorando e spero arrivi qualcosa di grosso ! Mi fermo qui

I Metallica

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Che musica ascolti?

Musica mmmm…!! Io ascolto una sacco di musica di tutti i generi dal tecno al metal, al rock..ho delle canzoni dell’infanzia che tuttora ascolto..ho avuto un momento della mia adolescenza dove ascoltavo metal (metallica sopratutto) ma ora arprezzo anche il” minila tecno”…mi piace la musica potente, nei bassi sopratutto è una mia passione!

hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Nessuno in particolare ma da piccolo ammiravo Fontana nella mia disciplina. Ora siamo diventati colleghi ed amici e per me è un vero esempio. Nel ciclismo su strada mi piace molto Peter Sagan perché ha stile e poi si mette sempre in gioco, anche nella MTB come a Rio, lui non ha paura ad essere se stesso e questa è una cosa bellissima, in generale mi piacciono  le persone vere, che non fingono, e lui è cosi.
Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri o qualche sport che ti esalta particolarmente?

I miei miti sono nelle due ruote ma ho tante passioni che mi danno adrenalina, adoro gli sport con la neve, mi fanno andare fuori di testa! Poi ho una passione per i motori, adoro guidare e mi piacciono i piloti ma se dobbiamo parlare di miti, sai cosa ti dico? I miei miti sono mio fratello, mio padre e mia madre, loro sono la mia forza!
 Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Conquistare la maglia degli internazionali d’Italia poi vorrei far bene nella Coppa del Mondo ed nel campionato italiano. Poi l’europeo e mondiale, non mi pongo limiti. Insieme a Mauro Bettin e Claudio Cucinotta, il mio preparatore, abbiamo creato un programma perfetto per quest’anno.

Visti i miglioramenti elevati da ottobre siamo fiduciosi..e io sono convinto delle mie possibilità, teniamo i piedi ben per terra non sono uno che si da arie ma sono davvero in un periodo di energia e poi con la famiglia al fianco tutto è possibile e la mia famiglia mi da sempre tanto supporto!

Intervista a Igor Zanetti

Igor Vigor Zanetti

E’ stata una vera festa del ciclismo la Nove Colli di domenica scorsa, un biscione lunghissimo composto da 12mila partecipanti e a trionfare è stato (per la terza volta di fila!) Igor “Vigor” Zanetti del Scott TeamGranfondo, ospite di ciclonews.biz per una intervista.

Ciao Igor, ti va di raccontaci qualcosa di te, come mai hai scelto il ciclismo come tuo sport?

Io sono un ex ciclista dilettante, ho cominciato a correre a 8 anni ereditando la passione da mio papà. Nel 2003 ho deciso di smettere con la bicicletta e sono stato per cinque anni senza praticare alcuno sport poi poi ho ripreso con qualche corsa nel 2008 e nel 2013 le prime gran fondo

 Se devi descriverti come ciclista, quali sono le tue caratteristiche principali?

Io sono il classico passista veloce, il mio punto forte è la pianura, soffro molto le lunghe salite.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua quotidianità?Naturalmente il ciclismo ha un’influenza su tutte le mie giornate e in tantissimi aspetti della quotidianità,  partendo dall’alimentazione e evidentemente nel riuscire a ritagliarmi sempre il giusto tempo a disposizione per gli allenamenti.

Hai appena vinto la “9 Colli”, come si prepara un simile evento?

Onestamente ti devo dire che io non preparo specificatamente la 9 colli ma bensì un periodo cercando di arrivare sempre al meglio a Cesenatico

Come ci si sente a vincere una gara in cui si sfidano 12.000 persone?

Come ci si sente? Si prova assolutamente tanta soddisfazione soprattutto per averla vinta 3 volte di fila!

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo ti insegna i valori della vita, ti insegna a fare sacrifici capisci cos’è la fatica e soprattutto ad essere preciso sulle cose che si fanno. Lo consiglierei ad un ragazzo che vuol cominciare perché è un grande sport e soprattutto ti fa capire cosa vuol dire il sacrificio per arrivare ad un obbiettivo

 Hai qualche corridore del presente o del passato a cui ti ispiri?

Non mi ispirò a nessun corridore in particolare, da bambino tifavo bugno (era veramente un idolo) ora mi piace molto Peter Sagan, lui è un fenomeno, come può non piacere? E poi in generale, senza fare nomi, ho una predilezione per i corridori da classiche piuttosto che quelli da grandi giri

Segui qualche altro sport?

Beh si ho uno sport che adoro guardare ed è il pattinaggio su ghiaccio, ha un fascino particolare e nel mesi invernali mi piace godermi qualche pattinata in pista però ammetto che tutto lo sport mi piace e mi trasmette emozioni.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Tempo libero? Non so cosa sia! Battute a parte sai col lavoro e con la bici il tempo a disposizione non è molto ma adoro riposare  rilassarmi.

Hai qualche evento che hai messo  “nel mirino”?

Tra i prossimi impegni vorrei fare bene la Maratona delle Dolomiti anche se non è sulle mie caratteristiche, ma tentar non nuoce!

 

Intervista a Miriam Vece

Miriam Vece stellina del ciclismo Italiano

Ospite di oggi di Ciclonews è Miriam Vece giovane talento (classe 1997!) del ciclismo tricolore, tantissimi sono stati i trionfi a livello giovanile, tante volte ha salito i gradini del podio per quanto riguarda i Mondiali e gli Europei junior

Ciao Miriam e anzitutto grazie per la tua disponibilità, ci racocnti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Grazie a voi per l’intervista, ho scelto il ciclismo come sport perché lo praticava mio fratello Gerardo , allora a 6 anni ho deciso di provare anche io e non sono più riuscita a farne a meno!

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Diciamo che il ciclismo ha influenzato molto la mia adolescenza. Gli allenamenti e le gare mi hanno scandito il ritmo della mia vita “portandomi via” molto tempo. La sera e il pomeriggio vedevo tutte le mie amiche uscire e io non potevo quasi mai.

Ora per via delle gare sono spesso lontana da casa, anche per tanti giorni e ho capito chi sono i veri amici, quelli su cuoi puoi contare e sai che ti aspettano anche se sanno che spesso non ci sono per via degli impegni agonistici.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo mi ha insegnato in questi anni mi ha insegnato veramente tanto. Anzitutto mi ha trasmesso la capacità di  non mollare mai, mi ha insegnato a superare ostacoli che a volte sembravano insormontabili e mi ha insegnato cosa vuol dire la fatica e a conviverci. Lo suggerirei ad una ragazza perché il ciclismo è uno sport fantastico e poi sai una cosa? Il ciclismo è davvero una grande famiglia, si fa tanta fatica tutte assieme e poi ci si sa divertire.

Qual è la corsa o quali sono le corse che ricordi con più piacere?

In effetti devo dire che sono tante le corse che ricordo con piacere: su strada ricordo la vittoria in fuga di Pradalunga da allieva al secondo anno  e quella di Schiavonia. Arrivavo da un anno un po’duro, senza vittorie e tornare a vincere è stato fantastico. Per ciò che concerne le gare in pista invece sicuramente i Campionati Europei e Mondiali del 2015 poi direi le 4 prove di Coppa del Mondo a cui ho partecipato quest’anno e i Campionati del Mondo di Hong Kong un’esperienza fantastica che non dimenticherò facilmente.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Come ti dicevo prima tra le gare e gli allenamenti abbiamo sempre poco tempo per noi ma quando posso amo concedermi del tempo con le mie amiche e la mia famiglia e poi adoro fare shopping

Che musica ti piace?

Ascolto qualsiasi tipo di musica, non ho un cantante o un gruppo preferito,dipende tutto dalle emozioni che mi trasmettono le canzoni

Sei giovanissima, hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Mi ispiro molto a Miriam Welte , una velocista (su pista) tedesca che come me fa la prima dell’olimpica e i 500 metri . Non a caso le altre ragazze velociste mi chiamano “Welte”

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Sinceramente oltre al ciclismo non ho altri sport che seguo con interesse anche guardo qualche partita di calcio femminile  visto che ho una mia carissima amica che pratica quello sport

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Il mio prossimo obiettivo stagionale sarà sicuramente il Campionato Europeo under 23 a cui spero di partecipare , ci sto lavorando molto e speriamo in bene !

Intervista a Dalia Muccioli

Il sorriso di Dalia Muccioli

Ospitiamo Dalia Muccioli, di Cesenatico (una città che non ha bisogno di commenti per cosa rappresenta per il ciclismo in quanto terra natale di tale Marco Pantani). Dalia, classe 1993, è in forza al Team Valcar – PBM nel  2013 si è laureata campionessa Italiana Elita in linea.

 

Ciao Dalia grazie per aver accettato la nostra intervista, raccontaci un po come è nata la tua passione per il ciclismo?

 

Grazie a voi per la gentilezza, guarda, ti devo dire che ho scelto il ciclismo due due motivi. Anzitutto fin da piccola andare in bicicletta era puro divertimento, un modo per passare il tempo assieme ai miei amici e poi le due ruote erano la vera passione di famiglia, non potevo che innamorarmene anche io.

 

Vai in bicicletta fin da piccola e hai fatto molte esperienze, quali valori ti ha trasmesso questo sport?

Sicuramente il ciclismo, ma credo lo sport in generale, mi ha trasmesso davvero tanti, tanti valori, ma direi che soprattutto mi ha aiutato a comprendere che senza sacrificio non si ottiene nulla, nello sport ma anche nella vita di tutti giorni. Il ciclismo mi ha insegnato che in tutte le cose bisogna sempre metterci passione, sacrificio, costanza e poi i risultati arrivano e gli obiettivi si raggiungono. Nel ciclismo e nella vita non bisogna mai mollare ma lottare sempre fino all’ultimo.

Verissimo quello che dici ma ciclismo vuol dire sacrificio, in sella e giù dalla sella, perché una ragazza dovrebbe seguire le tue orme e puntare al ciclismo come sport?

Ti devo dire che, effettivamente, per noi ragazze non è facile come sport, il ciclismo ti porta lontano da casa per molti periodi dell’anno, i sacrifici sono davvero tanti sotto ogni punto di vista . Ma è anche vero che il sacrificio se fatto con passione diventa divertimento e quindi tutto può essere e sembrare più facile quindi credo possa essere un bel modo di formare il carattere di una ragazza

Dalia vince al Giro di Campania

Al Giro di Campania hai appena conquistato una meravigliosa tappa, ci racconti che “tipo” di ciclista sei?

Vuoi sapere  “che tipo sono”? Guarda, se devo essere sincera, se mi sento in forma, mi diverte molto affrontare le salite. Cerco sempre di farla diventare mia alleata, ma è altrettanto vero che durante una stagione ci sono momenti in cui non sei al top, a quel punto la combatto come una vera nemica. Ecco che tipo sono.

Hai qualche campione o campionessa del ciclismo a cui ti ispiri?

Devo dire che ho sempre tifato  per Alberto Contador. Lo spagnolo è davvero un grandissimo scalatore, mi affascina guardarlo in TV quando si alza sui pedali e scatta in salita è davvero un spettacolo di classe e potenza.

Tanta passione per il ciclismo nella tua vita ma ami seguire qualche altro sport?

Sinceramente non posso dire di seguire altri sport con la stessa passione del ciclismo, quello sarebbe impossibile ma ammetto che mi piacciono gli  altri sport. In particolare mi piace molto guardare l’atletica in TV quando fanno i campionati europei o mondiali si mettono in mostra degli atleti straordinari.

Oltre allo sport cosa ami fare nel tuo, immagino poco, tempo libero?

In effetti il tempo libero è sempre poco ma non mi lamento, anzi! Pero negli atti liberi mi piace rilassarmi sul divano e guardare film staccare un po la spina ma se devo essere veramente sincera mi rilasso molto anche con lo shopping , anzi forse ancor di più!

Hai passione per la musica? La ascolti spesso?

Si adoro la musica, un po tutti i generi ma in particolare adoro ascoltare quella che mi carica, magari prima di una corsa mi sembra poi di rendere di più-

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Beh facile, a fine giugno inizia il Giro d’Italia Rosa e mi piacerebbe far bene in qualche tappa o per lo meno farmi vedere, mettermi in mostra.

E dopo gli obiettivi professionali, quelli personali. Come ti vedi tra vent’anni?

La prima cosa che mi viene in mente sentendo questa domanda è: mi vedo come una mamma con due o tre figli, io adoro i bambini!

 

Intervista a Michela Pavin

Michela Pavin

Ospite di www.ciclonews.biz è Michela Pavin, giovane atleta classe 1994 di Schio in forza alla Top Girl Fassa Bortolo

Ciao Michela grazie per la tua disponibilità, spesso ci si domanda cosa avvicini una ragazza al ciclismo, come è nata la tua passione per le due ruote?

Ciao e grazie a voi per la disponibilità, sinceramente devo dire che ho scelto di iniziare a praticare  il ciclismo grazie a mio papà che mi ha trasmesso questa passione. Lui correva in mountain bike  e vedendolo correre mi sono avvicinata alla bici e fortunatamente  non mi sono più allontanata da questo meraviglioso sport.

Si scrive ciclismo e si legge fatica, quanto ha influenzato questo sport sulla tua adolescenza?

Hai ragione, il ciclismo è uno sport davvero molto, molto duro che richiede tanti sacrifici sia da professionisti che anche già da giovani. Sicuramente la mia adolescenza si è divisa tra la bici e la scuola avendo poco tempo per uscire con gli amici a divertirsi. Però devo confessarti che, proprio  grazie anche a queste piccole rinunce e alla dedizione quotidiana verso un unico obbiettivo, il ciclismo mi ha reso la persona che sono oggi.

 

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Lo sport in generale ti aiuta a crescere, ad essere autonoma, a formare il carattere per affrontare le difficoltà e per rialzarsi sempre, in questo il ciclismo direi che è il massimo.

L’emozione più bella legata al mondo del ciclismo?

L’emozione più bella che ho legata al ciclismo non è un ricordo di qualche corsa ma è stata l’ultima uscita in bici con mio papà che poi due anni fa mi ha lasciato a causa di una brutta malattia.

La tua gara più bella che hai corso?

La gara più bella ed emozionante che ho corso fino ad oggi è stato senza alcun dubbio la prova dell’Omnium al Campionato Europeo si pista con la conquista del terzo posto

 Cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Nel poco tempo libero che ho mi piace stare con la mia famiglia e il mio fidanzato.

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Non ho un ciclista o una ciclista che ammiro particolarmente, cerco di imparare e apprendere il meglio da tutto anche in altri sport non amo avere miti, certo osservo come si comportano i campioni ma senza farne dei miti.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Settimana prossima sarò a Livigno per preparare il Giro d’Italia rosa, grande appuntamento per me, dove punterò a fare bene nelle tappe di pianura. Poi il mio grande obbiettivo sarà extra ciclistico in quanto a settembre mi sposo!

 

Intervista ad Ilaria “Yaya” Sanguineti

Ilaria Sanguineti Bronzo Europeo Under 23

Nostra gradita ospite per una divertente intervista è Ilaria Sanguineti, classe 1994, giovanissima e fortissima atleta dalle doti di passista veloce.

Ciao Ilaria, il ciclismo a torto a volte  non è considerato un sport femminile, come mai lo hai scelto proprio come tuo sport?

La  passione per il ciclismo mi è stata trasmessa da mio fratello Davide, che ha iniziato a correre per non si sa quale motivo.  Avendolo visto partire con la sua tutina tutta colorata e la sua bicicletta, mi sono incuriosita poi lui per me è da sempre fonte di grande ispirazione e cosi mi sono trovata in questa splendida “avventura”

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza?
Posso essere sincera? Non ha assolutamente influenzato la ma adolescenza, perché se per i miei amici il divertimento era uscire il sabato sera per andare a ballare il mio divertimento era alzarmi la domenica mattina alle 5: quando loro rientravano dalla serata io mi preparavo per la corsa della domenica. E’ una cosa che ho sempre adorato e questo era il mio divertimento non cambierei nulla di quello che ho fatto.

Ok niente sacrificio ma tanta dedizione per una cosa che ami, con quali valori ti ha ripagato il ciclismo per tutto il tuo amore?

Devo dire che il ciclismo mi ha insegnato moltissime cose e me le insegna ancora oggi. Come prima cosa dire che mi ha trasmesso il senso del rispetto per gli altri e poi una delle cose più vere in assoluto: quello che il ciclismo ti toglie poi te lo ridà, secondo me proprio come nella vita.

Forse è una domanda scontata ma quale è stata l’emozione piu bella lagata al ciclismo?

Non c’è dubbio alcuno, è stata la medaglia d’argento al Campionato Europeo della corsa in linea Under 23 a Tartu in Estonia.

Tanto ciclismo nella tua vita ma cosa ti piace fare nel tempo libero?
Beh come ti dicevo non è che il tempo libero abbondi ma quando non corro o non mi alleno adoro uscir con i miei amici e passare ore a giocare alla play con mio fratello Davide… e soprattutto Batterlo!

Hai un genere musicale che ti piace ascoltare?

Devo ammettere che Ascolto tutti i tipi di musica, ma se devo dirti un genere in particolare, direi il latino americano

Peter Sagan

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o che ti ha ispirato?
Beh, come uomo sicuramente Peter Sagan, come donna Noemi Cantele, con cui ho avuto la fortuna di passare il mio primo anno da “grande” in squadra insieme, una ragazza unica.

Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti come punto di riferimento?
Facile: Francesco Totti è il mio più grande idolo!

E per chiudere,  quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sono appena rientrata dalla trasferta in Cina. Ora un po’ di riposo a casa poi si organizzerà con la squadra i prossimi appuntamenti

Intervista ad Asja Paladin

Il sorriso di Asja Paladin

Nostra ospite di oggi è Asja Paladin, giovane atleta nata a Treviso nel Settembre 1994 dalle grandi doti di scalatrice in forza alla ASD GS Top Girls soprannominata Brosa (poi scopriremo il significato).

Ciao Asja, come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ho scelto ciclismo perché all’età di 6 anni mamma e papà mi avevano già messo sopra una bici, visto che anche loro hanno sempre avuto questa passione. Da quel momento, con l’andare degli anni, ho capito che era il mio sport. Ho provato anche nuoto pattinaggio pallavolo, ma niente alla fine sceglievo sempre il ciclismo e così sono arrivata fino a qui.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

L’impegno sportivo ha influenzato tantissimo la mia adolescenza. Da un lato, soprattutto quando si è più piccoli, è stato un po’ difficile rinunciare tante volte ad uscire con gli amici, alle festicciole, al mare, però vista la grande passione questi “sacrifici” li ho sempre fatti volentieri e con il passare degli anni ho capito anche che grazie a questo sport ho scoperto anche chi sono i veri amici, quelli che ti aspettano anche se stai via un mese da casa.

Asja Paladin in gara

Beh hai proprio il ciclismo nel cuore, quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare? 

Il ciclismo mi ha insegnato grandi valori, da applicare nello sport come nella vita. Mi ha insegnato e essere forte sempre e nonostante tutto, a rialzarmi a ogni difficoltà e a mai mollare perché con costanza impegno e voglia di fare le cose arrivano. Quindi valori da applicare sia alla scuola che anche al lavoro anche. in questa vita non ci regala niente nessuno e prima o poi ognuno ha ciò che si merita basta non mollare mai e credere in ciò che si fa e nei propri sogni. Ecco perché suggerirei a una ragazza di provare la bicicletta come sport.
Dicevamo che il ciclismo occupa una gran fetta della tua vita ma cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Nel poco tempo libero che ho a disposizione cerco di stare il più possibile con la mia famiglia, che amo tantissimo, i miei amici (pochi ma buoni ) e il mio fidanzato. Amo andare a fare shopping, è un antidoto contro le giornate tristi per me.  Devo confessarti che una cosa che adoro è leggere e, non ci crederai, ma non amo assolutamente guardare la TV!
Poca TV ma a musica come siamo messi? Cosa ti piace ascoltare?

Come musica ascolto un po’ di tutto davvero ma in particolare però preferisco la musica italiana e il mio cantante preferito è Vasco Rossi.

Sei giovanissima, hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Come ciclista ammiro tantissimo Elisa Longo Borghini (qui un’intervista) sia come atleta che come persona. È una ragazza modesta costante e sempre determinata in tutto ciò che fa, è anche sempre gentile e disponibile con tutti. Nei maschi un idolo un po’ scontato è Peter Sagan, fenomeno del momento. Però mi rivedo tanto in un grande uomo che ci ha da poco lasciati: Michele Scarponi, un leader che ha saputo trasformarsi in un grande gregario sempre con il sorriso e disponile a aiutare il proprio capitano.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Guarda, sinceramente, come primo pensiero mi viene in mente Beatrice Vio, una ragazzina trevigiana di soli 20 anni, campionessa paraolimpica di scherma. Mi ha colpito tanto la sua storia e ammiro tanto questi ragazzi perché ti insegnano a non mollare mai, che tutto è possibile e aiutano a apprezzare anche le piccole cose della vita.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

I miei prossimi obiettivi? beh adesso parto domenica per un giro a tappe in Spagna, nei Paesi Baschi, poi andrò tre settimane in altura a Livigno per preparare gli italiani su strada e la gara più bella ed emozionante della stagione, il Giro d’Italia, dove mi piacerebbe tanto piazzarmi a una tappa.

Una curiosità, ma come mai sei soprannominata Brosa?

Oh grazie della domanra, sai perche? Perché ho sempre freddo  e in dialetto trevigiano la brosa è il freddo.

Allora “Brosa”, chiudiamo con una domanda strana, come ti vedi Asja tra vent’anni?

Tra 20 anni? Mm… vorrei essere una mamma con una famiglia ben solida un lavoro e dei bambini. Mi piacerebbe tanto diventare come la mia mamma, infatti è un grande esempio per me. Se a 40 anni sarò come lei allora posso già essere sicura e felice della mia vita!!

Valverde in lacrime: “La vittoria è per Michele”

Commozione per Alejandro Valverde che a stento trattiene  le lacrime al termine della Liegi – Bastogne – Liegi 2017.  “Prima di tutto voglio dire che questa vittoria è dedicata a Michele. Era un mio grande amico ed è stata una vera disgrazia. Voglio ribadire che il premio per la vittoria va alla sua famiglia. Quando ho saputo di questa disgrazia sono stato malissimo. Mancherà a tutti noi del gruppo e a tutti gli  appassionati di ciclismo. Michele aveva sempre un sorriso per tutti e cercherò di stare vicino alla famiglia di Michele a cui faccio le mie condoglianze”.