Incidente per Frankie il pappagallo di Michele Scarponi

Incidente per Frankie: operata in una clinica veterinaria

Incidente per Frankie, la papagallina  di Filottrano, compagna di allenamenti di Scarponi, trovata con un osso dell’ala destra spezzato, sarà operata

Incidente per Frankie

Incidente per Frankie

Incidente per Frankie la pappagallina amica di Michele Scarponi, una vera istituzione a Filottrano e non solo. Abbiamo imparato a conoscerla tutti la mitica Frankie il volatile che accompagnava Michele  in lunghi tratti dei suoi allenamenti, l’abbiamo spesso vista nel video che lo stesso corridore vittima di un terribile incidente lo scorso 22 aprile era solito postare.

Frankie è diventata anche il simbolo delle borracce commemorative che l’Astana ha prodotto. Frankie, senza un motivo noto, era ormai la fedele amica di Michele che accompagnava nelle uscite in biciclette o seguendolo in volo o appoggiandosi alla spalla del campione. Dopo la morte di Michele Scarponi la povera pappagallina aveva commosso l’Italia perché, quasi incredibilmente per un volatile, aveva dimostrato di provare dolore per l’improvvisa assenza dell’amico di tutti i giorni.

Dopo la tragica vicenda, la papagallina aveva addirittura sostano nel punto dell’impatto con il furgone per ore quasi a vegliare l’amico scomparso ed il giorno successivo era ritornata ancora sul luogo dell’incidente.

Lo scorso venerdì Frenkie è stata vittima di un incidente, la dinamica è ancora da accertare (qualcuno ha parlato di un veicolo che ha urtato l’animale) fatto sta che un passante l’ha trovata che camminava dolorante con un ala spezzata.  “Devo ringraziare Jasper, il ragazzo che l’ha trovata e me l’ha riportata – ha commentato Giacomo Lucchetta, proprietario dell’animale – l’ho portata da Giacomo Fabrizi, un veterinario specializzato nella cura dei pappagalli”.

Come dicevamo la dinamica dell’accaduto non è nota: “ci hanno raccontato del motore di un’auto che passava e poco dopo hanno trovato Frankie ferita, non sappiamo se sia stata colpita o addirittura investita da un veicolo in corsa” ha commentato il proprietario.

La pappagallina verrà operata nelle prossime ore, potrebbe anche riuscire a tornare a volare. In paese lo sperano tutti, non solo il proprietario, lo sperano i gemellini di Michele che ogni giorno vengono seguiti dall’animale quando vanno all’asilo, lo spera Anna che ogni tanto incontra il volatile amico del marito. Sulla possibilità che l’animale possa tornare a volare i veterinari sono fiduciosi e la speranza è condivisa con tutta Filottrano e tutto il mondo del ciclismo.

Paura al Mondiale su Pista in Olanda

Paura al Mondiale su Pista di Apeldoorn

Paura al Mondiale su Pista di Apeldoorn: Diao Xiaojuan investe un commissario che è stato trasportato in ospedale, corsa sospesa

Paura al Mondiale su Pista

Paura al Mondiale su Pista

Paura al Mondiale di ciclismo su pista in corso al Apeldoorn in olanda. Oggi era di scena la prova fenmminile dell’omnium, durante la prima prova (lo scratch) si è verificato un brutto incidente che ha visto come protagonisti un commissario di corsa e un’atleta.

Mentre il commissario era intento a raccogliere un paio di occhiali che erano stati persi da un ciclista durante la gara, la ciclista di Hong Kong Diao Xiaojuan lo ha investito, finendo anch’essa al suolo.

Tutti hanno capito la gravità dell’incidente è il pubblico ha sentito la paura al Mondiale correre lungo la schiena. Prontissimo l’intervento dei soccorritori che hanno aiutato entrambe gli sfortunati protagonisti. La corsa è stata naturalmente subito sospesa. Il personale medico ha trasportato la ragazza fuori dalla pista su di una sedia a rotelle mentre il commissario, dopo che sono state prestare le prime cure del caso, è stato caricato su di una barella e trasportato in ospedale per tutti gli accertamenti necessari.  Secondo quanto riportato dai media locali giudice respirava ma aveva una grave ferita alla testa: è stato trasportato all’ospedale di Zwolle.

La gara è ripresa dopo mezzora di sosta e di paura vera, ripartendo dai meno 15 giri. a Vincere è stata l’olandese Kirsten Wild che ha preceduto la nostra Elisa Balsamo e Laurie Berthon.

 

 

Laurens De Plus ho gli incubi dell’incidente

Laurens De Plus dopo l’incidente in Sud Africa non trova pace

Laurens De Plus vittima di un brutto incidente a inizio anno teme che le conseguenze non siano solo superficiali ma psicologiche

Laurens de Plus in ospedale

Laurens de Plus in ospedale

Laurens De Plus, ve ne abbiamo parlato quando accadde, lo scorso fine gennaio mentre si stava allenando in compagnia del campione lussemburghese Bob Jungels e di Petr Vakoc  è stato vittima di un investimento da parte di  un camion che proveniva alle loro spalle e li ha fatti volare sull’asfalto (l’unico a non essere coinvolto è stato Jungels).

 

Trasportato in ospedale, il povero Laurens De Plus è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per stabilizzate le fratture riportate nello spaventoso impatti (tratture di vertebre e bacino). Considerando la dinamica dell’impatto si può dire che, tutto sommato, le cose non siano state così gravi. Quello che però è più importante pare essere il danno a livello psicologico subito dall’atleta belga: “Il danno psicologico è stato sicuramente grande nelle prime settimane. Ho avuto la sensazione che tutto fosse perduto “, ha detto il corridore a Sporza.

“Ci sono stati momenti molto duri e difficili, che a volte ho ancora, specialmente se considero che purtroppo un fatto del genere potrebbe riaccadere. Avevo appena subito una brutta caduta al Lombardia e questo ulteriore accadimento mi ha segnato più la mente che il corso. Sono sicuro che tutto andrà a posto ma ci vorrà del tempo. Spesso nel sonno mi capita di rivedere le immagini di quel momento, qualcuno dice che fa parte del processo di recupero ma non vedo l’ora di cancellare tutto” ha dichiarato Laurens De Plus.

Forse il ritorno alle competizioni potrebbe aiutare Laurens e il suo compagno Petr Vakoc a ritrovare la serenità in parte perduta: “non vedo l’ora di prendere parte ad una gara, scalo le pareti di casa dalla voglia. Ho bisogno di uscire da questo stato mentale” ha concluso il corridore della QuickStep Floors.

Federico Zurlo investito in allenamento

Federico Zurlo investito in allenamento: salterà il Laigueglia

Federico Zurlo investito in allenamento nel vicentino. Il corridore della Cycling Team MSTina-Focus è già vittima di parecchi incidenti di corsa 

Federico Zurlo investito in allenamento

Federico Zurlo investito in allenamento

Federico Zurlo investito in allenamento ed è costretto a rimandare ul suo esordio con la nuova maglia del Cycling Team MSTina-Focus inizialmente previsto per il prossimo 11 febbraio in occasione del Trofeo Laigueglia.

Il giovane corridore originario di Cittadella ma residente a Rosà (classe 1994) già protagonista con le maglie della a Zalf, la Uhc (Usa), la Lampre Merida e la Uae (Abu Dhabi) è stato travolto da un’utilitaria che non gli avrebbe dato la precedenza.

Federico Zurlo, è stato trasportato all’Ospedale San Bassiano dove gli è stato riscontrato trauma cranico con un piccolo ematoma, una forte botta al volto e la perdita di un dente. Federico è ricoverato nel reparto di Neurochirurgia e fortunatamente non ha riportato gravi lesioni tanto da rilasciare una intervista al Giornale di Vicenza in cui si è dichiarato tranquillo sull’accaduto. “La squadra non ha ancora comunicato nulla ma – spiega dal letto di ospedale – se anche mi dimettessero fra alcuni giorni, non potendomi allenare non farei il Laigueglia. L’assenza di fratture mi rende comunque fiducioso di poter rientrare per le corse nelle settimane successive” ha detto al giornale Vicentino.

Federico Zurlo investito: altri incidenti

L’incidente è accaduto mentre Zurlo stava iniziando il suo consueto allenamento giornaliero, per il veneto non è la prima esperienza del genere.

Nel giungo del 2013, da under 23, al circuito in notturna di Brugnera (Pordenone) era finito addosso a una transenna prima della volata e aveva riportato lesioni a due vertebre, una microfrattura allo zigomo, una frattura al torace e altre contusioni minori. Nel 2014 al 38° Trofeo Balestra, sempre per dilettanti, era caduto e si era rotto una clavicola. Nel 2016 durante la Milano-Sanremo era finito addosso a un’auto parcheggiata lungo la strada, rimediando una contusione a una spalla e, sempre lo stesso anno, alla Parigi-Roubaix era rimasto coinvolto in una caduta nel settore di pavé di Capelle ed è stato costretto al ritiro.

Purtroppo questa volta non si tratta di un incidente di corsa ma dell’ennesimo triste episodio di investimento di un ciclista durante l’allenamento (è di oggi anche la notizia dell’incidente accaduto a Sergey Lagutin)

 

Sergey Lagutin investito in allenamento

Sergey Lagutin investito durante un allenamento a Prato

Sergey Lagutin, atleta della Gazprom-RusVelo è l’ennesima vittima di un incidente stradale in allenamento, investito da un’auto a Prato

Sergey Lagutin

Sergey Lagutin

Sergey Lagutin, esperto corridore uzbeko di nascita ma russo di passaporto già Campione del Mondo under 23 ai mondiali di Hamilton (Canada) nel 2003, è rimasto ferito questo pomeriggio mentre si stava allenando in Toscana.

Il trentaseienne, tesserato per la Gazprom-RusVelo era impegnato nella discesa del Pinone (dalla collina del Montalbano), in provincia di Prato quando è entrato in collisione con un autoveicolo proveniente dalla direzione opposta e intenta a svoltare a sinistra.

Sergey Lagutin è stato trasportato immediatamente all’Ospedale Santo Stefano di Pra

Le forze dell’ordine ancora non hanno ancora compreso la reale  la dinamica dell’incidente stradale avvenuto a Santa Cristina a Mezzana, in provincia di Prato. Se il 2017 è stato sicuramente un anno caratterizzato dai tanti incidenti occorsi a ciclisti, molti dei quali mortali (su tutto la tragedia di Michele Scarponi) è tristemente vero che il trand negativo non sembra ribaltarsi in questi primo mese dell’anno nuovo (di pochi giorni fa la notizia dell’investimento di due corridori della Quick Step Floors).

Il problema della sicurezza stradale è palesemente globale, sicuramente la cultura stradale italiana non primeggia ma pare evidente che il poco rispetto per i ciclisti sia diventato un malcostume a livello mondiale: indicenti che coinvolgono i ciclisti sono ormai tristemente all’ordine del giorno e forse dovrebbe partire una campagna mondiale a sostegno di un concetto di mobilità più disteso ed eco-sostenibile.

Sergey Lagutin: i team per cui ha corso

2004–2005 Landbouwkrediet–Colnago
2006–2007 Navigators Insurance
2008 Cycle Collstrop
2009–2013 Vacansoleil
2014 RusVelo
2015–2016 Team Katusha
2017– Gazprom–RusVelo

to dove gli è stato riscontrato un   trauma cranico mentre fortunatamente sono state escluse ulteriori lesioni.

Due ciclisti della Quick Step investiti da un camion

Due ciclisti della Quick Step investiti in allenamento

Due ciclisti della Quick Step Laurens De Plus e Petr Vakoc sono stati investiti da un camion durante un allenamento in corso in Sudafrica

Due ciclisti della Quick Step

Due ciclisti della Quick Step investiti

Due ciclisti della Quick Step Floors investiti da un tir durante un allenamento in Sud Africa e già 2018 inizia dove era finito con tante tragedie sulle strade. Per fortuna quella vissuto da Laurens De Plus e Petr Vakoc è una brutta avventura ma che non gli è costata la vita.

Secondo il comunicano reso noto dallo stesso team ieri pomeriggio, mentre si stavano allenando in Sudafrica, Laurens De Plus e Petr Vakoc sono stati investiti da un camion che proveniva alle loro spalle e li ha fatti volare sull’asfalto. Accanto ai due stava pedalando anche il capitano del team belga Bob Jungels che per sua fortuna non è stato colpito.

I due sono stati prontamente trasportati in ospedale dove sono stati curati dal personale sanitario. Vakoc ha subito diverse fratture delle vertebre dovrà essere sottoposto ad un apposito intervento chirurgico mentre De Plus presenta abrasioni multiple e una contusione polmonare e renale che lo costringe a rimanere sotto stretta osservazione. Bob Jungels ha così raccontato l’accadimento: “Ho sentito un forte rumore, un secondo dopo mi sono ritrovato Laurens e Petr sull’asfalto, gravemente feriti. Ora spero solo che si riprendano al più presto“.

Anna Scarponi: “Ringrazio la famiglia del ciclismo”

Anna Scarponi scrive una lettera al mondo del ciclismo

Anna Scarponi, moglie di Michele Scarponi, scrive una lettera al direttore di TuttoBiciWeb, un messaggio di ringraziamento rivolto a tutto il movimento del ciclismo.

Anna Scarponi

Anna Scarponi

Anna Scarponi, vedova del povero Michele, ha scritto una lettera al direttore di TuttoBiciWeb, testata specializzata nelle due ruote per ringraziare il mondo del ciclismo per il moto di affetto che ha travolto la famiglia colpita da questa immensa tragedia (di oggi la notizia della scomparsa del giovane Jason Lowndes)

Anna Scarponi: La lettera

“Per la prima volta da quel tragico 22 aprile riesco a compiere un gesto che già da molto avrei voluto e dovuto fare, ma che troppo mi costringeva a pensare a quella dannatissima giornata; la scomparsa di Michele, una ferita che mai si potrà rimarginare. 

Con questa mia breve lettera desidero ringraziare tutta la Grande Famiglia del Ciclismo, che con grande slancio e sensibilità mi ha fatto sentire concretamente la propria presenza. Ad alcuni amici, colleghi e operatori di questo mondo, sono riuscita personalmente a manifestare il mio pensiero grato, ma a tutti coloro che, nonostante la mancanza di conoscenza diretta, sono stati così presenti, devo esprimere loro il più sentito e vero ringraziamento.

” In questo periodo molto buio e difficile per tutti noi, grazie al vostro affetto non ci siamo mai sentiti soli, né abbandonati. Ci avete scaldato il cuore in mille modi: dalla semplice vicinanza emotiva, agli aiuti concreti. Ovviamente scrivo anche a nome dei miei piccoli tesori, Giacomo e Tommaso. Da grandi, attraverso il vostro aiuto e la vostra solidarietà, avrò modo di raccontare loro, che razza di papà hanno potuto conoscere, anche se solo per troppo poco, e quanto fosse amato e ben voluto da tutti. Sarà il primo Natale senza il mio, il nostro Michele, ma desidero augurarvi ugualmente le più splendenti e serene festività. Buon Natale a tutti, e che sia un anno buono.  Ancora grazie, con tutto il mio cuore, Anna”

Per la famiglia Scarponi sarà il primo Natale senza Michele e sicuramente non sarà facile, la redazione di www.ciclonews.biz è vicina ad Anna e a tutti i familiari dell’Aquila di Filottrano.

 

 

Sacha Modolo urtato da un’auto in allenamento

Sacha Modolo urtato da un’auto: per fortuna solo una botta

Sacha Modolo urtato

Sacha Modolo urtato

Sacha Modolo, velocista della Education First-Drapac , è l’ultima vittima (solo in ordine di tempo) di un incidente sulla strada durante l’allenamento quotidiano. Il corridore, mediante il proprio profilo Facebook, ha raccontato di essere stato urtato da un’automobile mentre era fermo al semaforo aspettando il verde.

Fortunatamente il forte corridore italiano se l’è cavata con un grande spavento e una batto ma non sempre le cose vanno così “bene”. Quello che ha visto suo malgrado protagonista Sacha Modolo è solamente l’ultimo di un lungo elenco di incidenti patiti da ciclisti (famosi e non) lungo le strade del nostro paese. Pedoni e ciclisti sono sicuramente gli “utenti deboli” della strada ma, invece di essere trattati con un occhio di riguardo e attenzione, pare che sia esattamente l’opposto. I ciclisti in particolare vengono spesso visti come nemici dell’automobilista e, lo abbiamo detto, spesso la maleducazione arriva anche de chi è su due ruote che non rispetta il codice della strada ma purtroppo ormai sembra essere scattata la “caccia” al ciclista.

Resta sempre viva la necessita, promossa dall’Assocorridori, di approvare una Legge che sia in grado di tutelare i ciclisti lungo le strade della penisola. Forse più importante sarebbe lavorare per creare una nuova generazione di guidatori partendo dalle scuole, insegnando ai futuri utenti della strada come perdere 30 secondi per sorpassare una bicicletta (o fermarsi per far attraversare un pedone) non cambia la vita all’automobilista ma può evitare un incidente dalle conseguenze magari drammatiche.

Sacha Modolo urtato: il racconto su Facebook

Partito in bici alle 10:15 arrivato a casa alle 17:30. Peccato che la metà delle ore le abbia passate con i vigili prima e al pronto soccorso poi. FERMO a un semaforo lungo la MIA carreggiata vengo investito da dietro da un auto che, o non mi ha visto o pensava di passare con il rosso (non ho ben capito cosa volesse fare). Si ferma abbassa il finestrino mi guarda, NON DICE UNA PAROLA E RIDE. Scende il passeggero (visibilmente una escort) e con sarcasmo minimizza l’accaduto dicendo “tanto è solo una bici e te non hai niente, cosa vuoi che sia”. Capendo che non avrei concluso nulla ho fatto le foto al mezzo, dicendo che chiamavo i carabinieri. Il conducente è SCAPPATO lasciando a piedi la compagna/escort che, incamminandosi in pasticceria, con disinvoltura risponde “fate quello che volete tanto io non lo conosco e non so chi sia”.
Allibito chiamo i carabinieri che mi dicono di chiamare il 118, che mi dice che non sono grave e non uscivano e di chiamare i carabinieri che, a loro volta, dopo averli richiamati mi dicono che escono solo il pomeriggio e di chiamare il 118 (peggio della canzone Alla fiera dell’est!!). Chiamo i carabinieri di Conegliano i quali avvisano a Castelfranco di mandarmi qualcuno. Chiamo la polizia locale di Asolo, che comunque era stata avvisata da Conegliano, ed è stata l’unica a mandarmi una pattuglia, anche se inizialmente erano impegnati. Tramite il numero di targa riusciamo ad avere le generalità dell’uomo. A suo carico verranno sporte le dovute denunce! Fortunatamente io me la cavo “solo” con una forte botta alla schiena! Ringrazio la famiglia che si è fermata di sua spontanea volontà per testimoniare l’accaduto. Dispiace dire che siamo sempre in pericolo e costretti a condividere la strada con gente come quest’uomo!

Claudia Cretti questione di tempo

Claudia Cretti dopo 133 giorni dall’incidente risale in bicicletta

Claudia Cretti

Claudia Cretti: torna in bici

Claudia Cretti, ne abbiamo parlato spesso, è stata la sfortunata protagonista di una bruttissima caduta in discesa nel corso di una tappa del Giro Rosa che l’ha portata al limite della sopravvivenza per le tremende conseguenze dell’impatto. Qualche giorno fa ci siamo chiesti: Quando rimonti in bicicletta? ed ecco la risposta.

Sono passati 133 giorni da quel giorno. 133 giorni trascorsi tra disperazione, ansia, paura e poi ancora speranza, felicità e sicurezza. 133 giorni indimenticabili per noi e figuriamoci per chi ha vissuto questa tragedia sfiorata. 133 giorni che ti cambiano la vita. 133 giorni che non dimenticherai mai se un tuo caro, tua figlia, tua sorella, tua nipote e una tua compagna di squadra o di sport cade facendo ciò che più adora rischiando di perdere la cosa più preziosa che c’è: la vita.

133 giorni fa nessuno di noi l’avrebbe anche solo sognato di poter scrivere del ritorno in bici di Claudia Cretti

3192 ore di assenza dalle due ruote per la giovane bergamasca che invece ieri è risalita, assieme al fratello, in sella ad una MTB per un rapido ma significativo giro in bicicletta.

191520 minuti trascorsi tra l’ospedale ‘Rummo’ di Benevento, prima di trasferirsi alla clinica ‘Domus Salutis’ di Brescia e poi finalmente nell’ambiente di casa dove Claudia Cretti ha fatto progressi da gigante. Progressi che sono la voglia di vivere di una meravigliosa 21enne.

689472000 secondi lontana dalla bicicletta Claudia non li aveva mai trascorsi. Forse un secondo non lo senti nello scorrere della vita ma quel secondo te la cambia. E’ il secondo in cui i medici ti comunicano che c’è una speranza per tua figlia. E’ il secondo quando ti comunicano che l’operazione di tua figlia è andata bene. E’ il secondo in cui tua figlia viene dimessa e torna a casa… è il secondo in cui vedi tua figlia rimontare in bicicletta!

Irene Ossola investita in allenamento

Irene Ossola ciclista italo-americana investita negli Stati Uniti

Irene Ossola

Irene Ossola

Irene Ossola 29enne ciclista italo-americana è stata vittima di un brutto  incidente  nei pressi di Santa Fe (nel New Mexixco) lo scorso venerdì. L’atleta dalla SAS Macogep era impegnata in allenamento quando è stata investita da un grosso SUV guidato da un uomo di circa 70 anni che ha dichiarato che, a causa del sole che lo ha abbagliato, non è riuscito a vedere la ciclista.

Prontamente trasportata in ospedale in elicottero, ad Irena Ossola sono state riscontrate una frattura composta alla mano destra, una doppia frattura alla gamba destra, un braccio destro rotto ed un’altra frattura dell’orbita sinistra. Il quadro clinico è però aggravato da un bruttissimo edema cerebrale che le ha causato una serie di crisi epilettiche che preoccupano i sanitari dell’ospedale.

Nel 2017 la Ossola ha conquistato due vittorie nelle kermesse del calendario belga mentre a inizio luglio si è piazzata terza al Campionato Nazionale di Criterium.