Team Katusha-Alpecin 2018: presentazione team

Team Katusha-Alpecin 2018: ecco la squadra

Team Katusha-Alpecin 2018: José Azevedo perde il leader storico Kristoff e punta forte su Marcel Kittel e sul russo Ilnur Zakarin

Team Katusha-Alpecin 2018

Team Katusha-Alpecin 2018

Team Katusha-Alpecin 2018 è una vera e propria multinazionale del pedale con ben sedici le nazionalità rappresentate. Il team di José Azevedo ha perso Kristoff e si affida a Marcel Kittel per le volate.

Buona parte delle fortune del team girano attorno al rendimento di Ilnur Zakarin che dopo tante buone apparizioni al Giro d’Italia e dopo aver ottenuto il podio alla Vuelta a España punta tutto sul Tour de France. Il russo non avrà molte spalle su cui appoggiarsi se non l’americano Ian Boswell (che sarà capitano nelle gare di una settimana) e il croato Robert Kiserlovski.  Tra i giovani, occhi puntati su Steff Cras (quinto all’Avenir e alla Coppa della Pace), e il nostro Matteo Fabbro.

Perso Kristoff, come detto, sarà Marcel Kittel la prima punta per gli sprint forte delle cinque vittorie allo scorso Tour de France. Il tedesco si riavvicina allo sponsor Alpeci di cui è stato indimenticabile uomo immagine.

Rick Zabel sarà al servizio di Kittel con licenza di libertà quando non ci sarà il faro per le volate del team.

Tony Martin punterà alle classiche del pavé anche se non pare attrezzato per competer con i big della specialità. Il calo di Panzerwagen nella cronometro lo sta spingendo a cercare alternative con risultati rivedibili.

Nathan Haas, ventottenne australiano, punterà alle classiche con la speranza di trovare la continuità che fino ad ora è stata la grande assente della sua carriera. José Gonçalves  potrebbe recitare il ruolo di battitore libero ed outsider. C’è curiosità attorno al nome del sudafrocano Willie Smit reduce da ottime prestazioni nelle gare del suo continente.

Team Katusha-Alpecin 2018: la rosa

Maxim Belkov (Rus, 1985), Jenthe Biermans (Bel, 1995), Ian Boswell (Usa, 1991), Steff Cras (Bel, 1996), Alex Dowsett (Gbr, 1988), Matteo Fabbro (Ita, 1995), José Gonçalves (Por, 1989), Nathan Haas (Aus, 1989), Marco Haller (Aut, 1991), Reto Hollenstein (Sui, 1985), Robert Kiserlovski (Cro, 1986), Marcel Kittel (Ger, 1988), Pavel Kochetkov (Rus, 1986), Viacheslav Kuznetsov (Rus, 1989), Maurits Lammertink (Ned, 1990), Tiago Machado (Por, 1985), Tony Martin (Ger, 1985), Marco Mathis (Ger, 1994), Baptiste Planckaert (Bel, 1988), Nils Politt (Ger, 1994), Jhonatan Restrepo (Col, 1994), Willie Smit (Rsa, 1992), Simon Spilak (Slo, 1986), Mads Würtz Schmidt (Den, 1994), Rick Zabel (Ger, 1993), Ilnur Zakarin (Rus, 1989)

Katusha Alpecin dieci anni e una nuova maglia

Katusha Alpecin festeggia il decennale con una maglia tutta nuova

Katusha Alpecin

Katusha Alpecin: la nuova divisa

Katusha Alpecin presenta la maglia per festeggiare i dieci anni di attività del team: il design è identico a quello della annata appena terminata, con il rosso a fare assolutamente da padrone. Rispetto all’anno scorso, però, viene modificata la tonalità di colore della parte superiore del busto: non ci sarà più il consueto color bianco sostituito da un pallido celeste difficile da cogliere in un veloce colpo d’occhio.

L’occasione della celebrazione per la nuova maglia è stata anche il momento per svelare i piani di Ilnur Zakarin in vista della nuova stagione. Il russo ha dichiarato come suo obiettivo stagionale il Tour de France andando contro quelle che erano le sue parole di qualche settimana fa in cui pareva essere il Giro d’Italia l’obiettivo principale del capitano della Katusha Alpecin.

Il russo però non ha completamente chiuso le porte alla sua partecipazione alla corsa rosa, eventualmente con velleità inferiori alle precedenti: “andrò in Francia per fare del mio meglio, l’obiettivo è entrare nei primi cinque della classifica generale ma so che non sarà per nulla facile. Per mie caratteristiche so che nella terza settimana posso dare qualcosa in più degli altri, tutto dipenderà da che posizione in classifica avrò in quel momento. Altre corse a tappe? Non so ancora se prendere parte a Giro o Vuelta, vedremo cammin facendo”.

 

Sander Armee vince alla Vuelta, riscatto di Froome

Sander Armee vince, bene Aru e Froome

Sander Armee

Sander Armée

Sander Armee belga della Lotto Souda, conquista la diciottesima tappa della Vuelta Espana da da Suances  al Monastero Francescano di Santo Toribio.

Parte presto una fuga che riuscirà a giungere fino all’arrivo composta da: A comporla sono Julian Alaphilippe, Matteo Trentin (Quick Step), Alessandro De Marchi (BMC), Magnus Cort Nielsen (Orica-Scott), Jose Joaquin Rojas, Marc Soler (Movistar), Patrick Konrad (Bora-Hansgrohe), Clément Chevrier, Alexis Gougeard (AG2R-La Mondiale), Toms Skujins (Cannondale-Drapac), Antwan Tolhoek (LottoNL-Jumbo), Matej Mohoric (UAE Team Emirates), Alexey Lutsenko (Astana), Sander Armée (Lotto-Soudal), Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), Jérémy Maison, Anthony Roux (FDJ), Stéphane Rossetto (Cofidis), Sergio Pardilla (Caja Rural-Seguros RGA) e Aldemar Reyes (Manzana-Postobón).

Il vantaggio dei fuggitivi di giornata supera i dieci minuti visto che i battistrada procedono di comune accordo fino agli ultimi chilometri. Tensione invece nel gruppo dei big: sulla Collada de la Hoz (7 km al 6%, categoria 2) la Katusha – Alpecin aumenta l’andatura e spezza il gruppo. Si aggregano alla formazione russa anche Alberto Contador e Fabio Aru e quando il Team Sky si appresta a ricucire, il sardo rilancia e resta in avanscoperta, arrivando a guadagnare fino al minuto e mezzo sul resto dei migliori.

Entrano nell’ultimo chilometro in testa Armee e Lutsenko, ma il belga schianta il kazako e va ad aggiudicarsi la prima vittoria da professionista, al terzo posto c’è Visconti, che arriva con un ritardo inferiore al minuto. Sesto e settimo gli altri due fuggitivi azzurri De Marchi e Trentin, a 1’20”.

Aru riesce ad anticipare di una manciata di secondi tutti i migliori che prendono il muro finale alla massima velocità, Chris Froome “frulla” e si scrolla di dosso tutti tranne un inossidabile Alberto Contador a 4 secondi dal britannico arrivano Wilco Kelderman  e Ilnur Zakarin mentre Nibali paga 21″ alla maglia rossa, vanificando in parte quanto guadagnato ventiquattro ore fa.

Giro: il giorno di Polanc

Jan Polanc vincitore della tappa di oggi

Il Giro d’Italia fa tappa in Sicilia dopo lo splendido avvio in terra sarda e sulle rampe che portano all’Etna ecco arrivare la sorpresa che pochi si aspettavano. A trionfare nella quarta tappa, Cefalù-Etna di 181 km, è  lo sloveno Jan Polanc,  della UAE Emirates partito all’attacco insieme ad altri tre corridori dopo solamente 2 km dal via.

Un’azione da altri tempi che ha visto lo sloveno di Kranj, classe 1992, conquistare la prima tappa con arrivo in salita di questo Giro che ha visto un discreto Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) che ha proposto un discreto scatto ai 3 km contrastato dai dirette rivali per la classifica, su tutti da segnalare la Movistar molto attiva nel coprire l’attacco del Siciliano

Alle  spalle dello sloveno è giunto,  a soli 19 secondi, Ilnur Zakarin (Katusha) abile a salutare il resto del gruppo a 2 km dalla fine guadagnando  10″ sul drappello composto dai migliori che è stato regolato da Geraint Thomas (Sky) su Thibaut Pinot (FDJ).

La maglia rosa resta in casa Quick-Step, con  Bob Jungels che eredita il simbolo del primato dal compagno Fernando Gaviria;  seconda piazza per  Thomas a sei secondi, terzo a 10″ Yates davanti a Nibali, Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale), Nairo Quintana (Movistar), Dumoulin, Mollema, Mikel Landa (Sky) e Pinot, tutti con lo stesso distacco.

Katusha – Alpecin per il Giro

La Katusha – Alpecin ha deciso il suo organico per il Giro d’Italia 2017. L’obiettivo dichiarato è di permettere a Ilnur Zakarin di conquistare un piazzamento importante, magari nei primi cinque della generale,  sfiorato lo scorso anno. Al fianco del russo ci sarà  Robert Kiserlovski e il giovane connazionale Matvey Mamykin, che punterà a ben figurare nella classifica dei giovani. Al loro fianco l’esperienza di Alberto Losada, Maxim Belkov e Angel Vicioso, con Viacheslav Kuznetsov e José Gonçalves in completamento dell’organico.