Lotto-Soudal vieta l’alcool a corridori e staff

Lotto-Soudal soluzione alcool-free

Lotto-Soudal, il manager John Lelangue vieta l’alcool a corridori e staff per assicurare il massimo rispetto di team e sponsor

Lotto-Soudal

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Lotto-Soudal ha deciso di abolire l’alcool. La regola fortemente voluta da John Lelangue, general manger della formazione belga, varrà non solamente per gli atleti ma anche per tutto lo staff. La decisione è stata resa nota in una intervista rilasciata al quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad.

“Tra amici si può bere un caffè e non necessariamente alcolici per stare in compagnia” ha spiegato Lelangue che ha rimarcato come queste politiche siano ormai diffusissime nelle aziende e che l’ambiente sportivo fa bene a recepire questo comportamento.

Questa posizione richiama alla memoria lo spiacevole accadimento che vide protagonista l’allenatore del team, Kevin De Weert, che alla vigilia della partenza della Vuelta a España dell’anno passato venne rispedito a casa e sospeso dall’incarico per un mese proprio a causa di un episodio legato all’uso smodato di alcool.

Lelangue ci ha tenuto a precisare che ogni membro della squadra, sia esso un corridore, un allenatore o un meccanico indossa i loghi del team e degli sponsor e di questi è un autentico ambasciatore e, di conseguenza, tutti devono collaborare a tenere alto il buon nome del sodalizio sportivo attenendosi a questa regola di comportamento.

Niente più festeggiamenti sul palco con miss e bottiglia d’ordinanza? No questo no, ai corridori non verrà vietato il “protocollo” festaiolo durante il cerimoniale post gara e anche in occasione di feste di compleanno sarà possibile bere un bicchiere. Ci potrà essere sempre qualche eccezione che il team si riserverà di valuta di volta in volta sotto responsabilità del team manager.

La Lotto non è la prima formazione “alcool-free”, già la Israel Start Up e le corazzate UAE Emirates e Bahrein McLaren hanno vietato l’uso di alcolici ma queste scelte erano dettate da motivi puramente religiosi dovuti all’origine dei team. Assolutamente diversa è la posizione della Lotto-Soudal che ha, invece, sede in una delle patrie della birra e che quindi dimostra come la scelta di abolire l’alcool abbia un significato di pura tutela dell’immagine e della salute dei membri del team.

Eddy Merckx cade in bicicletta: è in ospedale

Eddy Merckx vittima di una caduta

Eddy Merckx vittima di una caduta in bicicletta mentre pedala con amici, trasportato in Ospedale è sotto controllo, tutto sembra a posto

Eddy Merckx

Eddy Merckx

Eddy Merckx è stato vittima di una caduta mentre con alcuni amici stava pedalando. Il cannibale era nel suo Belgio e si stava dilettando nella consueta uscita domenicale assieme ad alcuni amici storici, per ragioni ancora da accertare il Cannibale è caduto a terra riportando un trauma cranico.

Eddy Merckx, 74 anni, è stato soccorso dagli amici e poi dai locali operatori sanitari per poi essere trasportato, in ospedale a Dendermonde, vicino Gent.

Il quotidiano ‘Het Nieuwsblad’ ha confermato che il cinque volte vincitore del Tour de France ha riportato un trauma cranico e nella giornata odierna verrà sopposto ad ulteriori esami ed accertamenti clinici. C’è molta prudenza nel valutare le condizioni del mitico Merckx che, lo ricordiamo, posta anche un pacemaker.

L’emittente televisiva belga Sporza ha contattato l’amico di Eddy, Paul Van Himst, che ha spiegato lo stato attuale: “Ho contattato Claudine, la moglie di Eddy, ieri sera, secondo la donna la situazione è sotto controllo e tutto è a posto comunque il Cannibale sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti”.

Jasper Philipsen chi è il giovane talento belga

Jasper Philipsen chi è questo giovane talento belga

Jasper Philipsen 20 anni, è considerato un talento immenso che potrebbe presto diventare il volto di punta: il nuovo Tom Boonen

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen chi è? Lo sguardo di quasi tutti è rivolto al “nuovo cannibale” Remco Evenepoel ma sono in molti a pensare che la star del Belgio sarà Jasper.

Il due volte campione del mondo junior Evenepoel, a 19 anni ha fatto il suo esordio professionale con la Deceuninck-Quick-Step, conquistando la ribalta della stampa soprattutto dopo il suo debutto al Tour de San Juan dove ha ottenuto il titolo di miglior giovane chiudendo terzo nella sua prima cronometro individuale tra “i grandi”.

Eppure Philipsen della UAE Emirates, maggiore di un anno rispetto a Remco, ha già conquistato una vittoria nel WorldTour al Santos Tour Down Under (seppur per via della squalifica di di Caleb Ewan).

“È stata una vittoria importante per me, la mia prima gara WorldTour, ma è arrivata in un modo strano senza la gioia di tagliare per primo la linea del traguardo ma la vittoria premia sempre anche se non ha avuto il gusto pieno che desideravo” ha detto Philipsen.

Se Evenepoel viene indicato come il “nuovo cannibale” con evidente richiamo al Cannibale Eddy Merckx è inevitabile confrontare Jasper Philipsen con Tom Boonen.

Jasper Philipsen è originario dalla stessa zona di Boonen, ed è cresciuto con un poster di Tom appeso alle pareti della sua camera. Un poster come ne hanno tanti gli adolescenti da adorare come un mito a cui tendere. E come accade spesso ai giovani ciclisti, Philipsen era solito aggregarsi in allenamento al gruppo di Tom Bonen quando percorreva le strade delle Fiandre del nord.

Il Belgio, lo sappiamo, è un paese che vive per il ciclismo e ora gli occhi degli appassionati sono divisi, appunto, tra Evenepoel e Philipsen

Hugo Coorevits giornalista di Het Nieuwsblad grande esperto di ciclismo ha voluto dire la sua su Jasper:

“Potenzialmente è un nuovo Tom Boonen, il modo di sprintare, le sue abilità per le gare fiamminghe, la sua mentalità e il modo in cui parla e si pone nei confronti del ciclismo lo ricordano tremendamente”.

Siamo certi che quando Philipsen correrà le classiche belghe si sprecheranno i paragoni con Tom per ora il giovane corridore ha corso al fianco di Fabio Aru alla Volta ao Algarve nel sud del Portogallo (20-24 febbraio) in attesa delle corse di primavera.

Philipsen dopo aver dato un’occhiata da vicino ad alcuni dei percorsi delle Fiandre non nasconde le sue ambizioni future mantenendo, però, i piedi per terra:

“Non vedo l’ora di salire sul gradino più alto dei classici di primavera nei prossimi anni – ha confessato Philips ai microfoni di Sporza – queste gare sono tutte delle novità per me e non mi aspetto molto per il 2019, sarà una stagione di apprendimento”.

Philipsen è uno delle migliori “matricole” della UAE, che ha anche firmato  anche Juan Molano e il vincitore del Tour de l’Avenir Tadej Pogacar a dimostrazione del capacità si scovare talenti del direttore sportivo Joxean Matxin Fernández che aveva adocchiato Jasper quando indossava la maglia della Hagens Berman Axeon.

Philipsen era fortemente corteggiato dai team del Belgio ma ha preferito accettare la corte della UAE dimostrando già sicurezza e capacità di valutazione. Se avesse scelto un team di casa probabilmente avrebbe trovato sopra di se una pressione assolutamente alta con l’obbligo di dimostrare subito il suo valore.

Negli team degli Emirati Arabi Uniti, può invece imparare e fare i suoi passi fuori dai radar della stampa belga con possibilità di correre più sciolto.

“Era già impressionante l’anno scorso – racconta Fernández – si nota l’istinto del vincente ma non vogliamo mettere addosso al ragazzo troppa pressione. E’ un esordiente e, pur avendo l’atteggiamento del campione, va protetto e lasciato crescere”.

Per crescere Jasper Philipsen avrà davanti l’esempio di due fenomeni delle volate come Fernando Gaviria e Alexander Kristoff che potranno trasferire al giovane tutte le loro competenze.

L’esplosione di Philipsen arriva in un momento particolare per il ciclismo belga: con Boonen in pensione e Greg Van Avermaet e Philippe Gilbert che stanno finendo le loro carriere il ciclismo belga punta forte su Jasper e Remco a cui si aggiungono Wout van Aert, e Bjorn Lambrecht come promettenti talenti belgi pronti a colmare questo vuoto

Jasper Philipsen chi è?

Nato a Mol il 2 marzo 1998, Philipsen ha debuttato nella  stagione 2018 nel ciclismo professionistico con i colori team Hagens Berman Axeon ottenendo la prima vittoria di tappa al Tour of Utah (corsa categoria 2.HC). Tra gli under 23 ha impressionato tutti conquistando due tappe al Giro d’Italia Under23 nel 2018 e nel 2017 oltre alla vittoria finale al Triptyque des Monts et Chateaux per due anni di fila.

Da segnalare anche la vittoria della Paris-Tour Espoirs 2017, una tappa al Tour Alsace e il secondo posto alla Ronde van Vlaanderen Under 23 nel 2017.

Victor Campenaerts: perché non mi controllano?

Victor Campenaerts: “nessun controllo antidoping”

Victor Campenaerts ha raccontato a Het Nieuwsblad la sua frustrazione per i mancati controlli antidoping nel suo ritiro in Africa

Victor Campenaerts (fonte pagina Facebook)

Victor Campenaerts (fonte pagina Facebook)

Victor Campenaerts ha parlato con la testata Het Nieuwsblad spiegando la sua frustrazione per una situazione al limite del paradossale che lo vede protagonista.

“sono un ciclista di fama mondiale, Sono uno dei migliori cronoman al mondo, sono da un mese in un paese esotico ad allenarmi e nessuno è venuto a controllarmi. Nell’opinione comune qualcuno potrebbe pensare che sono in Africa per scappare ai controlli ma non è così anzi ho mandato una lettera specificando la mia localizzazione e chiedendo per favore di venire a controllarmi ma non ho visto nessuno”.

Uno sfogo schietto e diretto quello di Victor Campenaerts per una vicenda al limite dell’assurdo: un corridore che chiede di essere controllato per dimostrare la sua trasparenza e, in generale, quella dello sport ma che non viene ascoltato.

Il Campione Europeo a cronometro in carica si sta allenando in Namibia non solo per la stagione sempre più imminente ma anche per tentare il record dell’ora.

“mandare i controlli fin qui potrebbe essere un inutile costo perché sono pulito ma questo lo so io ed è un vero peccato che nessuno si sia presentato nell’ultimo mese. Tanti big e tanti miei rivali come Tom Dumoulin e Rohan Dennis hanno avuto crescite costanti e non posso avere nessun dubbio sulla loro pulizia ma penso che se fossero andati ad allenarsi, come ho fatto io, in un posto lontano avrei avuto piacere se fossero stati controllati”.

Nell’idea di Campenaerts c’è, come detto, l’intenzione di dare l’assalto al record di 54.526 km di Wiggins ottenuto nel 2015 al Velodromo di Lee Valley. Il tentativo del belga dovrebbe avvenire il prossimo mese di aprile in aprile, nel famigerato velodromo di Aguascalientes in Messico, che si trova a 1.887 metri sopra il livello del mare.

Nel 2018, sia Martin Toft Madsen che Dion Beukeboom si sono recati ad Aguascalientes per tentativi di record ma entrambi hanno mancato il bersaglio poco più di 800 metri.

Proprio ad Aguascalientes, lo scorso mese di settembre la nostra Vittoria Bussi ha fatto segnare  il nuovo record femminile di 48.007 km.

 

Tramadolo ultima frontiera del doping?

Tramadolo la WADA svela numeri inquietanti

Tramadolo: presente nel 4,4% dei controlli la WADA ndenuncia l’abuso del medicinale, non inserito, però, nell’elenco dei prodotti dopanti.

Tramadolo

Tramadolo

Tramadolo, un nome “nuovo” nel mondo del doping, il lavoro della WADA è volto a tenere sotto controllo i nuovi farmaci che possono presentare aspetti da chiarire o che sono pericolosi per la salute.

L’Agenzia Mondiale Antidoping, ha svelato numeri che evidenziano l’abuso del del tramadolo, un antidolorifico oppiaceo sintetico che non è stato ancora aggiunto all’elenco dei prodotti dopanti (figura in quello dei farmaci monitorati).

Tramadolo: troppi ciclisti lo usano!

Secondo un recente rapporto della WADA nel 4,4% dei controlli effettuati tra i ciclisti professionisti nel 2017 si è riscontrata la presenza di questo farmaco. Il farmaco è diffuso anche in altri campi (lo 0,36% dei calciatori sottoposti a controlli hanno presentato tracce del prodotto mentre per l’atletica leggera il dato è pari allo 0,2%).

Questo farmaco appare da sei anni nell’elenco dei prodotti che la WADA monitora ed alcuni ex professionisti hanno ammesso di averne fatto uso (tra loro Michael Barry ex atleta del Team Sky).

L’uso del tramadolo si colloca nella zona al limite tra doping e non-doping, zona in cui molti atleti si muovono disinvoltamente per ottenere vantaggi competitivi.

Peter Van Eenoo, direttore del laboratorio antidoping di Gand in un intervento sul giornale Het Nieuwsblad è stato molto diretto: “esiste un problema strutturale nell’uso del tramadolo, non ci sono spiegazioni per questi valori se non quello che gli atleti ne abusano. Nel ciclismo e nel biathlon spesso si riscontrano prodotti per l’asma, ma questi sport possono provocare l’asma l’uso di questo farmaco è, invece, assolutamente ingiustificato. Mi piacerebbe vederlo nella lista ufficiale dei prodotti proibiti”.

“Il problema del tramadolo è che è pericoloso, riduce la consapevolezza e andare in bici con una consapevolezza alterata non è accettabile –  ha spiegato a Het Nieuwsblad il medico della Lotto Soudal Servas Bingè – questo farmaco può provocare pericolose cadute”.

Cos’è il tramadolo? La Droga del Combattente

Creato in laboratorio negli anni ’70 dalla Grünenthal GmbH e commercializzato col nome di Tramal, il tramadolo è un potente analgesico sintetico a costo ridotto detto anche la Droga del Combattente perché utilizzato da soldati per andare in battaglia senza timori per la propria incolumità.

Il farmaco non va confuso con il Captagon, assolutamente più potente e che se usato in abbinata con la caffeina potenzia i suoi effetti. Il tramadolo è un medicinale legale, mentre il secondo rientra tra le sostanze stupefacenti a tutti gli effetti.

Nel maggio 2017 la Guardia di Finanza sequestrò al porto di Genova quasi 40 tonnellate di compresse di un farmaco contenente tramadolo (Tamol X) destinato alla città di Tobruk, in Libia, dove avrebbe foraggiato le milizie locali.ISIS

In Italia il farmaco è vendibile su prescrizione medica (non replicabile) perché può provocare seri effetti collaterali come convulsioni, sindrome serotoninergica e una forte dipendenza psicofisica.

Utilizzato sia come eccitante sia per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico, per la sua capacità di alleviare la percezione del dolore e lo stato d’ansia, il farmaco in questione viene impiegato dai jihadisti per andare in battaglia da lì l’altro soprannome “la droga dell’ISIS”.