Valverde campione: “potrei ritirarmi ma….”

Valverde Campione del Mondo ad Innsbruck

Valverde Campione Mondiale 2018 racconta la sua soddisfazione dopo tanti podi con un occhio a Tokio 2020

Valverde Campione del Mondo

Valverde Campione del Mondo

Valverde Campione con Peter Sagan che vuole salire sul podio di Innsbruck per mettere al collo dell’iberico la medaglia d’oro è una delle immagini più belle dellla recente rassegna iridata austriaca.

Diciamolo, forse la vittoria di Valverde è riuscita a far sorridere tutti, vincitori e vinti, chi è salito sul podio alle due spalle (magari inaspettatamente come Woods) e chi è rimasto fuori dal podio (come il nostro Gianni Moscon che ha davanti a se tante altre occasioni per eccellere).

Alejandro Valverde è diventato Campione del Mondo 2018 dopo aver sfiorato tante volte quella magica maglia con l’iride. Lo spagnolo aveva infatti salito i gradini del podio Mondiale per ben sei volte senza però riuscire a raggiungere quello più ambito e premiante.

Il murciano ha sfruttato appieno tutta la sua esperienza (e classe) facendo fruttare il lavoro della sua nazionale e andando a sfatare un tabù che ormai lo tormentava da troppi anni.

Valverde ai Mondiali di Ciclismo aveva ottenuto la sua prima medaglia (argento) nel 2003 ad Hamilton in Canada quando a imporsi fu il nostro Paolo Bettini. Nel frattempo i vertici del ciclismo mondiale sono cambiati, è passata tanta acqua sotto i ponti ma Alejandro, inossidabile, è rimasto lì.

Quindici anni dopo il campione iberico ha finalmente coronato il suo sogno a  38 anni:

“Sono tanti anni che lotto e alla fine ce l’ho fatta mi pare ancora incredibili. Non c’è dubbio, questa è la mia miglior vittoria in a carriera. E’ quello che ho sognato in tutti questi anni, ci sono andato vicino molte volte, ho preso sei medaglie ma nessuna d’oro. Sono arrivato a pensare che non sarei mai stato Campione del Mondo. Mi ero quasi arreso, poi tutto si è capovolto”

ha dichiarato Valverde al sito ufficiale della Movistar.

Valverde: ‘Uno sprint indimenticabile’

Diciamolo, la Spagna ho corso davvero bene sacrificando alcuni uomini alle attività di controllo della fuga partita sin dai primi chilometri per poi mettere al servizio del mursiano Nieve, Izagirre e De la Cruz per affrontarela meglio il Gramartboden.

“Voglio ringraziare tutta la squadra perché ha fatto un lavoro da dieci e lode, mi hanno dato tanta tranquillità, dal primo all’ultimo dei miei compagni.

Quello finale è stato uno sprint molto lungo in cui mi sono preso tutte le responsabilità che mi competevano. Ho controllato fino ai 350 metri dal traguardo, poi mi sono detto: adesso parto! Ho visto che i miei rivali erano vicini ma che non avrebbero potuto sorpassarmi, da lì è stata una miscela di emozioni, di sensazioni, è stato indimenticabile.

Dopo la caduta di Dusseldorf ho pensato che la mia carriera fosse finita, invece sono tornato con 14 vittorie e il Mondiale…tutto è un regalo. Ho ancora tempo prima smettere di essere un professionista ma con questa vittoria so che posso ritirarmi tranquillamente. Tutto quello che potrà arrivare nel futuro sarà un regalo!”

ha raccontato il campione spagnolo.

Valverde: ritiro? No punto a Tokio 2020

A 38 anni suonati, Alejandro potrebbe chiudere la sua fenomenale carriera con l’alloro massimo ma la sua sete di competizione non vuole placarsi, anzi la mente del “El Imbatido” è già focalizzata sul prossimo ambizioso traguardo.

Lo spagnolo punta ad arrivare alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e alla prova in linea a cinque cerchi che presenterà un tracciato assolutamente selettivo.

 “Il mio ritiro potrebbe essere dopo Tokyo 2020, la mia quinta Olimpiade, che rappresenterebbe un grande traguardo per ogni corridore. Una medaglia olimpica mi manca e sarebbe bello poterla conquistare ma non voglio sembrare egoista e per ora mi godo il successo di Innsbruck”.

 

Sergey Lagutin investito in allenamento

Sergey Lagutin investito durante un allenamento a Prato

Sergey Lagutin, atleta della Gazprom-RusVelo è l’ennesima vittima di un incidente stradale in allenamento, investito da un’auto a Prato

Sergey Lagutin

Sergey Lagutin

Sergey Lagutin, esperto corridore uzbeko di nascita ma russo di passaporto già Campione del Mondo under 23 ai mondiali di Hamilton (Canada) nel 2003, è rimasto ferito questo pomeriggio mentre si stava allenando in Toscana.

Il trentaseienne, tesserato per la Gazprom-RusVelo era impegnato nella discesa del Pinone (dalla collina del Montalbano), in provincia di Prato quando è entrato in collisione con un autoveicolo proveniente dalla direzione opposta e intenta a svoltare a sinistra.

Sergey Lagutin è stato trasportato immediatamente all’Ospedale Santo Stefano di Pra

Le forze dell’ordine ancora non hanno ancora compreso la reale  la dinamica dell’incidente stradale avvenuto a Santa Cristina a Mezzana, in provincia di Prato. Se il 2017 è stato sicuramente un anno caratterizzato dai tanti incidenti occorsi a ciclisti, molti dei quali mortali (su tutto la tragedia di Michele Scarponi) è tristemente vero che il trand negativo non sembra ribaltarsi in questi primo mese dell’anno nuovo (di pochi giorni fa la notizia dell’investimento di due corridori della Quick Step Floors).

Il problema della sicurezza stradale è palesemente globale, sicuramente la cultura stradale italiana non primeggia ma pare evidente che il poco rispetto per i ciclisti sia diventato un malcostume a livello mondiale: indicenti che coinvolgono i ciclisti sono ormai tristemente all’ordine del giorno e forse dovrebbe partire una campagna mondiale a sostegno di un concetto di mobilità più disteso ed eco-sostenibile.

Sergey Lagutin: i team per cui ha corso

2004–2005 Landbouwkrediet–Colnago
2006–2007 Navigators Insurance
2008 Cycle Collstrop
2009–2013 Vacansoleil
2014 RusVelo
2015–2016 Team Katusha
2017– Gazprom–RusVelo

to dove gli è stato riscontrato un   trauma cranico mentre fortunatamente sono state escluse ulteriori lesioni.