Jasper Philipsen chi è il giovane talento belga

Jasper Philipsen chi è questo giovane talento belga

Jasper Philipsen 20 anni, è considerato un talento immenso che potrebbe presto diventare il volto di punta: il nuovo Tom Boonen

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen chi è? Lo sguardo di quasi tutti è rivolto al “nuovo cannibale” Remco Evenepoel ma sono in molti a pensare che la star del Belgio sarà Jasper.

Il due volte campione del mondo junior Evenepoel, a 19 anni ha fatto il suo esordio professionale con la Deceuninck-Quick-Step, conquistando la ribalta della stampa soprattutto dopo il suo debutto al Tour de San Juan dove ha ottenuto il titolo di miglior giovane chiudendo terzo nella sua prima cronometro individuale tra “i grandi”.

Eppure Philipsen della UAE Emirates, maggiore di un anno rispetto a Remco, ha già conquistato una vittoria nel WorldTour al Santos Tour Down Under (seppur per via della squalifica di di Caleb Ewan).

“È stata una vittoria importante per me, la mia prima gara WorldTour, ma è arrivata in un modo strano senza la gioia di tagliare per primo la linea del traguardo ma la vittoria premia sempre anche se non ha avuto il gusto pieno che desideravo” ha detto Philipsen.

Se Evenepoel viene indicato come il “nuovo cannibale” con evidente richiamo al Cannibale Eddy Merckx è inevitabile confrontare Jasper Philipsen con Tom Boonen.

Jasper Philipsen è originario dalla stessa zona di Boonen, ed è cresciuto con un poster di Tom appeso alle pareti della sua camera. Un poster come ne hanno tanti gli adolescenti da adorare come un mito a cui tendere. E come accade spesso ai giovani ciclisti, Philipsen era solito aggregarsi in allenamento al gruppo di Tom Bonen quando percorreva le strade delle Fiandre del nord.

Il Belgio, lo sappiamo, è un paese che vive per il ciclismo e ora gli occhi degli appassionati sono divisi, appunto, tra Evenepoel e Philipsen

Hugo Coorevits giornalista di Het Nieuwsblad grande esperto di ciclismo ha voluto dire la sua su Jasper:

“Potenzialmente è un nuovo Tom Boonen, il modo di sprintare, le sue abilità per le gare fiamminghe, la sua mentalità e il modo in cui parla e si pone nei confronti del ciclismo lo ricordano tremendamente”.

Siamo certi che quando Philipsen correrà le classiche belghe si sprecheranno i paragoni con Tom per ora il giovane corridore ha corso al fianco di Fabio Aru alla Volta ao Algarve nel sud del Portogallo (20-24 febbraio) in attesa delle corse di primavera.

Philipsen dopo aver dato un’occhiata da vicino ad alcuni dei percorsi delle Fiandre non nasconde le sue ambizioni future mantenendo, però, i piedi per terra:

“Non vedo l’ora di salire sul gradino più alto dei classici di primavera nei prossimi anni – ha confessato Philips ai microfoni di Sporza – queste gare sono tutte delle novità per me e non mi aspetto molto per il 2019, sarà una stagione di apprendimento”.

Philipsen è uno delle migliori “matricole” della UAE, che ha anche firmato  anche Juan Molano e il vincitore del Tour de l’Avenir Tadej Pogacar a dimostrazione del capacità si scovare talenti del direttore sportivo Joxean Matxin Fernández che aveva adocchiato Jasper quando indossava la maglia della Hagens Berman Axeon.

Philipsen era fortemente corteggiato dai team del Belgio ma ha preferito accettare la corte della UAE dimostrando già sicurezza e capacità di valutazione. Se avesse scelto un team di casa probabilmente avrebbe trovato sopra di se una pressione assolutamente alta con l’obbligo di dimostrare subito il suo valore.

Negli team degli Emirati Arabi Uniti, può invece imparare e fare i suoi passi fuori dai radar della stampa belga con possibilità di correre più sciolto.

“Era già impressionante l’anno scorso – racconta Fernández – si nota l’istinto del vincente ma non vogliamo mettere addosso al ragazzo troppa pressione. E’ un esordiente e, pur avendo l’atteggiamento del campione, va protetto e lasciato crescere”.

Per crescere Jasper Philipsen avrà davanti l’esempio di due fenomeni delle volate come Fernando Gaviria e Alexander Kristoff che potranno trasferire al giovane tutte le loro competenze.

L’esplosione di Philipsen arriva in un momento particolare per il ciclismo belga: con Boonen in pensione e Greg Van Avermaet e Philippe Gilbert che stanno finendo le loro carriere il ciclismo belga punta forte su Jasper e Remco a cui si aggiungono Wout van Aert, e Bjorn Lambrecht come promettenti talenti belgi pronti a colmare questo vuoto

Jasper Philipsen chi è?

Nato a Mol il 2 marzo 1998, Philipsen ha debuttato nella  stagione 2018 nel ciclismo professionistico con i colori team Hagens Berman Axeon ottenendo la prima vittoria di tappa al Tour of Utah (corsa categoria 2.HC). Tra gli under 23 ha impressionato tutti conquistando due tappe al Giro d’Italia Under23 nel 2018 e nel 2017 oltre alla vittoria finale al Triptyque des Monts et Chateaux per due anni di fila.

Da segnalare anche la vittoria della Paris-Tour Espoirs 2017, una tappa al Tour Alsace e il secondo posto alla Ronde van Vlaanderen Under 23 nel 2017.

Axel Merckx in lista per il ruolo di allenatore nazionale belga

Axel Merckx allenatore nazionale belga?

Axel Merckx potrebbe diventare il nuovo allenatore nazionale per il ciclismo belga, ma dovrà affrontare la concorrenza di Peter Van Petegem

Axel Merckx

Axel Merckx

Axel Merckx che attualmente gestisce il Team Continental Hagens Berman Axeon, secondo quanto riportato da Wielerflits.nl potrebbe andare a ricoprire il ruolo di commissario tecnico della nazionale belga disponibile in seguito alle dimissioni di Kevin De Weert che ha signato un accordo con la Lotto Soudal.

De Weert ha lasciato la sua posizione dopo il Campionato del Mondo di Innsbruck, dopo che la squadra belga non è riuscita a brillare (eccetto le prove super di Remco Evenepoel che ha vinto sia la cronometro che la gara su strada).

Axel Merckx, il figlio del cinque volte vincitore del Tour de France, il “cannibale” Eddy Merckx, è a capo della Hagens Berman Axeon, ma non potrebbe naturalmente rinunciare al fascino della chiamata da parte della nazionale belga e sta valutando l’opzione di un contratto “part-time”.

“Sarei onorato di diventare l’allenatore nazionale belga, i maggiori successi della mia carriera sono arrivati proprio con la maglia del team nazionale. Il prossimo anno con il mio team sarò per l’80%delle corse in Europa e questo potrebbe agevolare il tutto”

ha dichiarato il belga.

Axel Merckx con la maglia del Belgio ha conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004 e si è piazzato quarto nella gara su strada dei Mondiali del 1996 a Lugano , in Svizzera.

Come direttore sportivo, Merckx ha imparato a saper selezionare i ciclisti, il che sarebbe un requisito fondamentale del ruolo di Commissario Tecnico della nazionale.

Nel corso della sua carriera, Axel ha scoperto alcuni talenti del ciclismo mondiale come Taylor Phinney, Alex Dowsett e Ben King oltre a Sean Bennett , che lascerà proprio la Hagens Berman Axeon per entrare a far parte di EF Education First-Drapac per il 2019.

Il figlio del “cannibale” avrà, come principale competitor nella corsa all’ammiraglia del Belgio Peter Van Petegem che può vantare due titoli del Tour of Flanders (1999 e 2003) – e una vittoria alla Parigi-Roubaix (2003)

Secondo il sito web olandese, il direttore del ciclismo belga Jos Smets ha confermato che entrambi gli ex corridori sono papabili per il suolo anche se la lista comprende oltre 20 possibili candidati e quindi le soluzioni potranno anche essere diverse.

Axel Merckx chi è?

Professionista dal 1993 al 2007, vanta una medaglia di bronzo nella prova in linea ai Giochi Atene 2004, un titolo nazionale in linea e una vittoria  al Giro d’Italia. Figlio del cannibale Eddy Merckx, debuttò tra i professionisti con la maglia della americana Motorola.

Tra le sue affermazioni spicca il campionato nazionale belga nel 2000 e, sempre nell stesso anno, la vittoria nella Corinaldo-Prato al Giro d’Italia. Il 14 agosto 2004 si aggiudicò  la medaglia di bronzo nella provasu strada ai Giochi Olimpici di Atene. Il 9 agosto 2007 annunciò il ritiro dal ciclismo professionistico[1].

Dopo il ritiro avvenuto nel 2007 si è trasferito negli  USA dove dal 2009 svolge il ruolo di dirigente sportivo per il team Hagens Berman-Axeon.

 

Jonathan Brown e Nathan Brown: abbraccio fraterno

Jonathan Brown campionato nazionale festeggia col fratello

Jonathan Brown e Nathan Brown: i due fratelli celebrano la vittoria al campionato nazionale americano

Nathan Brown e Jonathan Brown

Nathan Brown e Jonathan Brown

Jonathan Brown e Nathan Brown sono una delle coppie di fratelli che corrono nel circuito World Tour. Non è naturalmente l’unico caso di fratelli che competono nel ciclismo professionistico. Adam e Simon Yetes son il classico esempio di ciclisti (fratelli) sulla cresta dell’onda ma vanno ricordati anche il Campione del Mondo Peter Sagane e il fratello Juraj oppure Gorka e Ion Izagirre e naturalmente i nostri Antonio e Vincenzo Nibali.

Il rapporto tra fratelli è spesso speciale e indissolubile e, al termine dei campionati nazionali americani su strada abbiamo assistito a uno splendido abbraccio tra i fratelli Brown.

A trionfare è stato Jonathan Brown, 21enne in forza alla Hagens Berman Axeon non sono solo si è laureato Campione USA ma ha ottenuto il record di essere il più giovane di sempre a conquistare un simile alloro.

La sua vittoria è stata segnata in modo commovente quando suo fratello Nathan, che gareggia per la EF Education First-Drapac e che si era ritirato dalla competizione, ha raggiunto il fratello minore sul traguardo per festeggiare assieme.

Nathan è stata, quindi, la prima persona ad abbracciare il fratello da record che ha conquistato la vittoria con 45 secondi di vantaggio su Robin Carpenter della Rally Cycling.

La festa per i fratelli Brown è stata assolutamente speciale non solo perchè Jonathan ha ottenuto il suo primo personalissimo alloro ma anche perché la vittoria è arrivata in Tennessee stato che ha dato i natali ai due ciclisti.

 

Adrien Costa dice addio definitivamente al ciclismo. 

 

Adrien Costa dice addio a soli vent’anni

Adrien Costa dice addio al mondo del ciclismo dopo un periodo di pausa che l’ha portato alla decisione.

Adrien Costa dice addio al ciclismo

Adrien Costa dice addio al ciclismo

Adrien Costa dice addio, a soli vent’anni, al ciclismo, a nulla è servita la  pausa di riflessione che  il talento statunitense si era preso qualche mese orsono.

Non vedremo dunque più il talento americano con la maglia della Hagens Berman Axeon con cui aveva esordito nella categoria continental vincendo il Tour de Bretagne e ha chiudendo al secondo posto il Tour of Utah.

I due ottimi risultati ottenuti lo avevano portato a sostenere uno stage con l’allora Etixx-Quick-Step ma nell’aprile dello scorso anno aveva deciso di prendersi un periodo di stop per allontanare la stanchezza e la demotivazione che lo aveva colto.

Non sono pronto a tornare – spiega Costa nel comunicato stampa del team -. Più ci pensavo, più mi rendevo conto che non volevo tornare in squadra. Da quando ho smesso di gareggiare, ho imparato molto su di me e ho capito quanto della mia vita ruotasse attorno al ciclismo. Ho viaggiato e ho anche lavorato in Francia, ora sono tornato nell’Oregon per per concludere i miei studi universitari in Turismo e Marketing. Voglio ringraziare Axel (Merckx, ndr) e tutto il team Axeon dal profondo del cuore. Naturalmente continuerò a pedalare e chissà cosa ci porterà il futuro”

La Haxeon Agens ha chiamato per  sostituirlo Sean Bennett in arrivo dalla CCB Foundation-Sicleri, team Continental americano.