Biking in the Uk: UK Sport

Biking in the Uk: la Gran Bretagna nuova nazione del ciclismo

Biking in the Uk ovvero come la Gran Bretagna grazie al progetto UK Sport è diventata una nazione leader mondiale del ciclismo su strada

Biking in the Uk

Biking in the Uk

Biking in the Uk non è una canzone dei Sex Pistols (quella era Anarchy in the UK) ma è il vento nuovo che soffia sul ciclismo mondiale.

Non era mai successo nella storia del ciclismo professionistico che tre corridori appartenente alla stessa nazione riuscissero a conquistare i tre grandi giri nel corso della stessa stagione. Il 2018, invece, ha segnato questo particolare record grazie alle performance di Chris Froome al Giro, Geraint Thomas al Tour e Simon Yates alla Vuelta.

Se l’analisi si sposta anche agli anni precedenti, il dominio britannico risulta ancora più eloquente: è dal maggio 2017 che un suddito della Regina Elisabetta non conquista un grande giro e dal 2012 ad oggi solo il nostro Vincenzo Nibali è riuscito a spezzare il dominio britannico al Tour de France.

Se allarghiamo l’analisi a tutti i grandi giri degli ultimi anni balza all’occhio che il 45% delle ultime 20 corse a tappe è stato vinto da un corridore britannico il tutto dopo che per anni (tutto il 900) non erano mai riusciti ad imporsi nei grandi giri: delle prime 259 corse a tappe mai una era stata vinta da un ciclista d’oltre manica e ora hanno trionfato in 9 su venti.

Biking in the Uk: marginal gains

Marginal gains  in italiano “Guadagni Marginali” è un concetto ormai di uso comune nel mondo dello sport e del ciclismo in particolare: laddove le capacità umane sono spinte al limite è lo studio dei dettagli a generare vantaggi. Certo tutto questo sarebbe impossibile senza programmi adeguatamente supportati da cospicui investimento ma è altrettanto vero che quando hai i soldi devi sapere dove e come spenderli.

Biking in the Uk: dalla pista alla strada

Correva il 1992 quando alle Olimpiadi di Barcellona un poco conosciuto Chris Boardman conquistava, primo britannico a farlo, la medaglia d’oro nell’inseguimento individuale. Chris non lavorava all’interno di un programma di sviluppo strutturato, quella medaglia fu frutto delle sue gambe e delle sue scelte.

Quella vittoria fu però un campanello che fece accedere una lampada ad illuminare il mondo del ciclismo inglese: in quegli anni in Gran Bretagna non vi erano tanti velodromi e la federazione era al limite del default economico.

Nel 2000 la Gran Bretagna avrebbe voluto ospitare i Giochi Olimpici (poi assegnati a Sydney), venne quindi costruito il velodromo di Manchester (primo al coperto)

Biking in the Uk: nasce il UK Sport

Nel 1997 lo sport inglese vede sorgere il programma (un fondo) “UK Sport” basato su di un meccanismo premiante per le federazioni in grado di ottenere risultati nelle gare internazionali.

Il fondo riguarda tutti gli sport britannici ed ha un funzionamento semplice quanto efficace: vinci? Prendi soldi. Non vinci? Niente soldi.

L’anno precedente il ciclismo britannico aveva conquistato alcune medaglie alle Olimpiadi di Atlanta 1996, pass per accedere, appunto, ai fondi di UK Sport.

La federazione ciclistica decise anche di puntare quasi tutto sul ciclismo su pista dimenticandosi (quasi) della strada ma introducendo il concetto di “guadagni marginali”: guardò come, con la meccanica, l’aerodinamica, la nutrizione, la tecnologia, la biomeccanica, la psicologia e la scienza in generale era possibile ottenere piccoli miglioramenti in ogni ambito possibile, dalla forma di un manubrio al giusto momento in cui far fare colazione a un atleta. Invece che partire dagli atleti, partì da tutto quello che ci stava intorno.

Nel 1998  venne lanciato un progetto che guardava alle Olimpiadi di Londra 2012 per tramutare la malandata nazionale britannica nella nazione faro del ciclismo su pista.

I finanziamenti di UK Sport iniziarono a dare i frutti già due anni prima del target prefisso:  alle Olimpiadi di Pechino 2008, la squadra britannica ottenne 14 medaglie di cui 8 d’oro di cui 7 nel ciclismo su pista.

Alle olimpiadi Londinesi, così come alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 la spedizione britannica si mise al collo 12 medaglie.

Il programma UK Sport da quindi i suoi frutti e scatena un ciclo virtuoso:

«Più vincevano e più soldi facevano. Più soldi facevano e più il programma si faceva scientifico ed evoluto. Più il programma migliorava, più si vinceva» (New York Times 2012).

 

Biking in the: dalla pista all’asfalto!

Bradley Wiggins, Geraint Thomas e Adam Yates hanno una cosa in comune: arrivano dalla pista!

Wiggins ne ha vinti cinque ori olimpici, Thomas ne ha ottenuti due e Yates è stato campione del Mondo nella corsa a punti. Tutto bello ma come si può passare dalla pista al Mont Ventoux o al Mortirolo o all’Angliru senza pagare dazio?

Semplice? Assolutamente no ma se ci mettete il genio di Dave Brailsford, convinto sostenitore dei guadagni marginali, forse diventa fattibile.

“ se isoli ogni singolo fattore che compone l’andare in bicicletta e lo migliori dell’1 per cento, quando rimetti insieme tutti quei fattori avrai un significativo miglioramento”

Parole e musica del manager inglese nel 2012

Dave, già funzionario della federazione ciclistica britannica, forte di studi in psicologia applicata allo sport nel 2009 crea lo Sky Professional Cycling Team.

Obiettivo del progetto? Permutare il modello della pista per applicarlo alla strada: niente federazione che finanzia? Ok, si trova un sponsor ricco e in cerca di visibilità.

L’0biettivo anche in questo caso viene centrato prima di quanto previsto: nel 2012 Sir (non ancora Sir) Bradley Wiggins vince il Tour de France davanti al connazionale e futuro cannibale del Tour, Chris Froome (lui si non arriva dalla pista!). Dopo le quattro vittorie di Froome ecco che quest’anno arriva quella di Geraint Thomas.

Dominio UK e dominio Sky vanno a braccetto, il programma UK Sport è spesso criticato per l’ossessione maniacale ai dettagli e la mancanza di fantasia ma i risultati parlano chiaramente in suo favore anche se le polemiche (e le indagini) non sono mancate.

Come detto, anche Simon Yates arriva dalla pista ma, a differenza dei suoi connazionali, lui non corre per il Team Sky ma per l’australiana Michelton-Scott.

La “provenienza” però è la medesima: il velodromo di Manchester.

Biking in the UK: road to Yorkshire 2019

Archiviati i mondiali di Innsbruck 2018 ecco che la Gran Bretagna ospiterà i prossimi Campionati del Mondo. Le prove generali del grande evento (Il Tour fo Britain sta crescendo ma deve ancora fare molta strada) sono state le partenze del Tour de France da Londra (2007) e Leeds (2014), ora ecco il massimo palcoscenico mondiale.
Le gare si disputeranno da sabato 21 a domenica 29 settembre e saranno otto le sedi di partenza: Harrogate, BeverleyRiponNorthallertonRichmondDoncasterBradford e Leeds mentre gli arrivi saranno tutti ad Harrogate

Il Mondale britannico avrà come novità il fatto che la prima competizione sarà  il Paraciclismo in linea, seguita dall’altra novità rappresentata dalla cronosquadre mista per nazioni. Scompariranno, le cronometro a squadre maschile e femminile.

Per la prova in linea maschile torneranno protagonisti gli uomini da classiche e gli sprinter in grado di reggere sugli strappi (Peter Sagan ci ha già messo gli occhi)

Biking in the UK: ciclisti amatoriali

In Gran Bretagna, sono stati fatti molti investimenti negli ultimi anni per incrementare la cultura della bicicletta non solo legata al professionismo ma anche all’uso quotidiano come strumento per gli spostamenti

Ma non è tutto oro quello che luccica: Se la British Cycling ha sfornato una serie di campioni su strada ma anche in altre discipline (Rachel Atherton, Danny Hart o Josh Bryceland nella mtb) c’è da dire che dopo un iniziale incremento dei praticanti negli ultimi anni non vi sono state percentuali in crescita.

In molti lamentano come le piste ciclabili costruite sull’entusiasmo dei risultati sportivi ottenuti dalle nazionali siano ora poco usare e, anzi, causa di maggior congestionamento del traffico.

Thomas Parry autore dello studio  “Walking and Cycling Statistics, England 2016” ha dichiarato:

I tassi di viaggio in bicicletta sono diminuiti del 16 percento tra il 2006 e il 2016 ma questo è più probabilmente dovuto alla variazione del campionamento piuttosto che a una vera diminuzione dell’uso della bicicletta“.

Guadagni Marginali: benvenuti in casa Team Sky

Guadagni Marginali è la parola d’ordine in casa Sky

Guadagni Marginali

Guadagni Marginali (Marginal Gains)

Guadagni Marginali? Ecco l’applicazione in casa Team Sky. La squadra britannica ha chiuso la stagione 2017 con un miglioramento netto rispetto ai già ottimi risultati ottenuti lo scorso anno. Chris Froome ha aggiunto alla sua ormai “consueta” vittoria al Tour de France la conquista della Vuelta Espana (dove ha ottenuto anche la classifica a punti e la classifica combinata). Michał Kwiatkowski ha conquistato la classica monumento Milano-Sanremo, il team è arrivato primo nella speciale classifica a squadre del Tour. Mikel Landa, già separato in casa, ha fatto i numeri al Giro d’Italia, conquistando una tappa e la maglia blu del leader della classifica della montagna. Il nostro Gianni Moscon ha dimostrato di essere uno dei giovani più promettenti del panorama ciclistico mondiale.

Guadagni Marginali il segreto del Team Sky?

Il credo del team britannico e del suo General Manager, Dave Brailsford, è la teoria dei Guadagni Marginali. In sostenza il team ha deciso, ormai da qualche anno di non puntare solo sulla parte fisica e tattica del team ma anche sugli aspetti apparentemente secondari ma che svolgono un ruolo altrettanto attivo sulla forma fisica dei corridori. Da sempre il ciclismo e gli staff delle squadre sono attenti ai dettagli dell’alimentazione, dell’aerodinamica dei mezzi, della qualità dei materiali ma in casa Sky si è “stressata” questa visione ottenendo miglioramenti da praticamente tutti gli atleti.

Guadagni Marginali cosa sono?

Guadagni Marginali consistono nel creare un volano positivo da piccoli miglioramenti che, andando assommandosi, possono incrementare percentualmente non di poco la resa degli atleti. Supponiamo che ogni corridore, ogni aspetto dell’allenamento, ogni dieta, ogni materiale sia ormai spinto al massimo, ok? Supponiamo che impegnandoti al massimo su di uno di questi elementi puoi crescere, facciamo un esempio, del 2% in termini di resa, ok? Ecco ora mettiamo in campo la teoria dei Guadagni Marginali (Marginal Gains) e scopriamo che: molteplici miglioramenti incrementali, singolarmente trascurabili, nel loro complesso diano vita a progressi significativi.

Guadagni Marginali nel Team Sky

In casa Sky la ricerca dei Guadagni Marginali è arrivata alla sua massima elevazione: dal cuscino più comodo per il riposo notturno, all’uso maniacale di prodotti per massaggi in grado di migliorare la resa dei trattamenti, ai completini iper-tecnologini “Vortex Generator” (che al Tour hanno generato non poche polemiche) all’attenzione estrema alle condizioni igieniche dei corridori, volte a prevenire qualunque tipo di infezione, che sono “obbligati” a lavarsi scrupolosamente le mani prima di mangiare (naturalmente non quando sono in corsa!). Proprio l’idea del preservare la salute dei propri campioni da qualche tempo il capitano designato del tram ha a disposizione un intero motorhome durante i grandi giri per limitare le contaminazioni con compagni con disturbi ed evitare il continuo cambio di letto che ne comprometterebbe il corretto riposo.
Anche la dieta è estremamente controllata nel team britannico e fonte di Guadagni Marginali: da qualche mese è stato introdotta una alimentazione specifica a base di prodotti provenienti da agricolture biologiche: carne di animali allevati in un ambiente completamente naturale e controllato,  ortaggi piantati e raccolti in base alle fasi lunari sono ormai uno standard per gli atleti.

Guadagni Marginali e Tour de France

Dave Brailsford, guru della teoria dei Guadagni Marginali , quando introdusse questa filosofia nella squadra aveva come obiettivo la vittoria di un Tour entro i primi 5 anni di vita del team, la teoria si Brailsford risultò fortemente errata: la prima vittoria alla Grande Boucle (grazie a Sir. Bradley Wiggins) arrivò in sole 3 stagioni a cui ha fatto seguito il dominio di Chris Froome.  La teoria chiaramente non è perfetta, le crisi accadono anche agli “uomini bionici” del Team Sky (Wiggins al Giro 2013, Froome al Tour un anno più tardi e Porte e Landa negli ultimi due Giri d’Italia).