T-Rack dare verticalità alla bicicletta

T-Rack il portapacchi per bicicletta nel futuro

T-Rack creato da tre progettisti viennesi, è il portapacchi nel 2020 che amplia la funzione della bicicletta come mezzo di trasporto

T-Rack

T-Rack

T-Rack una rivoluzione made in Austria che vuole stravolgere il modo di utilizzare la bicicletta. L’obiettivo del trio viennese è quello di aggiungere verticalità alla bici per consentire il trasporto di materiale “ingombrante”.

Siamo sempre stati abituati al classico “cestino” da apporre davanti alla bicicletta o al mitico “portapacchi” della Graziella ma questi strumenti mantengono il limite nel trasportare elementi verticali.

Immaginate di essere in California o in Australia e dover trasportare la vostra tavola da surf, come fareste con una bicicletta? Impossibile? Non proprio! Basta avere il T-Rack un geniale sistema tutto sommato “semplice” ma assolutamente innovativo che può tornare utile anche se siete in una “meno esotica” Milano, Roma, Bologna, insomma in tutti i posti del mondo anche solo per trasportare una spesa eccessiva.

T-Rack cos’è?

Il geniale strumento consiste in un supporto da installare sul portapacchi sopra alla ruota posteriore. Il dispositivo è dotato di una “molla” parallela al terreno con due barre in alluminio che si intersecano. Aprendo le due barre è possibile inserire oggetti di varie dimensioni.
Immaginate il manager che la domenica mattina vuole andare a giocare a golf in bicicletta o lo snowborder che vuole andare sulla pista con la sua bike ora hanno un alloggio per i loro attrezzi.

Tutto bello ma se non abbiamo il portapacchi sulla bicicletta? Nessun problema esiste un modello di T-Rack che si installa al tubo reggisella. Insomma questo strumento appare versatile e assolutamente in linea con una idea di trasporto eco-sostenibile un po’ come avviene per i carrellini per bicicletta (trailer).

T-Rack: i prezzi

T-Rack viene proposto con prezzi che partono dai 60€ della versione base fino ai 90 euro della versione evoluta.

Graziella bicicletta simbolo del Made in Italy

Graziella bicicletta: la storia di un simbolo del made in Italy

Graziella bicicletta storica progettata da Rinaldo Donzelli e costruita da Teodoro Carnielli da sempre simbolo di Made in Italy nel mondo

Graziella bicicletta simbolo

Graziella bicicletta simbolo

Graziella bicicletta simbolo del Made in Italy progettata nel 1961 da Rinaldo Donzelli e costruita da Teodoro Carnielli di Vittorio Veneto divenne immediatamente un culto nel bel paese. Ancora oggi La Graziella conserva un fascino indissolubile tipicamente anni 60, anni di boom economico del nostro paese, anni spensierati di crescita. Bicicletta “classica” per fare la spesa ma anche per brevi spostamenti in città ha unito utilità e stile.

Il successo di questa una elegante bici pieghevole la fece diventare punto di riferimento e oggetto di imitazione da parte anche dei grandi produttori (Atala, Legnano, Bianchi, ecc) ma il fascino della Graziella non subita le “imitazioni”.
Il modello conquistò subito il mercato sia perché primo modello pieghevole in Italia, sia perché simbolo dell’Italia che rialzava la testa (come la Vespa) a vent’anni dalla seconda guerra mondiale.

Fino all’uscita del modello pensato da Donzelli le biciclette non erano considerati (se non per le biciclette da corsa) modelli di design. La Graziella arrivò a cambiare un mercato che era fatto di bici “povere” e incolori, passate da padre in figlio e viste come mezzo di trasporto e non di svago.

Graziella bicicletta di stile!

Tratto innovativo oltre, come detto, all’essere la prima pieghevole che si vedeva in Italia, era Il portapacchi che fungeva anche da telaio e che rivedeva il concetto di trasporto. Erano spariti i foderi e i forcellini erano saldati direttamente al portapacchi. Il suo fascino sinuoso la fece definire “la Rolls Royce di Brigitte Bardot” e le consentì di garantirsi il ruolo si status symbol.

Non solo la comodità di poter avere una bicicletta trasportabile in auto, treno o autobus ma anche la qualità del prodotto con il suo telaio robusto ma pieghevole mediante una cerniera centrale, il comodo portapacchi, le ruote decisamente piccole per gli standard e la sella imbottita, ammortizzata e sfilabile la resero un modello di anticonformismo.

Graziella bicicletta con la vernice!

La Carnielli, azienda produttrice del modello Graziella capì subito la qualità del prodotto e il suo potenziale infinito di mercato e, trovata geniale, cominciò a distribuire la bicicletta con un kit contenente un Tubetto di vernice e pennellino incorporato nel tappo al fine di garantire la sistemazione di eventuali abrasioni e mantenere una colorazione impeccabile.

La Graziella fu prodotta fino alla fine degli anni ottanta. I modelli originali sono oggetto oggi oggetto di culto, di collezionismo e modernariato

Il mito della Graziella è approdato anche nella grande mela ed è sinonimo di “dude” (elegantoni), un pezzo di design esposto in alcuni negozi di New Yorke e Brooklyn