Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale  al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale speciale: un nuovo trofeo per la vittoria del Tour de France 2018 consegnatogli al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato per il ciclista britannico in forza al Team Sky. Ospite della trasmissione televisiva domenicale della BBC, Sunday Brunch, Thomas è stato piacevolmente sorpreso da un inaspettato fuori programma che gli ha certamente riempito il cuore.

Lo scorso mese di luglio  Geraint  è stato vittima del furto del trofeo ricevuto per la vittoria della Grande Boucle durante un evento organizzato da uno sponsor. Al di la del valore del trofeo la perdita era soprattutto a livello affettivo legata alla vittoria più importante ottenuta in carriera dal forte corridore gallese. Il ciclista inglese era stato anche “bonariamente” irriso da Lance Armstrong.

Durante Sunday Brunch il britannico ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France:

“Grazie di avermi ospitato, mi sono davvero divertito! La dieta è andata a farsi benedire per un’ora ma… e che strepitoso premio. Adesso sulla strada del BBCSPOTY per celebrare un anno brillante per lo sport britannico“, ha scritto Thomas sui propri profili social network

Geraint Thomas ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France al Sunday Brunch questa mattina prima di recarsi allo SPOTY. Un grande ringraziamento all’A.S.O. per aver organizzato la sostituzione” è stato il ”cinguettio” Team Sky.

Geraint Thomas qualche settimana fa ha ricevuto il premio di ‘sportivo dell’anno in Galles’ e in quell’occasione ha parlato dei suoi obiettivi per il 2019:

“Ho un conto aperto con il Giro per gli accadimento del 2017 ma il Tour è troppo ravvicinato e da campione uscente sarebbe stupido presentarmi non al massimo della forma. Avrò il dorsale numero uno e proverò a difendere la maglia gialla”.

Naturalmente Thomas dovrà vedersela con avversari agguerriti il primo dei quali è un compagno di squadra: proprio la scorsa settimana Chris Froome ha infatti spiegato come l’obiettivo della sua stagione sarà vincere il quinto Tour de France.

“Se entrambi volessimo andare al Tour al 100% della nostra condizione potremo dare davvero spettacolo. Con Chris c’è intesa, in allenamento ci spingiamo l’uno con l’altro a dare sempre il massimo. Chiaro che ognuno di noi ha le proprie ambizioni e sono certo che Chris voglia tornare al Tour per vincerlo”.

Terminata la stagione 2019, ma probabilmente già dal prossimo luglio, sia Froome che Thomas dovranno fare i conti con la capacità della dirigenza del Team Sky di far fronte all’uscita di scena del main sponsor che tanto sta facendo parlare e scrivere in questi giorni.

 

 

 

 

Froome punta sul Tour de France 2019

Froome punta al Tour per sé e per il team

Froome punta sulla Grande Boucle 2019 per raggiungere i miti del ciclismo e aiutare il team a trovare un nuovo sponsor

Froome punta al Tour

Froome punta al Tour

Froome punta l’obiettivo sulla Grande Boucle del prossimo anno, dopo aver speso tante energie nella stagione appena conclusa tra Giro e Tour, nel 2019 andrà in all-in sulla corsa francese.

Il capitano del Team Sky ha svelato i suoi piani nel corso di un’intervista concessa alla BBC spiegando che, dopo aver dato spettacolo al Giro, il prossimo anno l’obiettivo sarà trionfare ai Campi Elisi.

E’ palese che Chris Froome abbia nel mirino la conquista della quinta maglia gialla per raggiungere il gotha del ciclismo mondiale rappresentato da Merckx, Indurain, Hinault e Jacques Anquetil capaci di inanellare 5 allori nella corsa francese.

Froome ha anche parlato dal ritiro di Maiorca e non ha potuto esimersi da commentare la notizia del momento ossia l’abbandono dello sponsor Sky al termine della prossima annata:

“Naturalmente siamo stati tutti sorpresi da questa notizia ma il nostro gruppo è vincente e sono certo che anche il prossimo anno resteremo al vertice del ciclismo mondiale così da consentire ai nostri manager di trovare un nuovo sponsor senza troppe difficoltà. Personalmente sarò sempre grato a Sky per quello che ha fatto. Tutti al Team Sky hanno grandi ambizioni per il 2019 e questa notizia ci ha reso più determinati” ha spiegato il britannico.

Il progetto Sky non si è limitato all’attività sportiva ma ha avuto anche fini sociali (molte le campagne a favore dell’ambiente promosse dalla squadra) e di promozione del ciclismo oltre Manica:

“Quello che abbiamo fatto negli anni è incredibile, in Gran Bretagna tantissimi ragazzini ora sognano di diventare di corridori professionisti e molte persone usano la bicicletta per andare al lavoro preferendola ad automobili e bus. Credo si possa dire che il modo di lavorare del Team Sky abbia influenzato tante persone” ha spiegato Froome.

Il quattro volte vincitore del Tour  ha quindi voglia di reagire alla notizia dell’uscita del main sponsor Sky tenendo altissime le ambizioni personali e della squadra:

“Non posso prevedere il futuro, ma posso dirlo con assoluta certezza: questa è una squadra davvero speciale. Ho un contratto sino al 2020 e voglio fare di tutto per proseguire nel migliore dei modi anche con un nuovo partner sulle maglie mantenendo la stessa voglia di vincere” ha dichiarato il kenyano bianco.

Mark Cavendish continua ad avere problemi di salute

Mark Cavendish continua con i suoi problemi

Mark Cavendish continua ad avere problemi in questa stagione 2018 assolutamente avara di soddisfazioni per l’ex Campione del Mondo

Mark Cavendish continua ad avere grossi problemi

Mark Cavendish continua ad avere grossi problemi

Mark Cavendish continua ad avere grossi problemi in questo 2018 che non sarà certamente una stagione da ricordare per l’ex Campione del Mondo. L’ultima vittoria del britannico, infatti, risale ad addirittura oltre sei mesi fa (una tappa al Tour del Dubai).

Al successivo Abu Dhabi Tour Mark è stato protagonista di un episodio ai limiti del surreale quando nella fase neutralizzata della prima tappa si è schiantato contro un’auto dell’organizzazione che aveva inaspettatamente frenato

Una rovinosa caduta alla Tirreno Adriatico lo aveva costretto ad abbandonare la corsa dei due mari stesso destino alla Milano-Sanremo. Rientrato dai postumi degli incidenti al Tour de Yorkshire nel mese di maggio, concluso con un ritiro ed anche in California e in Slovenia non ha combinato nulla di significativo

Il campione inglese ha poi preso parte al Tour de France 2018 ma è andato fuori tempo massimo nella tappa alpina di La Rosiere per poi partecipare alla Prudential Ride London dello scorso fine luglio e poi ad agosto è sparito dai radar.

Mark Cavendish continua nel 2018?

Apparentemente la stagione di Mark potrebbe essersi già conclusa e anche la sua avventura in maglia Dimension Data parrebbe essere giunta al capolinea. Il corridore è infatti in scadenza di contratto con la formazione sudafricana e le parti non paiono interessate a una prosecuzione del rapporto.

L’ultimo problema, solo in ordine di tempo, a costringere il britannico ad uno stop è, secondo quanto riportato dal periodico belga Het Laatste Nieuws, la mononucleosi (virus di Epstein-Barr).

In  una nota diffusa dal si evince che il corridore si sarebbe anche allenato inconsapevolmente e avrebbe corso con l’EBV negli ultimi mesi costringendolo ora ad un periodo di riposo forzato.

L’ex iridato ne aveva già sofferto durante la scorsa restando per ben tre mesi lontano dalle corse. Questa volta pare che già durante il Tour il corpo dell’atleta fosse indebolito dalla fastidiosa malattia ma dopo il ritiro dalla Grande Boucle appositi esamini ne hanno certificato il problema.

Ora dopo due stagioni in cui ha accumulato la miseria di due vittorie complessive, con il contratto in scadenza Cavendish non ha un grande appeal sul mercato per la stagione 2019, che si dia al motociclismo? Naturalmente stiamo scherzando!

Nibali obiettivo vittoria di tappa alla Vuelta

Nibali obiettivo tappe alla prossima Vuelta

Nibali obiettivo conquista delle tappe alla imminente Vuelta Espana 2018: “Sono ancora in fase di recupero, è difficile pensare alla generale”

Nibali obiettivo tappe alla Vuelta

Nibali obiettivo tappe alla Vuelta

Nibali obiettivo tappe per la Vuelta Espana 2018, il siciliano reduce dall’operazione per ridurre i postumi della caduta al Tour de France è realista sulle sue possibilità nella corsa iberica.

Lo Squalo dello Stretto sarà al via della 73esima edizione della corsa spagnola e, se vogliamo, già questa è una buona notizia se pensiamo allo spavento corso subito dopo la brutta caduta dell’Alpe d’Huez che ha costretto il siciliano a ritirarsi dalla Grande Boucle e a sottoporsi a un delicato intervento. L’obiettivo della seconda parte di stagione di Nibali è inevitabilmente il Mondiale di Innsbruck e il Giro di Spagna va visto solo come un passo di avvicinamento alla rassegna iridata.

Il 33enne campione messinese, vista l’assenza del vincitore uscente Chris Froome (che ricorderà la Vuelta 2017 con tanti patemi d’animo),  indosserà il dorsale numero 1 ragion di più per non correre in modo anonimo nelle tre settimane iberiche. Vincenzo avrà quindi l’obiettivo non solo di onorare il dorsale 1, non solo di trovare forma in vista del mondiale ma anche di cercare i successi di tappa:

“Il mio principale obiettivo per la Vuelta sarebbe stata correre da protagonista alcune belle tappe. Devo essere obiettivo,  sono ancora in una fase di recupero dall’intervento e non è credibile porsi l’obiettivo di guardare alla classifica generale”.

Insomma Vincenzo correrà senza pressione ma con l’obiettivo di completare la corsa spagnola:

“Sarebbe bello riuscire a vincere nelle tappe nell’ultima settimana di gara. Mi è sempre piaciuto correre in Spagna, le tappe sono bellissime e sento meno pressione rispetto a Giro e Tour. Sono molto legato a questa corsa perché il mio primo successo in un grande giro è venuto alla Vuelta Espana 2010 ed è stata una delle pietre miliari della mia carriera agonistica”.

Nibali obiettivo tappe: le parole di Slongo

A supportare quanto dichiarato da Vincenzo ecco che arrivano le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta dello Sport da parte del suo allenatore Paolo Slongo:

“Le condizioni di Vincenzo sono in costante miglioramento, impossibile mettergli delle briglie. I progressi che si vedono di giorno in giorno ci confortano. Certo va detto che Nibali ha ancora qualche fastidio a livello lombare ma è tutto molto contenuto”.

Insomma in casa Bahrain-Merida i gradi di capitano dovrebbero essere indossati da Ion Izaguirre (che a fine anno cambierà, con il fratello, team) ma forse sulle doti dello spagnolo come leader del team in pochi ci credono realmente e lo stesso Slongo sottolinea la cosa:

“andiamo alla Vuelta senza stress ma non andiamo in Spagna per staccarci senza lottare, se dopo la prima settimana Vincenzo avrà accumulato un distacco troppo elevato penseremo alle tappe e al Mondiale di Innsbruck per non accumulare troppa fatica”

Appuntamento a Belleville cartone animato sul ciclismo

Appuntamento a Belleville di Sylvain Chomet

Appuntamento a Belleville è un film di animazione del 2003 che narra la storia di Champion un bimbo che avvera il sogno di correre il Tour de France

Appuntamento a Belleville

Appuntamento a Belleville

Appuntamento a Belleville ( titolo originale Les Triplettes de Belleville) è un film d’animazione franco-belga-canadese del 2003, presentato fuori concorso durante la 56esima edizione del Festival di Cannes. Il film ha goduto di particolare interesse da parte della critica in quanto la maggior parte della storia è raccontata con lo stile della Pantomima e quindi catalogato dagli amanti del genere come “old style”.

Il cartone animato inizia con la sequenza di un trio di cantanti anni trenta, (Violette, Blanche e Rose) dette “leTriplettes” per poi passare sulla figura di Madame Souza, una anziana signora che si occupa del nipote Champion che educa ed alleva da sola.

Quando la donna regala al piccolo una triciclo questo si appassiona talmente tanto alle due ruote da arrivare a prender parte al Tour de France.

Raggiunto il suo sogno di essere al via della Grande Boucle la peripezia di Champion ha inizio. Il giovane è infatti vittima, assieme ad altri due corridori, di un rapimento durante la corsa stessa. Portato nella città di Belleville, che altro non è che una mescolanza tra Parigi, Montreal e New York, viene preso in ostaggio da una banda di gangster intenzionata ad inserirlo in una rete di scommesse clandestine legate alle corse ciclistiche.

Champion e i suoi due sfortunati colleghi vengono obbligati a pedalare su una macchinario che simula una gara ciclistica. Madame Souza venuta a conoscenza degli accadimenti, sfruttando mezzi di fortuna, raggiunge Belleville per cercare il nipote scomparso. Giunta a Belleville la donna incontra Le Triplettes, invecchiate e decrepite ma ancora attive e sveglie e con l’aiuto del bizzarro terzetto riesce a trovare il nipote e a liberarlo dagli aguzzini.

Fuggono tutti con l’intero macchinario, spinto da solo due dei ciclisti e una delle “Triplette”, e riescono a sgominare i cattivi che li inseguono, e finalmente a lasciare la città.

Appuntamento a Belleville: le particolarità

Il film animato presenta diverse e piacevoli citazioni. E’ anzitutto palese il riferimento allo stile delle Sit-Com e alla produzione cinematografica del regista Jacques Tati tanto che in una scena le Triplettes guardano in tv il film  Giorno di festa del regista transalpino.

Nel disegno dei veicoli c’è una forte ispirazione del design Citroën e il furgone su cui, durante le tappe  del Tour de France, si muove  Madame Souza è sicuramente un Citroën HY.

Osservando il volto di Champion è molto facile identificare che altro non è che una caricatura del campionissimo Fausto Coppi e, invece, il vincitore del Tour ha il viso del “cannibale” Eddy Merckx

Nell’episodio numero 14 della ventiduesima stagione dei Simpsons, Appuntamento a Belleville viene citato durante la premiazione del Golden Globe.

 

Chris Froome cade per colpa di un gendarme 

Chris Froome cade dopo la corsa per colpa di un gendarme

Chris Froome cade dopo la corsa per colpa di un gendarme, Thomas rischia per colpa di un tifoso, questo Tour perde i colpi

Chris Froome Cade

Chris Froome Cade

Chris Froome cade dopo la corsa per colpa di un gendarme mentre si dirige al bus della squadra. Questo Tour de France iniziato nel peggiore dei modi per il kenyano bianco sta procedendo forse peggio. Dopo le polemiche sulla sua partecipazione, un avvio stentato e il “nemico in casa” rappresentato da Geraint Thomas ecco che ora anche l’organizzazione della Grande Boucle crea problemi al (ex?) capitano del Team Sky.

Le interperanze dei tifosi hanno accompagnato Froome fin dalla presentazione della squadra. Sputi, fischi e insulti sono stati la colonna sonora delle pedalate del kenyano bianco in terra di Francia. Mai ben visto dai transalpini (come per certi versi accade a Lance Armstrong) Froome è stato, anche nella scorsa edizione oggetto di ripetute offese (e lancio persino di urina) da parte del pubblico.

Tuttavia, le cose sono andate, se possibile, ancora peggio per il quattro volte vincitore del Tour de France mentre tentava di tornare ai bus della squadra dopo la salita dell’altro giorno al Col du Portet.

Scambiato per un cicloamatore che cercava di seguire il percorso della tappa (cosa naturalmente proibita), un Gendarme ha fatto cadere Chris Froome dalla sua bicicletta, lasciando il britannico assolutamente infastidito dall’accadimento.

Tra Froome e il gendarme vi è stato uno scambio abbastanza acceso (documentato dalle immagini raccolte con uno smartphone di un appassionato). Il poliziotto si è rifiutato di porre le sue scuse cosa che ha mandato su tutte le furie Chris che si è lasciato sfuggire un bel “vaffa…” rivolto al pubblico ufficiale.

Solo dopo le proteste di Froome, del suo bodyguard e di un gruppetto di appassionati che hanno visto il fatto il gendarme ha compreso di averla fatta assolutamente grossa. Per fortuna, nel cadere atterra il kenyano bianco non ha riportato alcun danno, viceversa non sappiamo come Prudhomme avrebbe gestito la rabbia di un Froome già molto amareggiato per la situazione di classifica.

Insomma, se il “poco gradito” britannico della Sky è stato prima estromesso e poi reinserito nella corsa ottenendo manifestazioni di forte dissenso da parte dei supporter transalpini, ora è stato pure “vittima” di un fastidioso qui pro quo con l’organizzazione.

Sulle intolleranze dei tifosi si è parlato e scritto molto, ne ha fatto le spese (lo sappiamo bene) il nostro Vincenzo Nibali che tra fumogeni, aliti di alcool e spinte è finito a terra rimettendoci corsa e forse (ci auguriamo di no!) partecipazione al Mondiale di Innsbruck.

Tra le vittime dell’inciviltà del pubblco è finito pure la maglia gialla Geraint Thomas che se l’è vista brutta per causa di un “tifoso” in maglia AG2R che sbucando dalle transenne toccando il corridore britannico. Per fortuna l’accadimento non ha avuto conseguenze che avrebbero potuto essere assolutamente pesanti.

 

 

 

 

 

 

Nibali rischia di saltare il mondiale!

Nibali rischia di non essere al via del Mondiale di Innsbruck

Nibali rischia di non prendere parte alla rassegna iridata di Innsbruck 2018 stando alle parole del CT Davide Cassani ma si spera nel recupero

Nibali rischia di saltare il mondiale?

Nibali rischia di saltare il mondiale?

Nibali rischia di dover pagare a caro prezzo la brutta disavventura avvenuta durante il Tour de France. L’inopinata caduta che lo ha costretto a ritirarsi dal Tour de France con una vertebra fratturata potrebbe costare allo Squalo dello Stretto non solo un potenziale podio alla Grande Boucle ma anche la presenza con la maglia azzurra ai prossimi mondiali che si terranno in Austria e che sono assolutamente adatti alle doti del siciliano.

Insomma oltre al danno si consumerebbe una micidiale beffa per Vincenzo che lungo le strade francesi era apparso assolutamente pimpante tanto da essere in piena lotta per la maglia gialla oltre che per conquistare la tappa dell’Alpe d’Huez.

Lo stop forzato potrebbe costringere il siculo a compromettere la marcia di avvicinamento alla Vuelta Espana naturale trampolino per la sfida del Mondiale di Innsbruck vero obiettivo stagionale visto il durissimo percorso proposto dalla prova austriaca.

Il capitano del Team Bahrain Merida ha iniziato l’attività di recupero con l’obbligo di portare un apposito busto.

Sulla vicenda si è pronunciato il CT della Nazionale Italiana Davide Cassani:

La caduta al Tour potrebbe compromettere non solo uno ma anche due obiettivi: il Tour e il Campionato del Mondo”

Se Vincenzo riuscirà a recuperare in due settimane c’è il tempo per presentarsi alla Vuelta e poi fare il Mondiale ma se dovesse star fermo per tre settimane probabilmente dovrà dire addio anche al Campionato del Mondo.

E’ evidente che ci sia molta preoccupazione ma anche un po’ di sano ottimismo:

“Sono personalmente in contatto con Nibali e bisogna essere fiduciosi. Mi sono sentito anche con il suo direttore sportivo e con il medico e tutti si augurano possa risalire in bici al più presto

La prossima settimana sarà decisiva in quanto si attende l’ok per tornare in sella, se così fosse ci sarebbero buone possibilità che lo Squalo dello Stretto si riprenda in tempo per l’appuntamento iridato, viceversa le cose si complicherebbero non poco.

 

 

Che balle questo Tour de France! 

Che balle lungo la strada per Parigi!

Che balle, dopo il giorno di riposo il Tour de France riparte ed incappa nella protesta degli agricoltori francesi, dura la reazione della gendaremeria

Che balle! ecco la protesta

Che balle! ecco la protesta

Che balle questo Tour! No, non parliamo del percorso a tratti (come d’abitudine) privo di sussulti per lunghi tratti ma ci riferiamo alla protesta che ha coinvolto oggi la Grande Boucle.

Oggi era in programma la sedicesima tappa dell’edizione numero 105 della corsa francese con arrivo previsto a Bagneres de Luchonstage dopo 218 chilometri ma già dopo pochi c’è stato un clamoroso accadimento.

Non erano, infatti, passati molti chilometri dal via quando il plotone è stato costretto a uno stop inaspettato per via della protesta di alcuni agricoltori, che hanno posizionato lungo la strada alcune balle di fieno.

In tutto i manifestanti erano una ventina ma la gendarmeria non ha usato il guanto di velluto: agenti hanno infatti usato lacrimogeni e gas al peperoncino per disperderli (che ha generato problemi di respirazione a molti atleti). Le immagini raccolte dai reporter non sono assolutamente simpatiche.

Si è assistiti a momenti davvero tesi e poco conciliabili con lo spirito di fratellanza tipico dei grandi avvenimenti sportivi. Gli agenti hanno sparato gli spray urticanti contro i manifestanti inermi sull’asfalto, alcuni sono stati trascinati per i piedi. Le forze dell’ordine hanno dovuto anche allontanare un gregge di pecore e montoni usato per occupare la strada.

Che balle al Tour: anche i ciclisti coinvolti

Come detto l’azione forte della gendarmeria ha coinvolto anche i ciclisti che per via dell’impiego di lacrimogeni hanno avuto problemi respiratori. In molti si sono rivolti al medico di corsa tra cui la maglia gialla Geraint Thomas, il campione del mondo Peter Sagan oltre a Colbrelli, Fraile, Sutherland e Phinney. Anche il capitano del team Sky Chris Froome ha fatto ricorso ai sanitari per farsi spruzzare delle gocce di collirio.

I corridori, dopo alcuni minuti di assoluta confusione e caos, si sono allineati dietro le auto dell’organizzazione e hanno ripreso la corsa.

Che balle al Tour: le cause

La protesta (abbastanza clamorosa) è avvenuta in prossimità del Dipartimento dell’Aude, a ovest di Carcassonne nella regione della Piege.

I contadini hanno mostrato alcuni cartelli recante la scritta “Per la vita della Piege” in segno di protesta contro i ventilati tagli del Governo Francese all’economia agricola della zona

Gianni Moscon espulso dal Tour de France!

Gianni Moscon espulso,  pizzicato dalla VAR

Gianni Moscon espulso dopo essere stato pescato dalla VAR mentre litigava con Elie Gesbert della Fortuneo Samsic

Gianni Moscon espulso, il fatto

Gianni Moscon espulso, il fatto

Gianni Moscon espulso dal Tour de France, a decretarlo sono le immagini catturate dalla VAR che hanno “pizzicato” il trentino mentre litigava con il collega francese Elie Gesbert in forza alla Fortuneo Samsic.

Secondo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport“, Gianni al termine della discussione, avrebbe sferrato un pugno al transalpino. Corretto usare il condizionale in quanto nella decisione della giuria si parla di “aggressione particolarmente grave” e non espressamente di pugno.

Chris Froome e Geraint Thomas perdono quindi un forte compagno di squadra importante in vista dell’ultima e decisiva settimana di fatiche per delineare la classifica finale della Grande Boucle.

Ci spiace dover nuovamente parlare di Gianni Moscon per episodi legati ad intemperanze. Il primo caso fu quello degli insulti razzisti contro Reza, seguito al “traino” ai Mondiali di Bergen per arrivare alla vicenda della scorsa Tre Valli Varesine quando Reichenbach lo accusò di averlo fatto cadere di proposito durante la corsa.

Gli insulti a Reza costarono a Moscon un lungo stop da parte del Team Sky mentre per l’“affaire Reichenbach” li 20 giugno scorso era stato i assolto dalla Commissione Disciplinare dell’Uci per mancanza di prove. Il traino al Mondiale norvegese costatorno, invece, a Gianni la squalifica.

Il susseguirsi di episodi poco piacevoli hanno portato Moscon ad essere “mal visto” da una parte del gruppo e, soprattutto dalla stampa transalpina che ha fortemente criticato l’atteggiamento tenuto dal trentino in questi episodi.

Altre accuse vennero rivolte a Gianni da alcuni corridore della FdJ al termine dello scorso Lombardia ma senza portare effettive motivazioni.

La Fortuneo ha reso noto che Elie Gesbert è stato colpito dal Trentino appena 800 metri dopo la partenza della tappa e i giudici, sentiti i manager dei team e i due corridori hanno optato per la pena massima applicabile.

Gianni Moscon espulso: i commenti

Dave Brailsford della Sky ha preso subito posizione sulla vicenda: “Siamo d’accordo sulla decisione presa dalla giuria. Gianni è seriamente pentito del suo gesto, parleremo con lui a fine del Tour e valuteremo se prendere ulteriori decisioni. Intanto vogliamo porgere le nostre scuse a Gesbert e alla sua squadra per quanto accaduto”.

Moscon ha affidato ad un video diffuso online le proprie scuse a Gesbert, alla sua squadra ed al Tour de France.

Questo nuovo capitolo che certamente non renderà simpatico il nostro corridore agli occhi di molti e sicuramente a quelli dei francesi che identificano ancora un corridore di casa come vittima delle intemperanze del ciclista tricolore.

Spiace vedere un atleta del valore di Gianni cadere in questi errori. Forse, però, l’errore più grande è quello di vestire la maglia del Team Sky che lo espone a continue critiche da parte della stampa transalpina. Gianni ha sicuramente sangue caldo ma anche tanta classe ed è un vero peccato leggerlo come protagonista di questi episodi e non di vittorie che per stoffa meriterebbe di ottenere.

Sagan doma Combrelli

Sagan doma Combrelli e fortifica la maglia verde

Sagan doma Combrelli e Gilbert sul traguardo di Quimper nella quinta tappa del Tour de France, Van Avermaet  resta in maglia gialla

Sagan doma Colbrelli

Sagan doma Colbrelli

Sagan doma Colbrelli come accaduto in occasione della seconda frazione della Grande Boucle il copione si ripete sul traguardo di Quimper. Il Campione del Mondo della Bora-Hansgrohe si impone davanti all’azzurro della Bahrain – Merida e a un ispiratissimo Gilbert.  Prima del via da segnalare i ritiri di Michael Matthews (Sunweb), affetto da problemi gastrointestinali, e Tiesj Benoot (Lotto Soudal), caduto nel corso della  frazione di ieri.

Dopo tre concluse in  volata e una cronosquadre che ha delineato la generale ecco che finalmente il profilo altimetrico della tappa presenta spunti interessanit. Lungo i 205 km della frazione odierna erano, infatti, molti gli strappi impegnativi di cui sei validi per la maglia a Pois.

Tracciato impegnativo e tentativi a ripetizione fin dai primi chilometri di corsa. La fuga giusta vede come protagonisti Toms Skujins (Trek Segafredo), Elie Gesbert (Fortuneo Samsic), Sylvain Chavanel e Lilian Calmejane (Direct Energie), Nicolas Edet (Cofidis), Kevin De Buyst (Lotto Soudal) e Julien Vermote (Dimension Data).

Ai meno trenta chilometri dall’arrivo restano in testa i soli Skuijns, Edet e Calmejane  che vengono ripresi ai meno dieci. Quando il gruppo si ricompatta ci trova l’estone della Direct Energie, Rein Taramae ma senza particolare successo.

La corsa è nervosa ed è il Team Sky a prendere in mano il controllo della gara fino alla flamme rouge quando l’altimetria comincia a salite. A quel punto, non poteva essere altrimenti, partire è Philippe Gilbert della Quick Step Floor seguito dalla maglia gialla Greg Van Avermaet che prova a battagliare per la vittoria ma parte troppo lungo e viene ripreso. La lotta finale è tra Peter Sagan e il bresciano Sonny Colbrelli e ad avere la meglio è il tre volte campione mondiale che conquista il suo secondo successo in questa edizione della Grande Boucle (10 vittorie in Francia per lui).

Terza piazza  per Gilbert, seguito da Alejandro Valverde. La maglia gialla Van Avermaet chiude settimo e mantiene la leadership in generale; nono – ancora una volta in top ten – Andrea Pasqualon (Wanty – Groupe Gobert), seguito da Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida). Tom Skujins indossa la maglia di leader della classifica della montagna ed è il primo lettone a farlo nella storia del Giro di Francia, “non era l’obiettivo di giornata ne de Tour ma è una grandissima soddisfazione” ha dichiarato il corridore della Trek Segafredo.