Ciccone maglia Gialla a La Planche des belles filles

Ciccone maglia Gialla al Tour de France

Ciccone maglia Gialla al Tour de France sul traguardo de La Planche des belles filles dove ad imporsi è Dylan Teuns che precede il corridore della Trek- Sagafredo

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Ciccone maglia Gialla al termine della frazione che porta il plotone a La Planche des belles filles dove ultimamente il tricolore si è fatto valere (vittorie di Aru e Nibali). Oggi il ciclismo azzurro si tinge di giallo grazie al fenomeno della Trek-Segafredo che dopo essersi preso la magli di leader della montagna al Giro, oggi indossa la maglia Gialla!

A vincere la sesta tappa è Dylan Teuns della Bahrain Merida ma poco importa a Giulio il doversi accontentare del secondo posto al traguardo quando va a conquistare il “bottino grosso”. Puro godimento per Ciccone e per il pubblico italiano che riassapora il gusto dell’impresa in salita che porta alla vetta del Tour.

E’ bella la “strada delle belle ragazze” per Ciccone nonostante o forse grazie ai 1000 metri “aggiuntivi” (rispetto al tracciato classico) in sterrato che smorzano il tentativo di Alaphilippe di mantenere il segno distintivo del primato.

Sono sei i GPM da affrontare alla partenza e in avanscoperta parte un gruppetto di 14 atleti tra cui spiccano De Gendt, Dylan Teuns, Tim Wellens e, appunto, il nostro Giulio Ciccone. Il gruppo non cura l’azione che arriva ad un vantaggio superiore agli otto minuti mentre Wellens e Ciccone si danno battaglia per i punti della montagna.

Tra una salita e l’altra davanti restano in 4, Meurisse, Teuns, Wellens e Giulio Ciccone. Alle spalle il gruppo alza il ritmo ed è la Movistar a lavorare sodo per preparare l’attacco di uno dei suoi due leader. Puntualmente ecco che ci prova Mikel Landa ma senza ottenere l’esito sperato.

Davanti restano Teuns e Ciccone che si giocano la vittoria con il belga che può esultare. Giulio si “accontenta” si vestirsi di giallo regalando questa gioia al nostro paese a due anni di distanza della maglia conquistata da Fabio Aru.

Tra i big Geraint Thomas allunga legittimando le pretese sui gradi di capitano del Team Ineos, lievemente staccati Quintana e Bernal mentre Vincenzo Nibali perde una 30ina di secondi.

Classifica generale:

1 CICCONE Giulio Trek – Segafredo 25 23:14:55
2 ALAPHILIPPE Julian Deceuninck – Quick Step 0:06
3 TEUNS Dylan Bahrain Merida 0:32
4 BENNETT George Team Jumbo-Visma 0:47
5 THOMAS Geraint Team INEOS 0:49
6 BERNAL Egan Team INEOS 0:53
7 PINOT Thibaut Groupama – FDJ 0:58
8 KRUIJSWIJK Steven Team Jumbo-Visma 1:04
9 WOODS Michael EF Education First 1:13
10 URÁN Rigoberto EF Education First 1:15

 

Nuovo kit per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo al Tour de France. Una special edition firmata Santini in occasione della Grande Boucle

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Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo. Presentate a Bruxelles le squadre che correranno il Tour de France: tra le squadre al via anche il Team World Tour Trek-Segafredo che per la prestigiosa corsa transalpina vestirà una speciale maglia bianca confezionata da Santini, fornitore ufficiale dell’abbigliamento tecnico della squadra dallo scorso anno.

Con la presentazione di Bruxelles si può dire che si entra in clima “tour” e da domani fino a domenica 28 luglio, andrà in scena il più importante evento al mondo di ciclismo. Tra le 22 squadre iscritte alla Grande Boucle, ci sarà anche la formazione World Tour del Team Trek-Segafredo che non nasconde velleità di classifica finale sul traguardo degli Champs-Élysées a Parigi.
Per l’occasione, il Team Trek-Segafredo ha voluto una maglia speciale, diversa da quella ufficiale di colore rosso e nero: la jersey che gli atleti indosseranno durante la corsa a tappe francese sarà infatti a sfondo bianco. La nuova maglia confezionata da Santini, partner ufficiale del team dal 2018, verrà utilizzata dagli atleti esclusivamente durante il Tour de France, a simboleggiare l’unicità della corsa.«Gareggiare al Tour de France è sempre qualcosa di speciale per un atleta e farlo avendo alle spalle un team affiatato come il nostro è ancora più bello – ha detto l’atleta australiano Richie Porte, al primo anno con la Trek-Segafredo – i completi da gara Santini mi hanno conquistato da subito per il loro comfort e per la tecnicità, e penso che sia uno dei kit più belli nell’ambito delle competizioni. Mi piace molto la versione bianca specificatamente disegnata per il Tour, anche perché nel mese di luglio il caldo può essere rovente in Francia ed è ottimo indossare una jersey di colore bianco».

Tra gli atleti della Trek- Segafredo che parteciperanno al Tour de France, oltre a Richie Porte, spiccano i nomi di Bauke Mollema, Jasper Stuyven e quello dell’abruzzese Giulio Ciccone, che per il primo anno affronta la corsa francese, capitolo fondamentale nel curriculum degli atleti: «Per me sarà la prima volta alla Grande Boucle e non posso negare di essere molto emozionato, ma sono anche curioso di capire dove posso arrivare – rivela l’italiano Giulio Ciccone, già protagonista allo scorso Giro d’Italia – sono quello che si dice un rookie e sarà come essere il primo giorno a scuola: dovrò imparare ogni cosa e stare attento ai singoli dettagli, ma sono confidente di trovarmi nella squadra giusta».

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Il completo indossato dai corridori della Trek-Segafredo è formato da una maglia bianca, realizzata con due tessuti: Bodyfit, estremamente leggero e resistente, e Rudy traforato per un’ottima traspirabilità. I calzoncini neri hanno un’ampia zona in tessuto Impact, prodotto da Sitip con fibre Dyneema® dalle caratteristiche anti-abrasione in caso di caduta, fino a 15 volte più resistente dell’acciaio.

Le repliche del kit Trek-Segafredo per il Tour de France saranno disponibili nei migliori negozi specializzati nel mondo e sul sito www.santinicycling.com

Santini Maglificio Sportivo nasce nel 1965 con l’intuizione di Pietro Santini di specializzarsi nell’abbigliamento tecnico da ciclismo, grazie anche a una profonda passione per il ciclismo e per le competizioni. Fin dall’inizio l’azienda bergamasca compie una scelta importante: quella di disegnare e produrre tutti i prodotti esclusivamente in Italia. Oggi quella scelta appare rivoluzionaria e fortemente in controtendenza. Ogni capo, rigorosamente made in Italy, viene creato e sviluppato da un team di designer con una radicata passione per il mondo delle due ruote e mantiene quattro promesse: fit, performance, comfort e durability.

Oggi Santini produce più di 3.000 articoli al giorno, ed esporta l’80% della produzione all’estero. Investendo costantemente nella ricerca tecnologica di tessuti innovativi e nuovi metodi di produzione, al centro dell’attenzione di Santini c’è sempre l’uomo e l’atleta: resta viva la missione di affinare le proprie creazioni per consentire alle persone di praticare le proprie passioni sportive indossando capi confortevoli senza rinunciare allo stile. www.santinicycling.com

Trek Segafredo è una squadra internazionale professionista di ciclismo in grado di competere al massimo livello con passione e rispetto per lo sport. Creata da personaggi unici che creano un’unità perfetta, la squadra è aperta ad accogliere tutti coloro che vogliano sperimentare la determinazione e la gloria del ciclismo professionale.

FONTE COMUNICATO STAMPA
photo credit: bettiniphoto

Giulio Ciccone chi è? Carriera e curiosità

Giulio Ciccone chi è il ciclista maglia azzurra al Giro

Giulio Ciccone chi è? Tutta la carriera e curiosità sul ciclista italiano, cosa c’è da sapere, le sue vittorie e i suoi migliori piazzamenti.

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

 

Giulio Ciccone è nato a Chieti il 20 dicembre del 1994 ed è attualmente il quarto ciclista più giovane di sempre a vincere una tappa al Giro d’Italia (dopo Coppi, Marchisio e Taccone).

Giulio, scalatore passista, dimostra buone doti in salita sin da dilettante. Nel 2015 corre per il Team Colpack conquistando il titolo di miglior scalatore al Giro della Valle d’Aosta e conquista la Bassano-Monte Grappa. Nella stessa stagione conclude al sesto posto nella classifica finale il Tour de l’Avenir e secondo il Piccolo Giro di Lombardia.

Queste performance gli valgono le attenzione del team Professional Bardiani-CSF che gli sottopone un contratto da professionista. Ciccone conclude la stagione con il successo alla Milano-Rapallo e la Coppa Città di San Daniele dove supera il favorito Gianni Moscon ottenendo anche il titolo Prestigio Bicisport 2015.

Nel 2016, passa professionista con la Bardiani-CSF e nela sua gara d’esordio, il Gran Premio Costa degli Etruschi, ottiene un interessante quinto posto in volata. Ciccone chiude sesto in classifica alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali e al Giro del Trentino scatena la sua forza lungo la salita di Anras, conquistando la maglia bianca di miglior giovane prima di dover abbandonare la gara a causa di un virus intestinale.

Nella decima tappa di mezza montagna del Giro d’Italia con arrivo a Sestola, si inserisce nalla fuga di giornata e va a trionfare con un allungo nel penultimo tratto di discesa prima della rampa finale precedendo Ivan Rovnyj e Darwin Atapuma.

Il 2017 non è un anno fortunato per Ciccone a causa di vari infortuni che lo penalizzano. Viene operato al cuore prima del Giro (dove non ottiene risultati concludendo la corsa al 95esimo posto). A luglio partecipa al Giro d’Austria con l’Italia del CT Cassani conquistando, sull’arrivo in salita a Kitzbühel, il terzo posto dietro a Miguel Ángel López e a Stefan Denifl

In luglio partecipa al Tour of Utah mettendosi in mostra nella cronoscalata individuale chiusa al quinto posto e con la conquista della maglia dei giovani. Da segnalare anche il terzo posto alla Pro Ötztaler 5500, alle spalle di Roman Kreuziger e Simon Špilak.

Nel 2018, reduce da un inverno positivo, Ciccone conquista il Giro dell’Appennino grazie ad una azione sul Passo della Bocchetta, battendo Fausto Masnada e Amaro Antunes. Al Giro d’Italia arriva secondo nella classifica miglior scalatore, dietro solo all’inarrivabile Chris Froome. Anche al Giro di Slovacchia si fa notare come scalatore di primo livello vincendo la classifica di specialità per poi concludere al secondo posto l’Adriatica Ionica Race.

Nel 2019 si trasferisce alla formazione World Tour Trek-Segafredo conquistando il posto al Challenge de Mallorca. Al Laigueglia, con la maglia della nazionale, è il migliore in salita chiudendo sesto all’arrivo.
Il 23 Febbraio conquista una splendida vittoria nella seconda tappa del Tour du Haut Var

Il 28 maggio 2019 ha conquistato la sedicesima frazione del Giro d’Italia 2019 passando in testa al Passo del Mortirolo – Cima Pantani vestendo la maglia azzurra di leader degli scalatori.

Giulio Ciccone maglia gialla al Tour 2019

Ciccone l’11 luglio 2019 conquista la maglia gialla al termine della sesta tappa con arrivo a La Planche des belles filles, al termine di una fuga da lontano chiude in seconda posizione la frazione ma grazie al vantaggio acquisito strappa la maglia a Julien Alaphilippe.

Colpack si fa largo al Giro d’Italia

Colpack quanti ex al Giro d’Italia

Colpack si fa largo al Giro d’Italia 2019 con Ciccone, Masnada, Benedetti e gli altri “fratelli” per la gioia del presidente della squadra, Beppe Colleoni

Colpack: Colleoni e i suoi ragazzi

Colpack: Colleoni e i suoi ragazzi

C’è un gruppo di giovani ciclisti che si sta facendo largo al Giro d’Italia. Giovani emergenti che si stanno facendo notare sulla scena internazionale. L’ultimo colpo quello di Giulio Ciccone splendido vincitore oggi a Ponte di Legno, in maglia azzurra di miglior scalatore, della sedicesima tappa della Corsa Rosa, il tappone con il Mortirolo, ha esaltato tutti gli amanti del ciclismo (nella foto Rodella, il presidente Colleoni con Ciccone e Masnada al Piccolo Lombardia 2015).

In comune tutti questi ragazzi hanno un comune denominatore: un passato da Under 23 nel Team Colpack e nel gruppo che fa capo al presidente Beppe Colleoni e al team manager Antonio Bevilacqua. Curioso che in questa 102esima edizione della Corsa Rosa, finora, su quattro vittorie di corridori italiani, ben tre sono di ex Colpack: oggi l’abruzzese Ciccone, prima di lui il bergamasco Fausto Masnada primo a San Giovanni Rotondo, terzo oggi, e protagonista di un grande Giro, e poi il trentino Cesare Benedetti splendido vincitore della tappa Cuneo-Pinerolo, protagonista per un giorno dopo una vita da gregario.

Ma non è finita qui: c’è Giovanni Carboni che ha indossato per diversi giorni la maglia bianca di miglior giovane e si sta facendo onore con un ottimo Giro; Damiano Cima è uno dei più assidui frequentatori delle lunghe fughe di giornta; Simone Consonni, perso il suo leader Gaviria a cui doveva tirare le volate, si è ritagliato un suo spazio e proverà a resistere alle montagne per giocarsi nei prossimi giorni le ultime chance per i velocisti; Andrea Garosio sta lavorando per il suo capitano Vincenzo Nibali; Manuel Senni si è fatto vedere pure lui in fuga; Umberto Orsini, purtroppo, è stato costretto a lasciare per un problema fisico. C’è poi Mattia Cattaneo, che non ha vestito la maglia Colpack, ma da Juniores, con la For 3 – Milram, ha fatto parte di questo gruppo con cui aveva conquistato anche un argento al Mondiale in Sudafrica.

Sono fatti che esaltano il grande lavoro svolto negli ultimi anni dalla formazione vivaio bergamasca che dopo aver dominato per diverse stagioni la scena nazionale ed internazionale degli Under 23 ora vede i suoi ex ragazzi farsi largo con onore anche nel ciclismo dei grandi.

Particolarmente felice è proprio il presidente del Team Colpack Beppe Colleoni: “Oggi Ciccone mi ha fatto emozionare. Sono felicissimo per lui. È stata una tappa e una vittoria bellissima. Era successo anche con Masnada e con Benedetti, ma tutti i nostri ragazzi si stanno comportando bene. Non ho parole per le emozioni che stiamo vivendo in questi giorni. Voglio solo dire grazie ai ragazzi”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Ciccone che impresa a Ponte di Legno! Carapaz resiste

Ciccone fa l’impresa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno del Giro d’Italia 2019. Nibali attacca, Carapaz resiste e Roglic perde terreno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno legittimando le sue aspirazioni di futuro uomo per le corse a tappe. La maglia azzurra della Trek si impone al termine di una cavalcata epica in condizioni meteorologiche al limite del sopportabile anticipando il compagno di fuga Jan Hirt (Astana).

E’ la tappa regina del Giro d’Italia 2019 e le condizioni meteo sono terribili sin dalla partenza. Il classico tappone dolomitico, seppur amputato del mitico Gavia, parte da Lovere (BG) per arrivare a Ponte di Legno attraverso l’unico e solo Passo del Mortirolo per un totale di circa 4000 metri di dislivello.

Si avvantaggia sin da subito un drappello di uomini ben assortito in cui spiccano Giulio Ciccone (Trek), Diego Ulissi (UAE), Andrey Amador (Movistar), Mattia Cattaneo e Fausto Masnada (Androni), Pello Bilbao (Astana),  Mikel Nieve (Mitchelton), amiano Caruso e Antonio Nibali (Bahrain).

I battistrada affrontano a buon passo la Presolana, il Cevo (sostituto del Gavia) e l’Aprica mantenendo un margine costantemente vicino ai 3 minuti. Quando i fuggitivi attaccano il Mortisolo sono  i soli Hirt e Ciccone a restare in testa, mentre alle loro spalle inizia la lotta nel gruppo dei Big.

Sulla salita dedicata a Marco Pantani è Vincenzo Nibali a rompere gli indugi staccando tutti. Simon Yates (Mitchelton Scott) e Primoz Roglic (Jumbo Visma) accusano pesantemente il colpo mentre la maglia rosa rimane imperturbabile controllanto il distacco nell’ordine dei 20 secondi per poi rientrare sullo Squalo dello Stretto assieme  Miguel Angel Lopez (Astana) e Hug Carthy (EF) verso il termine dell’asperità. Il clima è da lupi con pioggia a secchiate e grandine.

Gli ultimi chilometri sono infiniti per tutti: seppur non particolarmente ostici in termini di pendenza sono letteralmente funestati dal meteo. Ciccone batte i denti per via del freddo ma la sua voglia di trionfo è più forte di ogni avversità e l’abruzzese conquista la tappa battendo Hirt nella volata finale.

La terza piazza va a un altro dei fuggitivi di giornata, il tenace Fausto Masnada, mentre il gruppo della maglia rosa e di Nibali arriva a 1’41 dal vincitore grazie al commovente lavoro di un “devoto” Damiano Caruso.

Roglic e Yates pagano 1’23” da Richard Carapaz e lo sloveno viene scavalcato da Vincenzo Nibali che va ad issarsi al secondo posto della generale dietro a un’inattaccabile (?) maglia rosa.

 

 

 

Ewan batte Viviani e Ackerman

Ewan vince l’ottava tappa del Giro

Ewan brucia tutti nella volata di Pesaro nell’ottava tappa del Giro d’Italia 2019 anticipando Elia Viviani e Pascal Ackermann

Ewan (fonte pagina twitter)

Ewan (fonte pagina twitter)

Ewan conquista  l’ottava tappa del Giro d’Italia 2019 con arrivo a Pesaro. Il velocista della Lotto Soudal completa lo splendido lavoro di squadra superando Elia Viviani e Pascal Ackermann in una volata ristretta.

Sono 239 i chilometri che i corridori devo affrontare, la prima parte della tappa è assolutamente semplice mentre, nella seconda parte, sono da affrontare una serie di “muri” tre dei quali validi come GPM.

L’inizio di gara è piuttosto tranquillo con due uomini che provano ad allungare (Marco Frapporti della Androni – Sidermec e Damiano Cima della Nippo–Vini Fantini–Faizané) ed il gruppo che li lascia andare. I due guadagnano un discreto vantaggio ma quando mancano circa 100 km il gruppo decide di fare sul serio e progressivamente riduce lo svantaggio sino a riprendere i due uomini di testa.

Dopo il ricongiungimento il ritmo di gara si impenna e a farne le spese sono alcuni velocisti. Sul primo GPM è la maglia azzurra, Giulio Ciccone, che conquistai punti in palio e poi prosegue l’azione insieme al francese della Ag2R La Mondiale,  Francois Bidard e Louis Vaerveke del Team Sunweb.

 

Il terzetto guadagna margine in discesa approfittano del fatto che i team dei velocisti non vogliono alzare troppo l’andatura per non mettere al gancio i propri uomini di punta. Quando, però, iniziano a fare sul serio gli uomini della Bora Hansgrohe e della Lotto Soudal il destino degli uomini di testa è segnato e il ricongiungimento avviene a circa 6 chilometri dall’arrivo.

Inevitabile la volata con Caleb Ewan che brucia tutti evitando la rimonta del nostro Elia Viviani che ancora non riesce a trovare lo squillo personale. La terza posizione va al tedesco Ackermann.

Resta immutata la classifica generale con Valerio Conti che, alla vigilia delle temuta cronometro di San Marino, resta in maglia rosa.

Pascal Ackermann trionfa nella seconda tappa del Giro

Pascal Ackermann vince la seconda tappa del Giro

Pascal Ackermann vince la seconda tappa del Giro d’Italia 2019, Giulio Ciccone attacca e conquista punti importanti per la maglia azzurra

Pascal Ackermann (fonte pagina Facebook)

Pascal Ackermann (fonte pagina Facebook)

Pascal Ackermann vince la seconda tappa della Corsa Rosa con arrivo a Fucecchio. Il corridore tedesco conquista lo sprint finale regolando Elia Viviani (Deceuninck Quick Step) e Caleb Ewan (Lotto Soudal).

La tappa prende il via da Bologna dove ieri Primoz Roglic ha conquistato la prima maglia rosa, sono 205 i chilometri che il plotone deve percorrere attraverso l’appennino tosco-emiliano. Da affrontare le salite del Castra e del San Baronto.

La pioggia che accompagna i corridori alla partenza non soffoca la voglia di fuga degli otto coraggiosi che partono poco dopo l’avvio della frazione; ad avvantaggiarsi sono Giulio Ciccone e William Clarke (Trek Segafredo), Lucasz Owsian (CCC), Sean Bennett (EF Education First), François Bidard (Ag2r La Mondiale), Marco Frapporti (Androni Sidermec), Damiano Cima (Nippo Fantini) e Mirco Maestri (Bardiani CSF).

Il più scatenato è Ciccone che ha come obiettivo quello di incrementare il proprio vantaggio nella speciale classifica del GPM. I fuggitivi raggiungono un margine di circa 4 minuti e il forte Giulio conquista i GPM mentre alle spelle il gruppo degli inseguitori controlla la corsa.

Quando all’arrivo mancano circa 12 chilometri si completa l’inseguimento sull’onda del grande lavoro delle squadre dei velocisti, su tutte la Bora Hansgrohe mentre le forature mettono fuori gioco Nizzolo e Mareczko.

Dopo il grande lavoro del suo team è proprio il leader della Bora, Pascal Ackermann, che con uno sprint imperioso regola tutti i rivali. Elia Viviani parte con un po di ritardo e non riesce a riprendere il forte tedesco e deve “accontentarsi” della seconda piazza davanti a  Caleb Ewan. Quarta posizione per un Fernando Gaviria (UAE) ancora non al top della condizione che anticipa comunque il francese Arnaud Démare.

Primoz Roglic resta leader della classifica generale davanti a Simon Yates (Mitchelton Scott) e Vincenzo Nibali (Bahrain Merida).

Ordine d’arrivo 2^ tappa:

1 ACKERMANN Pascal BORA – hansgrohe 100 80 4:44:43
2 VIVIANI Elia Deceuninck – Quick Step 40 50 ,,
3 EWAN Caleb Lotto Soudal 20 35 ,,
4 GAVIRIA Fernando UAE-Team Emirates 12 25 ,,
5 DÉMARE Arnaud Groupama – FDJ 4 18 ,,
6 CIMOLAI Davide Israel Cycling Academy 15 ,,
7 KUZNETSOV Viacheslav Team Katusha – Alpecin 12 ,,
8 DE BUYST Jasper Lotto Soudal 10 ,,
9 SBARAGLI Kristian Israel Cycling Academy 8 ,,
10 SELIG Rüdiger BORA – hansgrohe 6 ,,

Simon Yates vince sulla montagna Pantani

Simon Yates vince in rosa sul Gran Sasso

Simon Yates vince in cima a Campo Imperatore e consolida la sua leadership in classifica generale. Non convincono le prove di Chris Froome e del nostro Fabio Aru che perdono terreno

Simon Yates vince sul Gran Sasso

Simon Yates vince sul Gran Sasso

Simon Yates vince sul Gran Sasso al termine di una tappa decisamente lunga (225 km) che termina su di una salita assolutamente importante come quella di Campo Imperatore. Dopo l’arrivo non troppo impegnativo di Montevergine di Mercogliano dove si è imposto il talento emergente di Richard Carapaz ecco che il Giro d’Italia prevede una salita davvero importante, tanto importante da essere la Montagna P perché teatro di una delle tante imprese del Pirata.

Fin dalle prime battute vanno in fuga: Gianluca Brambilla e Laurent Didier (Trek-Segafredo), Mickael Cherel (AG2R La Mondiale), , Manuele Boaro e Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), Simone Andreetta (Bardiani CSF), Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), Tim Wellens (Lotto FixAll), Natnael Berhane (Dimension Data), Hugh Carthy (EF Education First-Drapac), Maxim Belkov (Katusha-Alpecin), Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni Sidermec)e Alex Turrin (Wilier Triestina).

I fuggitivi prendono un vantaggio che raggiunge i sette minuti fino al primo GPM di giornata in cui transita per primo Masnata (poi declassato per decisione della VAR per aver ostacolato Behrane, retrocedendo anche la Androni, all’ultimo posto nella classifica del fair play). A quel punto il gruppo inizia a fare sul serio e il vantaggio, ai piedi dell’ascesa finale è vicino ai 2 minuti e davanti restato solamente  Carthy, Boaro, Visconti, Brambilla, Cherel e Masnada. Proprio Masnada non vuole arrendersi e prova una azione solitaria assolutamente poetica quanto poco efficace. Il bergamasco viene ripreso ed immediatamente, appena il gruppo si compatta, ecco partire Giulio Ciccone che vuole ben figurare nella sua terra. Giulio ci prova per ben 3 volte ma sempre senza ottenere un margine sufficiente ad allungare.

Vanno in difficoltà Fabio Aru (UAE) e Chris Froome (Sky) che perdono contatto dal gruppetto dei migliori tirati dalla Mitchelton-Scott. Il gruppetto entra nell’ultimo chilometro e scoppia la bagarre ma ai meno duecento metri dall’arrivo ecco l’allungo vincente di Simon Yates che taglia il traguardo in rosa a braccia levate.

Alle spalle del britannico ecco il francese Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) che precede ll’altro leader della Mitchelton, Esteban Chaves. Quarto posto per il nostro Pozzovivo e sesto per Davide Formolo.

 

La classifica generale vede Yates aumentare il suo vantaggio a 32″ sul suo compagno Chaves; terzo posto per Dumoulin a 38″, quarto Pinot a 45″ e quinto Pozzovivo a 57″. Froome è addirittura undicesimo a quasi due minuti e mezzo dalla maglia rosa.

Raggiante Simon Yates al traguardo: “Oggi era una tappa molto lunga e difficile ed è stata corsa ad alta velocità grazie al lavoro dell’Astana che ai 14 km dall’arrivo ha imposto un grande ritmo. Non posso nascondermi, sono venuto qui per vincere ma inizialmente non avevo idea della condizione mia e dei rivali. Vedo che ogni giorno riesce ad andare meglio e devo dire di essere davvero felice di come sta andando questo Giro d’Italia”.

Diametralmente opposto il laconico commento di Fabio Aru: “Oggi  per me è stata una giornata ovviamente negativa. Le gambe non giravano bene, altrimenti non mi sarei certo staccato”

 

 

 

Chaves Yates doppietta Mitchelton–Scott

Chaves Yates la coppia Mitchelton-Scott trionfa sull’Etna

Chaves Yates coppia della Mitchelton–Scott dominano nel primo arrivo in salita sull’Etna: tappa a Estban e maglia rosa a Simon

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates, la coppia della Mitchelton–Scott sull’Etna da spettacolo portando a casa la tappa e la maglia rosa. C’era molta attesa per il primo test di rilievo per il gruppo dei Big, a gioire sono gli atleti della formazione australiana.

Parte quasi subito una fuga composta da un drappello numeroso di atleti (in totale 26 elementi) tra cui spiccano Oomen, Gavazzi, Ciccone, De Marchi, Reichenbach, Henao  Gesink e lo stesso Esteban Chaves.

Alle spalle dei fuggitivi c’è apprensione per il numero elevato di uomini in fuga e tutti si impegnano per controllare la fuga che non supera mai i tre minuti di margine. Ai piedi dell’Etna il vantaggio dei primi supera di pochissimo il minuto. Quando il gruppo dei big imbocca le prime rampe ecco arrivare la caduta di Davide Formolo della Bora che però riesce prontamente a rientrare.

Davanti ci prova il nostro Giulio Ciccone che dopo aver trascorso qualche chilometro in testa viene raggiunto dal colombiano Chaves. Dietro di muove il vincitore del Giro 2017, Tom Dumoulin che allunga ai meno 5 chilometri quando la salita è più ripida. La maglia rosa Rohan Dennis comincia a dare segnali di cedimento.

Ci provano prima Domenico Pozzovivo e poi Simon Yates compagno di squadra del battistrada che riesce a fare il vuoto. Il britannico raggiunge il compagno e i due possono fare passerella davanti all’Osservatorio Astronomico dell’Etna. Primo Esteban Chaves e secondo Simon Yates che si “accontenta” di conquistare la maglia di leader della generale.

Con 26″ di ritardo transitano gli altri big con in testa Thibaut Pinot (Groupama – Fdj); quinto Pozzovivo, nono Fabio Aru (UAE Team Emirates) nel gruppo sono presenti anche Tom Dumoluin e Chris Froome. Si difende l’ormai ex maglia rosa Rohan Dennis che ora copre la sesta posizione in generale a 53″.

 

Caduta in allenamento per Giulio Ciccone

Caduta in allenamento per il corridore della Bardiani-CSF

Caduta in allenamento per Giulio Ciccone della Bardiani-CSF tante botte e abrasioni, ma al Giro d’Italia ci sarà

Caduta in allenamento per Ciccone

Caduta in allenamento per Ciccone

Caduta in allenamento per uno dei corridori italiani più attesi al prossimo Giro d’Italia, Giulio Ciccone, reduce dal successo al Giro dell’Appennino si è procurato diverse contusioni e abrasioni.

Giulio Ciccone non approccia, quindi, al meglio il Giro 101. Il 23enne abruzzese ha già conquistato una vittoria di tappa al Giro, nel 2016, quando trionfò sull’arrivo di Sestola riuscendo a staccare tutti i compagni di fuga. In questi ultimi due anni Ciccone è maturato e migliorato moltissimo, come dimostrato anche al recente Tour of the Alps.

Per fortuna della Bardiani-CSF la caduta in allenamento non ha fatto segnare fratture per Giulio che sarà  quindi regolarmente al via dell’edizione 101 della Corsa Rosa ma, almeno per i primi giorni, dovrà convivere con il fastidio provocato dalla scivolata.

Ciccone ha voluto comunicare la brutta vicenda mediante il suo profilo Twitter:

“La maledizione pre-Giro ha colpito anche quest’anno  Una banale caduta in allenamento e questo è il risultato. Gli esami dicono solo forti contusioni e abrasioni varie, ma fortunatamente nulla di rotto  giroditalia arrivo: domani si vola a Gerusalemme