Simon Yates vince sulla montagna Pantani

Simon Yates vince in rosa sul Gran Sasso

Simon Yates vince in cima a Campo Imperatore e consolida la sua leadership in classifica generale. Non convincono le prove di Chris Froome e del nostro Fabio Aru che perdono terreno

Simon Yates vince sul Gran Sasso

Simon Yates vince sul Gran Sasso

Simon Yates vince sul Gran Sasso al termine di una tappa decisamente lunga (225 km) che termina su di una salita assolutamente importante come quella di Campo Imperatore. Dopo l’arrivo non troppo impegnativo di Montevergine di Mercogliano dove si è imposto il talento emergente di Richard Carapaz ecco che il Giro d’Italia prevede una salita davvero importante, tanto importante da essere la Montagna P perché teatro di una delle tante imprese del Pirata.

Fin dalle prime battute vanno in fuga: Gianluca Brambilla e Laurent Didier (Trek-Segafredo), Mickael Cherel (AG2R La Mondiale), , Manuele Boaro e Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), Simone Andreetta (Bardiani CSF), Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), Tim Wellens (Lotto FixAll), Natnael Berhane (Dimension Data), Hugh Carthy (EF Education First-Drapac), Maxim Belkov (Katusha-Alpecin), Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni Sidermec)e Alex Turrin (Wilier Triestina).

I fuggitivi prendono un vantaggio che raggiunge i sette minuti fino al primo GPM di giornata in cui transita per primo Masnata (poi declassato per decisione della VAR per aver ostacolato Behrane, retrocedendo anche la Androni, all’ultimo posto nella classifica del fair play). A quel punto il gruppo inizia a fare sul serio e il vantaggio, ai piedi dell’ascesa finale è vicino ai 2 minuti e davanti restato solamente  Carthy, Boaro, Visconti, Brambilla, Cherel e Masnada. Proprio Masnada non vuole arrendersi e prova una azione solitaria assolutamente poetica quanto poco efficace. Il bergamasco viene ripreso ed immediatamente, appena il gruppo si compatta, ecco partire Giulio Ciccone che vuole ben figurare nella sua terra. Giulio ci prova per ben 3 volte ma sempre senza ottenere un margine sufficiente ad allungare.

Vanno in difficoltà Fabio Aru (UAE) e Chris Froome (Sky) che perdono contatto dal gruppetto dei migliori tirati dalla Mitchelton-Scott. Il gruppetto entra nell’ultimo chilometro e scoppia la bagarre ma ai meno duecento metri dall’arrivo ecco l’allungo vincente di Simon Yates che taglia il traguardo in rosa a braccia levate.

Alle spalle del britannico ecco il francese Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) che precede ll’altro leader della Mitchelton, Esteban Chaves. Quarto posto per il nostro Pozzovivo e sesto per Davide Formolo.

 

La classifica generale vede Yates aumentare il suo vantaggio a 32″ sul suo compagno Chaves; terzo posto per Dumoulin a 38″, quarto Pinot a 45″ e quinto Pozzovivo a 57″. Froome è addirittura undicesimo a quasi due minuti e mezzo dalla maglia rosa.

Raggiante Simon Yates al traguardo: “Oggi era una tappa molto lunga e difficile ed è stata corsa ad alta velocità grazie al lavoro dell’Astana che ai 14 km dall’arrivo ha imposto un grande ritmo. Non posso nascondermi, sono venuto qui per vincere ma inizialmente non avevo idea della condizione mia e dei rivali. Vedo che ogni giorno riesce ad andare meglio e devo dire di essere davvero felice di come sta andando questo Giro d’Italia”.

Diametralmente opposto il laconico commento di Fabio Aru: “Oggi  per me è stata una giornata ovviamente negativa. Le gambe non giravano bene, altrimenti non mi sarei certo staccato”

 

 

 

Chaves Yates doppietta Mitchelton–Scott

Chaves Yates la coppia Mitchelton-Scott trionfa sull’Etna

Chaves Yates coppia della Mitchelton–Scott dominano nel primo arrivo in salita sull’Etna: tappa a Estban e maglia rosa a Simon

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates: tappa e maglia

Chaves Yates, la coppia della Mitchelton–Scott sull’Etna da spettacolo portando a casa la tappa e la maglia rosa. C’era molta attesa per il primo test di rilievo per il gruppo dei Big, a gioire sono gli atleti della formazione australiana.

Parte quasi subito una fuga composta da un drappello numeroso di atleti (in totale 26 elementi) tra cui spiccano Oomen, Gavazzi, Ciccone, De Marchi, Reichenbach, Henao  Gesink e lo stesso Esteban Chaves.

Alle spalle dei fuggitivi c’è apprensione per il numero elevato di uomini in fuga e tutti si impegnano per controllare la fuga che non supera mai i tre minuti di margine. Ai piedi dell’Etna il vantaggio dei primi supera di pochissimo il minuto. Quando il gruppo dei big imbocca le prime rampe ecco arrivare la caduta di Davide Formolo della Bora che però riesce prontamente a rientrare.

Davanti ci prova il nostro Giulio Ciccone che dopo aver trascorso qualche chilometro in testa viene raggiunto dal colombiano Chaves. Dietro di muove il vincitore del Giro 2017, Tom Dumoulin che allunga ai meno 5 chilometri quando la salita è più ripida. La maglia rosa Rohan Dennis comincia a dare segnali di cedimento.

Ci provano prima Domenico Pozzovivo e poi Simon Yates compagno di squadra del battistrada che riesce a fare il vuoto. Il britannico raggiunge il compagno e i due possono fare passerella davanti all’Osservatorio Astronomico dell’Etna. Primo Esteban Chaves e secondo Simon Yates che si “accontenta” di conquistare la maglia di leader della generale.

Con 26″ di ritardo transitano gli altri big con in testa Thibaut Pinot (Groupama – Fdj); quinto Pozzovivo, nono Fabio Aru (UAE Team Emirates) nel gruppo sono presenti anche Tom Dumoluin e Chris Froome. Si difende l’ormai ex maglia rosa Rohan Dennis che ora copre la sesta posizione in generale a 53″.

 

Caduta in allenamento per Giulio Ciccone

Caduta in allenamento per il corridore della Bardiani-CSF

Caduta in allenamento per Giulio Ciccone della Bardiani-CSF tante botte e abrasioni, ma al Giro d’Italia ci sarà

Caduta in allenamento per Ciccone

Caduta in allenamento per Ciccone

Caduta in allenamento per uno dei corridori italiani più attesi al prossimo Giro d’Italia, Giulio Ciccone, reduce dal successo al Giro dell’Appennino si è procurato diverse contusioni e abrasioni.

Giulio Ciccone non approccia, quindi, al meglio il Giro 101. Il 23enne abruzzese ha già conquistato una vittoria di tappa al Giro, nel 2016, quando trionfò sull’arrivo di Sestola riuscendo a staccare tutti i compagni di fuga. In questi ultimi due anni Ciccone è maturato e migliorato moltissimo, come dimostrato anche al recente Tour of the Alps.

Per fortuna della Bardiani-CSF la caduta in allenamento non ha fatto segnare fratture per Giulio che sarà  quindi regolarmente al via dell’edizione 101 della Corsa Rosa ma, almeno per i primi giorni, dovrà convivere con il fastidio provocato dalla scivolata.

Ciccone ha voluto comunicare la brutta vicenda mediante il suo profilo Twitter:

“La maledizione pre-Giro ha colpito anche quest’anno  Una banale caduta in allenamento e questo è il risultato. Gli esami dicono solo forti contusioni e abrasioni varie, ma fortunatamente nulla di rotto  giroditalia arrivo: domani si vola a Gerusalemme

 

 

Bardiani-CSF al Giro lista dei partenti

Bardiani-CSF al Giro d’Italia: Ciccone e Guardini le punte

Bardiani-CSF al Giro d’Italia, la formazione che sarà guidata in ammiraglia da Roberto Reverberi e Stefano Zanatta punterà su Giulio Ciccone, e Andrea Guardini 

Bardiani-CSF al Giro d’Italia

Bardiani-CSF al Giro d’Italia

Bardiani-CSF al Giro d’Italia che scatterà venerdì 4 maggio da Gerusalemme si presenta con due punte decisamente agguerrite. Lo scorso anno il team fu segnato dalla positività al doping (prima del via in Sardegna) di Stefano Pirazzi e NicolaRuffoni.

Quest’anno la  formazione che sarà guidata in ammiraglia da Roberto Reverberi e Stefano Zanatta: le punte della squadra saranno Giulio Ciccone, fresco vincitore del Giro dell’Appennino, ed il veronese Andrea Guardini che si divideranno i compiti, il primo sulle salite ed il secondo nelle volate.

Per le tappe di montagna il team potrà contare anche su Manuel Senni mentre Paolo Simion sarà un uomo importanti per le volate e gli arrivi a gruppo compatto. Il resto del team sarà tutto votato all’attacco: gli ultimi quattro convocati sono infatti Simone AndreettaEnrico BarbinMirco Maestri e Alessandro Tonelli, quest’ultimo vincitore di una bella tappa al Tour of Croatia come Paolo Simion.

 

Pello Bilbao: vinto per Michele Scarponi

Pello Bilbao vince al Tour of the Alps: è per Scarponi

Pello Bilbao vince la prima tappa al Tour of the Alps davanti al compagno di squadra Luis León Sánchez: dedica speciale a Michele Scarponi

Pello Bilbao: vinto per Michele

Pello Bilbao: vinto per Michele

Pello Bilbao vince la prima tappa al Tour of the Alps da Arco a Folgaria. Un vero e proprio dominio quello della compagne Kazaka dell’Astana che ha inserito qualcosa come cinque uomini nelle primi quindici posizioni della gara.

Subito dopo il via della frazione parte la fuga: a comporla sono Bou (Nippo Vini Fantini), Turrin (Wilier Selle Italia), Krizek (Team Felbermayr), Friedrich (Tirol), Saramontis (Bora Hansgrohe), Ballerini (Androni Sidermec), Eenkhoorn (Lotto NL Jumbo), Rybalkin (Gazprom) e Berhane (Dimension Data).  Il gruppo controlla concedendo un vantaggio massimo attorno ai 2 minuti,

La fine dell’avventura dei fuggitivi avviene quando si è  sulle rampe verso Serrada: mancano dodici chilometri all’arrivo (cinquemila metri allo scollinamento) e qui comincia la vera gara.

Giulio Ciccone (Bardiani-Csf) è il primo a rompere gli indugi seguito da un pimpante Thibaut Pinot, agevolato dal compagno di squadra Sebastien Reichenbach. Mentre l’abruzzese dà tutto, a chiudere su ogni altro attacco è il Team Sky a serrare il gruppo con Chris Froome che prova ad accelerare seguito da circa 10 corridori che si riportano su Ciccone e soci.

Ci prova Pello Bilbao (Astana) che sfrutta il lavoro del suo team e si invola ai meno 3 km dall’arrivo senza essere più ripreso. Lo spagnolo chiude con sei secondi di margine sul compagno di team Luis Leon Sanchez, bravo a prendersi il piazzamento d’onore davanti a Ivan Sosa. A dieci secondi dal vincitore ecco arrivare tutti i migliori, tra cui Froome, Aru e Pinot, oltre allo stesso Ciccone che riesce a non perdere terreno nel finale.

Bilbao è il primo leader della classifica generale e nell’intervista a caldo ricorda Michele Scarponi, che qui un anno fa colse l’ultima vittoria pochi giorni prima di perdere la vita. Per la Astana è il secondo successo consecutivo dopo quello rimediato all’Amstel Gold Race da parte di Michael Valgren.

Il pensiero di Bilbao subito dopo il traguardo è andato al suo ex sfortunato compagno Scarponi e al suo successo dell’anno scorso: “È  un onore per me aver vinto questa gara. Un giorno speciale un anno dopo la vittoria di Michele Scarponi e si tratta quindi di una grande vittoria. Eravamo diversi corridori della Astana davanti, ben tre nel primo gruppo ed uno subito dietro. Dovevamo quindi fare qualcosa e sono partito. I miei compagni hanno fatto un grande lavoro di controllo e li ringrazio per avermi aiutato. È veramente una grande giornata per noi“.

 

 

Dominio Bardiani CSF al Tour of Utah

Dominio Bardiani nella penultima tappa del Tour of Utah

Dominio Bardiani

Giulio Ciccone festeggia al Tour of Utah

Dominio Bardiani nella tappa del Tour of Utah che prevedeva l’arrivo in salita a Snowbird Resort: addirittura una doppietta per il Green Team con Giulio Ciccone che andava a precedere Simone Sterbini (nostro ospite qualche settimana fa) dopo una grande prestazione di squadra.

Tappa breve (solo 99km) ma molto intrigante dal punto di vista del percorso, Brent Bookwalter, coadiuvato dal compagno di squadra Kilian Frankiny, ha tentato l’impresa con una fuga da lontano con più elementi tra cui il nostro Luca Wackermann.

Ripresi i fuggitivi sulla lunga salita di Snowbird Resort la Bardiani ha preso in mano la situazione con un forcing di squadra che ha portato a staccare tutti, tranne i primi 4 atleti della classifica e Senni (che ha firmato con la squadra di Reverberi).

A 6 km dal traguardo ecco che Giulio Ciccone ha fatto la sua mossa che non ha portato reazione da parte del gruppo e che gli ha consentito di incamerare una splendida vittoria. Poi è stata la volta di Sterbini che si è staccato dalla compagnia, giungendo al traguardo con 35″ di ritardo da Ciccone; Nelson Powless (Axeon), partito nel finale, si classificava terzo a 41″.

In generale Rob Britton rimane solidamente al comando, con 26″ su Mannion, 31″ su Powless e 32″ su Tvetcov; Ciccone risale dalla 23esima alla sesta posizione.