Alessio Di Basco lo scavezzacollo del pedale

Alessio Di Basco talentuoso ciclista “naif”

Alessio Di Basco velocista talentuoso che in carriera ha colto meno di quanto non meritasse. La sua storia tra vittorie e goliardia

Alessio Di Basco

Alessio Di Basco

Alessio Di Basco nasce a Vecchiano in provincia di Pisa il 18 novembre del 1964 ma cresca a Migliarino, con genitori e nonni contadini tra campi di angurie e meloni. Non ama la scuola Alessio, preferisce correre tra i boschi e i rovi con gli amici.

A sette anni scopre lo sport, non il calcio, “troppo banale” racconterà, ma il ciclismo che ben si sposa con il suo desiderio di avventura.

Il piccolo Alessio lavora in una macelleria, fa piccoli lavoretti di pulizia raggranellando i soldi per la prima bicicletta “normale” che poi gli fu trasformata in bici da corsa da un meccanico amico di famiglia.

Entra a far parte dell’Associazione Ciclistica Pisa con cui prende parte alle prime corse. Carattere ribelle e libero, sin da piccolo, per sua stessa ammissione è un autentico “scavezzacollo” attitudine che lo seguirà anche negli anni passati in sella facendolo diventare un autentico personaggio amato dal pubblico.

Dopo la classica trafila nelle categorie giovanili, passa professionista nell’autunno del 1987 con i colori della Remac grazie alle sue spiccate doti di velocista.

Il 1988 è la prima stagione vera di Alessio che veste la divisa della Fanini e, dopo aver colto un interessantissimo terzo posto al Trofeo Laigueglia ed una piazza in una tappa del Giro del Trentino, si presenta al via del Giro d’Italia.

Nella nona tappa della corsa rosa, da Pienza a Marina di Massa, riesce a trionfare battendo due mostri sacri delle volate: Guidone Bontempi e lo svizzero Urs Freuler. Nelle successiva frazioni, con arrivo a Jesolo e Vittorio Veneto, Alessio Di Basco di mette ulteriormente in luce conquistando piazzamenti d’onore alle spalle di Rosola e Freuler consacrandosi come velocista di qualità.

Sull’onda delle belle prestazioni alla corsa rosa, Alessio Di Basco viene invitato al Circuito di Firenze dove conquista la vittoria finale coronando un 1988 da sogno per un debuttante.

L’anno seguente firma con l’americana Pepsi Cola-Alba Cucine di Mauro Battaglini passando una stagione senza alcun acuto per poi accasarsi alla Gis Gelati con cui nel 1990 ottiene la vittoria nella 5ª tappa della Settimana Ciclistica Bergamasca con arrivo a Treviglio.

Alessio Di Basco maglia nera al Giro 1990

Al Giro d’Italia 1990, stradominato da un inarrestabile Gianni Bugno che tiene la rosa dal primo all’ultimo giorno, Di Basco lavora per Paolo Rosola nelle volate e in salita per Maurizio Vandelli che punta alla maglia dei GPM. Finito il lavoro di gregario ecco che Di Basco battaglia con Stefano Allocchio per la “conquista” della maglia nera come Luigi Malabrocca e Sante Carollo.

Tra nascondigli dietro le ammiraglie e soste nei bar, tra camuffamenti con mantelline di colore diverso da quello della squadra e qualche battuta ecco che Alessio chiude ultimo “grazie” a una clamorosa cotta con cui imbarca 16 minuti e 40 secondi sull’avversario.

“Arrivai al traguardo morto, durante il tragitto dall’arrivo all’albergo mi addormentai in ammiraglia e salito in camera mi gettai sul letto così com’ero, scarpe comprese e mi svegliai la mattina successiva” racconterà in seguito.

Passato alla Amore & Vita nel 1992 conquista la prima tappa del Tour de Suisse a Dubendorf e nel 1994 la 15ª tappa della Vuelta a España da Santo Domingo de la Calzada a Santander.

Il 1995 è un anno particolarmente scintillante per Alessio che, smesso i panni del “guascone”, conquista la prima tappa della Volta a Portugal da Lisbona a Sintra e la decima tappa della corsa lusitana da Tarouca a Macedo de Cavaleiros che gli consentono di vincere la classifica a punti della gara. Nella stessa stagione arrivano la vittoria al GP di Monaco e quello di Goppingen in Germania, una tappa del West Virginia Classic negli Stati Uniti.
Dopo tre secondi posti rispettivamente nella Coppa Bernocchi e nella Coppa Sabatini e nella classifica finale della Coca Cola Trophy chiude la stagione con anche il terzo posto nel Giro d’Emilia

Una stagione trionfale quella di Alessio che riesce a mettere in mostra tutte le doti a volte offuscate del carattere decisamente “caliente”. Le successive tre stagioni sono vissute a bocca asciutta sino alla decisione di lasciare il ciclismo professionistico dedicandosi ad attività immobiliari ed aprendo una scuderia di cavalli da trotto, che gli offre non poche soddisfazioni ed allori.