Kanstantin Siutsou positivo all’EPO 

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO colpo per la Bahrain-Merida

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO in un controllo a sorpresa il 31 luglio. Il team manager: “Prenderemo ulteriori decisioni”

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO

Kanstantin Siutsou positivo all’EPO, ecco che una  brutta tegola sulla Bahrain-Merida formazione di Vincenzo Nibali. Il 36enne corridore bielorusso è stato fermato dall’Uci a seguito della positività all’Epo riscontrata ad un controllo effettuato a sorpresa lo scorso 31 luglio.

Siutsou, che è stato immediatamente sospeso dalla squadra, può far richiesta delle controanalisi ma, come sempre accade in questi casi, è arduo che queste diano un risultato divergente rispetto al primo.

Kanstantin Siutsou già a giugno era stato informato dalla Bahrain che il suo contratto in scadenza a fine anno non sarebbe stato rinnovato. Ora con questa positività e in virtù della non più giovane età del corridore è facile ipotizzare che la positività ponga fine alla sua carriera professionistica.

Dura la posizione del general manager del team arabo Brent Copeland

 ” Questa notizia è terribilmente deludente, noi siamo estremamente rigidi su questo aspetto e prenderemo ulteriori provvedimenti nei confronti del corridore”.

Siutsou milita nella Bahrain, in precedenza aveva indossato per quattro anni la maglia del Sky, fino al 2015, e quella del Team Dimension Data nel 2016. Il corridore bielorusso, classe 1982, vanta un titolo di campione iridato in linea Under 23 nel 2004 a Verona ed una medaglia di bronzo nella cronometro a squadre iridata in Toscana nel 2013.

Nelle 13 stagioni da professionista, Kanstantin Siutsou ha ottenuto 11 vittorie tra cui spicca la tappa di Bergamo del Giro d’Italia 2009. Proprio con la maglia rossa dell’emirato ha ottenuto due successi, nell’aprile scorso, una tappa e la classifica finale del Giro di Croazia.

Quest’anno il bielorusso doveva essere al via del Giro d’Italia ma durante la ricognizione della tappa a cronometro inaugurale a Gerusalemme è stato vittima di una brutta caduta in cui si è procurato una frattura vertebrale che gli ha precluso la partecipazione alla corsa rosa.

Kanstantin era tornato alle gare senza brillare al Giro d’Austria per poi ritirarsi alla Classica di San Sebastian, lo scorso 4 agosto, la sua ultima gara.

 

 

Quanto guadagnano i corridori alla Vuelta 2018?

Quanto guadagnano i corridori alla corsa iberica?

Quanto guadagnano i corridori alla Vuelta Espana 2018? Il montepremi è in crescita ma non ancora paragonabile ai premi di Giro d’Italia e Tour de France

Quanto guadagnano i corridori che vinceranno la Vuelta Espana

Quanto guadagnano i corridori che vinceranno la Vuelta Espana

Quanto guadagnano i corridori che vinceranno la Vuelta Espana? Va anzitutto detto che l’organizzazione della corsa spagnola hanno deciso di incrementare il montepremi dell’edizione 2018 grazie a un aumento del 15% rispetto a quanto messo a disposizione lo scorso anno.

La corsa spagnola resta però ancora molto indietro rispetto agli altri due Grandi Giri a tappe. Giro d’Italia e Tour de France restano ancora inarrivabili per la Vuelta se pensiamo che il montepremi della corsa rosa è circa il doppio di quello della corsa iberica senza parlare del gap assolutamente incolmabile con la Grande Boucle (che ha un montepremi tre volte più ampio).

Al Tour de France viene garantito un Montepremi assolutamente  succulento di 2,2 milioni di euro, quindi 700mila euro in più rispetto a quanto visto in occasione dell’ultimo Giro d’Italia 

 

Quanto guadagnano i corridori alla Vuelta Espana 2018? 

Come detto, la Vuelta a España 2018 sarà caratterizzata da un montepremi più ricco ma la corsa a tappe in terra iberica si conferma come la più povera.

Il trionfatore della Vuelta di Spagna porterà a casa infatti di “appena” 150mila euro, solo 57mila andranno al secondo classificato mentre il terzo gradino del podio consentirà di incamerare 30mila euro.

Il premio per le vittorie di tappa è uguale a quello offerto dal Giro e Tour con 11.000 euro a chi taglia il traguardo a braccia levate. Naturalmente vengono garantiti premi anche per la maglia della classifica a punti (11mila euro), per quella degli scalatori (13mila euro) e per la speciale classifica della “combinata” (11mila euro).

Chiaramente i “big” del ciclismo mondiale possono contare non solo sui premi delle corse (che spesso “devolvono” al team) ma soprattutto sui loro ingaggi.

Doppietta Giro-Tour, Froome continua a crederci

Doppietta Giro-Tour il capitano della Sky non rinuncia al sogno

Doppietta Giro-Tour non è riuscito Chris Froome nella storica doppietta ma l’ambizioso obiettivo è solamente rimandato

Doppietta Giro-Tour: Froome non demorde

Doppietta Giro-Tour: Froome non demorde

Doppietta Giro-Tour, Chris Froome ha dovuto ammainare la bandiera di questo sogno. Sogno che lo avrebbe portato direttamente nell’olimpo degli immortali del ciclismo. Froome è il corridore che più di ogni altro è andato vicino all’impresa compiuta vent’anni fa da Marco Pantani grazie alla vittoria al Giro d’Italia e al terzo gradino del podio al Tour de France appena concluso.

“Continuo a credere che sia possibile centrare la doppietta, ho vinto tre Grandi Tour consecutivi e ho chiuso terzo a Tour. Per queste ragioni penso che prima o poi ci riuscirò” ha detto Froome nella conferenza stampa del dopo corsa”

Il record è stato ottenuto da sette ciclismi ma, come detto, nessuno riesce nell’impresa dal 1998 quando a riuscirci fu il sempre compianto Marco Pantani. Il campione britannico ha dovuto cedere gli allori al compagno di team Geraint Thomas ma non ha perso il morale.

“Tom Dumoulin ha chiuso secondo in entrambe le grandi corse a tappe e questo suffraga ulteriormente la teoria che sottolinea la fattibilità della cosa. Quest’anno c’era una ulteriore settimana di riposo tra Giro d’Italia e Tour de France per via dei Mondiali di calcio in Russia e questo ha favorito la mia decisione di provare il Double, per ora mi tengo stretto l’aver vinto i tre grandi giri, una cosa enorme!”.

Fin da subito la corsa di Froome, al Giro come al Tour, è partita in salita e, se al Giro la rimonta è stata possibile grazie ad una fuga d’altri tempi, nella corsa francese questo non è accaduto (e forse non poteva nemmeno accadere avendo un compagno leader della generale).

Se sulle Alpi Froome aveva mostrato qualche difficoltà ma in molti erano pronti a scommettere sulla rinascita del britannico sui Pirenei. La crisi di forma del kenyano bianco è arrivata, invece, proprio nella tappa con arrivo al Col du Portet a cui ha fatto seguito il paradossale incidente con il gendarme nel post-gara.

Chris è salito sul podio nell’ultima tappa di montagna di venerdì, ma ha cambiato le gerarchie nella cronometro in cui ha scalzato Roglic dal podio ma in cui, naturalmente, non ha potuto ottenere altro.

“Ho avuto molte emozioni durante questa gara, momenti di delusione, incidenti, momenti di gioia quando abbiamo vinto le tappe e preso la maglia gialla. Questo è il ciclismo, come ogni Grande Tour è stato un ottovolante con alti e bassi. Sono contento di essere di nuovo sul podio e stare lì con Geraint mi ha riempito di orgoglio”.

Froome non è riuscito a fare suo il quinto titolo ne la doppietta Giro-Tour de France mentre il Team Sky ha conquistato il sesto alloro con Geraint Thomas. Comprensibilmente, Froome è entrato in gara come il loro principale leader mentre Thomas aveva ricevuto i gradi di vice capitano in caso di difficoltà.

Nel 2012, quando Froome sembrava più forte del suo capitano Bradley Wiggins, ci furono evidenti tensioni tra i due migliori corridori del Team Sky. Mentre quest’anno pare che tra i due sia regnata l’armonia:

“siamo compagni di squadra ma prima ancora siamo degli amici. Non sono stato solo un compagno di squadra di Geraint negli ultimi 10 anni, ma sono stato suo amico negli ultlii 10 anni. Ci alleniamo spesso insieme, viviamo molto vicini, trascorriamo molto tempo insieme e se osserviamo le mie vittorie al Tour degli scorsi anni c’è molto merito di Thomas. E’ stato facile per noi comunicare apertamente l’uno con l’altro prima della gara, dopo la gara e penso che siamo sempre stati molto aperti e onesti. Visto la sua condizione di forma ero certo che sarebbe salito sul podio, vederlo suo gradino più altro agli Champs Elysees mi riempie di orgoglio”.

 

 

101 racconti d’Italia in salita e discesa #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia un bellissimo libro fotografico

101 racconti d’Italia, progetto digitale di Banca Mediolanum racconta con storie immagini l’avventura del Giro d’Italia

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro è un libro edito da Mondadori Electra e nato da un digitale di Banca Mediolanum, sponsor della corsa rosa, in cui vengono narrate 100+1 storie di ciclismo e vita.

Sono tanti i volti noti che con i loro racconti, i loro aneddoti, testimonianze e pensieri hanno dato forma al libro che abbina ad ogni racconto un’immagine scattata durante il Giro d’Italia. Il libro è un viaggio lungo l’Italia, un viaggio tra le persone e le loro emozioni scandite dal passaggio delle biciclette rosa.

Adorni, Bettini, Fondriest, Moser, sono alcuni degli ex corridori che hanno prestato il loro volto e la loro memoria per la stesura di questo particolarissimo libro che racchiude tre le sue pagine un viaggio lungo 4 anni attraverso le strade del bel paese. Un viaggio, come detto, fatto di memorie ma anche di scatti digitali per raccontare la passione del popolo del ciclismo pronto a tutto pur di godere dello spettacolo “corsa più bella del mondo nel Paese
più bello del mondo”.

Il concept del libro vuole l’uomo, con il suo volto, protagonista della storia tra passione, emozioni e folklore locale. Il progetto online è cresciuto con il passare dei giorni anche grazie alla cassa di risonanza dei social network come Facebook, Twitter e Instagram.

Il progetto ha infatti voluto espressamente coinvolgere il pubblico con l’hashtag #storiedalgiro diventando così espressione del volto che lo stesso sponsor vuole mostrare del suo essere banca. L’idea, spinta da un team di ragazzi del marketing di Banca Mediolanum, è diventato un caso di studio in alcune Università che si occupano di comunicazione.

Sfogliare le pagine di 101 racconti d’Italia porta il lettore a gustare i sapori e gli odori delle zone che il Giro percorre osservando le foto dei protagonisti. Leggere gli aneddoti riportati trasporta il lettore in un momento di fantasia collettiva e gioia quale è il Giro d’Italia

101 racconti d’Italia: parla Massimo Doris

“La passione per il Giro d’Italia me l’ha trasmessa mio padre – dichiara Massimo Doris, amministratore
delegato di Banca Mediolanum – portandomi fin da piccolo ad assistere al passaggio della corsa a bordo
strada. Una passione che sedici anni fa si è trasformata nella sponsorizzazione della Maglia dedicata al
miglior scalatore e con essa la possibilità di valorizzare il nostro impegno sul territorio con clienti e
appassionati che nel mese di maggio popolano le strade del Giro. Il libro #StorieDalGiro è il risultato e la
testimonianza di questa continua contaminazione tra digitale e reale.”

Doodle Google omaggia i cento anni di Gino Bartali

Doodle Google omaggia il campione toscano

Doodle Google omaggia i centro anni dalla nascita del mitico Gino Bartali nella home page del noto motore di ricerca

Doodle: Google omaggia Bartali

Doodle: Google omaggia Bartali

Doodle Google omaggia i centro anni di Gino Bartali con un l’ambitissimo logo temporaneo del noto motore di ricerca. Sono in tanti oggi a celebrare i cento anni dalla nascita del mitico Ginettaccio vincitore di 3 Giri d’Italia e due Tour de France oltre che mattatore nelle “classiche monumento” con 4 Sanremo e 3 Lombardia.

Il nome di Bartali è leggenda nel mondo del ciclismo e dello sport mondiale ma la popolarità dell’atleta toscano, le cui gesta sono narrate anche in numerosi libri (esiste anche un fumetto) va oltre i meriti sportivi. Il nome di Gino entra nella leggenda “politica” del nostro paese per aver quantomeno  calmato gli animi (se non evitato la guerra civile) dopo l’attentato a Palmiro Togliatti a cui furono sparati colpi di pistola da parte di Antonio Pallante, un fanatico anticomunista.

La popolarità extrasportiva di Bartali prende vigore a livello mondiale per la vicenda, per tanti anni taciuta, del suo supporto a favore di molte famiglie ebree fiorentine vittime delle persecuzioni razziali durante la seconda guerra mondiale.

In particolare il campione toscano, fece da “corriere” tra l’arcivescovado di Firenze e il convento francescano di Assisi portando documenti indispensabili per fornite identità nuove ai perseguitati.

Il maggio scorso, in occasione della partenza dell’ultimo giro d’Italia da Gerusalemme, Gino ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Israele dopo essere stato insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni conferito dallo stesso Stato d’Israele qualche anno prima.

Ora Google omaggia con un Doodle la figura di Gino con l’onore dell’immagine in home page, sicuramente una moderna celebrazione di un grande Uomo.

Doodle: cosa sono?

doodle sono dello modificazioni del logo di Google che il noto motore di ricerca presenta sulla propria home page in occasione di particolari eventi o ricorrenze. I Doodle possono essere mondiali o risultare differenti in base alla nazione di accesso

Il primo della storia venne dedicato il 30 agosto 1998 al Burning Man, un festival della durata di otto giorni che si svolge ogni anno dal 1986 a Black Rock City.

I doodle successivi sono usciti dall’estro di a Dennis Hwang, allora stagista presso Google e oggi affermato disegnatore (di doodle e non solo).

Sono diversi i personaggi famosi che sono stati celebrati da Google tra gli altri, si ricordano nomi del calibro di Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Andy Warhol, Nikola Tesla, Mahatma Gandi oltre ad atleti come Ayrton Senna e, appunto, Gino Bartali.

Doodle: il significato?

La parola in inglese significa “scarabocchio” ovvero i disegni che si fanno quando si è al telefono o durante noiose riunione. In origine il termine significava “sciocco”(dal tedesco dödel) da cui la canzone Yankee Doodle cantata dalle truppe inglesi durante la prima Guerra di Indipendenza Americana poi diventato canto patriotico statunitense.

 

 

Dumoulin attacca l’UCI sulla vicenda Froome

Dumoulin attacca l’UCI: “pessima gestione del caso Froome”

Dumoulin attacca l’UCI, l’olandese del Team Sunweb teme che la decisione possa allontanare la gente dal ciclismo

Dumoulin attacca l'UCI

Dumoulin attacca l’UCI

Dumoulin attacca l’UCI: “Hanno creato un caos nella gestione del caso di Chris Froome che rischia di allontanare gli appassionati dal nostro sport”.  Il vincitore del Giro d’Italia 2017 che ha chiuso la scorsa corsa rosa proprio alle spalle del britannico non risparmia le critiche sulla recente presa di posizione dei vertici del ciclismo.
Già prima dell’avvio del Giro d’Italia Tom Dumoulin non le aveva mandate a dire a Froome: “Nelle sue stesse condizioni, il mio team ed io avremmo deciso di non correre” aveva dichiarato.

Ora alla vigilia dell’avvio della Grande Boucle la Farfalla di Maastricht è stata decisamente pungente: “Il caso Froome è stato semplicemente un caos” ha dichiarato Tom che ha aggiunto: “Questa faccenda è davvero fastidiosa, in realtà non è quello di cui il ciclismo ha bisogno in questo momento. Chris è stato assolto e ne va preso atto ma tuttala situazione è stata gestita malissimo mettendo in cattiva luce il nostro sport. Si rischia che per una faccenda così stupida i tifosi tornino ad allontanarsi dal ciclismo, sono davvero rattristato”.

Quando ancora la posizione del capitano del Team Sky era traballante, il corridore del Team Synweb aveva rigettato l’ipotesi di vincere il Giro per squalifica del Kenyano ma sicuramente non ha apprezzato il metro di giudizio dell’UCI oltre che la tempistica della decisione: “La vicenda si è risolta nelle ultime ore, con la sentenza che ha scagionato il keniano bianco proprio qualche istante dopo l’esclusione chiesta dagli organizzatori del Tour de France”

Dumoulin attacca l’UCI, Lappartient risponde

Il timore dell’UCI è quello che la presa di posizione di atleti, ex ciclisti e opinionisti possa esacerbare il pubblico così il presidente dell’UCI ha tenuto a precisare che “a decisione sul caso Froome è stata presa in modo serio, sulla base dei rapporti di esperti. E’ una decisione che va rispettata, così come vanno rispettati tutti i ciclisti in gara, compreso Froome”.

Circa la questione dei tempi della sentenza il presidente ha tenuto a motivarne le cause:  “La procedura è stata particolarmente lunga perché il caso era complesso: è stato rispettato il diritto alla difesa del corridor. In realtà i tempi li ha dettati la Wada, che ha comunicato la propria posizione sul caso il 28 giugno. L’UCI ha solo redatto la decisione finale e l’ha comunicata nel più breve tempo possibile”.

 

 

Nibali un fenomeno in discesa

Nibali batte la moto in discesa

Nibali si dimostra come sempre un fenomeno di abilità staccando la moto del team guidata da Slongo che lo seguiva il allenamento

Nibali una saetta

Nibali una saetta

Nibali è uno dei più grandi ciclisti dell’attuale panorama mondiale ciclistico. Non scopriamo certo ora le sue doti ma un video, diventato ormai virale sui Social Network, ne celebrano ulteriormente le capacità di discesista.

E’ stato, infatti, diffuso un filmato registrato durante un recente Training Camp in cui lo Squalo dello Stretto dimostra ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) di essere un fenomeno.

Avendo saltato il Giro d’Italia, Nibali è pronto per il Tour de France il prossimo mese, e spera fortemente di poter replicare la sua straordinaria vittoria nel 2014 quando il suo rivale Chris Froome si staccò sul pavé del nord della Francia.

Il video è stato postato dal Direttore Sportivo del Team Bahrain Merida, Paolo Slongo, e testimonia una folle discesa lungo le Dolomiti. Il DS che stava seguendo Vincenzo mostra il tachigrafo della moto su cui stava viaggiando riportare la velocità di 80km/h.

Il video è stato postato su Twitter con il cinguettio di Slongo: “Vincenzo non mi stacca in salita ma in discesa… che fatica a seguirlo…”

Lo start del Tour de France 2018 presenta tante difficoltà e il 33enne siciliano si sta già leccando i baffi all’idea di poter battagliare con il fresco vincitore del Giro d’Italia, Chris Froome.

Il corridore della Bahrain Merida arriverà al Tour de France 2018 forte dello splendido successo alla Milano-San Remo, ma anche con l’incognita del fatto che la miglior performance del siciliano è stata registrata alla Tirreno-Adriatico con un deludente 11esimo posto.

Tour esclude Froome? La Wada lo assolve: sarà al via

Tour esclude Froome? La Sky si arrabbia, la Wada lo assolve!

Tour esclude Froome secondo quanto riportato da “Le Monde” il britannico non è persona gradita agli organizzatori di ASO, il team fa ricorso la WADA lo assolve

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

Tour esclude Froome? Wada lo Assolve!

, la notizia bomba è deflagrata nella giornata di domenica. Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Le Monde‘ gli organizzatori hanno negato la partecipazione al corridore britannico. Il motivo della scelta risale, naturalmente, nella positività al Salbutamolo della Vuelta 2017.

La notizia sarebbe stata comunicata al management del team a mezzo email con l’obiettivo di non rovinare l’immagine della corsa. La Grande Boucle prenderà il via sabato 7 luglio 2018 e rischia di non vedere ai nastri di partenza il corridore faro della corsa transalpina (4 vittorie di cui le ultime tre di fila per il kenyano bianco) reduce dalla vittoria al Giro d’Italia.

Gli organizzatori si appellano all’articolo 28 del regolamento della corsa che, in conformità con le disposizioni dell’Unione Ciclistica Internazionale, consente la “facoltà di rifiutare la partecipazione o di escludere dalla prova una squadra o uno dei suoi membri la cui presenza danneggerebbe l’immagine o la reputazione di ASO o della prova stessa”.

Non essendo al momento prevista a breve (ma come vedremo non è da escludere il contrario) una sentenza sul caso salbutamolo, l’organizzazione, sulla scorta di quanto accaduto con Alberto Contador vincitore nel 2010 poi squalificato a favore di Andy Schleck, non vuole mettere a repentaglio la credibilità della corsa.

La prima avvisaglia di una dura presa di posizione di ASO era arrivata dalle parole di Bernard Hinault (che non lavora per ASO ma in passato aveva lavorato per l’organizzazione). Il tasso era stato molto duro con Froome tanto da invitare i ciclisti alla rivolta: “Se c’è lui al via, i corridori devono mettere il piede a terra e scioperare”.

Tour esclude Froome: Le reazioni del Team Sky

Come era facile immaginare la reazione del Team britannico non si è fatta attendere: la squadra di Froome ha presentato appello alla camera arbitrale del Comitato olimpico francese che si riunirà martedì 3 luglio per decidere della questione. Se l’appello devesse essere rigettato la formazione anglosassone potrebbe ricorrere al TAS di Losanna ma questo allungherebbe i tempo impedendo, di fatto, a Chris di partecipare alla sfida francese.

Nove anni fa, una situazione similare, legata alla positività alla cocaina di Tom Boonen venne rimandata al mittente dal Comitato olimpico transalpino il che rappresenta un precedente incoraggiante per la Sky. Dave Brailsford domenica era al via della Maratona delle Dolomiti ed è apparso assolutamente tranquillo sulla vicenda: “Non posso dire niente, sono molto sereno e spero che tutto possa definirsi entro l’inizio del Tour”.

Tour esclude Froome: le tappe

La camera arbitrale dello sport del Comitato Olimpico Nazionale Francese si riunirà Martedì 13 luglio alle ore 9.00 e si pronuncerà sul caso Froome ma il team non teme ripercussioni. La riunione sarà presieduta da tre arbitri professori di diritto Thomas Clay (scelto da Froome), Frank Latty (scelto da ASO) e Mathieu Maissoneuve (scelta congiunta).

Come detto la decisione del Comitato potrà poi essere rimandata al TAS di Losanna ma i tempi tecnici sono davvero stretti.

Ma che ne sarà della sentenza relativa alla Vuelta? Secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport, pare che voci fondate possano portare addirittura all’archiviazione del caso il che permetterebbe a Chris Froome di essere al via del Tour de France senza alcun problema.

Tour esclude Froome: parla Lappartient

Sulla vicenda si è espresso, a margine dei campionati francesi a Mantes-la-Jolie, vicino a Parigi, il presidente dell’UCI David Lappartient: “per il momento abbiamo solo la notizia del quotidiano francese, ho sempre affermato che l’Unione Ciclistica Internazionale si pronuncerà prima del via del Tour de France 2018 e così sarà”

Tour esclude Froome: parla Michelle Cound

Sulla vicenda della presunta esclusione di Chris Froome è intervenuto il management del ciclista nella figura della moglie Michelle Cound che in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, ha dichiarato che il marito “correrà” la prossima edizione del Tour de France, anche se gli organizzatori stanno provando ad impedirglielo.

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve

Le anticipazioni de La Gazzetta dello Sport hanno trovato riscontro nella giornata di oggi quando il tribunale antidoping dell’UCI ha chiuso il procedimento contro Chris Froome, assolvendolo con un lungo comunicato di spiegazione.

Martedì resta fissato il dibattimento , davanti alla Camera arbitrale dello sport francese ma a questo punto l’idea di chiedere l’esclusione del britannico perde senso.

“Il procedimento contro Froome è chiuso. Al corridore era stato notificato lo scorso 20 settembre che un campione delle sue urine raccolte il 7 settembre durante la Vuelta conteneva un tasso di salbutamolo superiore ai 1000ng/ml. Il limite è di 1600 microgrammi nell’arco delle 24 ore, non si possono eccedere gli 800 microgrammi ogni 12 ore. La concentrazione era anormale. La Wada considera l’eventualità nella quale l’atleta provi che ci sia una concentrazione superiore al consentito nonostante un utilizzo della sostanza entro i limiti previsti.

La Uci ha investigato proprio questa occorrenza. Froome ha avanzato la sua difesa, l’Uci e il tribunale antidoping (WADA) hanno consultato un significante numero di esperti e di report scientifici. Lo stesso ha fatto Froome, producendo materiale per la sua difesa con evidenze scientifiche importnati.

Alla luce di tutto ciò e anche con il parele degli esperti della Wada, il tribunale antidoping ha comunicato all’UCI che sulla base di specifici casi riguardante la vicenda i risultati dei test di Froome dello scorso settembre non costituiscono una violazione delle norme antidoping. Il procedimento contro Fromme è stato chiuso. I risultati della Wada sono stati comunicato il 28 giugno.

L’Uci sa che ci saranno molte reazione dopo questa decisione, ma è stata presa sulla base dell’opinione di molti esperti, dietro al parere della Wada e dopo aver analizzato profondamente la vicenda”.

 

Tour esclude Froome: la WADA lo assolve, le parole di Chris

Puntualissimo ecco il Twitt del Britannico: “Sono grato e sollevato: finalmente posso mettere alle spalle questo capitolo, sono stati nove mesi molto emotivi. Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato e che hanno creduto in me”.

Froome ha poi rilasciato una nota ufficiale sul sito del Team Sky: “Sono davvero contento che l’UCI mi abbia assolto. Non solo questa decisione è un grosso colpo per me e per il mio team, ma è anche un momento importante per il ciclismo. Conosco bene la storia di questo sport, nei suoi momenti belli e brutti. Ho sempre fatto le cose nella maniera corretta. Non ho mai dubitato che questo caso avrebbe condotto ad una assoluzione per il semplice motivo che non ho mai fatto nulla di sbagliato. Soffro di asma fin da bambino, conosco le regole e so quali medicine posso prendere, quanto posso usare il puff per l’asma. Ovviamente l’UCI ha esaminato i risultati dei test della Vuelta. Sfortunatamente, i dettagli del caso non sono rimasti confidenziali come avrebbero dovuto rimanere. E anche io ero frustrato per la lentezza di questa decisione. Sono felice che sia finalmente finita. Oggi viene tirata una linea. Ora non abbiamo altro da fare che guardare avanti e focalizzarci sul Tour”.

Raggiante anche il “Team Principal” Sir Dave Brailsford: “Abbiamo sempre avuto fiducia su Chris e sulla sua integrità. Sapevamo che aveva scrupolosamente seguito le indicazioni mediche per gestire la sua asma durante la Vuelta e non ho mai dubitato della sua assoluzione. Proprio per via di questa certezza abbiamo optato per far correre Chris anche al Giro e ora siamo felici che tutto si sia risolto”.

Chris ha dimostrato di essere un grande campione e l’elevata rilevazione di Salbutamolo nell’urina nella Vuelta è stata trattata come una “presunta” analisi avversa analitica (AAF) da parte dell’Uci e della Wada. Siamo stati chiamati a fornire ulteriori dettagli e, dopo una attenta analisi delle informazioni supportate dalla ricerca scientifica la WADA ha confermato che nessuna norma è stata violata. Non è stato un periodo facile per Chris ma la sua professionalità, sono state esemplari e un merito per lo sport. Ora siamo pronti per il Tour”.

 

Una statua per Michele Scarponi sulla sua montagna

Una statua per Michele Scarponi in cima al Colle dell’Agnello

Una statua dedicata a Michele Scarponi In ricordo della mitica azione del 2016 in cima al Colle dell’Agnello

Una statua dedicata a Michele Scarponi

Una statua dedicata a Michele Scarponi

Una statua dedicata a Michele Scarponi, un gesto di affetto per uno dei campioni del ciclismo recente la cui storia ha colpito gli amanti del ciclismo e non solo. Con i suoi modi garbati ma scanzonati, con il suo immancabile sorriso sulle labbra l’Aquila di Filottrano, tragicamente scomparso lo scorso anno in un terribile incidente stradate, ha un posto nel cuore di tutti gli italiani.

La memoria di Michele Scarponi è stata onorata nel corso degli ultimi mesi con diverse iniziative sia al recente Giro d’Italia che durante lo svolgimento della scorsa Tirreno-Adriatico.

Sabato 23 giugno vi sarà un altro splendido evento volto a tributare un doveroso omaggio alla memoria di Michele: sulla cima del Colle dell’Agnello verrà inaugurata una statua in memoria del ciclista marchigiano.

La statua, posta ai 2748 metri sopra il livello del mare immortala l’azione compiuta da Michele Scarponi durante il Giro d’Italia 2016. Quel giorno Michele Scarponi, in maglia Astana, transitò per primo sulla Cima Coppa di quell’edizione della Corsa Rosa.

L’azione di Scarponi consentì allo Squalo dello Stretto, Vincenzo Nibali, di ottenere la vittoria di tappa sul traguardo di Risoul, riaprendo fi fatto la lotta per la classifica generale (poi vinta proprio dal siciliano).

Da alcuni mesi l’amministrazione comunale di Pontechianale aveva in animo l’erezione della statua lungo il confine di Stato per celebrare le imprese di questo campione dal volto umano. L’incarico di produrre il monumento è stato affidato ad un artigiano del legno, Barba Brisiu, dal sindaco Oliviero Patrile.

Lo svelamento dell’opera è prevista, appunto, sabato 23 giugno 2018 alle 11,30 con la presenza delle massime autorità locali e dei familiari del ciclista scomparso.

Il ricordo di Michele Scarponi tragicamente scomparso in un tragico incidente durante un allenamento il 22 aprile del 2017 vivrà in eterno su una delle montagne in cui ha compiuto una delle sue indelebili azioni.

 

Bernard Hinault invita a scioperare contro Froome!

Bernard Hinault invita a scioperare per il caso Froome!

Bernard Hinault invita i corridori a scioperare contro la vicenda che vede Chris Froome positivo per il Salbutamolo

Bernard Hinault invita allo Sciopero

Bernard Hinault invita allo Sciopero

Bernard Hinault invita tutti a una ferma presa di posizione contro il capitano del Team Sky. L’ex campione francese si è più volte espresso negativamente circa la vicenda dell’ormai famosissimo controllo antidoping durante la Vuelta Espana 2017 che ha riscontrato un risultato positivo al salbutamolo per Chris Froome.

Dopo la partecipazione vincente (e da taluni contestata) al Giro d’Italia, Froome si appresta a prendere il via (da favorito) alla prossima Grande Boucle.

Il corridore britannico si sta preparando per dare l’assalto alla clamorosa doppietta di grandi giri (Giro-Tour) che manca da vent’anni (l’ultimo a ottenerla fu il compianto Marco Pantani).

Bernard Hinault invita allo sciopero

Tra tanti fans entusiasti (e meno), tra colleghi che non prendono una posizione ed ex colleghi favorevoli (o meno) una posizione assolutamente netta l’ha presa Hinault. che a Froome non dovrebbe essere consentito di correre il Tour ed ha esortato gli altri corridori ad una protesta formale e plateale come uno sciopero.

Il presidente dell’Uci Lappartient ha confermato che, visti i tempi necessari, la decisione su questo spinoso caso non verrà presa prima de “Le Grand Départ” del  Tour de France e, di conseguenza, il corridore della Sky sarà della corsa.

Bernard Hinault invita a “mettere giù il piede”!

Sul giornale Ouest France l’ex campione ha inviato parole al vetriolo contro Froome: “Il gruppo dovrebbe mettere piede a terra e fare sciopero dicendo che se c’è lui non si corre”.

Per Bernard non importa se l’uso del farmaco può non aver modificato l’esito della corsa ma “il Ventolin in quelle quantità non è consentito dal regolamento, è semplice. Hai superato il limite? Ne paghi le conseguenze. Credo che il gruppo sia troppo tenero e carino con Froome mentre con altri è stato più duro, le regole sono regole e valgono ugualmente per tutti”.