ALE’ annuncia la partnership con il Giro Under 23

ALE’ partnership con il Giro Under 23

ALE’ annuncia la partnership con il Giro Under 23, soddisfatta Alessia Piccolo

Alè partner del Giro U23 (fonte comunicato stampa)

Alè partner del Giro U23 (fonte comunicato stampa)

Nuova importante partnership per il prestigioso brand di Bonferraro di Sorgà. Le maglie di leader delle classifiche del Giro d’Italia Under 23 saranno caratterizzate dall’inconfondibile e innovativo design di ALÉ.

Verranno svelate tra qualche settimana, in occasione della presentazione ufficiale dell’edizione 2019. Bonferraro di Sorgà (VR) 26 febbraio 2019 – La corsa a tappe più impegnativa e prestigiosa al mondo per la categoria Under 23, accoglie tra i propri partner un’azienda italiana ben radicata sul territorio, che in pochi anni ha saputo ampliare la propria quota di mercato ed imporsi tra professionisti, praticanti ed amatori, grazie al suo stile inconfondibile ed all’alta qualità delle sue confezioni. Le maglie dell’edizione 2019 del Giro d’Italia Under 23, in programma dal 13 al 23 giugno 2019 e che toccherà ben 5 Regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Trentino e Veneto) saranno infatti firmate da ALÉ.

Creato nel 2013 dalla APG srl, che produce abbigliamento e accessori per il ciclismo da oltre 30 anni, ALÉ è un marchio italiano, con una produzione interamente italiana, dalla ricerca alla confezione, passando per la creazione ed alla stampa, che utilizza macchinari di ultima generazione. Ogni anno l’azienda produce più di un milione di prodotti e accessori vestendo professionisti, amatori ed appassionati, grazie alle sue linee Custom ed alle collezioni a catalogo. La nuova collaborazione di ALÉ con il Giro d’Italia Under 23 vede in prima linea l’Amministratore Delegato di APG srl, Alessia Piccolo, da anni protagonista della consistente crescita dell’azienda sul proprio mercato di riferimento:

“E’ sempre un onore mettere la propria esperienza tecnica a disposizione di una Corsa così prestigiosa. Vestiremo atleti che rappresentano il futuro del ciclismo e questo non potrebbe renderci più orgogliosi. Sarò presente al Giro d’Italia Under 23 per sostenere i ragazzi tappa dopo tappa.

“Crediamo di aver trovato un partner fantastico per il Giro d’Italia Under 23 e crediamo che sarà con noi anche per gli altri progetti che stiamo sviluppando – affermano Marco Selleri e Marco Pavarini, rispettivamente Direttore Generale e Direttore Organizzazione del Giro d’Italia Under 23 – Ogni anno il Giro U23 si arricchisce con nuove iniziative ed attività: al nostro fianco ci sono aziende che ci stimolano e che sanno camminare con noi seguendo la mission di innovazione nel ciclismo di cui ci facciamo promotori. Sicuramente ALÉ rappresenta un partner in linea con questi obiettivi, per l’alta qualità dei prodotti tecnici, per i valori e la visione imprenditoriale che la contraddistinguono”.

ALÉ sarà presente al Giro d’Italia Under 23 anche per presentare al pubblico le proprie linee e il suo design innovativo, oltre a prevedere una serie di altre iniziative, insieme agli organizzatori del Giro d’Italia Under 23, in concomitanza con gli arrivi di tappa, indirizzate sia agli Under 23 sia al mondo degli Amatori.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Einer Rubio chi il talento emergente colombiano

Einer Rubio talento emergente del ciclismo mondiale

Einer Rubio, scalatore colombiano della Vejus-Tmf, ha vinto il GP Capodarco, è uno dei talenti emergenti del ciclismo ed è pronto per i Mondiali di Innsbruck

Einer Rubio

Einer Rubio

Einer Rubio Reyes chi è costui? Non tutti conoscono questo nome ma il ragazzo si farà conoscere e gli addetti ai lavori hanno questo ragazzo nei radar. Einer Augusto Rubio Reyes (questo il nome completo in pura tradizione latinoamericana) ha vent’anni e corre per la Vejus-Tmf di Donato Polvere.

Einer, soprannominato “Escarabajo Boyacense”, ha scatenato le fantasie di un buon numero di elevato di team “pro”. Il giovane colombiano arriva dalla provincia di Boyacà, precisamente dal piccolo borgo rurale di Chìquiz.

Da due anni è in Italia e si è fatto notare vincendo il 47esimo Gp di Capodarco e il tappone di Dimaro durante l’ultimo Giro d’Italia Under 23 grazie ad innate doti da scalatore esplosivo capace di attacchi fulminei e alla capacità superiore alla media di muoversi in corsa.

Einer Rubio è nato in una famiglia di umili origini e ha fin da piccolo potuto permettersi solo la bicicletta come svago per il tempo libero. Proprio sulle montagne della Cordillera il giovane Einer ha allenato i suoi garretti e ha temprato il suo spirito.

Sorriso sincero di chi ha in cuore il desiderio di diventare campione, Rubio è cresciuto nella “Benros-Esteban Chaves”, la squadra legata all’omonimo corridore che nel 2016 conquistò  il secondo posto al Giro d’Italia e il terzo alla Vuelta, prima di trionfare al Giro di Lombardia in una annata mai più neanche lontanamente bissata.

Tra gli allenatori della formazione figura anche il padre di Chaves che ha scoperto Einer Rubio quando ancora correva nel piccolo Club Sora.

Sceso dalla scaletta del volo Bogotà-Roma il ragazzo è stato affidato alle cure di Donato Polvere che è rimasto conquistato dal carattere del giovane:

“E’ un ragazzo d’oro, metodico con l’ambizione di fare belle cose e la capacità di ascoltare e di cogliere i dettagli. Si sta togliendo buone soddisfazioni”

Ha dichiarato il DS della Vejus-Tmf attuale team del colombiano.

 

Einer Rubio: scoperta del ciclismo

La Vejus-Tmf fa base nel Sannio dal 2009 ed è sponsorizzata dall’omonima azienda di abbigliamento gestita dallo stesso Polvere, come ha fatto a scovare un potenziale talento mondiale?

“Due anni fa un amico mi segnalò questo giovane giunto undicesimo in una durissima gara del calendario juniores in Colombia, la Vuelta del Porvenir. Per spirito del team io e i miei collaboratori passiamo molto tempo a controllare i risultati delle corse Juniores e abbiamo quindi contattato il padre di Chaves fino a portare Einer qui da noi”

dichiara Donato Polvere

Einer Rubio: obiettivo Innsbruck

I fari delgiovane talento colombiano sono ora puntati sul 28 settembre, giorno della corsa in linea del Mondiale di Innsbruck dedicata, appunto al ciclismo Under 23.

“il team mi ha aiutato e mi sta aiutando molto, sarebbe bello regalare loro una gioia ai prossimi mondiale. Mi sto preparando bene alla prova di Innsbruck e voglio provare a vincere per ripagare la Vejus-Tmf che ha creduto il me. Non è stato facile a 18 anni lasciare tutto e venire in Italia ma ho trovato una persona fantastica nel signor Polvere che mi ha praticamente adottato ma devo dire che tutto il team mi ha sempre supportato in modo fantastico in questo cammino. Un giorno spero di portare la mia famiglia in vacanza qui in Italia, non penso possano trasferirsi qua a vivere perché è una realtà troppo diversa da quella a cui sono abituati”.

Ha dichiarato Einer Rubio Reyes che ora concentrerà tutti i suoi sforzi per fare un regalo iridato a tutti quelli che hanno creduto in lui.

Gianluigi Stanga: ciclismo malato non da buttare

Gianluigi Stanga: questo ciclismo è malato ma non tutto è da cancellare

Gianluigi Stanga, ex manager dello sport, ora lavora per GLS Enterprise ma non si dimentica del ciclismo: sport malato ma non tutto è da buttare

Gianluigi Stanga

Gianluigi Stanga

Gianluigi Stanga, dopo trent’anni da manager nel ciclismo, attualmente collabora come responsabile per l’Italia delle sponsorizzazioni del gruppo internazionale GLS Enterprise, corriere espresso che fa capo a Royal Mail, le poste inglesi, e ha 150 sedi in Italia.

Il suo impegno nelle sponsorship a tema sportivo è a 360 gradi: “lavoro nel calcio con Atalanta, Bologna, Fiorentina, Torino e Lazio, e abbiamo fatto un accordo con la Lega di serie B per l’ospitalità in tutti gli stadi. Poi ci sono Basket, Vollwy e Golf, ho portato il marchio anche nel ciclismo alla Milano-Sanremo, Lombardia e da ormai tre anni il via della  Milano-Torino è dalla sede GLS. Dallo scorso anno collaboriamo con il Giro d’Italia Under 23.

“Il calcio si vende più facilmente, ha un orario certo e tanto appeal per gli sponsor” ha dichiarato Gianluigi Stanga ai colleghi di tuttobiciweb che mantiene nel DNA tutta la sua passione per il ciclismo: “i problemi sono davvero molti, assurda è la vicenda dei motorino o quello che è accaduto a Lucca, siamo lontani da risolvere i mali di questo sport”.

Gianluigi Stanga, persona attenta e oculata fa un quadro completo del movimento: “Un problema sono i genitori che hanno un problema culturale evidente, lo sport è un modo per crescere non per arrivare, la vicenda di Lucca è sconvolgente”. Ma ad alto livello quale è stato il punto di rottura? ” Quando è stato concepito il Pro Tour l’obiettivo era selezionare le corse migliori, i team migliori e i corridori migliori ottenendo compensi per i diritti Tv. Quando Patrice Clerc, che era il presidente dell’ASO, quando capì che avrebbe dovuto rinunciare a qualcosa in favore delle squadre si mise di traverso e tutto è saltato. L’attuale globalizzazione del ciclismo costringe i team ad avere 25-30 atleti in roster oltre che a personale e mezzi. La storia non si crea in un giorno se la Roubaix ci ha messo 100 anni per diventare stoica, non possiamo pensare che le nuove corse prendano subito l’interesse del pubblico”.

Un altro argomento scottante nel mondo del ciclismo è il caso FroomeGianluigi Stanga non si sottrae ad un commento: “Questa vicenda l’ho vissuta con Petacchi, le stesse cose che abbiamo detto noi dieci anni fa, adesso stanno cercando di provarle gli esperti di Froome, esattamente le stesse. Credo che dopo questa vicenda la Wada dovrà rivedere il protocollo, ma nello stesso tempo non credo che Froome possa cavarsela senza danni”.

Gianluigi Stanga ha avuto sotto la sua ala protettrice grandi campioni come Gianni Bugno, Laurant Fignon, Francesco Moser e Richard Virenque ma l’idea di tornare nel circus delle due ruote non lo stuzzica più di tanto: “ormai girano cifre esagerate e non è facile trovare i budget per fare squadre competitive. Non so se sia possibile tornare indietro ma si potrebbe pensarci ma scelte come la diminuzione dei corridori al via nei grandi giri non risolvono i problemi. Detto questo piangersi addosso non serve a nulla, bisogna impegnarsi e le cose possono migliorare”.

Un ultimo pensiero Gianluigi Stanga lo rivolge ai nostri giovani atleti: “ci sono giovani davvero bravi, Villella è uno da cui mi aspetto molto, vedo bene Consonni, è un bel passista veloce. Poi c’è Gianni Moscon, ecco uno come lui in un mio team lo prenderei al volo, ha il carattere giusto per eccellere”.

 

Giro d’Italia under 23 vittoria finale di Sivakov

Pavel Sivakov

Pavel Sivakov

Si è concluso oggi con la Francavilla al Mare-Campo Imperatore il rinato Giro d’Italia under 23, la tappa di oggi è stata caratterizzata da una fuga composta da sedici elementi che ha raggiunto anche i tre minuti di vantaggio ma lentamente, a piccoli gruppi, si sono staccati e sono stati ripresi dal gruppo dopo Assergi, quando la salita finale era già iniziata.

Rodríguez e Luca Covili (già protagonisti della prima fuga) cunquistando una trentina di secondi  di vantaggio sul gruppo dei migliori a quel punto è scattata la maglia rosa Pavel Sivakov (BMC Development Team). Si forma dunque un gruppetto ristretto in testa con Sivakov ripreso da Rodríguez e Colivi oltre che degli australiani della Mitchelton-Scott Lucas Hamilton, Jai Hindley e Robert Stannard, del russo Pavel Cherkasov.

A conquistare la tappa è Jai Hindley, seguito da Lucas Hamilton, terzo, ad una manciata di secondi, arriva Pavel Sivakov che conquista la classifica generale, diventando l’ottavo fra sovietici e russi a trionfare al Giro d’Italia under 23.

Giro d’Italia under 23, vince Francesco Romano

Francesco Romano vince al Giro

Francesco Romano vince al Giro

La sesta tappa del Giro d’Italia under 23 ha fatto finalmente registrare il primo successo italiano nella corsa rosa. La corsa è stata caratterizzata dalla fuga di quindici atleti (tra cui ben 12 italiani segno che la nostra “truppa” ci teneva a conquistare la vittoria).

Il gruppo dei fuggitivi è riuscito ad accumulare un margine di oltre 3 minuti e nella penultima ascesa a 25 km dal traguardo, sono evasi Dlamini, Colonna, Romano, Rosa e Zaccanti. Al traguardo Romano e Rosa,  sono arrivati a giocarsi il successo nel km conclusivo; il testa a testa ha visto prevalere il promettente siciliano Francesco Romano  che ha anticipato il “fratello d’arte” Massimo Rosa (altro talento del pedale italico).

In classifica generale nessuna variazione di rilievo da segnalare, il russo Pavel Sivakov (BMC Development Team) conserva la maglia rosa.

Giro d’Italia U23: vittoria di Jasper Philipsen

Jasper Philipsen

Jasper Philipsen

Jasper Philipsen conquista la tappa odierna al Giro d’Italia Under 23 con arrivo a Gabicce Mare grazie a uno sprint in cui ha letteralmente dominato i suoi avversari diretti e festeggiando tranquillamente a braccia levate. Dietro al forte corridore della BMC Development si sono piazzati Fabio Jakobsen e il campione europeo Aleksandr Riabushenko.

Mattia Cristofaletti (General Store Bottoli Zardini),  Gabriel Cullaigh (SEG Racing Academy) e il belga Thomas Vereecken (Lotto Soudal) che ha toccato un vantaggio massimo di circa 4’30”.

Continua a vestire la maglia rosa il russo Pavel Sivakov (BMC Development Team).

Giro Under 23: vittoria di Neilson Powless

Neilson Power

Neilson Power

Neilson Powless della Axeon Hagens Berman conquista la prima tappa del Giro d’Italia Under 23 con partenza e arrivo a Imola Powless, che viene da molti indicato come uno dei principali favoriti per la corsa rosa, ha attaccato a 3 chilometri dall’arrivo giungendo in solitaria all’arrivo. Per l’atleta classe 1996 inevitabile la conquista anche della prima maglia da leader della generale.

In seconda posizione l’olandese Bram Welten (BMC Development Team) mentre terzo il migliore degli italiani, il veronese Giovanni Lonardi (General Store Bottoli Zardini).