Roglic riflette sul Giro che gli è sfuggito dalle mani

Roglic e quel Giro sfiorato e perso

Roglic partito come favorito per la conquista del Giro ha indossato la maglia rosa salvo perderla a favore di Richard Carapaz risultato poi imbattibile per lo sloveno

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglic era uno dei favoriti per la corsa rosa, reduce da una prima parte dell’anno assolutamente esaltante era accreditato dagli esperti (e dai colleghi, su tutti Vincenzo Nibali) come il favorito numero uno per la conquista della corsa rosa. Già nella cronometro di Bologna lo sloveno aveva messo in chiaro le cose ottenendo subito la maglia di leader ed impressionando tutti per la qualità della sua pedalata.

Le strade del Giro 2019 gli hanno tolto di torno un avversario di primissimo livello come Tom Dumoulin vittima di una brutta caduta, lo stesso Simon Yetes ha quasi subito fatto capire che non era al cento per cento. In queste condizioni lo scenario dei potenziali rivali per la lotta al titolo era limitato allo Squalo Vincenzo Nibali. Poi, complice qualche sguardo di troppo tra i “due contendenti” ha consentito a Richard Carapaz di cogliere un margine che, grazie anche alla forza della Movistar e alle sue doti di scalatore, è risultato incolmabile.

La forma fisica, alta forse da troppi mesi, e la fatica dell’ultima settimana hanno fatto il resto facendo scivolare lo sloveno fuori dal podio. Solo la crono di Verona ha consentito a Roglic di scavalcare Mikel Landa Meana per ottenere l’ultimo gradino del podio.

Un risultato sicuramente apprezzabile quello del ciclista della Jumbo-Visma ma che, forse, lascia un po’ di amaro in bocca.

“La strada verso Verona era ostica e sono successe molte cose, ho avuto molti problemi e dopo la quattordicesima tappa ho iniziato a non sentirmi bene – ha spiegato Roglic – alla fine nonostante tutto sono arrivato sul podio dando il mio 110%

La 14esima tappa a cui fa riferimento lo sloveno della Jumbo-Visma è quella con arrivo a Como in cui Roglic ha avuto problemi meccanici dovendo rinunciare alla propria bicicletta e scivolando lungo la discesa verso il capoluogo di provincia Lombardo.

“Ho combattuto ogni giorno. Finire sul podio è davvero molto bello e sono felice e orgoglioso di questa mia performance al Giro. Ho corso molto in questa prima metà dell’anno e penso di aver imparato molto durante questa gara” ha detto Roglic a cyclingnews.com

Roglic, infatti ha ottenuto vittorie al Tour degli Emirati Arabi Uniti, la Tirreno-Adriatico e il Giro di Romandia ragion per cui in molti esperti avevano “previsto” un calo nella terza settimana. Certo Roglic non ha dominato nell’ultima settimana con un Carapaz indiavolato ma non ha arretrato un centimetro.

Ad onor del vero va detto che la formazione del vincitore del Giro è apparsa di un altro pianeta sia rispetto alla Bahrain Merida di Nibali che alla Jumbo-Visma che, prima dell’avvio della corsa rosa ha perso Robert Gesink e Laurens De Plus dopo la prima settimana.

“Questo Giro ha insegnato qualcosa a tutti sia singolarmente che come team. Esperienze e lezioni ne abbiamo colte, faremo le necessarie analisi e sicuramente troveremo temi da migliorare per stare meglio in corsa e fuori” ha detto Primoz.

“ammetto che sono stanco e che nell’ultima settimana non stavo mene. Ora mi prenderò un po’ di vacanza e poi vedrò cosa fare” ha concluso Roglic che potrebbe andare al Tour ma senza i galloni del capitano in quanto il team punterà su Dylan Groenewegen per le volate e su Steven Kruijswijk per la generale.

Carapaz ha vinto il Giro d’Italia 102

Carapaz ha vinto il Giro d’Italia 102 – Haga primo nella Crono finale

Carapaz è il primo ecuadoriano nella storia del Giro. Completano il podio Nibali e Roglic. Nella tappa finale Campenaerts e De Gendt rispettivamente secondo e terzo.

Carapaz

Carapaz

Richard Carapaz (Movistar Team) ha vinto il centoduesimo Giro d’Italia, indossando la Maglia Rosa di leader della classifica generale ed alzando il Trofeo Senza Fine. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) e Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma).

Chad Haga (Team Sunweb) ha vinto la ventunesima tappa, la Cronometro Individuale Verona-Verona di 17,0 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Victor Campenaerts e Thomas De Gendt (Lotto Soudal).

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’05”
3 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 2’30”
4 – Mikel Landa (Movistar Team) a 2’38”
5 – Bauke Mollema (Trek – Segafredo) a 5’43”

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

RISULTATO FINALE
1 – Chad Haga (Team Sunweb) – 17,0 km in 22’07”, media 46,119 km/h
2 – Victor Campenaerts (Lotto Soudal) a 4″
3 – Thomas De Gendt (Lotto Soudal)a 6″

La Maglia Rosa Richard Carapaz, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questo è il più grande momento della mia vita sportiva. In questa crono finale ho sofferto dall’inizio alla fine fino a raggiungere l’Arena di Verona. È favoloso vincere il Giro d’Italia“.

Il vincitore di tappa Chad Haga ha dichiarato: “Questa è la mia prima vittoria nel WorldTour. Sono partito stamattina credendo davvero di poter vincere. Ho salvato le gambe in questi ultimi giorni. Guardando Roglic e Nibali in TV, ho dovuto convincermi che erano stanchi. È un’emozione enorme. Sono senza parole“.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Alexis Vuillermoz cade nella scarpata

Alexis Vuillermoz cade sul Mortirolo per una crisi d’asma

Alexis Vuillermoz ha pagato pesantemente la tappa di ieri, durante l’ascesa al Mortirolo è stato vittima di una crisi d’asma che l’ha portato a cadere

Alexis Vuillermoz

Alexis Vuillermoz

Alexis Vuillermoz, corridore della AG2R La Mondiale è stato una delle “vittime” della tappa di ieri del Giro d’Italia. Tanti corridori hanno pagato dazio nonostante dal percorso fosse stato rimosso il terribile Gavia. La tappa di ieri è stata segnata da un clima davvero terribile, la Tv ha trasmesso immagini davvero drammatiche, lo stesso vincitore della tappa, Giulio Ciccone, è apparso più volte intento a battere i denti per il freddo. Insomma più che una tappa, è stato un autentico calvario per gli atleti.

Alexis Vuillermoz, che ricopriva la diciottesima posizione in classifica alla partenza da Lovere, è stato protagonista di una bruttissima disavventura. Lungo la salita del Mortirolo, Cima Pantani, il corridore francese è stato colpito da una crisi asmatica davvero molto forte, talmente violenta da perdere il controllo della propria bicicletta e cadere in una scarpata.

Grazie all’aiuto dei compagni e dello staff del team e dell’organizzazione del Giro, Vuillermoz è stato prontamente aiutato a rimettersi in pista concludendo la frazione a 32’47” da Ciccone.

“Un grandissimo ringraziamento a tutto lo staff, ai ragazzi della squadra e all’organizzazione del Giro per avermi garantito sicurezza dopo una violenta crisi che mi ha fatto cadere in un fossato…in salita”, ha scritto sui social al termine di una giornata decisamente impegnativa ma portata ugualmente a termine con una grinta non da tutti.

 

 

 

Colpack si fa largo al Giro d’Italia

Colpack quanti ex al Giro d’Italia

Colpack si fa largo al Giro d’Italia 2019 con Ciccone, Masnada, Benedetti e gli altri “fratelli” per la gioia del presidente della squadra, Beppe Colleoni

Colpack: Colleoni e i suoi ragazzi

Colpack: Colleoni e i suoi ragazzi

C’è un gruppo di giovani ciclisti che si sta facendo largo al Giro d’Italia. Giovani emergenti che si stanno facendo notare sulla scena internazionale. L’ultimo colpo quello di Giulio Ciccone splendido vincitore oggi a Ponte di Legno, in maglia azzurra di miglior scalatore, della sedicesima tappa della Corsa Rosa, il tappone con il Mortirolo, ha esaltato tutti gli amanti del ciclismo (nella foto Rodella, il presidente Colleoni con Ciccone e Masnada al Piccolo Lombardia 2015).

In comune tutti questi ragazzi hanno un comune denominatore: un passato da Under 23 nel Team Colpack e nel gruppo che fa capo al presidente Beppe Colleoni e al team manager Antonio Bevilacqua. Curioso che in questa 102esima edizione della Corsa Rosa, finora, su quattro vittorie di corridori italiani, ben tre sono di ex Colpack: oggi l’abruzzese Ciccone, prima di lui il bergamasco Fausto Masnada primo a San Giovanni Rotondo, terzo oggi, e protagonista di un grande Giro, e poi il trentino Cesare Benedetti splendido vincitore della tappa Cuneo-Pinerolo, protagonista per un giorno dopo una vita da gregario.

Ma non è finita qui: c’è Giovanni Carboni che ha indossato per diversi giorni la maglia bianca di miglior giovane e si sta facendo onore con un ottimo Giro; Damiano Cima è uno dei più assidui frequentatori delle lunghe fughe di giornta; Simone Consonni, perso il suo leader Gaviria a cui doveva tirare le volate, si è ritagliato un suo spazio e proverà a resistere alle montagne per giocarsi nei prossimi giorni le ultime chance per i velocisti; Andrea Garosio sta lavorando per il suo capitano Vincenzo Nibali; Manuel Senni si è fatto vedere pure lui in fuga; Umberto Orsini, purtroppo, è stato costretto a lasciare per un problema fisico. C’è poi Mattia Cattaneo, che non ha vestito la maglia Colpack, ma da Juniores, con la For 3 – Milram, ha fatto parte di questo gruppo con cui aveva conquistato anche un argento al Mondiale in Sudafrica.

Sono fatti che esaltano il grande lavoro svolto negli ultimi anni dalla formazione vivaio bergamasca che dopo aver dominato per diverse stagioni la scena nazionale ed internazionale degli Under 23 ora vede i suoi ex ragazzi farsi largo con onore anche nel ciclismo dei grandi.

Particolarmente felice è proprio il presidente del Team Colpack Beppe Colleoni: “Oggi Ciccone mi ha fatto emozionare. Sono felicissimo per lui. È stata una tappa e una vittoria bellissima. Era successo anche con Masnada e con Benedetti, ma tutti i nostri ragazzi si stanno comportando bene. Non ho parole per le emozioni che stiamo vivendo in questi giorni. Voglio solo dire grazie ai ragazzi”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Nans Peters conquista la 17esima tappa

Nans Peters conquista la 17esima tappa

Nans Peters conquista la 17^ tappa del Giro d’Italia 2019, Mikel Landa e Richard Carapaz guadagno terreno su Nibali e Roglic

Nans Peters (fonte pagina Twitter)

Nans Peters (fonte pagina Twitter)

Nans Peters corridore francese in forza alla  Ag2R La Mondiale, si impone nella 17^ tappa del Giro d’Italia 2019  nel giorno in cui la maglia rosa Richard Carapaz festeggia il compleanno guadagnando ancora secondi allo Squalo Vincenzo Nibali e a Primoz Roglic.

Dopo il tappone di ieri vinto dal nostro Giulio Ciccone, continuano le salite (più blande) per delineare la classifica della 102^ edizione della Corsa Rosa. La frazione di oggi, lunga 181 km presenta tre GPM ma nessuno di prima categoria, il terreno ideale per cercare la fuga da lontano.

A prendere il largo sono 18 atleti tra cui spiccano il nostro Fausto Masnada della Androni Sidermec,  Davide Formolo della Bora Hansgrohe, Bob Jungels della Deceuninck QuickStep, Esteban Chaves della Mitchelton-Scott e l’ex maglia rosa Valerio Conti.

Il gruppo non ha motivo per spremere le energie per ricucire lo strappo e così il drappello riesce a incamerare un prezioso vantaggio. Con il passare delle salite (l’Elvas prima e il Terento dopo) i fuggitivi si scremano progressivamente. L’azione regina è di Nans Peters che parte ai piedi dell’ascesa finale prendendo un buon margine. E’ proprio il giovane di belle speranze transalpino a tagliare per primo il traguardo seguito da un Chaves non eccezionale in questo Giro e da Davide Formolo.

Nel gruppo dei Big è Mike Landa a provare il numero, attaccando lungo la salita finale, staccando Nibali e Roglic che restano a guardare anche quando l’allungo arriva dalla maglia rosa. Landa rientra così in corsa per un posto sul podio di Verona mentre l’ecuadoriano consolida la propria leadership in generale incamerando altri secondi sui principali rivali per la conquista della maglia rosa finale.

 

 

Ciccone che impresa a Ponte di Legno! Carapaz resiste

Ciccone fa l’impresa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno del Giro d’Italia 2019. Nibali attacca, Carapaz resiste e Roglic perde terreno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno legittimando le sue aspirazioni di futuro uomo per le corse a tappe. La maglia azzurra della Trek si impone al termine di una cavalcata epica in condizioni meteorologiche al limite del sopportabile anticipando il compagno di fuga Jan Hirt (Astana).

E’ la tappa regina del Giro d’Italia 2019 e le condizioni meteo sono terribili sin dalla partenza. Il classico tappone dolomitico, seppur amputato del mitico Gavia, parte da Lovere (BG) per arrivare a Ponte di Legno attraverso l’unico e solo Passo del Mortirolo per un totale di circa 4000 metri di dislivello.

Si avvantaggia sin da subito un drappello di uomini ben assortito in cui spiccano Giulio Ciccone (Trek), Diego Ulissi (UAE), Andrey Amador (Movistar), Mattia Cattaneo e Fausto Masnada (Androni), Pello Bilbao (Astana),  Mikel Nieve (Mitchelton), amiano Caruso e Antonio Nibali (Bahrain).

I battistrada affrontano a buon passo la Presolana, il Cevo (sostituto del Gavia) e l’Aprica mantenendo un margine costantemente vicino ai 3 minuti. Quando i fuggitivi attaccano il Mortisolo sono  i soli Hirt e Ciccone a restare in testa, mentre alle loro spalle inizia la lotta nel gruppo dei Big.

Sulla salita dedicata a Marco Pantani è Vincenzo Nibali a rompere gli indugi staccando tutti. Simon Yates (Mitchelton Scott) e Primoz Roglic (Jumbo Visma) accusano pesantemente il colpo mentre la maglia rosa rimane imperturbabile controllanto il distacco nell’ordine dei 20 secondi per poi rientrare sullo Squalo dello Stretto assieme  Miguel Angel Lopez (Astana) e Hug Carthy (EF) verso il termine dell’asperità. Il clima è da lupi con pioggia a secchiate e grandine.

Gli ultimi chilometri sono infiniti per tutti: seppur non particolarmente ostici in termini di pendenza sono letteralmente funestati dal meteo. Ciccone batte i denti per via del freddo ma la sua voglia di trionfo è più forte di ogni avversità e l’abruzzese conquista la tappa battendo Hirt nella volata finale.

La terza piazza va a un altro dei fuggitivi di giornata, il tenace Fausto Masnada, mentre il gruppo della maglia rosa e di Nibali arriva a 1’41 dal vincitore grazie al commovente lavoro di un “devoto” Damiano Caruso.

Roglic e Yates pagano 1’23” da Richard Carapaz e lo sloveno viene scavalcato da Vincenzo Nibali che va ad issarsi al secondo posto della generale dietro a un’inattaccabile (?) maglia rosa.

 

 

 

Limar Air Master il casco di Cataldo

Limar Air Master sulla testa di Cataldo

Limar Air Master è il casco usato da Dario Cataldo nella trionfale cavalcata nella tappa di Como al Giro d’Italia 2019

Limar Air Master

Limar Air Master

Limar Air Master il casco dell’atleta dell’Astna. La tappa 15 del Giro d’Italia a Como ha visto trionfare un grandissimo Dario Cataldo, al traguardo con in testa il suo LIMAR AIR MASTER. Dopo alcuni giorni di malattia, Cataldo, incredulo, è stato in grado di andare in fuga, conquistando la vittoria più importante nella sua carriera professionale. E’ la sua decima partecipazione al Giro.

Dario Cataldo, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questa mattina non era nei miei piani andare in fuga, ho sofferto così tanto negli ultimi due giorni. Poi una volta iniziata la tappa mi sentivo bene e le gambe giravano così ho deciso di seguire Cattaneo quando ha attaccato. Vincere una frazione al Giro d’Italia è fantastico, un qualcosa che ho sognato per tutta la vita”

Ed ancora: “Da quando ero bambino sognavo di vincere da pro, ma non una gara qualsiasi….una tappa del giro d’Italia. Per un corridore com me non è facile nè scontato. poche sono le occasioni per provarci…..Ora si pensa alla generale con Lopez nella prossima lunga settimana”.

LIMAR AIR MASTER, un modello estremamente aerodinamico e compatto, con una ventilazione adeguata alle prestazioni estreme di un grande giro disputato con temperature spesso elevate.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Vincenzo Nibali concentrato sulla vittoria

Vincenzo Nibali si confronta con Contador

Vincenzo Nibali dimostra una “rabbia” maggiore del solito e dopo la tappa di Como si confronta con Alberto Contador

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali a Como ha limato 40 secondi allo sfortunato Primoz Roglic dimostrando quella “cattiveria” necessaria per conquistare il terzo titolo al Giro d’Italia. Lo squalo ha controllato la prima settimana caratterizzata da un percorso prettamente pianeggiate per poi testate la solidità dello sloveno nelle tappe finali della seconda settimana.

Il distacco da Roglic si è creato nelle cronometro mentre quello nei confronti di Carapaz si è creato nel momento in cui l’italiano e lo sloveno “si sono guardati” troppo lasciando allungare il ciclista della Movistar.

“Nella prima settimana del Giro 2019 era solo importante evitare incidenti o farsi trovare impreparato in qualche caduta. Roglic si è dimostrato atleta solido e Carapaz ha confermato di essere molto esplosivo sulle salite e sta correndo molto bene. Attendiamo la terza settimana per vedere cosa accadrà” he detto Vincenzo.

Lo squalo, al termine della frazione di Como ha scambiato alcune confidenze con un ospite d’eccezione: Il Pistolero Alberto Contador:

“ho detto ad Alberto che lui è ancora fonte di ispirazione per me. Lui correva per vincere e basta, non era interessato al secondo o al terzo posto, contava solo vincere per lui e questa cattiveria è ciò che serve”.

Nibali vuole aggiungere un’altra maglia rosa a quelle del 2013 e del 2016, nella frazione di domenica ha tentato un numero degno del Lombardia dopo aver fatto lavorare duramente il compagno di squadra e amico Damiano Caruso. Lo squalo si è portato dietro Carapaz mentre Roglic, tra i problemi meccanici e la caduta che lo ha coinvolto lungo l’ultima discesa dal Civiglio, ha perso terreno.

“Carapaz ha dimostrato di essere molto bravo e mi ha seguito quando ho attaccato. Ho continuato con l’attacco e ho visto che stavamo guadagnando qualcosa su Roglic. Ora arriva l’ultima settimana, la più dura, vedremo cosa accadrà: Roglic ha la crono dalla sua parte e non deve correre solo contro di me perché ci sono altri ciclisti forti e lo stesso Yates sta entrando in forma” ha concluso Vincenzo Nibali.

 

 

Richard Carapaz guadagna consapevolezza

Richard Carapaz : cresce la fiducia

Richard Carapaz maglia rosa a sorpresa (ma non troppo) sta trovando confidenza nei propri mezzi tappa dopo tappa, è lui l’uomo da battere?

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz entra nell’ultima settimana del Giro d’Italia con fiducia ed energia indossando i segni del primato. La maglia rosa può schiacciarti o farti volare e, nel caso dell’ecuadoriano, tutto lascia pensare che ne stia traendo maggior impeto.

Il giorno successivo alla conquista del primo posto in generale Carapaz ha seguito l’attaccante Vincenzo Nibali staccando il comune rivale Primoz Roglic alle prese con una bicicletta non sua e con una caduta lungo la discesa verso Como che poteva costare molto, molto cara.

“Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile e ho cercato di restare concentrato, il giorno di riposo aiuterà per un Giro ancora molto lungo” ha spiegato Richard al termine della tappa.

La conquista della maglia rosa è stata una sorpresa del alcuni ma in realtà il corridore della Movistar aveva fatto vedere il suo talento già al Giro 2018 chiudendo al quarto posto in generale.

Probabilmente Nibali e Roglic, nella tappa di sabato, hanno sottovalutato il corridore dell’Ecuador marcandosi a vicenda e non calcolando che il margine a favore di Carapaz potrebbe diventare pericoloso.

“non ci sono stati regali, avevo buone gambe e quelle hanno fatto la differenza, non mi interessa quello che dice la gente” ha detto Carapaz.

 

Il giorno di riposo odierno può offre a Carapaz e al Team Movistar la possibilità di organizzare la strategia per l’ultima settimana di corsa. Strategia che si baserà su una pedina fondamentale come Milkel Landa che può fare da “ariete” per gli attacchi dell’ecuadoriano o può rappresentarne una alternativa. Come di comporterebbero Roglic e Nibali se Landa dovesse andare all’attacco?

“Landa ha una carriera e un palmares invidiabile, lo ammiro molto e tra di noi c0p un rapporto di amicizia. Ci sono tanti chilometri e tante salite da fare chissà chi vincerà? Potrei essere io, Nibali o Roglic ma anche un altro” spiega Carapaz. Sicuramente chi vorrà arrivare in rosa a Verona dovrà vedersela con la Movistar che pare essere una delle squadre più attrezzata per governare le tappe di alta montagna

Dario Cataldo trionfa a Como, Roglic perde terreno

Dario Cataldo corona la lunga fuga con la vittoria

Dario Cataldo dell’Astana ha vinto davanti a Cattaneo dopo 218 km di fuga. Carapaz incrementa il vantaggio in Generale su Roglic.


Como, 26 maggio 2019 – Il corridore italiano Dario Cataldo (Astana Pro Team) ha vinto la quindicesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia, da Ivrea a Como di 232 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) e Simon Yates (Mitchelton – Scott).

Richard Carapaz (Movistar Team) conserva la Maglia Rosa di leader della classifica generale e aumenta il vantaggio su Primoz Roglic.

RISULTATO FINALE
1 – Dario Cataldo (Astana Pro Team) – 232 km in  5h48’15”, media 39,971 km/h
2 – Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) s.t.
3 – Simon Yates (Mitchelton – Scott) a 11″

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Arnaud Demare (Groupama – FDJ)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Pavel Sivakov (Team INEOS)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 47″
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’47”

Il vincitore di tappa Dario Cataldo, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questa mattina non era nei miei piani andare in fuga, ho sofferto così tanto negli ultimi due giorni. Poi una volta iniziata la tappa mi sentivo bene e le gambe giravano così ho deciso di seguire Cattaneo quando ha attaccato. Vincere una frazione al Giro d’Italia è fantastico, un qualcosa che ho sognato per tutta la vita”.

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile con un finale nervoso, ho cercato di fare attenzione alle mosse di Vincenzo Nibali e alla fine è andata bene. Ora ci godiamo questo giorno di riposo, ne abbiamo bisogno prima delle tappe dure che ci aspettano nei prossimi giorni”.

FONTE COMUNICATO STAMPA