Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi, recensione

 

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi di Carlo Gugliotta

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi. 70 anni di vittorie italiane di Carlo Gugliotta edito da Alba Edizioni racconta le vittorie italiane nella classica monumento

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi. 70 anni di vittorie italiane di Carlo Gugliotta ripercorre le storiche strade del Belgio dal 1949 al 2019. Due date non a casa che corrispondono a due strepitosi successi italiani lungo i faticosi chilometri di una delle classiche del ciclismo mondiale.

Dal successo di Fiorenzo Magni, primo italiano che riesce a vincere il Giro delle Fiandre alla meravigliosa e storica doppietta di Alberto Bettiol e Marta Bastianelli nel 2019, Gugliotta ci guida nella scoperta dei successi tricolore alla Ronde van Vlaanderen.

Questa corsa, che appartiene all’elite identificata come “classiche monumento”, ha cose segno distintivo la forte presenza e la passione del pubblico che da sempre accorre in quantità lungo i bordi del percorso belga.

800.000, forse un milione di tifosi ogni anno sono la meravigliosa cornice a una delle corse più affascinanti del panorama ciclistico mondiale. Proprio da questa visione nasce il titolo dell’ultimo lavoro di giornalista Carlo Gugliotta (conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro) edito da Alba Edizioni.

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi ripercorre con una scrittura piacevole e scorrevole i 13 successi tricolori (11 tra gli uomini e due tra le donne) nella storia della manifestazione senza tralasciare di impregnare le narrazioni con l’atmosfera speciale che si respira a bordo strada e che spinge tanti appassionati a non perdersi nemmeno un’edizione da anni.

Le strade del Giro delle Fiandre vengono, infatti, invase non solo da appassionati autoctoni ma da molti stranieri e da molti nostri connazionali che hanno saputo apprezzare la bellezza di questa classica e, in alcuni casi, godere dei successi dei nostri alfieri.

Da Magni a Bettiol passando per Moreno Argentin, Gianni Bugno, Gianluca Bortolami (che sul podio del Fiandre salì con il compianto Denis Zanette) e per tutti gli altri atleti nostrani in grado di regalare una giornata speciale ai tifosi italiani, sono assolutamente gradevoli i resoconti di Carlo Gugliotta.

L’autore non si limita ad una mera cronaca degli eventi ma ne fa rivivere i colori e gli odori portando il lettore a sentirsi lungo il percorso del Giro delle Fiandre.

Il libro è impreziosito dalla prefazione di Riccardo Magrin, voce del ciclismo su Eurosport, e da alcuni autentici cimeli come i ritagli dei quotidiani, fotografie e gustose curiosità.

Un libro da leggere e conservare nella speranza che il ciclismo italiano possa aggiungere qualche nuova e storica pagina di gloria per il ciclismo italico.

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi. 70 anni di vittorie italiane di Carlo Gugliotta

 

Copertina flessibile: 140 pagine
Editore: Alba Edizioni (21 febbraio 2020)
Collana: Storie a pedali
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8899414513

Jacky Durand il corridore francese nato per la fuga

Jacky Durand l’uomo delle fughe

Jacky Durand ciclista francese anni ’90 noto per le sue fughe da lontano, vincitore del Giro delle Fiandre. Vita, carriera palmares

Jacky Durand

Jacky Durand

Jacky Durand nasce a Laval il 10 febbraio 1967 in una famiglia di umili origini che si occupa di agricoltura nella regione meridionale di Mayenne. Jacky inizia a correre da ragazzino nella categoria 13/14 anni per poi passare tra i cadetti senza però ottenere nessuna vittoria.
Passato dilettante Durant riesce a ottenere alcune vittorie mettendo in risalto le proprie doti di attaccante spregiudicato.

Jacky Durand diventa presto famoso per la sua attitudine alle lunghe fughe, nel 1989 ottiene una decina di vittorie e nel 1990 riceve la chiamata della Castorama di Cyrille Guimard. Dopo un anno di apprendistato nel 1991 conquista la sua prima vittoria da pro al Grand Prix d’Isbergues e soprattutto diventa famoso grazie alla rivista francese “Vélo” che, stimolata dalle vughe a lunga gittata di Durand, inizia a pubblica ogni mese un Jackymètre che conta i chilometri percorsi a testa gara durante la stagione.

Nel 1992 l’indole di attaccante vale al francese la conquista Giro delle Fiandre o “Ronde van Vlaanderen” (in fiammingo). La vittoria arriva a 36 anni di distanza dall’ultimo successo francese ottenuto da Jean Forestier nel 1956. Durant va in fuga assieme all’elvetico Thomas Wegmüller, quando all’arrivo mancano ancora 217 chilometri. Nelle fasi finali della corsa, Il francese riesce a staccarsi di dosso lo svizzero e dopo una entusiasmante resistenza al tentativo di ritorno del gruppo, Jacky Durand vince il Giro delle Fiandre 1992.

Anni dopo, viene fermato dalla polizia belga per eccesso di velocità, il poliziotto riconosce il volto del vincitore della Ronde ’92 e lo lascia andare senza sanzioni: “aver vinto il Fiandre mi ha praticamente reso un cittadino belga onorario” dichiara un sorpreso Durand.

Nel 1993 conquista il titolo francese in linea a Châtellerault. Curioso è l’aneddoto attorno alla conquista della maglia di campione francese. La storia, raccontata da Jean-François Quénet,  vuole che il giorno della prova valida per il titolo nazionale Guimard, che ha qualche “conto in sospeso” con Luc Leblanc e Laurent Brochard, chiede a Durand di attaccare da lontano. Guimard ha mal digerito il rifiuto dei due atleti di vestire la maglia della Castorama e il suo “pupillo” Durant prende alla lettera i suggerimenti del DS andando ad indossare la maglia di campione nazionale.
Nel 1994 Jakcy bissa la vittoria del titolo nazionale in linea, conquista la frazione del Tour de Frane da Bergerac a Cahors e due tappe al Tour du Limousin.

Il 1995 segna una grandissima soddisfazione per il francese che, sfruttando le condizioni meteo variabili conquista il cronoprologo di Saint Brieuc al Tour de France indossando per due giorni la maglia gialla. Nella stessa stagione vince la quarta. tappa al  Grand Prix du Midi Libre da Carcassonne a Sète.

Nel 1996 veste i colori della Agrigel senza conquistare  nessuna vittoria ma viene sospeso perché fallisce un test antidoping durante il Tour de la Picardie. L’anno seguente si trasferisce alla Casinò. Il 1998 è un anno buono per Durant che vince una tappa al Tour de Luxembourg, una al Tour de Pologne e l’ottava dalla del Tour de France da Brive a Montauban.

Nel 1998 conquista a sorpresa la Paris-Tours precedendo sull’arrivo l’italiano Mirko Gualdi e l’estone Jaan Kirsipuu (EST) e interrompe il digiuno di 42 anni per i colori francesi.

Nel 1999 conquista la speciale classifica della Combattività al Tour de France mantenendo fede alla sua fama di “movimentatore” delle corse; al Giro di Spagna 1999, approfittando di un buon prologo e dei secondi di bonus ottenuti negli sprint intermedi durante, neanche a dirlo, una fuga nella prima prova in linea conquista la maglia di leader della classifica generale conservandola per due giorni.

Nel 2001 passa alla La Française des Jeux dove ottiene due vittorie alla Tro-Bro Léon e alla Tartu Rattaralli.

Durante il Tour de France 2002, viene squalificato durante la tappa montuosa del Plateau de Beille nei Pirenei perché sorpreso a farsi trainare dall’ammiraglia durante l’erta finale.

Nel 2004 passa alla  Landbouwkrediet conquistando il Critérium du Guidon d’Or d’Hellemmes  e maturando l’idea di chiudere con il ciclismo professionistico.

Nel 2006 la band La Brinche gli dedica una canzone “Jacky Durand, storia di un uomo a cui non è piaciuto il gruppo“. Nel 2008 salirà con la band sul palco per cantare la “sua canzone”

Il 23 luglio 2013, il quotidiano francese Le Monda rende noto che durante un controllo, eseguito nel 2004, sulle urine di Durand  risalenti al Tour del 1998 sono state ritrovate tracce di Epo. Il corridore ammette di aver usato sostanze dopanti durante la sua carriera.

Terminata la carriera è diventato consulente sul canale televisivo satellitare Eurosport insieme a Richard Viranque e Patrick Chassé.

Alla fine del 2017 vive la tragedia della sparizione del padre Henri Durand il cui corpo viene ritrovate senza vita in uno stagno di Saint-Michel-de-la-Roë non si saprà mai se la morte è dovuta ad un incidente o a un suicidio.

Attualmente vive a Grenoble dove dal 2008 organizza la “The Crantée Jacky Durand”, corsa in mountain bike a scopo benefico.

Nel 2019 gli è stato assegnato il premio Sports Commentator Award dalla Association des Ecirvains Sportis.

 

Bettiol e la core stability

Bettiol nel 2017 finì in sedia a rotelle!

Bettiol dopo il Circuito di Saitama 2017 finì in sedia a rotelle a causa di un problema alla colonna vertebrale. Si è ripreso con la core stability

Bettiol (fonte pagina twitter)

Bettiol (fonte pagina twitter)

Bettiol ha conquistato un po’ a sorpresa il Giro delle Fiandre guadagnandosi, giustamente, le luci della ribalta. L’azione che ha infiammato i telespettatori a casa e i tanti tifosi italiani presenti sull’arrivo del Fiandre è stata una riscossa del ciclismo italiano oltre che una riscossa per lo stesso Alberto dopo un 2018 difficile.

Naturalmente la vittoria ha portato popolarità a Bettiol e, con la popolarità sono uscite storie e aneddoti personali sul ciclista toscano. La prima a circolare è “merito” di  Jonathan Vaughters che ha reso noto il soprannome “mamma di pasta” affibbiato ad Alberto per la sua passione per la pasta fatta in casa.

La seconda vicenda poco nota l’ha raccontata Bettiol a La Gazzetta dello Sport e riguarda un problema fisico fortunatamente risolto.

Era il 2017 ed il fresco trionfatore del Giro delle Fiandre era in Giappone per un circuito:

“ero a Saitama per il circuito locale quando mi ritrovai in seria a rotelle, non riuscivo più a camminare, tornai a casa con un volo ad hoc organizzato con Alitalia. Tutto era legato a un problema alla colonna vertebrale, in zona sacrale. E’ una cosa che pochissime persone conoscono ma ho i muscoli che stabilizzano il bacino poco sviluppati, ho una sacroileite – ha spiegato Alberto Bettiol. Fortunatamente il team mi ha messo a disposizione degli specialisti e abbiamo trovato la chiave per guarire grazie ad esercizi specifici che di base sono di “core stability. Mi alleno con Leonardo Piepoli. Grazie a un anello sono monitorato 365 giorni l’anno”

Alberto ha iniziato a collaborare con Piepoli prima dell’inconveniente di Saitama, nel 2016:

“Gli allenamenti variano a seconda del momento della stagione senza un programma a lunga scadenza. Dico scherzosamente che Leonardo è uno stalker, non sai mai cosa ti proporrà. Leonardo è sempre molto presente, a qualcuno potrebbe pesare ma per me è quel che ci vuole anche se la mia ragazza è quasi gelosa”

Attualmente Alberto è costantemente monitorato con un apposito “anello” collegato ad una app che raccoglie i parametri vitali e li trasferisce ad uno smartphone collegato allo staff del team così da essere sono osservazione tutti i giorni dell’anno.

Fiandre femminile, vince Marta Bastianelli!

Fiandre femminile, che colpo della Bastianelli!

Fiandre femminile, vittoria di Marta Bastianelli del Team Virtù Cycling di Bjarne Riis che regola in voltata Annemiek Van Vleuten e Cecile Ludwig 

Fiandre femminile, vince Marta Bastianelli!

Fiandre femminile, vince Marta Bastianelli!

Fiandre femminile, splendida vittoria della nostra Marta Bastianelli (Team Virtù Cycling). La campionessa europea in carica ha conquistato la vittoria al Giro delle Fiandre donne dopo una splendida volta a tre con Annemiek Van Vleuten (Mitchelton-Scott) e Cecile Ludwig (Bigla Pro Cycling) rispettivamente seconda e terza.

Per l’Italia è la seconda vittoria al Fiandre femminile dopo il successo di Elisa Longo Borghini nel 2015. Ai piedi il podio Sofia Bertizzolo, compagna di squadra della Bastianelli, che ha mostrato tutto il suo talento regolando il gruppetto delle inseguitrici

 

Marta Bastianelli, dopo aver lasciando la Alé Cipollini,  è approdata alla danese Team Virtu gestita da Bjarne Riis e aveva messo nel mirino la campagna del nord ed in particolare il Fiandre.

“Uno dei trionfi più belli della carriera – ha dichiarato Marta Bastianelli – Ho iniziato la stagione in modo davvero positivo ed oggi non potevo sbagliare. In ammiraglia abbiamo un grandissimo come Bjarne Riis che ha perfettamente studiato la strategia. Sono davvero felice per questa meravigliosa vittoria”.

 

 

Alberto Bettiol favoloso, vince il Giro delle Fiandre

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre attaccando sul Kwaremont riportando la classica del nord in italia a dieci anni dalla vittoria di Alessandro Ballan

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre

Alberto Bettiol vince il Giro delle Fiandre dieci anni dopo il trionfo di Alessandro Ballan con una azione durata quasi venti chilometri andando a tagliare il  il traguardo di Oudenaarde a braccia levate. Alberto ottiene una vittoria che di per se vale una carriera e probabilmente siamo davanti alla nascita di una stella

L’inizio della corsa è caratterizzata dalla fuga di  Jesper Asselman (Roompot Charles), Hugo Houle (Astana), Kenneth Van Rooy (Sport Vlaanderen – Baloise) e Zico Waeytens (Cofidis). I quattro arrivato ad avere circa otto minuti di vantaggio con il gruppo che lascia fare. Una caduta, prima che la corsa entri nel vivo, mette KO il vincitore dello scorso anno Niki Terpstra (Direct Energie). Qualche chilometro più avanti è Mathieu Van Der Poel (Corendon-Circus) a cadere rovinosamente ma il belga riesce a rialzarsi e a lottare come un vero leone.

Il Kwaremont da affrontare tre volte ad il Grammont sono le “bestie” da domare per poter conquistare il Giro delle Fiandre e, quando i fuggitivi vengono ripresi, ecco che davanti si portano Kasper Asgreen (Deceunink), Dylan Van Baarle (Team Sky) e  Sep Vanmarcke (EF Drapac).

All’ultimo passaggio sul Kwaremont è il nostro Alberto Bettiol che prova a staccare tutti e andarsene in solitaria, pare troppo presto per riuscire ad arrivare al traguardo. Alle spalle dell’italiano, però, si fatica a trovare l’accordo con Sebastian Langeveld che lavora sodo per “rompere i cambi” del gruppo inseguitore.

Alberto Bettiol lotta e resiste, resiste e lotta fino a tagliare il traguardo a braccia levate. Alle sue spalle, completano il podio  Asgreen e Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) mentre quarto chiude uno stoico Van Der Poel.

Alberto Bettiol: non ci credo ancora!

“Non riesco a credere a quello che ho fatto. Sul Kwaremont mi sentivo bene e dall’ammiraglia mi hanno detto di provare ad attaccare allora ho chiuso gli occhi e sono partito. E’ la mia prima vittoria e fatico a crederci – ha detto il ciclista dopo l’arrivo. Quando mi sono voltato ho in cima al Kwaremont ho visto che avevo preso un bel margine. Sul Paterberg sono riuscito a non perdere troppo, sono stati i 14 chilometri più lunghi della mia vita. Sep Vanmarcke fatto un lavoro straordinario, incredibile un campione come lui che lavora per noi. Devo ringraziare anche Sebastian Lageveld ma tutto il team è stato eccezionale. Ora mi godo la vittoria e poi torno a lavorare duro, è bello che i miei sacrifici siano stati ripagati in questo modo. E’ stata una vittoria di squadra”.

 

Astana Woman domani si corre la Dwars door Vlaanderen

Astana Woman impegnata al Dwars door Vlaanderen

Astana Woman impegnata al Dwars door Vlaanderen, un  antipasto del Giro delle Fiandre per Arlenis Sierra, Elena Pirrone e compagne

Astana Woman

Astana Woman

Astana Woman, la settimana che porta all’attesissimo appuntamento del Giro delle Fiandre è caratterizzata anche da un’altra gara di avvicinamento molto interessante ed impegnativa, la Dwars door Vlaanderen: la corsa femminile, di categoria UCI 1.1, avrà un percorso di 108.3 chilometri con sei muri e alcuni tratti in pavé. Negli ultimi 21 chilometri le atlete dovranno superare gli ostacoli di Vossenhol, Holstraat ed infine il ben conosciuto Nokereberg a soli 9 chilometri dalla conclusione: si prevede quindi una gara selettiva, ma difficile da pronosticare vista anche la vicinanza al più prestigioso Giro delle Fiandre.

L’Astana Women’s Team parteciperà alla Dwars door Vlaanderen per il secondo anno consecutivo. Nelle ultime gare Arlenis Sierra ha dimostrato di essere in buona condizione piazzandosi nona alla Driedaagse Brugge-De Panne e quattordicesima alla Gent-Wevelgem dove è stata molto brillante sul muro del Kemmelberg: l’atleta cubana proverà a cercare un altro buon risultato assieme alla bolzanina Elena Pirrone che alla Gent-Wevelgem è riuscita a concludere nel gruppo delle migliore e che quest’anno si è già messa in luce sul Nokereberg affrontandolo da fuggitiva solitaria nel finale della Nokere Koerse. Il resto della squadra sarà formato dalla cubana Jeidy Pradera, dalla kazaka Makhabbat Umutzhanova, dalla canadese Marie-Soleil Blais e dalla messicana Yareli Salazar.

Team Servetto pronto per la Dwars door Vlaanderen

Team Servetto spedizione in Belgio

Team Servetto-Piumate-Beltrami TSA, mercoledì 3 aprile sarà impegnato alla  Dwars door Vlaanderen e poi Giro delle Fiandre

Team Servetto

Team Servetto

Destinazione Belgio per il Team Servetto-Piumate-Beltrami TSA, che parteciperà mercoledì 3 aprile alla semiclassica che anticipa di pochi giorni il leggendario Giro delle Fiandre, in programma domenica prossima.

La Dwars door Vlaanderen si disputa sulla distanza di 108 km da Tielt a Waregem: i primi 68 non presentano particolari difficoltà, che iniziano a questo punto: fino al traguardo si dovranno affrontare i Muri Kluisberg, Knokteberg, Vossenhol, Holstraat, Nokereberg, più i tratti in pavè di Varent ed Herlegemstraat.

Per la squadra astigiana correranno le russe Anna Potokina, Kseniaa Dobrynina e Aleksandra Goncharova, la ungherese Monika Kiraly e l’italiana Francesca Balducci. Il Team Manager Dario Rossino seguirà in ammiraglia le cinque atlete della line-up.

Le dichiarazioni di Dario Rossino: “Mercoledì sarà importante testare la condizione in vista di domenica al Giro delle Fiandre, che è la gara simbolo delle Classiche di Primavera. Bisogna sempre farsi trovare pronti, sarà una emozione correre su queste strade ormai diventate mitiche.”

LINE-UP DWARS DOOR VLAANDEREN:

Anna POTOKINA (Rus)
Kseniia DOBRYNINA (Rus)
Aleksandra GONCHAROVA (Rus)
Monika KIRALY (Hun)
Francesca BALDUCCI (Ita)

Team Manager: Dario ROSSINO (Ita)

FONTE COMUNICATO STAMPA

Chiara Pierobon ciclista angelo nel cielo

Chiara Pierobon ciclista scomparsa nel 2015 a soli 22 anni

Chiara Pierobon ciclista scomparsa nel 2015 a soli 22 anni in Germania poco prima del via della Sparkassen Giro Bochum

Chiara Pierobon

Chiara Pierobon sorridente

Chiara Pierobon nasce a Mirano il 21 gennaio del 1993 e fin Da piccolissima si appassiona al ciclismo avvicinandosi alle categorie giovanili a soli sette anni e conquistando, nel 2006 il campionato Italiano su strada. Nel 2007 bissa in titolo di campionessa italiana, questa volta nella corsa a punti e nella velocità.

Le grandi qualità di Chiara la fanno entrare nei radar dei team professionistici e, nel 2013 passa nella categoria UCI Woman’s con la divisa della prestigiosa Top Girls Fassa Bortolo prendendo nello stesso anno parte al Giro d’Italia Rosa.

Chiara Pierobon rispetta le previsioni e mostra una ulteriore crescita tanto che il 2014 la vede al via di alcune prove di Coppa del Mondo tra cui il Giro delle Fiandre e la Freccia Vallone. Al Giro d’Italia Rosa chiude in 41esima posizione dimostrando un ulteriore salto in avanti dal punto di vista tecnico e qualitativo (l’anno prima aveva chiuso 100esima).

Le convincenti prove di Chiara le valgono la chiamata in azzurro da parte del CT Edoardo Savoldi che la vuole tra le convocate per la prova in linea ai Campionati del Mondo di Ponferrada in Spagna (sarà riserva).

Chiara Pierobon: la tragedia

Il primo agosto 2015 Chiara Pierobon è in Germania con le compagne del Team Top Girls Fassa Bortolo, deve prendere parte al Sparkassen Giro, settima prova di Coppa del Mondo con arrivo a Bochum. Quella tedesca è l’ennesima gara in cui Chiara è chiamata a dimostrare il suo costante incremento delle qualità delle sue prestazioni.

Chiara è felice, ha da poco ricevuto la convocazioni per la Nazionale under 23 con cui andare a disputare i Campionati Europei a Tartu in programma dal 6 al 10 agosto.

Le ragazze salgono sul furgone del team per andare verso la linea di partenza, Chiara è seduta sui sedili posteriori, dorme. Tutto sembra normale, un normale trasferimento dall’hotel alla partenza. Poi ecco un urlo, arriva da Chiara. Le compagne si girano verso la ragazza veneta, capiscono immediatamente che qualcosa non va: sta male! Chiara emette un singhiozzo, si alza dal sedile per poi crollare a terra. I tecnici del team intervengono prontamente praticandole il massaggio cardiaco, arriva l’elicottero dei soccorsi con i paramedici, si prendono cura della ragazza.

Chiara Pierobon viene trasportata d’urgenza all’ospedale di Ingolstadt, giunge al pronto soccorso, provano a rianimarla per oltre due ore e mezza ma non serve a nulla. Chiara muore.

Lo Sparkassen Giro, settima prova di Coppa del Mondo viene vinto dalla portacolori della Velocio-SRAM Barbara Guarischi ma non c’è da festeggiare, una compagna del plotone e una amica non c’è più.

I genitori arrivano in serata per vedere il corpo della figli e accompagnarlo a casa. Le compagne di team decidono di non prendere parte alla successiva prova di Coppa del Mondo su strada, sarebbe impossibile. La testa è ora concentrata solo sulla ragazza.

Inizialmente si pensa che la causa del decesso possa essere stata una embolia polmonare come era accaduto anni prima allo zio di Chiara mentre stava lavorando nei campi. Le analisi riveleranno successivamente altre cause ma ciò che lascia distrutti è il vuoto lasciato da Claudia.

Un vuoto terribile lasciato nella famiglia, tra gli amici e le amiche e le compagni di team ma in generale in tutto il mondo del ciclismo.A Caselle, il paese dove la giovane ciclista azzurra viveva con la famiglia, viene proclamato il lutto cittadino e i funerali sono un vero momento di tristezza per la comunità.

Chiara Pierobon: il libro alla memoria

Per tributare il giusto ricordo a Chiara, Gian Marco Mutton ha realizzato un libro dal titolo “L’Azzurro va oltre il destino”. Una biografia sportiva e umana di Chiara Pierobon corredata da foto e ricordi dei passi più significativi che hanno portato la ragazza veneta a diventare un prospetto del ciclismo mondiale.

“Lo scopo del libro scopo è far capire chi era veramente questa giovane atleta dalle ottime capacità ciclistiche con l’intento di trasmettere la passione per il ciclismo e per lo sport in sé alle generazioni più giovani”.

Ha dichiarato Mutton autore del libro oltre che ricercatore storico.

 

Chiara Pierobon: la maglia al Ghisallo

Chiara di ha lasciati quel maledetto primo agosto 2015 e qualche giorno dopo, esattamente il 6 agosto 2015, avrebbe dovuto indossare la maglia azzurra per i Campionati Europei di Tartu, in Estonia. Il tragico epilogo della vita della giovane ciclista le ha impedito di difendere i colori azzurri ma quella maglia mai indossata è ora ospite in uno dei posti magici del ciclismo tricolore: Il santuario della Madonna del Ghisallo in provincia di Como.

Quella maglia è in ottima compagni di altri ricordi di Chiara: custodita la sua foto e il libro contenente la sua biografia che sono custoditi ora in quel luogo sacro e simbolico

 

 

VAR nel ciclismo: prima espulsione!

VAR nel ciclismo: Luke Rowe espulso

VAR nel ciclismo ha emesso il suo primo storico verdetto al Giro delle Fiandre: Luke Rowe è stato espulso quando mancavano 60 chilometri 

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo: il caso Rowe

VAR nel ciclismo, l’introduzione del nuovo sistema di controllo televisivo in Real Time delle corse ciclistiche ha visto scrivere la sua prima storica pagina. Durante lo scorso Giro delle Fiandre, svoltosi la domenica di Pasqua è avvenuto il primo caso di squalifica.

Il primo a farne le spese (e suo malgrado ad entrare nella storia) è stato Luke Rowe che ai meno 60 chilometri dall’arrivo, in avvicinamento al Vecchio Kwaremont, ha scartato verso destra e ha pedalato per alcuni metri tra marciapiede e pista ciclabile.

Il comportamento del 28enne ciclista gallese non è consentito dal regolamento oltre ad essere stato pericoloso perché ha dovuto fare uno slalom tra gli spettatori.

I giudici addetti alla “moviola”, che ha debuttato due settimane fa alla Milano-Sanremo ma che non aveva ancora portato a un’applicazione pratica, hanno decretato l’espulsione del corridore del Team Sky e di sanzionarlo con una multa di 170 euro.

Rowe è stato stoppato una decina di chilometri dopo il fatto, il Var ha agito subito.