Il futuro del ciclismo italiano? Verso l’oblio?

Il futuro del ciclismo italiano? Discussione aperta

Il futuro del ciclismo italiano? A giudicare dai risultati degli ultimi anni la crisi sembra profonda, quali ricette per tornare a brillare?

Il futuro del ciclismo italiano: parla CassaniIl futuro del ciclismo italiano: parla Cassani

Il futuro del ciclismo italiano: parla Cassani

Il futuro del ciclismo italiano? non sembra dei migliori e il Giro d’Italia U23 che si è concluso da poco ha confermato questa sensazione. Dopo aver esaurito l’effetto Nibali il rischio è di avere davanti anni di “vacche magre”.

Lo Squalo il prossimo mese di novembre compirà 34 anni e, dopo aver conquistato qualcosa come 1 Tour de France, 2 Giri d’Italia, 1 Vuelta di Spagna, ha un po’ variato la sua attitudine testandosi con esiti positivi nelle classiche di un giorno (1 Milano-Sanremo, 2 Giri di Lombardia).

Vincenzo ha anche sfiorato una medaglia olimpica e quella caduta a Rio 2016 è una ferita ancora aperta per i tifosi e per il ciclista siciliano che si è posto il traguardo delle Olimpiadi di Tokyo 2020 come (probabilmente) ultimo della sua incredibile carriera.

Tra gli appassionati (inspiegabilmente) c’è qualcuno che critica lo Squalo dello Stretto ma, se si considerano i risultati del ciclismo mondiale, Vincenzo rappresenta il prototipo del corridore d’altri tempi in gradi di primeggiare nelle corse in linea e nelle gare a tappe, merce rara di questi tempi.

Merce ancor più rara se guardiamo al ciclismo di casa nostra con un occhio al futuro.

Il futuro del ciclismo italiano? E il presente?

Quando Vincenzo Nibali appenderà la bicicletta al chiodo ci potremo affidare al solo Fabio Aru, reduce da un Tour 2017 e un Giro 2018 assolutamente sotto le aspettative. In molti hanno già dato per finito il Cavaliere dei Quattro Mori ma sinceramente non ce la sentiamo di sposare questa idea in quanto un corridore di 28 anni in grado di vincere una Vuelta Espana e salire due volte sul podio del Giro non può essere considerato “bollito” anche se gli ultimi passaggi a vuoto (al Tour 2017 e al Giro 2018) un po’ di preoccupazione la destano.

Davide Formolo, 25enne veneto, ha raccolto solo un nono posto alla Vuelta e due decimi al Giro e, anche in prospettiva, non sembra poter mutare in un corridore in grado di salire sul podio in una grande corsa a tappe. Il corridore il forza alla Bora sembra essere ancora troppo soggetto ad alti e bassi per garantire tenuta sulle tre settimane. Probabilmente per attitudine Formolo è più adatto alle classiche di un giorno come la Liegi o Il Lombardia piuttosto che il Giro o il Tour.

Gianni Moscon è una delle speranze più importante del pedale tricolore, fisico da passista e discreto nelle prove contro il tempo sa dire la sua anche in montagna. La maglia gialla indossata per un giorno al recente Delfinato aveva fatto ben sperare ma in salita non è riuscito a tenere il ritmo dei migliori. Gianni corre il rischio di trasformarsi nel “servitore” di Froome o (in futuro di) di Egan Bernal senza potersi giocare appieno le proprie carte nelle corse a tappe.

Il futuro del ciclismo italiano? I giovani?

Il Giro Under23 che si è appena concluso ha evidenziato l’assenza di scalatori tricolori tanto che la top5 non ha visto nemmeno un italiano presente. Nelle categorie giovanili si stanno registrando sensibili diminuzione degli iscritti e anche il numero delle gare sta calando.

Rispetto a paesi come la Gran Bretagna o la Francia in cui si investe sui giovani da noi vi è un calo dell’attività che potrebbe portare ad aumentare il Gap anche con paesi come la Spagna o la Colombia che sforna ogni anno potenziali talenti.

Tra i corridori da poco “pro” si è un po’ perso quell’ Edward Ravasi, secondo al Tour de l’Avenir nel 2016 su cui in tanti puntano ma che non è riuscito ancora ad essere protagonista con la maglia dell’UAE Emirates.

Matteo Fabbro è con ogni probabilità l’unico scalatore puro su cui puntare per il futuro ma sarà importante che alla Katusha gli venga dato il giusto spazio. Proprio sulla questione “spazio agli italiani” uno delle cause principali è l’assenza di compagini tricolori nel World Tour che impatta sullo spazio a disposizione per gli atleti di casa nostra.

Il futuro del ciclismo italiano? La paure di Davide Cassani

Quella italiana pare, dunque, una crisi non temporanea ma strutturale ed è stato lo stesso CT della nazionale, Davide Cassani, a lanciare un grido (ennesimo) d’allarme. Le tre vittorie tricolore (Affini, Lonardi, Dainese) al Giro Under23 e l’ottavo posto in generale (Covi) danno l’idea che il ricambio generazionale non sia così semplice anzi tutt’altro.

“Siamo rimasti al ciclismo dilettantistico di 30 anni. Abbiamo delle interessantissime squadre dilettantistiche ma che non vanno mai a correre all’estero – ha dichiarato Cassani – e quindi i nostri ragazzi affrontano un calendario non all’altezza dei loro pari età e così facendo abbiamo abbassato il nostro livello qualitativo“.

Quale la ricetta di Cassani? “Bisogna tornare ad alzare l’asticella con un cambiamento che parte dai tecnici ma che deve essere radicale. I ragazzi devono partecipare alle corse a tappe per aumentare la loro esperienza. A 20 anni gli attuali campioni come Dumoulin, Pinot, Bardet, gli Yates, Quintana, Landa prendevano parte ad almeno 5 corse a tappe a stagione, senza questa abitudine sarà dura tornare competitivi”.

 

 

Gianni Moscon assolto per la caduta di Reichenbach

Gianni Moscon assolto: non ha fatto cadere Reichenbach

Gianni Moscon assolto: dopo tante polemiche l’UCI ha stabilito che il corridore del Team Sky non ha colpe nella caduta

Gianni Moscon Assolto

Gianni Moscon Assolto

Gianni Moscon assolto dal verdetto della Commissione Disciplinare della Uci e, dopo tante polemiche, il giovane talento del ciclismo italiano può tirare un sospiro di sollievo.

Gianni è un personaggio chiacchierato, non particolarmente ben visto da una parte del gruppo e dei giornalisti (soprattutto francesi).

Gianni Moscon assolto: i fatti

L’accusa rivolta a Moscon è legata ad un episodio accaduto durante la scorsa Tre Valli Varesine: Sebastian Reichenbach ha accusato il corridore italiano di averlo volutamente fatto cadere per colpa di alcune dichiarazioni legate alla vicenda che ha visto Gianni scontrarsi verbalmente con Kevin Reza, corridore francese di colore del team FDJ.

Successivamente il 23enne trentino si è scusato con Reza: «Ho sbagliato, mi è scappata una parola ma non sono razzista». Il francese ha accettato le scuse e dichiarato che per lui la vicenda si chiudeva lì. Anche i dirigenti dei due team avevano chiarito la faccenda ma ormai il caso era esploso e così i vertici della Sky hanno deciso di sospendere Moscon per sei settimane.

La vicenda sembrava giunta a conclusione ma, al termine della corsa Varesina Reichenbach, senza nominare Moscon, ha cinguettato su Twitter: «Sono scioccato per aver sentito degli stupidi usare ancora tra i professionisti delle offese razziste. Sei una vergogna per il nostro sport».

L’UCI ha quindi preso a valutare l’accadimento della corsa varesina mediante la Commissione Disciplinare. L’indagine ha portato ad evidenziare l’assenza di prove a carico del ciclista del Team Sky sull’aver fatto cadere volontariamente Sebastian Reichenbach durante la Tre Valli Varesine dello scorso anno.

Le accuse del corridore svizzero (frattura all’anca e al gomito) sono quindi infondate e la cosa non comporterà alcuna sanzione o squalifica al 24enne trentino.

 

 

Campionati Italiani Ciclismo 2018 i dettagli

Campionati Italiani Ciclismo 2018 a Darfo Boario Terme

Campionati Italiani Ciclismo 2018,  sabato 30 giugno a Darfo Boario Terme, Fabio Aru proverà a difendere la maglia tricolore. Programma, orari e diretta tv e streaming

Campionati Italiani Ciclismo 2018: Fabio Aru

Campionati Italiani Ciclismo 2018: Fabio Aru

Campionati Italiani Ciclismo 2018 in programma sabato 30 giugno in provincia di Brescia, precisamente nella splendida cornice di Darfo Boario Terme. La prova in linea maschile prevede un percorso che si snoda attorno alla città per un totale di 233 km con interessanti e numerosi strappi in grado di infiammare la corsa.

Campionati Italiani Ciclismo 2018: il percorso

La prova sarà contraddistinta da due circuiti: il primo di 25.4 chilometri da ripetere quattro volte che presenta il Gianico, 1200 metri al 6.5% medio e lo strappo di Via Cornaleto.
Nel secondo circuito la principale difficoltà sarà la salita di Berzo Inferiore che misura 2 chilometri con pendenza media del 6% e punta del 10%. La differenza, però, potrebbe essere Via Cornaleto con l’ultimo passaggio a circa due chilometri e mezzo dalla linea d’arrivo. La partenza è fissata alle 10.30, mentre l’arrivo è previsto tra le 15.45 e le 16.20.

Campionati Italiani Ciclismo 2018: starting list

Al via il detentore della maglia tricolore Fabio Aru che vuole provare a riscattare la delusione del Giro d’Italia (ma la condizione del sardo non pare eccellente). In tanti cercheranno di far propria l’ambita divisa a partire da Gianni Moscon passando per Sonny Colbrelli e Diego Ulissi.

Campionati Italiani Ciclismo 2018: diretta tv e streaming

I Campionati Italiani 2018 saranno trasmessi su RaiSport in diretta e in diretta streaming su Rai Play.

Campionati Italiani Ciclismo 2018: parola ad Ezio Maffi

“Per quanto riguarda il percorso della prova Elite abbiamo cercato di seguire le indicazioni di Davide Cassani rendendo più nervoso il tracciato del 2016 anche in chiave Mondiali di Innsbruck. Tutto continuerà a ruotare attorno al Muro di Cornaleto (200 metri con pendenza al 17%) che verrà affrontato a meno di 3 km  dall’arrivo”ha dichiarato Ezio Maffi, organizzatore della manifestazione

 

 

 

Samuele Manfredi secondo alla Parigi-Roubaix

Samuele Manfredi secondo alla Roubaix Juniores, vince Askey

Samuele Manfredi conquista il secondo posto nella Parigi-Roubaix juniores dopo averla dominata dal primo all’ultimo chilometro. Vince Lewis Askey

Samuele Manfredi sul podio

Samuele Manfredi sul podio

Samuele Manfredi ligure della Work Service Romagnano domina dal primo all’ultimo chilometro la  Parigi-Roubaix juniores ma, dopo una prova gagliarda e generosa sulle pietre deve arrendersi al Lewis Askey è riuscito a precedere lo scatenato corridore di Loano.

Manfredi e Askey hanno dato spettacolo con uno splendido attacco ai meno venticinque chilometri dall’arrivo, il gruppo ha provato a reagire ma la maggior forza dei due non ha consentito a nessuno di rientrare sulla fuga e sono stati loro due a giocarsi il successo sulla storica pista del velodromo di Roubaix.

Nello sprint all’interno del mitico velodromo, Askey, juniores di primo anno sedicenne di Cannock, nella contea dello Staffordshire, ha fatto valere il suo spunto battendo Manfredi.

Il podio viene completato  il danese Matthias Jensen Skjelmose. All’Italia di Rino De Candido resta la soddisfazione di una grande prestazione, non solo di Manfredi, ma di tutta la squadra.

Classe 2000, Samuele Manfredi è cresciuto nella nella Unione ciclistica Alassio e oggi corre per la Work Service Brenta Romagnano, solidissimo team giovanile del ciclismo veneto. Lo scorso anno ha vestito la maglia azzurra ai Mondiali di Bergen (grazie al secondo posto conquistato ai campionati italiani di categoria).

Se è vero che all’Italia da troppi anni mancano corridori in grado di imporsi nelle grandi classiche (soprattutto per quelle del nord) pare che le nuove generazioni possano regalare presto soddisfazioni:

dopo il quinto posto a Roubaix dello scorso anno di Gianni Moscon, il nome di Manfredi è una possibile speranza per il futuro del movimento ciclistico tricolore.

 

Gianni Moscon alla Sky fin al 2020

Gianni Moscon alla Sky, l’amore continua

Gianni Moscon alla Sky per tutta la stagione 2020, il corridore classa 94 resterà dunque alla corte del britannico Chris Froome

Gianni Moscon alla Sky

Gianni Moscon alla Sky

Gianni Moscon alla Sky fino a tutta la stagione 2020.  Le parti si erano già parlate più volte e la volontà comune di prosecuzione del rapporto di collaborazione ha prevalso. Così, come riporta La Gazzetta dello Sport, il talento emergente del ciclismo tricolore continuerà dunque a militare per la corazzata britannica con l’obiettivo di continuare a crescere e di diventare un punto di riferimento nei prossimi anni.

Naturalmente Gianni dovrà proseguire nelle sue tappe di apprendistato prima di poter attaccare sulla propria divisa i gradi di capitano. Per le corse a tappe, Moscon è chiuso dall’ingombrante presenza di  Chris Froome ma può già guardare con sano ottimismo alle Classiche del Nord a partire dal Giro delle Fiandre in programma il 1° aprile.

La decisione di rimanere in Sky fa storcere il naso a qualche addetto ai lavori che vedrebbe come più funzionale alla carriera di Gianni, il passaggio ad un team che gli possa garantire maggiori margini di libertà.

Se la scelta di rimanere sotto l’ala protettrice del Team Sky sia la scelta più favorevole allo sviluppo professionale del talento classe 1994 originario di Livo sarà il tempo a stabilirlo.

Nella scorsa stagione Gianni Moscon ha dato una grande mano ai capitani del team ogni volta in cui è stato chiamato in causa ed ha conquistato il titolo a cronometro ai Campionati italiani. La scora non è stata una annata semplice per Moscon che spesso è stato al centro di polemiche con i compagni di plotone.

Roglic doma lo strappo di Trevi alla Tirreno

Roglic doma lo strappo di Trevi alla Tirreno-Adriatico

Roglic doma tutti sullo strappo di Trevi nella terza tappa della Tirreno-Adriatico 2018 mentre Geraint Thomas del Team Sky è nuovo leader della classifica.

 

Roglic Doma la terza tappa

Roglic Doma la terza tappa

Roglic doma la terza tappa della Tirreno-Adriatico 2018 con arrivo sul durissimo arrivo di Trevi, tappa lunga 235km con partenza da Follonica con tanti strappetti compreso quello finale. Tappa caratterizzata da una fuga con ben cinque atleti Jacopo Mosca (Wilier – Selle Italia), Nicola Bagioli e Sho (Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini), Dennis Van Winden (LottoNL – Jumbo) e Stepan Kurianov (Gazprom – RusVelo) che arrivano ad avere 8 minuti di vantaggio.

Alle spalle dei fuggitivi il gruppone lascia fare finché la tappa non entra in territorio umbro per poi cominciare a lavorare per ridurre il vantaggio. Va segnalata una brutta caduta che ha coinvolto, tra gli altri, anche Gianni Moscon e Rafal Majka. Il trentino poi riesce a rientrare mentre è costretto ad alzare bandiera bianca il polacco, ormai fuori dalla generale. I fuggitivi vengono riassorbiti.

A meno dieci km dal traguardo ecco lo strappo di Trevi con pendenze oltre il 20%, il gruppo stantuffa sui pedali e a circa un km dall’arrivo ecco che parte Primoz Roglic: sembra non ci sia alcuna possibilità per lo sloveno ma il piccolo margine che riesce a prendere diventa duro da colmare per gli avversari. Dietro a lavorare è Gianni Moscon che cerca di condurre l’inseguimento per il suo capitano Geraint Thomas.

Niente da fare per gli avversari, Primo Roglic doma la salita di Trevi mentre a 3″ arriva Yates, seguito poco dietro dal vincitore della Strade Bianche Tiesj Benoot (Lotto Soudal) e da Thomas, che diventa il nuovo leader della classifica generale a pari tempo con Greg Van Avermaet.

Pagano nel finale i tre big Chris Froome (Sky), Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) e Fabio Aru (UAE Team Emirates). Domani tappa regina: si va da Foligno a Sasso Tetto (219 km), con le asperità di San Ginesio, Gualdo e Penna San Giovanni ed infine la salita di Sarnano lunga 14.2 km (con pendenza media del 5.8%), giudice supremo della corsa.

Gianluigi Stanga: ciclismo malato non da buttare

Gianluigi Stanga: questo ciclismo è malato ma non tutto è da cancellare

Gianluigi Stanga, ex manager dello sport, ora lavora per GLS Enterprise ma non si dimentica del ciclismo: sport malato ma non tutto è da buttare

Gianluigi Stanga

Gianluigi Stanga

Gianluigi Stanga, dopo trent’anni da manager nel ciclismo, attualmente collabora come responsabile per l’Italia delle sponsorizzazioni del gruppo internazionale GLS Enterprise, corriere espresso che fa capo a Royal Mail, le poste inglesi, e ha 150 sedi in Italia.

Il suo impegno nelle sponsorship a tema sportivo è a 360 gradi: “lavoro nel calcio con Atalanta, Bologna, Fiorentina, Torino e Lazio, e abbiamo fatto un accordo con la Lega di serie B per l’ospitalità in tutti gli stadi. Poi ci sono Basket, Vollwy e Golf, ho portato il marchio anche nel ciclismo alla Milano-Sanremo, Lombardia e da ormai tre anni il via della  Milano-Torino è dalla sede GLS. Dallo scorso anno collaboriamo con il Giro d’Italia Under 23.

“Il calcio si vende più facilmente, ha un orario certo e tanto appeal per gli sponsor” ha dichiarato Gianluigi Stanga ai colleghi di tuttobiciweb che mantiene nel DNA tutta la sua passione per il ciclismo: “i problemi sono davvero molti, assurda è la vicenda dei motorino o quello che è accaduto a Lucca, siamo lontani da risolvere i mali di questo sport”.

Gianluigi Stanga, persona attenta e oculata fa un quadro completo del movimento: “Un problema sono i genitori che hanno un problema culturale evidente, lo sport è un modo per crescere non per arrivare, la vicenda di Lucca è sconvolgente”. Ma ad alto livello quale è stato il punto di rottura? ” Quando è stato concepito il Pro Tour l’obiettivo era selezionare le corse migliori, i team migliori e i corridori migliori ottenendo compensi per i diritti Tv. Quando Patrice Clerc, che era il presidente dell’ASO, quando capì che avrebbe dovuto rinunciare a qualcosa in favore delle squadre si mise di traverso e tutto è saltato. L’attuale globalizzazione del ciclismo costringe i team ad avere 25-30 atleti in roster oltre che a personale e mezzi. La storia non si crea in un giorno se la Roubaix ci ha messo 100 anni per diventare stoica, non possiamo pensare che le nuove corse prendano subito l’interesse del pubblico”.

Un altro argomento scottante nel mondo del ciclismo è il caso FroomeGianluigi Stanga non si sottrae ad un commento: “Questa vicenda l’ho vissuta con Petacchi, le stesse cose che abbiamo detto noi dieci anni fa, adesso stanno cercando di provarle gli esperti di Froome, esattamente le stesse. Credo che dopo questa vicenda la Wada dovrà rivedere il protocollo, ma nello stesso tempo non credo che Froome possa cavarsela senza danni”.

Gianluigi Stanga ha avuto sotto la sua ala protettrice grandi campioni come Gianni Bugno, Laurant Fignon, Francesco Moser e Richard Virenque ma l’idea di tornare nel circus delle due ruote non lo stuzzica più di tanto: “ormai girano cifre esagerate e non è facile trovare i budget per fare squadre competitive. Non so se sia possibile tornare indietro ma si potrebbe pensarci ma scelte come la diminuzione dei corridori al via nei grandi giri non risolvono i problemi. Detto questo piangersi addosso non serve a nulla, bisogna impegnarsi e le cose possono migliorare”.

Un ultimo pensiero Gianluigi Stanga lo rivolge ai nostri giovani atleti: “ci sono giovani davvero bravi, Villella è uno da cui mi aspetto molto, vedo bene Consonni, è un bel passista veloce. Poi c’è Gianni Moscon, ecco uno come lui in un mio team lo prenderei al volo, ha il carattere giusto per eccellere”.

 

Team Sky 2018: Presentazione team

Team Sky 2018: ecco la squadra

Team Sky 2018: i casi Froome e Moscon non spaventano i britannici. Kwiatkowski, Poels e Thomas sono le  certezze in una rosa ricca di talento e prospettive

Team Sky 2018

Team Sky 2018

Team Sky 2018 inizia la nuova stagione con qualche complicato punto interrogativo legato alle possibili squalifiche di due pezzi da novanta come il capitano Froome e il nostro Gianni Moscon. Entrambi i corridori sono in attesa di giudizio per situazioni molto diverse: Froome attendo un responso sulla sua arcinota non negatività mentre Gianni se la deve vedere con le accuse di aver provocato la caduta di un collega alla Tre Valli Varesine.

Detto questo la Sky mantiene il primato del budget di gran lunga più ampio di tutto il World Tour  e, di conseguenza, affiderà il suo potenziale su tantissimi atleti in grado di essere competitivi su ogni terreno. Le new entry del team sono state tutte in ottica futura con le firme di due giovani “fenomeni” come Sivakov e Bernal.

Negli ultimi otto anni la compagine britannica ha trionfato in cinque Tour de France e in una Vuelta a España. L’idea del team è quello di inserire nel palmares una vittoria al Giro d’Italia e per questo invierà in Italia il capitano Froome (che punta alla doppietta “pantaniana”).

Geraint Thomas “vittima” della maledizione da Giro, quest’anno si dedicherà alle classiche del nord e poi farà da spalla a Froome per la Grande Boucle.

Wout Poels con la splendida Vuelta 2017 ha ottenuto i galloni di capitano e verosimilmente li difenderà in terra iberica. Daranno una mano ai capitani, facendo apprendistato, i due gioiellini Egan Bernal e Pavel Sivakov. Jonathan Castroviejo  servirà per le cronometro ai grandi giri mentre David De la Cruz farà da capitano per le corse di una settimana.

Dopo aver perso le due ruote veloci Viviani e Van Poppel, per le volate si punterà a far crescere il classe 96 Kristoffer Halvorsen, campione del mondo under 23 a Doha.

Se non vi saranno squalifiche l’uomo per il nord sarà Gianni Moscon assieme al nuovo arrivato Dylan van BaarleIan Stannard è chiamato al riscatto dopo un 2017 decisamente deludente.

Michal Kwiatkowski, uno dei talenti più completi e reduce da una stagione sopra le righe (successo alle Strade Bianche, Milano-Sanremo e San Sebastián), sarà il faro per le classiche e per le gare a tappe di una settimana.

Sergio Luis Henao sarà la seconda punta per le grandi classiche primaverili mentre Diego Rosa deve tornare a offrire prestazioni di qualità dopo lo scorso deludente anno.

C’è infine curiosità per vedere i progressi di  Tao Geoghegan Hart, che tra gli under 23 ha sempre mostrato grandi qualità e che deve dimostrare continuità.

Team Sky 2018: la rosa

Leonardo Basso (Ita, 1993), Egan Bernal (Col, 1997), Jonathan Castroviejo (Spa, 1987), David De la Cruz (Spa, 1989), Philip Deignan (Irl, 1983), Jonathan Dibben (Gbr, 1994) Owain Doull (Gbr, 1993), Kenny Elissonde (Fra, 1991), Christopher Froome (Gbr, 1985), Tao Geoghegan Hart (Gbr, 1995), Michal Golas (Pol, 1984), Kristoffer Halvorsen (Nor, 1996), Sebastián Henao (Col, 1993), Sergio Luis Henao (Col, 1987), Beñat Intxausti (Spa, 1986), Vasil Kryienka (Blr, 1981), Christian Knees (Ger, 1981), Michal Kwiatkowski (Pol, 1990), Christopher Lawless (Gbr, 1995), David López (Spa, 1981), Gianni Moscon (Ita, 1994), Wout Poels (Ned, 1987), Salvatore Puccio (Ita, 1989), Diego Rosa (Ita, 1989), Luke Rowe (Gbr, 1990), Pavel Sivakov (Rus, 1997), Ian Stannard (Gbr, 1987), Geraint Thomas (Gbr, 1986), Dylan van Baarle (Ned, 1992), Lukasz Wisniowski (Pol, 1991)

Moscon una Pinarello K10S per la Roubaix

Moscon una Pinarello K10S per conquistare la Parigi-Roubaix

Moscon una Pinarello K10S equipaggiata con il DSS System (sospensione elettronica) per cercare di conquistare la Parigi-Roubaix 2018

Moscon una Pinarello speciale

Moscon una Pinarello speciale

Moscon una Pinarello K10S speciale per tentare un’impresa speciale: vincere la Parigi-Roubaix 2018. Quello di vincere la classica del nord non è un sogno ma un obiettivo dichiarato del corridore del Team Sky che, nonostante le tante polemiche che hanno segnato la scorsa annata, è reduce da una stagione che lo ha lanciato nell’olimpo del ciclismo mondiale come talento emergente.

Per questo motivo il trentino è tornato sulle strade della Regina delle Classiche ed in particolare è partito dalla Foresta di Arenberg e ha pedalato per un centinaio di chilometri per valutare dettagli strategici e tecnici per essere pronto per il colpo grosso.

Per preparare la corsa in programma il prossimo  8 aprile, assieme a Gianni Moscon c’erano Ian  Stannard e Sebastian Langeveld (che si piazzò terzo lo scorso anno) e assieme a loro, in ammiraglia uno che la Roubaix la conosce bene: Servais Knaven (che vinse la classica nel 2001).

Accanto al gruppetto c’era anche Michele Botteon, responsabile del settore Ricerca & Sviluppo della Pinarello. Proprio la bicicletta e la sua preparazione ad hoc per la corsa sono stare uno dei punti focali della spedizione.
Moscon utilizzerà una Pinarello K10S con l’innovativo telaio carattetizzato dal DSS System. La bicicletta sarà, infatti, attrezzata con una sospensione elettronica del peso complessivo di circa 300 grammi in grado di autoregolarsi a seconda degli impulsi del terreno.

Questo sistema dovrebbe consentire non solo la massima comodità per l’atleta ma anche la massima trazione possibile della ruota posteriore. Dal sopralluogo di ieri è stata presa la scelta di non adoperare i freni a disco perché, in caso di forature, questo sistema comporterebbe del tempi di sostituzione dello pneumatico più lunghi.

Sebastien Reichenbach contro Moscon

Sebastien Reichenbach attacca nuovamente Moscon

Sebastien Reichenbach non ha ancora digerito i fatti della Tre Valli Varesine e accusa Gianni Moscon di averlo fatto cadere volutamente.

Sebastien Reichenbach,

Sebastien Reichenbach,

Sebastien Reichenbach, ciclista della FDJ, continua la sua battaglia legale contro Gianni Moscon per i fatti relativi alla Tre Valli Varesine. Lo svizzero accusa il corridore del Team Sky di averlo fatto volontariamente cadere durante la corsa varesina.

Sulla questione ha preso posizione anche il Presidente UCI Lappartient e il corridore elvetico ha denunciato l’accadimento alla Polizia e ha mandato la sua testimonianza all’UCI e ha ricordato i fatti della Tre Valli Varesine, come riportato da Cyclingnews.com:

 Sebastien Reichenbach: le parole

“L’UCI ha ricevuto la mia testimonianza come quelle dei testimoni e c’è una procedura davanti al tribunale civile. Moscon non mi ha mai chiamato per scusarsi. Ho ancora in mente le immagini dell’incidente: ero rilassato perché non c’era tensione in gruppo e l’andamento era molto tranquillo. Non c’erano situazioni pericolose, ma ad un certo punto ho sentito urtare la mia spalla. Dopo non ricordo nulla a causa della botta sul marciapiede. A terra ho subito detto al medico di squadra che un corridore mi ha spinto. Adesso voglio voltare pagina e concentrarmi per il 2018”.