Ciclismo le 50 migliori citazioni e aforismi

 

Ciclismo le 50 migliori citazioni e aforismi di sempre

Ciclismo le 50 migliori citazioni, aforismi e frasi celebri in una raccolta che va da Marco Pantani ad Eddy Merckx passando per Adriano De Zan

Ciclismo le 50 migliori citazioni e aforismi

Ciclismo le 50 migliori citazioni e aforismi

Ciclismo le 50 migliori citazioni e aforismi? Ecco una raccolta di parole, pensieri, dichiarazioni che sono diventati un pezzo di storia delle due ruote e non solo.

Molti amanti delle due ruote o della cultura sono soliti riportare importanti citazioni in articoli, lettere o scritti. Ecco quelle che la nostra redazione ha selezionato.

Ciclismo le 50 migliori citazioni e aforismi di sempre – Da Pantani a De Zan

1 – La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)
2 – Il socialismo può solo arrivare in bicicletta. (José Antonio Viera Gallo)
3 – Una bicicletta può ben valere una biblioteca. (Alfredo Oriani)
4 – La bicicletta siamo noi, che vinciamo lo spazio e il tempo: soli, senza nemmeno il contatto con la terra che le nostre ruote sfiorano appena. (Alfredo Oriani)
5 – La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all’aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare. (Mauro Parrini)
6 – Il paradiso in terra non esiste, ma chi va in bicicletta ci arriverà comunque. (Mauro Parrini)
7 – Due amanti in bicicletta non attraversano la città, la trapassano come una nuvola, su pedali di vento. (Didier Tronchet)
8 – La simpatia che ispira la bicicletta deriva anche dal fatto che nessuna invasione è stata fatta in bicicletta. (Didier Tronchet)
9 – Praticare la cyclette, è come fare surf in una Jacuzzi. (Didier Tronchet)
10 – L’idea di una città in cui prevale la bicicletta non è pura fantasia (Marc Augé)
11 – Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza. (Herbert George Wells)
12 – La bicicletta è la più nobile invenzione dell’umanità. (William Saroyan)
13 – Niente è paragonabile al semplice piacere di un giro in bicicletta. (John Fitzgerald Kennedy)
14 – Quelli che vogliono controllare le proprie vite ed andare oltre un’esistenza come semplici clienti e consumatori, sono persone che vanno in bicicletta. (Wolfgang Sachs)
15 – Un giro in bicicletta è una fuga dalla tristezza. (James E. Starrs)
16 – Le biciclette sono catalizzatori sociali che attraggono una categoria di gente superiore. (Chip Brown)
17 – Camminare a me non va, in bicicletta vo’ meglio. È un mezzo meno faticoso. Fino a poco tempo fa pedalavo spesso, ricavandone equilibrio, voglia di fare e volontà. (Margherita Hack)
18 – Non si smette di pedalare quando si invecchia, si invecchia quando si smette di pedalare. (anonimo)
19 – La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l’esaltazione dello slancio, l’immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra. (Cesare Angelini)
20 – Un computer è come una bicicletta per le nostre menti. (Steve Jobs)
21 – Quando uno stacca tutti dalla ruota è uno spettacolo, è questo l’aspetto più bello del ciclismo. (Marco Pantani)
22 –  Saranno poco romantiche le gambe, ma nel ciclismo contano. (Gianni Mura)
23 – Il ciclismo da noi è uno degli sport più controllati e credibili in assoluto, questo va detto chiaramente.” (Gianni Bugno)
24 – Il ciclismo, per lungo tempo, è stato un dolce racconto mediatico che ha fatto leva sulla fantasia del narratore e di chi ne ha fruito (Adriano De Zan)
25 – Prima ancora di vincere o perdere, il ciclismo è rispondere “Presente!”. Io ci sono. (Francesco Moser)
26 – Merckx era talmente forte che quando tirava, per stargli a ruota dovevamo darci i cambi. (Francesco Moser)
27 – La maglia rosa, la maglia rosa, è quella cosa che mai non riposa. (Totò)
28 – Se puoi vincere, devi farlo! (Marco Pantani)
29 – Il ciclismo deve essere racconto, romanzo, ma non dell’orrore. (Gianni Bugno).
30 – Poche chiacchiere e menare (Felice Gimondi)
31 – Quando la strada sale non ti puoi nascondere (Eddy Merckx)
32 – La Montagna è solo per pochi (Marco Pantani)
33 – Dio c’è… ed è pelato (Uno striscione sul Mortirolo)
34 – Boxe e ciclismo, sport di poveri per poveri (Mario Fossati)
35 – La bicicletta non è un viluppo di metallo, un insieme inerte di leve e ruote. E’ arpa birmana. Sinfonia. Un dono della vita. Trasforma in musica storie di uomini. Anche tragedie (Claudio Gregori)
36 – Non si smette di pedalare quando si invecchia, si invecchia quando si smette di pedalare (Anonimo)
37 – La vita è come una bicicletta con dieci velocità. La maggior parte di noi ha marce che non userà mai (Charles Schulz)
38 – Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza (Herbert George Wells)
39 – La scoperta del mondo parte per me dalla bicicletta (Maurice de Vlamickx)
40 – In bicicletta si torna giovani e si diventa poeti (Renato Serra)
41 – La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti (Albert Einstein)
42 – Se avessi una figlia la metterei in sella perché impari ad affrontare la vita (Emile Zola)
43 – La bicicletta ha un’anima. Se si riesce ad amarla, vi darà emozioni che non dimenticherete mai. (Mario Cipollini)
44 – Il ciclismo è la fatica più sporca addosso alla gente più pulita (Giampaolo Ormezzano)
45 – Il Giro è una meravigliosa corsa umana. Il suo traguardo è la felicità. (Alfonso Gatto)
46 – Girardengo non lo si vedeva mai arrivare. Appariva di colpo. Come per un incanto era lì. (Mario Soldati)
47 – Sono uno dei pochi atleti che non si allena nemmeno con il frequenzimetro, un artigiano in mezzo a delle multinazionali. (Marco Pantani)
48 – Forato? Noi non si fora mai. (Gino Bartali)
49 – Se finirò al cimitero vi condurrò qualcuno alla mia ruota. (Jacques Anquetil)
50 – La fatica in montagna per me è poesia (Marco Pantani)

Gianni Bugno pretende chiarezza sul caso Froome

Gianni Bugno: “decisione rapide”!

Gianni Bugno, presidente del sindacato mondiale corridori, parla del caro Froome pretendendo chiarezza e rapidità di decisione ma a patto di non demonizzare il corridore

Gianni Bugno

Gianni Bugno

Gianni Bugno, presidente del sindacato mondiale corridori (Cpa), interviene sull’argomento del momento: la positività al doping di Chris Froome all’ultima edizione della Vuelta di Spagna.

La notizia, si sa, ha destabilizzato il mondo del ciclismo. Il corridore del Team Sky ha assunto il Salbutamolo, un composto che serve per ridurre il broncospasmo e gli attacchi di asma malattia, va detto, di cui soffre il britannico. La colpa di Froome sarebbe stata quella di eccedere nei quantitativi assunti.

Se la positività di Froome venisse tramutata in una squalifica, con molta probabilità sarebbe Vincenzo Nibali a vincerebbe la Vuelta di Spagna riscrivendo totalmente il podio con Ilunr Zakarin della Katusha Aplecin in seconda posizione e terzo Wilco Kelderman della Sunweb.

Gianni Bugno, in forza del suo ruoto vuole capire cosa sia effettivamente accaduto e pretende che i tempi di indagine siano molto brevi come raccontato a La Gazzetta dello Sport in una intervista a tutto tondo sulla vicenda che rischia di generare nuovo scetticismo sulla pulizia nel mondo delle due ruote.

Gianni Bugno: le parole alla Gazzetta

“Per la decisione sul caso Froome i tempi devono essere brevi. Non bisogna che si ripeta la vicenda Contador, che corse il Giro 2011, lo vinse e poi fu detronizzato. Ho sostenuto il nuovo presidente Uci, David Lappartient: credo in lui e ho fiducia che non ci saranno lungaggini eccessive. Io ammiro Froome, è un grande campione, fino a prova contraria credo nella sua buona fede. Non ha bisogno del Ventolin per vincere. Certo, se ha sbagliato verrà sanzionato, io non lo so, ma non va demonizzato in ogni caso”.

 

 

Salvaciclisti, Gianni Bugno rilancia l’iniziativa

Salvaciclisti: ecco la visione di Gianno Bugno

Salvaciclisti

Salvaciclisti: l’idea di Gianni Bugno

Salvaciclisti, una norma di civiltà che viene spinta anche da Gianni Bugno che, ne abbiamo parlato già qualche giorno fa, ha affermato che da tre anni non pratica più il ciclismo per ragioni di sicurezza.

“Mi sono stancato di litigare con gli automobilisti è troppo pericoloso – ha dichiarato Gianni Bugno ad Avvenire – se sono da solo, ho paura di trovare qualcuno che mi stringe, se sono al sicuro di un gruppo, c’è sempre una macchina che arriva dietro e suona”. In effetti uscendo in bicicletta a tutti è capitato, pur mantenendo un comportamento idoneo ed educato di trovarsi di fronte a automobilisti indisciplinati.

La mancanza di sicurezza stradale potrebbe comportare anche una riduzione di praticanti e lo stesso campione non nasconde la sua preoccupazione in materia  “se un genitore mi dice che non fa praticare ciclismo a suo figlio per non farlo pedalare sulla strada, come posso dargli torto?”.

Salvaciclisti: l’idea di Bugno

Il rispetto delle norme della strada è un obbligo e un impegno per tutti ma secondo Gianni Bugno “Automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni: ognuno dovrebbe riflettere sul proprio comportamento e rispettare tutti gli altri, invece si finisce per pensare solo a se stessi”.  L’ex campione del mondo ha aggiunto “La cosiddetta Salvaciclisti se adottata, avrebbe permesso all’Italia di adeguarsi ad altri Paesi come Francia e Spagna ma nell’estate scorsa è sparita dal provvedimento esaminato dal Parlamento”.

Persa in questa storia anche la tragica morte di Michele Scarponi, punta di un iceberg che ha coinvolto tanti ciclisti negli ultimi anni.

Salvaciclisti: equiparare la bici al motorino? Per Bugno è ok!

“Un corridore che pratica il ciclismo agonistico ha bisogno di allenarsi sulla strada. Il ciclista deve pedalare ad una certa velocità, anche in mezzo ad un gruppetto e deve poter svolgere lavori specifici che ha in programma. Farlo pedalare su una pista ciclabile sarebbe impossibile ed io, come presidente dei ciclisti professionisti, devo guardare la realtà con gli occhi dei corridori. Intendiamoci, non chiediamo soltanto, ma come abbiamo sempre fatto siamo disposti a metterci in gioco e a fare la nostra parte. Noi vogliamo che la bicicletta venga equiparata ad un motorino. Tra un motorino e un ciclista non c’è nessuna differenza, perché vanno realmente alla stessa velocità, il problema è equipararli. Se servono targa e assicurazione apposite, noi siamo pronti. E vi invito a riflettere: quante volte sulle nostre strade di periferia, nella Brianza o nella bassa Padana ci imbattiamo in mezzi agricoli che occupano tutta la carreggiata? E lo sapete quale velocità massima raggiungono? I 40 orari, la stessa di un gruppetto di ciclisti. Chi va in bici sa che è sempre meglio procedere in fila indiana, ma un gruppetto non è un intralcio insormontabile per gli automobilisti. Stai dietro ad uno spargi letame? Stai dietro anche a dei ciclisti”

Gianni Bugno: “da tre anni senza bicicletta”

Gianni Bugno lancia un urlo per sensibilizzare

Gianni Bugno

Gianni Bugno

Gianni Bugno: “Io non vado più in bici da tre anni perché mi sono stancato di litigare con gli automobilisti”. E’ questa la denuncia dell’ex indimenticabile campione del mondo a margine della presentazione de il Tour of the Alps, nella Sala Buzzati di Corriere/Gazzetta a Milano.

“In Italia non c’è cultura della bicicletta, mi dichiaro contrario anche alle ciclabili proprio perché manca civiltà nel nostro paese. Entri in una ciclabile e ci trovi di tutto, dai cani senza guinzaglio a mamme con passeggino”.

Il campione del mondo di Stoccarda e Benidorm ha parlato della triste vicenda di Michele Scarponi: “io le zone dove si allenava le conosco bene, ci ho lavorato per anni. Li è pericoloso anche solo correre a piedi, la gente in auto fa di tutto. Anche a me è capitato di usare il cellulare dobbiamo capire che è una colpa di tutti e dobbiamo cambiare perché così non va per nulla bene”. Speriamo che le parole di Gianni Bugno abbiano un seguito da parte delle istituzioni.

Matteo Moschetti intervista per Ciclonews

Matteo Moschetti si racconta a www.ciclonews.biz

Matteo Moschetti

Matteo Moschetti

Matteo Moschetti, Campione Italiano degli Under 23 e fresco vincitore della Coppa d’Inverno, il prossimo anno andrà a correre nella Polartec-Kometaformazione di sviluppo Continental della Trek-Segafredo, voluta da Alberto Contador, e diretta da Ivan Basso. In questa intervista ci racconta della sua passione per il ciclismo.

Ciao Matteo e grazie per aver accettato la nostra intervista, ci racconti come è nata la passione per il ciclismo?

Ciao ragazzi e grazie a voi per questo spazio. Il mio primo approccio con lo sport è stato col calcio. Come tanti bambini la mia passione era per il pallone e dunque i miei genitori mi hanno iscritto ad una scuola calcio. Nel frattempo, però, un caso amico di famiglia che era presidente del Velo Sport Abbiategrasso cercava di convincermi, senza troppi risultati, a provare con il ciclismo. Francamente a me piaceva il pallone e “la corte” cadde prima ancora di iniziare. Poi un giorno andai a vedere una corsa di mio cugino e come per magia scattò la voglia di provare a correre. Chiesi ai miei genitori di portarmi a provare per una squadra di ciclismo ma all’inizio erano contrari. Poi, grazie alla mia insistenza, acconsentirono e cominciai a correre in bici senza mollare il pallone almeno fino alla terza media quando decisi che il ciclismo sarebbe stato il mio sport.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Sicuramente il ciclismo è uno sport duro e impegnativo sotto questo aspetto. Richiede uno stile di vita ben preciso e tante volte difficile da comprendere per un adolescente. Però devo dire che tutto ciò non mi è mai pesato anzi, mi ha permesso di vivere esperienze ed emozioni incredibili con delle squadre in cui prima che compagni si era, e tuttora si è, amici. L’unica cosa che, forse, un po’ rimpiango è quella di non aver partecipato alle gite scolastiche negli ultimi anni di superiori, forse all’epoca qualche giorno “tranquillo” potevo concedermelo

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a un ragazzo che vuole iniziare?

Il ciclismo e la bici a livello umano ti danno davvero tanto. Questo sport mi ha permesso di conoscere tanta gente, tante culture e modi di pensare diversi dal mio. Credo che questa sia una cosa fondamentale per un ragazzo: imparare a conoscere il “mondo” che ci circonda oltre l’ambito degli amici o della famiglia, aprire gli occhi al mondo. Ho imparato che se lavori tanto, in silenzio e quotidianamente prima o poi quel lavoro darà i suoi frutti, anche se a volte può non sembrare così. Insomma consiglieri il ciclismo a tutti i ragazzi e le ragazze perché è una grande scuola di vita

C’è una corsa che Matteo Moschetti ricorda con più piacere?

Sono tante le corse che ricordo con piacere, da spettatore e appassionato ricordo con molto piacere il mondiale di Stoccarda in cui vinse Paolo Bettini, andai in Germania a vederlo con la mia famiglia, fu un esperienza incredibile. Per quanto riguarda la mia carriera, di sicuro la vittoria nel Campionato Italiano di questo giungo, una giornata indimenticabile

Cosa fa Matteo Moschetti nel tempo libero?

Nel poco tempo libero che ho a disposizione mi piace uscire con i miei amici, stare in compagnia e passare delle serate tranquille. Sono un ragazzo tranquillo, mi piace guardare film,  leggere qualche libro e poi mi piace viaggiare anche se la stagione è talmente lunga che mi rimangono solo poche settimane all’anno per farlo.

Che rapporto hai con la musica?

Mi piacciono quasi tutti i tipi di musica, ne ascolto tantissima, sopratutto mentre mi alleno, aiuta a concentrarti, a rilassarti e a volte perché a riflettere. Se dovessi farti qualche nome direi sicuramente, Jovanotti i Coldplay, Samuel e i the Script

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Direi Gino Bartali, che oltre ad essere stato un grande campione è stato anche una grande persona. Mi ha colpito la sua storia, penso sia un esempio da seguire. E poi anche Gianni Bugno, un corridore con una classe infinita

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Si, certo mi piacciono molti sport e quando riesco lì seguo anche in TV. Ogni tanto vado a giocare a calcio e in montagna a sciare anche se ultimamente ho dovuto un po’ abbandonarle perché sono attività rischiose. Un mito a cui mi ispiro al di fuori del ciclismo è Pietro Mennea, ha fatto del sacrificio e della forza di volontà due punti di forza

Quali sono  prossimi obiettivi professionali di Matteo Moschetti?

I miei prossimi obbiettivi, sono quello di ben figurare la prossima stagione con la mia nuova squadra la Polartec Kometa, migliorare a livello fisico ma sopratutto psicologico, cercando di costruire una mentalità vincente e da leader che mi possa permettere di fare un ulteriore passo in avanti!