Il Sergente di ferro Ferretti attacca Froome

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti stronca Froome

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti ad un anno dalla vicenda salbutamolo si schiera contro Chris Froome

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti

Il Sergente di ferro Giancarlo Ferretti si è guadagnato questo appellativo per la sua ruvidità e schiettezza. Da sempre uno che dice “pane al pane e vino al vino”, Ferretti ha raccontato a Tuttobici la sua visione del ciclismo a 360 gradi.

L’ex Direttore Sportivo, seppur lontano dall’ammiraglia dall’ormai lontano 2005, mantiene una visione privilegiata del ciclismo e, nel corso dell’intervista, ha letteralmente  stroncato Chris Froome e il Team Sky.

Il romagnolo ha parlato dalle pagine di Tuttobici di numerosi temi legati all’attualità del ciclismo andandoci giù pesante contro Chris Froome e il Team Sky (come già accaduto in precedenza). Ferretti vede nella squadra britannica l’esatto opposto del suo modo di intendere il ciclismo. Una sfida tra istinto con cui Ferretti ha conquistato oltre 900 vittore e calcolo (Sky).

La notizia dell’abbandono al termine del 2019 della sponsorizzazione di Sky ha visto “esultare” il Sergente di ferro:

 “Meglio così. È una squadra che non mi è mai piaciuta. Ha monopolizzato il ciclismo rendendolo poco interessante. E’ vero, vincono ma non mi piace il loro modo di correre”.

L’approccio quasi matematico messo in strada dal Team Sky nell’avvicinarsi alle corse e lo strapotere economico della formazione di Froome non è mai piaciuto a Ferretti che già più volte ha frontalmente attaccato il kenyano bianco:

“Froome è certamente un ragazzo gentile ed educato, davanti alle telecamere non è mai sopra le righe anzi è molto gentile ma in corsa proprio non mi piace.  Il suo modo di correre non ha nulla a che vedere con il vero ciclismo” ha sentenziato Ferretti.

 

 

 

 

 

Giancarlo Ferretti: “Team Sky rovina del ciclismo”!

Giancarlo Ferretti: Sky esca dal ciclismo!

Giancarlo Ferretti attacca il team Sky per la gestione delle corse e la vicenda di Chris Froome e la non negatività al salbutamolo

Giancarlo Ferretti

Giancarlo Ferretti

Giancarlo Ferretti, storico direttore sportivo del ciclismo tricolore, ha rilasciato una lunga intervista a tuttobiciweb in cui ha parlato a ruota libera tra ciclismo e vita e non ha mancato di lanciare una stoccata al Team Sky di Chris Froome.

Ferretti è stato una delle personalità più elevate tra i direttori sportivi e ha chiuso la sua esperienza in ammiraglia nel 2005 quando la Fassa Bortolo ha chiuso i battenti: “sono in pensione, curo la mia società immobiliare e mi godo i miei due jack russell Molly e Lilly”.

Riprendere con il ciclismo? Beh Giancarlo con la testa non ha mai mollato il suo amore, “la mente non mi abbandona e ogni tanto quel pensiero torna. Ma se mai dovesse accadere vorrei un team come quelli che ho diretto in passato, non mi piacciono le cose anonime. Avrei anche i giusti tecnici per un  simile progetto ma il problema sono gli sponsor. Io continuo a sognare ma sono fuori dal giro da molto tempo e non è facile trovare gente disposta a spendere soldi nel ciclismo, nemmeno all’estero”.

Giancarlo Ferretti ha ormai 76 anni ma la grinta è la stessa di quando urlava dal finestrino dell’ammiraglia anche se naturalmente un eventuale progetto non lo vedrebbe impegnato in prima linea ma solo nella creazione del sodalizio sportivo.

Il ciclismo continua a piacere alla gente ma si è appiattito, quindici, venti anni fa era uno spettacolo ora la fantasia è andata perduta, manca l’imprevedibilità. Ci sono troppe maglie nere li davanti a bloccare la corsa e togliere divertimento – ha affermato parlando chiaramente del Team Sky – E’ una squadra che ha tanti soldi e prende tanti corridori forti. Ne hanno sette-otto che potrebbero fare i capitani nelle altre squadre. Ma correre così avvilisce il ciclismo“.

Secondo Ferretti ci sono possibilità di risalita qualitativa del ciclismo mondiale: “Movistar sa correre, la Quick Step pure mentre la Sky no, speriamo che se ne vadano dal ciclismo, sono loro che lo rovinano!”.

A qualche ciclista, pare, le corse controllate possono anche risultare positive: meno attacchi significa meno fatica ma “il ciclismo è fatica, è sudore. Vincere è importante, lo dice uno che ha sempre voluto vincere, vincere dando spettacolo è bellissimo, però te lo devi meritare. Bisognerebbe fare qualche convegno con i tecnici per spiegargli come rendere un po’ più interessante il ciclismo. Bisogna motivare i corridori”

Ferretti ha parlato anche dei colleghi Direttori Sportivi: “Oggi ci sono che non dovrebbero stare alla guida dell’ammiraglia, farebbero bene a mettersi nel baule. Invece quando mettono fuori la testa dalla macchina si sentono come nei film di guerra, quando Rommel veniva fuori dal carrarmato”..

L’ultima stoccata del DS è per il #Froomegate e anche qui Ferretti non le manda a dire:loro fanno quello che vogliono. Però è tutto sbagliato. Perché sto salbutamolo dev’essere consentito fino a un certo limite? Se serve per curare l’asma, niente salbutamolo. Se sei malato, invece di correre vai a casa. Se non respiri come fai ad andare in bicicletta? Il ciclismo è uno sport per atleti sani e forti”. Insomma anche lo storico DS la pensa come tanti grandi ex che vedono immobilisti non funzionale al rilancio del ciclismo a livello mondiale.

Paolo Tiralongo si ritira a fine stagione

Paolo Tiralongo si ritirerà a fine stagione

Questo Giro d’Italia sarà l’ultimo della lunga carriera di Paolo Tiralongo: l’alfiere dell’Astana il prossimo 8 luglio compirà quarant’anni e ha deciso che appenderà la bici al chiodo al termine del 2017.

Nato ad Avola nel 1977, dopo un’interessante carriera nelle giovanili (da sottolineare gli eccellenti podi nelle gare a tappe come il 3° posto al Giro d’Italia Baby 1998 e il 2° posto al Giro della Val d’Aosta 1998). Passa professionista nel 2000 con la Fassa Bortolo di Giancarlo Ferretti e nella sua terza stagione alla Fassa, ottiene la vittoria nella cronosquadre del Giro del Mediterraneo e, nella stessa corsa, è secondo in una tappa e nella classifica generale finale.

Nel 2003 si trasferisce alla Ceramiche Panaria Fiordo dove però non riesce a conquistare vittorie pur essendo sempre molto competitivo e nel 2006 approda alla Lampre Fondital dove corre con l’amico e capitato Damiano Cunego

I primi anni lo vedono lottare come gregario per i suoi capitani ma nel 2009 corre la Vuelta Espana da leader della Lampre e riesce a concludere la corsa iberica all’ottavo posto in generale, lottando sempre coi migliori nelle tappe di montagna. La lealtà alla squadra e la bella prova in Spagna gli valgono la chiamata del Team Kazako dell’Astana.

Nelle sue 18 stagioni da Pro, Paolo si è sempre dimostrato un validissimo supporto per i capitani per cui ha lavorato e, nonostante il suo ruolo è riuscito a conquistare quattro vittorie: la prima è stata la tappa di Macugnana al Giro d’Italia 2011, l’anno successivo si è ripetuto nella corsa rosa a Rocca di Cambio, mentre nel 2015 ha vinto l’ultima tappa del Giro del Trentino e la tappa di San Giorgio del Sannio al Giro d’Italia.