Geraint Thomas, la vita e il ciclismo

Geraint Thomas si confida con Eugene Laverty

Geraint Thomas ha raccontato al podcast di Eugene Laverty alcuni aneddoti legati al Tour, a Chris Froome e alla sua recente paternità

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas, dopo aver trionfato al Tour de France 2018, non è riuscito a bissare nel 2019 ma si appresta a una nuova annata carico di entusiasmo. Parlando con il Eugene Laverty in un Podcast ha voluto ripercorrere le tappe della sua carriera da quando ha iniziato a cimentarsi con il ciclismo nelle fila del Maindy Flyers Cycling Club di Cardiff sino al suo ruolo di big del plotone.

Thomas ha voluto ripercorrere i primi passi con il British Cycling nelle gare su pista che gli sono valse due ori olimpici, passando per il ruolo di stagista alla Saunier Duvar, per il primo contratto con la Barloworld,  prima di approdare nella corazzata Team Sky (ora Team Ineos) con cui ha vinto la maglia gialla.

Un percorso multidisciplinare quello di Geraint che secondo lo stesso ciclista britannico risulta attualmente difficile da seguire:

“quando ho iniziato a pedalare volevo fare tutto ma non è possibile. E’ impensabile di poter passare dall’oro olimpico in pista a una grande corsa a tappe. Ora è tutto più specifico, ci sono differenze di impostazione tra la corsa di un giorno e una di tre settimane, figuriamoci tra due discipline come la pista e la strada”.

Ma correre in pista può dare dei benefici a un giovane ciclista al di la dei risultati che si possono ottenere? Su questo Thomas non ha alcun dubbio:

“ la pista ti da velocità di gamba, capacità di gestione della bici e capacità di leggere le gare. Queste cose aiutano quando si va in strada. Nel periodo in pista ho imparato tantissimo. Anche se il mio amore è la strada la pista mi ha dato tanto e mi ha aiutato a raggiungere il sogno di vincere il Tour”.

Dopo aver “testato” la vita da pro con la Saunier Duval: “ricordo l’unica gara corsa , ero un po’ in sovrappeso e penso che il manager abbia pensato questo dove vuole andare”, Thomas ha esordito al Tour proprio nella partenza di Londra con la maglia della Barloworld dove, nel 2008, fece l’incontro con Chris Froome:

“mi ricordo la prima volta che l’ho incontrato, indossava un una ganna keniana, un serong, tipo un kilt degli scozzesi. Sotto non aveva nulla, gli ho detto amico così non lasci nulla alla immaginazione. Avevo già sentito il suo nome perché era un fenomeno sin dalle categorie giovanili. Era come se fosse stato costruito in un laboratorio ma si capì subito che sarebbe diventato un fenomeno assoluto”.

Thomas e sua moglie sara sono è recentemente diventati genitori per la prima volta di Max:

“ha compiuto cinque settimane, è nato pochi giorni dopo il mondiale di Harrogate nello Yorkshire. Mi sono goduto questo momento, certo rispetto a un anno fa tutto è diverso è un bimbo buonissimo ma bisogna cambiare gli equilibri tra allenamento e gestione della vita perché per me è importante esserci e dare una mano nella sua crescita”.

 

Favoriti Tour de France 2019? Eccoli!

Favoriti Tour de France 2019 la nostra Guida

Favoriti Tour de France 2019? Ecco chi sono i nomi caldi per la corsa più importante dell’anno da Thomas a Bernal passando per Nibali e tanti altri

Thomas al Tour (fonte pagina Facebook)

Favoriti Tour de France 2019? Le assenze di Froome e Dumoulin e qualche problema di salute di Thomas e Yates hanno rimescolato le carte. Che sia Bernal il vero favorito? Per l’Italia le speranze (di podio?) sono sulle spalle di Vincenzo Nibali che, come Landa, avrà nelle gambe le fatiche del Giro d’Italia

Geraint Thomas (Team Ineos)

Non possiamo che partire dal vincitore uscente anche solo per questioni di cavalleria. Lo scorso anno in pochi avrebbero scommesso sull’affermazione del gallese, gli occhi di tutti erano sul compagno di team Chris Froome e, invece, è stato Geraint ad imporsi. Quest’anno la caduta del kenyano bianco ha spalancato le porte al ruolo di capitano per Thomas che, però, è incappato, a sua, volta in uno scivolone al Tour de Suisse che mette qualche nuvola sopra la testa del campione uscente. Nessun problema grave ma certamente un intoppo antipatico in vista dell’impegno più arduo della stagione che lo ha privato della possibilità di confrontarsi al meglio con alcuni rivali.

Uno dei problemi che Thomas potrebbe affrontare è quello della concorrenza interna del giovane colombiano Egan Bernal.

Jakob Fuglsang (Astana)

Non tutti sono consapevoli della costanza e della forza del danese e molti avanzano dubbi sulla tenuta lungo le tre settimane di corsa. Il recente successo al Critérium du Dauphiné è il segno della continuità che Jakob può mantenere anche nelle grandi corse a tappe.

A 34 anni il danese ha infilato un 2019 da urlo con la conquista della Liegi-Bastogne-Liegi e della Ruta del Sol e i podi alla Tirreno-Adriatico, Strade Bianche, Fleche Wallonne e Amstel Gold Race.

Se tre indizi fanno una prova Fuglsang può essere un pretendente credibile alla vittoria finale o ad un posto sul podio di Parigi.

Egan Bernal (Team Ineos)

La grande promessa del ciclismo mondiale per le corse a tappe potrebbe essere già una certezza. Complice i dubbi attorno alla condizione di Thomas e l’assenza di Froome potrebbe indossare i galloni del capitano. La vittoria al Tour de Suisse legittima la pretesa del ruolo di prim’attore per questo 22enne che si sta dimostrando il fenomeno che tutti prevedevano. Chiaro che il Giro di Svizzera non il Tour ma la capacità in salita di Egan sul Flumserberg e San Gottardo sono segno di forma fisica eccezionale e l’aver perso solo 19 secondi a cronometro dal campione del Mondo Rohan Dennis dimostrato una propensione mentale al sacrificio e una maturità che lo inseriscono di diritto tra i top riders del Tour.

Adam Yates (Mitchelton-Scott)

Anche Adam è reduce da un Dauphine a tratti esaltante compromesso solo da alcuni problemi di stomaco. A cronometro ha retto bene e in salita è una certezza vedremo se riuscirà a riscattare la delusione del fratello al Giro.

Nairo Quintana (Movistar)

La grande incognita del ciclismo mondiale, in questa prima parte del 2019 i risultati non sono mancati ma è mancato un vero e proprio squillo. In salita al Delfinato ci ha provato (Pipay) ma non ha lasciato il segno. Ha corso poco da aprile a maggio per preparare al meglio il Tour, riuscirà a togliersi l’etichetta di “succhiaruota” imponendo qualche sua azione?

 

Mikel Landa (Movistar)

Reduce dal quarto posto al Giro d’Italia si è allenato bene e sarà l’alter ego di Quintana in Francia, come d’abitudine deve giostrarsi in una posizione subalterna ma, come spesso ci ha fatto vedere, può poi scalare con facilità le gerarchie interne al team. Da verificare quanto la doppietta Giro-Tour può pesare sulle sue gambe.

Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida)

Anche per Vincenzo potrebbero pesare sulle gambe le fatiche del secondo posto al Giro 2019. Al GP di Lugano ha chiuso sorprendentemente quindi restando in corsa sino all’ultimo. Se Landa potrebbe puntare alla classifica, lo Squalo dello Stretto ha messo le ani avanti dichiarando come obiettivo la conquista di qualche tappa. L’assenza di due “acerrimi nemici” come Froome o Dumoulin potrebbero consentirgli di giocarsi un posto sul podio.

Thibaut Pinot (Groupama-FDJ)

Dopo aver concluso il Delfinato al quinto posto assoluto, Thibaut è pronto a far impazzire gli appassionati francesi lungo le strade di casa. Se la cronometro resta il suo tallone d’achille appena la strada si inerpica ecco uscire tutta la sua classe. Una discreta voglia di riscatto per alcuni risultati mancati potrebbero essere la scintilla per far esplodere il suo Tour de France.

Romain Bardet (AG2R La Mondiale)

Dopo i due podi al Tour (2016 e 2017) ha deluso nella scorsa annata ma resta per molti il miglior ciclista francese del momento. Non ha corso molto da aprile ad oggi ma ha discretamente figurato al Delfinato ma non ha colto quella vittoria che avrebbe donato abbrivio al suo approcciarsi al Tour.

Rigoberto Uran (EF Education First)

La frattura della clavicola alla Parigi-Nizza è stata negativa per la sua annata sino ad ora, ha deciso di non correre i classici Delfinato e Tour de Suisse per andare alla Route d’Occitania dove ha ben figurato nelle salite. Naturalmente il palcoscenico della corsa d’Occitania non è probante delle sue condizioni fisiche ma potrebbe aver dato una scossa al suo morale.

Dan Martin (UAE Team Emirates)

Dopo un bel secondo posto al Giro dei Paesi Baschi ha avuto qualche problema di saluta che lo ha portato a non completare la Fleche Wallonne e la Liegi-Bastogne-Liegi. Tornato competitivo al Delfinato (concluso ottavo) hanno stabilito l’effettivo recupero dell’irlandese. Il suo carattere duro lo porterà a battagliare per un posto in top 10.

Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma)

L’olandese ha corso bene da inizio anno e anche al Delfinato ha ben figurato salvo poi ritirarsi nell’ultimo giorno di corsa a causa di problemi di stomaco. Come per Yates si tratta di problemi superficiali che non possono inficiare sulla performance al Tour. Al Delfinato ha chiuso quarto la cronometro e ha dimostrato di reggere in salita, peccato per il lieve problema fisico.

Richie Porte (Trek-Segafredo)

Qualche problema di salute in primavera l’hanno spinto a concentrarsi sul Tour of California – dove è arrivato quinto – e sul Delfinato dove non ha però brillato ne a cronometro ne in salita. La condizione non è delle migliori ma manca ancora un po’ al Grande Depart, resta sempre il dubbio della tenuta sulle tre settimane.

Enric Mas (Deceuninck-QuickStep)

Il “prossimo Contador” – appellativo datogli da Alberto – è uno degli uomini più chiacchierati del momento dopo la sorprendente Vuelta dello scorso anno.

Al Dauphine Mas ha pagato dazio a Bernal terminanto la corsa al 15esimo posto, è giovane /24anni) e ha entusiasmo dalla sua parte ma non sembra avere le gambe per le salite della corsa francese.

 

Geraint Thomas necessità di ritrovare la condizione per il Tour

Geraint Thomas concentrato sul Tour de France

Geraint Thomas concentrato sul Tour de France deve recuperare la condizione di forma, nel frattempo Egan Bernal scalpita per un ruolo di leader

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas ha tirato un sospiro di sollievo dopo il brutto spavento per la caduta della seconda tappa del Giro della Svizzera. Il vincitore del Tour 2018 è caduto quando all’arrivo mancavano circa 30 km e, complice anche la recente caduta di Froome, in molti sono rimasti impietriti nel vedere il capitano del Team Ineos volare lungo l’asfalto.

Prontamente soccorso e caricato sull’ammiraglia per essere condotto in ospedale per accertamenti Thomas è risultato negativo ad ogni esame. Nonostante gli esami non abbiano evidenziato fratture, per Thomas sarà necessario un periodo di stacco dalla bicicletta che potrebbe intaccare la preparazione verso la corsa francese. L’obiettivo di Geraint era, invece, quello di far salire la propria condizione lungo le salite del Tour de Suisse e, ora, per ovviare dove studiare assieme al coach Tim Kerrison la strategia per arrivare pronto all’appuntamento clou della sua stagione agonistica.

Inevitabile è quindi lo stravolgimento del programma di allenamento del ciclista gallese verso Le Grand Depart di Bruxelles. Nel frattempo i galloni di capitano nella corsa elvetica sono andati ad Egan Bernal. Proprio il colombiano (che oggi ha conquistato la maglia di leader al Tour de Suisse) potrebbe essere un incomodo non da poco verso la riconquista della maglia gialla per il gallese.

Il vincitore della Parigi-Nizza 2019 ha dovuto dare forfait al Giro d’Italia lo scorso maggio dopo aver rotto la clavicola alla vigilia della partenza ragion per cui riverserà tutte le energie (e sono tante) sul Tour 2019. L’assenza di Chris Froome per i postumi della caduta al Critérium du Dauphiné potrebbe ulteriormente legittimare le velleità di leadership del colombiano che già andrebbe, quantomeno, a ricoprire il ruolo di seconda punta.

L’anno scorso, Bernal ha impressionato nelle fasi chiave del Tour lavorando in silenzio dietro a Thomas e Froome ma ora, nel giro di poche settimane, lo scenario potrebbe essere mutato a suo favore.

In un Tweet postato mercoledì mattina, Thomas ha dichiarato:

“Grazie per tutti i tuoi messaggi !! Sono stato costretto a lasciare @tds, ma per fortuna sto bene, ho battuto la testa e avevo bisogno di punti sopra l’occhio, così i medici mi hanno impedito di tornare la mia bici, significa solo che avrò bisogno di qualche grande allenamento la prossima settimana. “

Geraint Thomas cade al Tour de Suisse

Geraint Thomas cade al Tour de Suisse: portato in ospedale

Geraint Thomas cade al Tour de Suisse, riesce a rialzarsi e a salire sull’ammiraglia del Team Ineos ma necessita di esami ospedalieri.

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas cade al Tour de Suisse, il ciclista britannico è caduto a terra quando mancavano circa 30 km dall’arrivo della frazione odierna. Pare una maledizione quella del Team Ineos che la scorsa settimana ha perso Chris Froome caduto durante una ricognizione al Critérium du Dauphiné. Per il “kenyano bianco” i danni sono stati notevoli tanto che non solo ha dovuto rinunciare all’imminente Tour ma ha con ogni probabilità chiuso la sua stagione agonistica.

Il campione del Tour de France 2018, a seguito del forfait di Froome, era il capitano designato per la Grande Boucle ma nel corso della tappa odierna del Giro di Svizzera è finito violentemente a terra con Andrey Zeits dell’Astana), subito dopo uno sprint intermedio.

Il kazako è stato trasportato in ospedale con l’ambulanza, mentre il corridore è stato in grado di sedersi e di muovere entrambe le spalle cosa che farebbe escludere fratture alle clavicole. Certamente presenta taglia sulla schiena e sopra l’occhio destro. Non ha perso conoscenza e, anzi, ha subito parlato con i sanitari prontamente intervenuti per poi salire sull’ammiraglia.

IlTeam Ineos ha confermato che saranno necessari ulteriori accertamenti per verificare che non vi siano conseguenze a livello cranico.

Dopo la caduta di Egan Bernal che gli ha precluso la partecipazione al Giro d’Italia 2019 e il terribile schianto di Froome al Delfinato ora il team attende con ansia i risultati degli esami clinici di Thomas nella speranza di non dover nuovamente cambiare strategia in vista del Tour de France.

Egan Bernal ha la grinta per vincere il Giro

Egan Bernal può vincere il Giro parola di Hart

Egan Bernal ha la grinta per vincere il Giro a dirlo è il compagno del Team Ineos Tao Geoghegan Hart

Egan Bernal

Egan Bernal

Egan Bernal ha le carte giuste per puntare a vincere il Giro d’Italia 2019 al suo debutto a 22 anni, al dirlo è il suo compagno al Team Ines, Tao Geoghegan Hart. I due correranno il prossimo Giro d’Italia che sarà anche la prima grande corsa a tappe con il nuovo abbinamento.

“Se guardi alla stagione che ha avuto questa primavera e ancor più, quanto è stato costante l’anno scorso, secondo me, è stato uno dei migliori corridori al mondo già nel suo primo anno nel tam e senza dubbio può competere per la vittoria finale alla corsa rosa” ha spiegato il londinese Geoghegan Hart.

Bernal ha firmato il contratto con l’allora Team Sky poco prima del suo 21 ° compleanno in inverno prima della stagione 2018. Ha debuttato nella sua prima corsa a tappe di tre settimane allo scorso Tour de France risultando determinante per supportare Geraint Thomas a vincere.

Quest’anno, nonostante qualche piccola sfortuna, ha conquistato la Parigi-Nizza, una bella soddisfazione per un corridore ancora giovanissimo. Ora con Thomas e Froome che hanno giocato le loro fiches sul Tour, Bernal ha via libera per essere il leader del Team Ineos al Giro 2019.

“Egan ha avuto molta sfortuna allo scorso Giro della Catalunya, era seconde e negli ultimi chilometri ha avuto un bruttissimo incidente. Lui è stato un grande ed è tornato subito in gruppo dimostrando una grinta eccezionale. C’è stata poi la spaventosa caduta a San Sebastián, è stato impressionante vederlo cadere in quel modo orribile. Lui però non si è perso d’animo ed è tornato velocemente. Sono quindi convinto che potrà affrontare le avversità, che avrà nel Giro d’Italia, ma ci approcciamo alla corsa con una mente serene, prenderemo ogni giorno come viene” ha proseguito Geoghegan Hart che ha supportato Sivakov a vincere il Tour of the Alps conquistando lui stesso due tappe e piazzandosi secondo.

Il Team Ineos per il Giro dovrebbe sposare la linea giovane con Egan Bernal capitano, circondato da altri ragazzi terribili:  Geoghegan Hart, 24 anni, Pavel Sivakov, 21 anni, Ivan Sosa 21 anni  a cui si affiancherà l’esperienza di  Salvatore Puccio e Gianni Moscon.

 

Tour of the Alps torna Chris Froome

Tour of the Alps torna Chris Froome per sfidare Nibali

Tour of the Alps vede il ritorno di Chris Froome dopo che nel 2018 fu il trampolino per andare alla conquista del Giro d’Italia

Tour of the Alper: Froome VS Nibali

Tour of the Alper: Froome VS Nibali

Nel 2018, il Tour of the Alps accolse per la prima volta sulle sue strade Chris Froome (Team Sky), per l’ultimo trampolino del quattro volte vincitore del Tour del France in vista dell’assalto al Giro d’Italia e alla tripla corona. Cercava il miglior colpo di pedale, il britannico, ma trovò molto più di questo: il sorriso e la serenità dopo mesi complessi, e soprattutto un modo di correre aggressivo e fantasioso che ne avrebbe fatto le fortune sulle strade del Giro.

L’anno scorso, il Tour of the Alps per Chris Froome fu una tappa cruciale verso la Maglia Rosa e la conquista dell’unico grande giro che ancora non aveva in palmares. Nel 2019, il britannico è in cerca di conferme verso un obiettivo più lontano, una quinta maglia gialla, ma una tappa chiave si svolgerà ancora una volta sulle strade Euroregionali.

E’ questa la grande notizia emersa Mercoledì 10 Aprile a Kufstein, sede di partenza del 43° Tour of the Alps (22-26 Aprile 2019), dove si è tenuta una presentazione a soli 12 giorni dalla partenza della corsa a tappe euroregionale, che si arricchisce così di un protagonista d’eccezione. Alla conferenza stampa hanno preso parte il Direttore Esecutivo di Tirol Werbung Florian Phleps, il Chairman di Kufsteinerland Johann Mauracher, il Direttore di Kufsteinerland Stefan Pühringer, il Direttore Marketing di Alpbachtal Seenland Michael Mairhofer e l’ex corridore austriaco Thomas Rohregger.

Pochi mesi dopo il grande successo del Mondiale di Innsbruck, il Tirolo tornerà ad ospitare una sfida fra giganti del grande ciclismo: Chris Froome sfiderà uno dei grandi favoriti annunciati del prossimo Giro d’Italia, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida). Dieci grandi corse a tappe conquistate in due: il Tour of the Alps accoglie al via i due più importanti corridori da tre settimane della loro generazione.

Dopo aver consacrato vincitore Geraint Thomas nel 2017 e Thibaut Pinot nel 2018, la corsa a tappe euroregionale promette di aggiungere un nuovo nome di prestigio ad un albo d’oro di straordinario livello, e nel quale il capitano della Bahrain-Merida ha già scritto il proprio nome in due occasioni, ancora sotto l’insegna di Giro del Trentino.

Nell’anno del suo primo trionfo in rosa (2013), Nibali era reduce da una fragorosa vittoria al Giro del Trentino, proprio la gara di cui il Tour of the Alps ha raccolto l’eredità. Sempre partecipando al Giro del Trentino nel 2016, Vincenzo aveva posto le basi del suo secondo successo al Giro d’Italia. E se non bastasse, si ricorda come sempre in Trentino, conquistando la maglia tricolore al Trofeo Melinda, Nibali prese il volo verso una cavalcata trionfale al Tour de France.

Saranno venti le formazioni al via del Tour of the Alps, fra le quali cinque di categoria World Tour: oltre a Team Sky e Bahrain-Merida, saranno protagoniste la francese AG2R-La Mondiale, la tedesca Bora-hansgrohe, capitanata dal polacco Rafal Majka, e la formazione kazaka Astana Pro Team, vincitrice di tre tappe nella scorsa edizione, e guidata dallo spagnolo Pello Bilbao, primo leader della scorsa edizione.

Il line-up di Kufstein è completato da nove formazioni Professional – le italiane Androni-SidermecBardiani-CSF e Nippo-Fantini-Faizanè e Neri-Selle Italia-KTM, le spagnole Euskadi-Murias e Caja Rural Seguros-RGA, la francese Arkea-Samsic, la russa Gazprom-Rusvelo, e la colombiana Manzana-Postobon, – la squadra Nazionale Italiana e cinque formazioni Continental – l’italiana Team Colpack, la romena Giotti Victoria-Palomar e tre austriache, Tirol Cycling TeamFelbermayr-Simplon-Wels e Team Vorarlberg-Santic.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Team Ineos il futuro del Team Sky?

Team Ineos potrebbe essere l’erede del Team Sky

Team Ineos, l’azienda chimica multinazionale registra il nome del team online che potrebbe subentrare al Team Sky

Team Ineos

Team Ineos

Team Ineos potrebbe essere la nuova denominazione del Team Sky a partire 2020. Ineos, multinazionale controllata da Jim Ratcliffe una delle persona più ricca della Gran Bretagna, è quindi pronta a intervenire e salvare la squadra britannica WorldTour.

Le voci sulla trattativa tra la multinazionale e il tram di Dave Brailsford hanno iniziato a circolare già da qualche settimana e secondo i rumors provenienti dalla Tirreno-Adriatico pare che il futuro del team sia ormai stato messo in cassaforte.

Durante il recente tour degli Emirati Arabi Uniti, il direttore sportivo Matteo Tosatto aveva dichiarato a Marca che il team si era assicurato un nuovo sponsor europeo che sarebbe stato annunciato forse anche prima del Giro.

Ineos è già presente nel mondo dello sport con un fortissimo investimento (oltre 100 milioni di sterline) nella Ben Ainslie sodalizio che punta a prender parte alla prossima American’s Cup di vela e che prende il nome di Ineos Team UK.

Il Team Sky ha attualmente 12 corridori sotto contratto per il 2020, tra cui Chris Froome, Geraint Thomas ed Egan Bernal e pare che abbia già iniziato a lavorare con i procuratori per cercare un prolungamento dei contratti in essere.

Entro il primo aprile inoltrare, secondo le nuove regole, i team devono confermare l’intenzione di richiedere una licenza WorldTour ragion per cui la chiusura della collaborazione dovrà avvenire in tempi brevissimi.

Ineos è la seconda più grande compagnia chimica del mondo detenuta per il 60% da Ratcliffe che, secondo quanto riportato dal The Sunday Times Rich Lis, ha un patrimonio che tocca i 21 miliardi di sterline e che è entrato nell’occhio del mirino dei media di oltre Manica per  aver trasferito la sua vasta ricchezza personale a Montecarlo proprio vicino al quartier generale degli allenamenti di Froome e Thomas.

Ratcliffe pratica con regolarità il triatlhon e ha tentato di acquisire il Chelsea da Roman Abramovich per poi ripiegare su una partecipazione di controllo nella squadra di calcio Lausanne-Sport in Svizzera.

 

Lutsenko vince la tappa di Fossombrone alla Tirreno

Lutsenko vince e convince alla Tirreno-Adriatico

Lutsenko vince la frazione con arrivo a Fossombrone della Tirreno-Adriatico senza mai mollare, Adam Yates  resta leader della generale

Lutsenko vince la tappa di Fossombrone

Lutsenko vince la tappa di Fossombrone

Lutsenko vince la tappa di Fossombrone alla Tirreno, lo fa attaccando, cadendo, venendo ripreso e attaccando di nuovo. Insomma è Alexey il mattatore della giornata andando a tagliare il traguardo di Fossombrone a braccia levate.

La frazione della Corsa dei due Mari da Foligno a Fossombrone era una dell più attese con un circuito finale che prevedeva la doppia scalata alla salita dei Cappuccini, con punte al 20%.

Pronti via e il ritmo diventa subito indiavolato, va in fuga un gruppetto in cui si segnalano i nostri Giovanni Visconti (Neri-Selle Italia) e Mirco Maestri (Bardiani-CSF),

Dopo circa sessanta chilometri alza la bandiera bianca Geraint Thomas che si deve ritirare per problemi di stomaco. Sono tante le cadute per via del manto stradale con tante imperfezioni chi ha la peggio è  Ian Boswell (Katusha-Alpecin), che resta a terra prima di rialzarsi per interminabili minuti, soccorso dai medici.

I battistrada vengono ripresi e a quel punto è Alexey Lutsenko (Astana) ad andare all’attacco seguito dal gruppo dei migliori che però non trovano un accordo per rientrare sul primo,

Dopo la prima scalata ai Cappuccini il corridore dell’Astana sbaglia una curva in discesa ma si rialza prontamente per proseguire la sua azione verso l’ultima ascesa. Lutenko spreme tutte le energie e pare essere destinato alla vittoria senza patemi d’animi ma ai meno due è vittima di un nuovo scivolone.

Il corridore dell’Astana viene ripreso da gruppetto composto da  Adam Yates, Roglic e dal suo compagno di squadra Fuglsang. L’arrivo è in volata e, clamorosamente, è proprio Lutenko ad avere ancora l’energia per battere tutti mettendosi alle spalle, nell’ordine, Roglic, Yates e Fuglsang.

La classifica generale vede  Yates conservare la prima posizione tallonato con Roglic.

 

Strade Bianche 2019: tutti a caccia di Benoot e Van Der Breggen

Strade Bianche 2019: tutto pronto per sabato

Strade bianche 2019 i vincitori della scorsa edizione guidano le liste ai pretendenti alla vittoria nella “classica del Nord più a sud d’Europa”

Strade Bianche 2019: il percorso (comunicato stampa)

Strade Bianche 2019: il percorso (comunicato stampa)

Annunciati gli iscritti alle Strade Bianche NamedSport, sabato 9 marzo, che vedranno al via molti pretendenti al successo a partire dal vincitore della passata edizione, Tiesj Benoot. Tra i nomi di spicco il vincitore dell’ultimo Tour de France, Geraint Thomas, Vincenzo Nibali, i vincitori delle passate edizioni Moreno Moser (2013) e Zdenek Stybar (2015) con il compagno di squadra Julian Alaphilippe, il Campione Olimpico Greg Van Avermaet, l’ex Campione del Mondo di ciclocross e terzo lo scorso anno Wout Van Aert solo per nominarne alcuni. Nella gara femminile le squadre saranno 21 composte da 6 atlete ciascuna. Col dorsale numero 1 partirà la vincitrice del 2018 e Campionessa del Mondo su Strada UCI, Anna van der Breggen.

 

Strade Bianche 2019: Starting List Maschile

UCI WORLDTEAMS – 18 (aventi diritto) – totale 21 squadre di 7 corridori ciascuna

  • LOTTO SOUDAL (BEL) – Benoot, Wellens
  • AG2R LA MONDIALE (FRA) – Latour, Dillier
  • ASTANA PRO TEAM (KAZ) – Fuglsang, Lutsenko
  • BAHRAIN – MERIDA (BRN) – Nibali, Mohoric
  • BORA – HANSGROHE (GER) – Majka, Oss
  • CCC TEAM (POL) – Van Avermaet, Schaer
  • DECEUNINCK – QUICK – STEP (BEL) – Stybar, Alaphilippe
  • EF EDUCATION FIRST (USA) – Clarke, Kangert
  • GROUPAMA – FDJ (FRA) – Küng, Ludvigsson
  • MITCHELTON – SCOTT (AUS) – Juul Jensen, Scotson
  • MOVISTAR TEAM (ESP) – Landa, Bennati
  • TEAM DIMENSION DATA (RSA) – Kreuziger, Valgren
  • TEAM JUMBO – VISMA (NED) – Van Aert, Van Poppel
  • TEAM KATUSHA ALPECIN (SUI) – Battaglin, Haas
  • TEAM SKY (GBR) – Thomas, Moscon
  • TEAM SUNWEB (GER) – Roche, Arndt
  • TREK – SEGAFREDO (USA) – Mollema, Brambilla
  • UAE TEAM EMIRATES (UAE) – Gaviria, Rui Costa

UCI Professional Continental Teams – 3 wild card

  • NERI SOTTOLI SELLE ITALIA KTM (ITA) – Visconti, Velasco
  • NIPPO – VINI FANTINI – FAIZANÈ (ITA) – Moser, Lobato
  • VITAL CONCEPT – B&B HOTELS (FRA) – Bagot, De Backer

Strade Bianche 2019: Starting List Femminile

UCI Women’s Teams – 21 squadre di 6 atlete ciascuna – 14 squadre aventi diritto

  • BOELS DOLMANS CYCLING TEAM (NED) – van der Breggen, Blaak
  • ALE CIPOLLINI (ITA) – Quagliotto, Yonamine
  • BIGLA (DEN) – Ludwig, Wright
  • CANYON / /SRAM RACING (GER) – Niewiadoma, Cecchini
  • CCC – LIV (NED) – Vos, Moolman-Pasio
  • FDJ NOUVELLE – AQUITAINE FUTUROSCOPE (FRA) – Gillow, Bravard
  • MITCHELTON SCOTT (AUS) – Van Vleuten, Spratt
  • MOVISTAR TEAM WOMEN (ESP) – Biannic, Gonzalez
  • TEAM SUNWEB (NED) – Brand, Rivera
  • TEAM TIBCO – SILICON VALLEY BANK (USA) – Jackson, Slik
  • TEAM VIRTU CYCLING (DEN) – Bastianelli, Aalerud
  • TREK – SEGAFREDO (USA) – Longo Borghini, Neff
  • VALCAR CYLANCE CYCLING (ITA) – Balsamo, Confalonieri
  • WNT ROTOR PRO CYCLING TEAM (GER) – Soet, Magnaldi

Wild Card

  • AROMITALIA – BASSO BIKES – VAIANO (ITA) – Leleivyte, Beggin
  • BEPINK (ITA) – Guderzo, Medvedova
  • BTC CITY LJUBLJANA (SLO) – Pintar, Simmonds
  • EUROTARGET – BIANCHI – VITTORIA (ITA) – Fidanza, Covrig
  • LOTTO SOUDAL LADIES (BEL) – Van den Steen, Christmas
  • SERVETTO – PIUMATE – BELTRAMI TSA (ITA) – Casasola, Coston
  • TOP GIRLS FASSA BORTOLO (ITA) – Tomasi, Dalla Valle

Swift dimesso dall’Ospedale

Swift dimesso oggi dall’ospedale

Swift dimesso oggi dall’ospedale dopo la terribile caduta in allenamento: “non vedo l’ora di poter tornare in gruppo”

Ben Swift (fonte pagina Twitter)

Ben Swift (fonte pagina Twitter)

Swift dimesso dall’Ospedale dove era stato ricoverato lo scorso mercoledì per i postumi di una bruttissima caduta in allenamento. Il ciclista del Team Sky stava pedalando in compagnia del vincitore dello scorso Tour de France, Geraint Thomas, quando è scivolato.

Trasportato immediatamente al più vicino ospedale, gli esami, pur non evidenziando fratture , avevano portato all’attenzione un colpo alla milza che aveva provocato un’emorragia interna.

Sebbene il ciclista britannico avesse  voluto immediatamente rassicurato tutti i suoi tifosi tramite i propri canali social, il corridore è stato tenuto sotto osservazione per diverse giorni in attesa che le sue condizioni migliorassero.

Dopo le dimissioni, Ben Swift, ha voluto rendere note le proprie condizioni fisiche sempre a mezzo social network:

“È stata una lunga settimana in ospedale, ma ho fatto davvero degli ottimi progressi e alla fine ho ottenuto le dimissioni. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno dimostrato preoccupazione per il mio stato di salute e mi hanno fatto gli auguri di pronta guarigione. Leggere i vostri messaggi mi ha aiutato a far passare più rapidamente il tempo. Adesso non vedo l’ora di ristabilirmi e di tornare insieme ai ragazzi del team”.