Dumoulin: basta pigrizia nella lotta al doping!

Dumoulin: serve vigilanza nella lotta al doping

Dumoulin, sulla scia del clamore delle confessioni del suo ex compagno di squadra Georg Preidler, rilancia il tema della lotta al doping

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin (fonte pagina Twitter)

Dumoulin ha voluto dire la sua a seguito degli incresciosi fatti che hanno coinvolto il suo ex compagno di squadra Georg Preidler che aveva effettuato due prelievi di sangue con l’intenzione di sottoporlo a trattamenti dopanti. Il campione olandese ha voluto sottolineare la costante necessità di controlli senza abbassare la guardia.

Preidler ha confessato, all’inizio del mese di marzo, alla polizia austriaca di avere, in due diverse circostanze, prelevato del sangue per alterare le proprie prestazioni sportive. Il ciclista austriaco ha condiviso con Tom Dumoulin per 5 stagioni la maglia del Team Sunweb ed era inserito nel team quando l’olandese ha conquistato il Giro d’Italia 2017. Nel 2018 Preidler si è trasferito alla Groupama-FDJ per poi uscire dal team a seguito dello scandalo scoppiato.

“Non lo reputo un amico ma siamo stati ottimi compagni di squadra, mi è stato vicino. Poi Preidler ha lasciato il team ma questa situazione mi ha lasciato davvero una brutta sensazione, non è stato bello sentire quelle notizie” ha spiegato Dumoulin ai giornalisti di Cyclingnews.com.

Dumoulin ha dichiarato di non aver sentito l’ex compagno dopo la sua confessione e non riesce a comprendere il motivo per cui abbia deciso di ricorrere al doping ematico.

“Non ho parlato con lui, non ho idea di cosa lo abbia spinto ad una simile desione ma spero che voglia raccontare i motivi di questa cosa, penso che potrebbe essere utile a tutti” ha continuato il campione olandese.

La confessione di Preidler è diretta conseguenza dell’operazione Aderlass che ruota attorno all’ attività dell’ex dottore di Gerolsteiner e Milram, Mark Schmid. Lo scandalo ha coinvolto cinque atleti di sci nordico che sono stati arrestati durante i recenti campionati del mondo. Circa una quarantina di sacche contenenti sangue sono stare sequestrate e, nella vicenda, è stato coinvolto anche il ciclista austriaco Stefan Denif.

L’affaire ha messo in discussione la reale efficacia del passaporto biologico che non sarebbe in grado di rilevare trasfusioni di sangue a basso volume.

“Io non sono uno scienziato, non conosco il funzionamento esatto del passaporto biologico. C’è chi ne parla positivamente e ci meno ma a quanto pare è difficile rintracciare questo tipo di pratiche dopanti. Se la polizia non avesse fatto quel raid probabilmente nessuno avrebbe scoperto queste manipolazioni” ha spiegato Dumoulin.

Il ciclista olandese ha poi amaramente commentato come la lotta al doping abbia perso slancio negli ultimi tempi non perché questo sia sparito e i fatti di Preidler e Denifl ne sono l’esempio lampante.

“Penso che dovremmo fare qualcosa per il doping – ha detto Dumoulin – non possiamo permetterci di pensare che sia uscito dal ciclismo e, in generale, dallo sport. Non penso che questo accadrà mai ma è nostro dovere fare di tutti per impedire il proliferare di questi episodi. Dopo un paio di anni in cui nessun nome grosso viene pizzicato positivo ci illudiamo che il doping sia svanito ma non è così. Poi scoppia un grande scandalo e ci ricordiamo del problema, sarebbe meglio evitare tutto ciò”.

Stefan Denifl e Georg Preidler coinvolti nell’operazione in Austria

Stefan Denifl e Georg Preidler confessano

Stefan Denifl e Georg Preidler  coinvolti nell’indagine Aderlass hanno confessato le proprie responsabilità

Stefan Denifl

Stefan Denifl

Stefan Denifl e Georg Preidler sono stati coinvolti nell’indagine sul doping che negli scorsi giorni ha visto l’arresto di cinque sciatori di fondo durante i Campionati del Mondo di Sci Nordico di Seefeld.

Stefan Denifl prima di Natale aveva sorpreso gli addetti ai lavori chiudendo il rapporto con il CCC Team per motivi imprecisati.

Il pubblico ministero della procura di Innsbruck ha confermato il coinvolgimento di Stefan Denifl in pratiche dopanti quali la trasfusione di sangue. Denifl è stato fermato e interrogato già venerdi e ha subito confessato il suo coinvolgimento collaborando in modo fattivo con le autorità.

Per il trentunenne vincitore nel 2017 di una tappa alla Vuelta a España potrebbe essere l’ultimo, triste, capitolo della sua avventura professionistica.

Dopo quello di Denifl, l’altro nome coinvolto nell’operazione investigativa Aderlass  è Georg Preidler, atleta in forza alla Groupama-FDJ, che  si è presentato spontaneamente alla procura di Graz per confessare.

Preidler ha parlato con il quotidiano Kronen Zeitung:

“ho confessato dopo che gli ultimi giorno sono stati un incubo: non riuscivo a dormire e mangiare, il segreto mi opprimeva non potevo più conviverci. Mi sono dunque presentato in procura per confessare di aver depositato il mio sangue ma non sono tornato a riprenderlo. Sono stato da dottori che mi hanno lusingato e, pur non avendo mai fatto nulla di illecito nel corso della mia carriera, ho ceduto alla tentazione di migliorare”.

Georg Preidler che si era volontariamente iscritto al MPCC (Movimento per un ciclismo credibile) ma a questo punto vede la sua carriera totalmente compromessa come la sua credibilità.

“Sui corridori ci sono pressioni sempre crescenti e a un certo punto la soglia di inibizione svanisce e ci sono medici che assicurano che sia impossibile essere scoperti. L’ho fatto perché ci sono periodi in cui ti alleni e non fai o un progresso. Le prossime settimane saranno difficili per me e non solo, non conosco nomi di altri atleti coinvolti, ma posso immaginare che ci sarà un terremoto internazionale” ha concluso Preidler.

 

 

Groupama al Giro lista dei partenti

Groupama al Giro tutti al fianco di Pinot

Groupama al Giro con come unico leader i Thibaut Pinot che dopo il quarto posto dello scorso anno si candida per la vittoria finale forte del successo al Tour of the Alps.

Groupama al Giro d'Italia

Groupama al Giro d’Italia

Groupama al Giro d’Italia, la formazione francese ha ormai nella corsa rosa uno degli appuntamenti più importanti della sua stagione. Il capitano designato sarà quel Thibaut Pinot che lo scorso anno ha sorpreso un po tutti conquistando una vittoria di tappa e il quarto posto nella classifica generale finale. 

Il corridore transalpino arriva a questo Giro d’Italia con il morale alle stelle per aver conquistato in modo assolutamente netto il Tour of the Alps 2018. Per il forte scalatore della Franca Contea la Groupama al Giro porta una schiera di gregari pronti ad aiutare il capitano.

In salita ci si affida agli svizzeri Steve Morabito e Sébastien Reichenbach, con l’austriaco Georg Preidler come ulteriore assistenza non appena la pendenza aumenta mentre  Marc Madiot, per completare la squadra, si è affidato ai passisti storici del gruppo William BonnetMatthieu LadagnousAnthony Roux e Jérémy Roy.