Astana Women’s: Freccia Vallone e Liegi nel mirino

Astana Women’s Team occhio a Freccia e Liegi

Astana Women’s Team impegnata tra Belgio e Paesi Bassi con Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi. Intanto arrivano buone nuove dall’Asia

Astana Women (fonte comunicato stampa)

Astana Women (fonte comunicato stampa)

Astana Women’s Team settimana intensa tra Belgio e Paesi Bassi: nel giro di appena cinque giorni, infatti, saranno infatti tre le gare a cui parteciperà la squadra. Mercoledì 24 aprile ci sarà la Freccia Vallone, gara dell’UCI Women’s World Tour, che proporrà il classico tracciato impegnativo di 118.5 chilometri ed arrivo in salita sul mitico Muro di Huy che sarà scalato anche un’altra volta a 30 chilometri dal traguardo. Domenica 28 aprile invece la squadra sarà al via della terza edizione della Liegi-Bastogne-Liegi femminile che, esattamente come la gara maschile, proporrà un finale completamente rinnovato: il traguardo non sarà più ad Ans ma nel cuore di Liegi e la salita decisiva sarà verosimilmente la Côte de la Roche-aux-faucons a 15 chilometri dalla conclusione. In mezzo alle due prestigiose classiche belghe del Women’s World Tour, sabato 27 aprile l’Astana Women’s Team sarà a ‘s-Heerenhoek nei Paesi Bassi per disputare la EPZ Omloop van Borsele, corsa in linea di categoria UCI 1.1 con un tracciato di 139.1 chilometri.
Sia alla Freccia Vallone che all’EPZ Omloop van Borsele l’Astana Women’s Team si presenterà alla partenza con la stessa formazione composta da sei atlete. Il punto di rifermento della squadra sarà Arlenis Sierra che quest’anno ha vinto Cadel Evans Great Ocean Road Race e che cerca ancora il primo podio stagionale in Europa: assieme alla forte atleta cubana ci saranno anche la bolzanina Elena Pirrone, reduce dal bel quarto posto alla Freccia del Brabante, poi Olga ShekelMarie-Soleil BlaisMarina Kurnossova e Jeidy Pradera. Al via della Liegi-Bastogne-Liegi ci saranno solo Pirrone, Shekel, Blais e Kurnossova visto che le due atlete cubane dovranno unirsi alla loro squadra nazionale in Messico per partecipare ai Campionati Panamericani.

Nel frattempo arrivano buone notizie dalle quattro atlete dell’Astana Women’s Team attualmente impegnate ai Campionati Asiatici in Uzbekistan: nella gara d’apertura della rassegna continentale, una cronometro a squadre di 30 chilometri, il Kazakistan trascinato da Natalya Saifutdinova, Makhabbat Umutzhanova, Amiliya Iskakova e Faina Potapova ha fatto segnare il secondo miglior tempo conquistando così la medaglia d’argento dietro solo alla Corea del Sud.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Davide Rebellin “la medaglia di Pechino la sento mia”

Davide Rebellin alla vigilia della stagione 2019 rilancia il tema

Davide Rebellin, argento olimpico a Pechino 2008, si appresta a iniziare la 27esima stagione agonistica e rivendica la sua medaglia d’argento

Davide Rebellin (Fonte pagina Facebook)

Davide Rebellin (Fonte pagina Facebook)

Davide Rebellin è il vero Higlander del ciclismo tricolore (e forse mondale), a 47 anni suonati il ciclista veneto non ha alcuna attenzione di appendere la bicicletta al chiodo e, anzi, si appresta a iniziare la sua ventisettesima stagione agonistica con i colori del team Algerino Sovac.

Davide ha parlato ai microfoni di Tuttobici raccontando di come la passione per la fatica non lo abbia minimamente abbandonato ma anche di come stia cercando di pianificare il suo futuro sceso dai pedali restando nel mondo del ciclismo.

L’esperienza di Davide Rebellin è innegabilmente immensa e, forte dei tanti anni da professionista, potrebbe vedere nel ruolo del commissario tecnico di una nazionale il suo naturale sbocco professionale.

Il corridore di San Bonifacio, come detto, è ancora mentalmente focalizzato sul ruolo di professionista e il prossimo 3 di febbraio sarà al via del Gp La Marseillaise con i gradi di “direttore sportivo in corsa” del suo team:

“In corsa faccio anche direttore sportivo in corsa, potrei anche un giorno diventare il CT della nazionale algerina”.

Una carriera infinita quella di Davide, ricca di soddisfazioni come le tre Freccia Vallone conquistate ma nella sua testa vi sono ancora obiettivi da conquistare. Il sogno sarebbe quello di essere al via di una grande corsa ma lo stato di Team Continental della sua squadra rende impossibile essere invitato a Gare World Tour.

L’altro sogno del ciclista veneto è legato a filo doppio alla sua più grande delusione professionale ossia l’epilogo della prova in linea delle Olimpiadi di Pechino 2008. Quel giorno Davide Rebellin conquistò la medaglia argento che gli venne poi revocata per la positività al CERA, EPO di terza generazione che ha fatto cadere molti sportivi.

Nel 2009 il CIO decise di provare nuove tecniche di analisi per ricontrollare i campioni prelevati alle Olimpiadi cinesi e tra gli atleti “pizzicati” vi fu proprio il vicentino. Davide si è sempre opposto a quel test difendendosi sostenendo che quegli esami erano viziati da irregolarità nella conservazione dei campioni.

Nel 2015 il Tribunale di Padova lo ha assolto dalle accuse di violazione della legge antidoping 376/2000 collegate alla positività durante la prova pechinese.

“Vorrei tornare in possesso della medaglia d’argento dei Giochi Olimpici 2008, la sento mia. Il percorso è in salita, servirebbero dei luminari per dimostrare le falle nella custodia dei campioni che potrebbero essersi deteriorati. La metodologia per trovare il CERA non era valido all’epoca, non è detto che un giorno mi decida a intraprendere questo percorso” ha dichiarato Rebellin.

Chiara Pierobon ciclista angelo nel cielo

Chiara Pierobon ciclista scomparsa nel 2015 a soli 22 anni

Chiara Pierobon ciclista scomparsa nel 2015 a soli 22 anni in Germania poco prima del via della Sparkassen Giro Bochum

Chiara Pierobon

Chiara Pierobon sorridente

Chiara Pierobon nasce a Mirano il 21 gennaio del 1993 e fin Da piccolissima si appassiona al ciclismo avvicinandosi alle categorie giovanili a soli sette anni e conquistando, nel 2006 il campionato Italiano su strada. Nel 2007 bissa in titolo di campionessa italiana, questa volta nella corsa a punti e nella velocità.

Le grandi qualità di Chiara la fanno entrare nei radar dei team professionistici e, nel 2013 passa nella categoria UCI Woman’s con la divisa della prestigiosa Top Girls Fassa Bortolo prendendo nello stesso anno parte al Giro d’Italia Rosa.

Chiara Pierobon rispetta le previsioni e mostra una ulteriore crescita tanto che il 2014 la vede al via di alcune prove di Coppa del Mondo tra cui il Giro delle Fiandre e la Freccia Vallone. Al Giro d’Italia Rosa chiude in 41esima posizione dimostrando un ulteriore salto in avanti dal punto di vista tecnico e qualitativo (l’anno prima aveva chiuso 100esima).

Le convincenti prove di Chiara le valgono la chiamata in azzurro da parte del CT Edoardo Savoldi che la vuole tra le convocate per la prova in linea ai Campionati del Mondo di Ponferrada in Spagna (sarà riserva).

Chiara Pierobon: la tragedia

Il primo agosto 2015 Chiara Pierobon è in Germania con le compagne del Team Top Girls Fassa Bortolo, deve prendere parte al Sparkassen Giro, settima prova di Coppa del Mondo con arrivo a Bochum. Quella tedesca è l’ennesima gara in cui Chiara è chiamata a dimostrare il suo costante incremento delle qualità delle sue prestazioni.

Chiara è felice, ha da poco ricevuto la convocazioni per la Nazionale under 23 con cui andare a disputare i Campionati Europei a Tartu in programma dal 6 al 10 agosto.

Le ragazze salgono sul furgone del team per andare verso la linea di partenza, Chiara è seduta sui sedili posteriori, dorme. Tutto sembra normale, un normale trasferimento dall’hotel alla partenza. Poi ecco un urlo, arriva da Chiara. Le compagne si girano verso la ragazza veneta, capiscono immediatamente che qualcosa non va: sta male! Chiara emette un singhiozzo, si alza dal sedile per poi crollare a terra. I tecnici del team intervengono prontamente praticandole il massaggio cardiaco, arriva l’elicottero dei soccorsi con i paramedici, si prendono cura della ragazza.

Chiara Pierobon viene trasportata d’urgenza all’ospedale di Ingolstadt, giunge al pronto soccorso, provano a rianimarla per oltre due ore e mezza ma non serve a nulla. Chiara muore.

Lo Sparkassen Giro, settima prova di Coppa del Mondo viene vinto dalla portacolori della Velocio-SRAM Barbara Guarischi ma non c’è da festeggiare, una compagna del plotone e una amica non c’è più.

I genitori arrivano in serata per vedere il corpo della figli e accompagnarlo a casa. Le compagne di team decidono di non prendere parte alla successiva prova di Coppa del Mondo su strada, sarebbe impossibile. La testa è ora concentrata solo sulla ragazza.

Inizialmente si pensa che la causa del decesso possa essere stata una embolia polmonare come era accaduto anni prima allo zio di Chiara mentre stava lavorando nei campi. Le analisi riveleranno successivamente altre cause ma ciò che lascia distrutti è il vuoto lasciato da Claudia.

Un vuoto terribile lasciato nella famiglia, tra gli amici e le amiche e le compagni di team ma in generale in tutto il mondo del ciclismo.A Caselle, il paese dove la giovane ciclista azzurra viveva con la famiglia, viene proclamato il lutto cittadino e i funerali sono un vero momento di tristezza per la comunità.

Chiara Pierobon: il libro alla memoria

Per tributare il giusto ricordo a Chiara, Gian Marco Mutton ha realizzato un libro dal titolo “L’Azzurro va oltre il destino”. Una biografia sportiva e umana di Chiara Pierobon corredata da foto e ricordi dei passi più significativi che hanno portato la ragazza veneta a diventare un prospetto del ciclismo mondiale.

“Lo scopo del libro scopo è far capire chi era veramente questa giovane atleta dalle ottime capacità ciclistiche con l’intento di trasmettere la passione per il ciclismo e per lo sport in sé alle generazioni più giovani”.

Ha dichiarato Mutton autore del libro oltre che ricercatore storico.

 

Chiara Pierobon: la maglia al Ghisallo

Chiara di ha lasciati quel maledetto primo agosto 2015 e qualche giorno dopo, esattamente il 6 agosto 2015, avrebbe dovuto indossare la maglia azzurra per i Campionati Europei di Tartu, in Estonia. Il tragico epilogo della vita della giovane ciclista le ha impedito di difendere i colori azzurri ma quella maglia mai indossata è ora ospite in uno dei posti magici del ciclismo tricolore: Il santuario della Madonna del Ghisallo in provincia di Como.

Quella maglia è in ottima compagni di altri ricordi di Chiara: custodita la sua foto e il libro contenente la sua biografia che sono custoditi ora in quel luogo sacro e simbolico

 

 

Bob Jungels trionfa a Liegi

Bob Jungels trionfa nella corsa belga

Bob Jungels trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018 grazie allo splendido lavoro della Quick Step Floors che bissa la vittoria alla Freccia Vallone

Bob Jungels trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018

Bob Jungels trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018

Bob Jungels trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018 e, così come accaduto alla Freccia Vallone  con Julian Alaphilippe, a vincere è un uomo della Quick Step Floors vera e propria squadra del momento.

Bob Jungels sulla Côte de la Roche aux Faucons, attacca con decisione, fa subito il vuotoe  poi amministra mentre da dietro Alaphilippe e compagni lavorano da stopper. Nel gruppo nessuno (Valverde in primis) non trovano lo spunto per mettere una toppa e ricucire il margine che si viene a creare. Delude un po’ il nostro Vincenzo Nibali che pare arrivare nel momento caldo della corsa con le gambe assolutamente svuotare dall’energia che contraddistingue lo Squalo dello Stretto.

C’erano tante speranze attorno al messinese, non era mai stato così in alto nei pronostici dal 2012 quando venne “freddato” dal kazako Maksim Iglinskij (poi coinvolto in vicende di EPO). E proprio laddove arrivò l’attacco nel 2012 (sulla Roche aux Faucons) Vincenzo comincia a patire la fatica complice il grande caldo che fa “boccheggiare” anche i vari Valverde, Matthews e compagnia.

Accade, dunque, che la piccola nazione del Lussemburgo vada a centrare il tris in una delle classiche più storiche del ciclismo. La prima vittoria arrivò nel 1954 con Marcel Ernzer e, in tempi più recenti, nel 2009 con Andy Schleck.

“Non ci credevo finché non sono arrivato all’arrivo. Dopo mercoledì Julian era il nostro leader e tutti lo marcavano stretto. Ho tentato di allungare e per fortuna nessuno mi è venuto dietro. Non posso ancora credere a quanto ho realizzato. Cercavo un risultato di prestigio da tempo, c’è stato un gran lavoro di squadra e sono contentissimo” ha dichiarato Bob Jungels

ORDINE D’ARRIVO
1 Bob Jungels (Lux)

Quick-Step Floors 06:24:44
2 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 00:00:37
3 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
4 Julian Alaphilippe (Fra) Quick-Step Floors 00:00:39
5 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
6 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida
7 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
8 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott
9 Sergio Henao (Col) Team Sky
10 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team

Alaphilippe conquista la Freccia Vallone

Alaphilippe conquista la Freccia sorprendendo Valverde

Alaphilippe conquista la Freccia Vallone sorprendendo Alejandro Valverde a Huy, il cuore di Vincenzo Nibali non basta

Alaphilippe con Valverde

Alaphilippe con Valverde

Alaphilippe conquista la Freccia Vallone da  predestinato quale è. Già secondo dietro l’Imbatido Valverde nel 2015 e nel 2016, il francese conquista finalmente una grande Classica grazie ad una azione magistrale in cima al Muro di Huy simbolo della corsa.

Come da previsioni è la rampa storica a fare la differenza, Julian Alaphilippe anticipa Alejandro Valverde, rimasto un po’ indietro nel momento giusto, e va a tagliare a braccia alzate il traguardo della Flèche Wallone. Il murciano arriva staccato di soli quattro fatali secondi.

 

Terzo posto per Jelle Vanendert (Lotto Soudal), primo ad attaccare ai quattrocento metri finale e primo ad arrendersi allo scatto del vincitore. Quarta piazza per Roman Kreuziger della Mitchelton-Scott (già secondo all’Amstel).

Il nostro Vincenzo Nibali, ha fatto le prove generali in vista della Liegi, confezionando una grande azione, assieme ad altri uomini, a ben quaranta chilometri al traguardo.

Dopo l’arrivo Julian Alaphilippe appare felice quanto sorpreso della sua vittoria: “Non sapevo di aver vinto, ero convinto ci fosse ancora Nibali davanti”

Ordine d’arrivo:
1 Julian Alaphilippe (Fra) Quick Step Floors 4:53:37
2 Alejandro Valverde (Esp) Movistar Team 0:00:04
3 Jelle Vanendert (Bel) Lotto – Soudal 0:00:06
4 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton – Scott 0:00:06
5 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb 0:00:06
6 Bauke Mollema (Ned) Trek – Segafredo 0:00:06
7 Tim Wellens (Bel) Lotto – Soudal 0:00:06
8 Maximilian Schachmann (GER) Quick Step Floors 0:00:06
9 Romain Bardet (Fra) Ag2r La Mondiale 0:00:06
10 Patrick Konrad (AUT) Bora – Hansgrohe 0:00:12