Puck Moonen la ciclista più sexy?

Puck Moonen: è olandese la ciclista più sexy

Puck Moonen è una delle cicliste più sexy al mondo, spopola sui social network facebook e twitter

Puck Moonen

Puck Moonen

Puck Moonen con oltre 11.300 follower su twitter, 266.000 follower su instagram e 40.000 mi piace su Facebook è quasi certamente la ciclista con il maggio seguito social al mondo.

La sua popolarità è legata alla sua indubbia bellezza. Nata il 20 marzo 1996 a Sint-Michielsgestel in Olanda, Puck corre per la Lotto–Soudal Ladies ed è considerata la ciclista più sexy del mondo.

Puck Moonen ha studiato chimica e scienze naturali ma la sua vera passione è la sua bicicletta con la speranza di garantirsi una carriera come professionista del pedale.

Conosce bene il mondo dei ciclisti professionisti e il suo fidanzato Eli Iserbyt si è laureato Campione Europeo di ciclocross nel 2017 nella categoria Under 23

Puck Moonen è stata recentemente votata come miglior atleta olandese dalla rivista maschile FHM e, come detto, è un vero e proprio un fenomeno su Instagram. Mentre, tra gli altri, Philippe Gilbert ha 117.000 follower e Marianne Vos 60.000, Puck che non ha ancora vinto una gara ha valori più che doppi del corridore belga e quattro volte quelli dell’olandese.

Puck Moonen

Puck Moonen

“Sono abbastanza sorpresa da tutta questa popolarità, è inutile dire che altri sportivi persone devono fare molto più sforzo per ottenere seguaci. Credo di essere gentile con i miei fans e questo mi premia” ha dichiarato Puck che comunque è conscia che gran parte della sua popolarità è la sua bellezza.

“Le foto che includono anche una bici sono però le più popolari” dichiara Puck, però insomma diciamolo che anche in bicicletta pochi guardano la sua tecnica.

Puck Moonen lascia Eli Iserbyt

Eli Iserbyt e Puck hanno da poco annunciato la fine della loro relazione con un post di Eli:

“Puck e io non siamo più una coppia d’ora in poi. Le circostanze ci hanno portato a porre fine alla nostra relazione. Attualmente stiamo elaborando questo a modo nostro e speriamo che la nostra privacy sarà rispettata. “

Puck Moonen: chi è la sexy ciclista?

Puck Moonen nata a Sint-Michielsgest il 20 marzo 1996 è un ciclista olandese. Ha una relazione con Eli Iserbyt, che è diventato campione del mondo di ciclocross nel 2016.

Season Points Racedays KMs Wins Top-10s
2017 0 17 1427 0 0
2016 0 5 375 0 0
2015 0 7 447 0 0
0 29 2249 0 0

Andrea Manfredi vittima di un incidente aereo

Andrea Manfredi: era sull’aereo caduto in Indonesia

Andrea Manfredi 26enne vittima della sciagura aerea in Indonesia aveva gareggiato con la Ceramica Flaminia e con la Bardiani CSF

Andrea Manfredi

Andrea Manfredi

Andrea Manfredi… a noi quel nome ha detto subito qualcosa. Nell’apprendere che fra le vittime nell’incidente aereo a Giacarta (Indonesia) vi era un ragazzo italiano siamo corsi a leggere il nome dello sfortunato e trovando quel nome ci siamo detti, sarà un omonimo dell’ex professionista. Invece no, nessuna omonimia, purtroppo a perdere la vita in quel maledetto incidente è stato proprio il 26enneche aveva corso con la divisa della Ceramica Flaminia prima e con quella Bardiani CSF poi.

La sua passione per il ciclismo, smessi i panni del professionista, era  poi sfociata nella commercializzazione articoli sportivi legati alle due ruote.

Era partito per Giacarta per un viaggio di lavoro per la sua azienda, la Sportek, con sede a Marina di Massa. Andrea aveva una valigia piena di sogni e idee, in questa trasferta legata al suo nuovo business aveva ritagliato il tempo per delle pedalate con i clienti asiatici che gradivano l’esperienza di un professionista.

L’ultima foto pubblicata sulla sua pagina di Facebook lo vede ritratto a Giacarta accanto ad una bicicletta, pronto per pedalare. Andrea era elettrizzato da questo viaggio finalizzato a consolidare i rapporti in estremo oriente per ampliare la gamma prodotti offerti e consolidare il piano industriale.

Andrea aveva trascorso tre stagioni tra i pro, il talento c’era e qualche squadrone lo aveva addocchiato. Qualche problema di salute e la decisione di lasciare lo sport avevano aperto la strada del business legato allo sport:

“vorrei essere d’esempio per qualcun altro con la mia storia, quella di uno che ha capito che se voleva vincere, doveva lasciar perdere il ciclismo agonistico. La vita va avanti anche se si molla il professionismo, ci sono tante cose belle nel mondo del lavoro”.

 

 

 

 

Michael Antonelli in peggioramento: condizioni disperate

Michael Antonelli in peggioramento si attende comunicato

Michael Antonelli in peggioramento, si attende un comunicato dell’Ospedale dove il ragazzo è ricoverato ma le condizioni sono disperate

Michael Antonelli in peggioramento

Michael Antonelli in peggioramento

Michael Antonelli in peggioramento, le sue condizioni appaiono purtroppo disperate. Il giovanissimo corridore della Mastromarco Sensi Nibali è stato vittima di una terribile caduta durante la Firenze-Viareggio. Fin dai primi attimi successivi alla caduta le condizioni di Michael sono apparse critiche. Trasportato in Ospedale con l’elisoccorso Pegaso del 118 ed  è stato subito sottoposto alle necessarie terapie. Michael continua ad essere ricoverato il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Careggi a Firenze

Michael Antonelli in peggioramento: il post del team

La situazione del ciclista Under 23 è assolutamente disperata e la sua squadra ha postato un aggiornamento sulla propria pagina Facebook:

“Allo stato attuale possiamo solo confermare che nelle ultime ore le condizioni del corridore purtroppo sono precipitate. Ulteriori informazioni potranno essere comunicate solo dopo un consulto con lo staff medico dell’Ospedale Careggi di Firenze e con la famiglia del corridore.
In queste ore difficili chiediamo a tutti di avere cortesemente rispetto per la situazione, per Michael e per la sua famiglia. Grazie”.

Nel frattempo il team Mastromarco Sensi Nibali ha deciso di non partecipare al GP di Capodarco

Michael Antonelli in peggioramento: comunicato del Team

 “Nelle ultime ore non ci sono state, in nessun senso, sostanziali evoluzioni del quadro clinico del corridore che continua ad essere ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Careggi di Firenze in stato di coma. La prognosi è riservata. Si richiede a tutti il massimo della discrezione e della riservatezza nel rispetto di Michael e della sua famiglia”

 

 

 

101 racconti d’Italia in salita e discesa #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia un bellissimo libro fotografico

101 racconti d’Italia, progetto digitale di Banca Mediolanum racconta con storie immagini l’avventura del Giro d’Italia

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro

101 racconti d’Italia #StorieDalGiro è un libro edito da Mondadori Electra e nato da un digitale di Banca Mediolanum, sponsor della corsa rosa, in cui vengono narrate 100+1 storie di ciclismo e vita.

Sono tanti i volti noti che con i loro racconti, i loro aneddoti, testimonianze e pensieri hanno dato forma al libro che abbina ad ogni racconto un’immagine scattata durante il Giro d’Italia. Il libro è un viaggio lungo l’Italia, un viaggio tra le persone e le loro emozioni scandite dal passaggio delle biciclette rosa.

Adorni, Bettini, Fondriest, Moser, sono alcuni degli ex corridori che hanno prestato il loro volto e la loro memoria per la stesura di questo particolarissimo libro che racchiude tre le sue pagine un viaggio lungo 4 anni attraverso le strade del bel paese. Un viaggio, come detto, fatto di memorie ma anche di scatti digitali per raccontare la passione del popolo del ciclismo pronto a tutto pur di godere dello spettacolo “corsa più bella del mondo nel Paese
più bello del mondo”.

Il concept del libro vuole l’uomo, con il suo volto, protagonista della storia tra passione, emozioni e folklore locale. Il progetto online è cresciuto con il passare dei giorni anche grazie alla cassa di risonanza dei social network come Facebook, Twitter e Instagram.

Il progetto ha infatti voluto espressamente coinvolgere il pubblico con l’hashtag #storiedalgiro diventando così espressione del volto che lo stesso sponsor vuole mostrare del suo essere banca. L’idea, spinta da un team di ragazzi del marketing di Banca Mediolanum, è diventato un caso di studio in alcune Università che si occupano di comunicazione.

Sfogliare le pagine di 101 racconti d’Italia porta il lettore a gustare i sapori e gli odori delle zone che il Giro percorre osservando le foto dei protagonisti. Leggere gli aneddoti riportati trasporta il lettore in un momento di fantasia collettiva e gioia quale è il Giro d’Italia

101 racconti d’Italia: parla Massimo Doris

“La passione per il Giro d’Italia me l’ha trasmessa mio padre – dichiara Massimo Doris, amministratore
delegato di Banca Mediolanum – portandomi fin da piccolo ad assistere al passaggio della corsa a bordo
strada. Una passione che sedici anni fa si è trasformata nella sponsorizzazione della Maglia dedicata al
miglior scalatore e con essa la possibilità di valorizzare il nostro impegno sul territorio con clienti e
appassionati che nel mese di maggio popolano le strade del Giro. Il libro #StorieDalGiro è il risultato e la
testimonianza di questa continua contaminazione tra digitale e reale.”

Milanese Imbruttito: viaggiare in bicicletta a Milano

Milanese Imbruttito in bicicletta tra video virare e bike sharing

Milanese Imbruttito in bicicletta da qualche settimana spopola un video che ironizza sul rapporto tra i cittadini di Milano e la bicicletta pieghevole

Milanese imbruttito in bicicletta (fonte pagine facebook Il Milanese Imbruttito)

Milanese imbruttito in bicicletta (fonte pagine facebook Il Milanese Imbruttito)

Milanese imbruttito in bicicletta? Negli ultimi anni la fantastica pagina Facebook ci ha regalato  tantissime storie che ironizzano sulla visione di Milano dei milanesi, sul linguaggio “imbruttito” e sulle diverse tipologie di personaggi che vivono la quotidianità lavorando nel capoluogo della Lombardia, non poteva mancare un episodio dedicato al rapporto del milanese con la bicicletta.

Milanese Imbruttito: chi è?

La nota pagina Facebook del Milanese Imbruttito è una storia di successo e di viralità tipica dei tempi moderni in cui un milanese in carriera si raccapezza tra i Giargiana (o Giargianesi, coloro che non sono di Milano città) e l’idea di business man tipicamente meneghina.

Maschio, 40enne con il pantalone del completo stirato a puntino (come il mitico Dogui degli anni 80) e lo zaino supertecnologico  non è solo il ritratto del Milanese Imbruttito ma anche quello del classico utilizzatore del bike sharing fenomeno ben radicato nella città metropolitana di Milano.

Secondo un’indagine condotta nel periodo 2016-2017 dal dipartimento di Economia dell’Università Statale in collaborazione con Clear Channel, gestore di BikeMi, l’utilizzatore del bike sharing è un manager più che il classico hippy o lo studente fuori sede.

Milanese Imbruttito: il giargiana e la bicicletta

L’uso della bicicletta non è prerogativa del meneghino, anche i “pendolari” non disdegnano di usare la bicicletta per completare “l’ultimo km” non è quindi raro trovare in treno o in metropolitana ragazzi o lavoratori con biciclette pieghevoli oppure vedere le biciclette condivise sfrecciare con in sella un “giargiana”.

Attenzione però ai binari del tram, il Milanese Imbruttito li conosce meglio delle sue tasche il pendolare della provincia decisamente meno e cade è un attivo.

Il Giargiana chi è?

Secondo il milanese imbruttito è facile contraddistinguerlo nella metropolitana grazie a elementi distintivi come l’abbigliamento o l’atteggiamento nei confronti delle tipiche situazioni milanesi.

Classico esempio sono i suonatori di strada: il milanese “DOC” li trova assolutamente fastidiosi (soprattutto se salgono sulla metro) mentre i Giargiana non disdegna di fermarsi ad ascoltarli se non addirittura farsi un selfie.

Il  termine Giargiana è, però, di origini (attenzione) assolutamente partenopee: il termine, infatti, indicava i  suonatori girovaghi e gli ambulanti provenienti dalla città di Viggiano (piccolo paesino in provincia di Potenza) che parlavano un dialetto di difficile comprensione ed erano soliti giungere a Napoli.

Milanese Imbruttito : la bicicletta

Dicevamo che sulla nota pagina Facebook da qualche giorno spopola un video che vede il milanese DOC alle prese con un appuntamento importante ed ecco che (craaaak) la soluzione più ovvia è la pieghevole elettrica riposta da tempo nella cantina.

L’uso del mezzo ecologico è anche funzionale ad ingraziarsi le simpatie del capo (assolutamente nordico) ed amante delle due ruote (in stile Coppa Cobram)

Il video postato sulla pagina Facebook di Tern Italia, è in breve (come tutti i video de Il Milanese Imbruttito del resto) un fenomeno virale che però ha posto l’attenzione sulla mobilità sostenibile in una metropoli come quella milanese

 

 

 

 

Ciclismo Italia: un anno fa nasceva ciclonews

Ciclismo Italia un anno assieme a ciclonews

Ciclismo Italia: il 24 aprile 2017 nasceva il portale di informazioni sul ciclismo www.ciclonews.biz, è stato un anno ricco di successi e riconoscimenti

Ciclismo Italia: buon compleanno Ciclonews

Ciclismo Italia: buon compleanno Ciclonews

Ciclismo Italia, un anno esatto fa nasceva il nostro portale www.ciclonews.biz che fin da subito si è imposto come una voce alternativa ai siti già consolidati nel panorama dei siti internet di informazione sul ciclismo italiano.

Una redazione snella, dinamica e ricca di idee ci ha permesso di crescere quotidianamente, senza la presunzione di voler raggiungere i “colossi” dell’informazione sul ciclismo in Italia ma con la certezza di potere e volere dare voce anche a settori del ciclismo meno noti.

Fin da subito abbiamo voluto, tramite le nostre interviste, dare voce al “pedale rosa”, far parlare di settori di nicchia come la MTB e il Downhill o il ciclocross che mantengono fans assolutamente fedeli sul territorio italiano.

Non abbiamo mai voluto dimenticare il lato culturale del ciclismo in Italia, abbia recensito tantissimi volumi sul ciclismo entrando spesso in contatto diretto con le case editrici e con gli autori (spesso con vere e proprie interviste dedicate).

Ciclismo Italia: dove va www.ciclonews.biz?

Partito quasi per gioco, il nostro progetto ha ottenuto importanti riconoscimenti e attestati di stima nel mondo del ciclismo italiano. La pagina Facebook viaggia speditamente verso i 15.000 like e anche i nostri follower su Twitter sono in costante crescita.

Questi importanti risultati non sono certamente un punto di arrivo ma, viceversa, solo un primo passo per poter un giorno diventare uno dei top5 siti di informazione sul ciclismo in Italia. Il nostro taglio editoriale è sempre stato apprezzato dai nostri lettori che sono disponibili per confronti e che ci riconoscono pacatezza nei termini senza sposare posizioni oltranziste.

Uno dei nostri obiettivi per il secondo anno di esistenza del portale web è quello di incrementare la parte legata alla Tecnica di guida, alle Schede Tecniche e recensione dei prodotti.

Stiamo sviluppando importanti accordi di collaborazione con operatori del settore che ci auguriamo possano consentire di poter accrescere ancora l’autorevolezza del nostro sito nello scenario dell’informazione ciclistica nazionale.

 

Ciclismo web: Ciclonews continua a mietere successi

Ciclismo web: Ciclonews sito di riferimento per l’informazione ciclistica

Ciclismo web: Ciclonews continua la sua crescita nel mondo dell’informazione sul ciclismo italiano, in crescita i numeri dei social network e degli accessi al sito

Ciclismo web: il logo di Ciclonews

Ciclismo web: il logo di Ciclonews

Ciclismo web, l’informazione sportiva è in continua evoluzione e i mezzi tradizionali stanno dimostrando difficoltà nel penetrare i settori di potenziale interesse. In uno scenario in costante evoluzione il ruolo del nostro portale, www.ciclonews.biz, sta rappresentando una interessante novità in costante crescita.
Nato come semplice pagina Facebook di informazione da quasi un anno il nostro sito offre informazione aggiornata agli appassionati di ciclismo. Il taglio editoriale che la nostra redazione ha voluto offrire al portale è quello di non volersi limitare alle notizie di primo piano (già ampiamente diffuse da siti già consolidati) ma di volersi dedicare anche ad ambiti meno battuti e di nicchia.

Nel corso degli ultimi 11 mesi abbiamo dato molto spazio al ciclismo femminile con tantissime interviste alle protagoniste attuali e future del pedale rosa. Altrettanto abbiamo fatto per il ciclismo giovanile, con molto spazio lasciato al ciclismo under 23 e juniores sia in termini di cronaca delle corse che di approfondimenti sui ciclisti di punta del movimento.

Per indole riteniamo che lo sport, ed in particolare il ciclismo, debbano essere veicolo non solo di passione ma anche di tradizione e cultura, ragion per cui abbiamo dato moltissimo spazio a recensioni di libri e prodotti editoriali che avessero come tema il ciclismo nelle sue più ampie sfaccettature. Abbiamo pubblicato moltissime recensioni  di libri inerenti la storia del ciclismo, le tecniche di allenamento e manutenzione della bicicletta, libri biografici e monografici ma anche libri più trasversali che uniscono cultura e sport.

Ciclismo web tra Social Network e portali

Ciclismo e web rappresentano un binomio assolutamente produttivo ragion per cui riteniamo che gli sforzi compiuti negli ultimi mesi per migliorare la qualità dei nostri pezzi siano stati ben riposti. A ripagare i tanti sforzi profusi sono i risultati in termini di engagement con il nostro pubblico: la nostra pagina Facebook nel corso degli ultimi 12 mesi ha raddoppiato i like e il profilo Twitter da poco lanciato cresce con una percentuale di oltre il 15% mensile.

Gli accessi alla pagina di Ciclonews sono in costante aumento incrementando quotidianamente l’autorità della nostra pagina sia tra gli appassionati di ciclismo che tra gli addetti ai lavori. Il nostro obiettivo è quello di continuare nella crescita mantenendo sempre alto lo standard qualitativo della nostra informazione di settore.

Cerchi nel grano o labirinto: tributo a Richie Porte

Cerchi nel grano? No un labirinto per Richie Porte

Cerchi nel grano uno dei misteri Ufologici che divide in pianeta? No semplicemente un labirinto per Richie Porte

Cerchi nel grano?

Cerchi nel grano?

Cerchi nel grano (in inglese crop circles), uno dei tanti misteri dell’ufologia mondiale. I cerchi nel grano altro non sono che  aree di campi di cereali, o di coltivazioni simili, in cui le piante appaiono appiattite in modo uniforme, formando così varie figure geometriche. Osservando questa immagine potrebbe sembrare un caso di Pittogramma ma in realtà è un labirinto commemorativo di Richie Porte.

Essere uno dei leader del gruppo permette di avere fans ovunque e di poter “godere” delle follie dei propri tifosi.  Rupertswood Farm, paese nella regione natale della Tasmania dove è nato Richie Porte, ha onorato il corridore BMC creando un labirinto di mais con il nome del corridore e l’immagine di tre corridori in gara.

La scena è stata ispirata dalla performance di Porte durante il Tour de France dello scorso anno prima della sua rovinosa caduta: “Quest’anno, il nostro Labirinto delle Crop include la leggenda del ciclismo della Tasmania, Richie Porte!”, è stato il post che  La Fattoria ha pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Porte, che ha riportato una frattura alla clavicola e al bacino, è tornato a correre per la prima volta in gennaio, quando ha assunto la difesa del titolo al Santos Tour Down Under. Arrivato a breve, però, Porte ha perso contro il pilota sudafricano Daryl Impey, che ha mantenuto la vittoria nell’ultimo giorno.

“Stiamo pensando a Richie nel 2018 e gli auguriamo tutto il meglio!” ha dichiarato Rowan Clark, l’autore dell’opera “non è stato una cosa semplice, ero abbastanza esausto. Avevo appena trascorso una settimana di raccolta, quindi dopo un paio d’ore di pausa, ho deciso di fare questo omaggio a Ritchie. Era da un po’ di anni che lo avevo in mente, sono un suo grande fans e alla fattoria adoriamo vederlo correre, in particolare a luglio, quando è in corso il Tour de France”. Insomma ecco svelato l’arcano: niente Cerchi nel grano ma un bel tributo di un tifoso.

 

 

 

Manuel Bongiorno lascia il ciclismo

Manuel Bongiorno lascia il ciclismo, un vero peccato

Manuel Bongiorno lascia il ciclismo dopo un 2017 in cui ha conquistato la classifica generale al Tour of Albania

Manuel Bongiorno

Manuel Bongiorno

Manuel Bongiorno era uno dei talenti più promettenti della sua generazione ma la carriera da professionista del ventisettenne scalatore calabrese, ma toscano di formazione ciclistica non ha rispettato le aspettative. Dopo quattro stagioni trascorse alla Bardiani CSF con pochi acuti (una vittoria di tappa al Tour de Slovénie 2014) era passato alla Sangemini-MG.KVis con cui, lo scorso mede di maggio, ha conquistato la generale al Tour of Albania 2017.

Il corridore aveva dimostrato voglia di riscatto nel firmare il contratto con un team continental e si era impegnato, nell’ottica di un ciclismo pulito, a pubblicare il proprio passaporto biologico ma, visto i risultati non eccezionali ha deciso di abbandonare le corse.

Manuel Bongiorno, passato pro nel 2013 in maglia Bardiani dopo un inizio di carriera discreto nel 2015 ha accusato una flessione nella qualità delle sue prestazioni continuata nel 2016. Questa crisi di risultati è sfociata anche in una situazione complicata a livello personale (con problemi di depressione e disturbi alimentari) e nel non trovare un contratto professionale. Lo scorso febbraio era stata la Sangemini-MG.Kvis a fare una proposta al corridore che aveva prontamente accettato anche se a condizioni particolari: “Quest’anno non ho preso un euro, è stata una mia scelta, la voglia di correre e rilanciarmi era così alta che ho deciso di investire su me stesso” ha dichiarato Manuel.

Tutto sommato i risultati non sono mancati ma non è bastato per attirare i team maggiori a proporre un contratto. “L’unico rimpianto che mi resta è di non aver avuto al mio fianco figure professionali in grado di darmi consigli e un aiuto a muovermi in questo mondo, valorizzando la mia figura. Chi mi circondava mi ha deluso. A settembre ho contattato Johnny Carera che devo ringraziare tanto perché si è dimostrato determinato e motivato a ricoprire il ruolo di procuratore che mi mancava. Mi ha fatto sentire tutelato, mi ha fatto capire che sono stato preso in giro per tanto tempo, è un grande professionista. Oltre ai miei cari, un’altra persone che mi è stata molto vicino quest’anno è stato Paolo Alberati, mi ha seguito come allenatore e non solo, ogni mattina mi chiamava per spronarmi e darmi morale” ha voluto sottolineare Bongiorno

Mi sento di poter correre altri 15 anni, ma devo fare i conti con la realtà e la cosa mi fa davvero male. Non ci sono più i presupposti per andare avanti, devo prendermi le mie responsabilità. Non corro per i soldi, ma non posso spendere i miei risparmi per gareggiare. Devo pensare alla mia vita privata e al mio futuro. Nelle ultime stagioni ho messo da parte la mia dignità, ripartire senza una gratificazione economica non è facile e nemmeno giusto. Smettere è una decisione dura, è come se stessi vivendo un lutto. Chi mi conosce sa cosa rappresenta la bici per me. Non è solo un lavoro, ma una religione da professare con dedizione e amore. Il ciclismo è il mondo più bello che c’è, ma non sento più la fiamma. Mi fa strano immaginarmi in un altro ambito, pensare a una vita senza bicicletta mi sembra assurdo

 

L’annuncio del ritiro è avvenuto mediante il profilo Facebook del Fans Club di Manuel Bongiorno :

«Ciao fan, mi dispiace tanto avervi dovuto dare questa notizia che, credetemi, è stata la cosa più difficile della mia vita. Più di scalare 25 km di salita o di fare una discesa a 80 all’ora sotto la pioggia battente. Ho amato profondamente questo meraviglioso sport che, penso, non abbia uguali in quanto a fatica, sacrificio, dedizione e soddisfazioni. È come un lutto per me comunicarvelo ma, purtroppo, non c’erano più le condizioni per andare avanti, dovendomi scontrare con la realtà. Scrivo queste righe soprattutto per ringraziare una persona che mi ha dato tanto, non solo per quanto riguarda il ciclismo, che non mi ha mai abbandonato rimanendo sempre al mio fianco e volendomi bene come un figlio. È Fulvio Valentini che considero davvero un secondo papà e non smetterò mai di dirgli grazie. Ti voglio bene. Ringrazio la bici per le emozioni indescrivibili che mi ha dato che solo chi la prova può capire. L’adrenalina, la paura, la gioia. Un mezzo così semplice ma cosi stupendo. Un abbraccio».

Lady Wiggins: “Froome è un rettile strisciante”

Lady Wiggins: “Froome è un rettile strisciante” e scoppia il caos!

Lady Wiggins in un post su un noto social network ha pesantemente attaccato Chris Froome a nulla è servito rimuovere il commento.

Lady Wiggins

Lady Wiggins

Lady Wiggins ha postato su Facebook un messaggio in cui ha definito Froome «un rettile strisciante» aggiungendo «Sono stata male quando ho letto della sua positività. Se penso che hanno messo da parte mio marito per difendere lui…». Il post è rapidamente sparito ma non così in fretta da scappare dall’occhio di molti appassionati di ciclismo e giornalisti tanto che lo stesso Telegraph ne ha parlato. La positività del kenyano ha sicuramente toccato gli animi dei colleghi di lavoro di Chris e tante presone che sono gravitate attorno a lui.

Nella serata  Cate Wiggins, moglie di Sir Bradley ha postato le sue scuse che sono però apparse tardive: «Scusate tutti per i miei commenti e la reazione emotiva. Il troppo stress ha avuto la meglio su di me, non era certo mia intenzione accendere le fiamme della polemica».

 

Lady Wiggins: il post “incriminato”

Ma cosa c’era scritto nel post incriminato in cui la compagna di Wiggins esprime quello che pensa sul caso doping appena venuto a galla, senza mezzi termini? Ecco la traduzione dello stesso:

“finirò con l’ammalarmi. Niente di nuovo. Se dovessi pensare a una teoria cospiratoria, direi che avrebbero gettato mio marito sotto un autobus pur di coprire questo serpente”

Wiggins-Froome: un amore mai nato

Dopo aver esordito alla  Barloworld di Claudio Corti il passaggio al Team Sky consacra il buffo kenyano alto e goffo (costretto al traino al Giro d’Italia) come  il più importante gregario di Bradley Wiggins nella conquista del Tour da parte del Baronetto, nel 2012.

Il ruolo di seconda freccia va stretto al futuro fenomeno del ciclismo mondiale a alla Planche des Belles Filles, all’arrivo della tappa più dura di quel Tour, fatica a contenersi e invita il capitano a spingere di più per non doverlo staccare di netto. In quel Tour si posizionerà subito alle spalle di Wiggo mettendo pressione e incrinando i rapporti tra i due. Al successivo Tour de France si presenterà coi gradi di leader maximo del Team Sky soppiandando Bradley e stupendo il mondo con tutte quelle “frullate” che hanno sempre destato sospetti di “doping” (chimico o tecnologico).