Aru torna al via del GP Città di Lugano

Aru torna in sella dopo l’intervento

Aru torna a correre al GP Città di Lugano domenica prossima, 9 giugno, Il capitano della UAE Emirates sarà al via di una gara dopo 2 mesi dall’intervento

Aru torna(fonte pagina Twitter)

Aru torna (fonte pagina Twitter)

 

Aru torna a correre, il capitano della UAE Emirates sarà in gara domenica prossima, 9 giugno, al GP Città di Lugano.

Il Cavaliere dei Quattro Mori si è sottoposto a un intervento di angioplastica dell’arteria iliaca della gamba sinistra che da troppo tempo stava compromettendo le sue performance sportive. Sono passati quasi due mesi di rieducazione, mesi in cui Aru ha dovuto rinunciare al Giro consolandosi, però, con la splendida notizia dell’imminente paternità. Fabio e Valentina Bugnone attendono una femminuccia e ne hanno dato l’annuncio tramite Facebook, un motivo in più per un ritorno alla grande.

Il ritorno in corsa è un po’ a sorpresa visto l’intervento subito ma lascia assolutamente ben sperare sull’iter riabilitativo del ciclista di Villacidro che è riuscito a risalire in bicicletta addirittura prima del previsto. Il ritorno in gara sarà in “casa” in quanto Fabio vive con Valentina proprio in Canton Ticino.

Aru si è confessato ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”:

“ammetto che i tempi di recupero sono stati veloci, più del previsto ma ogni intervento e ogni paziente hanno un decorso diverso. Dopo i primi giorni trascorsi a letto ho fatto qualche camminata senza forzare la gamba. Ho fatto un po’ di passeggiate e il 15 aprile sono risalito in sella, allenandomi sui rulli con un manubrio alto per non stressare il bacino – ha spiegato il sardo – Come un bimbo che si avvicina alla bicicletta mi sono mosso passo dopo passo ma già risalire sul sellino ha avuto un fortissimo impatto psicologico. Ora ho una voglia matta di testarmi in gara, mi sento abbastanza bene e voglio vedere cosa accade”.

Insomma, il morale è altro ma naturalmente non è stato un percorso facile: “pensare di dover essere operato è stato duro, una batto e poi i primi 15 giorni sono stati duri. Un conto è prendersi una vacanza e un altro è essere costretti a fermarsi a inizio stagione come è capitato a me. Ho dovuto salire in bici per cambiare umore. Arrivo da tante delusioni, dal Tour di due anni fa non ho più avuto buone sensazione ed è stato frustrante”.

Ora Fabio Aru ha avuto il via libera dei medici per tornare in corsa e, ne siamo certi, ha dentro di se una voglia e una rabbia che potrebbero essere fondamentali per tornare ai vertici del ciclismo mondiale. L’aria delle corse contribuirà a ritrovare la gamba. Ma quali sono i prossimi appuntamenti del sardo? Sara al via del Tour?

“Non lo so, mi piacerebbe ma credo che le possibilità siano davvero molto poche. Ora il mio unico pensiero è quello di tornare a stare bene mentre per definire i programmi bisognerà confrontarmi con lo staff” ha concluso Aru

Aru operazione riuscita, inserito uno stent

Aru operato a Prato, ora parte la riabilitazione

Aru operazione perfettamente riuscita presso l’Ospedale di Prato, inserito uno stent nell’arteria iliaca della gamba sinistra 

Aru in ospedale

Aru in ospedale

Aru operazione riuscita con l’inserimento di uno stent nell’arteria iliaca della gamba sinistra al fine di recuperare il corretto afflusso di sangue nella coscia. Proprio questa disfunzione aveva minato le ultime stagioni del sardo che, nel momento di attingere alla potenza del suo “motor”, risultava “depotenziato”.
Stagioni di sofferenza e, purtroppo, di troppe facili ironie sui social network, commenti “cattivi” che volevano Fabio come finito.

Ieri, mediante un’operazione non chirurgica, il radiologo-interventista Andrea Gori ha provveduto all’inserimento dello stent presso il Nuovo Ospedale di Prato per sanare la  stenosi dell’arteria femorale.

L’operazione è andata benissimo, tramite tecnica mini-invasiva è stata inserita nell’arteria del ciclista uno speciale catetere a palloncino che consentirà il ripristino del lume dell’arteria stessa e il sardo potrà lasciare l’ospedale tra qualche giorno per iniziare il percorso riabilitativo.

Jeoren Swart, nuovo responsabile sanitario del Team UAE-Emirates ha spiegato:

“Esami e diagnosi sono stati eseguiti sempre in collaborazione col nostro staff medico e Prato è stata giudicato centro ideale per la sua esperienza legata al ciclismo”

Fabio Aru dovrà ovviamente rinunciare a Giro e Tour ma ci si augura possa aver definitivamente messo alle spalle i troppi intoppi che hanno funestate le sue ultime stagioni

Aru: in pochi sanno quanto ho sofferto

Aru parla del suo prossimo intervento

Aru, spesso oggetto di critiche ingiuste ed eccessive, racconta la situazione degli ultimi mesi, la rinuncia al Giro 2019 e il futuro intervento

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Aru, ne abbiamo scritto ieri, sarà costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico dopo che una serie di esami medici hanno evidenziato un’ostruzione dell’arteria iliaca della gamba sinistra. Un problema non da poco quello che ha colpito il sardo, in sostanza il flusso sanguigno non giunge in modo corretto alla gamba sinistra, immaginiamone le conseguenze quando un atleta, sottoposto a sforzi terribili come quello dei ciclisti, non ha le gambe correttamente irrorate di sangue.

Proprio questo problema potrebbe essere la causa delle ultime prestazioni deludenti del sardo lungo la scorsa stagione e che ha dato campanelli d’allarme alla recente Parigi-Nizza.

“Mi spiace davvero dovermi fermale ma spero di trovare sollievo in quanto so che dopo l’intervento chirurgico potrò tornare ad essere quello di prima. Ci sono stati giorni devastanti, in cui mi sentivo tremendamente impotente non comprendendo il perché della fatica che facevo pedalando” ha spiegato Aru ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

E’ palese che la stagione 2019 del corridore sardo potrebbe essere già del tutto compromessa: sicuramente dovrà rinunciare al suo principale obiettivo ovvero il Giro e anche il Tour de France è pressoché compromesso, insomma Aru dovrà riprogrammare tutta la seconda parte dell’anno. L’obiettivo di Fabio è ora però quello di riprendere le sue condizioni fisiche e soprattutto mentali fortemente provate dalle ultime vicissitudini.

“Quando mi hanno dato la diagnosi mi è venuto da piangere, in pochi sanno quanto ho sofferto. Valentina, la mia fidanzata, che vive con me sa cosa ho passato. Mi sono dedicato con intensità e serietà ad allenamenti e corse ma non riuscire a raggiungere il mio abituale livello di performance è stato frustrante. Non ero più me stesso, ed è impossibile restare sereno quando vivi un momento simile. Arrivare decimo era come una vittoria ma non corro per arrivare decimo” ha spiegato il sardo.

E’ servita una angio-tac ossia una Tac con liquido di contrasto svolta presso l’Ospedale di Prato per giungere a una diagnosi definitiva. Trovato la causa del malessere ora ci sarà, appunto, l’intervento chirurgico che richiederà ulteriore pazienza:

“mi dovrò sottoporre all’intervento e poi dovrò rispettare un periodo di stop per recuperare nel modo migliore. Chiaro che un po’ di timore c’è sempre ma sono confortato dall’aver finalmente individuato la causa del problema” ha spiegato l’atleta del Team UAE Emirates.

Fabio Aru si opera, niente Giro d’Italia 2019

Fabio Aru si opera e salterà il Giro d’Italia 2019

Fabio Aru si opera per una costrizione dell’arteria iliaca della gamba sinistra e sarà costretto a saltare il Giro d’Italia 2019

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru si opera, pare non finire mai il momento nero del corridore sardo, niente Volta a Catalunya e soprattutto niente Giro d’Italia 2019 per l’atleta della UAE Team Emirates. Insomma una brutta notizia per Fabio che però potrebbe essere la via per uscire da quel tunnel in cui pare essersi infilato da troppo tempo.

Sacrificare la corsa rosa per provare a risolvere le continue difficoltà fisiche degli ultimi tempi? Pare di si e pare una scelta giusta visto che gli esami a cui Fabio Aru si è recentemente sottoposto hanno evidenziato una costrizione dell’arteria iliaca della gamba sinistra che genera problemi al corretto afflusso di sangue durante gli sforzi.

Sarà quindi necessario che il ciclista sardo venga sottoposto ad un intervento di angioplastica che verrà eseguito presso l’Ospedale di Prato. I tempi di recupero non saranno brevi e si stimano attorno ai quattro mesi.

 

 

Sam Bennett vince la terza tappa alla Parigi-Nizza

Sam Bennett vince la volata davanti a Ewans

Sam Bennett vince la terza tappa alla Parigi-Nizza battendo nella volata di gruppo Caleb Ewans. Aru si ritira

Sam Bennett (fonte pagina Twitter)

Sam Bennett (fonte pagina Twitter)

Sam Bennett vince la terza tappa alla Parigi-Nizza, l’irlandese in forza alla Bora – Hansgrohe batte tutti sull’arrivo di Moulines/Yzeure. Arrivo che non vede transitare il nostro Fabio Aru (UAE Team Emirates), ritiratosi anzitempo per alcuni disturbi fisici.

Le prime due frazioni della Corsa verso il Sole dovevano essere “scontate” ma, complici le condizioni meteo, hanno riservato continui colpi di scena. Oggi la corsa francese doveva essere decisamente più tranquilla ma purtroppo per il nostro Aru così non è stato dovendo decidere di abbandonare la competizione e salire sull’ammiraglia per problemi gastrici.

La tappa è stata caratterizzata dalla fuga del duetto targato Delko Marseille Provence composto dal veterano Ramunas Navardauskas e dal nostro Alessandro Fedeli. Il gruppo, provato dai tanti ventagli dei primi due giorni, lascia fare per gran parte della giornata tenendo i due “a bagno maria” per poi andare a riprenderli a circa i meno venti dall’arrivo.

Quando il gruppo si ricompatta tutte le azioni vengono stoppate in attesa della volata finale. Un po’ di vento laterale solletica gli atleti del Team Sky che provano ad allungare senza risultato, tutto è quindi pronto per la volata compatta.

Dylan Groenewegen (Team Jumbo – Visma) perde l’attivo restando indietro e non potendosi giocare il “triplete” il più scaltro è dunque Sam Bennett, che si lascia alle spalle il temibile l’australiano Caleb Ewan (Lotto Soudal) e Fabio Jakobsen (Deceuninck – Quick Step). Il migliore dei nostri è Niccolà Bonifazio (Direct Energie) che conclude la volata al sesto posto.

 

Groenewegen si deve “accontentare“ di restare  in testa alla generale davanti a Michal Kwiatkowski del Team Sky .

Dopo il traguardo, Sam Bennett ha voluto esternare tutta la sua felicità per essere finalmente riuscito a centrare il successo:

“Sono molto disfatto delle mie performance, ho vinto una tappa in ogni corsa a cui ho preso parte. Nelle prime tappe non ho avvertito sensazioni positive a non potevo essere diventato un brocco in una settimana, probabilmente ho patito i cambiamenti climatici di queste ultime settimane”.

 

Ordine d’arrivo 3^ tappa:

1 BENNETT Sam BORA – hansgrohe 60 50 5:16:25
2 EWAN Caleb Lotto Soudal 25 30 ,,
3 JAKOBSEN Fabio Deceuninck – Quick Step 10 18 ,,
4 MCLAY Daniel EF Education First 13 ,,
5 COQUARD Bryan Vital Concept – B&B Hotels 10 ,,
6 BONIFAZIO Niccolò Direct Energie 7 ,,
7 KRISTOFF Alexander UAE-Team Emirates 4 ,,
8 DÉMARE Arnaud Groupama – FDJ 3 ,,
9 GROENEWEGEN Dylan Team Jumbo-Visma 2 ,,
10 THEUNS Edward Trek – Segafredo 1 ,,

Classifica generale:

1 GROENEWEGEN Dylan Team Jumbo-Visma 10 11:47:44
2 KWIATKOWSKI Michał Team Sky 0:06
3 SÁNCHEZ Luis León Astana Pro Team 0:11
4 GILBERT Philippe Deceuninck – Quick Step 0:16
5 BERNAL Egan Team Sky 0:17
6 TRENTIN Matteo Mitchelton-Scott 0:20
7 GALLOPIN Tony AG2R La Mondiale 0:21
8 MOLARD Rudy Groupama – FDJ 0:23
9 BARDET Romain AG2R La Mondiale ,,
10 NAESEN Oliver AG2R La Mondiale 0:24

 

Perché Fabio Aru si è ritirato dalla Parigi-Nizza?

Perché Fabio Aru si è ritirato dalla corsa Francese?

Perché Fabio Aru si è ritirato dalla Parigi-Nizza? Debolezza e nausea hanno costretto il cavaliere dei Quattro mori a salire in ammiraglia

Fabio Aru (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru (fonte pagina Twitter)

Perché Fabio Aru si è ritirato dalla Parigi-Nizza? Ce lo siamo chiesti tutti quando abbiamo visto il sardo togliersi il dorsale e salire in ammiraglia dopo poco più di 100 chilometri della terza frazione della Cepoy-Yzeure.

La terza tappa della Parigi-Nizza è stata caratterizzata da un fortissimo vento laterale che ha segnato le gambe dei ciclisti tanto che il sardo, non in perfette condizioni fisiche, ha preferito abbandonare prudenzialmente la competizione transalpina.

Nella tappa di ieri Aru aveva già accumulato un considerevole ritardo (oltre 17 minuti dal leader della generale) per via dei ventagli.

Il capitano della UAE Emirates aveva deciso di partecipare alla Corsa verso il Sole per affinare la propria condizione atletica in vista dell’obiettivo del Giro d’Italia 2019. A questo punto Fabio dovrà mettersi al lavoro per recuperare la condizione in vista del prossimo impegno in agenda: il Giro di Catalogna dal 25 al 31 marzo.

Ora il corridore della UAE verrà sottoposto nei prossimi giorni ad accertamenti medici per verificare lo stato di salute il che (ci auguriamo di no) potrebbe comportare dei cambiamenti sulla tabella di avvicinamento alla Corsa Rosa. Se le ultime stagioni per il sardo non sono state esaltanti, anche il 2019 pare iniziare con il piede sbagliato, ci auguriamo che possa migliorare cammin facendo.

 

Groenewegen bis e il vento protagonista alla Parigi-Nizza

Groenewegen vittorioso alla Paris-Nice

Groenewegen bis alla Parigi-Nizza 2019, l’olandese del Team Jumbo–Visma sul traguardo di Bellegarde 

Groenewegen bis alla Parigi-Nizza

Groenewegen bis alla Parigi-Nizza

Groenewegen bis alla Parigi-Nizza 2019, l’olandese del Team Jumbo–Visma si impone sul traguardo di Bellegarde e mantiene la leadership in classifica.

Dopo il vento e le cadute che hanno segnato la prima tappa della Paris-Nice il copione si ripete nella seconda giornata. La tappa è caratterizzata da una fuga  tre con  Damien Gaudin  (Direct Energie), Nicolas Edet (Cofidis) e Alessandro De Marchi (CCC Team).

Il gruppo è segnato da una brutta caduta che costringe al ritiro per Warren Barguil (Arkea – Samsic) e Gorka Izagirre (Astana) dopo la quale esplode la corsa.

Sono la Jumbo e la Sky ha prendere in mano la corsa tirando a tutta mentre il vento soffia laterale e da via a ventagli con relativo sparpaglio di corridori.  Fabio Aru e Alexander Kristoff (UAE Tea, Emirates), Miguel Ángel López (Astana),  e Simon Yates (Mitchelton – Scott) sono i big che ne fanno le spese.

E’ ancora il Team Sky che alza il ritmo quando il traguardo di sta avvicinando e l’azione fa si che davanti restino solo otto atleti a giocarsi la vittoria di tappa. La Sky la fa da padrone con Egan Bernal, Luke Rowe e Michal Kwiatkowski (Team Sky) a cui si aggiundono ,Philippe Gilbert (Deceuninck – Quick Step) e Dylan Groenewegen, Luis Leon Sánchez (Astana), Matteo Trentin (Mitchelton – Scott) e Ivan García Cortina (Bahrain-Merida).

L’arrivo è allo sprint e a primeggia è, naturalmente, Dylan Gornenewegen, che anticipa Garcia e Gilbert, con il nostro Trentin che chiude quarto. Fabio Aru paga il vento e perde quasi un quarto d’ora.

Ordine d’arrivo 2^ tappa:

1 GROENEWEGEN Dylan Team Jumbo-Visma 60 50 3:14:04
2 GARCÍA Iván Bahrain Merida 25 30 ,,
3 GILBERT Philippe Deceuninck – Quick Step 10 18 ,,
4 TRENTIN Matteo Mitchelton-Scott 13 ,,
5 KWIATKOWSKI Michał Team Sky 10 ,,
6 SÁNCHEZ Luis León Astana Pro Team 7 ,,
7 BERNAL Egan Team Sky 4 ,,
8 DÉMARE Arnaud Groupama – FDJ 3 0:05
9 GREIPEL André Team Arkéa Samsic 2 ,,
10 TEUNISSEN Mike Team Jumbo-Visma 1 ,,

Classifica generale:

1 GROENEWEGEN Dylan Team Jumbo-Visma 10 6:31:19
2 KWIATKOWSKI Michał Team Sky 0:12
3 SÁNCHEZ Luis León Astana Pro Team 0:13
4 GILBERT Philippe Deceuninck – Quick Step 0:16
5 BERNAL Egan Team Sky 0:19
6 TRENTIN Matteo Mitchelton-Scott 0:20
7 GALLOPIN Tony AG2R La Mondiale 0:22
8 MOLARD Rudy Groupama – FDJ 0:23
9 BARDET Romain AG2R La Mondiale ,,
10 NAESEN Oliver AG2R La Mondiale 0:24

 

Fabio Aru al via della Parigi Nizza

Fabio Aru cambia programmi e sarà al via in Francia

Fabio Aru prenderà parte alla Parigi-Nizza 2019 per prepararsi al prossimo Giro d’Italia, intanto vola in Inghilterra per allenarsi

Fabio Aru (fonte pagina Facebook)

Fabio Aru (fonte pagina Facebook)

Fabio Aru cambia strategia in corsa, inizialmente il sardo avrebbe dovuto tornare in corsa alla Volta a Catalunya in programma a fine del mese di marzo, ora prenderà parte dalla Parigi-Nizza. Il corridore sardo fino a questo momento ha preso parte solo a due corse: il Challenge Mallorca e la Volta ao Algarve.

Un cambio importante del piano di avvicinamento al Giro d’Italia 2019 che vedrà Fabio impegnato nella “Corsa verso il Sole”. Aru in questo 2019 è chiamato a riscattare le ultime prove opache segnate da tanta sfortuna e quasi mai all’altezza delle aspettative.

Per cercare ulteriori miglioramenti, il ventottenne della UAE Teams Emirates si è recato, assieme al compagno Daniel Martin, in Gran Bretagna e più precisamente a Silverstone. Nessuna idea di passare a guidare una monoposto di Formula1 (Silverstone è la sede del GP di Gran Bretagna di F1) ma una serie di test da condurre in Gallerie del Vento per migliorare la propria posizione in sella (stesso accorgimento preso da Vincenzo Nibali).

 

Jasper Philipsen chi è il giovane talento belga

Jasper Philipsen chi è questo giovane talento belga

Jasper Philipsen 20 anni, è considerato un talento immenso che potrebbe presto diventare il volto di punta: il nuovo Tom Boonen

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen (fonte pagina Twitter)

Jasper Philipsen chi è? Lo sguardo di quasi tutti è rivolto al “nuovo cannibale” Remco Evenepoel ma sono in molti a pensare che la star del Belgio sarà Jasper.

Il due volte campione del mondo junior Evenepoel, a 19 anni ha fatto il suo esordio professionale con la Deceuninck-Quick-Step, conquistando la ribalta della stampa soprattutto dopo il suo debutto al Tour de San Juan dove ha ottenuto il titolo di miglior giovane chiudendo terzo nella sua prima cronometro individuale tra “i grandi”.

Eppure Philipsen della UAE Emirates, maggiore di un anno rispetto a Remco, ha già conquistato una vittoria nel WorldTour al Santos Tour Down Under (seppur per via della squalifica di di Caleb Ewan).

“È stata una vittoria importante per me, la mia prima gara WorldTour, ma è arrivata in un modo strano senza la gioia di tagliare per primo la linea del traguardo ma la vittoria premia sempre anche se non ha avuto il gusto pieno che desideravo” ha detto Philipsen.

Se Evenepoel viene indicato come il “nuovo cannibale” con evidente richiamo al Cannibale Eddy Merckx è inevitabile confrontare Jasper Philipsen con Tom Boonen.

Jasper Philipsen è originario dalla stessa zona di Boonen, ed è cresciuto con un poster di Tom appeso alle pareti della sua camera. Un poster come ne hanno tanti gli adolescenti da adorare come un mito a cui tendere. E come accade spesso ai giovani ciclisti, Philipsen era solito aggregarsi in allenamento al gruppo di Tom Bonen quando percorreva le strade delle Fiandre del nord.

Il Belgio, lo sappiamo, è un paese che vive per il ciclismo e ora gli occhi degli appassionati sono divisi, appunto, tra Evenepoel e Philipsen

Hugo Coorevits giornalista di Het Nieuwsblad grande esperto di ciclismo ha voluto dire la sua su Jasper:

“Potenzialmente è un nuovo Tom Boonen, il modo di sprintare, le sue abilità per le gare fiamminghe, la sua mentalità e il modo in cui parla e si pone nei confronti del ciclismo lo ricordano tremendamente”.

Siamo certi che quando Philipsen correrà le classiche belghe si sprecheranno i paragoni con Tom per ora il giovane corridore ha corso al fianco di Fabio Aru alla Volta ao Algarve nel sud del Portogallo (20-24 febbraio) in attesa delle corse di primavera.

Philipsen dopo aver dato un’occhiata da vicino ad alcuni dei percorsi delle Fiandre non nasconde le sue ambizioni future mantenendo, però, i piedi per terra:

“Non vedo l’ora di salire sul gradino più alto dei classici di primavera nei prossimi anni – ha confessato Philips ai microfoni di Sporza – queste gare sono tutte delle novità per me e non mi aspetto molto per il 2019, sarà una stagione di apprendimento”.

Philipsen è uno delle migliori “matricole” della UAE, che ha anche firmato  anche Juan Molano e il vincitore del Tour de l’Avenir Tadej Pogacar a dimostrazione del capacità si scovare talenti del direttore sportivo Joxean Matxin Fernández che aveva adocchiato Jasper quando indossava la maglia della Hagens Berman Axeon.

Philipsen era fortemente corteggiato dai team del Belgio ma ha preferito accettare la corte della UAE dimostrando già sicurezza e capacità di valutazione. Se avesse scelto un team di casa probabilmente avrebbe trovato sopra di se una pressione assolutamente alta con l’obbligo di dimostrare subito il suo valore.

Negli team degli Emirati Arabi Uniti, può invece imparare e fare i suoi passi fuori dai radar della stampa belga con possibilità di correre più sciolto.

“Era già impressionante l’anno scorso – racconta Fernández – si nota l’istinto del vincente ma non vogliamo mettere addosso al ragazzo troppa pressione. E’ un esordiente e, pur avendo l’atteggiamento del campione, va protetto e lasciato crescere”.

Per crescere Jasper Philipsen avrà davanti l’esempio di due fenomeni delle volate come Fernando Gaviria e Alexander Kristoff che potranno trasferire al giovane tutte le loro competenze.

L’esplosione di Philipsen arriva in un momento particolare per il ciclismo belga: con Boonen in pensione e Greg Van Avermaet e Philippe Gilbert che stanno finendo le loro carriere il ciclismo belga punta forte su Jasper e Remco a cui si aggiungono Wout van Aert, e Bjorn Lambrecht come promettenti talenti belgi pronti a colmare questo vuoto

Jasper Philipsen chi è?

Nato a Mol il 2 marzo 1998, Philipsen ha debuttato nella  stagione 2018 nel ciclismo professionistico con i colori team Hagens Berman Axeon ottenendo la prima vittoria di tappa al Tour of Utah (corsa categoria 2.HC). Tra gli under 23 ha impressionato tutti conquistando due tappe al Giro d’Italia Under23 nel 2018 e nel 2017 oltre alla vittoria finale al Triptyque des Monts et Chateaux per due anni di fila.

Da segnalare anche la vittoria della Paris-Tour Espoirs 2017, una tappa al Tour Alsace e il secondo posto alla Ronde van Vlaanderen Under 23 nel 2017.

Aru: ci vediamo a Maiorca

Aru pronto per il debutto al Challenge di Maiorca

Aru pronto a riprendere l’attività agonistica al Challenge di Maiorca con l’obiettivo di cancellare l’annus horribilis appena passato

Aru pronto al debutto (fonte pagina Facebook)

Aru pronto al debutto (fonte pagina Facebook)

Aru sta scaldando i motori in vista della stagione 2019 che nella testa del corridore sardo deve essere di riscatto dopo un 2018 assolutamente da dimenticare. Fabio farà il proprio debutto al Challenge di Maiorca, in programma dal 31 gennaio al 3 febbraio, nel clima favorevole della Baleari.

Il Cavaliere dei Quattro ha attraversato parecchie vicissitudini sia di carattere fisico che di ordine mentale iniziate con la caduta che lo aveva costretto a dare forfait al Giro del Centenario, il “suo” Giro, quello che partiva da casa sua.

Il Tour de France 2017 è stato per Fabio l’occasione per la rivalsa ma un po’ di sfortuna e qualche guaio fisico di troppo l’hanno portato giù dal podio.

Peggio ancora è andato il 2018 che nelle idee della UAE Emirates e in quelle del sardo doveva essere l’anno del riscatto: tutto quello che poteva andare male è andato male se non peggio.

Fabio Aru, a 28 anni, è chiamato a dimostrare quello che potrà dare nel futuro, vincendo nel presente. Dopo aver fatto innamorare tanti appassionati di ciclismo, Fabio si è trovato travolto da un fiume di critiche che hanno contribuito a fiaccarne il morale. I risultati, con le crisi a Sappata e Prato Nevoso al Giro hanno fatto il resto.

Nemmeno l’amata Vuelta Espana  è riuscita a ridare serenità: mai in corsa per la generale non ha colto nemmeno successi di tappa.

In questo 2019 Aru è chiamato a ritrovare la fiducia in se stesso, ritrovare quella capacità di esaltarsi nella sofferenza che è stato uno dei tratti dominanti del suo stare in sella.

Fabio Aru deve ritrovare quella “garra” e la voglia di non alzare mai bandiera bianca che, fino al Tour 2017 era il suo “mantra”. Qualcuno ha già dato il sardo per “bollito” ma il ciclismo attuale ha visto allungarsi incredibilmente le carriere degli atleti e a 28 anni Fabio può trovare ancora tanti successi ma tutto passa dalla sua capacità di rigenerarsi mentalmente, svuotandosi dal peso del “dover vincere” che ne ha fiaccato le energie nel 2018.

 “C’è sempre da imparare anche dalle situazioni peggiori, si matura e si diventa più forti – ha dichiarato a dicembre a Raisport  – voglio rimettermi in gioco e fare bene e di divertirmi in bici, quello che è il mio lavoro ma prima ancora la mia passione”.

 

Il Cavaliere dei Quattro Mori, alla corsa spagnola, verrà affiancato dal norvegese Alexander Kristoff e da Daniel Martin con l’obiettivo di ben figurare.

 

“Il Challenge Mallorca sarà importante nella preparazione della squadra, debutteranno 12 corridore e sarà un test per verificare il lavoro invernale – ha dichiarato Marco Marzano – vogliamo che questa corsa sia un momento proficuo per la stagione in partenza”.