GORE® Wear lancia ZWIFT Group Workout Series

GORE® Wear lancia ZWIFT insieme a Cancellara

GORE® Wear lancia ZWIFT Group Workout Series insieme all’ex Campione del Mondo a cronometro Fabian Cancellara

GORE® e Fabian Cancellara

GORE® e Fabian Cancellara

Sempre in sella anche in inverno: i programmi di allenamento in realtà virtuale come ZWIFT sono ideali per chi desidera continuare ad allenarsi anche nelle sere più fredde. Per aiutarti a superare serenamente le condizioni meteo più rigide e metterti in modalità allenamento, a partire dal 26 febbraio 2019, GORE® Wear presenta ZWIFT Group Workout Series, un programma di allenamento virtuale progettato in collaborazione con l’ambassador del brand Fabian Cancellara.

Il programma di allenamento in realtà virtuale è composto da una serie di allenamenti di gruppo ZWIFT Group Workouts di quattro settimane, guidati da Fabian Cancellara, una delle figure più leggendarie del ciclismo. Oltre a un’esperienza di allenamento unico Insieme al nostro campione che ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo del programma, gli appassionati di ciclismo hanno l’opportunità di rivolgere domande su programmi di allenamento, stili di corsa e attrezzature.

La serie di quattro allenamenti di gruppo si svolgerà la sera del martedì 26 febbraio 2019 alle 19:30 ed è stata appositamente ideata per prepararsi in vista della prossima stagione ciclistica, insieme ad altri format come l’evento “Chasing Cancellara”. Durante l’allenamento finale, i partecipanti possono confrontarsi con Cancellara e provare a raggiungerlo, virtualmente.

Possono partecipare tutti coloro che possiedono un account ZWIFT come ad esempio per gli appassionati di ciclismo di tutto il mondo hanno la possibilità di seguire questi allenamenti gratuiti direttamente da casa, sui propri smart trainer. Nell’alleanza con ZWIFT, GORE® Wear ha trovato il partner ideale per offrire sessioni di allenamento all’avanguardia ed è il luogo ideale per allenarsi con Cancellara essendo la piattaforma digitale online leader a livello mondiale per il ciclismo indoor.

In sella più a lungo! Con la nuova GORE® Wear C7 Bib Tight Shorts.
Dotata di un concept completamente nuovo, GORE® C7 Bib Tight Shorts è ideale per le lunghe pedalate e le sessioni di allenamento indoor più impegnative. Il design presenta la cosiddetta “central torso architecture”, o “architettura del busto centrale”, che mantiene il fondello nella posizione corretta, garantendo il massimo comfort.

Ideale per una pedalata in compagnia di amici o per partire di corsa all’attacco e senza lasciarsi frenare da un fondello fuori posto dove in quel punto preciso le ossa incontrano la sella. Finché si mantiene la stessa posizione sulla bici, senza muoversi sulla sella, la posizione centrale del busto non cambia. Tuttavia, nel momento in cui ci si alza per partire in attacco, si scivola di lato sulla sella quando ci si piega in un tornante mentre la situazione è ben diversa quando si cerca di colmare il divario esistente con la “tête de la course” con un colpo di pedalata irregolare. In momenti come questo c’è un rischio enorme che un movimento possa far spostare il fondello, procurando disagio e rovinando la corsa, sia durante una gara che durante una tranquilla pedalata dopo il lavoro.

La soluzione si chiama “central torso architecture”, una nuova costruzione per salopette il cui design concettuale ruota attorno al fondello. Generalmente, il fondello è cucito alla salopette una volta realizzata la struttura principale e in questo modo, anche alzandosi dalla sella in posizione eretta, le bretelle della salopette esercitano una tensione multidirezionale sia sul fondello, dotato di un’elasticità limitata, che sul tessuto restante più elasticizzato. La rivoluzionaria “central torso architecture” si basa su un concept completamente nuovo, progettata con un design dell’intero indumento imperniato sul fondello e sul suo collegamento con il corpo e la salopette, usando una tecnologia costruttiva che permette di mantenere il fondello in una posizione perfetta e di garantire un collegamento stabile tra il ciclista e la bicicletta.

La collezione si compone di tre modelli di salopette corta appositamente progettati, ciascuno con materiali, fondelli e design diversi per adattarsi a ogni livello di preparazione.

–     C7 Race Bib Tight Shorts+ è per ciclisti competitivi
–     C7 Long Distance Bib Tight Shorts+ è pensata per i ciclisti che trascorrono lunghe giornate in sella
–     C7 Vent Bib Tight Shorts+ è ideale per le condizioni calde e umide di mezza estate.

 

Per una ventilazione perfetta, si può indossare GORE® C7 Vent Bib Tight Shorts+ con GORE® C7 Race Jersey.
“I migliori pantaloncini durante la mia carriera professionale sono sempre stati quelli che riuscivo a malapena a sentire. Grazie alla sua ventilazione ottimale, la C7 Vent Bib Tight Shorts+ di sicuro appartiene a questa categoria che permette di pedalare in condizioni climatiche calde o umide”, ha affermato Fabian Cancellara.

Il tessuto a maglia fine a rapida asciugatura di questi eleganti pantaloncini, essendo pure un tessuto non abrasivo e opaco, resta fresco con le alte temperature grazie alle sue proprietà anti-calore e anti-umidità. Le perforazioni sono posizionate in modo intelligente per offrire un maggiore raffreddamento, anche quando la gara si fa più dura e l’esclusivo fondello Expert Vent offre la migliore miscela di comfort e ventilazione nelle giornate calde grazie alle sue schiume a celle aperte e al contempo resistenti alla pressione su tutta la seduta, assorbendo solo una piccola quantità di umidità e asciugandosi rapidamente.

Questi pantaloncini possono essere indossati con la maglia C7 Race dal design contemporaneo, durante le gare, gli allenamenti ad alta intensità oppure le lunghe uscite estive. Il mix di tessuti tecnici della maglia leggera e aerodinamica è altamente traspirante e velocizza il trasporto dell’umidità e dotata di maniche leggermente più lunghe che soddisfano l’ideale estetico del ciclista moderno, mentre la vestibilità si adatta bene alla posizione di attacco.

Durante ogni sessione di allenamento di gruppo GORE® Wear ZWIFT, sceglieremo due partecipanti: i fortunati potranno vincere un paio di pantaloncini ciascuno.

È stato preparato appositamente a concludersi nelle stesso momento in cui la prima rincorsa a Cancellara prenda inizio.

Eventi “Chasing Cancellara”:
per partire all’inseguimento di una delle figure più leggendarie del ciclismo.

Fabian Cancellara è già pronto ai blocchi di partenza per un’altra serie di eventi che si svolgeranno nel mondo reale: ZWIFT Group Workout Series terminerà poco prima dell’inizio del primo degli eventi Chasing Cancellara in cui i partecipanti a queste sfide reali avranno la possibilità di confrontarsi con l’ex ciclista professionista. Sono in programma 11 gare in tutto il mondo, ciascuna con format e nomi diversi come “Mountain Ride”, “Team Challenge” e “Chased by Cancellara”.

Tutti quelli che parteciperanno alle quattro sessioni ZWIFT Workout avranno la possibilità di assicurarsi un posto esclusivo in uno degli eventi Chasing Cancellara e saranno sicuramente molti i ciclisti che non vedono l’ora di sfidare un campione del mondo, medaglia d’oro alle Olimpiadi!

Per maggiori informazioni visitare il sito https://www.chasingcancellara.com.

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Cancellara: “Il team Sky è davanti agli altri’ 

Cancellara parla della supremazia del Team Sky

Cancellara parla della supremazia del Team Sky: “quando sei più forte è normale che gli altri parli male di te”

Cancellara

Cancellara

Cancellara è da sempre un personaggio intrigante del ciclismo, anche ora che ha appeso la bicicletta al chiodo ogni sua dichiarazione è assolutamente intrigante.

Il ciclismo attuale sconta il fatto che vi sia una formazione che, in forza del budget superiore rispetto ai rivali, riesce a dominare non solo in fase di ingaggio di campioni o potenziali talenti ma soprattutto riesce a ottimizzare le attività del team. Qualcuno accusa il Team Sky di “ammazzare” le corse, sterilizzandole con tattiche esasperate che le rendono monotone e prevedibili.

In tanti addetti ai lavori si sono posti in modo poco favorevole allo strapotere Sky e la stessa UCI ha cercato di studiare regolamenti per ridurre il gap tra le formazioni di seconda fascia e il superteam britannico. Chi invece ha preso una posizione in controtendenza è “Spartacus” Fabian Cancellara che non ha mancato di esprimere i suoi complimenti alla formazione di Froome e Thomas.

Lo svizzero ha sottolineato come il dominio UK sia non solo frutto del budget elevato ma anche del lavoro a 360 gradi che il team svolte con i cosiddetti Marginal Gains (guadagni marginali).

“Il Team Sky ha la squadra migliore, fanno il massimo non solo con i corridori ma con gli allenamenti, la ricerca mentale e fisica, sono solo davanti agli altri”

ha spiegato l’ex campione svizzero.

“Le altre squadre devono lavorare di più o essere più intelligenti e in questo penso che l’impatto della Sky sullo sport sia assolutamente positivo. Perché qualcuno ha più soldi non significa che deve essere sempre il più forte è facile puntare il dito contro, quando sei il numero uno tutti ti criticano e aspettano il tuo errore”

Bunny hop acrobazia in bicicletta

Bunny hop il “salto del coniglio” del ciclista

Bunny hop acrobazia in bicicletta e tecnica per far balzare la bicicletta in aria per evitare gli ostacoli e superarli in MTB, BMX e BDC

Bunny hop

Bunny hop

Bunny hop (letteralmente “salto del coniglio”) è una tecnica che consente di far balzare i in aria la bicicletta per evitare gli ostacoli del percorso. Per eseguire correttamente questa acrobazia è necessaria la combinazione di due azioni: impennare e far saltare la ruota posteriore. E’ quindi indispensabile padroneggiare entrambe le tecniche per compiere un corretto Bunny hop.

Imparare ad eseguire un bunny hop può risultare estremamente utile in quanto può farti uscire dai guai quando si trova un ostacolo imprevisto sul percorso (oltre a essere una abilità puramente spettacolare) insomma non è come impennare in bici che risulta un gesto fine a se stesso ma il bunny hop mtb è spesso un elemento di sicurezza

Esiste anche l’ English bunnyhop  che fa affidamento sui pedali SPD apribili, e vede le ruote anteriori e posteriori saltare  contemporaneamente.

I pedali sulla bicicletta aderiscono ai piedi del ciclista mentre la bici effettua un salto molto simile al modo in cui lo skateboard sembra aderire ai piedi dello skater che esegue un Ollie

Mentre il bunny hop può essere piuttosto impegnativo da imparare, una volta imparato, si apre un nuovo livello di opportunità di guida sia per gli amanti della  BMX che per quelli della MTB ma non è da escludere il suo impiego anche con la BDC.

Il bunny hop è anche un’abilità utile per un ciclista urbano per evitare buche e altri pericoli e consente il evitare problemi sui cordoli. Naturalmente il Salto del coniglio (da non confondere con il salto della quaglia) è eseguito con biciclette da BMX , che sono più piccole delle mountain bike e, si prestano a essere sollevate molto più facilmente.

 

Bunny hop: due metodi

Il primo, noto con il nome di Bunnyhop “classico”, prevede che entrambe le ruote vengano fatte sollevate in una sola volta, e in genere è più facile da fare quando il ciclista usa i pedali della bicicletta senza attacchi.

Il secondo è noto come pro-hop, consiste del sollevare la ruota anteriore della bicicletta prima di quella posteriore e che richiede maggior equilibrio e coordinazione del corpo.

Imparare questa tecnica non è, chiaramente indispensabile per le uscite domenicali ma può risultare una skill utile se non indispensabile per uscire dai guai quando troviamo un ostacolo sul percorso (pensiamo ad un tronco, ad una buca o a una roccia).

Oltre a aumentare la vostra sicurezza, imparare questa tecnica può aumentare il divertimento per gli amanti della MTB e della BMX.

Bunny hop: come farlo – tutorial

Imparare questa tecnica richiede pazienza e rispetto di alcune regole.

  1. Anzitutto è indispensabile avvicinarsi all’ostacolo alla corretta velocità, non essere troppo lenti ma nemmeno troppo veloci (si può ipotizzare circa 15 km/h). Il peso del inizialmente va tenuto in avanti.
  2. Quando siete al massimo a 2 metri dall’ostacolo da superare, spingersi all’indietro facendo forza con le braccia e spingere con le gambe per impennare fino a portare la ruota ad una altezza maggiore dell’ostacolo stesso.
  3. Distendere le gambe ed alzarsi facendo risalire la bicicletta con i piedi (le pedivelle restano sempre in orizzontale) se la spinta è congrua la bici rimbalza senza tirare con gli attacchi dei pedali.
  4. Tendete le braccia ed atterrate con dolcezza sulla ruota davanti ammortizzando con gambe e braccia.

Funzionale all’apprendimento di questa tecnica è l’uso di pedali “Flat”, allenandovi su terreni non sconnessi e con ostacoli di dimensioni ridotte. Se la vostra bicicletta molta pedali con sgancio rapido non potete “tirarli” in alto ma dovete sfruttare lo spostamento del peso.

Bunny hop roba da “Pro”: Sagan e Cancellara

Uno dei casi più entusiasmante di Bunny hop tra i professionisti su strada è avventuo alla Parigi-Roubaix quando nel settore Mons-en-Pévèle, Peter Sagan è riuscito a scavalcare Fabian “Spartacus” Cancellara.

Cancellara, al terzo posto nel suo gruppo, scivolò su una parte fangosa del settore e cadde pesantemente, ma Sagan, riuscì con un meraviglioso salto ad evitare l’ostacolo rappresentato dallo svizzero evitando di mettere il piede a terra.

Bunny hop non solo ciclismo

Il termine bunny hopping o bunny jumping è una tecnica anche legata ai video giochi in cui un “gamer” effettua una rapida sequenza di movimenti che aiuta ad evitare i colpi lanciati dai nemici. Generalmente si tratta di salti o movimenti a zig-zag

 

 

 

Phil Gaimon batte Fabian Cancellara nella sua gara

Phil Gaimon batte Fabian Cancellara dopo le polemiche

Phil Gaimon batte Fabian Cancellara, dopo le polemiche relative al libro del ciclista americano ecco la sfida sui pedali

Phil Gaimon batte Fabian Cancellara

Phil Gaimon batte Fabian Cancellara

Phil Gaimon batte Fabian Cancellara, le polemiche tra il ciclista americano autore del libro Draft Animals e il campione elvetico si sono spostare dalla carta stampata alla strada. La notizia relativa alla situazione di Chris Froome e la sua partecipazione all’imminente Tour de France hanno spostato in secondo piano uno dei confronti più aspri (dal punto di vista mediatico) di questo anno.

Phil Gaimon vs Fabian Cancellara ha scombussolato qualche mese fa il mondo del ciclismo per via delle accuse rivolte al campione del mondo di aver utilizzato un motorino elettrico inserito nel telaio della sua bicicletta.

Le critiche non sono tardate ad arrivare ai danni dell’anonimo ciclista americano che si è scagliato contro una autentica (ma chicchierata) leggenda del ciclismo mondiale. Vincitore di sette classiche monumento e di due medaglie d’oro olimpiche, maglia gialla al Tour de France, Cancellara non ha gradito le parole di Gaimon.

“Girava la voce secondo la quale in alcune corse Fabian aveva un meccanico personale e che la sua bicicletta non era autorizzata a stare assieme alle altre bici della squadra durante quegli eventi”, ha dichiarato l’americano nel suo libro.

“Quando guardi le immagini, la sua accelerazione non sembra affatto naturale. Come se avesse problemi a tenere il passo con i suoi pedali. Probabilmente ha usato un motore. Non ho intenzione di menzionare i nomi, ma conosco diversi (ex) ciclisti che sospettano seriamente Fabian” ha affermato Gaimon.

Cancellara non ha digerito queste frasi e ha invitato Gaimon a prendere parte ad una delle otto prove della “Chasing Cancellara” mediante un post su Twitter: “Ti fai domande circa i watt. Inizia la formazione!”

L’americano ha colto la sfida per la prova di 90 km in Svizzera tra Aigle e Villars-sur-Ollon che porta al Col des Mosses, al Col du Pillon e al Col de la Croix per un dislivello di circa 2.700 metri. A vincere, a sorpresa, è stato Gaimon che ha celebrato il trionfo sui social network,

 

 

 

Doping Tecnologico? Ai lavori sociali!

Doping Tecnologico? Cyril Fontayne ai lavori sociali

Doping Tecnologico, il caso dell’amatore Cyril Fontayne  smascherato da un controllo al termine di una gara e condannato ai lavori sociali per 60 ore

Doping Tecnologico, la bici truccata

Doping Tecnologico, la bici truccata

Doping Tecnologico, se ne parla spesso sia tra i professionisti che tra gli amatori, una piaga o una presunta piaga del ciclismo. Di qualche mese fa la polemica tra Phil Gaimon e Fabian Cancellara con il primo ad accusare in un libro lo svizzero, nessun sviluppo c’è stato.

Dello scorso mese di ottobre è la notizia di un cicloamatore francese, Cyril Fontayne pescato con un motorino nel telaio dopo una gara a Saint-Michel-de-Double, in Dordogna  (di 3^categoria, con 16 partecipanti!). Christophe Bassons, noto per aver rifiutato di doparsi ed aver dovuto abbandonare la carriera negli anni ’90, ravvisò gli estremi per destare sospetto e avvisò la gendarmeria.

Fontayne è stato giudicato in tribunale come colpevole per “frode e tentativo di frode”. Il cicloamatore è stato condannato a 60 ore di lavori socialmente utili, oltre al versamento di una ammenda simbolica di 1 euro alla Federazione Ciclistica Francese e di 88 euro per i danno (ed i relativi interessi) al Club Créon-d’Armagnac che aveva organizzato la corsa.

Bassons, presente in tribunale, ha commentato: “hanno comminato la sanzione e la colpa è stata riconosciuta. Oggi dimostriamo che barare in una corsa può portare ad una condanna per frode“.

Cancellara contro Peter Sagan: non è leader

Cancellara contro Peter Sagan: “è cresciuto molto ma non è un leader”

Cancellara contro Peter Sagan, tra i due non è mai scattata la scintilla della simpatia e l’ex pro svizzero non lo nasconde

Cancellara contro Peter Sagan

Cancellara contro Peter Sagan

Cancellara contro Peter Sagan, correva l’anno 2010 e un giovane slovacco proveniente dalla MTB, sconosciuto ai più, si affacciava nel mondo dei Pro. Il giovane corridore proveniente dalla Dukla Trenčín vestiva la maglia della Liquigas e fin da subito iniziò a mettere in difficoltà le stelle consolidate del circus dell’UCI.

I modi esuberante e senza filtri di Sagan non piacquero ad una parte dei leader del gruppo. Peter era una anomalia del sistema oltretutto rappresentata da un giovane debuttante e in molti non mancarono di sottolineare il disappunto.

Fu soprattutto Fabian Cancellara ad avere qualche scontro con il giovane Sagan, facendo prevedere una rivalità che, in realtà, non è mai sbocciata proprio del il carattere di Peter tutt’altro che litigioso.

Cancellara contro Peter Sagan: “All’inizio non mi era simpatico”

“Dopo le sue prime vittorie non mi era molto simpatico”, ha richiarato l’ex campione svizzero in una recente intervista alla “Gazzetta dello Sport. I malumori tra i due risalgono al Tour de France 2012 in cui lo slovacco esultò troppo dopo una vittoria su Spartacus.

Cancellara però pare aver rivisto la sua posizione sul tre volte campione del mondo: “ammetto di averlo rivalutato, all’epoca era un bambinone ma un bambinone molto forte, ora è cresciuto ma ha ancora difetti”.

“Ha imparato molto ma ha buttato via la Milano-Sanremo sprecando forze inutilmente, ci vuole furbizia nel ciclismo ma ha dimostrato di essere un fuoriclasse e vincerà ancora molto”

Lo svizzero ha però un forte dubbio sulle doti caratteriali dell’ex collega: “Per i risultati dovrebbe essere il leader del gruppo, ma non è fatto per quello. Lui è una rockstar ma non ha quella personalità per comandare il gruppo ad ogni modo in questo ciclismo ci vorrebbe gente come lui”.

 

Martina Stefani intervista esclusiva per ciclonews

Martina Stefani intervista con la redazione di ciclonews

Martina Stefani intervista con la giovane atleta classe 1998 nata a Isola della Scala ci racconta la sua passione per il ciclismo e per la vita

Martina Stefani intervista

Martina Stefani intervista

Martina Stefani intervista alla ciclista della Alé Cipollini che lo scorso anno è stata capace di conquistare titolo mondiale ed europei nell’Inseguimento a Squadre nella categoria juniores.

Ciao Martina, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. Ci racconti come mai hai scelto proprio il ciclismo come tuo sport?

Ciao ragazzi, grazie mille per lo spazio che mi date. Ho iniziato a fare le prime pedalate in sella ad una bicicletta da corsa a 8 anni, nella categoria G3. Sono stata spinta dai miei amichetti di classe che praticavano quasi tutti ciclismo e devo dire che me ne sono innamorata dal primo istante.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno. Quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Il ciclismo è indubbiamente uno sport di sacrificio, bisogna allenarsi con costanza e bisogna sempre impegnarsi fino in fondo per riuscire a raggiungere i propri obbiettivi.
Andare a letto presto la sera, stare attenti a tavola, allenarsi 3/4 ore invece di andare al centro commerciale con gli amici è una cosa che in pochi giovani riescono a fare, ma quando hai una vera passione per il tuo sport e hai dei sogni che vuoi realizzare non ti pesa farlo.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo fa capire cosa vuol dire sacrificarsi, fare fatica e dare tutto fino alla fine senza mai mollare. Il ciclismo è emozione, basta questa parola per convincere chiunque a iniziare a pedalare.

C’è una corsa che ricordi con particolare piacere?

Ogni gara e ogni vittoria ha un suo posto nel cassetto dei miei ricordi, ma le due gare che più mi porterò sempre nel cuore sono i campionati europei e i campionati del mondo in pista che nel 2016 ho vinto. Salire sul tetto d’europa e successivamente del mondo sono emozioni indescrivibili.

C’è un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Un ciclista che mi ha sempre affascinato è sempre stato Fabian Cancellara perché come lui mi piacciono molto le gare del nord. Pioggia e pavé mi hanno sempre affascinata e spero di potervi partecipare nei prossimi anni.
Se invece penso al ciclismo femminile non ho un’atleta che ammiro particolarmente. Soprattutto in questi ultimi due anni, ho cercato di osservare e imparare dalle atlete più grandi di me.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Nel tempo libero oltre a riposarmi dagli allenamenti che quasi tutti i giorni mi impegnano, mi piace molto andare al cinema con gli amici e (purtroppo per il mio portafoglio) mi piace fare tanto shopping.

Come ti trovi nel team?

Mi trovo molto bene nella squadra. Sono molto contenta di fare parte anche per quest’anno di questo team perché penso che sia una squadra in cui ho la possibilità crescere molto a livello ciclistico. L’anno scorso mi hanno dato la possibilità di concentrarmi maggiormente sulla scuola visto che dovevo affrontare la maturità. Per questa nuova stagione sono pronta ad impegnarmi al massimo e a dimostrare quanto valgo, sperando di fare una buona stagione in supporto delle mie compagne.

Quali sono i prossimi obiettivi professionali per il 2018?

Per questa nuova stagione sono pronta ad impegnarmi al massimo e a dimostrare quanto valgo, sperando di fare una buona stagione in supporto delle mie compagne.

Cancellara il doping dipende dai team

Cancellara ‘Il doping dipende dalle squadre’

Cancellara il doping è un problema passato, un’epidemia in via di estinzione

Cancellara il doping

Cancellara il doping problema passato

Cancellara il doping, il passato ed il futuro del campione elvetico: “Il doping era come un’epidemia nel gruppo negli anni novanta e fino all’inizio degli anni duemila. Credo che la cosa abbia iniziato ad essere limitata ad alcune squadre, e poi solo ad alcuni corridori. Oggi credo che ci sia solo qualche pecora nera occasionale che cerca di doparsi. Il doping dipendeva principalmente dall’aiuto della squadra e la maggior parte delle squadre ora si è ripulita ma temo che ci sarà sempre qualche stupido che cercherà di doparsi”

Il quattro volte iridato a cronometro, plurivincitore di classiche e tappe, è ancora legato in qualche modo al mondo del ciclismo ma è uscito dal mondo del professionismo: “potrà sorprendere qualcuno, ma non sono interessato ad essere coinvolto in una squadra come proprietario o manager” ha proseguito Fabian.

L’ex corridore (al centro di polemiche per il doping tecnologico sostenuto dall’ex corridore Gaimon) ha fatto nascere una serie di eventi, le Chasing Cancellara e le TriStar, gare a cronometro in cui i cicloamatori possono confrontarsi con lui.

Cancellara non ha parlato dell’affaire Froome-Salbutamolo che potrebbe essere una triste smentita di quanto affermato da “Spartacus” e nel frattempo Jean Christophe Peraud, ex ciclista dell’Ag2R La Mondiale, è diventato il nuovo manager supervisore nel campo dei materiali e della lotta alla frode tecnologica di cui più volte è stato accusato lo svizzero.

 

Doping Tecnologico: una piaga reale o presunta?

Doping Tecnologico, dopo le accuse di Gaimon, le Iene intervengono

Doping Tecnologico

Doping Tecnologico: arrivano Le Iene

Doping Tecnologico verità o bufala? Diciamo la verità ce lo siamo chiesti tutti se quella del Doping Tecnologico è (o è stata) una reale problematica del ciclismo o tutta una invenzione. Diciamo che probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Come tutte le voci che iniziano a circolare, una base di verità sicuramente c’è ma magari qualcosa viene romanzato.

Doping Tecnologico: il libro di Gaimon

A riaccendere le luci sul Doping Tecnologico è stato il libro di Phil Gaimon, nel quale l’ex professionista della Garmin (in vero poco noto ai più)  ha attaccato, in modo nemmeno troppo velato, Fabian Cancellara reo, secondo l’ex compagno di gruppo, di aver adottato un mezzo “truccato” per vincere alcune gare. L’accusa, va detto, si basa su molti “si dice” e su quasi nessun fatto concreto ma saranno le indagini dell’UCI a provare a far chiarezza sulle parole dell’americano.

La UCI ha, infatti, aperto un’indagine e ha incaricato Jean Christophe Peraud (ex corridore dell’Ag2R La Mondiale) alla lotta alla frode tecnologica.

Doping Tecnologico: arrivano le Iene

Qualche giorno fa la trasmissione Le Iene ha mandato in onda un servizio di Alessandro De Giuseppe volto ad indagare, appunto, sul Doping Tecnologico. Il servizio ha voluto illustrare come sia facile introdurre e camuffare un motorino all’interno del telaio di una bicicletta amatoriale. I giornalisti del programma di Italia Uno hanno intervistato un non ben identificato meccanico, qualificato come “il primo a portare in Italia la tecnologia“.

Il marchingegno consente al ciclista di recuperare circa “10 km/h in più in pianura e 5 in salita”, ha un peso di 800 grammi, “si fa fatica a sentire a un metro” secondo quanto indicato dall’intervistato.

Doping Tecnologico: parla Rune Kristensen

Sempre sul Doping Tecnologico si è espresso l’ex meccanico di Cancellara, Rune Kristensen, che ha dichiarato a Ekstrabladet (sito Danese): “Non credo sia possibile ingannare gli altri usando un motorino elettrico senza essere scoperti. Le bici di Cancellara sono state controllate, così come quelle di tutti gli altri corridori. È impossibile che potesse esserci qualcosa di nascosto”.

Doping Tecnologico: nel mirino Cancellara?

Doping Tecnologico: in un libro accuse a Cancellara?

Doping Tecnologico

Doping Tecnologico

Doping Tecnologico torna alla ribalta nel mondo del Ciclismo. Torna di moda il discorso di motorini inseriti nei telai della biciclette. Nella polemica non poteva mancare il nome dell’elvetico Fabian Cancellara che già era stato al centro di polemiche in passato

A tirare in ballo lo svizzero è stato Phil Gaimon, corridere statunitense,  che nella sua autobiografia “Draft Animals”accusa Fabian di aver fatto ricorso a bici truccate durante la sua carriera. L’Uci ha annunciato di voler prendere sul serio queste voci e di voler indagare sulla questione.

Doping Tecnologico: le rivelazioni di Gaimon

Il dubbio sulle parole dell’ex corridore sono legate all’essere riuscito a far accendere i riflettori su una pubblicazione che viceversa sarebbe stata per lo più non considerata. Il libro in questione si intitola , “Draft animals” ed è una biografia del ciclista americano in cui, appunto, un ruolo “incriminato” lo riveste Cancellara.

Doping Tecnologico: Chi è Phil Gaimon?

Philip Gaimon, corridore dell’86 originario di Columbus, in Ohio, ha gareggiato prevalentemente per team americani (Garmin Sharp e Cannondale) senza raccogliere particolari successi. In totale ha conquistato tre vittorie: tappa e classifica generale alla Redlands Classic 2012 e la generale sempre alla Redlands Classic nel 2015.

Doping Tecnologico: cosa ha detto Gaimon?

“Ho respinto questa idea finchè non ho sentito parlarne ad alcuni suoi ex compagni di squadra” ha affermato l’ex corridore nel suo libro. “Mi hanno detto che Cancellara aveva il suo meccanico, la sua bici era tenuta separata da quelle degli altri –  ha aggiunto Gaimon – Le sue accelerazioni non sembrano naturali, è come se avesse dei problemi a restare agganciato ai pedali”.

L’americano ha aggiunto che secondo il suo modo di vedere, il Doping Tecnologico è attualmente sparito dal ciclismo professionistico.

Doping Tecnologico: cosa farà l’UCI?

Secondo le voci circolanti nell’ambiente, il numero uno dell’UCI David Lappartient vuole vederci chiaro e ha annunciato “cerchiamo maggiori informazioni e sicuramente indagheremo. E’ importante capire cosa c’è dietro queste frasi, come tutti sappiamo che da un po’ di tempo circolano queste voci ed è importante chiarire la vicenda. Mi auguro che il ciclismo professionistico non sia stato toccato da questo fenomeno”.