Eugenio Alafaci e il suo sfortunato ritiro

Eugenio Alafaci costretto al ritiro

Eugenio Alafaci ciclista di Carnago (VA) costretto al ritiro a soli 29 anni per un  restringimento dell’arteria iliaca femorale, la carriera

Eugenio Alafaci (fonte pagina Facebook)

Eugenio Alafaci (fonte pagina Facebook)

Eugenio Alafaci professionista dal 2014 al 2018 nelle fila della Trek e poi passato alla Evo Pro Cycling ha deciso di abbandonare il ciclismo professionistico a causa di un restringimento dell’arteria iliaca femorale

Eugenio Alafaci nasce a Carnago in provincia di Varese il 9 agosto 1990 in una provincia ad alta passione per le due ruote. Ai Campionati Europei del 2008 nella categorie Juniores conquista un importante quinto posto.
Dal 2009 al 2011 corre al TEam Cremonese-Unidelta/Lucchini nella categoria Dilettanti Under-23  sotto l’attenta guida di Bruno Leali ottenendo due vittorie nel 2010. Nel 2011 viene convocato per la prova in linea ai Mondiali di Copenaghen per la categoria Under 23.

Le sue buone prestazioni gli valgono la chiamata del team Continental lussemburghese Leopard-Trek e nel 2012 ottiene buoni piazzamenti (tredici top-5). Nel 2013 vince la gara del calendario Europe Tour,  Omloop der Kempen.

Nel 2014 ottiene un ingaggio alla Trek Factory Racing di Luca Guercilena con cui disputa il Giro d’Italia. Resta alla Trek sino al termine del 2018 quando firma un contratto con la EvoPro Racing, neonato team  Continental  irlandese in cui corrono anche Wippert, Zhupa, Archbold e Gate.

I problemi all’arteria iliaca femorale lo costringono a subire un intervento già da dilettante poi, passato professionista per 3 anni pare che tutto si sia risolto ma poi dolori e cali prestazionali iniziano a minare le sue performance sportive. Inizia un vero calvario per Eugenio che non riesce mai a correre una stagione intera.
Alafaci si sottopone ad altri interventi ma il ridotto afflusso di sangue alla gamba sinistra non gli consente di spingere come vorrebbe e i dottori suppongono che si tratti di un problema di origine genetiche. Nonostante le illusioni dettate dai miglioramenti apparenti post intervento chirurgico, i continui problemi lo spingono al ritiro nell’ottobre del 2019.