Enrico Barbin si ritira dal ciclismo

Enrico Barbin lascia il ciclismo professionistico

Enrico Barbin, dopo sette stagioni trascorse alla Bardiani CSF, lascia il ciclismo professionistico. Sono cinque il ciclisti tricolore senza contratto

Enrico Barbin ha deciso di appendere la bicicletta al chioso, dopo sette anni da professionista trascorsi sempre alla corte di Bruno e Roberto Reverberi in maglia Bardiani CSF ha deciso di aprire un nuovo capitolo della sua vita. Stante le difficoltà che il 29enne di Treviglio ha riscontrato nel trovare un contratto professionistico per la stagione 2020 ha deciso di ritirarsi dal professionismo.

Enrico, passato pro nel 2013, come detto, ha sempre difeso i colori della Baridani imponendosi in una tappa del Tour de Langkawi 2017 e prendendo parte a quattro edizioni del Giro d’Italia.

“La mia avventura da ciclista professionista finisce qui, da qualche mese non mi alleno e quindi, dopo la mia peggior stagione di sempre, salvo clamorose novità non mi vedrete più in gruppo” ha spiegato il bergamasco.

L’anno appena concluso è stato un anno davvero terribile per Barbin per via di problemi fisici che l’hanno letteralmente perseguitato costringendolo al ritiro dal Giro per via di un virus gastrointestinale di cui non è stata compresa la portata e che è stato difficile da debellare tanto che, a causa di una ricaduta, la sua stagione è stata praticamente compromessa.

“Finire in questo modo non è bello ma mi resteranno i tanti bei ricordi, le esperienze più disparate, i viaggi in posti che mai avrei potuto visitare se non fosse stato grazie alla bici. Quando sono passato tra i pro c’erano 5 squadre professionistiche in Italia, ora ne sono rimaste 3 con budget e organici sempre più ridotti. E’ evidente che il movimento sta soffrendo e se non ottieni risultati con costanza si rischi questa fine. Ci vuole molta fortuna e a volte mi è mancata. Ora devo reinventarmi, so che non è facile dopo aver trascorso praticamente tutta la vita sui pedali” ha spiegato Barbin.

Il ciclista bergamasco ha concluso il secondo anno di Scienze Motorie e vorrebbe restare nel mondo dei pedali a cui è inevitabilmente molto legato:

“Ho mandato il mio curriculum ad alcune aziende di bici. Mi piacerebbe restare nell’ambiente del ciclismo, il top sarebbe occuparmi dell’aspetto tecnico o della preparazione atletica ma necessito di ulteriore formazione. Spero a breve di trovare qualcosa, non sono uno che sa stare a casa, non ci sono abituato”.

La situazione vissuta da Enrico Barbin nel non trovare contratto lo accomuna agli ex compagni di squadra Marco Maronese e Paolo Simion che non hanno avuto il rinnovo da parte della formazione della famiglia Reverberi mentre Lorenzo Rota, anche lui in uscita dalla Bardiani-CSF, si è accasato  alla Vini Zabù-KTM di Angelo Citracca e Luca Scinto.

Tra gli italiani che hanno rischiato di restare a piedi, Enrico Battaglin si è accasato alla Bahrain-McLaren e , Domenico Pozzovivo, che dopo l’incidente dello scorso anno ha rivisto la luce assieme alla NTT Pro Cycling.

Anche Valerio Agnoli, storico gregario di Vincenzo Nibali, è senza contratto anche vi è un interessamento della alla Vini Zabù-KTM così come Giuseppe Fonzi, la maglia nera del Giro, che dopo aver lasciato la Neri Sottoli-Selle Italia-KTM (attuale Vini Zabù-KTM) non ha ancora trovato collocazione.

Viviani finalmente trionfa al Giro, Dennis in rosa

Viviani conquista la prima volata del Giro 101

Viviani, favorito della vigilia, non tradisce le aspettative e conquista la volata di Tel-Aviv, cambia di proprietà la maglia rosa ora sulle spalle di Dennis della BMC

Viviani coi gemelli Scarponi

Viviani coi gemelli Scarponi

Viviani non ha tradito le aspettative, il campione veronese, medaglia d’0ro alle Olimpiadi di Rio 2016, era il favorito della seconda tappa del Giro d’Italia, con arrivo ad Tel-Aviv e puntualmente ha rispettato i pronostici.

C’è voglia di mettersi in mostra in questa prima frazione in linea del giro quindi pronti e via ed ecco partire il nostro Davide Ballerini della Androni Sidermec con Guillaume Boivin della Israel Academy e  Lars Bak della Lotto Fix All. Dietro lavorano forte quelli della BMC con un obiettivo: gli abbuoni del Traguardo Volante. Proprio al TV Rohan Dennis  ha conquistato 3 secondi di abbuono che gli consentono di scavalcare Tom Dumoulin (sicuramente poco interessato alla gloria effimere della rosa del giorno).

Enrico Barbin della Bardiani CSF conquista l’unico GPM di giornata e fa sua la maglia azzurra della montagna.

Il gruppo procede tra strappi ma sempre compatto fino agli ultimi chilometri all’interno di Tel-Aviv con un percorso un po contorto e a tratti stretto che genera una volata abbastanza confusa in cui Elia Viviani non riesce ad organizzare un treno ma prende la ruota di Sam Bennett. Ad un tratto è il velocista principe della Wilier Triestina,  Kuba Mareczko che tenta di sorprendere tutti partendo da dietro con un gran passo. Viviani è abile nel capire il momento e prendere la ruota del bresciano andando a festeggiare la sua prima vittoria al Giro.  Secondo posto per Marecszko, poi Bennett, Bonifazio e Modolo.

 

Bella l’immagine di Elia Viviani (che indossa la maglia ciclamico) che festeggia con i gemellini di Michele Scarponi e porta il piccolo Giacomo sul podio ed è entusiasta a fine corsa: “Tutti si aspettavano la mia vittoria, ma vincere al Giro non è mai scontato. Negli ultimi giorni sono forse apparso calmo ma assicuro che dentro di me ero molto provato e teso. La squadra è focalizzata su di me e non voglio deludere le aspettative ma questo aumenta la pressione. Sono felice di indossare una maglia storica come quella ciclamino”.

Molta gioia anche per Rohan Dennis che riscatta la cronometro che gli aveva lasciato un po di amaro in bocca: “ieri ero molto deluso e ammetto che oggi non avrei minimamente pensato di conquistare la rosa. Viviani è stato un gentiluomo, al traguardo volante non è andato a tutta e questo mi ha aiutato a conquistare dei secondi decisivi, sono felice che lui abbia poi vinto la tappa. Non so se e quanto riuscirò a tenere la maglia ma ora voglio godermela”.

 

 

Giro d’Italia: il giorno della fuga di Silvan Dillier

Silvan Dillier vince al Giro d’Italia

E’ stata una giornata segnata dalla  lunghissima fuga di un gruppo ristretto quella di oggi al Giro d’Italia. La corsa non fa quasi tempo a partire che, pronti e via, partono all’attaccano Mads Pedersen e Jasper Stuyven (Trek – Segafredo) assieme Lukas Postlberger (Bora – Argon18). I tre, nonostante il forte vento che ha accolto la carovana rosa in Calabria, riescono a guadagnare subito un buon margine sul gruppo principale che è fortemente segnato dalla bagarre.

Al spalle dei fuggitivi si gettano all’inseguimento prima  Enrico Barbin (Bardiani – CSF), Matteo Busato (Wilier – Selle Italia) e Matej Mohoric (UAE Team Emirates), raggiunti da Jasper De Buyst (Lotto Soudal) ma la loro azione ha poca fortuna in quanto dietro il gruppo è molto nervoso. Vanno cosi all’attacco il nostro Simone Andreetta (che abbiamo intervistato qualche giorno prima della partenza) e Silvan Dillier (BMC) che piano piano riescono a guadagnare sia sul gruoppo principale che sui fuggitivi, tanto da raggiungerli.

La squadra del leader della classifica Bob Jungels (Quick-Step Floors) non si interessa di curare i fuggitivi di giornata e il vantaggio di questi si dilata fino a raggiungere quasi i nove minuti (al transito al Traguardo Volante di Mileto). Visto l’immobilismo della squadra belga sono i team dei velocisti a prendere in mano la situazione con Cannondale – Drapac e Wilier – Selle Italia a spingere per limare il ritardo.

I fuggitivi non desistono però e nonostante a dar man forte per gli inseguitori inizino a collaborare anche CCC Sprandi, Astana e Dimension Data il buco non si colma ed allora il tentativo giunge fino in fondo.

La volata finale del gruppetto è da cardiopalma e la  sesta tappa del Giro d’Italia 2017 si conclude con la vittoria di Silvan Dillier che batte per pochi centimetri in una volata ristretta Jasper Stuyven mentre al terzo posto si piazza l’ex maglia rosa Lukas Postlberger (Bora-hansgrohe).