Alaphilippe altra vittoria alla Tirreno – Adriatico

 

Alaphilippe vince sul traguardo di Jesi

Alaphilippe spiazza tutti andando a a tagliare per primo il traguardo di Jesi nella sesta tappa della Tirreno-Adriatico grazie al lavoro della Deceuninck – Quick Step

Alaphilippe vince in volata

Alaphilippe vince in volata

Alaphilippe vince sul traguardo di Jesi nella esta tappa della Tirreno-Adriatico 2019. I bookmakers si attendevano un uomo della Deceuninck–Quick Step ed in particolare il nostro Elia Viviani. Il ciclista transalpino ha invece conquistato la penultima tappa di questa edizione della Corsa dei due Mari sfruttando alla perfezione il lavoro del team.

Subito dopo la partenza si avvantaggiano Ben King della Dimension Data, José Joaquin Rojas della Movistar, Dayer Quintana della Neri Sottoli, Igor Boev della Gazprom Rusvelo, Mirco Maestri della Bardiani Csf, Davide Ballerini della Astana e Gijs Van Hoecke della CCC. Alle spalle dei fuggitivi la Deceuninck – Quick Step controlla per portare Viviani allo sprint.

Quando il gruppo si fa minaccioso gli ultimi a resistere sono Rojas e Ballerini ma ai meno tre chilometri dall’arrivo il gruppo si ricompatta. Peter Sagan si mette al vento troppo presto ed è la Deceuninck a prenedere l’iniziativa, a sorpresa, con Alaphilipp che va a mettere tutti nel sacco, un campanello di allarme per tutti gli avversari in vista della Milano-Sanremo.

Invariata la classifica generale: in attesa della cronometro di domani Adam Yates mantiene un vantaggio di 25″ su Primoz Roglic (Team Junbo – Visma) e 35″ su Jakub Fuglsang (Astana).

 

Elia Viviani festeggia a Foligno

Elia Viviani conquista la tappa di Foligno alla Tirreno

Elia Viviani conquista la tappa di Foligno alla Tirreno-Adriatico battendo allo Sprint Peter Sagan e il colombiano Fernando Gaviria

Elia Viviani (fonte pagina Twitter)

Elia Viviani (fonte pagina Twitter)

Elia Viviani mette la firma sulla frazione della Tirreno-Adriatico con arrivo a Foligno andando a conquistare la sua quarta vittoria stagionale di un 2019 iniziato davvero alla grande per il velocista della  Deceuninck–Quick Step.

Dopo la bella affermazione del francese Julian Alaphilippe ecco arrivare la vittoria del nostro velocista di punta alla Corsa dei due Mari. La frazione odierna viene movimentata da Sebastian Schonberger (Neri-Selle Italia), Natnael Berhane (Cofidis), Alexander Cataford (Israel Cycling Academy), Stepan Kuriyanov (Gazprom-Rusvelo) e il nostro Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF) che arrivano ad un vantaggio massimo di circa quattro minuti.

Il gruppo lascia fare mantenendo il margine sotto controllo, ripresi i fuggitivi di giornata entrano in azione i team delle ruote veloci. C’è battaglia in testa al gruppo con la la Bora – Hansgrohe e la Dimension Data a condurre le operazioni  assieme alla Ag2r La Mondiale.

 

A portare in casa la vittoria è pero, nuovamente, la Deceuninck-Quick Step che pilota alla perfezione Elia Viviani che supera Peter Sagan e va a tagliare il traguardo a braccia levate. Alle spalle del nostro atleta, oltre al citato Sagan, ecco  Fernando Gaviria (UAE Team Emirates), mentre al quarto posto arriva. Giacomo Nizzolo (Dimension Data)

Invariata la classifica generale, con Adam Yates che mantiene il ruolo di maglia azzurra con il medesimo tempo di Brent Bookwalter.

 

Evenepoel l’alba di un campione nel WorldTour

Evenepoel e il debutto tra i “pro”

Evenepoel sembra essere sulla buona strada per il successo dopo il passaggio tra i pro con la maglia della Deceuninck-QuickStep a soli 19 anni

Evenepoel (fonte pagina Facebook)

Evenepoel (fonte pagina Facebook)

Evenepoel è un talento indiscusso, un prospetto a cui tutti guardano e che ha scomodato paragoni decisamente importanti (il nuovo cannibale). Di sicuro quello che ha fatto vedere e quello che potrà fare già nel suo primo anno tra i “pro” pare assolutamente interessante dopo aver fatto girare la testa a molti quando ancora giocava al pallone. A soli 19 anni ha debuttato con la divisa della Deceuninck-QuickStep alla Vuelta a San Juan concludendo al nono posto e portando a casa la maglia verde come miglior under 23.

Evenepoel ha dimostrato di essere più saggio della sua giovane età in uno corsa in cui il team ha dovuto affrontare il caso Keisse (suo compagno di stanza) e difendere ma sua maglia verde.

Remco è stato felice e orgoglioso di mantenere alle sue spalle Gino Mader (Dimension Data) per due secondi classifica riservata agli under 23:

“Quando inizi la tua prima settimana di gare tra i professionisti senza aspettative e poi ottieni una maglia e nona in classifica generale penso ci sia un valido motivo per essere felice – ha dichiarato il giovane belga. -È incredibile vincere una maglia nella mia prima gara da professionista. Dovevo controllare Mader e grazie al team lo abbiamo fatto egregiamente. Nell’ultima tappa abbiamo monitorato gli sprint intermedi per evitare problemi e poi siamo andati all-in per Alvaro Hodeg che purtroppo ha colto solo un secondo posto ma come team abbiamo lavorato alla grande”.

Ora Remco guarda già alla prossima gara, il Tour UAE, dove la Deceuninck-QuickStep probabilmente prenderà di mira gli sprint con Elia Viviani e la cronosquadre della squadra di apertura. Evenepoel sta già dando un occhio agli arrivi in salita in quanto sarà l’uomo di classifica della squadra.

“La pressione e le aspettative non sono un problema per me perché non me ne frega niente. Ho appena iniziato a correre, sono in condizioni ottime e spero di poter migliorare quanto fatto in Argentina” ha dichiarato Remco.

 

 

 

Cadel Evans Race 2019: Elia Viviani batte Caleb Ewan e Daryl Impey

Cadel Evans Race 2019: trionfa Elia Viviani

Cadel Evans Race 2019: Elia Viviani trionfa nella volata precedendo Caleb Ewan e Daryl Impey, per il veronese secondo successo in stagione 

Cadel Evan Race: vince Viviani (AFP/LaPresse)

Cadel Evan Race: vince Viviani (AFP/LaPresse)

Cadel Evans Race 2019, arriva un’altra vittoria per il nostro Elia Viviani che fa suo il secondo appuntamento della stagione ciclistica della terra dei canguri. Elia era uno dei favoriti della vigilia e ha puntualmente rispettato i pronostici. Tanta pressione attorno a Viviani che ha però saputo gestire brillantemente la corsa andando ad imporsi con una volata di assoluta classe conquistando la seconda vittoria della stagione bissando la vittoria nella prima tappa del Santos Tour Down Under.

Nel corso dell’ultimo giro del circuito c’è stato il tentativo di Richie Porte della Trek -Segafredo che ha provato ad anticipare il gruppo ma la sua azione è stata ripresa negli ultimi chilometri. Il gruppo si è quindi diretto verso la volata finale che ha visto il 29enne veronese resistere lungo quattro scalate della Challambra Crescent per poi battere sul lungomare dei Geelong l’australiano Caleb Ewan (Lotto Soudal) il sudafricano Daryl Impey (Mitchelton-Scott), 

Quarta piazza per il sudafricano Ryan Gibbons (Dimension-Data), quinto il belga Jens Debusschere (Katusha-Alpecin). Diego Ulissi (13°) e Alberto Bettiol (19°) gli altri italiani nei primi venti.

Cadel Evans Race 2019: top ten

1. Elia Viviani (ITA) Deceuninck-QuickStep 3:54:35
2. Caleb Ewan (AUS) Lotto Soudal
3. Daryl Impey (RSA) Mitchelton-Scott
4. Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
5. Jens Debusschere (BEL) Katusha-Alpecin
6. Luke Rowe (GBR) Team Sky
7. Michael Mørkøv (DEN) Deceuninck-QuickStep
8. Jay McCarthy (AUS) Bora-Hansgrohe
9. Owain Doull (GBR) Team Sky
10. Luis León Sanchez (SPA) Astana Pro Team

Gilbert obiettivo le cinque classiche monumento

Gilbert vuole vincere tutte e cinque le Monumento

Gilbert fissa il suo obiettivo per il 2019: diventare il quarto ciclista di sempre a conquistare le cinque classiche monumento

Gilbert con la nuova divisa (fonte pagina ufficiale Facebook)

Gilbert con la nuova divisa (fonte pagina ufficiale Facebook)

Gilbert ha fissato il suo obiettivo per la nuova stagione: “strive for five” ossia arrivare a conquistare tutte e cinque le classiche monumento. La Deceuninck-Quick-Step si è riunita a Calpe per la tradizionale presentazione del team e  Philippe Gilbert ha rilanciato il suo proposito, partito dopo la vittoria al Tour of Flanders 2017 volto a completare il “grande slam” delle classiche: “è un obiettivo prestigioso, so che non è facile ottenerlo e so che ci sono alte probabilità di non riuscirci ma questo resta il mio obiettivo”.

Il 2017 ha visto Gilbert vincere il Tour delle Fiandre con una fuga da lontano a cui ha accompagnato il trionfo alla Amstel Gold Race e alla Tre giorni di De Panne. Il 2018, invece, è stato l’anno del suo compagno di squadra Niki Terpstra che ha vinto, tra le altre, il Giro delle Fiandre mentre Gilbert si è dovuto accontentare di un ruolo subordinato.

“Non sono mai stato stoppato da Niki, certo è stato frustrante, non essere in grado di superare la linea con la sensazione di aver fatto tutto il possibile per vincere dovendomi accontentare del podio ma così è stato e lui era semplicemente il più forte” ha dichiarato il belga. Alla Deceuninck-Quick-Step abbiamo una tattica, giochiamo con più leader e questa strategia funziona, la prova è che alcuni team hanno iniziato a copiarci, la  LottoNL-Jumbo, ad esempio, ha copiato la nostra tattica, e così ha provato a fare Lotto Soudal. Certo questa strategia comporta dei rischi, puoi restane anche vittima ma questo è il gioco che vogliamo giocare: il primo anno la tattica mi ha premiato mentre il secondo no”.

Gilbert prenderà di mira la Milano-San Remo e la Parigi-Roubaix in quello che sarà ancora una volta tenendo d’occhio le grandi classiche primaverili nel 2019.

Inizierà quindi la stagione con il Tour de Provence, prima di dirigersi verso i “ciottoli” del Belgio prendendo parte, per la prima volta, anche alla Omloop Het Nieuwsblad all’inizio di marzo. Tornerà quindi a gareggiare alla Parigi-Nizza (lo scorso anno aveva optato per la Tirreno-Adriatico) per poi correre la Milano-Sanremo.

Alla classicissima avrà man forte da Elia Viviani che si giocherà le sue carte in caso di arrivo allo sprint e da Julian Alaphilippe che potrebbe giocarsi le sue carte sul Poggio.

“Non sono più un ragazzino ma c’è sempre da imparare: l’anno scorso ho imparato che devi sempre aver con te una borraccia, anche quando non ne hai bisogno, perché sul pavè possono uscire dal porta-borraccia lasciandoti a secco” ha dichiarato con umiltà Philippe.

Oltre alle Classiche, i principali obiettivi di Gilbert  saranno il Tour de France con la partenza dal Belgio che rende ancor più golosa la corsa francese oltre ai campionati mondiali nello Yorkshire che potrebbe essere una opportunità per bissare il successo di Valkenburg nel 2012.

Alla presentazione del team Gilbert ha parlato del suo futuro:

“tutto sta a Patrick Lefevere e ai risultati dei prossimi mesi, ammetto che mi piacerebbe trovare un accordo con il team per la prossima stagione. Sono fortunato ad essere pagato per la mia passione. Ci sono persone che trascorrono 50 anni facendo un lavoro che non gli piace, non necessariamente guadagnando molto denaro e quindi indipendentemente da tutto noi ciclisti siamo una categoria che non può lamentarsi”.

Ranking UCI 2018: Alejandro Valverde chiude al comando

Ranking UCI 2018: Valverde primo, davanti a Simon Yates e il nostro Viviani terzo. Italia sul podio per Nazioni

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018: Valverde chiude primo

Ranking UCI 2018 presenta la classifica definitiva dopo la conclusione dell’ultima prova del World Tour, il Tour of Guangxi. Il ranking definitivo di questo 2018 premia la continuità del fresco Campione del Mondo Alejandro Valverde.

Il forte corridore spagnolo ha chiuso la stagione con 4168 punti precedendo di oltre mille punti il secondo uomo in classifica, il britannico Simon Yates (3160) vincitore della Vuelta di Spagna e il nostro Elia Viviani (3106) che ha fatto la voce grossa in quasi tutte le volate

Peter Sagan ha dovuto salutare la sua seconda pelle (la maglia iridata) e si è dovuto accontentare della quarta posizione nella classifica mondiale 2018 davanti a Julian Alaphilippe che precede il vincitore del Tour de France Geraint Thomas.

A completare la top ten del Ranking UCI 2018 ecco il belga Greg Van Avermaet, l’olandese Tom Dumoulin (forte dei due secondi posti a Giro e Tour), il belga Tim Wellens e il francese Romain Bardet. Il secondo miglior atleta tricolore è Sonny Colbrelli (22esimo) mentre Vincenzo Nibali pur avendo trionfato alla Milano-Sanremo si deve accontentare della 45esima piazza pagando lo sfortunato ritiro al Tour e la conseguente Vuelta corsa sottotono

Fabio Aru chiude il suo Annus Horribilis al 153esimo posto senza essere mai riuscito a graffiare.

L’Italia si riappropria all’ultimo del podio nella classifica per Nazioni grazie alla vittoria al Tour of Guangxi di Gianni Moscon sorpassando la Spagna nella classifica che ha visto trionfare il Belgio davanti alla Francia

Ranking UCI 2018 Top Ten:

  1. Alejandro Valverde (Spagna) 4168
  2. Simon Yates (Gran Bretagna) 3160
  3. Elia Viviani (Italia) 3106
  4. Peter Sagan (Slovacchia) 3092
  5. Julian Alaphilippe (Francia) 2991,12
  6. Geraint Thomas (Gran Bretagna) 2777,25
  7. Greg Van Avermaet (Belgio) 2744,47
  8. Tom Dumoulin (Olanda) 2693,86
  9. Tim Wellens (Belgio) 2663
  10. Romain Bardet (Francia) 2545

Ranking UCI 2018 classifica degli italiani

  1. Elia Viviani 3106
  2. Sonny Colbrelli 1732,8
  3. Domenico Pozzovivo 1492
  4. Gianni Moscon 1451,82
  5. Diego Ulissi 1237
  6. Vincenzo Nibali 1172
  7. Andrea Pasqualon 1006
  8. Damiano Caruso 945,14

Ranking UCI 2018 Elia Viviani il più vincente al Mondo

Elia Viviani è il ciclista più vincente del 2018 avendo alzato le braccia al cielo per 18 volte nel corso della stagione alle sue spalle Dylan Groenewegen e Alejandro Valverde con 14 trionfi. Il campione della Quick-Step Floors ha dimostrato una grandissima continuità imponendosi sin dalle prima corse del calendario World Tour 2018 (terza tappa del Tour Down Under). Elia si è imposto anche al Dubai Tour (con classifica generale) e all’Abu Dhabi Tour. In primavera ecco trionfo alla Brugge-De Panne e ben quattro successi di tappa al Giro.

Poi ecco ben tre tappe conquistate alla Adriatica Ionica Race, il Campionato Italiano a Darfo Boario e la Classica di Amburgo per chiudere con altre tre frazioni della Vuelta di Spagna.

QuickStep Floors perde Gaviria e Mas?

QuickStep Floors in crisi, Gaviria e Mas sul piede di partenza?

QuickStep Floors in crisi, dopo Terpstra e Schachmann, rischia di perdere anche Fernando Gaviria e Enric Mas

QuickStep Floors

QuickStep Floors

QuickStep Floors in crisi? Pare strano se consideriamo che stiamo parlando del team più vincente del 2018 eppure questa è la triste verità.

In sostanza la questione è: la QuickStep Floors, non ha uno sponsor per la prossima stagione o, meglio QuickStep continua a restare sponsor ma con un apporto economico ridotto e il team manager Patrick Lefevere non ha ancora trovato una nuova azienda pronta a subentrare come sponsor principale.

La formazione belga, per abbassare il monte stipendi, ha già aperto le porte per far uscire Niki Terpstra si è accasato a sorpresa alla Direct Energie e il tedesco Maximilian Schachmann trasferitosi alla Bora Hansgrohe.

Il nome del giorno, invece, è uno di quelli che deflagra sul ciclomercato e lascia il segno: Fernando Gaviria. Le difficoltà di budget del team aggiunte agli exploit del nostro Elia Viviani hanno portato ad aprire una pista sorprendente: il velocista colombiano potrebbe cambiare divisa.

Secondo i rumors di mercarto, Gaviria potrebbe accasarsi alla UAE Emirates, pronta ad offrirgli un ingaggio attorno ai 2 milioni di euro

Secondo indiscrezioni anche l’astro nascente Enric Mas potrebbe lasciare la compagine belga per accasarsi all’Astana  alla ricerca di un leader per le corse a tappe.

Viviani batte tutti ed è bis alla Vuelta

Viviani batte tutti alla Vuelta Espana e ottiene il bis

Viviani batte tutti nella decima tappa della Vuelta Espana anticipando il campione del mondo Pater Sagan

Viviani batte tutti

Viviani batte tutti

Viviani batte tutti, batte Peter Sagan e ottiene uno splendido bis alla Vuelta Espana 2018. La corsa iberica non è certo adatta alla ruote veloci complice un percorso spesso poco decifrabili ma oggi il pronostico viene rispettato e l’arrivo è per velocisti.

Dopo la salitona di La Covatilla la tappa fa gola a tutte le squadre dei velocisti che lavorano forte sin dalla mattina.

Quick Step Floors, Bora – Hansgrohe e Trek – Segafredo, pur lasciando andare via la fuga a due con  Tiago Machado (Katusha Alpecin) e Jesus Ezquerra (Burgos-BH), colallaborano seriamente per permettere al plotone di giocarsi la vittoria allo sprint.

Sull’unico Gran Premio della Montagna di giornata la Movistar vuole saggiare la gamba in vista delle future salite così si vedono Nairo Quintana ed Alejandro Valverde pedala costantemente nelle posizioni di testa. Dopo il GPM prova ad allungare Diego Rubio (Burgos BH) ma la Quick Step Floor a chiudere sullo spagnolo ai meno nove.

Il lavoro del team non può che essere da stimolo per Elia Viviani che,  dopo il successo ottenuto nella terza tappa, si dimostra ancora una volta il più forte del gruppo anticipando Sagan e Giacomo Nizzolo (Trek – Segafredo).

Non cambia la maglia di leader della generale che resta ancora sulle spalle di Simon Yates con un secondo di vantaggio su Valverde.

Assolutamente raggiante Elia al traguardo:

“Sono in ottima forma e oggi il team ha lavorato alla grande controllando la tappa. Sapevamo che la Bora voleva vincere con Sagan visto la presenza di quella salita ai meno 5 km. Noi siamo stati bravi a gestire il finale, sono orgoglioso dei miei compagni. Dove posso arrivare? Non lo so ma vorrei provare a ottenere quattro vittorie come ho fatto al Giro”.

 

 

Filippo Ganna verso la firma con il Team Sky

Filippo Ganna verso il cambio di squadra

Filippo Ganna verso la firma con il team britannico lascia la UAE Emirates con l’obiettivo di crescere nelle prove in pista in vista di Tokyo 2020

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso la  firma del contratto con il Team Sky. La notizia non è ancora stata ufficializzata dalle parti ma le voci ormai sono troppe per essere solo voci tant’è che è apparso qualche giorno fa un articolo su La Gazzetta dello Sport che ne dava per certa la soluzione positiva.

Il due volte Campione del Mondo dell’inseguimento individuale vestirà dunque i colori della corazzata inglese in cui militano Chris Froome e Geraint Thomas fresco vincitore del Tour de France.

Se appare ormai chiaro che il forte e talentuoso 22enne abbia firmato per la Sky, è importante capire quali sono le opportunità che si aprono per l’atleta italiano. Secondo indiscrezioni è stato predisposto un piano di crescita e di “formazione”. Filippo Ganna si è più volte confrontato con il suo manager Giovanni Lombardi e insieme hanno studiato gli obiettivi dei prossimi anni: cercare di conquistare l’oro col quartetto alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e il Mondiale a cronometro.

Ganna sembra voler seguire la parabola già vista con Elia Viviani che  tra il 2015 e il 2017 ha indossato la maglia della Sky andando poi a conquistare  l’oro nell’omnium alle Olimpiadi di Rio 2016. Il passaggio al Team Sky consentirebbe a Ganna di poter utilizzare biciclette Pinarello che sono utilizzate anche dal quartetto nazionale.

Il Team Sky probabilmente il team più importante (e discusso) del World Tour con grandissimo potenziale economico e di fascino. Secondo alcune voci Brailsford ha adocchiato Filippo già da under 23 per la squadra ‘development’ ma Ganna aveva già siglato un accordo con la Lampre diventata poi UAE.

Pare siano stati in tanti i team ad avanzare una proposta al giovane campione tra cui la Quick Step Floors, la BMC (che cambierà denominazione in CCC)  ma i britannici hanno anticipato i tempi e già da qualche mese, pare, siglato un preaccordo.

 

Italia d’oro nell’inseguimento a squadre maschile

Italia d’oro nell’inseguimento uomini, le donne d’argento

Italia d’oro nell’inseguimento uomini grazie al quartetto Viviani, Lamon, Ganna e Scartezzini che hanno battuto la Svizzera bene anche le donne che conquistano l’argento

Italia d'oro nell'inseguimento

Italia d’oro nell’inseguimento

Italia d’oro nell’inseguimento a squadre maschile e argento in quello femminileViviani, Lamon, Ganna e Scartezzini hanno superato  la Svizzera aggiudicandosi così la medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre, prima medaglia per la spedizione tricolore ai Campionati Europei in svolgimento a Glasgow (Scozia).

Italia d’oro cantava il grande Pierangelo Bertoli e sono stati davvero super i nostri 4 moschettieri  Michele Scartezzini, Filippo Ganna, Francesco Lamon ed Elia Viviani che hanno sfidato (e schiantato) i colleghi elvetici nella finale per la medaglia “pesante”.

3’55”401 contro il 3’59”708 e il verdetto è stato inappellabile, dopo aver eliminato i padroni di casa della Gran Bretagna in semifinale, i nostri ragazzi hanno letteralmente spazzato via il quartetto svizzero andando a conquistare il tetto d’Europa dopo aver portato a casa il bronzo nell’edizione 2017. Ottima la prova di Scarzettini, che ha sostituitoLiam Bertazzo solo per l’ultimo atto, quello conclusivo, della prova dell’inseguimento a squadre.

Italia d’Argento tra le donne

Soddisfazioni arrivano anche in campo femminile dove Elisa Balsamo, Marta Cavalli, Letizia Paternoster e Silvia Valsecchi sono arrivate a giocarsi l’oro. Le ragazze del CT Dino Savoldi si sono dovute inchinare alle colleghe della Gran Bretagna ma hanno assolutamente gareggiato alla pari nei primi tre chilometri conquistando anche del vantaggio nei primi due chilometri. Nel finale le azzurre si sono un po disunite e hanno chiuso con il tempo di 4’25”384 contro il 4’16”896 della avversarie.

Questo argento certifica la crescita esponenziale del movimento rosa su pista che, in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020, può contare su atlete giovanissime e futuribili come Letizia Paternoster (appena 19 anni) ed Elisa Balsamo (20 anni).

Nello scratch, Rachele Barbieri, campionessa del mondo nel 2017, è quarta: oro all’olandese Kirsten Wild, argento alla britannica Emily Kay e bronzo alla belga Jolien D’Hoore.

Italia d’oro anche senza velodromo

Risultati assolutamente incredibili già di per se e che diventano superlativi se pensiamo che i nostri atleti non possono contare su un velodromo indoor utilizzabile per allenarsi. Dopo i problemi legati alle infiltrazioni al Velodromo di Montichiari la situazione è andata peggiorando tanto da portare alla chiusura della struttura per problemi legati all’anticendio. Coni ha deciso di stanziare un finanziamento di 1,8 milioni di euro necessari ad effettuare i lavori di riparazione ed è stata approvata dalla a Federazione Ciclistica Italiana la realizzazione del nuovo Velodromo di Spresiano.

Nel frattempo i nostri ragazzi e ragazze sono dunque dovuti diventare degli “atleti nomadi” in cerca di un velodromo che li potesse ospitare. Forse ragazzi così seri e bravi come Elia Viviani (oro olimpico), Filippo Ganna (due volte oro mondiale) e gli altri uomini azzurri, senza dimenticare il patrimonio unico che rappresentano le nostre giovani ragazze meriterebbero qualche investimento e, sopratutto, certezze in più.