QuickStep Floors perde Gaviria e Mas?

QuickStep Floors in crisi, Gaviria e Mas sul piede di partenza?

QuickStep Floors in crisi, dopo Terpstra e Schachmann, rischia di perdere anche Fernando Gaviria e Enric Mas

QuickStep Floors

QuickStep Floors

QuickStep Floors in crisi? Pare strano se consideriamo che stiamo parlando del team più vincente del 2018 eppure questa è la triste verità.

In sostanza la questione è: la QuickStep Floors, non ha uno sponsor per la prossima stagione o, meglio QuickStep continua a restare sponsor ma con un apporto economico ridotto e il team manager Patrick Lefevere non ha ancora trovato una nuova azienda pronta a subentrare come sponsor principale.

La formazione belga, per abbassare il monte stipendi, ha già aperto le porte per far uscire Niki Terpstra si è accasato a sorpresa alla Direct Energie e il tedesco Maximilian Schachmann trasferitosi alla Bora Hansgrohe.

Il nome del giorno, invece, è uno di quelli che deflagra sul ciclomercato e lascia il segno: Fernando Gaviria. Le difficoltà di budget del team aggiunte agli exploit del nostro Elia Viviani hanno portato ad aprire una pista sorprendente: il velocista colombiano potrebbe cambiare divisa.

Secondo i rumors di mercarto, Gaviria potrebbe accasarsi alla UAE Emirates, pronta ad offrirgli un ingaggio attorno ai 2 milioni di euro

Secondo indiscrezioni anche l’astro nascente Enric Mas potrebbe lasciare la compagine belga per accasarsi all’Astana  alla ricerca di un leader per le corse a tappe.

Viviani batte tutti ed è bis alla Vuelta

Viviani batte tutti alla Vuelta Espana e ottiene il bis

Viviani batte tutti nella decima tappa della Vuelta Espana anticipando il campione del mondo Pater Sagan

Viviani batte tutti

Viviani batte tutti

Viviani batte tutti, batte Peter Sagan e ottiene uno splendido bis alla Vuelta Espana 2018. La corsa iberica non è certo adatta alla ruote veloci complice un percorso spesso poco decifrabili ma oggi il pronostico viene rispettato e l’arrivo è per velocisti.

Dopo la salitona di La Covatilla la tappa fa gola a tutte le squadre dei velocisti che lavorano forte sin dalla mattina.

Quick Step Floors, Bora – Hansgrohe e Trek – Segafredo, pur lasciando andare via la fuga a due con  Tiago Machado (Katusha Alpecin) e Jesus Ezquerra (Burgos-BH), colallaborano seriamente per permettere al plotone di giocarsi la vittoria allo sprint.

Sull’unico Gran Premio della Montagna di giornata la Movistar vuole saggiare la gamba in vista delle future salite così si vedono Nairo Quintana ed Alejandro Valverde pedala costantemente nelle posizioni di testa. Dopo il GPM prova ad allungare Diego Rubio (Burgos BH) ma la Quick Step Floor a chiudere sullo spagnolo ai meno nove.

Il lavoro del team non può che essere da stimolo per Elia Viviani che,  dopo il successo ottenuto nella terza tappa, si dimostra ancora una volta il più forte del gruppo anticipando Sagan e Giacomo Nizzolo (Trek – Segafredo).

Non cambia la maglia di leader della generale che resta ancora sulle spalle di Simon Yates con un secondo di vantaggio su Valverde.

Assolutamente raggiante Elia al traguardo:

“Sono in ottima forma e oggi il team ha lavorato alla grande controllando la tappa. Sapevamo che la Bora voleva vincere con Sagan visto la presenza di quella salita ai meno 5 km. Noi siamo stati bravi a gestire il finale, sono orgoglioso dei miei compagni. Dove posso arrivare? Non lo so ma vorrei provare a ottenere quattro vittorie come ho fatto al Giro”.

 

 

Filippo Ganna verso la firma con il Team Sky

Filippo Ganna verso il cambio di squadra

Filippo Ganna verso la firma con il team britannico lascia la UAE Emirates con l’obiettivo di crescere nelle prove in pista in vista di Tokyo 2020

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso il Team Sky

Filippo Ganna verso la  firma del contratto con il Team Sky. La notizia non è ancora stata ufficializzata dalle parti ma le voci ormai sono troppe per essere solo voci tant’è che è apparso qualche giorno fa un articolo su La Gazzetta dello Sport che ne dava per certa la soluzione positiva.

Il due volte Campione del Mondo dell’inseguimento individuale vestirà dunque i colori della corazzata inglese in cui militano Chris Froome e Geraint Thomas fresco vincitore del Tour de France.

Se appare ormai chiaro che il forte e talentuoso 22enne abbia firmato per la Sky, è importante capire quali sono le opportunità che si aprono per l’atleta italiano. Secondo indiscrezioni è stato predisposto un piano di crescita e di “formazione”. Filippo Ganna si è più volte confrontato con il suo manager Giovanni Lombardi e insieme hanno studiato gli obiettivi dei prossimi anni: cercare di conquistare l’oro col quartetto alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e il Mondiale a cronometro.

Ganna sembra voler seguire la parabola già vista con Elia Viviani che  tra il 2015 e il 2017 ha indossato la maglia della Sky andando poi a conquistare  l’oro nell’omnium alle Olimpiadi di Rio 2016. Il passaggio al Team Sky consentirebbe a Ganna di poter utilizzare biciclette Pinarello che sono utilizzate anche dal quartetto nazionale.

Il Team Sky probabilmente il team più importante (e discusso) del World Tour con grandissimo potenziale economico e di fascino. Secondo alcune voci Brailsford ha adocchiato Filippo già da under 23 per la squadra ‘development’ ma Ganna aveva già siglato un accordo con la Lampre diventata poi UAE.

Pare siano stati in tanti i team ad avanzare una proposta al giovane campione tra cui la Quick Step Floors, la BMC (che cambierà denominazione in CCC)  ma i britannici hanno anticipato i tempi e già da qualche mese, pare, siglato un preaccordo.

 

Italia d’oro nell’inseguimento a squadre maschile

Italia d’oro nell’inseguimento uomini, le donne d’argento

Italia d’oro nell’inseguimento uomini grazie al quartetto Viviani, Lamon, Ganna e Scartezzini che hanno battuto la Svizzera bene anche le donne che conquistano l’argento

Italia d'oro nell'inseguimento

Italia d’oro nell’inseguimento

Italia d’oro nell’inseguimento a squadre maschile e argento in quello femminileViviani, Lamon, Ganna e Scartezzini hanno superato  la Svizzera aggiudicandosi così la medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre, prima medaglia per la spedizione tricolore ai Campionati Europei in svolgimento a Glasgow (Scozia).

Italia d’oro cantava il grande Pierangelo Bertoli e sono stati davvero super i nostri 4 moschettieri  Michele Scartezzini, Filippo Ganna, Francesco Lamon ed Elia Viviani che hanno sfidato (e schiantato) i colleghi elvetici nella finale per la medaglia “pesante”.

3’55”401 contro il 3’59”708 e il verdetto è stato inappellabile, dopo aver eliminato i padroni di casa della Gran Bretagna in semifinale, i nostri ragazzi hanno letteralmente spazzato via il quartetto svizzero andando a conquistare il tetto d’Europa dopo aver portato a casa il bronzo nell’edizione 2017. Ottima la prova di Scarzettini, che ha sostituitoLiam Bertazzo solo per l’ultimo atto, quello conclusivo, della prova dell’inseguimento a squadre.

Italia d’Argento tra le donne

Soddisfazioni arrivano anche in campo femminile dove Elisa Balsamo, Marta Cavalli, Letizia Paternoster e Silvia Valsecchi sono arrivate a giocarsi l’oro. Le ragazze del CT Dino Savoldi si sono dovute inchinare alle colleghe della Gran Bretagna ma hanno assolutamente gareggiato alla pari nei primi tre chilometri conquistando anche del vantaggio nei primi due chilometri. Nel finale le azzurre si sono un po disunite e hanno chiuso con il tempo di 4’25”384 contro il 4’16”896 della avversarie.

Questo argento certifica la crescita esponenziale del movimento rosa su pista che, in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020, può contare su atlete giovanissime e futuribili come Letizia Paternoster (appena 19 anni) ed Elisa Balsamo (20 anni).

Nello scratch, Rachele Barbieri, campionessa del mondo nel 2017, è quarta: oro all’olandese Kirsten Wild, argento alla britannica Emily Kay e bronzo alla belga Jolien D’Hoore.

Italia d’oro anche senza velodromo

Risultati assolutamente incredibili già di per se e che diventano superlativi se pensiamo che i nostri atleti non possono contare su un velodromo indoor utilizzabile per allenarsi. Dopo i problemi legati alle infiltrazioni al Velodromo di Montichiari la situazione è andata peggiorando tanto da portare alla chiusura della struttura per problemi legati all’anticendio. Coni ha deciso di stanziare un finanziamento di 1,8 milioni di euro necessari ad effettuare i lavori di riparazione ed è stata approvata dalla a Federazione Ciclistica Italiana la realizzazione del nuovo Velodromo di Spresiano.

Nel frattempo i nostri ragazzi e ragazze sono dunque dovuti diventare degli “atleti nomadi” in cerca di un velodromo che li potesse ospitare. Forse ragazzi così seri e bravi come Elia Viviani (oro olimpico), Filippo Ganna (due volte oro mondiale) e gli altri uomini azzurri, senza dimenticare il patrimonio unico che rappresentano le nostre giovani ragazze meriterebbero qualche investimento e, sopratutto, certezze in più.

 

Viviani inarrestabile: poker al Giro

Viviani inarrestabile conquista il quarto successo al Giro

Viviani inarrestabile sulle strade del Giro conquista uno storico poker che ripaga il velocista della Quick Step di tanti sacrifici

Viviani Inarrestabile

Viviani Inarrestabile (fonte sito Ansa)

Viviani inarrestabile, punto! Non c’è molto da aggiungere quando un ciclista completa un poker di vittorie in una grande corsa a tappe. Lo scorso anno ci riuscì Fernando Gaviria colombiano che lo scorso anno indossava la maglia del team di Elia.

L’arrivo ad Iseo premia il veronese che batte tutti in primis Sam Bennett (Bora – Hansgrohe). La tappa si presta anche alla fuga a lunga gittata in una frazione che può rappresentare l’ultima speranza per chi cerca il colpo di mano per ottenere un successo parziale.

Dopo la partenza da Riva del Garda cominciano a susseguirsi i tentativi di allungo da parte di molti corridori ma tutti vengono stoppati sul nascere. La fuga buona vede protagonisti Wout Poels (Team Sky), Ben Hermans (Israel Cycling Academy), Alessandro De Marchi (Bmc) oltre a Luis Leon Sanchez (Astana). Sui fuggitivi provano, senza fortuna, a portarsi alcuni uomini della Bardiani.

Nel finale il tracciato si bagna e da dietro il gruppo (che già era in controllo) accelera per scongiurare colpi a sorpresa. Provano ad allungare Stybar e Henao. Quando tutto porta a pensare che sarà fuga ecco che ci prova Maurits Lammertink (Katusha – Alpecin)che viene ripreso quando al traguardo mancano soltanto due chilometri: ora si sarà volata.

Sam Benett prova ad anticipare tutti ma non ha fatto i conti con lo splendido lavoro di  Fabio Sabatini che aiuta Elia Viviani a conquistare un incredibile poker. Terza piazza per un altro atleta tricolore: Niccolò Bonifazio.

Simon Yates mantiene il suo vantaggio su Tom Dumoulin (Sunweb) e da domani inizia il trittico da paura delle tappone di montagna, si andrà a Prato Nevoso e nessuno potrà bluffare.

 

Tripletta Viviani a Nervesa della Battaglia

Tripletta Viviani al Giro d’Italia 2018

Tripletta Viviani nella tredicesima tappa del  Giro d’Italia 2018 con arrivo a Nervesa della Battaglia. Invariata la classifica generale comandata da Simon Yates

Tripletta Viviani

Tripletta Viviani

Tripletta Viviani nella tredicesima tappa del #Giro101 che parte da Ferrara per giungere a Nervesa della Battaglia, in ricordo delle battaglie del Piave e dei cento anni dalla conclusione del primo conflitto mondiale.

Il veneto da sempre fucina di talenti del ciclismo tricolore è una certezza quando c’è un passaggio del Giro: organizzazione prefetta e pubblico numeroso e festante ai bordi delle strade. La tappa è caratterizzata dalla fuga di cinque elementi: Marco Marcato (UAE Team Emirates), Eugert Zhupa (Wilier Selle Italia),  Alessandro Tonelli (Bardiani Csf), Markel Irizar (Trek Segafredo) e Andrea Vendrame (Androni Sidermec).

Il gruppo controlla i fuggitivi di giornata, c’è voglia di arrivo in volata prima delle terribili fatiche del weekend. Il vantaggio dei fuggiaschi ai piedi della salita “mondiale” del Montello è inferiore al minuto, l’andatura sale e nessuno tenta di allungare e il gruppo, quasi naturalmente, rientra sui battistrada compattandosi in vista dell’arrivo.

Nell’ultimo chilometro, Marco Coledan della Wilier Triestina-Selle Italia prova a prendere tutti di sorpresa con una bella azione che però viene ripresa ai meno 200 metri dalla linea d’arrivo. Nello sprint a trionfare è il “solito” Elia Viviani che porta a tre il proprio record di vittorie alla corsa rosa anticipando Giro Sam Bennett (Bora – Hansgrohe) e allungando nuovamente nella classifica a punti. La terza piazza va al corridore della Lotto-NL-Jumbo, Danny Van Poppel mentre quarto si piazza il nostro Sacha Modolo.

Dopo il traguardo Elia Viviani ha letteralmente gettato a terra la bicicletta per correre a festeggiare con il proprio massaggiatore, una polemica contro le tante critiche che sono piovute sulla testa del veronese in questi ultimi giorni.

Un po deluso l’enfat du pays Coledan che savanti al pubblico di casa voleva togliersi una soddisfazione: “oggi ci tenevo particolarmente, abito molto vicino e volevo regalare una gioia a chi mi vuole bene, ci ho provato ma c’erano 200 metri di troppo”. Di tutt’altro umore Elia Viviani che torna alla vittoria: “Sono felice per me e per la squadra, negli ultimi giorni ho sofferto molto. Nello sport ci sono momenti positivi e negativi ma non volevo perdere la maglia ciclamino per nessuna ragione. La mia esultanza a fine gara? In tanti mi avevano già dato per finito mentre io e il team abbiamo lavorato sempre duramente”.

 

In generale nulla cambia con Simon Yates che continua a mantenere la maglia rosa quando davanti al gruppo si presenta il terribile Zoncolan.

 

 

Ciclismo a Verona 2007-2016 recensione del libro

Ciclismo a Verona 2007-2016 la nostra recensione

Ciclismo a Verona 2007-2016 volume della Collana Storica dello Sport veronese dalla medaglia di Elia Viviani al mondo dell’handbike

Ciclismo a Verona 2007-2016

Ciclismo a Verona 2007-2016

Ciclismo a Verona 2007-2016 è il nono volume della Collana storica dello sport veronese ed il terzo dedicato specificatamente al mondo del ciclismo. Scritto da Renzo Puliero ed edito da Scripta con il prestigioso patrocinio del Comune di Verona il volume ripercorre 10 intensi anni di sport delle due ruote nel Veronese.

Il decennio preso in considerazione dell’opera (con una digressione anche sul 2017) è stato sicuramente carico di soddisfazione per il movimento ciclistico veronese.

Ne è scaturito un volume assolutamente ricco di curiosità e di aneddoti corredato da una importante galleria di oltre 150 fotografie uscite, per la maggioranza, dagli scatti di Battista Cailotto, già consigliere nazionale della Federciclismo ed ora abile fotografo del ciclismo contemporaneo.

Sono stati tanti gli atleti del veronese che si sono messi in luce negli ultimi due lustri, dal già citato Viviani al “Piccolo principe” Damiano Cunego passando per Andrea Guardini e l’highlander Davide Rebellin. Il volume non tratta solo di professionisti ma anche di esordienti, ciclocross fino ad arrivare alla handbike.

Il libro, di 480 pagine, è in vendita al prezzo di 14 euro nelle librerie di tutta Italia, presso il comitato provinciale di Verona della Federciclismo e in tantissimi store online.

Ciclismo a Verona 2007-2016: Renzo Puliero

Autore del volume è Renzo Puliero, noto giornalista Veronese già collaboratore per testate di prestigio quali “Il Gazzettino”, “Corriere dello Sport” e “Ansa” e che dal 1982 al 2009 ha lavorato per L’Arena. Puliero è stato autore già di altri due importanti volumi sulla storia del ciclismo veronese.

Nella sua carriera giornalistica ha seguito calcio, atletica, rugby, pallavolo, basket oltre che, appunto, ciclismo sport per il quale nutre una particolare passione.

Zicke Zacke Hoi Hoi Hoi festa per la Bora

Zicke Zacke Hoi Hoi Hoi, OKtoberfest? No, Praia a Mare

Zicke Zacke Hoi Hoi Hoi, tipico canto da Oktoberfest è stato l’urlo con cui i corridori della Bora Hansgrohe hanno festeggiato la vittoria di Sam Bennett a Praia a Mare

Zicke Zacke Hoi Hoi Hoi: Festa in casa Bora

Zicke Zacke Hoi Hoi Hoi: Festa in casa Bora

Zicke Zacke Hoi Hoi Hoi! Tipico canto che si alza in Baviera durante la festa più nota al mondo: la Oktoberfest. Questa volta però non si parla di birra e wurstel ma dei festeggiamenti nella decisamente più calorosa Praia a Mare nel quartier generale della Bora Hansgrohe per festeggiare la vittoria dell’irlandese Sam Bennett.

La tappa di ieri stava per finire, per la terza volta, nelle mani di Elia Viviani ma Sam è stato scaltro e fortunato nel rubare cm all’italiano fino a superarlo sul fil di lana. Immaginabile la gioia per la compagine tedesca che è presente al Giro 101 con l’obiettivo di conquistare tappe.

Oltre alla gioia del team tedesco c’è una nazione intera, l’Irlanda, che festeggia il ritorno alla vittoria in una tappa del Giro d’Italia che mancava dal 1987 quando ad imporsi fu sua maesta Stephen Roche nella tappa con arrivo a Saint Vincent. Una vittoria del genere val bene, dunque, una festa speciale e allora bicchieri in alto, urla di gioia e il pittoresco “Zicke Zacke Hoi Hoi Hoi” che risuona come in una birreria di Monaco di Baviera.

 

Zicke Zacke Hoi Hoi Hoi cos’è?

Zicke Zacke Hoi Hoi Hoi è un tipico canto popolare tedesco che viene “lanciato” da un leader del gruppo che chiama: Zicke Zicke Bitch! e il gruppo risponde: Hoi hoi hoi! Secondo la tradizione questo canto era già noto in Prussia. Tipicamente usato durante la Oktoberfest di Monaco di Baviera è il tipico canto che incita alla bevuta. E’ stato utilizzato anche nella serie TV americana The Man Show con Jimmy Kimmel e Adam Carolla storpiandone la pronuncia in  “ziggy socky ziggy socky hoy hoy hoy!”

Bennett beffa Viviani a Praia a Mare

Bennett beffa Viviani nella settima tappa del Giro

Bennett beffa Viviani nella volata di Praia a Mare, non cambia la classifica generale: Simon Yates resta in rosa davanti a Tom Dumoulin

Bennett beffa Viviani

Bennett beffa Viviani

Bennett beffa Viviani a Praia a Mare, l’irlandese beffa la maglia ciclamino che già pregustava il tris al Giro d’Italia 2018. Tappa decisamente priva di asperità e, al pari con la passerella di Roma, completamente priva di Gran Premi della Montagna. Solo un strappetto posto a poco dall’arrivo movimenta il tracciato ma il gruppo a quel punto sarà compatto e lanciato tanto da nemmeno accorgersi dell’asperità. Assente alla partenza il corridore della Wilier Triestina-Selle Italia Edoardo Zardini infortunatosi alla clavicola nella salita dell’Etna.

Sono tre gli uomini che movimentano la tappa:  Davide Ballerini della Androni Sidermec, lo spagnolo Markel Irizar della Trek Segafredo e il russo Maxim Belkov della Katusha Alpecin amanti delle fughe da lontano. Molto attivo Ballerini che ha come obiettivo quello di portare a cara i traguardi volanti per fare punti per la speciale classifica (primo a Guardia Piemontese Marina e secondo a Santa Maria del Cedro dietro Belkov).

I tre stanno per molto tempo davanti ma il gruppo alle spalle dei fuggitivi controlla in scioltezza l’azione. Completato il ricongiungimento ecco che tutto è pronto per la volatona di gruppo, chi prova a sparigliare i piani è Sacha Modolo, leader di una EF Drapac che prova ad anticipare tutti prima della flamme rouge. Il trevigiano viene però anticipato a 50 metri dall’arrivo dal nostro Elia Viviani che pare involtarsi, appunto, verso il tris. Quando tutto sembra deciso ecco però sbucare Sam Bennett che con un guizzo brillante va a conquistare la sua priva vittoria in una corsa a tappe di tre settimane.

Completa il podio Niccolò Bonifazio della Bahrain – Merida mentre deve accontentarsi del quarto posto Modolo, sesta piazza per Jakub Mareczko. Tutto invariato in  classifica generale alla vigilia di un intenso weekend sugli Appennini: Simon Yates mantiene la maglia rosa davanti a Tom Dumoulin ed Esteban Chaves.

 

Agnese Romelli lotta per la vita

Agnese Romelli sta correndo la gara più importnate

Agnese Romelli, vittima di un terribile incidente, sta lottando al Niguarda di Milano. Il mondo del ciclismo è vicino alla ragazza.

Agnese Romelli ed Elia Viviani

Agnese Romelli ed Elia Viviani

Agnese Romelli diciassettenne di Vilminore di Scalve è rimasta vittima di un terribile incidente a Parre, nel pomeriggio di mercoledì. Inizialmente sulle cronache non era apparso il nome della ragazze e volontariamente abbiamo omesso la notizia, poi i genitori hanno autorizzato la stampa a diffondere notizie.

Le condizioni della ragazza sono sembrate subito gravissime, Agnese è caduta al suolo e la situazione è apparsa agli occhi dei soccorritori come drammatica, la ragazza ha perso conoscenza, è stata intubata ed è stata trasportata all’Ospedale di Piario con l’elicottero del 118, che l’ha poi trasferita d’urgenza all’Ospedale Niguarda di Milano dove sono naturalmente accordi anche i genitori.

La ragazza è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico: i medici hanno dovuto amputarle un braccio. Alle 9 di ieri, dopo tre ore, era ancora in sala operatoria.

 Agnese è uscita quel maledetto pomeriggio sotto l’acqua, quando hai il ciclismo nel sangue non c’è brutto tempo che possa fermarti. E’ partita da Clusone per il suo solito allenamento ma il suo percorso si è incrociato con quello di un SUV. L’impatto tra l’atleta e il veicolo è stato violentissimo. Il manubrio della bicicletta si è spezzato, la sella è letteralmente volata via idem la forcella.

Non è chiaro se la bicicletta abbia sbandato o sia stato una mossa maldestra del conducente (lo stabiliranno gli agenti dei Carabinieri) quello che è sicuro è che ora Agnese Romelli sta correndo la gara più importante.

Agnese Romelli: i messaggi sui social network

Agnese era alla partenza di Gerusalemme e si era fatta immortalare con il forte ciclista veronese.

Il padre della ragazza è appassionato da sempre di ciclismo nonché un caro amico di Gianfranco Morbi, del Velo Club Sarnico in cui Agnese corre, nella categoria juniores, dal 2017.

La situazione è drammatica, la mamma ha affidato ai social uno struggente messaggio: “Il tuo sogno pochi giorni fa, a Gerusalemme alla partenza del Giro con Elia. Lui ha vinto le sue tappe, ora tu combatti e vinci le tue! La strada in salita la conosci… pedala!” Al via della corsa rosa la ragazza si era fatta fotografare con Elia Viviani che, appresa la notizia, ha inviato un commovente messaggio sempre a mezzo social network:

“Questa ragazza qualche giorno fa a Gerusalemme mi ha chiesto a squarciagola una foto, mi sono fermato perché si vedeva che la voleva a tutti i costi, ora Agnese devi ascoltarmi tu, lotta con la stessa determinazione perché sei nella volata più importante. Un abbraccio a te e a tutta la Famiglia”.