La tappa più strana del mondo fa felice Bernal

La tappa più strana del mondo!

La tappa più strana del mondo: una frana ferma il Tour de France, nessun vincitore di tappa ma Egan Bernal conquista la maglia gialla

La tappa più strana del mondo: ruspe in azione

La tappa più strana del mondo: ruspe in azione

La tappa più strana del mondo, non troviamo altro modo per definire l’incredibile frazione odierna del Tour de France 2019 che prometteva spettacolo e spettacolo ha dato con annessi colpi di scena degni di un film.

A “trionfare” (anche se non c’è un vincitore di tappa) è Egan Bernal (Team Ineos) che con tenaci e un meraviglioso attacco va a prendersi la maglia gialla mettendo una mano sulla vittoria finale.

C’è spazio per una fuga in cui il protagonista e iniziatore è Vincenzo Nibali (Bahrain Merida)  che parte assieme a tre uomini di tutto rispetto: Pello, Martin e Herrada. I quattro restano un po’ a bagno maria prima che arrivi un folto gruppo a unirsi in cui spiccano Caruso, Valverde, Uran, S. Yates, Aru, Ciccone e Barguil.

 

 

In attesa delle prime rampe dell’Iseran ecco il primo colpo di scena. Di punto in bianco Thibaut Pinot, uno degli accreditati per la vittoria finale, comincia a rallentare fino a fermarsi. Una lacerazione muscolare non gli permette più di pedalare, il francese scoppia in un pianto commovente ed è costretto a salutare il plotone e salire sull’ammiraglia.

Quando la strada inizia a salire considerevolmente è teven Kruijswijk che da fuoco alle polveri ma il mattatore è Egan Bernal che saluta tutti lasciando Julian Alaphilippe a pedalare con il suo passo.

Il giovane talento colombiano è una furia, riprende tutti eva a scollinare per primo conquistando anche otto preziosissimi secondi con il solo Simon Yates che prova a tenere il suo passo. Allo scollinamento il gap tra Egan e il  gruppetto di Thomas, Landa, Buchmann e Kruijswiik è di 55 secondi mentre Alaphilippe paga e ben due minuti.

Il terreno è ideale per mettere a ferro e fuoco la tappa, Bernal ha fatto capire che sull’ultima salita può far saltare definitivamente il banco ma ecco l’altro incredibile colpo di scena: inizia a piove. Dal cielo sciente di tutto, una pioggia torrenziale mista grandine che provoca una frana!

Gli organizzatori, in accordo con la giuria, non possono far altro che sospendere la corsa prendendo per buoni i tempi fatti registrare in cima all’Iseran. Chi festeggia è quindi Egan Bernal, che è di fatto la nuova maglia gialla (nessun vincitore di tappa, invece). Julian Alaphilippe paga 2 minuti e sette secondi e in generale è ora a 45 secondi da Bernal con Thomas termo a 1’10”.

 

 

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Quintana e Bernal è grande Colombia al Tour

Quintana vince la tappa, Bernal accorcia in classifica

Quintana festeggia la vittoria a Valloire che lo rilancia anche in generale mentre Bernal conquista qualche secondo e sale al secondo posto in classifica

Quintana a Valloire

Quintana a Valloire

Quintana conquista la prima tappa alpina trovando la gloria necessaria per cancellare un Tour de France 2019 sino ad ora davvero triste per Nairo. Il colombiani si aggiudica, con merito, la 18esima frazione con arrivo a Valloire.

Vars, Izoard e Galibier: tre vette sopra i duemila metri in questa frazione della 106^ Grande Boucle che apre il trittico alpino. Sono 208 i km in programma, diciannove dei quali separano l’ultima vetta dall’arrivo tutto in discesa.

La corsa di oggi si svolge lungo 208 chilometri con tante difficoltà e con due corse nella corsa. Davanti un gruppo di oltre trenta unità a giocarsi la vittoria di tappa e dietro i big a giocare a scacchi per la classifica generale.

I protagonisti della fuga di giornata sono, tra gli altri, Nairo Quintana e Andrey Amador (Movistar), Alexey Lutsenko (Astana), Michael Woods (EF Education First), Romain Bardet (AG2R-La Mondiale), Tim Wellens (Lotto-Soudal), Adam Yates (Mitchelton-Scott) e il nostro Damiano Caruso (Bahrain-Merida).

Sul mitico  Col d’Izoard transita per primo Caruso con alle spalle il gruppo degli uomini di classifica che vede la Movistar scatenata tanto da assottigliare rapidamente il numero di presenti.

Davanti è Nairo Quintana che prova ad allungare con Bardet che prova a riacciuffarlo. Tutto tranquillo, invece, tra gli uomini di classifica fino a quando è Egan Bernal che prova a far saltare il banco. Il corridore della Ineos rompe gli indugi e stacca tutti, nessuno ha òla forza per seguirlo e la maglia gialla Alaphilippe sente le gambe vuote.

 

Nella discesa conclusiva la forza della disperazione permette al transalpino di salvare la pelle e la maglia riunendosi al gruppo che insegue Bernal che, nel frattempo, si invola verso il traguardo.

 

Se davanti ad esultare è Quintana, dietro  Bernal guadagna poco più di mezzo minuto che sarebbe potuto essere molto di più in caso di arrivo in salita. Egan ora è secondo in generale a un minuto e mezzo da Alaphilippe e rilancia la propria voglia di leadership all’interno del Team Ineos (che però pare credere più in un Thomas che viene lanciato con il colombiano in fuga).

 

Alle spalle di Quintana il secondo posto di giornata va a  Bardet mentre terzo è Lutsenko. Quinta piazza per Caruso, preceduto. Fabio Aru (UAE) guadagna tiene duro e conquista qualche posizione ed è ora quattordicesimo in classifica generale

Bernal può vincere il Tour de France

Bernal può vincere il Tour de France, parola di Gianni Savio

Bernal può vincere il Tour de France, questo il parere del manager Gianni Savio scopritore e mentore del giovane ciclista colombiano

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Bernal può vincere il Tour de France? Secondo Gianni Savio la cosa è possibile anzi, il mentore del colombiano, prevede l’inizio “dell’era Bernal” proprio in questo Tour de France.

Sino ad ora il vincitore dello scorso anno, Geraint Thomas, ha dimostrato di poter ricoprire il ruolo di capitano nelle gerarchie del Team Ineos ma Savio ha una visione diversa: Egan andrà a vincere il Tour 2019 .

Savio, manager della Androni Giocattoli, ha scoperto e firmato Bernal nel 2016 quando l’atleta attualmente in forza al Team Ineos era uno Junior. I due anni di permanenza alla corte di Savio hanno fatto crescere sotto tutti i punti di vista il talento colombiano

“Stiamo assistendo all’inizio dell’era di Bernal – ha dichiarato Savio a Cyclingnews– credo che Egan possa vincere il Tour e continuare a crescere nei prossimi anni. Il colombiano ha 22 anni ma una maturità mentale e fisica superiore all’età anagrafica e sta diventando un corridore completo su ogni fronte”.

Savio conosce bene Bernal, lo ha visto iniziare a farsi spazio sin dalla prima corsa in maglia Androni al Giro del Mediterraneo. Le doti del colombiano, segnalate dall’agente italiano Paolo Alberati hanno spinto Savio a proporre un contratto a questo ragazzo che non aveva mai corso tra gli under23. La scelta è stata vincente con l’Androni che ha ottenuto la Coppa Italia 2017 e l’invito al successivo Giro e con Bernal che è passato al Team Sky con un bonus di sviluppo pagato al team di Savio.

Savio ha scoperto Bernal nelle prove in Mountain Bike dove è finito sul podio nei campionati mondiali di mountain bike junior ben due volte. “per fortuna che non correva su strada – ha dichiarato il manager – altrimenti i team World Tour lo avrebbero scoperto prima di me”.

Bernal sembrava gracile ma i test, inviati da Paolo Alberati a Savio, hanno spinto a mettere subito sotto contratto il talento colombiano. Egan si è fin da subito dimostrato molto determinato nell’ottenimento dei propri obiettivi senza temere la pressione che il passaggio al Team Ineos avrebbe dovuto comportare.

“Ha 22 anni ma ha la maturità di un trent’enne – spiega Savio – sa che potrebbe dover lavorare per Thomas e questo è un segno che è intelligente ma Egan in montagna farà capire che ha le gambe per vincere”.

Egan Bernal in forma Tour de France

Egan Bernal è già pronto per il Tour

Egan Bernal ha conquistato il Tour de Suisse e si appresta con il Team Ineos e Sidi a lanciarsi alla conquista della Grande Boucle

Maser (Treviso), 24 giugno 2019 – Grande vittoria per Sidi con Egan Bernal al Tour de Suisse. Un successo cercato e fortemente voluto quello del giovane talento colombiano, costruito con la vittoria nel tappone con arrivo in salita sul passo San Gottardo. Dopo il successo alla Parigi-Nizza ad inizio stagione, Bernal ritorna a mettere la sua firma su una importante corsa a tappe di una settimana.

Egan Bernal sognava la maglia rosa, doveva essere lui infatti il capitano del Team Ineos per il Giro d’Italia ma una caduta in allenamento lo aveva lasciato fuori dai giochi. Ora per il colombiano la sfortuna e i problemi sembrano finalmente alle spalle e dopo questa grande vittoria al Tour de Suisse Bernal può guardare con fiducia al prossimo Tour de France (6-28 luglio). In casa Team Ineos senza Chris Froome e con il capitano Geraint Thomas, vincitore della Grande Boucle 2018, non al 100% dopo la caduta al Tour de Suisse, Egan Bernal si presenta al Tour de France con un ruolo ancora più importante.

Grande soddisfazione per Sidi, al Tour de Suisse infatti oltre alla vittoria di Egan Bernal sul podio finale al secondo posto troviamo anche il campione del mondo della cronometro Rohan Dennis, vincitore della crono inaugurale della corsa Svizzera, del team Bahrain Merida, formazione interamente sponsorizzata Sidi.

Successi firmati Sidi anche a La Route d’Occitanie dove il francese Arnaud Demare (Groupama-Fdj) ha vinto due tappe allo sprint, e il colombiano Ramiro Sosa (Team Ineos) ha fatto sua la terza tappa. Senza dimenticare la bella vittoria dell’italiano Giovanni Visconti (Neri Sottoli – Selle Italia – Ktm) nella terza tappa del Tour of Slovenia.

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Foto  ©Bettiniphoto.net

FONTE COMUNICATO STAMPA

Geraint Thomas necessità di ritrovare la condizione per il Tour

Geraint Thomas concentrato sul Tour de France

Geraint Thomas concentrato sul Tour de France deve recuperare la condizione di forma, nel frattempo Egan Bernal scalpita per un ruolo di leader

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas ha tirato un sospiro di sollievo dopo il brutto spavento per la caduta della seconda tappa del Giro della Svizzera. Il vincitore del Tour 2018 è caduto quando all’arrivo mancavano circa 30 km e, complice anche la recente caduta di Froome, in molti sono rimasti impietriti nel vedere il capitano del Team Ineos volare lungo l’asfalto.

Prontamente soccorso e caricato sull’ammiraglia per essere condotto in ospedale per accertamenti Thomas è risultato negativo ad ogni esame. Nonostante gli esami non abbiano evidenziato fratture, per Thomas sarà necessario un periodo di stacco dalla bicicletta che potrebbe intaccare la preparazione verso la corsa francese. L’obiettivo di Geraint era, invece, quello di far salire la propria condizione lungo le salite del Tour de Suisse e, ora, per ovviare dove studiare assieme al coach Tim Kerrison la strategia per arrivare pronto all’appuntamento clou della sua stagione agonistica.

Inevitabile è quindi lo stravolgimento del programma di allenamento del ciclista gallese verso Le Grand Depart di Bruxelles. Nel frattempo i galloni di capitano nella corsa elvetica sono andati ad Egan Bernal. Proprio il colombiano (che oggi ha conquistato la maglia di leader al Tour de Suisse) potrebbe essere un incomodo non da poco verso la riconquista della maglia gialla per il gallese.

Il vincitore della Parigi-Nizza 2019 ha dovuto dare forfait al Giro d’Italia lo scorso maggio dopo aver rotto la clavicola alla vigilia della partenza ragion per cui riverserà tutte le energie (e sono tante) sul Tour 2019. L’assenza di Chris Froome per i postumi della caduta al Critérium du Dauphiné potrebbe ulteriormente legittimare le velleità di leadership del colombiano che già andrebbe, quantomeno, a ricoprire il ruolo di seconda punta.

L’anno scorso, Bernal ha impressionato nelle fasi chiave del Tour lavorando in silenzio dietro a Thomas e Froome ma ora, nel giro di poche settimane, lo scenario potrebbe essere mutato a suo favore.

In un Tweet postato mercoledì mattina, Thomas ha dichiarato:

“Grazie per tutti i tuoi messaggi !! Sono stato costretto a lasciare @tds, ma per fortuna sto bene, ho battuto la testa e avevo bisogno di punti sopra l’occhio, così i medici mi hanno impedito di tornare la mia bici, significa solo che avrò bisogno di qualche grande allenamento la prossima settimana. “

Tolhoek vince al TDS, Bernal è il nuovo leader

Tolhoek vince al Tour de Suisse, Bernal in maglia

Tolhoek della Jumbo–Visma conquista l’arrivo di  Flumsberg mentre Egan Bernal prende la maglia di leader del Tour de Suisse 2019

Antwan Tolhoek (fonte pagina Twitter)

Antwan Tolhoek (fonte pagina Twitter)

Tolhoek della Jumbo – Visma conquista il primo arrivo in salita del Giro di Svizzera 2019, a gioire è anche Egan Bernal che, da favorito della vigilia, va a conquistare la maglia di leader della classifica generale.

Dopo una lunga serie di frazioni favorevole ai velocisti che hanno visto il nostro Elia Viviani fare la voce grossa con due affermazioni ecco che il Tour de Suisse 2019 presenta il primo arrivo in quota. Sono solamente 120 i chilometri che il plotone è chiamato ad affrontare da da Einsiedeln a Flumsberg al termine di una salita assolutamente impegntiva di 8,4 km con una pendenza media che supera il 9%.

 

Antwan Tolhoek, già in evidenza al Giro d’Italia come valido gregario di Primoz Roglic prima di salutare il gruppo e ritirarsi, si inserisce nella fuga di giornata andando a cogliere la sua prima affermazione in carriera.

Alle spalle del corridore della Jumbo-Visma ecco un altro giovane già pronto per grandi affermazioni come Egan Bernal che, dopo l’addio di Thomas, veste i gradi di capitano andando a conquistare la maglia oro. Il colombiano si impegna a fondo e per soli 17 secondi non riesce a completare il ricongiungimento sul fuggitivo ma si “accontenta” del primo posto in generale.

La terza piazza va al corridore della Ag2R La Mondiale, Francois Bidard mentre ben figura il nostro Domenico Pozzovivo che chiude quinto  a 31″. Bravo anche Fabio Aru che prosegue il suo percorso verso la forma desiderata, perdendo un minuto ma dando segnali di evidente ripresa dopo tre mesi di stop forzato. La prova del sardo fa ben sperare circa la sua partecipazione al prossimo Tour de France.

Ordine d’arrivo 6^ tappa:

1 TOLHOEK Antwan Team Jumbo-Visma  2:43:34
2 BERNAL Egan Team INEOS 0:17
3 BIDARD François AG2R La Mondiale 0:24
4 HIRT Jan Astana Pro Team 0:29
5 POZZOVIVO Domenico Bahrain Merida 0:31
6 BEVIN Patrick CCC Team 0:38
7 COSTA Rui UAE-Team Emirates 0:44
8 BENOOT Tiesj Lotto Soudal
9 SCHELLING Patrick Switzerland 0:46
10 KONRAD Patrick BORA – hansgrohe

Classifica generale:

1 BERNAL Egan Team INEOS 10 18:40:18
2 DENNIS Rohan Bahrain Merida 0:12
3 KONRAD Patrick BORA – hansgrohe 0:29
4 HIRT Jan Astana Pro Team 0:35
5 BENOOT Tiesj Lotto Soudal ,,
6 SOLER Marc Movistar Team 0:41
7 POZZOVIVO Domenico Bahrain Merida 0:50
8 BIDARD François AG2R La Mondiale 0:58
9 ARU Fabio UAE-Team Emirates 1:07
10 ROCHE Nicolas Team Sunweb ,,

Egan Bernal in sella dopo la rottura della clavicola

Bernal torna a correre dopo aver saltato il Giro

Bernal torna in sella dopo la frattura della clavicola che l’ha costretto a saltare il Giro d’Italia 2019

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Bernal risale in sella dopo aver perso il Giro d’Italia per una brutta caduta mentre si allenava in vista della corsa nel suo penultimo allenamento prima di andare al Giro

La forma del giovane talento colombiano era talmente alta che, quando è risalito in bicicletta, ha stabilito un nuovo record su Strava lungo la salita del Col de Gallina, una delle più difficili di Andorra. Bernal ha limato di 56 secondi il precedente record stabilito dal compagno di squadra David de la Cruz.

Mentre ieri i ciclisti del Giro 2019 stavano affrontando la seconda frazione più lunga della corsa rosa, Egan era su un aereo per la Colombia, per continuare la fase di recupero lungo le strade di casa.

“Si sta riprendendo velocemente, l’operazione è andata molto bene: nella sfortuna siamo stati fortunati considerando che l’incidente è accaduto al sabato e la domenica aveva già subito l’operazione. Purtroppo la clavicola presentava quattro punti di frattura ma tutto è andato bene e ora procediamo con la tabella di marcia tra allenamenti e fisioterapia. Certo è stato un duro colpo, Egan era triste per il team che contava su di lui ma appena uscito dalla sala operatoria era già focalizzato sul recupero e sulle prossime competizioni”, ha spiegato Artetxe allenatore del team Ineos ai giornalisti di Cyclingnews

Bernal non è nuovo a cadute e recuperi fulminei, le cadute alla Volta a Catalunya e a San Sebastián potevano abbattere anche un leone ma lui non si è lasciato andare dimostrando una componente motivazionale davvero sopra la media.

Naturalmente lo stato di forma in vista del Giro era talmente alto che, risalito in bici, ha potuto far esplodere tutta l’energia che aveva in corpo segnando il miglior tempo su Strava lungo Col de la Gallina. Ora, record a parte, sarà da capire quali obiettivi verranno inseriti del calendario del colombiano, c’è la possibilità di essere inserito nella line-up per il Tour dove però dovrebbe ricoprire  il ruolo di gregario per i capitani Froome e Thomas. Probabile che Egan possa prender il via (questa volta con i galloni di capitano) alla Vuelta a España, come era previsto nel programma della scorsa stagione prima del terribile incidente di San Sebastian.

Bernal si frattura e deve saltare il Giro

Bernal si frattura una clavicola, Giro addio!

Bernal si frattura una calvicola in allenamento e, a una settimana dalla partenza, deve dire addio al Giro d’Italia 2019

Bernal si frattura la clavicola (fonte twitter)

Bernal si frattura la clavicola (fonte twitter)

Bernal si frattura la clavicola e deve dire addio al prossimo Giro d’Italia in cui avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di capitano del il Team Ineos. Una tegola davvero dura da digerire quella che ha colpito il giovane talento colombiano che aveva già pagato dazio alla sfortuna nella scorsa stagione con due terribili cadute, una a San Sebastian e una al Giro della Catalunya.

Il giovane fenomeno della formazione inglese è caduto quest’oggi durante un allenamento e, nell’impatto, ha riportato la frattura della clavicola. Con ogni probabilità verrà sottoposto nella giornata di domani ad intervento chirurgico.

Un vero peccato perché Egan Bernal avrebbe ricoperto il ruolo di leader della formazione di Brailsford vista l’assenza di Froome e di Thomas. Ora il Team Ineos dovrà trovare un capitano tra i due giovani Sivakov e Geoghegan Hart che hanno certamente ben figurato al recente Tour of The Alps ma che, almeno sulla carta, offrono meno garanzie del colombiano.

 

Il Trofeo Senza Fine esposto a Verona

Il Trofeo Senza Fine attende il vincitore a Verona… 

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena, ecco i pretendenti alla vittoria finale

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena. I principali contendenti alla vittoria finale raccontano le loro aspettative a poco più di una settimana dal via.

Mancano solo nove giorni alla Grande Partenza del Giro d’Italia edizione numero 102, organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, che scatterà a Bologna con una cronometro individuale l’11 maggio per concludersi con un’altra prova contro il tempo a Verona il 2 giugno, dove il Trofeo Senza Fine da oggi attende il vincitore finale.

I PRINCIPALI FAVORITI PER LA VITTORIA FINALE AL GIRO 102
Ecco le schede di alcuni tra i principali sfidanti per la vittoria finale della 102esima edizione della Corsa Rosa.

Vincenzo Nibali (Ita, 34, Bahrain – Merida)

L’unico plurivincitore del Giro d’Italia (2013, 2016) in gara torna dopo un anno di assenza dopo il terzo posto nel 2017. Detentore del Grande Slam (vincitore de La Vuelta a España 2010 e del Tour de France 2014), è il solo ad averlo ottenuto tra quelli ai blocchi di partenza a Bologna. All’età di 34 anni, il siciliano è ancora uno dei favoriti alla partenza di un grande giro. Il suo recente terzo posto al Tour of the Alps indica un buono stato di forma dopo l’allenamento in altura a Gran Canaria e lo prepara alla sfida agli scalatori della nuova generazione.

Vincenzo Nibali ha detto: “L’avvicinamento al Giro è stato quello “classico” con il ritiro in altura al Teide e il ritorno alle gare al Tour of Alps e, domenica scorsa, alla Liegi. La mia condizione è in crescita e tutto procede al meglio. Il Giro inizia subito con una breve crono; un impegno di una certa importanza che vedrà già sfidarsi quei corridori che puntano alla classifica. Non bisogna sottovalutare le prime tappe perché anche senza particolari difficoltà altimetriche i percorsi sono molto mossi e impegnativi. Senza contare che tutti, nella prima settimana di corsa, hanno la forza e la voglia di mettersi in mostra e qualche capitano potrebbe tentare una mossa a sorpresa”.

Tom Dumoulin (Ned, 28, Team Sunweb)

L’olandese è l’unico altro ex-vincitore del Giro d’Italia alla partenza di questa edizione, avendo fatto suo il Giro100 nel 2017. Tom Dumoulin rimane fedele alle sue parole quando disse di essersi innamorato della Corsa Rosa e della Maglia Rosa in occasione della partenza da “casa sua”, ovvero Apeldoorn nel 2016, ed è stato al via di ogni edizione sin da allora: dopo il secondo posto dietro a Chris Froome l’anno scorso, questa è la sua quarta partecipazione consecutiva. Nessun altro favorito conosce il Giro come la “Farfalla di Maastricht”. A 28 anni ha già indossato la Maglia Rosa per 17 giorni. Dopo il sesto posto all’UAE Tour ed il quarto alla Tirreno-Adriatico, ai è concentrato sull’allenamento in quota per affrontare al meglio il suo principale obiettivo di stagione.

Tom Dumoulin ha commentato: “Come sempre non vedo l’ora di partire per l’Italia per iniziare il Giro! È una grande gara con un grande percorso quest’anno. Ci aspettiamo una dura battaglia ma ora che la preparazione è finita sarà bellissimo sfidarsi sin da Bologna”.

Primoz Roglic (Slo, 29, Team Jumbo – Visma)

Primoz Roglic si è fatto conoscere nel mondo del ciclismo tre anni fa, quando ha perso la cronometro inaugurale del Giro d’Italia da Tom Dumoulin per un solo centesimo di secondo ad Apeldoorn. Entrambi in sella a squadre olandesi rivali (anche se il Team Sunweb è registrato in Germania, la sua anima è nei Paesi Bassi), hanno tre cronometro individuali in agenda per lottare per la Maglia Rosa, a partire dalla “cronoscalata” al San Luca di Bologna l’11 maggio. Il 29enne sloveno è imbattuto nelle sole due gare disputate quest’anno prima del Tour de Romandie: l’UAE Tour e la Tirreno-Adriatico. Ha fatto del Giro d’Italia il suo obiettivo numero uno della stagione 2019.

Primoz Roglic ha detto: “Al via del Giro ci saranno molti corridori forti. Noi saremo completamente concentrati sul nostro unico obiettivo, quello di vincere la Maglia Rosa. Sarà una gara davvero difficile. La gente dice che il percorso è adatto a me, ma quando vai forte, tutto ti si adatta… Quando vai forte puoi correre su tutti i tipi di percorso. Volevo fare il Giro perché ci sono tre cronometro individuali, ed è quello che so fare meglio. Ci sono anche un sacco di montagne, anche quelle mi piacciono.

Simon Yates (Gbr, 26, Mitchelton-Scott)

Durante il suo periodo in Maglia Rosa al Giro d’Italia 2018, Simon Yates si è trasformato in un nuovo corridore. I suoi 13 giorni in vetta alla Corsa Rosa lo hanno cambiato, abbracciando pienamente la dimensione storica e culturale dell’evento. Ben consapevole della sua inferiorità a Tom Dumoulin e Chris Froome contro il tempo, ha combattuto per ogni secondo in palio sul percorso ed alla fine ha pagato i suoi sforzi nelle ultime tre tappe di montagna sulle Alpi, terminando solo al 21esimo posto in Generale. Ha però imparato tantissimo da questa esperienza, capitalizzando sui propri errori e vincendo successivamente il suo primo grande giro, tre mesi e mezzo dopo. Dopo aver trionfato a La Vuelta, ha deciso di tornare al Giro con l’obiettivo di finire quanto cominciato lo scorso anno.

Simon Yates ha detto: “Mi sto avvicinando al Giro nello stesso modo in cui avrei fatto per qualsiasi altra gara. Mi piace davvero provare a vincere ogni corsa, quindi per me l’approccio non cambia mai. Ho corso esattamente lo stesso numero di giorni dell’anno scorso in vista della Grande Partenza. Spero che la condizione sia la stessa dell’ultima volta, correremo un po’ più prudentemente e vedremo come andrà. Iniziamo direttamente con una crono, quindi sapremo come è la forma di tutti i rivali. Mi piacerebbe correre aggressivamente come faccio di solito. Non ho gli occhi puntati su tappe particolari, penso che l’ultima settimana sia davvero molto difficile e possa dare forma alla classifica finale. Molti staranno coperti fino a quel punto, vedremo poi da lì cosa succederà”.

Miguel Angel Lopez (Col, 25, Astana Pro Team)

Come Primoz Roglic, Miguel Angel Lopez ha conquistato due vittorie nelle corse a tappe dall’inizio della stagione, con il Tour Colombia e la Volta Catalunya, a conferma che il suo status è in crescita dopo i due podi nei grandi giri dello scorso anno, quando ha concluso al terzo posto assoluto sia il Giro d’Italia che a La Vuelta. “Superman” è un altro campione moderno che dice di amare il Giro e ritorna con l’obiettivo di vincerlo. Non solo è tornato in Colombia per allenarsi in altitudine nella sua provincia di Boyacá, ma anche per la nascita del suo primo figlio ad aprile. È il vero leader del team Astana, che è uno dei più vincenti della stagione 2019. A 25 anni, è anche uno dei favoriti per il Giro d’Italia sin da Bologna, anche se potrebbe nascondersi prima di raggiungere le grandi montagne.

Miguel Angel Lopez ha dichiarato: “Sto aspettando l’inizio di questo Giro d’Italia con grande interesse ed impazienza! Il risultato dello scorso anno mi ha dato una grande motivazione e ora non vedo l’ora di tornare al Giro. La corsa della scorsa stagione è stata un vero spettacolo, qualcosa di molto bello ed emozionante! Spero davvero che quest’anno sia uguale o addirittura migliore. La nostra squadra cercherà di rendere questa edizione del Giro d’Italia indimenticabile”.

Egan Bernal (Col, 22, Team INEOS)

Credit: Team INEOS

A soli 22 anni, Egan Bernal è un debuttante al Giro d’Italia, dopo aver corso con successo il Tour de France al servizio di Geraint Thomas e Chris Froome lo scorso anno. Ha certamente familiarità con le strade italiane, avendo iniziato la sua carriera da pro in Piemonte con il team Androni Giocattoli-Sidermec che lo ha ingaggiato direttamente dopo il suo periodo di gare internazionali in mountain bike a livello juniores. Con in palmares già la vittoria finale alla Parigi-Nizza, lo scalatore colombiano sarà il leader del Team INEOS che, nonostante il cambio di nome, ha il peso di essere per la prima volta i campioni in carica sulla linea di partenza a Bologna. Il prodigio di Zipaquira è tornato a casa dopo il terzo posto alla Volta Catalunya per prepararsi alla corsa di tre settimane al meglio.

Altri contendenti

Altri contendenti per la vittoria nella Classifica Generale del Giro d’Italia sono: Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step), già due volte vincitore della Maglia Bianca di miglior Giovane nel 2016 e 2017, di una tappa al Giro e della Liegi-Bastogne-Liegi; Mikel Landa (Movistar Team), già terzo al Giro 2015 e vincitore di tre tappe alla Corsa Rosa; Rafał Majka (Bora – Hansgrohe), già quinto, sesto e settimo al Giro d’Italia e vincitore di tappe al Tour ed alla Vuelta.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Egan Bernal ha la grinta per vincere il Giro

Egan Bernal può vincere il Giro parola di Hart

Egan Bernal ha la grinta per vincere il Giro a dirlo è il compagno del Team Ineos Tao Geoghegan Hart

Egan Bernal

Egan Bernal

Egan Bernal ha le carte giuste per puntare a vincere il Giro d’Italia 2019 al suo debutto a 22 anni, al dirlo è il suo compagno al Team Ines, Tao Geoghegan Hart. I due correranno il prossimo Giro d’Italia che sarà anche la prima grande corsa a tappe con il nuovo abbinamento.

“Se guardi alla stagione che ha avuto questa primavera e ancor più, quanto è stato costante l’anno scorso, secondo me, è stato uno dei migliori corridori al mondo già nel suo primo anno nel tam e senza dubbio può competere per la vittoria finale alla corsa rosa” ha spiegato il londinese Geoghegan Hart.

Bernal ha firmato il contratto con l’allora Team Sky poco prima del suo 21 ° compleanno in inverno prima della stagione 2018. Ha debuttato nella sua prima corsa a tappe di tre settimane allo scorso Tour de France risultando determinante per supportare Geraint Thomas a vincere.

Quest’anno, nonostante qualche piccola sfortuna, ha conquistato la Parigi-Nizza, una bella soddisfazione per un corridore ancora giovanissimo. Ora con Thomas e Froome che hanno giocato le loro fiches sul Tour, Bernal ha via libera per essere il leader del Team Ineos al Giro 2019.

“Egan ha avuto molta sfortuna allo scorso Giro della Catalunya, era seconde e negli ultimi chilometri ha avuto un bruttissimo incidente. Lui è stato un grande ed è tornato subito in gruppo dimostrando una grinta eccezionale. C’è stata poi la spaventosa caduta a San Sebastián, è stato impressionante vederlo cadere in quel modo orribile. Lui però non si è perso d’animo ed è tornato velocemente. Sono quindi convinto che potrà affrontare le avversità, che avrà nel Giro d’Italia, ma ci approcciamo alla corsa con una mente serene, prenderemo ogni giorno come viene” ha proseguito Geoghegan Hart che ha supportato Sivakov a vincere il Tour of the Alps conquistando lui stesso due tappe e piazzandosi secondo.

Il Team Ineos per il Giro dovrebbe sposare la linea giovane con Egan Bernal capitano, circondato da altri ragazzi terribili:  Geoghegan Hart, 24 anni, Pavel Sivakov, 21 anni, Ivan Sosa 21 anni  a cui si affiancherà l’esperienza di  Salvatore Puccio e Gianni Moscon.