Sidi e Bernal, il sogno è realtà!

Sidi  Bernal il sogno “giallo” diventa realtà

Sidi  Bernal il sogno giallo è divento realtà: il giovane colombiano è il vincitore del Tour de France 2019

Maser (Treviso), 28 luglio 2019 – Ci sono momenti nello sport che hanno un sapore speciale. Vincere a soli 22 anni la corsa a tappe più importante del mondo è sicuramente uno di quelli. A riuscire in questa impresa straordinaria è stato Egan Bernalgiovane talento colombiano del Team Ineos che diventa così il primo corridore della storia a portare la maglia gialla in Sud America.

Bernal è il vincitore più giovane del Tour de France degli ultimi 75 anni. Un sogno che si realizza, una bella favola che diventa realtà. Ma questo ragazzo, questo campione, ha ancora tante pagine da scrivere di questa fantastica storia di ciclismo e di vita. Un predestinato al successo Egan Bernal, nato nello stesso giorno di Marco Pantani, il 13 gennaio. Cresciuto ciclisticamente in Italia fin dai suoi esordi nel ciclismo che conta ha sempre utilizzato le calzature Sidi. Con lui a Pargi sul gradino più alto del podio della Grande Boucle ci sono le calzature Shot che rappresentano il top della collezione Sidi per il ciclismo su strada. Sidi ha sempre creduto nel potenziale di questo corridore.

Questione di destino. Bernal doveva essere il capitano del Team Ineos al Giro d’Italia ma un infortunio lo ha costretto a modificare i piani e portato al Tour de France dove negli ultimi anni a dominare la scena erano stati i suoi capitani Geraint Thomas, vincitore nel 2018, e Chris Froome quest’anno assente per il brutto infortunio patito a giugno. Ora sul gradino più al c’è lui, secondo posto per Thomas e terzo per l’olandese Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma).

Bernal ha dimostrato di essere il più forte in salita di questo Tour conquistando la maglia gialla con un bellissimo attacco sferrato sul Col de l’Iseran, la vetta più alta di questo Tour con i suoi 2770 mt, in una tappa poi sconvolta e interrotta a causa della grandine e del brutto tempo. E’ in quella giornata che Bernal ha trasformato la maglia bianca di miglior giovane del Tour nella maglia gialla del più forte di tutti, una maglia che poi si è tenuto stretta fino a Parigi. Egan Bernal è il quarto corridore di sempre ad aggiudicarsi maglia gialla e maglia bianca nella stessa edizione dopo Laurent Fignon, Jan Ullrich, Alberto Contador ed Andy Schleck.

Un Tour di forti emozioni per Sidi che oltre alla maglia gialla ha conquistato 5 bellissime vittorie di tappa. La prima è arrivata con il belga Dyaln Teuns (Bahrain Merida) a la Planche des Belles Filles (tappa 6).

Poi ci sono state le due dell’inglese Simon Yates (Mitchelton Scott), new entry nella squadra Sidi, a Bagneres-de-Bigorre e Foix (tappa 12 e tappa 15).

Poi è stato il turno del campione europeo, l’italiano Matteo Trentin (Mitchelton Scott), che a Gap (tappa 17) ha colto il suo terzo successo in carriera sulle strade del Tour.

E infine la grandissima prova di forza dello squalo Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) tornato al successo in un Tour per lui difficile e sofferto nell’ultimo arrivo in salita a Val Thorens (tappa 20).

FONTE COMUNICATO STAMPA
Foto in allegato ©Bettiniphoto.net

Giovanni Ellena: Bernal un talento cresciuto anche in Italia

Giovanni Ellena parla di Egan Bernal

Giovanni Ellena direttore sportivo del team Androni Giocattoli parla del talento di Egan Bernal

Giovanni Ellena

Giovanni Ellena

Vincere a soli 22 anni la corsa a tappe più importante del mondo non è impresa da tutti i giorni. Egan Bernal, colombiano originario di Zipaquirà, ci è riuscito portando per la prima volta nella storia la maglia gialla in Sud America.

Un talento cresciuto ciclisticamente anche in Italia. “Voglio ringraziare l’Italia, sono cresciuto lì e mi sento un po’ italiano”, c’è anche questo tra le parole che Bernal, vincitore più giovane della storia moderna della Grande Boucle, ha detto in maglia gialla con un ottimo italiano nel suo discorso di ringraziamento sul podio di Parigi.

Per due anni (2016-2017) alla corte di Gianni Savio all’Androni Giocattoli Sidermec, dove ha assaggiato il ciclismo che conta, dimostrando il suo talento prima di approdare alla corazzata Sky (ora Ineos), Bernal ha vissuto a lungo in un appartamento di Cuorgné, nel Canavese, in Piemonte. A guidarlo dall’ammiraglia quando era in maglia Androni c’era il diesse Giovanni Ellena.

“E’ una forte emozione vedere un giovane corridore che tu hai avuto in squadra, che era molto promettente dal punto di vista atletico anche se ancora un po’ grezzo tecnicamente, in soli due anni essere capace di diventare uno dei vincitori più giovani di sempre del Tour de France. E’ una cosa impressionante quello che Egan ha fatto, per me una grande soddisfazione. Poi c’è un aneddoto che mi fa piacere ricordare. In uno degli allenamenti fatti con Egan sulle strade vicine a casa mia, siamo andati sul Colle del Nivolet a oltre 2600 metri di quota, tra l’altro la 13a tappa del Giro d’Italia di quest’anno è arrivata appena sotto a Lago Serrù, e in quell’occasione gli dissi guarda che un po’ più in la c’è il Col de l’Iseran, una salita mitica del Tour de France, e casualmente lui ha preso la maglia gialla proprio con un bellissimo attacco su quella salita. Egan è un vero talento, un predestinato. Con lui abbiamo sempre lavorato bene. E’ un ragazzo sia molto attento alla tecnologia, aspetto che anche io come direttore cerco di utilizzare molto negli allenamenti e in gara, ma allo stesso tempo è un ragazzo molto valido dal punto di vista umano con cui basta uno scambio di sguardi e poche parole per capirsi al volo e trovare la giusta intesa. E’ uno di quei corridori che lasciano il segno sia dal punto di vista sportivo che umano. Con lui ho ancora un ottimo rapporto. E quando ci sentiamo o ci vediamo è bello rispolverare le esperienze e i bei momenti passati assieme”racconta il diesse Giovanni Ellena.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Vittoria di Nibali, il Tour è di Bernal

Vittoria di Nibali a Val Thorens

Vittoria di  Nibali in solitaria  a Val Thorens mentre Egan Bernal va a conquistare il Tour de France 2019

Vittoria di Nibali

Vittoria di Nibali

Vittoria di Nibali nella tappa accorciata con arrivo a Val Thorens nel giorno in cui viene consacrata definitivamente la nascita di un fenomeno: Egan Bernal che a ventidue anni conquista la maglia gialla al Tour de France 2019.

Commovente lo sforzo di Vincenzo Nibali che dopo una Grande Boucle nettamente avara di soddisfazioni decide di regalarsi un giorno di gloria andando in fuga sin dalle battute iniziali e arrivando a tagliare il traguardo in solitaria a braccia levate.

Dopo che gli organizzatori si sono visti costretti a “tagliare” la tappa di ieri prendendo i tempi i in cima all’Iseran a causa della frana improvvisa che reso impraticabile la carreggiata stradale anche quella odierna è stata una tappa monca con soli 59 km in programma.

Tra i fuggitivi di inizia corsa spiccano, oltre al nostro Nibali anche  Michael Woods (EF) e  Ilnur Zakarin (Katusha) che sono tra i pochi a resistere anche quando la strada inizia a salite (con loro anche Gallopun e Perichon).

Il Team Ineos controlla la corsa con la  Jumbo–Visma che prova a forzare il ritmo in favore del capitano Steven Kruijswijk. Al ritmo indiavolato della formazione olandese non resiste Julian Alaphilippe che quando mancano ancora 13 km all’arrivo decide di alzare la bandiera bianca.

In testa è lo Squalo dello Stretto ad allungare inserendo il turbo, nessuno ha le gambe per resistere e così il siciliano arriva solo al traguardo. Esulta Vincenzo ed esulta Egan Bernal che precede il compagno Geraint Thomas (campione uscente) mentre Steven Kruijswijk conquista il terzo posto in generale.  Julian Alaphilippe concludendo a oltre tre minuti perdendo non solo il podio ma anche il quarto posto a favore di  Emmanuel Buchmann (Bora-Hansgrohe).

 

 

La tappa più strana del mondo fa felice Bernal

La tappa più strana del mondo!

La tappa più strana del mondo: una frana ferma il Tour de France, nessun vincitore di tappa ma Egan Bernal conquista la maglia gialla

La tappa più strana del mondo: ruspe in azione

La tappa più strana del mondo: ruspe in azione

La tappa più strana del mondo, non troviamo altro modo per definire l’incredibile frazione odierna del Tour de France 2019 che prometteva spettacolo e spettacolo ha dato con annessi colpi di scena degni di un film.

A “trionfare” (anche se non c’è un vincitore di tappa) è Egan Bernal (Team Ineos) che con tenaci e un meraviglioso attacco va a prendersi la maglia gialla mettendo una mano sulla vittoria finale.

C’è spazio per una fuga in cui il protagonista e iniziatore è Vincenzo Nibali (Bahrain Merida)  che parte assieme a tre uomini di tutto rispetto: Pello, Martin e Herrada. I quattro restano un po’ a bagno maria prima che arrivi un folto gruppo a unirsi in cui spiccano Caruso, Valverde, Uran, S. Yates, Aru, Ciccone e Barguil.

 

 

In attesa delle prime rampe dell’Iseran ecco il primo colpo di scena. Di punto in bianco Thibaut Pinot, uno degli accreditati per la vittoria finale, comincia a rallentare fino a fermarsi. Una lacerazione muscolare non gli permette più di pedalare, il francese scoppia in un pianto commovente ed è costretto a salutare il plotone e salire sull’ammiraglia.

Quando la strada inizia a salire considerevolmente è teven Kruijswijk che da fuoco alle polveri ma il mattatore è Egan Bernal che saluta tutti lasciando Julian Alaphilippe a pedalare con il suo passo.

Il giovane talento colombiano è una furia, riprende tutti eva a scollinare per primo conquistando anche otto preziosissimi secondi con il solo Simon Yates che prova a tenere il suo passo. Allo scollinamento il gap tra Egan e il  gruppetto di Thomas, Landa, Buchmann e Kruijswiik è di 55 secondi mentre Alaphilippe paga e ben due minuti.

Il terreno è ideale per mettere a ferro e fuoco la tappa, Bernal ha fatto capire che sull’ultima salita può far saltare definitivamente il banco ma ecco l’altro incredibile colpo di scena: inizia a piove. Dal cielo sciente di tutto, una pioggia torrenziale mista grandine che provoca una frana!

Gli organizzatori, in accordo con la giuria, non possono far altro che sospendere la corsa prendendo per buoni i tempi fatti registrare in cima all’Iseran. Chi festeggia è quindi Egan Bernal, che è di fatto la nuova maglia gialla (nessun vincitore di tappa, invece). Julian Alaphilippe paga 2 minuti e sette secondi e in generale è ora a 45 secondi da Bernal con Thomas termo a 1’10”.

 

 

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Quintana e Bernal è grande Colombia al Tour

Quintana vince la tappa, Bernal accorcia in classifica

Quintana festeggia la vittoria a Valloire che lo rilancia anche in generale mentre Bernal conquista qualche secondo e sale al secondo posto in classifica

Quintana a Valloire

Quintana a Valloire

Quintana conquista la prima tappa alpina trovando la gloria necessaria per cancellare un Tour de France 2019 sino ad ora davvero triste per Nairo. Il colombiani si aggiudica, con merito, la 18esima frazione con arrivo a Valloire.

Vars, Izoard e Galibier: tre vette sopra i duemila metri in questa frazione della 106^ Grande Boucle che apre il trittico alpino. Sono 208 i km in programma, diciannove dei quali separano l’ultima vetta dall’arrivo tutto in discesa.

La corsa di oggi si svolge lungo 208 chilometri con tante difficoltà e con due corse nella corsa. Davanti un gruppo di oltre trenta unità a giocarsi la vittoria di tappa e dietro i big a giocare a scacchi per la classifica generale.

I protagonisti della fuga di giornata sono, tra gli altri, Nairo Quintana e Andrey Amador (Movistar), Alexey Lutsenko (Astana), Michael Woods (EF Education First), Romain Bardet (AG2R-La Mondiale), Tim Wellens (Lotto-Soudal), Adam Yates (Mitchelton-Scott) e il nostro Damiano Caruso (Bahrain-Merida).

Sul mitico  Col d’Izoard transita per primo Caruso con alle spalle il gruppo degli uomini di classifica che vede la Movistar scatenata tanto da assottigliare rapidamente il numero di presenti.

Davanti è Nairo Quintana che prova ad allungare con Bardet che prova a riacciuffarlo. Tutto tranquillo, invece, tra gli uomini di classifica fino a quando è Egan Bernal che prova a far saltare il banco. Il corridore della Ineos rompe gli indugi e stacca tutti, nessuno ha òla forza per seguirlo e la maglia gialla Alaphilippe sente le gambe vuote.

 

Nella discesa conclusiva la forza della disperazione permette al transalpino di salvare la pelle e la maglia riunendosi al gruppo che insegue Bernal che, nel frattempo, si invola verso il traguardo.

 

Se davanti ad esultare è Quintana, dietro  Bernal guadagna poco più di mezzo minuto che sarebbe potuto essere molto di più in caso di arrivo in salita. Egan ora è secondo in generale a un minuto e mezzo da Alaphilippe e rilancia la propria voglia di leadership all’interno del Team Ineos (che però pare credere più in un Thomas che viene lanciato con il colombiano in fuga).

 

Alle spalle di Quintana il secondo posto di giornata va a  Bardet mentre terzo è Lutsenko. Quinta piazza per Caruso, preceduto. Fabio Aru (UAE) guadagna tiene duro e conquista qualche posizione ed è ora quattordicesimo in classifica generale

Bernal può vincere il Tour de France

Bernal può vincere il Tour de France, parola di Gianni Savio

Bernal può vincere il Tour de France, questo il parere del manager Gianni Savio scopritore e mentore del giovane ciclista colombiano

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Bernal può vincere il Tour de France? Secondo Gianni Savio la cosa è possibile anzi, il mentore del colombiano, prevede l’inizio “dell’era Bernal” proprio in questo Tour de France.

Sino ad ora il vincitore dello scorso anno, Geraint Thomas, ha dimostrato di poter ricoprire il ruolo di capitano nelle gerarchie del Team Ineos ma Savio ha una visione diversa: Egan andrà a vincere il Tour 2019 .

Savio, manager della Androni Giocattoli, ha scoperto e firmato Bernal nel 2016 quando l’atleta attualmente in forza al Team Ineos era uno Junior. I due anni di permanenza alla corte di Savio hanno fatto crescere sotto tutti i punti di vista il talento colombiano

“Stiamo assistendo all’inizio dell’era di Bernal – ha dichiarato Savio a Cyclingnews– credo che Egan possa vincere il Tour e continuare a crescere nei prossimi anni. Il colombiano ha 22 anni ma una maturità mentale e fisica superiore all’età anagrafica e sta diventando un corridore completo su ogni fronte”.

Savio conosce bene Bernal, lo ha visto iniziare a farsi spazio sin dalla prima corsa in maglia Androni al Giro del Mediterraneo. Le doti del colombiano, segnalate dall’agente italiano Paolo Alberati hanno spinto Savio a proporre un contratto a questo ragazzo che non aveva mai corso tra gli under23. La scelta è stata vincente con l’Androni che ha ottenuto la Coppa Italia 2017 e l’invito al successivo Giro e con Bernal che è passato al Team Sky con un bonus di sviluppo pagato al team di Savio.

Savio ha scoperto Bernal nelle prove in Mountain Bike dove è finito sul podio nei campionati mondiali di mountain bike junior ben due volte. “per fortuna che non correva su strada – ha dichiarato il manager – altrimenti i team World Tour lo avrebbero scoperto prima di me”.

Bernal sembrava gracile ma i test, inviati da Paolo Alberati a Savio, hanno spinto a mettere subito sotto contratto il talento colombiano. Egan si è fin da subito dimostrato molto determinato nell’ottenimento dei propri obiettivi senza temere la pressione che il passaggio al Team Ineos avrebbe dovuto comportare.

“Ha 22 anni ma ha la maturità di un trent’enne – spiega Savio – sa che potrebbe dover lavorare per Thomas e questo è un segno che è intelligente ma Egan in montagna farà capire che ha le gambe per vincere”.

Egan Bernal in forma Tour de France

Egan Bernal è già pronto per il Tour

Egan Bernal ha conquistato il Tour de Suisse e si appresta con il Team Ineos e Sidi a lanciarsi alla conquista della Grande Boucle

Maser (Treviso), 24 giugno 2019 – Grande vittoria per Sidi con Egan Bernal al Tour de Suisse. Un successo cercato e fortemente voluto quello del giovane talento colombiano, costruito con la vittoria nel tappone con arrivo in salita sul passo San Gottardo. Dopo il successo alla Parigi-Nizza ad inizio stagione, Bernal ritorna a mettere la sua firma su una importante corsa a tappe di una settimana.

Egan Bernal sognava la maglia rosa, doveva essere lui infatti il capitano del Team Ineos per il Giro d’Italia ma una caduta in allenamento lo aveva lasciato fuori dai giochi. Ora per il colombiano la sfortuna e i problemi sembrano finalmente alle spalle e dopo questa grande vittoria al Tour de Suisse Bernal può guardare con fiducia al prossimo Tour de France (6-28 luglio). In casa Team Ineos senza Chris Froome e con il capitano Geraint Thomas, vincitore della Grande Boucle 2018, non al 100% dopo la caduta al Tour de Suisse, Egan Bernal si presenta al Tour de France con un ruolo ancora più importante.

Grande soddisfazione per Sidi, al Tour de Suisse infatti oltre alla vittoria di Egan Bernal sul podio finale al secondo posto troviamo anche il campione del mondo della cronometro Rohan Dennis, vincitore della crono inaugurale della corsa Svizzera, del team Bahrain Merida, formazione interamente sponsorizzata Sidi.

Successi firmati Sidi anche a La Route d’Occitanie dove il francese Arnaud Demare (Groupama-Fdj) ha vinto due tappe allo sprint, e il colombiano Ramiro Sosa (Team Ineos) ha fatto sua la terza tappa. Senza dimenticare la bella vittoria dell’italiano Giovanni Visconti (Neri Sottoli – Selle Italia – Ktm) nella terza tappa del Tour of Slovenia.

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Foto  ©Bettiniphoto.net

FONTE COMUNICATO STAMPA

Geraint Thomas necessità di ritrovare la condizione per il Tour

Geraint Thomas concentrato sul Tour de France

Geraint Thomas concentrato sul Tour de France deve recuperare la condizione di forma, nel frattempo Egan Bernal scalpita per un ruolo di leader

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas (fonte pagina Facebook)

Geraint Thomas ha tirato un sospiro di sollievo dopo il brutto spavento per la caduta della seconda tappa del Giro della Svizzera. Il vincitore del Tour 2018 è caduto quando all’arrivo mancavano circa 30 km e, complice anche la recente caduta di Froome, in molti sono rimasti impietriti nel vedere il capitano del Team Ineos volare lungo l’asfalto.

Prontamente soccorso e caricato sull’ammiraglia per essere condotto in ospedale per accertamenti Thomas è risultato negativo ad ogni esame. Nonostante gli esami non abbiano evidenziato fratture, per Thomas sarà necessario un periodo di stacco dalla bicicletta che potrebbe intaccare la preparazione verso la corsa francese. L’obiettivo di Geraint era, invece, quello di far salire la propria condizione lungo le salite del Tour de Suisse e, ora, per ovviare dove studiare assieme al coach Tim Kerrison la strategia per arrivare pronto all’appuntamento clou della sua stagione agonistica.

Inevitabile è quindi lo stravolgimento del programma di allenamento del ciclista gallese verso Le Grand Depart di Bruxelles. Nel frattempo i galloni di capitano nella corsa elvetica sono andati ad Egan Bernal. Proprio il colombiano (che oggi ha conquistato la maglia di leader al Tour de Suisse) potrebbe essere un incomodo non da poco verso la riconquista della maglia gialla per il gallese.

Il vincitore della Parigi-Nizza 2019 ha dovuto dare forfait al Giro d’Italia lo scorso maggio dopo aver rotto la clavicola alla vigilia della partenza ragion per cui riverserà tutte le energie (e sono tante) sul Tour 2019. L’assenza di Chris Froome per i postumi della caduta al Critérium du Dauphiné potrebbe ulteriormente legittimare le velleità di leadership del colombiano che già andrebbe, quantomeno, a ricoprire il ruolo di seconda punta.

L’anno scorso, Bernal ha impressionato nelle fasi chiave del Tour lavorando in silenzio dietro a Thomas e Froome ma ora, nel giro di poche settimane, lo scenario potrebbe essere mutato a suo favore.

In un Tweet postato mercoledì mattina, Thomas ha dichiarato:

“Grazie per tutti i tuoi messaggi !! Sono stato costretto a lasciare @tds, ma per fortuna sto bene, ho battuto la testa e avevo bisogno di punti sopra l’occhio, così i medici mi hanno impedito di tornare la mia bici, significa solo che avrò bisogno di qualche grande allenamento la prossima settimana. “

Tolhoek vince al TDS, Bernal è il nuovo leader

Tolhoek vince al Tour de Suisse, Bernal in maglia

Tolhoek della Jumbo–Visma conquista l’arrivo di  Flumsberg mentre Egan Bernal prende la maglia di leader del Tour de Suisse 2019

Antwan Tolhoek (fonte pagina Twitter)

Antwan Tolhoek (fonte pagina Twitter)

Tolhoek della Jumbo – Visma conquista il primo arrivo in salita del Giro di Svizzera 2019, a gioire è anche Egan Bernal che, da favorito della vigilia, va a conquistare la maglia di leader della classifica generale.

Dopo una lunga serie di frazioni favorevole ai velocisti che hanno visto il nostro Elia Viviani fare la voce grossa con due affermazioni ecco che il Tour de Suisse 2019 presenta il primo arrivo in quota. Sono solamente 120 i chilometri che il plotone è chiamato ad affrontare da da Einsiedeln a Flumsberg al termine di una salita assolutamente impegntiva di 8,4 km con una pendenza media che supera il 9%.

 

Antwan Tolhoek, già in evidenza al Giro d’Italia come valido gregario di Primoz Roglic prima di salutare il gruppo e ritirarsi, si inserisce nella fuga di giornata andando a cogliere la sua prima affermazione in carriera.

Alle spalle del corridore della Jumbo-Visma ecco un altro giovane già pronto per grandi affermazioni come Egan Bernal che, dopo l’addio di Thomas, veste i gradi di capitano andando a conquistare la maglia oro. Il colombiano si impegna a fondo e per soli 17 secondi non riesce a completare il ricongiungimento sul fuggitivo ma si “accontenta” del primo posto in generale.

La terza piazza va al corridore della Ag2R La Mondiale, Francois Bidard mentre ben figura il nostro Domenico Pozzovivo che chiude quinto  a 31″. Bravo anche Fabio Aru che prosegue il suo percorso verso la forma desiderata, perdendo un minuto ma dando segnali di evidente ripresa dopo tre mesi di stop forzato. La prova del sardo fa ben sperare circa la sua partecipazione al prossimo Tour de France.

Ordine d’arrivo 6^ tappa:

1 TOLHOEK Antwan Team Jumbo-Visma  2:43:34
2 BERNAL Egan Team INEOS 0:17
3 BIDARD François AG2R La Mondiale 0:24
4 HIRT Jan Astana Pro Team 0:29
5 POZZOVIVO Domenico Bahrain Merida 0:31
6 BEVIN Patrick CCC Team 0:38
7 COSTA Rui UAE-Team Emirates 0:44
8 BENOOT Tiesj Lotto Soudal
9 SCHELLING Patrick Switzerland 0:46
10 KONRAD Patrick BORA – hansgrohe

Classifica generale:

1 BERNAL Egan Team INEOS 10 18:40:18
2 DENNIS Rohan Bahrain Merida 0:12
3 KONRAD Patrick BORA – hansgrohe 0:29
4 HIRT Jan Astana Pro Team 0:35
5 BENOOT Tiesj Lotto Soudal ,,
6 SOLER Marc Movistar Team 0:41
7 POZZOVIVO Domenico Bahrain Merida 0:50
8 BIDARD François AG2R La Mondiale 0:58
9 ARU Fabio UAE-Team Emirates 1:07
10 ROCHE Nicolas Team Sunweb ,,

Egan Bernal in sella dopo la rottura della clavicola

Bernal torna a correre dopo aver saltato il Giro

Bernal torna in sella dopo la frattura della clavicola che l’ha costretto a saltare il Giro d’Italia 2019

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Bernal risale in sella dopo aver perso il Giro d’Italia per una brutta caduta mentre si allenava in vista della corsa nel suo penultimo allenamento prima di andare al Giro

La forma del giovane talento colombiano era talmente alta che, quando è risalito in bicicletta, ha stabilito un nuovo record su Strava lungo la salita del Col de Gallina, una delle più difficili di Andorra. Bernal ha limato di 56 secondi il precedente record stabilito dal compagno di squadra David de la Cruz.

Mentre ieri i ciclisti del Giro 2019 stavano affrontando la seconda frazione più lunga della corsa rosa, Egan era su un aereo per la Colombia, per continuare la fase di recupero lungo le strade di casa.

“Si sta riprendendo velocemente, l’operazione è andata molto bene: nella sfortuna siamo stati fortunati considerando che l’incidente è accaduto al sabato e la domenica aveva già subito l’operazione. Purtroppo la clavicola presentava quattro punti di frattura ma tutto è andato bene e ora procediamo con la tabella di marcia tra allenamenti e fisioterapia. Certo è stato un duro colpo, Egan era triste per il team che contava su di lui ma appena uscito dalla sala operatoria era già focalizzato sul recupero e sulle prossime competizioni”, ha spiegato Artetxe allenatore del team Ineos ai giornalisti di Cyclingnews

Bernal non è nuovo a cadute e recuperi fulminei, le cadute alla Volta a Catalunya e a San Sebastián potevano abbattere anche un leone ma lui non si è lasciato andare dimostrando una componente motivazionale davvero sopra la media.

Naturalmente lo stato di forma in vista del Giro era talmente alto che, risalito in bici, ha potuto far esplodere tutta l’energia che aveva in corpo segnando il miglior tempo su Strava lungo Col de la Gallina. Ora, record a parte, sarà da capire quali obiettivi verranno inseriti del calendario del colombiano, c’è la possibilità di essere inserito nella line-up per il Tour dove però dovrebbe ricoprire  il ruolo di gregario per i capitani Froome e Thomas. Probabile che Egan possa prender il via (questa volta con i galloni di capitano) alla Vuelta a España, come era previsto nel programma della scorsa stagione prima del terribile incidente di San Sebastian.