Team Dimension Data 2018: presentazione team

Team Dimension Data 2018: ecco la squadra

Team Dimension Data 2018 punterà forte su Boasson Hagen e Cavendish. Attenzione al ritorno del figliol prodigo Louis Meintjes che ha messo gli occhi sul Giro e a Slagter perle classiche

Team Dimension Data 2018

Team Dimension Data 2018

Team Dimension Data 2018 dopo i tanti infortuni e sfortune della scorsa annata l’obiettivo è capitalizzare i nuovi innesti e sfruttare le doti dei leader storici. Douglas Ryder dopo aver focalizzato il team sullo sviluppo del ciclismo africano sta ora aprendo gli orizzonti al panorama mondiale.

Dalla UAE Team Emirates ecco il figliol prodigo Louis Meintjes che prenderà parte per la prima volta in carriera al Giro d’Italia con l’obiettivo dedicato della Top 5. La speranza del team è che il minuto atleta sudafricano riesca a tirare fuori la grinta necessaria per imporsi. Il problema principale è il supporto che il team potrà dare al suo leader: Serge Pauwels e Igor Antón sembrano gregari un po’ bolliti mentre sono tutti da scoprire Natnael BerhaneMekseb Debesay e Merhawi Kudus.

Interessante sarà scoprire il valore di  Scott Davies, corridore britanni e reduce dal quarto posto al Giro Under 23 che necessiterà però di un periodo di ambientamento tra i pro.

L’uomo veloce sarà Mark Cavendish, reduce da un anno horribilis, che punterà tutto sulle volate al Tour de France con l’obiettivo di avvicinarsi al record di tappe conquistate di Eddy Merckx (34 a 30 per il cannibale). Interessante sarà valutare l’evoluzione del giovane Ryan Gibbons messosi in mostra allo scorso Giro d’Italia.

Edvald Boasson Hagen vuole arrivare a podio nelle corse sulle pietre ma stante lo condizioni del norvegese pare davvero difficile un simile risultato vista anche l’assenza di spalle di qualità: il solo Scott Thwaites pare potere essere un valido supporto.

Tom Jelte Slagter, ventottenne olandese punterà alle gare delle Ardenne anche se non pare poter avere le doti per primeggiare. C’è curiosità nel vedere cosa possono fare Nicholas Dlamini e Amanuel Gebreigzabhier protagonisti nelle gare giovanili italiane ma tutti verificare al cambio dei Pro.

 

Team Dimension Data 2018: La rosa
Igor Antón (Spa, 1983), Natnael Berhane (Eri, 1991), Edvald Boasson Hagen (Nor, 1987), Mark Cavendish (Gbr, 1985), Stephen Cummings (Gbr, 1981), Scott Davies (Gbr, 1995), Mekseb Debesay (Eri, 1991), Nicholas Dlamini (Rsa, 1995), Nick Dougall (Rsa, 1992), Berhard Eisel (Aut, 1981), Amanuel Gebreigzabhier (Eri, 1994), Ryan Gibbons (Rsa, 1994), Jacques Janse van Rensburg (Rsa, 1987), Reinardt Janse van Rensburg (Rsa, 1989), Benjamin King (Usa, 1989), Merhawi Kudus (Eri, 1994), Louis Meintjes (Rsa, 1992), Lachlan Morton (Aus, 1992), Ben O’Connor (Aus, 1995), Serge Pauwels (Bel, 1983), Mark Renshaw (Aus, 1982), Tom Jelte Slagter (Ned, 1989), Jay Robert Thomson (Rsa, 1986), Scott Thwaites (Gbr, 1990), Johann Van Zyl (Rsa, 1991), Jaco Venter (Rsa, 1987), Julien Vermote (Bel, 1989)

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alle corse

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita: “sono miracolato”

Keagan Girdlestone incidente terribile il 5 giugno 2016: finisce contro il lunotto di un’ammiraglia e rischia la morte, mercoledì torna a correre in Nuova Zelanda

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita

Keagan Girdlestone incidente e ritorno alla vita per il giovanissimo ciclista sudafricano all’epoca dei fatti in forza alla Dimension Data Development (la formazione giovanile del team di Mark Cavendish)

Il 5 giugno 2016 resterà impresso nella sua vita inesorabilmente. Si corre la Corsa della Pace dilettanti a Sant’Ermete, vicino a Rimini, tutto sembra essere come sempre. Biciclette, moto al seguito, ammiraglie, insomma la classica giornata di corsa. Poi l’impatto. Poi la notizia corre nel gruppo. Un corridore è andato contro un’ammiraglia, si è procurato una lesione della giugulare e della carotide. Pare che abbia sfondato il lunotto di un’ammiraglia. Forse è morto!
Sul web in tam tam da fake news parte, su Twitter appaiono messaggi di colleghi: “R.i.p. Keagan”. “Adesso basta”. “Maledetta bicicletta”. Ma il corridore morto non era morto.

Keagan Girdlestone non è morto ma ci è andato molto vicino, è lo stesso atleta che lo racconta: “Due ore e mezza senza ossigeno al cervello, quasi quattro litri di sangue persi e un arresto cardiaco proprio sul tavolo operatorio. I medici prima dissero che non sarei sopravvissuto più di 24 ore, poi che avrei riportato danni permanenti al cervello”.

Keagan Girdlestone dopo l’incidente viene trasportato d’urgenza in ospedale, caso disperato. Passa 10 giorni di coma e tre settimane in terapia intensiva ma viene salvato, ridato miracolosamente alla vita, un diritto per un diciannovenne. Ha inizio  un sorprendente processo di recupero che ora sta per raggiungere il suo momento più importante.
Sono passati 591 giorni dal terribile schianto, Keagan ha ottenuto un contratto con il Frezzor Racing Team e mercoledì prenderà parte a New Zealand Classic, corsa di cinque tappe UCI.

C’è voluto il giusto tempo perché la voce tornasse squillante (nell’impatto una corda vocale era rimasta lesionata), i muscoli riprendessero forza e anche i nervi che si pensavano danneggiati tornassero a funzionare.

Keagan di quel giorno porta una profonda cicatrice sul collo e un tatuaggio sul braccio sinistro che saranno per sempre uno stimolo alla vita e anche il solo tornare ad una gara di livello senza ambizioni è una gioia che riempie il cuore.

“Sono nella forma migliore che abbia mai avuto dopo l’incidente, non ho grosse aspettative, solo una lista di obiettivi che cancellerò durante il tour mano a mano che li raggiungo: finire in gruppo, poi finire nei primi 20, poi provare ad attaccare, poi finire sul podio, poi… Sono un opportunista: se c’è una chance di ottenere il risultato e le gambe stanno bene, io ci provo” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport.

Keagan Girdlestone è un miracolato e non lo nega: “si, non lo posso negare sono un miracolato, la mia forza viene da Dio e questo incidente mi ha insegnato che posso superare anche i momenti più duri per fare ciò che amo”.

Non sono stati momenti facili, è palese, ma “Mamma e papà sono stati fondamentali, Edvald Boasson Hagen mi ha dedicato la vittoria di tappa al Delfinato. Ho sentito tanto affetto attorno a me”.

“Se ho un rammarico legato a quell’accadimento? Non aver potuto assistere al matrimonio di mio fratello” ha dichiarato a Repubblica Keagan.

Il ciclismo ha vissuto periodi bui anche legato a finte speranze: “Avevo molti idoli nel ciclismo che si sono rivelati dei truffatori: è avvilente. Così spero di essere io quel cambiamento nel nostro sport che ho sempre voluto vedere: il corpo umano e la mente sono in grado da soli di realizzare cose incredibili”

Una tragedia sfiorata come questa qualche ricordo indelebile lo lascia non solo nello spirito ma anche nella mente: “ricordo solo la sensazione di un liquido caldo che corre sul mio collo, e uno spettatore che urla ‘Piano, piano’. Dei giorni in terapia intensiva ricordo un gran dolore, ma anche la voglia di tornare alla vita.
La vicenda di Girdlestone ricorda quella che ha vissuto Claudia Cretti:“Ho seguito la vicenda di Claudia, è stata una notizia terribile, ma è bello sapere che sta recuperando. Il mio consiglio è di essere sempre grati per quello che si ha, amare ciò che si fa, non perdere mai la speranza. E non lasciarsi scoraggiare dai momenti negativi”

Tour of Britain vittoria finale di Lars Boom

Tour of Britain vittoria di tappa a Boasson Hagen, generale a Boom

Tour of Britain

Edvald Boasson Hagen a braccia alzate

Tour of Britain, vittoria di Boasson Hagen nell’ultima frazione da Worcester a Cardiff per un totale di 180 km. Tappa caratterizzata dal maltempo che ha fatto in modo che vi fosse una netta scrematura nel gruppo con i big tutti davanti a parte Vasil Kiryenka, rimasto nelle retrovie. Tanti tentativi di fuga ma tutti senza libertà concessa dal gruppo. Sembrava inevitabile l’arrivo in volata ma Edvald Boasson Hagen (Dimension Data) ha piazzato una bella stoccata a 2 km dal traguardo, approffittando del finale tortuoso del circuito finale, e nessuno è riuscito a chiudere.

I velocisti si sono dunque dovuti accontentare dello sprint per la seconda piazza che è andata a Maxi Richeze (Quick Step) davanti ad Alexander Kristoff (Katusha), quarto Luka Mezgec (Orica – Scott); solo decimo stavolta Elia Viviani (Sky).

La classifica generale finale vede Lars Boom (Lotto NL) imporsi, con 8″ su Edvald Boasson Hagen abile a guadagnarsi il podio grazie alla vittoria odierna; Stefan Küng (BMC) scivola in terza posizione a 10″, poi Campenaerts (Lotto NL) quarto a 13″ e Michal Kwiatkowski (Sky) quinto a 18″ davanti a Jos Van Emden (Lotto NL) a partità di tempo.

Caleb Ewan bis al Tour of Britain

Caleb Ewan conquista la seconda vittoria al Giro di Gran Bretagna

Caleb Ewan

La vittoria di Caleb Ewan

Caleb Ewan, dopo il successo nella frazione inaugurale, ha centrato il successo anche oggi sul traguardo di Scunthorpe. L’australiano della Orica-Scott ha preceduto anche in questo caso Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), mentre terzo in questa occasione è giunto il Campione europeo Alexander Kristoff (Katusha – Alpecin).

Sesto piazza  per Andrea Pasqualon, migliore degli italiani nella giornata odierna, che ha preceduto Elia Viviani mentre Daniele Bennati si è piazzato in nona posizione.  Tanta pioggia e freddo nella tappa odierna caratterizzata dal tentativo di Ian Bibby (JLT Condor), Matthew Holmes (Madison Genesis), Harry Tanfield (BIKE Channel Canyon), Graham Briggs (JLT Condor) e Peter William (ONE Pro Cycling) che provano ad andare in fuga dopo soli cinque chilometri.

I battistrada guadagnano fino ad oltre i 4 minuti di margine ma  Orica e Sky tengono i fuggitivi a “bagnomaria” fino ai meno nove chilometri dall’arrivo momento in cui il ricongiungimento si perfeziona. Inevitabile a quel punto la volata nonostante il tentativo di Philippe Gilbert della QuickStep – Floors,

 

 

Tour of Britain Viviani vince, squalificato Boasson Hagen

Tour of Britain Viviani viene stretto da Boasson Hagen e vince a tavolino

Tour of Britain Viviani

La volata

Tour of Britain Viviani vince la tappa dopo che  Edvald Boasson Hagen viene squalificato per scorrettezza.  La frazione odiera, da Kielder Park ad Blyth per complessivi 211.7, è stata caratterizzata dalla fuga di sette uomini: Graham Briggs, Matthew Holmes, Jacob Scott,  Rory Townsend,  Kamil Gradek,  Lukasz Owsian e Silvan Dillier.
I fuggitivi hanno raggiunto un vantaggio massimo attorno ai 5 minuti che poi è andato scemando fino a quando un passaggio a livello ha fermato il gruppo degli inseguitori cosi da permettere ai sette di riprendere un discreto vantaggio che, però, non è stato sufficiente ad arrivare al traguardo.

Quando i team dei velocisti prendono in mano la situazione, infatti il divario cala drasticamente; ai meno 8,5 dall’arrivo ecco che parte in solitaria Philippe Gilbert (Quick Step Floors), che si impegna a fondo nonostante il vento contrario. L’azione del vallone termina ai meno 4.9 km, con il Team Sky tirato addirittura da Geraint Thomas.

All’ultimo km entra davanti a tutti Bernhard Eisel, con alla ruota Doull e Viviani. L’ultima curva viene imboccata da Mark Renshaw, con alla ruota Edvald Boasson Hagen, il norvegese cambia improvvisamente traettoria chiudendo nettamente il nostro Elia Viviani

Il norvegese parte al centro della carreggiata, spostandosi diagonalmente verso la sua sinistra. E andando, in questo modo, a chiudere nettamente colui che era al suo lato, ossia Elia Viviani. Il veronese deve smettere di pedalare e si deve così accontentare della seconda posizione di giornata.

Dopo un lungo consulto, però, ecco che la giuria decreta la penalizzazione del norvegese e la vittoria del nostro Elia!

Tour of Britain vittoria di Caleb Ewan

Tour of Britain, Caleb Ewan vince la prima tappa

Tour of Britain

Tour of Britain vittoria di Caleb Ewan

Tour of Britain tappa inaugurale segnata da una fuga partita nei primi chilometri composta  Graham Briggs (JLT Condor), Mark McNally (Wanty-Groupe Gobert), Rob Partridge (Bike Channel Canyon), Jacob Scott(An Post Chain Reaction) e Connor Swift (Madison Genesis), i polacchi Karol Domagalski (ONE Pro Cycling) e Lukasz Owsian (CCC Sprandi Polkowice) e lo spagnolo Gorka Izagirre (Movistar Team). Il gruppetto raggiunge un margine di circa tre minuti che riesce a mantenere per buona parte della corsa. Provano ad allungare Domagalski e Owsian, la loro azione in un primo momento sembra aver buon gioco ma poi i due vengono riassorbiti.

Quando i team dei velocisti, soprattutto Team Katusha-Alepcin e  Team Sky,  si mettono a lavorare ecco che il distacco viene rapidamente azzerato così da portare il gruppo alla volata. Ad impostare lo sprint è Luka Mezgec, che lavora per Caleb Ewan che prende il centro della carreggiata di sampietrini e riesce a conquistare l’ottava vittoria della sua stagione anticipando il norvegese Edvald Boasson Hagen ed il nostro Elia Viviani.

Domani tappa di 211.7 km da Kielder Park a Blyth; anche in questo caso non si dovrebbe sfuggire da una volata di gruppo.

 

Edvald Boasson Hagen domina al Tour of Norway

Boasson Hagen conquista il Giro di Norvegia

Che giornata per Edvald Boasson Hagen, nel finale della quinta ed ultima tappa del Tour of Norway il padrone di casa è caduto a circa 12 km dall’arrivo molto sportivamente il gruppo ed in particolare Simon Gerrans, ha fatto rallentare il gruppo favorendo il rientro del norvegese.

Nell’ultima salitella ha provato ad allungare Sander Armée  ma senza esito tanto che la tappa si è decisa in volata e il buon Edvald non si è fatto mancare l’0ccasione per dominare la volata. La cosa particolare è che il norvegese ha avuto la meglio proprio su quel Simon Gerrans che lo aveva atteso dopo la caduta. Completa il podio di giornata il belga Tosh Van der Sande (Lotto Soudal).

Ancor più incredibile è che grazie all’abbuono Edvald Boasson Hagen conquista la corsa proprio davanti a (si sempre lui!)  Simon Gerrans. Il gesto nobile del passato vincitore di Sanremo e Liegi ha così regalato all’atleta del Team Dimension Datala terza affermazione nella corsa di casa in sette edizioni.

 

Tour of Norway vittoria di Dylan Groenewegen

Dylan Groenewegen trionfa al Tour of Norway

Giornata veramente tosta al Giro di Norvegia con pioggia, vento e tanto freddo ad accompagnare i corridori, ma nonostante i fattori meteorologici vi è stato un  arrivo a ranghi compatti nella seconda tappa del Tour of Norway: a Brumunddal a ad imporsi  è stato l’olandese Dylan Groenewegen (secondo successo in stagione per lui). Con oggi sono otto le vittorie nel 2017 del Team LottoNL-Jumbo.

L’olandese ha avuto la meglio sull’iridato Under23 Kristoffer Halvorsen e sul vincitore di ieri Edvald Boasson Hagen che è rimasto in testa alla classifica generale.

Edvald Boasson Hagen vince al Giro di Norvegia

Edvald Boasson Hagen

Grande da ricordare per il Team Dimension Data che, un paio d’ore dopo la vittoria di Omar Fraile al Giro d’Italia, si ritrova a festeggiare un altro successo, questa volta in Norvegia.

La prima tappa del Tour of Norway è stata, infatti,  vinta dall’idolo locale Edvald Boasson Hagen proprio nel giorno in del suo compleanno (30 anni). La tappa è stata caratterizzata da una lunga fuga del colombiano Juan Pablo Villegas (Manzana), partito prima con i norvegesi Marius Blalide Ludvik Holstad e poi rimasto in testa da solo fino a circa 25 chilometri dal traguardo.

Ripreso il fuggitivo inevitabile è stato l’arrivo in voltata che ha premiato Edvald Boasson Hagen che ha preceduto il belga Tosh Van der Sande, terzo invece Simon Gerrans che aveva provato ad anticipare la volata senza esito positivo.

Il Giro di Norvegia ai nastri di partenza

Il Giro di Norvegia ( Tour of Norwayè ai nastri di partenza, cinque tappe nel paese scandinavo classificato UCI 2.HC, un appuntamento che sta anno dopo anno aumentando la caratura del suo profilo  nell’UCI Europe Tour.

Naturalmente per la corsa norvegese la contemporaneità con Giro d’Italia e Tour of California ne riduce la qualità dei partecipanti ma comunque coinvolgerà cinque WorldTeams (nessuna formazione italiana). Il vincitore uscente è l’olandese Pieter Weening (Roompot-Nederlandse Loterij), atteso al via con il dorsale numero uno.

Tra i favoriti spiccato Edvald Boasson Hagen è alla ricerca del suo personale tris in Norvegia,  Tony Gallopin della Lotto Soudal e Simon Gerrans della Orica-Scott. Inevitabile considerare tra i papabili Pieter Weening (Roompot – Nederlandse Loterij), che solo dodici mesi fa ha conquistato il trionfo finale.

Sarà una corsa come sempre molto movimentata, senza una vera e propria tappa regina ma con tante difficoltà in ogni giornata, verosimilmente però a decidere la graduatoria finale sarà la quinta ed ultima frazione do 160 chilometri da Moss e Oslo in cui i chilometri di pianura sono una rarità.

La planimetria del Giro di Norvegia

LE TAPPE:

17.05. Tappa 1: Hønefoss – Asker (169,4 km / 146,6 km + 2×11,4 km)
18.05. Tappa 2: Eidsvoll – Brumunddal (194,1 km / 150,1 km + 2×22,0 km)
19.05. Tappa 3: Hamar – Lillehammer (192,5 km / 118,7 km + 3×24,6 km)
20.05. Tappa 4: Lillestrøm – Sarpsborg (193,7 km / 167,3 km + 2×13,2 km)
21.05. Tappa 5: Moss – Oslo (154,6 km / 110,5 km + 4×11,025 km)

ALBO D’ORO RECENTE:

2017 WEENING Pieter
2016 COQUARD Bryan
2015 KONOVALOVAS Ignatas
2014 DEMARE Arnaud
2013 DEMARE Arnaud
2012 ENGOULVENT Jimmy
2011 VOECKLER Thomas
2010 ELMIGER Martin