Doodle Google omaggia i cento anni di Gino Bartali

Doodle Google omaggia il campione toscano

Doodle Google omaggia i centro anni dalla nascita del mitico Gino Bartali nella home page del noto motore di ricerca

Doodle: Google omaggia Bartali

Doodle: Google omaggia Bartali

Doodle Google omaggia i centro anni di Gino Bartali con un l’ambitissimo logo temporaneo del noto motore di ricerca. Sono in tanti oggi a celebrare i cento anni dalla nascita del mitico Ginettaccio vincitore di 3 Giri d’Italia e due Tour de France oltre che mattatore nelle “classiche monumento” con 4 Sanremo e 3 Lombardia.

Il nome di Bartali è leggenda nel mondo del ciclismo e dello sport mondiale ma la popolarità dell’atleta toscano, le cui gesta sono narrate anche in numerosi libri (esiste anche un fumetto) va oltre i meriti sportivi. Il nome di Gino entra nella leggenda “politica” del nostro paese per aver quantomeno  calmato gli animi (se non evitato la guerra civile) dopo l’attentato a Palmiro Togliatti a cui furono sparati colpi di pistola da parte di Antonio Pallante, un fanatico anticomunista.

La popolarità extrasportiva di Bartali prende vigore a livello mondiale per la vicenda, per tanti anni taciuta, del suo supporto a favore di molte famiglie ebree fiorentine vittime delle persecuzioni razziali durante la seconda guerra mondiale.

In particolare il campione toscano, fece da “corriere” tra l’arcivescovado di Firenze e il convento francescano di Assisi portando documenti indispensabili per fornite identità nuove ai perseguitati.

Il maggio scorso, in occasione della partenza dell’ultimo giro d’Italia da Gerusalemme, Gino ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Israele dopo essere stato insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni conferito dallo stesso Stato d’Israele qualche anno prima.

Ora Google omaggia con un Doodle la figura di Gino con l’onore dell’immagine in home page, sicuramente una moderna celebrazione di un grande Uomo.

Doodle: cosa sono?

doodle sono dello modificazioni del logo di Google che il noto motore di ricerca presenta sulla propria home page in occasione di particolari eventi o ricorrenze. I Doodle possono essere mondiali o risultare differenti in base alla nazione di accesso

Il primo della storia venne dedicato il 30 agosto 1998 al Burning Man, un festival della durata di otto giorni che si svolge ogni anno dal 1986 a Black Rock City.

I doodle successivi sono usciti dall’estro di a Dennis Hwang, allora stagista presso Google e oggi affermato disegnatore (di doodle e non solo).

Sono diversi i personaggi famosi che sono stati celebrati da Google tra gli altri, si ricordano nomi del calibro di Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Andy Warhol, Nikola Tesla, Mahatma Gandi oltre ad atleti come Ayrton Senna e, appunto, Gino Bartali.

Doodle: il significato?

La parola in inglese significa “scarabocchio” ovvero i disegni che si fanno quando si è al telefono o durante noiose riunione. In origine il termine significava “sciocco”(dal tedesco dödel) da cui la canzone Yankee Doodle cantata dalle truppe inglesi durante la prima Guerra di Indipendenza Americana poi diventato canto patriotico statunitense.

 

 

Gino Bartali cittadino onorario di Israele

Gino Bartali cittadino Israeliano onorario

Gino Bartali cittadino onorario di Israele verrà nominato Mercoledì 2 maggio in una cerimonia organizzata dall’ambasciata d’Italia e dal Museo Yad Vashem

Gino Bartali cittadino onorario di Israele

Gino Bartali cittadino onorario di Israele

Gino Bartali cittadino onorario di Israele, la partenza dell’edizione 101 del Giro d’Italia da Gerusalemme sarà dedicata alla memoria di “Ginettaccio”. Il campione toscano durante la seconda guerra mondiale si prodigò nel trasporto di documenti, nascosti all’interno della canna della bicicletta, serviti a salvare la vita di circa 800 cittadini di religione ebraica.

Non era un segreto che Gino Bartali non fosse entusiasta dell’ascesa del Partito Fascista in Italia anzi lo stesso campione toscano si rifiutò di dedicare a Benito Mussolini la vittoria del Tour del 1938, nonostante l’insistenza dei fascisti.

Pur avendo molto da perdere non esitò nemmeno un secondo nell’accettare la rischiosa richiesta del cardinale di Firenze, l’arcivescovo Elia Dalla Costa, di unirsi a una rete segreta che offriva un passaggio sicuro agli Ebrei e alle altre persone in pericolo.

Gino Bartali, dall’inverno del ‘43 al giugno del ’44, si mise al servizio della Chiesa e di tutti gli uomini di buona volontà offendo la sua comprovata resistenza civile, oltre che fisica indossando la maglia della staffetta salvifica.

Documenti falsi venivano stampati ad Assisi dalla tipografia assisana, vicina alla cattedrale di Santa Chiara, di Luigi Brizi e il figlio Trento e consegnati a Bartali che li custodiva (al prezzo della propria vita) nella canna della bicicletta, sotto il sellino o nel manubrio fino al “traguardo” di Firenze.

Nell’autunno del 1943 Gino Bartali venne fatto prigioniero polizia fascista ma nessuno controllà la sua bicicletta e fu proprio questa dimenticanza che consentì al campione di salvarsi.

Nel 2006 è stata conferita alla memoria di Gino Bartali, dal Presidente della Repubblica di allora Ciampi, la Medaglia d’oro al valore civile e nel 2013 gli è stata assegnata dallo Stato di Israele l’importantissima onorificenza di Giusto fra le Nazioni ed ora ecco arrivare quest’altro importantissimo riconoscimento.

Queste le parole che Simmy Allen, portavoce dello Yad Vashem, ha riferito alle agenzie di stampa: “La legge sui Giusti delle nazioni consente a Yad Vashem la prerogativa di conferire anche, in casi particolari, una cittadinanza onoraria di Israele a chi fosse ancora in vita, oppure postuma ai suoi congiunti. Si tratta di una procedura molto rara e che viene usata con il contagocce”.

Il ciclismo piange Andrea Bartali

Andrea Bartali

Andrea Bartali

Ad una settimana dal via ufficiale del Tour de France il ciclismo piange la morte di Andrea Bartali, primogenito dell’indimenticato Ginetaccio. Andrea in questi ultimi anni, aveva preso a cuore la storia del padre, con l’obiettivo di dare ulteriore luce alla storia di Gino soprattutto nelle sue pieghe extrasportive.
Andrea si è impegnato molto nel rendere onore alle storie del padre in particolare legate alle vicende della seconda guerra mondiale e al supporto che il padre diede agli Ebrei italiani vittime delle discriminazioni razziali, Gino, grazie al lavoro di Andrea venne nominato “Giusto tra le Nazioni“.